7 Dicembre 2015

Polacchi studiano l’antica colonia greca di Tana

Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
Archeologi al lavoro. Foto di M. Matera
L’antica città, risalente a più di duemila anni fa, e situata nell’odierna Russia, alla foce del Fiume Don nel Mar d’Azov, è stata studiata dalla spedizione del Centro Ricerche per le Antichità dell’Europa Sud-orientale dell’Università di Varsavia. Si tratta della sola missione archeologica permanente polacca al lavoro nel paese.
I Ricercatori sono tornati dagli studi di una delle più remote colonie greche in Agosto, ma solo ora sono stati in grado di completare le analisi necessarie che permettono di tracciare conclusioni circa lo scopo e l’età dei vari ritrovamenti. Tra le scoperte più interessanti hanno citato porzioni del terrapieno rinforzato con uno strato di grandi pietre non tagliate.
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera
Il terrapieno con lo strato di pietra esterno. Foto di M. Matera

“La datazione assoluta della struttura fa sorgere una serie di difficoltà. Il rafforzamento in pietra fu coperto con uno strato artificiale che costituisce il coronamento dei bastioni. Il materiale archeologico scoperto nel corso della ricerca è, ad ogni modo, cronologicamente irregolare – ha affermato il dott. Marcin Matera dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Varsavia, alla guida della spedizione. – La stratigrafia di questa parte degli scavi mostra, ad ogni modo, che il terrapieno fu costruito dopo la conquista di Tana da parte di Polemone”. Polemone I fu un re del Bosforo Cimmerio, che regnò nel primo secolo a. C.

Durante la stagione di ricerca, la spedizione polacca è anche riuscita a scoprire due stanze di un’abitazione datata al periodo ellenistico. I muri di una di queste furono coperti con intonaco in creta.
“Questo è un importante conseguimento. Finora è il secondo caso di stanza intonacata scoperta a Tana” – ha notato il dott. Matera. La prima stanza con tracce di intonaco fu scoperta nel 2007, anche da archeologi dell’Università di Varsavia.
Foto: Fotolia
Foto: Fotolia

La spedizione dell’Università di Varsavia conduce scavi nella parte occidentale dell’antica Tana (NdT: Τάναϊς in Greco) sin dal 1996. Finora hanno scoperto oltre 1000 m² di stanze con resti architettonici. Le scoperte più interessanti fatte dagli archeologi polacchi comprendono un sistema di difesa unico per le porte occidentali della città (fondata nel periodo ellenistico e ricostruita, probabilmente agli esordi del primo secolo a. C., ovvero durante il dominio di Mitridate VI del Ponto nel Regno del Bosforo Cimmerio), monumentali edifici residenziali e uno sviluppo urbano adiacente alla fortificazione.
Fino ad epoca recente, gli scienziati credevano che la parte occidentale di Tana fosse stata completamente abbandonata dai residenti dopo la cattura della città da parte del Re del Bosforo Cimmerio, Polemone I. Si riteneva che il suo territorio fosse stato utilizzato solo come sito per lo smaltimento dei rifiuti e come necropoli per i bambini. Durante le ultime tre stagioni di scavi, i polacchi sono riusciti a scoprire i resti di prove riguardanti la continuazione della funzione residenziale di questa parte della città fino agli ultimi anni ottanta nel primo secolo d. C. La campagna di scavi di quest’anno ha portato ulteriori prove a sostegno di questa teoria.
Tana fu probabilmente fondata da coloni greci agli inizi del terzo secolo a. C. Era situata al confine tra le antiche civiltà e le tribù della steppa. Le possenti fortificazioni di Tana avrebbero dovuto proteggerla dalle ondate in arrivo di nomadi da Oriente. Della città scrisse Strabone, che trattò la sua devastazione da parte di Polemone alla fine del primo secolo a. C.  Il risveglio di Tana venne alla fine del primo secolo d. C. Dopo duecento anni, la città cadde completamente in declino, dopo l’invasione dei Sarmati o dei Goti.
La ricerca a Tana, che ebbe luogo a Giugno e Luglio, ha coinvolto scienziati dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Varsavia, del Centro Ricerche per le Antichità dell’Europa Sud-orientale dell’Università di Varsavia, e il Museo-Riserva a Tana. Il team di ricerca polacco era parte della spedizione archeologica polacca nel Museo-Riserva di Tana, guidata dal dott. Sergei Ilyashenko. Il loro lavoro è stato finanziato da una concessione del Centro Nazionale della Scienza, col supporto dell’Università di Varsavia.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

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