16 Febbraio 2016

Diversi mata'a. Credit: Carl Lipo, Binghamton University
Diversi mata’a. Credit: Carl Lipo, Binghamton University

Fino ad oggi, si pensava che i manufatti triangolari ritrovati sulle coste di Rapa Nui (in Cile) fossero punte di lancia. Un nuovo studio li ha analizzati, smentendo questa ipotesi e affermando che si tratta invece di strumenti dai molteplici utilizzi. L’ipotesi che la civiltà sull’Isola di Pasqua sia stata spazzata via da conflitti e guerre viene quindi a perdere un fondamentale elemento di prova.
Tradizionalmente si spiega che, prima dell’arrivo degli Europei, i notevoli conflitti tra gli abitanti (e il conseguente collasso di quell’antica civiltà) furono determinati dall’esaurimento delle risorse sull’isola. Come prova di questa spiegazione ci sarebbero mata’a, oggetti triangolari in ossidiana ritrovati a migliaia sull’isola. Secondo lo studio si tratterebbe in realtà di strumenti multiuso, in grado sì di tagliare ma utilizzati nella coltivazione, a scopi rituali (ad esempio, tatuaggi), nella lavorazione delle piante. 
L’ossidiana è un vetro vulcanico molto tagliente: finora si era perciò ritenuto che i mata’a fossero stati utilizzati come armi. Il nuovo studio ha analizzato oltre quattrocento di questi strumenti, caratterizzandone la forma da un punto di vista quantitativo. Sulla base delle differenze rispetto ad altre armi tradizionali, si è concluso che non potevano essere utilizzati nei conflitti, e d’altra parte sarebbero stati pessimi per lo scopo. Per Carl Lipo dell’Università di Binghamton , basta guardarli per rendersi conto che non sembrano affatto delle armi, e d’altra parte sono effettivamente diversi rispetto a qualsiasi altro strumento utilizzato in guerra, quale che sia la provenienza.
L’idea che i mata’a fossero armi utilizzate nei conflitti che portarono al collasso di questa società sarebbe insomma una tarda interpretazione europea, e non qualcosa che trova riscontro da un punto di vista archeologico. Quelle popolazioni sarebbero dunque vissute con successo sull’isola, fino all’arrivo degli Europei.
Cartina del Pacifico che indica Rapa Nui. Credit: Carl Lipo, Binghamton University
Cartina del Pacifico che indica Rapa Nui. Credit: Carl Lipo, Binghamton University

Le spiegazioni riguardanti il declino demografico dell’Isola di Pasqua sono tendenzialmente due: una che ritiene che gli abitanti abbiano causato la fine del proprio ambiente, con conseguenze gravissime per la popolazione; l’altra invece ritiene responsabili gli Europei, arrivati nel 1722, che avrebbero portato le malattie che uccisero i Rapa Nui.
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Lo studio “Weapons of war? Rapa Nui mata’a 1 morphometric analyses”, di Carl P. Lipo, Terry L. Hunt, Rene Horneman e Vincent Bonhomme, è stato pubblicato su Antiquity.
Link: AntiquityEurekAlert! via Binghamton University; Daily Mail.
La foto, opera di Makemake, ritrae due ahu a Hanga Roa. Sullo sfondo Ahu Ko Te Riku (con un pukao in testa), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da KAMiKAZOW,

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