27 Agosto 2015

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE

Direzione artistica Gigi Proietti

 

dal 3 al 20 settembre ore 21.00

OTELLO

regia di Marco Carniti

traduzione di Vittorio Gassman

Otello_ Il Cast con Marco Carniti 

Prodotto da Politeama Srl

 

 Dal 3 al 20 settembre ore 21.00 il Silvano Toti Globe Theatre ospita la prima assoluta di OTELLO per la regia di Marco Carniti nella traduzione di Vittorio Gassman.
Otello è una grande metafora dell’identità e della fragilità umana. Una tragedia moderna che esplora un dramma  intimo e psicologico.  Protagonisti sono Otello (Maurizio Donadoni), uomo tutto gerarchie e disciplina,  Desdemona (Maria Chiara Centorami), che per lui rappresenta la seduzione e il desiderio di integrazione culturale e Iago (Gianluigi Fogacci), la mente dell’opera, il costruttore di un percorso obbligato per tutti i personaggi che diventerà trappola di morte anche per se stesso. Carniti rappresenta tutto questo attraverso una scenografia dominata da una serie di cancelli che vanno a formare un simbolico tunnel dove il campo di azione di ognuno si restringe fino ad arrivare verso una morte inesorabile.
 
La stagione proseguirà dal  24 al 27 settembre con  THE COMEDY OF ERRORS (regia di Chris Pickles) prima rappresentazione in lingua inglese ospitata dal Globe Theatre e, a grande richiesta del pubblico, dal 30 settembre all’11 ottobre torna il SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE per la regia di Riccardo Cavallo (dal mercoledì al venerdì alle ore 21.00 e sabato e domenica alle ore 18.00).
 
La stagione 2015 del Silvano Toti Globe Theatre – unico teatro elisabettiano d’Italia, nato nel 2003 grazie all’impegno dell’Amministrazione Capitolina e della Fondazione Silvano Toti per una geniale intuizione di Gigi Proietti – è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma. La sua realizzazione è possibile grazie al contributo della Banche Tesoriere di Roma Capitale (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena). La produzione degli spettacoli è di Politeama srl, l’organizzazione e la comunicazione sono di Zètema Progetto Cultura.
 
Note di Regia
 
IAGO: IL MALE AL POTERE. INFEZIONE, SEDUZIONE E POSSESSIONE DI OTELLO
Bianco e nero. Perché Otello è nero? Cosa significa per noi oggi il “nero” di Otello?
Shakespeare non tocca sole le corde politiche e razziali del problema ma lo sviluppa in profondità per poter parlare dell’anima dell’uomo. Esplora nella labirinto della psicologia umana fino a farlo scoprire dentro noi stessi. La parte nera, oscura, che distrugge l’essere umano. La parte che non segue la ragione e che lascia all’intuito e all’istinto la soluzione finale. Ed è solo dando luce a questa parte oscura che oggi possiamo non essere Otello. E uccidere Iago. Solo portando alla luce il dubbio. Il proprio dubbio interiore. Si evita l’autodistruzione.
 
Tutti siamo Otello. Tutti siamo  neri. Il nero è in tutti noi. Tutti siamo vittime di una parte di noi stessi che ci rende vulnerabili e autodistruttivi. In ognuno di noi esiste quella parte oscura e non risolta che ci fa precipitare nel vuoto e nell’oscurità.
Basta un nulla per trasformare una roccia in polvere.
Basta un nulla per mettere l’uomo di fronte al suo “dubbio”. Al sospetto.
E il “dubbio” come una coscienza parallela spacca in due l’uomo facendolo precipitare nella schizofrenia .
Non esiste l’uomo senza il dubbio. Non esiste il dubbio senza l’uomo. Un circolo vizioso che lo fa cadere nel caos. L’uomo si costruisce e si distrugge da solo. La parte animale uccide la ragione.
 
Otello ha un crollo d’identità. Identità politica e culturale.
Otello è l’altra faccia di Amleto. “Gli uomini dovrebbero essere quello che sembrano” dice Iago, quindi non solo “essere o non essere” ma “essere quello che sei”, dentro e fuori.
Otello è una grande metafora sull’esistenza dell’uomo e della sua identità. La denuncia di una condizione di fragilità che porta alla perdita di sé e non lascia scampo .
Una tragedia moderna che esplora un dramma  intimo, familiare. Chiuso su se stesso. Una storia di violenza che si consuma tra le quattro mura di un ambiente domestico. Un dramma psicologico alla Bergman … a tinte forti. Tutti vittime di una parte di se stessi. Tutti vittime della macchina del potere che li guida.
Otello è un uomo sensibile e profondamente solo, per  cultura e per educazione militare. Una macchina militare che di fronte ai sentimenti si autodistrugge. Un uomo allo specchio che non ritrova più la sua immagine e impazzisce. Un uomo tutto gerarchie e disciplina che vive in un mondo i cui sentimenti sono messi sotto processo. E Desdemona rappresenta un desiderio di integrazione culturale e l’ incontro con una parte di sé mai vissuta. L’amore opposto alla guerra. E’ la seduzione che li unisce. È la seduzione che guida questa tragedia.
 
Shakespeare però è moderno nel fondere il male e il bene con l’unione intellettuale tra Otello e Iago. Otello diventa vittima e complice al tempo stesso della sua autodistruzione. Segue un percorso pianificato da lui stesso approvato. Un disegno di morte e un gioco di potere improvvisato dalla  mente di un abile politico che vuole riconquistare la sua centralità agli occhi del mondo. Jago.
Un servo del mondo che si fa esplodere. Uno schiavo che, come un perfetto ingranaggio ad orologeria, pianifica la sua ribellione politica e sociale,  incurante dell’inevitabile conseguenza che la bomba gli possa esplodere tra le mani come un moderno kamikaze.
 
Tutti sono vittime di loro stessi e dei propri lati oscuri. E Iago, con anima chirurgica non farà altro che dilatare una frattura, un vuoto, una debolezza, già esistenti in ognuno dei personaggi della tragedia , facendoli precipitare nel caos sia sul piano politico che psicologico.
Tutti diventano marionette nelle mani di Iago e a trionfare è il suo genio.
Iago è la mente dell’opera e la macchina da lui costruita il percorso obbligato per tutti i personaggi Un percorso che diventerà una trappola di morte anche per se stesso.
Per questo ho voluto la scenografia dominata da una serie di cancelli e formare un lungo cunicolo,  un imbuto capovolto, un simbolico tunnel che via via restringe il campo d’azione isolando i personaggi e le singole scene come frammenti cinematografici. Un percorso obbligato per tutti dove tutti  sono condotti verso la morte.
Marco Carniti
 
Interpreti
(in ordine alfabetico)
 

Doge-Graziano SIMONE BOBINI
Desdemona MARIA CHIARA CENTORAMI
Montano-I° senatore NICOLA CIAFFONI
Bianca ANTONELLA CIVALE
Brabanzio NICOLA D’ERAMO
Otello MAURIZIO DONADONI
Iago GIANLUIGI FOGACCI
Ludovico SEBASTIAN GIMELLI MOROSINI
Cassio MASSIMO NICOLINI
Roderigo GIGI PALLA
Emilia CARLOTTA PROIETTI

 
Scene
FABIANA DI MARCO
 
Costumi
MARIA FILIPPI
 
Musiche originali
DAVID BARITTONI
 
Consulente musicale
ADAMO LORENZETTI
 
Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema – Progetto Cultura