28 Agosto 2015

Gli antichi Romani, amanti del vino

L'autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L’autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L’Italia è famosa per i suoi vini pregiati da centinaia di anni. Nonostante questo, già più di 2,5 migliaia di anni fa i suoi abitanti importavano bevande fin dalla Grecia. La dott.ssa Paulina Komar, dottorata dell’Istituto di Storia all’Università di Wroclaw investiga perché i Romani, nonostante il gran numero di vigneti propri, importassero vino dagli estremi orientali del Mediterraneo.
Un Romano adulto consumava in media un litro di vino al giorno, che significa che la produzione e la distribuzione della bevanda erano elementi importanti dell’economia antica. L’argomento del consumo del vino nella Repubblica e nell’Impero Romano ha attratto notevole interesse per anni. Fino ad oggi, ad ogni modo, poca attenzione è stata dedicata ai vini importati dal territorio della Grecia. La dott. ssa Paulina Komar ha deciso di riempire questo vuoto. Per il suo progetto intitolato “Greek wines in ancient Italy: consumption, distribution, and social and economic aspects” (Vini greci nell’Italia antica: consumo, distribuzione, e aspetti economici e sociali) ha ricevuto finanziamenti dal Centro Nazionale della Scienza durante il concorso FUGA. Condurrà la ricerca all’Istituto di Archeologia dell’Università Jagiellonica.
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar


“Ho proposto un approccio interdisciplinare al soggetto. Vorrei guardare a tutte le possibili fonti di consumo di vino greco nell’Italia antica” – ha spiegato.
Come prima cosa, la ricercatrice leggerà antichi testi letterari – che ci dicono quale sapore avesse il vino, quale fosse il suo colore e gusto. In seguito darà uno sguardo attento alle anfore, ai contenitori ceramici, che in tempi antichi erano utilizzati per trasportare vari prodotti, principalmente vino, olio d’oliva e salse di pesce. La loro forma e i timbri indicano il luogo di produzione dei contenitori. Un confronto della percentuale di anfore greche per vino in tutti i contenitori ceramici per il trasporto della bevanda permetterà una stima della scala del suo consumo. Questo dirà alla ricercatrice quanto vino greco bevevano gli abitanti della penisola italiana. In aggiunta, le scritte dipinte sulle anfore spesso forniscono informazioni sui commercianti e sulle caratteristiche del prodotto.
“È un vero tesoro di conoscenze sulle persone coinvolte nel trasporto di vino. L’analisi dei nomi dei mercanti permetterà di determinare se i distributori di vini greci erano cittadini romani, residenti dell’Italia, o Greci. In aggiunta, è possibile determinare il loro status sociale, se si trattava di cittadini Romani nati liberi, di liberti o schiavi” – ha aggiunto.
La dott.ssa Komar ha indicato come i precedenti studi portati avanti dai ricercatori fossero spesso incompleti – e si giungeva a conclusioni basandosi solo su di una fonte. Ad esempio, sulla base dell’analisi delle fonti letterarie, si scoprì che i vini greci importati a Roma erano beni di lusso, il che non è vero.
La ricercatrice ha proposto l’ipotesi che i vini greci in Italia in antichità e al tempo della Repubblica (dal settimo al primo secolo a. C.) fossero beni di lusso e un simbolo di alto status sociale. A quel tempo, la distribuzione aveva poca importanza economica. Nel tempo, la situazione cambiò. Con l’avvento dell’Impero Romano, le importazioni cominciarono a crescere rapidamente. Il vino greco cominciò a diventare popolare e consumato in massa dalla classe media.
“Sembra che il ruolo della zona Egea nella fornitura di vino per l’Italia centrale sia paragonabile al ruolo dell’Egitto come fonte di rifornimento di grano! Ponendola semplicemente, si potrebbe dire che lo stato dei Faraoni divenne il granaio degli Imperatori, e la Grecia – il loro vigneto” – ha spiegato la dott.ssa Komar.
Nel terzo secolo, ad ogni modo, vi fu una crisi nell’Impero. La ricercatrice verificherà come l’instabilità politica influì sull’importazione di vino. Uno degli obiettivi di ricerca della dott.ssa Komar è quello di analizzare la presenza del vino greco nel contesto dei momenti chiave della Storia Romana.
 

 
Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.