Per strane combinazioni del destino un libro stupendo, Polpette e altre storie brevissime si è incuneato nella mia libreria, ma prima di farlo si è ritagliato un posto singolare tra i ventricoli palpitanti del mio cuore. Jacopo Masini lo conoscevo come uno dei responsabili di Saldapress, squisita casa editrice di fumetti, ma non ero certo pronto al suo lato di scrittore (e divulgatore, insegnante, comunicatore).

polpette e altre storie brevissime Jacopo Masini
Copertina di Polpette e altre storie brevissime, di Jacopo Masini, pubblicato da Del Vecchio Editore (2020), con illustrazioni di Rossana Capasso e progetto grafico di Maurizio Ceccato

Polpette e altre storie brevissime, edito da Del Vecchio Editore, è stata una scoperta a dir poco straordinaria. Prendendo in prestito dalla tradizione favolistica italiana, dai racconti di Malerba, dagli apologhi o le massime di grandi moralisti, Masini instaura uno storytelling del tutto personale e inedito, una contro-narrazione del minimalismo. Serpeggia il cinismo delle agre centurie manganelliane, ma anche le stoccate satiriche e sprezzanti dei grandi aforisti; ma questi sono soltanto echi, tributi, rimaneggiamenti di un patrimonio letterario grande quanto la storia umana stessa. Il titolo alimentare non fa che evidenziare la struttura gastro-consequenziale del libro, una volta ingerita una polpetta di Masini non si può far a meno di concludere il libro. E come tutte le polpette riservano sorprese, da quelle piccanti e speziate a quelle bianche sfumate col vino, per poi finire a quelle spadellate col burro e salvia. Storie brevi, lapidarie, laconiche a volte, legate da un etereo nesso di meraviglia e follia.

 

Masini racconta amore, separazioni, struggimento emotivo, ma anche un mondo allucinato e allucinante, onirico e spiazzante. Un fantastico conturbante e sfumato prende piede in micro-racconti pindarici e a volte oscuri, una delizia per il palato del lettore che rifugge il realismo pragmatico.  Masini spintona il lettore in pozzanghere di affanni linguistici, lo stimola e lo sfida alla comprensione del più sottile significato, lo estrania con la sinteticità di quelle cinque o sei righe che nascondono un macro-cosmo travestito da mini costruzioni narrative. Un po’ appare la Commedia umana di Balzac che nasconde al suo interno un campionario di individui, maschere e archetipi umani che vanno irrisi o compatiti; Masini costruisce la sua personale galleria di personaggi, vicini all’Assurdo di Beckett, proponendo un tagliere di generi letterari che spaziano dal weird all’orrore fiabesco, dal fantastico fino al no-sense postmoderno.  Le polpette sono acrobazie di semplicità narrante, afferrano il cuore e lo legano al senso profondo della parola, del lemma, del campo semantico. Non si sfugge alla metodica coercizione di Masini, le sue storie hanno echi lontani, ctoni e arcaici che ci intrappolano in dedali senza fine.

 

Polpette e altre storie brevissime è in definitiva una prova di scrittura capace di stupire, innamorare e far cambiare idea a coloro che non amano gli scrittori italiani. Invito tutti a sfogliare questo campionario di bellezze esplosive, a conoscere Del Vecchio Editore, che confeziona libri meravigliosi nel contenuto e nella resa materiale, e consiglio a chiunque di esplorare l’editoria indipendente, per non lasciarsi schiacciare dal peso nevrotico delle massicce campagne pubblicitarie. Proprio tra i tanti “best seller”, “libri dell’anno”, ecc. troverete chi nella scrittura ci crede davvero. Uno di loro è Jacopo Masini.

polpette e altre storie brevissime
Jacopo Masini, autore, sceneggiatore di fumetti, insegnante di scrittura creativa. Credits: Jacopo Masini