26 Agosto 2015
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Un nuovo studio ha esaminato 15 tra ritratti di mummie egizie e dipinti di epoca romana da Tebtunis (in Egitto). È risultato l’utilizzo del pigmento blu in modi inusuali e in luoghi inaspettati, ovvero dove non è apparentemente visibile.
La conclusione sarebbe che, anche se i pittori cercavano di non dare a vedere che stavano utilizzando questo colore, in realtà ciò avveniva. Un’altra possibile spiegazione risiederebbe nella capacità di brillare del pigmento.

Lo studio “Investigating the use of Egyptian blue in Roman Egyptian portraits and panels from Tebtunis, Egypt”, di Monica Ganio, Johanna Salvant, Jane Williams, Lynn Lee, Oliver Cossairt, Marc Walton, è stato pubblicato su Applied Physics A.
 
Link: Applied Physics ANorthwestern University; Science Daily; Live Science.
Il Governatorato di Al Fayyum (o di Faiyum), da WikipediaCC BY-SA 3.0 de, caricata da NordNordWest (Karte: NordNordWest, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de).