“Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”. Prossima candidatura italiana per l'UNESCO

CANDIDATURA ITALIANA PER L’ISCRIZIONE NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO

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Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo” saranno la prossima candidatura italiana per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO, tenutosi il 22 gennaio a Roma, ha così deliberato nel merito della candidatura seriale che è stata elaborata dall’Italia come capofila insieme con Croazia e Montenegro.
Il Consiglio Direttivo ha espresso grande apprezzamento per la qualità del dossier transnazionale e contestualmente ha giudicato molto positivamente il dossier di “Ivrea, città industriale del XX secolo”, che ha concluso anch’esso il complesso lavoro di redazione.
A seguito di un percorso lungo e complesso le due candidature sono state elaborate e completate con il coordinamento tecnico scientifico del Segretariato Generale – Ufficio UNESCO del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Il Consiglio Direttivo, con una procedura innovativa, ha deliberato di inviare entrambe le candidature all’UNESCO, con l’ordine di priorità che vede “Le Opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo” al primo posto. In conformità con le procedure stabilite dalla Convenzione, la proposta verrà valutata dal Comitato del Patrimonio Mondiale entro il mese di luglio 2017.

L'UNESCO condanna le distruzioni a Bosra al-Sham

23 - 24 Dicembre 2015
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L'UNESCO ha condannato le distruzioni che hanno interessato parte di Bosra al-Sham, antica città della Siria che in epoca romana era la capitale della provincia di Arabia. C'è paura per ulteriori danni al cortile adiacente il teatro del secondo secolo, e per la cittadella Ayyubida. Bosra al-Sham è nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità.
Link: UNESCOUN News Centre; Now; UNESCO
La cittadella a Bosra al-Sham, col teatro all'interno, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Locer.
 
 


Nuovo studio svela Angkor Wat ancora più grande

9 Dicembre 2015
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Il complesso di templi del dodicesimo secolo di Angkor Wat stupisce sempre per la sua magnificenza. Quello che però può sfuggire è il fatto che quanto vediamo oggi è in realtà solo un singolo elemento in una grandissima città dispersa su una vasta area.
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Queste le conclusioni di un nuovo studio, che ha pure evidenziato come lo stesso Tempio di Angkor Wat fosse molto più grande e complesso di quanto ritenuto finora, con molte più componenti. A colpire è soprattutto una gigantesca, massiccia struttura meridionale (1500m x 600m) dalle funzioni ancora ignote: è fatta di sabbia ed è possibile notarne il design a spirale. Vi sarebbero inoltre torri, costruite e demolite nelle fasi iniziali e di costruzione del tempio: probabilmente dei santuari temporanei prima del completamento dei lavori. Sarebbero inoltre presenti fortificazioni in legno di epoca successiva (1297-1585 d. C. oppure 1585-1630 d. C.), forse un ultimo tentativo difensivo (e l'unico noto per un tempio di quella cultura).
La ricerca si è avvalsa della tecnologia di scansione laser aerea LiDAR, di radar per penetrare il suolo e di scavi mirati. L'area di Angkor Wat sarebbe dunque un luogo "a bassa densità", e le nuove scoperte sfidano la concezione tradizionale del tempio come riservato alle élite locali.
Su un piano differente, si segnala pure il nuovo divertente video che spiega il corretto codice di condotta per un turista ad Angkor Wat che, si ricordi, è nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

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Corea: il primo carattere di stampa mobile da Manwoldae?

1 Dicembre 2015
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Un carattere di stampa mobile in metallo, risalente al tempo del Regno medievale di Goryeo, è stato ritrovato nel sito del Palazzo di Manwoldae, presso la città di confine di Kaesong, nella provincia nord coreana dello Hwanghae Settentrionale.
Si tratterebbe del più antico al mondo, visto che predaterebbe la distruzione di Manwoldae (nel 1361), e che quello che era ritenuto finora il più antico carattere di stampa mobile daterebbe al 1377. Il carattere cinese in questione sarebbe 嫥, che significa "costante", "solo" o "adorabile" (In Inglese: “constant”, “sole” o “lovely”). Ulteriori analisi saranno però necessarie.
Ad oggi, il progetto al lavoro a Manwoldae ha portato alla luce 19 edifici e 3500 reperti. Le due Coree stanno compiendo scavi congiunti lì, e la stessa Manwoldae è stata aggiunta alla Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 2013.
Link: Korea Times; The Chosunilbo; NK News
Dipinto di Kim Hong-do, Kyehoe sul Sito di Manwoldae (http://www.naenara.com.kp/en/history/?culture+92309+1), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Oaktree b.
 


Una taberna bizantina da Efeso

20 - 26 Novembre 2015

Fig. 1. Taberna Bizantina lungo la Kuretenstraße, con panchine e un piccolo tavolo da un blocco di marmo. © ÖAI 2015/ Niki Gail
Taberna Bizantina lungo la Kuretenstraße, con panchine e un piccolo tavolo da un blocco di marmo. © ÖAI 2015/ Niki Gail

Una taberna di epoca bizantina, datata al settimo secolo, è stata riportata alla luce ad Efeso dall'Österreichischen Archäologischen Instituts (ÖAI).
Coppa per bere, © ÖAI 2015/ Niki Gail
Coppa, © ÖAI 2015/ Niki Gail

La scoperta accidentale è avvenuta a seguito dei lavori per proteggere una delle tre strade principali della città (Kuretenstraße) dal rischio di frane.
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Legge n. 77/2006. Misure di tutela e fruizione a favore dei siti Unesco

LEGGE N. 77/2006. Misure di tutela e fruizione a favore dei siti Unesco

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L’Italia, tra i 191 stati membri della Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e naturale del 1972, è il Paese con il maggior numero di siti iscritti nella Lista (51).
Il 20 febbraio 2006 fu emanata la Legge n. 77 Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale, posti sotto la tutela dell’UNESCO, una legge fondamentale che, per la prima volta, stabiliva normativamente che i siti UNESCO, per la loro unicità, sono punti di eccellenza del Patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano, nonché elementi fondanti della rappresentazione del nostro Paese a livello internazionale.
La Legge 77, che prevede anche interventi finanziari a sostegno delle attività di valorizzazione, comunicazione e fruizioni dei siti stessi (art. 4), ha inoltre formalmente riconosciuto i Piani di gestione richiesti dall’UNESCO quali strumenti atti ad assicurare la conservazione dei siti e a creare le condizioni per la loro valorizzazione (art. 3).
La gestione dei siti UNESCO italiani fa capo ai diversi soggetti che, nell’ambito delle specifiche competenze istituzionali, sono responsabili delle attività di tutela, conservazione e valorizzazione o che sono soggetti di riferimento per le azioni legate alla conoscenza, alla sensibilizzazione, alla promozione economica. La Circolare del Segretario Generale n. 33 (22 ottobre 2015), di applicazione della Legge, individua pertanto tra tali soggetti i “beneficiari” ed i “referenti” dei siti, cui è demandato il compito di presentare le domande di finanziamento e di effettuare la rendicontazione relativa all’attuazione dei progetti approvati.

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UNESCO e Italia insieme all'Albania per la lotta al traffico illecito di beni culturali

UNESCO E ITALIA OFFRONO FORMAZIONE PER LA LOTTA AL TRAFFICO ILLECITO DI BENI CULTURALI IN ALBANIA

© frame del video sulla lotta contro il traffico illecito di beni culturali nell'Europa sud-orientale - Testa di Asclepio rubata dal Museo Archeologico di Butrint tornata in Albania
© frame del video sulla lotta contro il traffico illecito di beni culturali nell'Europa sud-orientale - Testa di Asclepio rubata dal Museo Archeologico di Butrint tornata in Albania
Dal 23 al 27 novembre 2015, un gruppo di funzionari dei ministeri della cultura, dell’interno, della giustizia, e delle autorità doganali dell'Albania saranno a Roma per beneficiare di un seminario di formazione organizzato dall'Ufficio Regionale dell'UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, Venezia (Italia), assieme al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Il traffico illecito di beni culturali produce un considerevole volume di affari criminali che s’intrecciano con altre reti e attività delinquenziali transnazionali, come il commercio di armi e droga. Oltre a danneggiare la storia e l'identità delle comunità interessate, e dell’intera umanità, i profitti derivanti dal traffico illecito di beni culturali sono spesso legati anche al finanziamento di gruppi terroristici.
Per questi motivi, la lotta contro il traffico illecito di beni culturali sta diventando una priorità nell'agenda politica culturale internazionale. Ciò vale anche per i paesi dell'Europa sud-orientale. Una prima riunione di esperti del sud-est europeo è stata organizzata nel 2006 dall'Ufficio Regionale dell'UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa a Ohrid, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, per discutere di cooperazione regionale. Un secondo seminario regionale ha avuto luogo a Gaziantep, Turchia, nel 2012, sempre organizzato dall'Ufficio UNESCO a Venezia. Le conclusioni di questi due incontri indicavano come priorità il rafforzamento delle capacità a livello nazionale, con particolare attenzione al coordinamento fra le varie istituzionali interessate, quali le forze di polizia, i ministeri della cultura, le agenzie doganali e la magistratura.

29a Assemblea Generale dell’ICCROM

29a Assemblea Generale dell’ICCROM
Dal 18 al 20 novembre i rappresentanti di 134 Paesi si incontrano a Roma per discutere sulla Tutela del Patrimonio Culturale Mondiale

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I delegati di 134 Stati membri si incontreranno a Roma in occasione della 29a Assemblea Generale dell’ICCROM (Centro Internazionale per lo Studio della Conservazione e Restauro dei Beni Culturali) dal 18 al 20 novembre 2015, per discutere sui futuri orientamenti dell’organizzazione.

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La più antica chiesa nei tropici, nel cuore del commercio degli schiavi nell'Atlantico

6 Novembre 2015

La più antica chiesa nei tropici, dissotterrata nel cuore del primo commercio degli schiavi nell'Atlantico

I resti di una chiesa sull'Isola di Santiago a Cabo Verde, al largo della costa dell'Africa Occidentale, datano al tardo quindicesimo secolo – quando il Portogallo colonizzò per la prima volta le isole che giocavano un ruolo centrale nel commercio globale degli schiavi in Africa. Gli scavi archeologici stanno aiutando gli abitanti di Capo Verde ad ottenere una nuova visione sulla loro notevole e a lungo oscurata storia.

Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Archeologi dell'Università di Cambridge hanno dissotterrato la più antica Chiesa Cristiana Europea ai tropici su una delle isole di Capo Verde, a 500 km al largo della costa dell'Africa Occidentale, dove i Portoghesi fondarono una fortezza per cominciare i primi commerci con l'Africa a sud del Sahara. Questo si tramutò in un commercio globale di schiavi africani a partire dal sedicesimo secolo, nel quale Capo Verde (NdT: Cabo Verde in Portoghese)giocò una parte centrale come uno dei principali centri di trasbordo.
I primi resti della chiesa di Nossa Senhora da Conceição datano a partire dal periodo attorno al 1470, con una costruzione ulteriore e più grande risalente al 1500. Ampliamenti e nuovi rivestimenti della chiesa con mattonelle importate da Lisbona sono stati anche documentati.

Questa chiesa è il più antico edificio formale coloniale europeo scoperto nell'Africa subsahariana: così affermano i ricercatori. Fu ritrovato da le rovine di Cidade Velha, la precedente capitale di Capo Verde, che al suo apice era la seconda città più ricca dell'Impero Portoghese; una città che incanalò lo schiavismo per quasi 300 anni.

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Cina: completati i restauri alle Grotte di Yungang

29 Ottobre 2015
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Completati i restauri alle Grotte di Yungang, nella regione cinese di Shanxi. A minacciare queste opere di 1500 anni fa è l'esposizione agli agenti atmosferici. Particolarmente critica la situazione nelle Grotte Wuhua, le cinque grotte meravigliose, dai colorati affreschi.
Le Grotte di Yungang rientrano nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Link: Xinhua, Archaeology News Network; UNESCO.
Le Grotte di Yungang nel 2010, da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, caricata da e di Sfu (Marcin Białek).