1 Gennaio 2016

Lancio del più grande studio sulle mummie egiziane

Marzena Ożarek-Szilke (L), Kamila Braulińska (2L) e Wojciech Ejsmond (R) durante una conferenza stampa riguardante il  Warsaw Mummy Project, a Otwock. Col progetto, i ricercatori studieranno più di 40 mummie antiche di umani e animali. Lo studio fornirà la possibilità di trovare tracce di malattie avvenute in antichità. Foto: PAP/Jacek Turczyk 15.12.2015
Marzena Ożarek-Szilke (L), Kamila Braulińska (2L) e Wojciech Ejsmond (R) durante una conferenza stampa riguardante il Warsaw Mummy Project, a Otwock. Col progetto, i ricercatori studieranno più di 40 mummie antiche di umani e animali. Lo studio fornirà la possibilità di trovare tracce di malattie avvenute in antichità. Foto: PAP/Jacek Turczyk 15.12.2015
Ricercatori studieranno più di 40 mummie umane e animali, come parte del Warsaw Mummy Project, che è stato inaugurato a Otwock. Lo studio darà la possibilità di trovare tracce di malattie avvenute in antichità.
Gli autori del progetto sono archeologi e bioarcheologi polacchi, dottorandi all’Università di Varsavia: Wojciech Ejsmond, Kamils Braulińska e Marzena Ożarek-Szilke. Il progetto è portato avanti in stretta cooperazione con il Museo Nazionale a Varsavia, che ha in cura le mummie.
Il Warsaw Mummy Project è la più grande iniziativa accademica interdisciplinare dedicata allo studio delle mummie antiche.
Gli scienziati controlleranno innanzitutto se le mummie sono autentiche, e cosa contengono. “Specialmente nel caso degli animali mummificati sappiamo che gli insiemi spesso contengono solo parti degli animali – tali mummie erano prodotte in massa e vendute ai pellegrini come offerte votive agli dei nei templi” – ha spiegato a PAP Marzena Ożarek-Szilke.
Lo studio risponderà anche a domande riguardanti le specie, il sesso e l’età delle mummie, ma soprattutto darà una possibilità di trovare tracce di malattie avvenute in antichità, comprese malattie delle ossa, disordini alimentari, malattie infettive, vascolari, parassitarie, e in particolar modo il cancro.
Da sinistra: Marzena Ożarek-Szilke, Kamil Braulińska, Dorota Ignatowicz-Woźniakowska, Monika Dolińska e Andrzej Radkowski, durante la conferenza stampa riguardante il Warsaw Mummy Project, a Otwock. Foto: PAP/Jacek Turczyk 15.12.2015
Da sinistra: Marzena Ożarek-Szilke, Kamil Braulińska, Dorota Ignatowicz-Woźniakowska, Monika Dolińska e Andrzej Radkowski, durante la conferenza stampa riguardante il Warsaw Mummy Project, a Otwock. Foto: PAP/Jacek Turczyk 15.12.2015

La prima fase è cominciata martedì 15 Dicembre 2015, nel Centro Internazionale sul Cancro Affidea a Otwock, sotto la supervisione di oncologi e radiologi. Test che hanno utilizzato la tomografia computerizzata (CT) e camere digitali all’avanguardia per gli esami a raggi X sono proseguiti fino a mercoledì.
Dopodiché, le mummie torneranno nei magazzini del Museo Nazionale, dove ulteriori test continueranno fino al 2018, e poi saranno esibite nella mostra attualmente in fase di riorganizzazione presso la Galleria di Arte Antica.
“Finora solo pochi progetti di ricerca interdisciplinare sulle mummie sono stati effettuati, nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Canada, e nel 2001 i ricercatori hanno portato avanti una serie di test sulla mummia egiziana a Cracovia – ha ricordato Ożarek-Szilke. – Il nostro progetto implicherà l’andare oltre i metodi noti e utilizzati da altri team, vogliamo anche sviluppare nuove tecniche e analisi mediche, finora non utilizzate per i test sulle mummie”.
Ha sottolineato che la scienza moderna permette di studiare gli antichi Egiziani non solo per soddisfare la curiosità e spiegare i misteri del passato, ma pure per i benefici tangibili che vengono dalla ricerca sulle malattie che ci affliggono oggi.
La seconda fase del Warsaw Mummy Project consisterà nel raccogliere campioni dalle mummie – ad ogni modo, come investigatori riservati – senza danneggiare le opere, utilizzando la laparoscopia. Questo permetterà di condurre accurate analisi di laboratorio, compresi gli studi genetici utilizzando i test del DNA.
“Siamo onorati di aver contribuito a questo affascinante progetto. Acquisire la conoscenza sui tipi di tumore ritrovati in tempi antichi, sugli organi che attaccarono e gli stadi di sviluppo delle malattie può significativamente contribuire al miglioramento dei presenti metodi per prevenire e combattere il cancro” – ha affermato Andrzej Radkowski, direttore medico di Affidea Polonia, il partner medico esclusivo per la prima fase della ricerca del Warsaw Mummy Project.
Il progetto polacco coinvolge anche i Carabinieri Italiani. “Il loro contributo sarà particolarmente prezioso. Gli Italiani hanno ampia esperienza nella dattiloscopia e traseologia dei resti mummificati” – Ożarek-Szilke ha riferito a PAP. Ha aggiunto che grazie all’analisi delle impronte l’occupazione del defunto potrà essere determinata, se svolgesse attività fisiche, se era mancino o destro. Sarà anche possibile determinare l’origine dei morti – se erano Nubiani, Egizi, e forse Ittiti.
Le mummie egizie sono state oggetto di numerosi test tomografici sin dagli anni settanta. Finora, i reperti da circa cento mostre di questo tipo sono state esaminate. È una parte molto piccola di tutte le mummie che si trovano nei musei mondiali. “Ma non sono mai stati testati così meticolosamente, in una maniera così completa e all’interno di un progetto così complesso e interdisciplinare, come quello che il nostro team sta per intraprendere” – crede Ożarek-Szilke.
Dorota Ignatowicz-Woźniakowska, Capo Conservatore al Museo Nazionale a Varsavia, ha affermato che il laboratorio del museo riorganizzato intende essere attivamente coinvolto nella seconda fase dello studio. Il potenziale del museo sarà rafforzato dalla cooperazione con una delle più avanzate istituzioni di ricerca  – il Centro di Ricerca interdisciplinare Biologico e Chimico dell’Università di Varsavia. “Siamo anche aperti a iniziative scientifiche non convenzionali e le supportiamo. E il Warsaw Mummy Project è un’iniziativa di questo tipo”- ha aggiunto Ignatowicz-Woźniakowska.
Il progetto degli scienziati può essere seguito dal sito: http://warsawmummyproject.com/. “Questo promuoverà pure la Polonia e presenterà i risultati in numerose pubblicazioni scientifiche e conferenze all’estero” – hanno annunciato Braulińska e Wojciech Ejsmond.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

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