9 Marzo 2015
Un team internazionale di ricercatori, esaminando fossili relativi al bacino e al femore di un esemplare ritrovato in Kenya, e datato a 1,9 milioni di anni fa, è arrivato alla conclusione che le prime specie umane erano diversificate nella struttura corporea, avendo parti del corpo distinte.
Questo non significa che le specie vivessero o si muovessero in modo differente, ma si suggerisce che fossero delle specie distinte che potevano essere identificate non solo dai tratti facciali, ma anche dal corpo.
[Dall’Abstract: ] Durante l’evoluzione degli ominidi, è generalmente accettato che ci sia stato un mutamento nella morfologia postcraniale nel passaggio da AustralopithecusHomo. Data la scarsità di resti dei primi Homo, comunque, relativamente poco è noto della morfologia postcraniale di questi. Ci sono indizi di diversità postcraniale tra specie, ma la nostra conoscenza della natura e dell’estensione delle differenze è limitata. Nello studio si presentano ilio e femore da Koobi Fora, in Kenya, Africa, datati a 1,9 milioni di anni fa, chiaramente attribuibile al genere Homo ma che documenta un pattern morfologico che non si ritrova in Africa nel primo Homo erectus africano. Si documenta così la presenza di almeno due morfotipi postcraniali nei primi Homo, e quindi una diversità che può riflettere differenze nella forma corporea o di adattamento.
Lo studio “Associated ilium and femur from Koobi Fora, Kenya, and postcranial diversity in early Homo“, di Carol V. Ward, Craig S. Feibel, Ashley S. Hammond, Louise N. Leakey, Elizabeth A. Moffett, J. Michael Plavcan, Matthew M. Skinner, Fred Spoor, Meave G. Leakey, è stato pubblicato sul Journal of Human Evolution.
Link: Journal of Human Evolution; University of MissouriPast Horizons