26 Agosto 2015
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Mortai in pietra di 12500 anni fa furono utilizzati per produrre farina dall’orzo selvatico, presso il sito di Huzuq Musa nella Valle del Giordano, e risalente alla Cultura Natufiana. Veniva lì prodotta anche quella che è stata definita una “proto-pita“, sotto forma di pane non lievitato e cotto col carbone.
La sfida era allora quella di non raccogliere tutto, ma di lasciare dell’orzo nei campi per la stagione successiva. Si tenga presente che la domesticazione dei cereali fu raggiunta solo 10500 anni fa, per cui prima di essa vi furono pranzi a base di cereali e farina per due o tre millenni. Alla Cultura Natufiana bisogna dunque ricondurre un sistema agricolo-tecnologico determinante nella transizione da una società di cacciatori raccoglitori a una stabile di agricoltori. Gli archeologi hanno anche ripercorso le diverse attività che conducono dal cereale alla farina, utilizzando gli strumenti dell’epoca che si sono dimostrati particolarmente adatti allo scopo.

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Lo studio “Experimental Barley Flour Production in 12,500-Year-Old Rock-Cut Mortars in Southwestern Asia”, di David Eitam, Mordechai Kislev, Adiel Karty, Ofer Bar-Yosef, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS OneScience Daily via Eurekalert via Bar Ilan University.
Fig 2. Fasi della procedura sperimentale, utilizzando gli strumenti natufiani. Da PLOS One, © 2015 Eitam et al., Creative Commons Attribution License.

Fig 1. A. Mappa dei siti Natufiani con mortai stretti e conici nel Levante meridionale: (1) piccole grotte 11, 17, 22; (2) Grotta di Ornit; (3) Grotta di Usba; (4) Terrazza di Wadi Malich; (5) Umm Sawaneh 5; (6) Rosh Horesha; (7) Saflulim; (8) Romam; (9) Abu Salem; (10) Ramat Harif; immagine di sfondo © Sémhur / Wikimedia Commons / CC-BY-SA-3.0. B. Grani di orzo praticamente sbucciati in seguito al terzo giro di sgusciamento nel mortaio stretto e conico. C. Frantumazione dei grani sgusciati in farina grazie al movimento radiale intensivo nel mortaio stretto e conico, con un lungo pestello in legno. D. Farina raffinata e del groat depositato nella buca a forma di coppa adiacente, in seguito al primo giro di macinazione. Da PLOS One, © 2015 Eitam et al., Creative Commons Attribution License.