Vai guarda ascolta

Vai, guarda, ascolta

Vai, guarda, ascolta è un documentario sul tema dell'accessibilità in Grecia che racconta come vivono questa realtà le persone con disabilità. A parlare sono loro, i disabili.

Il film Πήγα, είδα, άκουσα. Go, Look, Listen (Vai, guarda, ascolta) sarà proiettato durante la X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, nel pomeriggio di venerdì, 16 ottobre, nella sezione #cinemaearcheologia.

Vai guarda ascolta

Πήγα, είδα, άκουσα. Go, Look, Listen

Vai, guarda, ascolta

Nazione: Grecia

Regia: Mary Bouli

Consulenza scientifica: Andromache Gazi

Durata: 24’

Anno: 2020

Produzione: Mary Bouli

Sinossi:

Un cieco può vedere l'Acropoli? Un sordo può sentire il rumore del mare? In Grecia esistono musei accessibili ai disabili? "Go, Look, Listen" è un documentario sul tema dell'accessibilità in Grecia che racconta come vivono questa realtà le persone con disabilità. A parlare sono loro, i disabili, che esprimono i propri pensieri: le loro richieste non sono rivolte solo ai musei, ma più in generale alla società.

Trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=P-Zfpgc5fQg

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

Prima Nazionale

Informazioni regista:

Mary Bouli

Scheda a cura di: Fabio Fancello

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#PaestumPerTutti: Parco Archeologico e INAIL insieme per l’accessibilità universale

Grazie ad un accordo tra il Parco Archeologico di Paestum e l’Inail, sede territoriale di Salerno, un gruppo di infortunati, Grandi Invalidi del lavoro, accompagnato da personale del Parco, insieme al Direttore e al funzionario socio educativo della sede territoriale Inail di Salerno, ha potuto godere delle bellezze di Paestum visitando il Museo, il nuovo percorso dei depositi e l’area archeologica grazie al percorso senza barriere che porta fin dentro la Basilica, il tempio più antico di Poseidonia.

“Per noi è un impegno e un piacere lavorare per l’inclusione – dichiara il Direttore Zuchtriegel - un approccio che il Vice ministro Zoccano durante la sua visita a Paestum, ha riassunto in maniera   brillante: dove vive bene una persona con disabilità, vivono meglio tutti!”“Sono veramente orgogliosa - dichiara il direttore Inail della sede di Salerno, Giovanna Iovino - di aver potuto contribuire a rendere felici degli infortunati e, questo, grazie alla disponibilità del direttore di Paestum, Gabriel Zuchtriegel che ha prontamente accolto la proposta dell’Inail.

I nostri assistiti hanno potuto vivere l’emozione di entrare all’interno di un tempio greco! Ma non solo, si sono sentiti accolti, abbracciati e coccolati dalle istituzioni sul territorio.   Con questa visita a Paestum abbiamo reso un importante servizio sociale, un esempio di integrazione e di collaborazione tra istituzioni territoriali che si occupano di cultura, accessibilità e inclusione. Il nostro Istituto prende in carico gli infortunati, li cura e, ove possibile, li guida nel reinserimento nel mondo del lavoro e nella vita sociale e di relazione. Intanto, ho al vaglio progetti per altre attività e collaborazioni con Paestum.”


Progetto di ricerca "Pompei accessibile"

“POMPEI ACCESSIBILE”

PROGETTO DI RICERCA PER IL MIGLIORAMENTO DELLA FRUIZIONE DELLE

TERME SUBURBANE DI POMPEI

Consegna degli esiti della ricerca nell’ ambito dell’Accordo Quadro

tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Parco Archeologico di Pompei

e la Fondazione Deloitte

30 luglio ore 12,00 

Università di Napoli Federico II  (corso Umberto I)

 Aula del Consiglio del Rettorato  

Lunedì 30 luglio 2018 alle ore 12,00 nell’aula del Consiglio del Rettorato dell’Università di Napoli Federico II (corso Umberto I), nell’ambito dell’ Accordo Quadro siglato nel febbraio 2017 tra l’Università degli Studi di Napoli Federico IIil Parco Archeologico di Pompei e la Fondazione Deloitte, avverrà la consegna del progetto di ricerca “Pompei Accessibile”, finalizzato allo studio di soluzioni per il miglioramento della fruizione, il restauro e la valorizzazione del sito archeologico di Pompei, con particolare riferimento alle Terme Suburbane.

Interverranno:

  • il Rettore Gaetano Manfredi, Università degli Studi di Napoli Federico II
  • il  Direttore Generale Massimo Osanna, Parco archeologico di Pompei
  • il Presidente Paolo Gibello, Fondazione Deloitte
  • la prof. arch. Renata Picone, professore Ordinario delDipartimento di Architettura e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università di Napoli Federico II, coordinatrice del Progetto

Il progetto di ricerca sperimentale, finanziato dalla Fondazione Deloitte, mira all’implementazione della fruizione all’area archeologica di Pompei, in linea con la politica di accessibilità già avviata dal Parco archeologico con il percorso “Pompei per tutti” (itinerario di visita facilitato per persone con difficoltà motoria) allo scopo di consentire a chiunque, senza esclusioni e senza barriere, di poter fruire del patrimonio archeologico comune.

Il progetto Pompei Accessibile. Linee guida per una fruizione ampliata del sito archeologico ha coinvolto fin dal 2011 un gruppo di ricerca, composto da circa trenta docenti e giovani studiosi del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che ha analizzato soluzioni per l’accessibilità, il restauro e la valorizzazione delle Terme Suburbane di Pompei.

Nell’ambito dell’Accordo Quadro tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Soprintendenza Archeologica di Pompei (oggi Parco Archeologico di Pompei), siglato nel febbraio 2015, la Fondazione Deloitte ha offerto il suo contributo per finanziare una fase di ricerca sperimentale che giunge a conclusione e una fasesuccessiva, di realizzazione degli interventi di restauro e valorizzazione delle Terme Suburbane.

La prima fase di attuazione del progetto di ricerca è stata realizzata da un gruppo di docenti e giovani studiosi del Dipartimento di Architettura, che hanno realizzato gli esiti che lunedì si presentano. Il percorso, all’interno di un più vasto disegno complessivo è stato articolato per ambiti strategici, all’interno dei quali sono stati valorizzati alcuni edifici significativi, come le Terme Suburbane.

La seconda fase di attuazione del progetto prevede la realizzazione nei prossimi due anni, a cura del Parco archeologico di Pompei,  dell’intervento intervento “pilota” per il superamento delle barriere architettoniche nelle Terme suburbane, secondo le linee metodologiche del progetto di ricerca.

Testo e immagini da UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale

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Roma: visita guidata tattile-sensoriale alla mostra “Egizi-Etruschi da Eugene Berman allo scarabeo dorato”

Visita guidata tattile - sensoriale alla mostra

“Egizi-Etruschi da Eugene Berman allo scarabeo dorato”

 

Roma, Centrale Montemartini

giovedì 15 marzo ore 16.00 – 18.30

 

Musei da toccare, progetto di accessibilità e fruizione dell’arte per visitatori con disabilità nei Musei comunali di Roma, propone anche nel mese di marzo l’emozionante percorso di visita tattile sensoriale alla scoperta degli Egizi e degli Etruschi alla Centrale Montemartini.

Le due grandi civiltà del Mediterraneo sono messe a confronto nella mostra ospitata al piano terra della ex Centrale Termoelettrica, traendo spunto da preziosi oggetti egizi rinvenuti in recenti campagne di scavo condotte a Vulci, a cui si aggiungono i reperti egizi della Collezione Berman e le opere in prestito dalla Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Il percorso di visita, giovedì 15 marzocon inizio alle 16.00, alternerà interessanti racconti relativi alle usanze e alle pratiche rituali delle due popolazioni all’esplorazione tattile di una selezione di reperti originali con il supporto scientifico dell’Egittologa Massimiliana Pozzi, una delle curatrici della mostra.

La visita sarà inoltre arricchita dall’analisi dei modelli tattili in scala di una tomba egizia e di un’abitazione insieme alla riproduzione di alcuni oggetti provenienti dalla tomba di Deir el Medina in Egitto.

L’iniziativa – promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura – rientra nel programma di visite guidate tattili-sensoriali gratuite del progetto Musei da toccare. Si tratta di visite speciali rivolte al pubblico dei visitatori con disabilità con l’obiettivo di realizzare musei ‘senza frontiere’, a misura di tutti, e offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e alle aree archeologiche, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali.

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Roma: a Villa Torlonia la prima mappa tattile delle Ville Storiche 

A Villa Torlonia

la prima mappa tattile delle Ville Storiche 

 

Un nuovo strumento all’insegna dell’inclusione

nell’ambito dei progetti per l’ accessibilità del programma Musei da toccare

Realizzata con l’intento di accogliere e orientare il pubblico di visitatori con deficit visivi e in linea con la nuova attenzione rivolta alle tematiche dell’inclusione, è stata collocata a Villa Torlonia la prima mappa tattile delle ville storiche di Roma.

Il progetto - promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura - rientra nel programma di iniziative “Musei da toccare”, ideato con l’obiettivo di realizzare musei ‘senza frontiere’, a misura di tutti, e offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e aree archeologiche, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali.

Posizionata nel parco della Villa, presso l’ingresso principale di Via Nomentana n.70, la mappa tattile di luogo a rilievo (design “for all”)  agevola, in modo chiaro e semplice, l’orientamento nel meraviglioso giardino  della più recente villa nobiliare romana sia a persone con disabilità visive (non vedenti, ipovedenti e con problemi di percezione cromatica), sia a normovedenti.

Le caratteristiche tecniche del leggio consentono, inoltre,  la piena fruizione della mappa anche alle persone con disabilità motoria (spazio vuoto sottostante al piano inclinato per ospitare l’ingombro della sedia a rotelle).

La mappa - approvata da I.N.M.A.C.I. (Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti) - è in italiano/inglese e braille e individua con semplicità gli elementi utili a dare una prima idea della morfologia della villa e dei suoi edifici, identificandoli secondo la loro specificità: servizi al visitatore; punti di maggiore interesse storico - artistico; aree verdi. La mappa è accompagnata da una legenda esplicativa che pone in relazione edifici e loro funzioni .

Indicati in ordine alfabetico e disposti secondo le modalità esplorative del tatto, i luoghi di interesse sono identificatida scritte in braille in corrispondenza degli edifici e servizi, mentre le scritte a caratteri ingranditi per ipovedenti, sono state riportate nella legenda.

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"Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici"

10 febbraio 2018

Parco Archeologico di Pompei (ore 10,30)

 Museo Temporaneo di Impresa del Comune di Pompei (ore 14,30)

“ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE 2018”

Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici

Il 2018 è riconosciuto “Anno Europeo del Patrimonio culturale”. Un anno dedicato alla celebrazione ma anche a riflessioni e confronti, attraverso varie iniziative nazionali, sul valore che il patrimonio culturale riveste per la nostra società e nei diversi settori della vita pubblica e privata.

Il 10 febbraio presso il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Pompei si celebrerà l’”Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Pompei per tutti. Accessibilità dei siti archeologici” focalizzando su un tema, quello dell’accessibilità al nostro patrimonio culturale, condizione di fondamentale importanza eppur non ancora scontata.

L’evento organizzato dal Ministero per i beni , le attività culturali e il turismo, assieme al Parco archeologico di Pompei e al Comune di Pompei ha l’obiettivo di affrontare ad ampio spettro il tema dell’accessibilità delle persone con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva e dell’inclusione, al fine di garantire a chiunque indistintamente l’opportunità e il diritto di essere cittadini a tutti gli effetti. Saranno, pertanto, analizzate le azioni messe in campo per il superamento delle barriere tangibili, intangibili e digitali  in più realtà museali, le linee guida, le buone pratiche e le prospettive per il futuro.

Alle ore 10,30 presso il Parco archeologico di  Pompei sarà presentata l’estensione del percorso“Pompei per tutti” , itinerario di visita facilitato per persone con difficoltà motoria, che includerà la visita alla Casa dei Mosaici Geometrici con il  cortile delle Murene e il nuovo sistema sperimentale di braccialetti CON-Me per una visita accessibile, inclusiva e sicura. Il braccialetto indossato dal visitatore con disabilità, attraverso un’identità elettronica è capace di inviare segnali ad un server centrale che li elabora e effettua azioni mirate alla salvaguardia e alla sicurezza dei visitatori. L’itinerario “Pompei per tutti”, realizzato nell’ambito del Grande Progetto Pompei e cofinanziato dall’Unione europea, si è già distinto come modello di accessibilità consentendo a chiunque, senza esclusioni e senza barriere, di poter fruire del patrimonio archeologico comune, sperimentando anche nuovi supporti tecnologici.

All’evento presenzieranno il Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa (GSPD) e il Gruppo Sportivo Paralimpico Fiamme Gialle, Guardia di Finanza.

Alle ore 14,30, invece, presso il Museo Temporaneo di Impresa del Comune di Pompei in piazza Bartolo Longo, un convegno europeo illustrerà lo stato dell’accessibilità al patrimonio culturale in Italia e in Europa.

Testo e immagine da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei
via Villa dei Misteri, 2 - 80045 Pompei (Napoli)

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Museo Salinas di Palermo: un case study di social museum... a porte chiuse

Il Museo Salinas di Palermo: un case study di social museum... a porte chiuse


Può un polveroso museo chiuso da 4 anni per restauri attrarre più visitatori di quando era aperto? Si può ottenere una straordinaria brand awareness partendo da una disastrosa web reputation e senza avere 1 cent di budget? E la Sicilia, il profondo Sud, può raggiungere un primato positivo, e per di più nel campo dell’innovazione sociale? Sì, è possibile! E questa anomalia potrebbe creare un cortocircuito capace di smuovere il dormiente settore della comunicazione culturale. 
IL CASE STUDY IN SINTESI
Sul numero 13 de Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, semestrale pubblicato dall’Università di Macerata (https://riviste.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/1225) è stato pubblicato il paper di Elisa Bonacini (Università di Catania https://unict.academia.edu/ElisaBonacini) dall’esaustivo titolo “Museo Salinas: un case study di social museum… a porte chiuse”. Lo studio, la cui prossima uscita era stata annunciata dalla rivista scientifica Tafter Journal - Esperienze e Strumenti per Cultura e Territorio, è frutto di due anni di ricerca in cui sono state indagate le strategie di comunicazione adottate dal Museo palermitano sui social media, sottolineando la singolarità di un’istituzione che, chiusa per un restauro che rischiava di condannarla all’oblio, si è aperta al mondo attraverso le pratiche e i linguaggi della contemporaneità. “Chiusi per restauro, aperti per vocazione” è stato lo slogan che ha sintetizzato al meglio la campagna.
«Dall’analisi dei dati emerge come, nonostante una situazione di empasse, le belle parole dello slogan si sono tradotte in una solida, talvolta avanguardistica, attività di comunicazione nel nome della social innovation e della progettualità partecipata con la creazione di un brand riconoscibile e in cui riconoscersi, perfettamente sintetizzato nel pay-off #lestoriedituttinoi» dice Bonacini.
Un mix strategico di attività culturali e didattiche, mostre, spot visuali sui vari social network e l’adesione a campagne sociali di rilancio dei musei come le pioneristiche #invasionidigitali3D (https://furnacejournal.files.wordpress.com/2015/09/bonacini.pdf, i cui risultati sono diventati oggetto di studio in sedi scientifiche internazionali (come l’Università di Birminghman) hanno portato il Museo Salinas all’esterno, sugli schermi e nel cuore dei suoi follower.
È così che questa istituzione museale – la più antica della Sicilia – è riuscita a distinguersi nel generale clima di analfabetismo digitale in cui versa la maggior parte dei musei pubblici italiani. Le criticità evidenziate da queste istituzioni secondo l’ultimo rapporto di Civita, intitolato appunto “#SOCIALMUSEUMS” (co–curatore Luca De Biase, 2016), vale a dire la mancanza di fondi e l’assenza o peggio la svalutazione di personale qualificato, sono state invece colte come una sfida dagli artefici della rinascita del Salinas, il Direttore del Museo l’archeologa Francesca Spatafora e il social media manager Sandro Garrubbo, che cura le strategie di comunicazione. Ovviamente con il coinvolgimento attivo di quanti -  archeologi, tecnici, operatori che agiscono all’interno dell’Istituzione -  hanno creduto in questa mission e nel nuovo corso impresso alla vita stessa del Museo.
«Un salto nel buio» lo definisce il Direttore Spatafora, che avrebbe potuto esporre a critiche un museo di fatto chiuso, ma che con costanza ha dimostrato come «un museo davvero “aperto” non è fatto solo di sale e gallerie accessibili: deve piuttosto essere aperto ai suoi interlocutori, la città e il territorio, e attraverso le testimonianze del passato aiutarli a comprendere la storia per dare radici tenaci al futuro. Un museo che va tra la gente, nelle sale dell’aeroporto e nelle stanze di un carcere minorile, perché le opere d’arte sono mediatori linguistici e culturali straordinari. Una linea che seguiamo con ancora più convinzione da quando il Salinas è stato riaperto lo scorso luglio».
Grazie a un’abile azione di crisis management e tra sacrifici personali ed economici (come quelli del social media manager che paga di tasca propria la chiavetta per “dare voce” al Museo) il Salinas è riuscito a progettare e pianificare azioni comunicative efficaci. E per far passare un’istituzione culturale da una fase autoreferenziale a una autenticamente comunicativa, Garrubbo (precario non di ruolo, con esperienza nel campo della comunicazione e marketing) è partito da due premesse fondamentali:
«la prima, che la cultura non è un valore in sé ma – oggi più che mai – un valore relazionale; la seconda, che i nuovi mezzi di comunicazione sono efficaci solo se utilizzano linguaggi connessi con la contemporaneità. Inoltre, l’assenza di tutto (museo chiuso, linee telefoniche disabilitate, adsl inibita ai social) ci ha permesso di fare un’esperienza “da laboratorio” senza condizionamenti e di provare l’efficacia della rete anche senza rete».
Nasce così una community digitale, spiega Bonacini, in progressiva crescita basata su una relazione bi-direzionale tra museo e follower che da “seguaci” diventano protagonisti attivi di una collettività in cui ciascuno può attingere conoscenza e fornire il proprio contributo, in virtù di una concezione di social innovation che fa della “socialità” un elemento imprescindibile. La linea editoriale seguita è, infatti, quella dello storytelling: storie raccontate con un linguaggio chiaro e ironico, accessibile a tutti, in grado di creare empatia ed emozionare. Con questo stile persino una Netiquette può trasformarsi da decalogo formale in un ironico invito a seguire le buone maniere, se non si vuole “perdere la testa”  (https://www.facebook.com/Museo.Archeologico.Antonino.Salinas.Palermo/app/208195102528120/)
La portata di questo engagement in alcuni insights relativi alla copertura organica dei contenuti: video da 53.553 visualizzazioni, e post da 64.646 persone raggiunte. A quella digitale si accompagna una comunità reale, sottolinea il Direttore, fatta di persone che sposano la causa del Museo e contribuiscono alla sua crescita: il personale tutto e gli “amici del Museo”, che a vario titolo prestano il loro contributo gratuitamente. E i dati della fruizione confermano la validità della strategia e la premiano: «nel 2015 con un’area espositiva pari allo 0,3% della superficie totale, si è registrato un afflusso di 51.751 visitatori con cui sono stati già superati (+24%) i dati di affluenza relativi al 2008 (39.477 visitatori), ultimo anno in cui il Museo era ancora completamente fruibile» spiega Bonacini.
Un trend confermato con la riapertura (del solo piano terra), la prova del nove che in un afoso pomeriggio di fine luglio ha portato all’inaugurazione 2.000 “fan”. Le “buone pratiche” sono quindi fattibili e – continua Bonacini – «il Salinas potrebbe costituire un esempio virtuoso, per quanto perfettibile, in grado di far comprendere a livello politico e decisionale come nulla in questo campo possa essere lasciato al caso: né le professionalità che si occupano di programmazione culturale, né le modalità e le strategie stesse d’azione. Che sia la scintilla di un vero e proprio cortocircuito culturale? Ce lo auguriamo tutti, e per tutti».
Testo e immagine da Ufficio Stampa Museo Salinas - Palermo


Incontro internazionale ad Ancona al Museo Omero. Montenegro e Italia per la cultura dell’accessibilità

4 Febbraio 2015

Incontro internazionale ad Ancona al Museo Omero. Montenegro e Italia per la cultura dell’accessibilità

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È un viaggio strettamente culturale quello che l’Ufficio Internazionale dell’Unione Italiana Ciechi di Roma ha organizzato per una Delegazione dell’Unione Ciechi del Montenegro, con alcune esclusive tappe. Oggi, mercoledì  4 febbraio, è la volta di Ancona con la  visita al Museo Tattile Statale Omero alla Mole Vanvitelliana.

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Zero Barriere - Convegno Internazionale sull'Accessibilità Universale

26 Settembre 2014
ZERO BARRIERE - Ostia Antica partecipa al Convegno Internazionale sull’Accessibilità Universale
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ZERO BARRIERE è il Convegno Internazionale sull’Accessibilità Universale che si terrà a Matera nei giorni 27 e 28 settembre 2014.
Nell’ambito dei lavori verranno presentate le 5 migliori esperienze internazionali sull’accessibilità applicata alla filiera turismo-cultura, tra cui il progetto “Ostia Antica- Città Senza Età” selezionato tra i più meritevoli tra quelli  presentati.
Si allega il progetto “ Ostia Antica – Città Senza Età”  e il programma del Convegno
Programma ConvegnoComunicato stampa progetto.
Come da Comunicato Stampa MIBACT, Redattrice Sandra Terranova.