3 Febbraio 2016

Il laser rivela i segreti dei Prussiani agli inizi del Medio Evo

Tumulo a Odoje scoperto dalla scansione laser aerea, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia
Tumulo a Odoje scoperto dalla scansione laser aerea, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia
Sei presunti tumuli sepolcrali, oltre ai resti di due insediamenti fortificati, terrapieni, fossi di scolo e altri elementi di sistemi di difesa della Sudovia (Jaćwież) nel primo Medio Evo sono stati localizzati nell’area lacustre di Ełk dagli archeologi del Museo Archeologico Statale a Varsavia. La scoperta è stata effettuata utilizzando la scansione laser aerea (airborne laser scanning – ALS).
Gli scienziati hanno effettuato rilevamenti in un’area di 110 km quadrati. Si sono concentrati su 11 area vicino ai celebri castelli e insediamenti fortificati situati nei distretti di Ełk e Grajewo.
“Crediamo che attorno a questi centri ci siano ancora molte posizioni ignote nelle loro forme paesaggistiche – residui di estesi sistemi difensivi degli esordi del Medio Evo. La Polonia nord-orientale è un’area ancora poco nota dagli archeologi. Le ragioni di questo stato delle cose comprendono le numerose paludi e le aree boschive” – ha spiegato Cezary Sobczak del Dipartimento di Archeologia di Balts (Museo Archeologico Statale a Varsavia), a capo del progetto.
Vista dell'insediamento a Skomack Wielki, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia
Vista dell’insediamento a Skomack Wielki, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia

Lo studio comprende le aree attorno agli insediamenti di Bajtkowo, Gorczyce, Rajgród, Rogale, Skomack Wielki, Skomętno Wielkie, Stare Juchy, Wierzbowo. L’analisi delle immagini create sulla base dei modelli di elevazione delle scansioni laser ha fornito molti dettagli di costruzione di città castello già note, e informazioni sullo stato di conservazione di dozzine di posizioni con le loro proprie forme paesaggistiche.
“Ad ogni modo, la più grande sorpresa è stata la scoperta, nell’area fortemente modificata dall’agricoltura, di grandi pietre precedentemente sconosciute e di cumuli di terra, probabilmente tumuli della prima Età del Ferro o persino più antichi” – ha riferito Sobczak.
Gli Archeologi hanno verificato i risultati di questo studio sul campo, durante la ricognizione di superficie. Presso due siti hanno pure portato avanti rilevamenti geofisici non invasivi. Comunque, secondo il leader del progetto, per confermare le funzioni, per determinare la cronologia e l’affiliazione culturale dei siti appena scoperti bisognerebbe effettuare degli scavi – finora gli studi non hanno prodotto risultati conclusivi.

I dati raccolti sono stati aggiunti al compendio preparato dal Museo Archeologico Statale a Varsavia, contenendo tutti i dati disponibili sugli insediamenti e sul sistema difensivo della Sudovia, come parte del progetto del Dipartimento di Archeologia di Balts – Atlante degli insediamenti fortificati della Sudovia. Il progresso del lavoro sul catalogo creato sotto la supervisione del dott. Marcin Engel può essere visto sul sito http://www.grodziskajacwiezy.pl.
Gli studiosi definiscono la Sudovia come il territorio tribale più orientale dei Prussiani agli esordi del Medio Evo. Le sue terre erano collocate parzialmente all’interno degli odierni confini placchi, comprendendo la regione di Suwalki e la vicina Augustów. La storia di questa regione è ben ricercata da un punto di vista archeologico per il periodo romano e per quello delle Invasioni barbariche del V secolo (NdT: Migration Period). Solo in anni recenti, dopo ricerche intensive, gli studiosi hanno potuto gettare nuova luce sulla storia di questa terra nei primi secoli del Medio Evo (secoli IX-XIII). È stato durante questo periodo che i guerrieri a cavallo della Sudovia devastarono gli insediamenti dei loro vicini. La fine della tribù ebbe luogo al volgere dei secoli tredicesimo e quattordicesimo.
Insediamento a Stare Juchy con un terrapieno scoperto grazie all'apparecchiatura LIDAR, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia
Insediamento a Stare Juchy con un terrapieno scoperto grazie all’apparecchiatura LiDAR, foto: Museo Archeologico Statale a Varsavia

La scansione laser che ha utilizzato il  LiDAR e le prospezioni del terreno e geofisiche sono state portate avanti nel 2015. Il progetto è stato finanziato con fondi del Ministero della Cultura e del Patrimonio Culturale Nazionale e della Provincia di Mazowieckie Province, con priorità 5 “Protezione dei siti archeologici” – ricognizione non invasiva degli insediamenti fortificati della Sudovia nell’area lacustre di Ełk.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

 

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