Il volume di Marco Muresu, “Il Monte Athos in età mediobizantina (sec. IX-XI) fra storia e archeologia”, è l’esito di una ricerca sull’archeologia, la storia e la documentazione materiale dei cenobi della Repubblica Monastica del Monte Athos (Αυτόνομη Μοναστική Πολιτεία Αγίου Όρους), dal IX all’XI secolo.
Il termine ‘Monte Athos’ identifica l’ultima delle tre lingue di terra che formano la penisola Calcidica, in Grecia. È un luogo unico al mondo, nonché uno dei più importanti santuari e mete di pellegrinaggio del cristianesimo ortodosso.
Monte Athos Marco Muresu
La copertina del volume “Il Monte Athos in età mediobizantina (sec. IX-XI) fra storia e archeologia” di Marco Muresu, pubblicato da Volturnia Edizioni (2020), nella collana Studi Vulturnensi, 23
I venti Sacri Monasteri dislocati nel suo territorio custodiscono ancora oggi alcune tra le migliori espressioni di arte sacra, architettura e pittura del panorama culturale del Mediterraneo orientale bizantino. Durante l’età medievale, Athos ha esercitato un ruolo forte ed influente verso la società del tempo, grazie al prestigio del suo fenomeno monastico, sviluppato dapprima in forma eremitica – a partire dalla prima metà del sec. IX – e successivamente divenuto comunitario e autonomo, grazie all’azione di figure cardine quali S. Atanasio di Megisti Lavra (~ 920 – 1000).
Lo studio delle principali testimonianze archeologiche, storiche e documentarie relative ai primi due secoli del monachesimo athonita, presentato in questa sede, permette di riconoscere la convergenza di interessi che hanno visto interagire imperatori, nobili, condottieri aspiranti monaci, mercanti, fino a ‘semplici’ fedeli e/o pellegrini, provenienti non solo dall’impero bizantino ma da tutto il bacino del Mediterraneo e dall’Europa continentale”.