Verranno riportati in vita i mammuth lanosi?

23 Aprile 2015 1024px-Woolly_mammoth
Un team di ricercatori internazionali ha quasi completato il sequenziamento dell'intero genoma di due mammuth lanosi (Mammuthus primigenius) provenienti dalla Siberia. Per Hendrik Poinar, questa scoperta implica la possibilità di riportare in vita specie estinte, che sarebbe teoricamente realizzabile entro alcuni decenni. A molti verrà probabilmente in mente il film Jurassic Park, mentre gli studiosi utilizzano il termine de-estinzione.
Lo studio ha peraltro permesso di investigare altri problemi. Innanzitutto, le ragioni dietro l'estinzione della specie, che sarebbero complesse e  non limitate al cambiamento climatico e alla caccia da parte dell'uomo. Il declino delle popolazioni e della loro diffusione comporterebbe la perdita di diversità genetica e l'accoppiamento tra consanguinei. Proprio la perdita di diversità genetica è apprezzabile tra il primo mammuth proveniente dalla Siberia nord orientale e datato a 44800 anni fa, e il secondo, datato a 4300 anni fa e proveniente dall'Isola di Wrangel, l'ultimo rifugio dell'animale. Il declino dei mammuth lanosi si sarebbe verificato in particolare tra i 250 mila e i 300 mila anni fa, e poi nuovamente alla fine dell'Era Glaciale.
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Le malattie dietro l'estinzione dei Neanderthal?

3 Aprile 2015
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Un nuovo studio ipotizza che a determinare l'estinzione dei Neanderthal siano state le malattie, portate in Europa dai moderni umani provenienti dall'Africa.
Quello dei Neanderthal non sarebbe stato però un sacrificio inutile: alcuni geni sarebbero rimasti nei moderni umani e contribuiscono alla nostra difesa dalle malattie.
[Dall'Abstract: ] I genomi di alta qualità provenienti dai Neanderthal dell'Altai e dai Denisovan stanno rivelando quali regioni del DNA degli ominidi arcaici sono permangono nel moderno genoma umano. Alcune di queste regioni sono associate ad una risposta alle infezioni e al sistema immunitario, suggerendo che alleli derivati dei Neanderthal, ritrovati nei moderni Europei ed abitanti dell'Estremo Oriente, possano essere associati con l'autoimmunità. Fonti indipendenti di prove fondate sul DNA permettono una rivalutazione della natura e della tempistica della prima transizione epidemiologica. Combinando prove dagli scheletri e di natura archeologica e genetica, ci si interroga se la prima transizione epidemiologica in Eurasia fosse così strettamente legata all'inizio dell'Olocene così come ritenuto precedentemente. Ci sono prove chiare per suggerire che questa transizione cominciò prima della comparsa dell'agricoltura  e che occorse su di una scala temporale di decine di migliaia di anni. Il trasferimento di patogeni tra specie umane potrebbe anche aver giocato un ruolo nell'estinzione dei Neanderthal.
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