13 Gennaio 2016

Studiare uno stile letterario allo stesso modo delle impronte digitali

"Rete di relazioni stilometriche nelle scritture del famoso predicatore puritano Jonathan Ewards dai tempi dell'America coloniale". Fonte: materiali di ricerca di M.Choiński e J.Rybicki
“Rete di relazioni stilometriche nelle scritture del famoso predicatore puritano Jonathan Ewards dai tempi dell’America coloniale”. Fonte: materiali di ricerca di M.Choiński e J.Rybicki
Utilizzando una speciale applicazione per il computer, si può analizzare lo stile letterario, e persino la paternità delle opere. Il metodo della stilometria è utilizzato, tra gli altri, dai ricercatori della Univesità Jagellonica che, insieme a quelli dell’Università di Yale, studiano i sermoni americani del diciottesimo secolo per confrontarli con quelli dei predicatori odierni.
Ricercatori da Cracovia, il dott. Michał Choiński e il dott. Jan Rybicki, entrambi dall’Istituto di Inglesistica presso l’Università Jagellonica, si specializzano nella stilometria, che è un’analisi stilistica innovativa dei testi letterari, attraverso l’utilizzo di metodi che fanno uso del computer. Utilizzano uno strumento creato da un altro eminente esperto di stilometria da Cracovia, il dott. Maciej Eder dall’Istituto di Lingua Polacca PAS.
"Sinners" (Peccatori) - scansione della prima pagina del più famoso sermone di Edwards, pubblicato nel 1471 nelle colonie americane. Fonte: materiali di ricerca di M.Choiński e J.Rybicki
“Sinners” (Peccatori) – scansione della prima pagina del più famoso sermone di Edwards, pubblicato nel 1471 nelle colonie americane. Fonte: materiali di ricerca di M.Choiński e J.Rybicki

“La Stilometria è simile al cercare e verificare le impronte digitali. La premessa di base del nostro studio è che ciascuno di noi scrive in uno stile assolutamente individuale. Questa individualità si basa sulle parole che l’autore utilizza più frequentemente. Se possiamo calcolare matematicamente quanto spesso certe parole appaiano in certe combinazioni, possiamo determinare chi ha scritto il testo oggetto di studio” – Così ha spiegato il dott. Choiński in un’intervista a PAP.
Il programma al computer “Stylo” utilizzato dai due ricercatori permette, per esempio, di contare le parole che capitano più di frequente, le relazioni verbali e i pattern. I metodi di stilometria sono ampiamente usati nei test della polizia – permettendo, ad esempio, di determinare sulla base dello stile, se due lettere sono scritte dalla stessa o da persone differenti. Anche i filologi usano sempre più la stilometria per confermare o confutare la paternità di testi letterari.
Nel loro precedente progetto di ricerca, Eder e Rybicki utilizzarono la stilometria per esaminare “Il buio oltre la siepe” (NdT: titolo originale “To Kill a Mockingbird”) di Harper Lee. Questa autrice americana, dopo più di mezzo secolo di silenzio letterario, ha recentemente pubblicato il suo secondo romanzo, “Va’, metti una sentinella” (NdT: titolo originale “Go Set a Watchman”). Infatti, questo “secondo” romanzo è risultato essere una bozza molto precoce del suo successivo bestseller.
Il libro fu ricevuto freddamente dai critici americani: alcuni dei critici delusi hanno persino dubitato la paternità del libro da parte di Harper Lee. I ricercatori di Cracovia hanno preparato un parere esperto che ha confermato in maniera conclusiva la paternità da parte di Harper Lee per entrambi i romanzi. Il mistero, ad ogni modo, rimane l’estensione del contributo dell’editor Tay Hohoff al successo de “Il buio oltre la siepe”. Hohoff si occupò della preparazione della preparazione in seguito del bestseller per la stampa.
Quel team di filologi dall’Università Jagellonica sta attualmente conducendo studi di stilometria su un altro argomento: “Il linguaggio dei sermoni americani coloniali del diciottesimo secolo”. Come parte del progetto si vuole creare un corpus (database di testi) di predicatori americani del diciottesimo secolo ed esaminare il loro stile, le tecniche di persuasione e i segnali di paternità. Lo studio triennale è portato avanti con l’assegno di ricerca “Opus”, del Centro Nazionale della Scienza.
Secondo Choiński, i ricercatori raggiungeranno presto il punto intermedio del progetto, durante il quale coopereranno con il Centro Jonathan Edwards dell’Università di Yale.
Il risultato principale dello studio è quello di creare un corpus di centinaia di sermoni dal diciottesimo secolo in lingua Inglese. Dopo il completamento del progetto, il corpus sarà reso disponibile ai ricercatori dell’Università di Yale, così come alle persone interessate.
I ricercatori da Cracovia spiegano che in tempi coloniali in Nord America i predicatori predicavano a folle persino di 12-14 mila persone. Era un fenomeno sociologico e linguistico interessante, un importante mezzo per trasferire informazioni. È noto che il pubblico avrebbe reagito istericamente a volte, quando il predicatore disegnava immagini infernali o dell’Apocalisse davanti ai loro occhi.
“L’utilizzo della stilometria ci fornisce una visione migliore sul funzionamento della religione nella cultura americana e sullo sviluppo di una cultura della parola parlata. Con questo metodo statistico, possiamo esaminare fino a che punto i predicatori – oggi e un tempo – utilizzano testi biblici, e confrontano i loro discorsi con il testo del Vecchio e del Nuovo Testamento. Possiamo anche imparare come i pattern del linguaggio del diciottesimo secolo sono sopravvissuti nel linguaggio degli odierni +teleevangelisti+ come Billy Graham, estremamente popolare negli Stati Uniti” – nota Choiński.
Crede che relazionarsi alla stilometria nella letteratura non sia mai noioso. “È come giocare a fare il detective, è affascinante e intrigante” – ha riferito il filologo di Inglese dell’Università Jagellonica.
Gli studi di stilometria degli scienziati di Cracovia su “Il buio oltre la siepe” e sulla prosa americana contemporanea hanno catturato l’attenzione della stampa americana. Un articolo è stato pubblicato, tra gli altri, dal “Wall Street Journal”.
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.