Black & White di Lewis Shiner

Razzismo, esotismo e folklore in un’epopea americana

Nel 2019 ho prestato attenzione alla scoperta di nuove realtà editoriali, lontane dal mainstream e più libere di osare nella proposta dei titoli. Tra le varie case editrici scoperte in questo tour libresco segnalo con molto piacere la Giulio Perrone Editore che si è distinta per un catalogo originale, fresco (e allo stesso tempo classico, si veda il libro di Joyce) e molto ben curato sotto il profilo estetico. Cosa che un mero materialista come me apprezza moltissimo. Della collana Hinc Joe di narrativa americana, curata e diretta dal magistrale Joe R. Lansdale, ho letto il romanzo Black & White di Lewis Shiner. L’autore è principalmente conosciuto per i suoi romanzi fantascientifici e fantastici, ma in questo testo proposto da Giulio Perrone Editore, Shiner rimane legato a un contesto “realista”: ero perciò molto curioso di conoscere il passaggio dal genere fantastico a quello più “tradizionale” compiuto dallo scrittore americano e sono rimasto piacevolmente sorpreso del risultato.

D’altro canto Black & White presenta delle apparenti contaminazioni magiche e fantastiche, al limite del grottesco, che danno al titolo una flebile etichetta di realismo magico, ma il tutto è così saggiamente contestualizzato che è un piacere immergersi in questa storia vera, misteriosa e cruda.

Inizio anni 2000, Michael Cooper è il nostro protagonista, un giovane uomo tormentato da una carriera brillante ma che gli sta troppo stretta, quella del fumettista di super eroi come Batman o Luna. Se la sfera lavorativa non lo soddisfa in pieno Michael sul versante familiare è completamente distrutto perché sta assistendo agli ultimi giorni di vita di suo padre, malato di cancro. Michael raggiunge la famiglia in North Carolina, precisamente nella multi-etnica città di Durham che storicamente è sempre stata una culla per i discendenti degli schiavi africani impiantati nelle isole caraibiche come Haiti, infatti uno dei quartieri (abitato dalla popolazione di colore) si chiamata Hayti.

Fayetteville St., Hayti, attorno al 1940. Courtesy of the Durham County Library, NC Collection. Foto di Alex Rivera – The Durham County Library, GFDL

Michael si ritrova a confrontarsi con suo padre, che sul punto di morte sembra volergli confessare un segreto. La rivelazione tarda ad arrivare ma Michael sente che all’interno della sua famiglia ci sono troppi segreti, cose non dette, veri misteri. Il tutto sembra accentuato dalla strana atmosfera che aleggia sopra il quartiere di Hayti, dove una chiesa cristiana al posto della croce sul suo tetto ha uno strano simbolo voodoo africano. Indagando Michael scopre il passato del padre e quello della città di Durham, una frontiera abitata da bianchi capitalisti e gente di colore osteggiata dai violenti razzisti. Gli anni sessanta sono gli anni del libertinismo sessuale, delle proteste di Martin Luther King, delle sostanze stupefacenti, delle sperimentazioni musicali e artistiche e soprattutto del boom economico americano post bellico e dell’era della tirannia congressuale ed edilizia. Su uno sfondo così complesso e ricco di elementi pericolosi la popolazione di colore di Hayti è guidata dal carismatico leader popolare Barrett Howard che combatte contro la supremazia bianca, in difesa delle proprie tradizioni e del benessere del suo quartiere. Indagando tra le macerie di quel decennio, Michael scopre proprio che Barrett Howard è stato ucciso e il suo cadavere nascosto in una colata di cemento all’interno di un cavalcavia autostradale. E suo padre lavorava al cantiere stradale proprio quarant’anni prima: il padre di Michael è coinvolto nell’omicidio di uno dei più grandi rivoluzionari di Durham.

Black & White è un romanzo crudo, violento e allo stesso tempo delicato, viaggia attraverso linee temporali con i suoi protagonisti maschili tormentati e quelli femminili forti ma ugualmente fragili. Shiner tratteggia un arazzo politico culturale spettacolare, per bocca dei personaggi secondari e con le opportune citazioni storiche. Assistiamo alla Durham del presente, in bilico con gli eredi di coloro che lottavano per la supremazia della propria razza, e ci perdiamo nella Hayti degli anni ’60 dove il principale obiettivo degli abitanti afroamericani era quello di essere riconosciuti, rispettati e integrati. Nel sottobosco narrativo striscia il voodoo, atavica forza magica dal cuore africano e dal sangue caraibico, che alimenta con le sue proprietà stregate la popolazione di Hayti. Sintomatico questo parallelismo di Shiner, da un lato la civiltà occidentale prettamente coadiuvata dallo slancio industriale e politico dall’altro la civiltà afromericana (civiltà sincretica, ibrida, mista) che si appella ai lati reconditi dell’irrazionalità umana e si affida al fantastico e magico mondo del voodoo spiritico. Tale parallelismo può sembrare l’ennesimo tentativo di affibbiare a una popolazione ritenuta “inferiore” delle credenze superstiziose e inutili, ma Shiner non si lascia sedurre dagli stereotipi dell’esotismo narrativo ( tendenza, come per l’orientalismo, di metabolizzare un’altra cultura con meccanismi di percezione distorsiva) ma contestualizza il tutto in una densa storia che viene accennata a piccole dosi tra le diverse sezioni temporali e narrative.

Amori, tradimenti, violenze, satira politica e mosaico ambizioso, perfino documento storico per descrivere la storia di Durham. Black & White è tutto questo, una storia di famiglia che si incastra nella storia della società americana. Inoltre, Shiner sdogana anche la subdola etichetta di autore di fantasy e fantascienza, la quale incolpa gli autori di questi generi di non essere capaci di scrivere altro. Una delle letture più affascinanti del 2019 e lo dico in tutta sincerità… o sono sotto il controllo di un sortilegio voodoo?

Black & White Lewis Shiner.
Copertina del romanzo Black & White di Lewis Shiner.