Alle nuove scoperte non ci si abitua mai e da quando il cantiere della Regio V ha preso avvio, Pompei ci regala sempre qualche tassello in più della sua storia. Ad emergere questa volta, dopo secoli, è un ricco larario in un ambiente ancora in corso di scavo in una casa già indagata ad inizio Novecento.

Per confronti, il larario sicuramente risulta essere uno dei più belli fino ad ora visti nella città vesuviana, se non per i temi abbastanza classici, per l’eleganza e la raffinatezza delle pitture. Al centro di una parete con natura lussureggiante si trova l’edicola sacra con la raffigurazione del Lari, dei protettori della domus e, al di sotto, due grandi serpenti agatodemoni, portatori di prosperità e di buon auspicio.

Lo spettatore antico e moderno trova davanti a se un continuo gioco tra illusione e realtà, tra natura dipinta e rigoglio vegetale, che doveva trovare un richiamo nella presenza di un’aiuola sottostante il larario con un pavone dipinto che sembra calpestare il giardino paradisiaco.

Un altro parallelismo tra gioco illusionistico e realtà è creato dalla presenza di un’arula fittizia dipinta con uova e pigna e un’arula vera in pietra ritrovata nel giardinetto e sulla quale vi sono tracce di bruciato di quelle offerte che gli abitanti della casa avevano dedicato agli dei protettori, garanti di prosperità e benessere.

Sulla parete opposta, invece, vi è raffigurata una scena di caccia su fondo rosso con un bestiario molto vario dove spiccano animali di colore chiaro che circondano un cinghiale nero, quasi un’allusione allo scontro tra bene e male.

Sicuramente la destinazione dell’ambiente è di tipo cultuale, anche se ancora da definire sono gli spazi, considerata anche la presenza di elementi insoliti come la vasca bordata dal giardinetto, posta al centro dell’ambiente e lo spazio soppalcato ancora da scavare.

Questi straordinari ritrovamenti che continuano a regalare grandi emozioni, rientrano nel più vasto intervento di manutenzione, quello della messa in sicurezza dei  fronti di scavo – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – che sta interessando i circa 3 km di fronti  che delimitano l’ area non scavata di Pompei. Un intervento fondamentale in una delle aree più  a rischio del sito, mai prima trattata complessivamente e che oggi grazie all’operazione di riprofilamento dei fronti, che ha lo scopo di ridurre la pressione del terreno sulle aree già scavate, ci sta anche consentendo di portare alla luce ambienti intatti con splendide decorazioni.”

Foto dall’Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei – presso Antiquarium Boscoreale, per gentile concessione di Ciro Fusco