7 Ottobre 2015

Archeologi polacchi scoprono un’inusuale sepoltura germanica nella Repubblica Ceca

Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska
Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska
Scienziati dell’Istituto di Archeologia del’Università di Rzeszów hanno studiato la tomba di un importante rappresentante della popolazione germanica dei Marcomanni a Nezabylice, nella parte nord occidentale della Repubblica Ceca. È la più grande e ricca necropoli scoperta in questa regione, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Durante i pochi anni di ricerca presso il sito, gli scienziati hanno scoperto dozzine di tombe che datano approssimativamente a duemila anni fa. Ad ogni modo, questa stagione è chiaramente considerata di svolta a causa di una scoperta inusuale. Tombe simili nella Repubblica Ceca sono state scoperte principalmente fino alla metà del ventesimo secolo. Negli anni recenti, gli archeologi hanno studiato e documentato pienamente solo una sepoltura simile, ed è questo il motivo per cui il ritrovamento è considerato eccezionale, anche in termini di opportunità cognitive e analisi ulteriori.
“La persona seppellita in questa tomba era probabilmente qualcuno importante per la comunità locale, perché lo sforzo impiegato nella costruzione di questa tomba deve essere stato considerevole” – ha spiegato la dott.ssa Agnieszka Půlpánová-Reszczyńska dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Rzeszów, a capo degli scavi.

Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska
Studio della tomba, foto di A. Půlpánová-Reszczyńska

Duemila anni fa la tomba doveva davvero sembrare impressionante. I ricercatori speculano persino sul fatto che la camera sepolcrale rivestita di pietre fu scavata in una più antica sepoltura di un tumulo dell’Età del Bronzo. Il defunto fu steso sulla sua schiena in una bara in legno (forse fatta da un trono cavo), collocata in una profonda camera sepolcrale. Dietro la sua testa c’erano due contenitori – una casseruola con un manico decorato con teste di uccelli e il motivo del bastone di Dioniso (tirso, NdT), in bronzo, e un contenitore in argilla. Gli indumenti del defunto erano assicurati da una fibbia marrone. Si è anche conservato il fermaglio della cintura, con una punta decorativa e i resti della cintura in pelle. Sfortunatamente, nessun frammento di tessuto è sopravvissuto ai nostri giorni. Gli studi antropologici hanno rivelato che il defunto era un giovane maschio adulto, con un fisico piuttosto robusto e un’altezza oltre i 180 cm.
“Anche se la tomba non conteneva altrettanti reperti come le altre cosiddette tombe principesche, crediamo che la struttura, le dimensioni, e la natura dei contenuti scoperti permettano di classificarla in questo gruppo. Non possiamo neppure escludere che parte della tomba ai piedi del defunto sia stata saccheggiata – simili tombe contenevano più recipienti in bronzo in quel luogo, e nel nostro caso c’era uno spazio vuoto e pietre più allentate nella loro disposizione” – ha spiegato la Direttrice degli scavi.
Gli Scienziati credono che la tomba appartenesse a un rappresentante dell’aristocrazia locale dei Marcomanni, il cui capo fondò il Regno di Maroboduo agli inizi del primo secolo d. C. Fu la prima organizzazione barbarica ad essere parzialmente modellata sull’Impero Romano, che mantenne relazioni politiche e commerciali con Roma.
“Prove di questi contatti e la formazione di élite nelle società barbare sono le ricche tombe con oggetti provenienti dall’area dell’Impero. Crediamo che ulteriori sepolture di questo tipo ci stiano aspettando nelle prossime stagioni di scavi a Nezabylice. I rilevamenti geofisici che abbiamo effettuato in precedenza indicano la possibilità di scoperte simili presso questo sito” – ha concluso Agnieszka Půlpánová-Reszczyńska.
Il terreno sepolcrale fu scoperto nel 2010 da utilizzatori di metal detector, durante una ricerca illegale. Grazie alla veloce risposta degli archeologi locali da Chomutov e Most, un certo numero di reperti poté essere recuperato: spade, parti di scudo, punte di freccia, speroni, contenitori in bronzo, fibbie e altri piccoli oggetti caratteristici del periodo Romano. Fu anche deciso di cominciare gli scavi. Nel 2012, gli Archeologi Polacchi si unirono alla squadra e hanno continuato il loro lavoro anche questa estate.

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Write A Comment

Pin It