La Venaria Reale riapre al pubblico con nuove importanti iniziative

La Reggia Di Venaria, residenza simbolo del gusto sabaudo, riapre le sue porte al pubblico dopo l’interruzione causata dall’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19. Lo fa avviando una nuova iniziativa, dal titolo La meraviglia è dietro l’angolo, che prevede la riapertura dei Giardini - avvenuta il 23 maggio - e, a partire dal 30 maggio, anche quelle della Reggia, del Castello della Mandria e della mostra Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750. Quest'ultima è l’esito di un progetto svolto nell’ambito del Programma di ricerche sull’età e la cultura del Barocco della Fondazione 1563, progettata dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con partner Intesa Sanpaolo. Hanno dato il proprio contributo a questa mostra anche il Museo del Louvre e alcuni grandi musei di Roma, Torino e Parigi, vantando, inoltre, l’adesione dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

La Reggia di Venaria riapre

Per quanto riguarda la prenotazione da parte dei visitatori, essa avverrà prima online, sul sito web lavenaria.it, e prevederà l’accesso di singoli e gruppi di massimo 50 persone contingentati ogni mezz’ora per la Reggia e la mostra Sfida al Barocco, mentre, dentro i Giardini si può raggiungere un numero massimo di 250 persone ogni ora, indossando la mascherina e con la temperatura corporea misurata prima dell’ingresso.

Tutto il complesso della Venaria Reale resterà aperto anche lunedì 1° giugno, per favorire chi vuol fare il “ponte” per la Festa della Repubblica del 2 Giugno.

Cosa è stato progettato? Cosa si potrà fare in quei giorni e nelle settimane a venire?

Il lockdown e le sue conseguenze hanno creato il presupposto per aggiornare il piano promozionale della Venaria, che riprende il claim iniziale Che meraviglia! già ideato dall’Agenzia Undesign di Torino, incentrandosi e valorizzando l’aspetto della riscoperta della dimensione territoriale relativa al “turismo di prossimità”.

Nell’ambito della rassegna Vivi i Giardini! continuano anche quest’anno le numerose proposte ed attività organizzate: In forma nei Giardini, il “percorso benessere” dedicato all’allenamento e all’attività fisica, in collaborazione con la personal trainer Carol Enrico. Si tratta di dieci tappe che saranno posizionate presso le location più suggestive dei Giardini in cui praticare esercizi di yoga e fitness, immergendosi nella natura e nella bellezza del contesto paesaggistico del Parco Alto e Basso. Il programma prevede poi giornate speciali dedicate al tema. Sempre nei Giardini, saranno previsti corsi per giardinieri aperti al pubblico e un Centro Estivo con attività strutturate pensate per le famiglie e per le associazioni del territorio a cura dei Servizi Educativi.

Per momenti di pausa e relax sarà consentito portare con sé il necessario per un picnic personale da consumare liberamente e in sicurezza nei grandi spazi dei Giardini (i punti ristoro riapriranno a partire dal 9 giugno).

Con l’inizio dell’estate saranno inoltre organizzati spettacoli, concerti e performance in collaborazione con istituzioni culturali del territorio, in particolare il Teatro Regio Torino, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Piemonte dal Vivo e la Fondazione Via Maestra della Città di Venaria, oltre che con anche altri interlocutori locali: lo scopo è anche quello di attuare il proposito di condivisione di idee e attività da parte di diversi enti che - riuniti insieme - possano creare condizioni migliori in questo particolare periodo per un rilancio di progetti culturali comuni.

 

Venaria riapre
La Reggia di Venaria riapre

 

Tutte le immagini fornite dall'Ufficio Stampa della Reggia di Venaria.


Diamoci un appuntamento alla Reggia di Venaria #FacciamoLuce

Notate i colori utilizzati: azzurro, giallo tenue … il cielo e la luce del sole. Vedete che la superficie di vetrata è amplissima? Le grandi aperture sono su entrambi i lati. Anche la decorazione in stucco ha un aggetto minimo. Proietta pochissima ombra. Juvarra qui sembra quasi far sparire l’architettura. La Galleria Grande è un diaframma sottile e completamente permeabile alla luce. È la luce che disegna lo spazio, e che, mutando, lo rende sempre vivo e vario, anche senza una decorazione sontuosa o una raccolta di opere d’arte.

Reggia Venaria #facciamoluce

Lascio sfumare l’ultima parola nel vociare di altri gruppi … numerosi, densi, chiassosi … le voci rimbalzano sul marmo del pavimento e si mescolano. I‌ colleghi mi tirano occhiate oblique e decido che sì, dobbiamo procedere. Dobbiamo. Eppure, vi garantisco, anche una guida che, come me, abbia percorso troppe volte la Galleria di Grande e sia ormai sfiancata dal tour de force della Reggia non può resistere ad accarezzare con gli occhi, anche solo per pochi istanti, una bellezza tanto sfacciata e seducente.

Eccola, Galleria Grande: una struttura tutto sommato aliena nell’ordinato schema barocco di stanze della Reggia di Venaria. Juvarra, lui che poco c’entrava con la passione sabauda per la selvaggina e la sistemazione francese degli ambienti, lui capisce meglio di altri che il pregio di residenze come questa, o come Stupinigi, è tutto fuori. Inutile rivaleggiare con la natura:‌ piuttosto conviene spalancarle le porte, e lasciare che faccia la gran parte del lavoro. Quando si dice il genio: almeno altri tre architetti, tutti di rango, si succedono nella realizzazione della Reggia, ma Filippo Juvarra riesce a realizzare un luogo iconico, che coglie e trasforma in spazio percorribile l’essenza della dimora.

Iconica, pop, fotogenicainstagrammabile! La Galleria Grande, da quando la Reggia di Venaria è stata riaperta al pubblico, è sempre vissuta, percorsa, popolata, a volte affollata.

Reggia Venaria #facciamoluce

E ora?

Adesso la Reggia è vuota. Vuoto il parco, i giardini che a breve fioriranno. Vuota la Sala di Diana dove le amazzoni di casa Savoia saranno deluse di aver perso il loro pubblico: a chi mostreranno gli outfit sontuosi e le pose spericolate?

Vuota ancor di più la Galleria, pensata per stare senza arredi o altri gingilli. Puro spazio.
Mai come ora sentiamo bisogno di spazio:‌ di uno spazio bello, dove distendere il pensiero e progettare bellezze future.

Ora di questo spazio possiamo disporne, grazie alla geniale iniziativa della Venaria Reale:

La Reggia live #FacciamoLuce: la possibilità di ammirare 24 ore su 24 la Galleria Grande via web cam dal sito lavenaria.it …  il capolavoro indiscusso di Filippo Juvarra, anche se a distanza, può essere contemplato e vissuto in qualsiasi momento della giornata lasciandosi trasportare dalle sue spettacolari scenografie di luce.
Spiega Guido Curto, Direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude: «Con questa iniziativa intendiamo offrire a tutti la possibilità di entrare, seppure virtualmente, all’interno della nostra Reggia per ammirare la Galleria Grande eccezionalmente “vuota e silenziosa”, eppure sempre meravigliosa: la luce che si propaga e la trasforma ogni ora può essere il simbolo della speranza in questi giorni difficili».

Una webcam, una connessione, e tutti possiamo incontrarci lì. Usare la Galleria per lo scopo per cui era stata creata:‌ passeggiare, seppur solo con i pensieri cullati da un raffinato sottofondo di musica barocca. Poggiare gli occhi minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno sulla luce morbida e mutevole che disegna atmosfere sempre nuove.

Io ho aperto la diretta per la prima volta di notte, e confesso, il cuore ha saltato un battito:‌ ho percorso tante volte quello spazio, con gli occhi lo riesco a misurare. Ho avuto l’impressione di muovermi nella Galleria come ci si muove in casa di notte, senza avvertire alcun bisogno di accendere la luce.

Non c’è conflitto, ma sinergia, tra tecnologia e arte:‌ basta una webcam per regalarci un enorme privilegio. Siamo lì, tutto il giorno, tutti i giorni.
Possiamo dare un’occhiata ogni tanto, possiamo passarci anche un’ora, persino una giornata.
E non siamo nemmeno soli: il numeretto che segnala gli spettatori della diretta ci dirà che persino in piena notte c’è qualcuno che ha scelto, come noi, di essere lì. Che in qualche modo ci sta tenendo compagnia, sta condividendo quest’esperienza.

 

Quando ci potremo tornare davvero, dentro Galleria Grande, sentiremo questo spazio tanto più vicino, nostro, e sarà un’esperienza tutta nuova.

Intanto io vi aspetto qui …  Dall’alba al tramonto, e anche dopo. Perché

"È di notte che è bello credere alla luce" - Edmond Rostand

 

Si ringrazia la Reggia di Venaria

L’Art Nouveau e il trionfo della bellezza alla Reggia di Venaria

La mostra Art Nouveau – Il trionfo della bellezza, organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con Arthemisia, inaugura la stagione delle nuove mostre del 2019 alla Reggia di Venaria.

Il 17 aprile, giorno di apertura della mostra al pubblico, suona come un richiamo ‘primaverile’ alla fioritura artistica che ha mutato il gusto estetico a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, catturandoci ancora oggi.

Il suo nome deriva dalla Galerie Art Nouveau, inaugurata nel 1895 a Parigi da Siegfried Bing, un commerciante d’arte convinto del fatto che l’arte decorativa non dovesse più riciclare lo stile in voga nei secoli precedenti, ma rispondere in maniera adeguata ai grandi cambiamenti tecnologici, politici e sociali della Parigi post guerra franco-prussiana. La Parigi che scandiva il processo scientifico e tecnologico a suon di esposizioni universali, la Parigi della metropolitana e dei suoi eccentrici ingressi a “edicola” firmati Hector Guimard. La Ville Lumière che all’alba del nuovo secolo contava quasi 3 milioni di abitanti.

Gli artisti, perlopiù francesi, che abbracciavano questa nuova e straordinaria fioritura artistica, non a caso, finivano sempre lì, a Parigi, che divenne la capitale indiscussa dell’arte e che fece dell’Art Nouveau lo stile per eccellenza della modernità cittadina.

Questo nuovo stile, catturando la modernità della produzione industriale, seppe cavalcare mirabilmente l’onda della crescente disponibilità economica del nuovo ceto borghese, definendosi immediatamente un’arte commercializzabile e vendibile.

Le duecento opere in mostra si articolano in un percorso suddiviso per temi iconografici e sono suddivise in cinque settori che riflettono perfettamente quella che è stata un’epoca così ricca e sfaccettata.

Soggetti principi sono la natura e la donna.

Gli artisti dell’Art Nouveau sapranno infatti trasportare in maniera eccezionale la natura all’interno del contesto urbano; mobili, vetri, ceramiche e bronzi potevano creare un’oasi all’interno degli appartamenti della grande città. Non è più la natura degli impressionisti, è una natura interpretata in chiave lineare, dinamica, talvolta geometrica, o addirittura onirico-simbolica. Lo si osserva in maniera inequivocabile nella litografia a colori intitolata Les Paons di Alfredo Muller.

Alfredo Muller, Les Paons, 1903. Litografia a colori, 68,5x158 cm. Private collection, London

L’uomo e la natura sono un tutt’uno in questo particolare momento; da una serie di dipinti di Georges de Feure traspare come gli istinti animaleschi siano gli stessi degli umani.

Georges de Feure, Affiche pour la 5ᵉ exposition du Salon
des Cent, 1894. Litografia a colori, 65x42,7 cm.
Gretha Arwas Collection, Londra (UK)
© Arwas Archives

Sempre all’interno di un contesto naturale, viene sprigionata la figura femminile. Il dipinto La fille de Montmartre di Louise Lavrut ne è il manifesto; il dress reform movement, partito dagli USA, libera la donna da nastri e corsetti, emancipandola da ogni cosa che la possa anche lontanamente limitare. La donna che ora gioca a tennis e che si svincola dalla figura maschile è la stessa donna che nel quadro si reca, da sola, in un caffè di Montmartre e fuma.

Art Nouveau il trionfo della bellezza
Alphonse Mucha, Sarah Bernhardt, 1897. Litografia a colori, 58x40,7 cm. 
Gretha Arwas Collection, Londra (UK)
© Arwas Archives

Particolarmente interessante è la sezione dedicata a Sarah Bernhardt, una donna che, a detta della curatrice della mostra Katy Spurrel Avesse avuto tra le mani un profilo Instagram, conterebbe milioni di followers”. La divina Sarah incarna al meglio la nuova epoca: attrice, amata da artisti, romanzieri e capi di Stato, divenne presto imprenditrice di sé stessa, sfruttando la sua popolarità per farsi ritrarre praticamente dappertutto (anche grazie agli splendidi manifesti da lei commissionati ad Alphonse Mucha), fino ad essere richiesta per pubblicità di vestiti, biscotti, cosmetici e tutto ciò che si potesse ricollegare al suo nome.

Le nuove strategie di marketing ben si agganciano all’ultima sezione della mostra, che celebra l’arte grafica ospitando una serie di manifesti pubblicitari; le linee decorative dell’Art Nouveau si avviano a diventare mero prodotto commerciale, seriale, se non addirittura industriale.

Infine, a chiudere la mostra, un focus sull’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna tenutasi a Torino nel 1902, la prima esposizione ad introdurre in Italia il tema dell’Art Nouveau, da cui nascerà lo stile Liberty, particolarmente legato alla cittadina piemontese. In questa sezione sono esposte alcune fotografie di Giuseppe dell’Aquila, accompagnate da una mappa dei luoghi del Liberty a Torino, tra architetture residenziali e industriali.


Torino: mostra "Art Nouveau. Il trionfo della bellezza"

ART NOUVEAU. Il trionfo della bellezza
 
17 aprile 2019 – 26 gennaio 2020
Reggia di Venaria - Sale dei Paggi, Torino
Torino Reggia di Venaria Art Nouveau mostra
Alphonse Mucha, Job, 1896. Litografia a colori e doratura, 59x44,5 cm. Gretha Arwas Collection, Londra (UK) © Arwas Archives
Dal 17 aprile nella splendida cornice della Reggia di Venaria con manifesti, dipinti, sculture, mobili e ceramiche arriva la mostra che - con un corpus di 200 opere - racconta la straordinaria fioritura artistica che ha travolto e cambiato il gusto tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.
Architettura, pittura, arredamento, scultura, musica sono invasi da rimandi alla natura, al mondo vegetale e a un'immagine nuova della figura femminile: a Torino è il tempo dell’Art Nouveau che scaccia da ogni dove regole accademiche e tradizione.
Hector Lemaire, Le Roche qui pleure, 1900 ca. Porcellana bisquit di Sèvres, 42x33x24 cm. Gretha Arwas Collection, Londra (UK) © Arwas Archives

Considerata come una corrente internazionale, essa si fonda sulla rottura con l'eclettismo e lo storicismo ottocenteschi e rappresenta la risposta moderna a una società sempre più industrializzata.
Concepita come arte totale, il Modern Style diventa Tiffany negli Stati Uniti, Jugendstil in Germania, Sezession in Austria, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Liberty in Italia, Modernismo in Spagna e s’impone rapidamente in Inghilterra, patria dei maggiori teorici del movimento, e passa sotto il nome di Art Nouveau in Francia.
Proprio a Torino fu presentata nel 1902 con l’Esposizione internazionale di Arte Decorativa Moderna e diede il via al Liberty in Italia a partire dalla città, all’epoca in espansione.

Con il patrocinio della Città di Torino, la mostra ospitata nelle Sale dei Paggi della Reggia di Venaria, prodotta e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con Arthemisia, è curata da Katy Spurrell con testi in catalogo di Victor Arwas (1937 - 2010), Katy Spurrell e Valerio Terraroli.

Louis Welden Hawkins, L'Automne, 1895 ca. Olio su tela, 72,5x53,3 cm. Private collection, London
Testo e immagini da Ufficio stampa Arthemisia

Giardini della Reggia di Venaria. Progetto e Concorso Nazionale Articolo 9 fa tappa a Torino

I Giardini della Reggia di Venaria. Il Progetto e Concorso Nazionale Articolo 9 della Costituzione fa tappa a Torino nella residenza sabauda patrimonio Unesco, tra storia e contemporaneità

Mercoledì 3 febbraio 2016, ore 11, Torino, Reggia di Venaria Reale
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I Giardini della Reggia di Venaria Reale oggi vivono in uno stretto connubio tra antico e moderno, insediamenti archeologici e opere contemporanee. La monumentale statua dell’Hercole Colosso, in origine all’interno della Fontana dell’Ercole, dialoga con le opere di artisti come Giuseppe Penone e Giovanni Anselmo, nella cornice di un'incomparabile panorama naturale, circondato dai boschi del Parco La Mandria e dalle Alpi. Sarà la seicentesca residenza sabauda di Torino patrimonio dell’UNESCO ad ospitare mercoledì 3 febbraio alle 11, il Progetto e Concorso Nazionale Articolo 9 della Costituzione.
Con il contributo di Maurizio Reggi, architetto responsabile del Settore Giardini della Reggia di Venaria Reale, e Alessia Bellone, architetto paesaggista dei Giardini della Reggia, gli studenti e i loro insegnanti scopriranno il complesso progetto di restauro che, nell’arco di un decennio circa, ha permesso la ricostruzione di un vero e proprio paesaggio valorizzando i suoi segni storici con grande attenzione all'estetica e alla fruizione moderna.
Dedicata alla promozione della cittadinanza attiva per il paesaggio e l’ambiente, la quarta edizione dell'iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per la valutazione del sistema nazionale di istruzione, Fondazione Benetton Studi Ricerche e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo-Direzione generale Educazione e ricerca. A Torino gli studenti avranno l'opportunità di conoscere i giardini, e il loro percorso di recupero nel rispetto della storia e nella prospettiva del contemporaneo. Restituiti al pubblico nel 2007, stanno entrando infatti in un momento importante della loro evoluzione, durante la quale iniziano a delinearsi in maniera più definita gli elementi caratterizzanti e la "forza" del loro disegno seicentesco, a testimonianza di una continua trasformazione naturale che nel panorama dei grandi giardini storici europei rappresenta un'esperienza unica.

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Raffaello. Il Sole delle Arti. Ultimi giorni per visitare la mostra alla Reggia di Venaria

Raffaello. Il Sole delle Arti. Ultimi giorni per visitare la mostra alla Reggia di Venaria. Sabato 23, apertura straordinaria fino alle ore 23 a prezzo speciale

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La mostra Raffaello. Il Sole delle Arti chiude al pubblico domenica 24 gennaio.
Ultimi giorni disponibili, quindi, per visitare l’esposizione dedicata al grande maestro rinascimentale. In occasione dell’ultimo week end di apertura della mostra, La Venaria Reale propone al pubblico un’apertura straordinaria: sabato 23 gennaio, il piano nobile della Reggia e la mostra restano aperti anche dalle ore 18 fino alle ore 23 (con ultimo ingresso alle ore 22), con unico biglietto a 10 euro.
Per il pubblico serale di sabato, La Venaria Reale offre la possibilità di un aperitivo al Caffè degli Argenti (6 euro), con intrattenimento musicale e la visita guidata alla mostra (4 euro).
La Venaria Reale – Comunicazione e Stampa

Documentazione: Comunicato Stampa
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone