La XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum 14 - 17 novembre

La XXII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum, la cui area archeologica è sito Unesco dal 1998, presso il Centro Espositivo Savoy Hotel, la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 14 a domenica 17 novembre 2019.
Obiettivo dell’iniziativa è valorizzare i siti e promuovere le destinazioni di richiamo archeologico, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche. Da sottolineare, inoltre, lo sviluppo della cooperazione tra i popoli che l’evento persegue con la presenza annuale di Paesi non solo del Mediterraneo e attraverso il confronto e lo scambio di esperienze con la partecipazione di 300 relatori, 100 giornalisti accreditati, 120 operatori dell’offerta e lo svolgimento di 60 tra conferenze e incontri.

12 EVENTI UNICI AL MONDO TUTTI IN UNA BORSA

SALONE ESPOSITIVO La Borsa, con i suoi 100 espositori di cui 25 Paesi esteri, è sede del primo e più grande Salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati all’archeologia e al turismo culturale e occasione di incontro per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori, appassionati, mondo scolastico e universitario.
Numerosi gli espositori presenti per la prima volta:
- Città Metropolitana di Reggio Calabria con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Comune di Crotone con Crotone Sviluppo, Confturismo Marche Nord, Destinazione Turistica Romagna, Le Navi Antiche di Pisa, Rete Museale della Provincia di Grosseto “Musei di Maremma” e Ambito Territoriale Turistico Maremma Toscana - Area Nord e Area Sud;
- a livello internazionale: l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari e ICOMOS Cina; numerosa la presenza dell’America Latina con Colombia, Cuba, Guatemala, Honduras, Perù.

WORKSHOP L’opportunità di business tra la domanda estera e gli operatori dell’offerta del turismo culturale che incontreranno i 25 buyer selezionati dall’ENIT provenienti da 8 Paesi Europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera) e il principale tour operator australiano specialista di viaggi culturali in Europa per College e High School.
Per la prima volta buyer anche i tour operator specialisti delle destinazioni turistico-archeologiche del Sud Italia nell’ambito della nuova sezione ArcheoIncoming.


ARCHEOEXPERIENCE Laboratori di Archeologia Sperimentale sulle tecniche utilizzate dall’uomo nel realizzare i manufatti di uso quotidiano, per la prima volta all’interno del Museo.

ARCHEOINCOMING Spazio espositivo e Workshop con i tour operator specialisti delle destinazioni italiane per sviluppare l’incoming del turismo archeologico.

ARCHEOINCONTRI Conferenze stampa e Presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; per la prima volta anche i Paesi Esteri Espositori presenteranno siti e itinerari.

ARCHEOLAVORO Orientamento post diploma e post laurea con la presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone. Premio “Antonella Fiammenghi” alla migliore tesi di laurea sul turismo archeologico.

ARCHEOSTARTUP Spazio espositivo e Presentazione con l’Associazione Startup Turismo, che riunisce le giovani imprese di prodotti innovativi e servizi digitali nel turismo culturale.

ARCHEOVIRTUAL
 L’innovativa Mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali, presso il Museo, in collaborazione con l’ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR.

CONFERENZE Organizzazioni Governative e di Categoria, Istituzioni ed Enti Locali, Associazioni Culturali e Professionali si confrontano su promozione del turismo culturale, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio.

INCONTRI CON I PROTAGONISTI Il grande pubblico incontra i più noti Divulgatori culturali, Archeologi, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.

INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “Khaled al-Asaad” in collaborazione con Archeo, il Premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio. Le 5 selezionate dai media partner internazionali (Antike Welt - Germania, Archéologia - Francia, as. Archäologie der Schweiz - Svizzera, Current Archaeology - Regno Unito, Dossiers d’Archéologie - Francia), che si contenderanno la 5a edizione del Premio, sono:
- Bulgaria: nel Mar Nero il più antico relitto intatto del mondo
- Egitto: a Saqqara a sud del Cairo un antico laboratorio di mummificazione
- Giordania: nel Deserto Nero il pane più antico del mondo
- Italia: l’iscrizione e le dimore di pregio scoperte a Pompei
- Svizzera: la più antica mano in metallo trovata in Europa

PAESTUM AWARD “Mario Napoli”
 a quanti contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico, al dialogo interculturale:
- Gabriella Battaini Dragoni Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa, venerdì 15 novembre;
- Council for British Archaeology per il 75° anniversario, sabato 16 novembre, ritirerà il Premio il Direttore Esecutivo Mike Heyworth;
- UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, domenica 17 novembre, ritirerà il Premio il Presidente Antonino La Spina;
- Sebastiano Tusa (conferito postumo), domenica 17 novembre, per onorare la memoria del grande archeologo, dello studioso, dell’amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Sarà proiettato il film documentario “Pantelleria. Un’isola nel tempo: incontro con Sebastiano Tusa”, realizzato con Folco Quilici, che Tusa volle presentare al decennale della Borsa nel 2008. Il Premio sarà ritirato dalla consorte Valeria Patrizia Li Vigni, neo Soprintendente del Mare della Regione Siciliana, che presenterà il libro “The site of the Battle of the Aegates Islands at the end of the First Punic War”, volume a cura di Sebastiano Tusa e Jeffrey G. Royal (il giorno e il mese della battaglia navale delle Egadi, il 10 marzo del 241 a.C. tra le flotte romane e cartaginesi, alla fine sconfitte, e il disastro aereo in Etiopia, il 10 marzo 2019, coincidono).

INIZIATIVE E PRESENZE DI PRIMO PIANO

AUDIZIONE PUBBLICA SU CULTURA E TURISMO DEL CESE COMITATO ECONOMICO SOCIALE EUROPEO
Il
 Presidente del CESE Luca Jahier e i vertici europei e nazionali della cultura e del turismo interverranno su “Una nuova agenda europea per il turismo e la cultura”. Il CESEorgano consultivo dell’Unione Europea, che comprende rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e di altri gruppi d’interesse, ha per compito la formulazione di pareri nei principali settori dell’attività comunitaria, destinati alla Commissione Europea, al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo, fungendo così da ponte tra le Istituzioni decisionali dell’UE e i cittadini.

INCONTRO CON GABRIELLA BATTAINI DRAGONI, VICE SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO D’EUROPA, SUGLI ITINERARI CULTURALI EUROPEI
“Il Consiglio d’Europa è un luogo privilegiato per la cultura perché la cultura è stata il primo grande settore di attività di questa organizzazione dopo la firma della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nel 1951, e poi nel 1954 la Convenzione Culturale Europea. Non l’economia ma la cultura - continua Gabriella Battaini Dragoni - è stata il vero elemento di riassemblamento e di ricomposizione europea. Eravamo ai tempi del post conflitto, con ancora i rumori e gli odori dei bombardamenti e della guerra, e bisognava riflettere su come unire i popoli e dare loro una possibilità di riconciliarsi. Non è stata l’economia che è stata scelta, l’economia è venuta dopo. Inizialmente c’è stata la cultura, attraverso l’insegnamento delle lingue, della storia, attraverso attività che privilegiavano la cultura nel suo senso di patrimonio culturale, che non poteva essere solo di appartenenza limitata, ma che andava considerato come patrimonio condiviso”.
I 38 itinerari culturali certificati dal Consiglio d’Europa, 22 dei quali passano per l’Italia, sono strumenti della cooperazione culturale attuata dal Consiglio d’Europa con la Convenzione Culturale Europea nel 1954 e sono un volano per l’economia e per il turismo, oltre a rappresentare dei viaggi nel tempo e nello spazio che ci aiutano a ricordare da dove veniamo e chi siamo e per questo vanno sostenuti nel loro sviluppo” - afferma la Battaini Dragoni - “progettare un itinerario non è un’impresa facile, occorrono anni e grande professionalità e impegno sul territorio per farlo vivere; infatti, ottengono una certificazione di qualità che devono dimostrare ogni tre anni di continuare a meritare”.

IL 75° ANNIVERSARIO DEL COUNCIL FOR BRITISH ARCHAEOLOGY CON IL DIRETTORE ESECUTIVO MIKE HEYWORTH, MASSIMO ESPERTO DI ARCHEOLOGIA IN REGNO UNITO
Il Council for British Archaeology è l’organizzazione benefica attiva nel Regno Unito che, all’insegna del motto “Archeologia per Tutti”, ha l’obiettivo di promuovere l’archeologia e la sua tutela a beneficio delle generazioni presenti e future. Fu fondato nel 1944
 per “la salvaguardia di ogni tipo di materiale archeologico e il riordino di misure vigenti per la tutela del patrimonio antico e storico”. Annualmente in tutto il Regno Unito presso musei, istituti culturali, parchi, università, società locali, associazioni di archeologi e club giovanili organizza il Festival dell’Archeologia.
Il Direttore Esecutivo Mike Heyworth, che ritirerà il Premio Paestum “Mario Napoli” per il 75° anniversario del CBA, fa parte dell’Advisory Bord del Dipartimento di Archeologia dell’Università di York, è Segretario di APPAG “All Party Parliamentary Archaeology Group” a Westminster e di University Archaeology UK (rappresenta i 39 Dipartimenti di Archeologia delle Università del Regno Unito). È alla guida di “Heritage 2020”, iniziativa che vuole sostenere e promuovere il patrimonio storico dell’Inghilterra; presiede il Comitato consultivo del “Portable Antiquities Scheme”; attivo sostenitore della tecnologia digitale nell’archeologia, è dall’inizio nell’Archaeology Data Service e nell’Internet Archaeology.

IL IV CONVEGNO INTERNAZIONALE DELLA FONDAZIONE PAESTUM “DIALOGHI SULL’ARCHEOLOGIA DELLA MAGNA GRECIA E DEL MEDITERRANEO”
In programma dal 15 al 17 novembre sul tema “Fenomenologia e interpretazioni del rito”
: nella prima parte studiosi italiani e stranieri si occuperanno dell’antropologia del rito attraverso riflessioni teoriche e di una serie di casi di studio emersi da alcune recenti spettacolari scoperte archeologiche; nella seconda, circa 60 relatori e 25 autori di poster presenteranno le più importanti ricerche in corso nel Mediterraneo antico. In occasione della Conferenza di apertura, dopo l’introduzione di Emanuele Greco Presidente della Fondazione Paestum, interverranno Paolo ApolitoFilippo CoarelliDenis KnoepflerHans LohmannMassimo OsannaValeria ParisiGabriella PirontiKarl Reber.

IL COLOSSEO INCONTRA CARTAGINE
Nell’ambito degli “Incontri con i Protagonisti”, sarà presentato il Protocollo di collaborazione culturale tra il Parco Archeologico del Colosseo e il sito UNESCO di Cartagine con Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo, Faouzi Mahfoudh Direttore Generale Institut National du Patrimoine, Tunisie e Moez Eddine Sinaoui Ambasciatore della Repubblica di Tunisia a Roma.

I 50 ANNI DEL COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
In occasione degli “Incontri con i Protagonisti”, sarà celebrato il 50° anniversario del Comando con Roberto Riccardi Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale che presenterà il libro “Detective dell’arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della Cultura”. L’Incontro sarà coordinato da Mario Caligiuri Presidente della Società Italiana di Intelligence.

IL TURISMO ARCHEOLOGICO PER LO SVILUPPO DEI TERRITORI
La Conferenza “L’incoming del turismo archeologico: opportunità per lo sviluppo locale dei territori”
 con i tour operator specialisti delle destinazioni turistico-archeologiche del Sud Italia: DaVinci Travels, Far East Viaggi, I Viaggi di Maurizio Levi, Il Tucano Viaggi Ricerca, Italyscape, Kel12.

IL GIORNALISMO DEI BENI CULTURALI
Il Corso di Formazione in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania
, coordinato dal Presidente Ottavio Lucarelli, con gli interventi di Antonio Lampis Direttore Generale Musei MiBACT, Eva Degl’Innocenti Direttore Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Paolo Giulierini Direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Carmelo Malacrino Direttore Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Massimo Osanna Direttore Generale Parco Archeologico di Pompei, Fabio Pagano Direttore Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Francesco Sirano Direttore Parco Archeologico di Ercolano, Gabriel Zuchtriegel Direttore Parco Archeologico di Paestum.

IL FOCUS SULLE ISOLE SICILIANE NELLA PREISTORIA
Workshop a cura dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria “Piccole terre tra grandi continenti: le isole del Mediterraneo centrale nella Preistoria”
, con gli interventi di Francesca Spatafora Direttore Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Jato, Maurizio Cattani Associato Dipartimento di Storia Culture Civiltà “Alma Mater Studiorum” Università di Bologna, Massimiliano Marazzi Ordinario Dipartimento di Scienze umanistiche Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Giovanni Distefano Direttore Parco Archeologico di Kamarina, Lorenzo Nigro Archeologo e Associato di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico Sapienza Università di Roma, Massimo Cultraro Archeologo e Ricercatore CNR Maria Clara Martinelli Funzionario archeologo Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari.

IL CONFRONTO TRA I PARCHI ARCHEOLOGICI
Tavola rotonda “Parchi Archeologici: esperienze a confronto” a cura di AIAC Associazione Internazionale di Archeologia Classica e Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma
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AI VISITATORI SCONTO DEL 30% DI TRENITALIA SULLE FRECCE
A PAESTUM CON IL TRENO STORICO DELLA FONDAZIONE FS DA NAPOLI E DA SALERNO
Trenitalia, vettore ufficiale, riserverà ai visitatori il 30% di sconto su Frecce e Intercity
.
Dal 14 al 16 novembre ArcheoTreno della Fondazione FS da Napoli, da Pompei e da Salerno per Paestum a bordo di un treno storico con le carrozze “Centoporte” degli anni ’30, trainate da una locomotiva elettrica degli anni ’60 in livrea d’origine.

PORTE APERTE AI SITI UNESCO DEL PARCO DEL CILENTO
Per i visitatori della Borsa non solo porte aperte al Parco Archeologico di Paestum, ma per la prima volta anche al Parco Archeologico di Elea Velia e alla Certosa di S. Lorenzo di Padula, dal 1998 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO con il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.


Regione mediterranea a rischio di inaridimento: la spiegazione arriva dal passato

Il team scientifico internazionale SCOPSCO (Scientific COllaboration on Past Spectation Conditions in lake Ohrid) ha pubblicato sulla rivista Nature i risultati di uno studio paleoambientale sul Lago Ocrida (Ohrid in inglese), il più antico d’Europa, situato al confine tra Albania e Macedonia del Nord, noto per la sua eccezionale biodiversità con oltre 300 specie animali e vegetali endemiche. 

Obiettivo della ricerca è studiare il clima della regione mediterranea afflitta da un progressivo inaridimento, probabilmente collegato all’andamento delle precipitazioni dalle quali dipende la disponibilità idrica e la qualità della vita di oltre 450 milioni di persone.

Piattaforma - operazioni notturne

In particolare lo studio ha descritto i cambiamenti ambientali del passato avvenuti in risposta all’alternanza di periodi glaciali e interglaciali. Le analisi geochimiche e polliniche hanno permesso di capire che durante i periodi caldi e a maggior contenuto di CO2 nell’atmosfera si osserva un aumento del contrasto stagionale con estati molto più aride e autunni con forti precipitazioni. Lo studio ha inoltre documentato importanti connessioni tra il sistema climatico mediterraneo e quello monsonico africano mettendo in evidenza la stretta relazione tra clima regionale e globale. Il confronto tra i dati e i modelli climatici sviluppati nell’articolo mostra un intensificarsi dei cicloni sul Mediterraneo occidentale, soprattutto in autunno. L’aumento della ciclogenesi sarebbe legato, secondo questa ricerca, al riscaldamento anomalo della superficie del mare durante l’estate.

Effetti simili potrebbero derivare dal recente riscaldamento climatico di origine antropica, e in questo contesto, le ricerche sul Lago di Ocrida potranno essere utili per risolvere alcune delle incertezze presenti nel rapporto della commissione intergovernativa sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) e migliorare le proiezioni future.

Piattaforma per il campionamento sul lago di Ocrida

Il lavoro di perforazione dei sedimenti del fondo del Lago Ocrida, effettuato grazie a uno dei progetti di maggior successo del consorzio ICDP (International Continental Scientific Drilling Program) e cofinanziato da enti di ricerca nazionali, tra cui, per l’Italia, l’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha raggiunto una profondità di 568 m e superando una colonna d’acqua di 245 m. Gli studiosi hanno impiegato cinque anni, tramite l’analisi delle diverse proprietà delle carote di sedimento recuperato, per rivelare che il lago si è originato 1,36 milioni di anni fa e che è esistito senza soluzione di continuità.

Il team SCOPSCO, diretto da Bernd Wagner dell’Università di Colonia (Germania), coordinato per l’Italia da Giovanni Zanchetta dell’Università di Pisa, vede Laura Sadori del Dipartimento di Biologia ambientale come coordinatrice del gruppo di palinologia.

Tra i dati ottenuti, di gran rilievo è quello del polline fossile, che è stato studiato da un gruppo internazionale di palinologi (SCOPSCO Polle Group, https://web.uniroma1.it/dip_dba302/ricerca/scopsco-pollen-group),primo a vedere un così alto numero di esperti lavorare in sinergia su un unico archivio. Per Sapienza ne fanno parte, oltre a Laura Sadori, Alessia Masi, data manager, e Gaia Sinopoli che ha svolto la sua ricerca su questo argomento nell’ambito del Dottorato in Scienze della Terra, curriculum in Ambiente e Beni Culturali.

 


Il più grande studio mai condotto sul DNA antico - Il contributo dei ricercatori Sapienza

Il più grande studio mai condotto sul DNA antico getta una nuova luce su millenni di storia dell'Asia centrale e meridionale

Il 22% di tutti i nuovi genomi sequenziati, provengono da materiali scheletrici di 116 individui che fanno parte di collezioni Sapienza

Lo studio più vasto di sempre sull'antico DNA umano, insieme al primo genoma di un individuo dell'antica Indus Valley Civilization, rivela, con un dettaglio che non ha precedenti, la mutevole discendenza delle popolazioni dell'Asia centrale e meridionale nel tempo.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

La ricerca risponde anche a domande di lunga data sulle origini dell'agricoltura e sulla fonte delle lingue indoeuropee nell'Asia meridionale e centrale.

Genetisti, archeologi e antropologi del Nord America, Europa, Asia centrale e Asia meridionale hanno analizzato i genomi di 524 individui antichi mai studiati prima, aumentando il totale mondiale dei genomi antichi resi pubblici di circa il 25 percento.

Confrontando questi genomi tra di loro e con genomi precedentemente sequenziati, nonché contestualizzando le informazioni accanto a documenti archeologici, linguistici e storici, i ricercatori hanno definito molti dettagli chiave su chi viveva in varie parti di questa vasta regione dal Mesolitico (circa 12.000 anni fa) all'Età del ferro (fino a circa 2.000 anni fa) e la relazione con gli attuali abitanti.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

La Sapienza ha contribuito a questo lavoro con materiali scheletrici di 116 individui che corrispondono al 22% di tutti i nuovi genomi sequenziati, provenienti da svariate aree: il gruppo più consistente è quello del Pakistan, con 91 individui da 5 necropoli, che coprono un arco di tempo dal Bronzo Finale al periodo storico, ma anche individui da siti iraniani dell’Età del Bronzo. Queste collezioni oggi sono parte del Museo di Antropologia della Sapienza diretto da Giorgio Manzi e del Laboratorio di Biologia delle Popolazioni umane antiche, diretto da Alfredo Coppa del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza, tra gli autori dell’articolo pubblicato su Science.

Lo studio si è avvalso di nuove metodologie di campionamento, che massimizzano la possibilità di ottenere dati genetici da regioni in cui la conservazione del DNA è spesso scarsa. Inoltre, la combinazione di dati, metodi e prospettive di diverse discipline accademiche ha reso possibile rilevare interazioni tra popolazioni e valori anomali all'interno delle popolazioni e tracciare due delle più profonde trasformazioni culturali nell'antica Eurasia: il passaggio dalla caccia e dalla raccolta all'agricoltura e la diffusione delle lingue indoeuropee, che sono parlate oggi dalle isole britanniche all'Asia meridionale.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

Le lingue indoeuropee - hindi / urdu, bengalese, punjabi, persiano, russo, inglese, spagnolo, gaelico e oltre 400 altre - comprendono la più grande famiglia di lingue sulla Terra, tanto che per decenni, gli specialisti hanno discusso di come le lingue indoeuropee si siano diffuse attraverso parti così distanti nel mondo. Lo studio fornisce una consistente linea di prova dell’arrivo delle lingue indoeuropee in Europa tramite i pastori della steppa eurasiatica, smontando la cosiddetta “ipotesi anatolica”, e spiegando la ragione di caratteristiche linguistiche condivise altrimenti sconcertanti per rami indo-europei oggi separati da vaste distanze geografiche. Ad esempio, i modelli genetici collegano i parlanti dei rami indo-iraniano e balto-slavo dell'indo-europeo, poiché gli attuali oratori di entrambi i rami discendono da un sottogruppo di pastori della steppa che si sono trasferiti a ovest verso l'Europa quasi 5.000 anni fa, per poi diffondersi verso est nell'Asia centrale e meridionale nei successivi 1500 anni.

credits: Is.M.E.O. Istituto per Associazione Internazionale di Studi per il Mediterraneo e l’Oriente e Museo delle Civiltà Roma

I risultati dello studio, si inseriscono anche in un altro dibattito di lunga data, relativo al passaggio da un'economia di caccia e di raccolta a una basata sull'agricoltura, la cui spiegazione è sempre in bilico tra i movimenti di persone, la copia di idee o le invenzioni locali, confermando che la diffusione dell'agricoltura ha comportato non solo una rotta verso ovest dall'Anatolia all'Europa, ma anche una rotta verso est dall'Anatolia alle regioni dell'Asia precedentemente abitate solo da gruppi di cacciatori-raccoglitori.


Ca' Foscari allunga il contratto ai giovani ricercatori eccellenti

Lanciato il nuovo programma “Marie Curie +1”

CA’ FOSCARI ALLUNGA IL CONTRATTO

AI GIOVANI RICERCATORI ECCELLENTI

Dopo i primati di grant vinti, l’ateneo investe sui vincitori di borse europee competitive per consolidare i risultati ottenuti

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VENEZIA – L’Università Ca’ Foscari Venezia lancia un programma innovativo per supportare la carriera di giovani ricercatori eccellenti. Si chiama “Marie Curie +1” e permette ai cafoscarini finanziati dalla Commissione Europea con borse di ricerca “Marie Curie” di prolungare di un anno il loro contratto a Ca’ Foscari dedicandosi a definire una nuova idea di ricerca da candidare a ulteriori finanziamenti europei.
L’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, ha come obiettivi valorizzare i giovani ricercatori che hanno dimostrato di avere un profilo eccellente, dare continuità al loro lavoro di livello internazionale e inserirli al meglio nell’ambiente di ricerca cafoscarino. Viene promossa non a caso da Ca’ Foscari che da due anni è al primo posto per il numero di  “Marie Curie fellowship” acquisite.
Con l’operazione “plus one” l’ateneo finanzia quindi un quarto anno da “Marie Curie”, durante il quale i ricercatori potrannoconsolidare i risultati ottenuti e programmarne gli sviluppi puntando a un altro finanziamento europeo molto prestigioso e competitivo: lo Starting Grant dello European Research Council, meglio noto come ERC.
Il Rettore dell'Università Ca' Foscari Venezia Michele Bugliesi: «L’investimento in ricerca e nel reclutamento di studiosi con profili scientifici eccellenti è uno degli obiettivi prioritari del nostro Ateneo; la qualità della ricerca e dell’Università passa necessariamente attraverso l’investimento di risorse. – afferma il Rettore – Il programma Marie Curie Plus One è una delle tante iniziative che abbiamo avviato, oltre all’assunzione di 10 ricercatori, l’ampliamento delle borse di dottorato e il potenziamento delle strutture e dei fondi a disposizione ricerca. E’ un investimento importante nel segno del merito e della qualità degli studi scientifici di oltre 5 milioni di euro».
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Il primo bando Marie Curie +1: http://www.unive.it/pag/15073/
Testo dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia.
L'Università Ca' Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, da WikipediaCC BY-SA 3.0.


"Per una nuova primavera delle Università", incontro alla Sapienza di Roma

21 marzo
Per una nuova primavera delle Università

Rilanciare l’Università, rilanciare il Paese
lunedì 21 marzo 2016, ore 11.30
Aula I – Edificio Geologia, piazzale Aldo Moro 5 - Roma

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Il 21 marzo 2016 la Sapienza aderisce alla manifestazione nazionale "Per una nuova primavera delle Università", promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui) in contemporanea in ciascun Ateneo italiano, per richiamare l’attenzione pubblica sul ruolo fondamentale della formazione superiore e della ricerca per il rilancio e lo sviluppo del Paese.
In linea con lo spirito della proposta, la Sapienza promuove un incontro pubblico dedicato alle principali emergenze del sistema-Università, che saranno discusse dagli “addetti ai lavori” in un'ottica di condivisione e di proposta.

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"L'Università di Bari dalla fondazione agli anni Settanta"

15 Giugno 2015

"L'Università di Bari dalla fondazione agli anni Settanta"

Nell'ambito delle celebrazioni del novantesimo anno di fondazione dell'Università degli Studi di Bari, martedì 16 giugno, alle ore 9,00, sarà presentato a Bari presso il Centro polifunzionale per gli studenti in piazza Cesare Battisti (ex Poste) il volume Per la storia dell'Università di Bari. Fonti archivistiche e a stampa,a cura di Angelo Massafra e Domenica Porcaro Massafra, Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2015.
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