Rinascimento Biella Sebastiano Ferraro

Il Rinascimento biellese presentato a Milano al Poldi Pezzoli

Rinascimento Biella Sebastiano FerreroGiovedì 30 maggio alle ore 18.00 al Museo Poldi Pezzoli (Via Manzoni, 12) si terrà un incontro con Mauro Natale ed Edoardo Rossetti con un’introduzione della direttrice Annalisa Zanni per presentare la mostra « Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli ».

Sebastiano Ferrero è stato una delle personalità più influenti del ducato di Savoia e dei territori lombardi durante gli anni dell’occupazione francese, dove fu nominato da Luigi XII Generale delle finanze (1499-1519).

L’autorevolezza e il potere raggiunti dal biellese Sebastiano Ferrero a Milano sono il frutto di una lunga carriera: formato alla raccolta delle imposte dal padre fin da giovane, costruì in pochi anni sia un’immensa ricchezza personale sia una fama di saggezza come consigliere, che lo portò alla testa della tesoreria del Ducato di Savoia per nove anni.

È il prestigio acquisito in quell’ufficio che determinò la chiamata da parte di Luigi XII. Sebastiano si rivelò cruciale consigliere, ma anche « banchiere » perchè prestò somme ingenti alla Corona e ad alti funzionari francesi.

Definito « figlio del merito e delle fortuna » dai suoi biografi ottocenteschi, mantenne costantemente saldi i suoi legami con Biella, sua città d’origine, dove portò l’innovazione rinascimentale con la costruzione della chiesa di San Sebastiano, lasciando una traccia perenne nella struttura stessa della città.

Biella – Torino – Milano: nel testamento Sebastiano lasciò una somma considerevole alla Chiesa della Beata Vergine Incoronata di Milano dove erano sepolti la moglie e due figli morti in battaglia, ma allo stesso tempo assegnò un lascito alla chiesa di sant’Agostino di Torino e a numerose chiese biellesi.

Consigliere maturo di giovanissimi regnanti, le sue case a Torino e a Milano erano di tale prestigio da accogliere, a Milano, Francesco I dopo la battaglia di Marignano (1515) e nello stesso anno Giuliano de Medici, a Torino, per il fidanzamento con Filiberta di Savoia.

In parallelo al legame con la casa di Francia, Sebastiano conduce una strategia di legame strettissimo con la Chiesa e la Santa Sede attraverso rapporti diretti con Giulio II, Alessandro VI e Leone X e l’ottenimento della porpora cardinalizia per i figli Giovanni Stefano e Bonifacio, che perpetueranno l’arricchimento della famiglia e la committenza di opere artistiche.

La riscoperta storica di questa figura consente di gettare nuova luce su alcune importanti iniziative milanesi.

La riproduzione della Vergine delle rocce di Leonardo; la decorazione del palazzo già Carmagnola-Dal Verme-Gallerani ad opera di Bramantino: il Ferrero acquistò nel 1509 il palazzo che il d’Amboise aveva avuto in dono dal re di Francia, già di proprietà del condottiero Francesco Carmagnola, poi del conte Pietro dal Verme suo nipote e poi donato da Ludovico il Moro alla favorita Cecilia Gallerani (la Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci), e al figlio di lei Cesare Sforza. Il Ferrero finì per abitare in un quartiere centrale avendo come vicini alcuni dei primi gentiluomini di Lombardia: l’edificio acquistato era il più prestigioso della Milano sforzesca (oggi il Piccolo Teatro Grassi di via Rovello e sede della CONSOB).

La mostra « Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli » mette in evidenza il ruolo particolare che ebbe in quegli anni la città di Biella (di cui era originario Ferrero), vero snodo artistico tra la Francia di Luigi XII e di Francesco I, il ducato di Savoia e Milano e pertanto aperta a influenze lombarde, sabaude e francesi.


RAI1: seconda serie "I Medici", incentrata su Lorenzo il Magnifico

RAI1: I MEDICI - LORENZO IL MAGNIFICO

Da martedì 23 ottobre quattro serate in prima mondiale

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica della prima stagione tornano, con una seconda attesissima serie, “I Medici” nella nuova produzione internazionale Rai e Lux Vide incentrata questa volta sulla figura di Lorenzo il Magnifico, uno dei principali protagonisti del Rinascimento italiano. Anche questo nuovo progetto è stato realizzato all’insegna dell’altissima qualità, una cura del dettaglio che ha riguardato ogni aspetto della produzione: dalla scrittura alla regia, dalle scenografie nei luoghi originali ai costumi, fino ad arrivare alla colonna sonora firmata ancora una volta da Skin e Paolo Buonvino. Un grande investimento editoriale che nasce sulla scia dei sette milioni di spettatori con una media share del 27,7 che hanno seguito gli episodi della prima serie andati in onda due anni fa sempre su Rai1.

“Medici – Lorenzo il Magnifico” è una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Big Light Productions, Altice Group, distribuita da Beta Film e prodotta da Luca Bernabei e Frank Spotnitz. La serie è ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, per la regia di Jon Cassar e Jan Maria Michelini. Gli otto episodi da 50 minuti ciascuno andranno in onda su Rai1a partire da martedì 23 ottobre per un totale di 4 prime serate. Con una narrazione ritmica, coinvolgente, piena di colpi di scena vengono messe in risalto le appassionanti dinamiche politiche ed economiche della Firenze del Quindicesimo secolo, uno dei periodi storici più importanti per la cultura del mondo intero, mettendo a fuoco in particolare la vicenda di Lorenzo, il terzo della dinastia dei Medici, un uomo tanto illuminato da essere appunto consegnato ai posteri con il celebre appellativo de “il Magnifico”.

A rappresentare le vicende della nobile famiglia fiorentina, un cast internazionale d’eccezione: Daniel Sharman, che vestirà i panni di Lorenzo De’ Medici, Bradley James, Sarah Parish, Alessandra Mastronardi, Julian Sands, Matteo Martari, Synnøve Karslen, Aurora Ruffino, Matilda Lutz, Guido Caprino, Charlie Vickers, Sebastian De Souza, Callum Blake, Jack Bannon, Jacob Fortune Lloyd, Tam Mutu, Miriam Dalmazio, Alessio Vassallo. Con la partecipazione di Filippo Nigro nel ruolo di Luca Soderini, Annabel Scholey in quello di Contessina De’ Medici, Raoul Bova nei panni di Papa Sisto IV e Sean Bean in quelli di Jacopo Pazzi. La serie evento in prima mondiale su Rai1 da martedì 23 ottobre. I primi due episodi in anteprima esclusiva su Rai Play da martedì 16 ottobre. Per visualizzare il NewsRai dedicato aprire il link.

Testo e foto da Ufficio Stampa RAI


“Beyond the Castle”: rivivi la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Castello Sforzesco

Al via al “Beyond the Castle”, per rivivere la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci

Un percorso tra reale e virtuale, che permetterà ai giocatori di sfidarsi e allenarsi tra le antiche mura della Torre Falconiera, immergendosi nell’atmosfera, nella bellezza e nelle curiosità di fine ‘400.

Milano, 28 marzo 2018 – Scagliare frecce dall’antica Torre Falconiera in difesa del Castello Sforzesco, confrontarsi con le più sorprendenti invenzioni del genio leonardesco e immergersi nella Milano di Ludovico il Moro non è mai stato così reale. Dal 29 marzo prende il via al Castello Sforzesco “Beyond the Castle”, la nuova esperienza di realtà virtuale interattiva progettata per offrire ai visitatori la possibilità di rivivere ancor più da vicino la storia, il fascino e il patrimonio culturale di uno dei simboli più amati e conosciuti della città meneghina attraverso nuove modalità.

Un’iniziativa realizzata dalla startup italiana Beyond the Gate, che si inserisce nell’ambito delle proposte didattiche e di approfondimento gestite da Opera d’Arte, arricchite con una nuova esperienza unica nel suo genere, pensata per unire storia e conoscenza ad un approccio giocoso e interattivo, destinato a giovani, famiglie, adulti e curiosi, e reso possibile grazie alla tecnologia più innovativa.

Virtuale e reale insieme: “Beyond the Castle” prevede un percorso integrato che inizia attraversando le Merlate del Castello accompagnati da una guida, per poi arrivare all’antica Torre Falconiera, dove i visitatori-giocatori, indossando appositi visori, diventano protagonisti di un’esperienza interattiva di “hyper reality”, muovendosi liberamente nell’ambiente circostante e interagendo con lo stesso, immersi nell’atmosfera di fine ‘400.

Diversamente dalla maggior parte degli esperimenti di realtà virtuale esistenti, Beyond the Gate dà la possibilità di far giocare più utenti contemporaneamente, in modo che possano anche interagire tra loro.

Tolti i visori, il percorso può proseguire dal virtuale al reale con la visita alle collezioni e raccolte civiche nelle sale del Castello Sforzesco, fra cui la meravigliosa Sala delle Asse – dove si può ammirare la celebre decorazione leonardesca realizzata nel 1498 sotto Ludovico il Moro – per poi estendersi attraverso la città di Milano. Attraverso la mappa speciale consegnata ai visitatori-giocatori, si potranno infatti poi visitare anche dal vivo alcuni dei luoghi che compaiono durante l’esperienza: luoghi che rappresentano alcune delle più alte e interessanti testimonianze del Rinascimento italiano e del genio leonardesco a Milano, dalla Biblioteca Trivulziana alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie alla Vigna di Leonardo, al Parco Sempione dove si trovano i resti della Porta del Soccorso, antico accesso al Castello, e della cinta muraria della Ghirlanda.

E per finire, condividendo il tuffo nel passato, c’è anche la possibilità di scattarsi un innovativo “selfie rinascimentale”.

“L’iperrealtà, virtuale o aumentata, è ormai una delle forme attraverso le quali passa una buona parte della conoscenza, soprattutto per i ragazzi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Non a caso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha recentemente inserito i videogiochi tra le categorie di beni da promuovere, la cui qualità anche estetica può essere riconosciuta al pari di quella di un’opera cinematografica. In particolare, questa esperienza di realtà virtuale, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, consente di conoscere di più e meglio il patrimonio culturale del Castello Sforzesco e di Milano, avvicinando un pubblico che forse, diversamente, non avrebbe scoperto la sua storia straordinaria e le sue molte ricchezze artistiche”.

I Musei del Castello Sforzesco infatti hanno aderito insieme ad altri musei civici al primo International Game Camp (Milano, 13-15 ottobre 2017) - una manifestazione sostenuta da Fondazione Cariplo Progetto IC Innovazione Culturale per incoraggiare lo scambio tra designer di giochi internazionali ed esperti italiani nel campo del Cultural Heritage - e mettendo a disposizione di giovani gamedesigner oltre 100 immagini di opere del proprio patrimonio (https://www.internationalgamecamp.com/)

“Le nuove generazioni – dichiara Marco Arena, fondatore di Beyond The Gate –  crescono in un mondo digitale dove tutto si muove velocemente e dove rischiamo troppo facilmente di dimenticare il passato delle nostre città. Se nella maggior parte dei casi lo studio della Storia è limitato a un apprendimento passivo con cui i giovani fanno fatica a relazionarsi, dall’altra parte esiste invece un patrimonio culturale ricchissimo di tradizioni, curiosità, personaggi e momenti storici di grande fascino e interesse. Basti pensare agli oltre 20.000 Castelli e Torri presenti in Italia. Per questo con l’esperienza di realtà virtuale di Beyond the Castle abbiamo voluto proporre un cambio di approccio, ridando vita al passato in un luogo straordinario come il Castello Sforzesco”.

Durante tutta l’esperienza di “Beyond the Castle” una voce guida, “Eva”, accompagna l’utente attraverso le diverse fasi alternando sessioni di gioco a racconti storici, quiz e approfondimenti su materiali ripresi direttamente dalle collezioni del Castello Sforzesco, a partire dai quali è stata costruita l’esperienza. In particolare, nella parte finale il giocatore si trova in una ricostruzione del laghetto di Santo Stefano e dei Navigli, nell’attuale via Laghetto, dove dovrà rispondere ad alcune domande scoprendo altre curiosità legate alle fonti presentate precedentemente durante l’allenamento degli arcieri.

Beyond the Gate è una startup tutta italiana, con sede a Milano, composta esclusivamente da giovani professionisti sotto i 30 anni e focalizzata sullo sviluppo di esperienze di edutainment interattive e multigiocatore. Dalle ricostruzioni storiche all’approfondimento scientifico, Beyond the Gate crea mondi tutti da esplorare, in grado di attivare modalità di conoscenza e di apprendimento dinamiche, semplici e divertenti, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie immersive.

Leggere di più


Milano: mostra “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”

Cultura

“Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”, a Palazzo Reale dal 21 febbraio al 24 giugno 2018

In mostra pitture, disegni e stampe di alcuni tra i più importanti artisti tedeschi e italiani, provenienti da oltre 40 prestatori da tutto il mondo.

Albrecht Dürer, Portrait of a Clergyman (Johann Dorsch?), German, 1471 - 1528, 1516, oil on parchment on fabric, Samuel H. Kress Collection

Milano, 20 febbraio 2018 – Da domani, mercoledì 21 febbraio, al 24 giugno 2018 Palazzo Reale di Milano presenta "Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia" una grande mostra e un progetto originale che raccontano l’apice del Rinascimento tedesco nel suo momento di massimo fulgore e di grande apertura verso l’Europa, grazie a un’importante selezione di opere di Albrecht Dürer (1471 – 1528) e di alcuni grandi artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, la mostra è curata da Bernard Aikema, Professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Verona, con la collaborazione di Andrew John Martin, Ricercatore in storia dell’arte e Rinascimento tedesco, e offre ai visitatori la possibilità di ammirare circa 130 opere tra cui 12 dipinti di Albrecht Dürer, insieme a 3 acquerelli e circa 60 tra disegni, incisioni, libri, manoscritti, rivelando così il carattere innovativo della sua arte dal punto di vista tecnico, semantico e iconografico.

Il corpus del maestro di Norimberga è affiancato da alcune opere significative di artisti tedeschi suoi contemporanei come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien, Hans Burgkmair e Martin Schongauer da un lato; e dall’altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani che hanno lavorato fra Milano e Venezia, come Tiziano, Giorgione, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini, Andrea Solario.

Con la mostra "Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia" Palazzo Reale e 24 ORE Cultura riuniscono a Milano opere provenienti da più di 40 prestatori italiani e internazionali: si avrà quindi la possibilità di fare un vero e proprio viaggio virtuale “europeo” nei più prestigiosi musei tedeschi, olandesi, inglesi, spagnoli, portoghesi e italiani per conoscere a fondo quell’età aurea della storia dell’arte che ancora oggi è considerata un epigono irripetibile.
L’esposizione rivelerà anche il quadro dei rapporti artistici tra nord e sud Europa tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, il dibattito religioso e spirituale come substrato culturale delle opere di Dürer, il suo rapporto con la committenza attraverso l’analisi della ritrattistica, dei soggetti mitologici, delle pale d’altare; la sua visione della natura e dell’arte tra classicismo e anticlassicismo, la sua figura di uomo e le sue ambizioni d’artista.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

“Dürer, l’arte tedesca, Venezia, l’Italia”
Nella prima sezione tematica si esplorano i rapporti artistici fra il nord e il sud delle Alpi fra 1480 e 1530 circa. Da un lato si dimostra come la reciprocità degli stimoli abbia generato novità iconografiche, compositive e formali, che contribuirono in modo decisivo alle trasformazioni epocali che caratterizzano la storia dell’arte europea durante quegli anni; dall’altro si seguono gli spostamenti geografici di Albrecht Dürer e i suoi fruttuosi incontri con l’arte italiana e, in particolar modo, veneziana.

La critica è solita affermare che Dürer avrebbe visitato Venezia due volte, attorno al 1495 e nel 1505-1507. Il primo viaggio tuttavia non è documentato mentre il secondo ha lasciato tracce nelle fonti. La città lagunare era il principale centro del settore editoriale al di qua delle Alpi e probabilmente Dürer, maestro di grafica a stampa ormai incontestato in Germania, voleva espandere il proprio raggio d’azione all’Italia settentrionale. Qui l’artista ha prodotto diversi capolavori, fra i quali la Festa del Rosario, il Cristo fra i dottori e il celebre Ritratto di giovane veneziana, dipinti che dialogano con il linguaggio artistico di Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Alvise Vivarini e Leonardo da Vinci.

“Geometria, misura, architettura”
Grazie ad una mente brillante e metodica, un eccezionale talento per la matematica e l’aiuto dei suoi amici umanisti, Albrecht Dürer seppe esprimere, in vari scritti ma anche nelle sue opere, un nuovo concetto dell’arte, basato sui principi dell’imitazione della natura e sulla teoria artistica. In questa sezione della mostra, specificamente dedicata a questo suo essere, oltre che artista, anche teorico dell’arte, sono esposti in edizione originale i suoi trattati sulla geometria e la prospettiva, sull’architettura militare e sulle proporzioni umane; e le riproduzioni digitali ad alta risoluzione di alcune carte di uno dei più importanti codici manoscritti di Dürer, che documentano il suo precoce interesse verso teoria e lessico architettonico italiano.
Vengono poi messi a confronto disegni di Dürer con opere grafiche di Baldung Grien, Cranach e Jacopo de’ Barbari, che mostrano come, fra la fine del XV e il primo decennio del XVI secolo, questi artisti si confrontassero nello studio dei modelli antichi o del corpo umano; e, anche, disegni e incisioni di Dürer e Leonardo intorno al problema della rappresentazione proporzionale del cavallo.

“La natura”
Il contributo degli artisti tedeschi si è rivelato fondamentale nella rappresentazione della natura da parte di Dürer, alla pari di quello di Leonardo da Vinci e di altri pittori e disegnatori nord-italiani. Questi artisti infatti, sperimentando una diversa resa pittorica del paesaggio, hanno fornito esempi che hanno influenzato notevolmente Dürer e che sono state tappe essenziali del suo percorso verso la creazione di paesaggi autonomi.
In questo processo furono importanti alcune opere di Giorgione e di altri pittori nord-italiani, come Tiziano e Andrea Previtali, oppure, in Germania, degli artisti della cosiddetta Donauschule, ad esempio Lucas Cranach, Wolf Huber e Albrecht Altdorfer, le cui opere si contraddistinguono per l’espressiva resa paesistica e per le figure di piccole dimensioni.
Nel corpus di Albrecht Dürer troviamo infatti composizioni di grande formato, dove tuttavia l’artista si concentra sui particolari, e questo costante focalizzarsi sul paesaggio circostante, simultaneamente sul grande e sul piccolo, sul vicino e sul lontano, sul soggetto vero e proprio e su ciò che gli sta intorno, è in linea con lo sviluppo artistico dell’epoca, sia a Nord che a Sud delle Alpi.
Accanto al paesaggio in tutte le sue manifestazioni, gli artisti studiavano la flora e la fauna, fino ai singoli fili d’erba e agli insetti: oltre che a Jacopo Bellini, è ancora una volta a Leonardo e a Dürer che spetta il merito di avere liberato gli animali e le piante dal canone schematico dei repertori medievali.

“La scoperta dell’individuo”
La mostra prosegue dando una visione di come, attorno al Cinquecento, si sviluppi la “scoperta dell’individuo” attraverso il ritratto.
La richiesta di ritratti individuali cominciò ad aumentare enormemente a partire dalla seconda metà del XV secolo: prima riservati ai nobili e ai ricchi mecenati, il desiderio di farsi ritrarre coinvolse successivamente una fascia molto più ampia della società. Nel corso del Cinquecento, la ritrattistica divenne sempre più popolare e diversificata, tanto che molti artisti cominciarono a definirsi ritrattisti – una specializzazione del tutto nuova.
La prima ritrattistica moderna, a dispetto di tutte le sue formule pittoriche e convenzioni, in definitiva ha a che fare con la costruzione della propria immagine. Soggetto e artista, a vari livelli di collaborazione, costruiscono un artificio che riflette l’aspetto del soggetto al momento dell’esecuzione del ritratto. Tuttavia i ritratti sono concepiti anche per dialogare con il pubblico contemporaneo e futuro, quindi spesso la somiglianza personale è legata a messaggi che riguardano la classe, lo status e le aspirazioni del personaggio ritratto, esprimendo il modo in cui il loro soggetto desiderava essere ricordato.

“Albrecht Dürer incisore: Apocalisse e cicli cristologici”
Nella quinta sezione della mostra si cerca di analizzare un aspetto particolarmente discusso sui vari atteggiamenti di Dürer e dei suoi contemporanei nei confronti del dibattito religioso e spirituale dei suoi tempi.
Accanto ad alcuni fondamentali disegni e monocromi, sono mostrati al pubblico i celebri quindici fogli dell’Apocalisse - la prima opera capitale di Dürer che viene considerata il primo libro progettato, illustrato e pubblicato da un artista nel mondo occidentale - e la Grande Passione, una serie pubblicata nel 1511 realizzata da un ancor giovane Dürer con la tecnica della xilografia. Oltre ad essere delle vere e proprie pietre miliari in termini di realizzazione artistica - e anche di marketing -, i cicli grafici di Dürer si contraddistinguono per un approccio iconografico innovativo e per il nuovo rapporto che creano tra testi sacri e immagini. In questa sezione viene esposta, inoltre, La Melancolia (Melencolia I), 1514, l’incisione più famosa di Dürer, che il Vasari classificava tra le opere che riempiono di stupore il mondo intero, oltre ad essere un esempio di eccezionale virtuosismo tecnico.

“Il Classicismo e le sue alternative”
L’ultima sezione chiude il percorso espositivo con una riflessione sul sistema estetico che ha caratterizzato questo periodo storico dell’arte, in cui l’egemonia del classicismo era controbilanciata da correnti opposte che prediligevano temi e forme “anticlassiche” o, talvolta, “a-classiche”.
Il modello classico o classicheggiante, corrente prevalente in Italia, negli ultimi anni del Quattrocento cominciò a manifestarsi anche nelle principali città della Germania meridionale attraverso un interesse per l’arte antica e per i sistemi retorici ad essa collegati. Figura chiave di questo momento fu Albrecht Dürer, come testimoniano le sue copie, o meglio interpretazioni, di stampe italiane eseguite nell’ultimo decennio del XV secolo da Pollaiolo e Mantegna.
L’‘anticlassico’, che si configurava come una sorta di mutazione del classico, prese forma nell’arte dell’Italia settentrionale - da Lorenzo Lotto ad Amico Aspertini - come in Germania, in certe opere dello stesso Dürer, di Wolf Huber e Hans Baldung Grien.
L’artista di Norimberga rappresenta quindi l’esempio più riuscito di questo momento di massima apertura culturale e di grandi cambiamenti, caratterizzato dalla grande diffusione di nuove idee filosofiche e dallo sviluppo di cambi di paradigma senza confine, men che meno geografico.
MUSEI E ENTI PRESTATORI
Dall'Austria: Albertina e Kunsthistorisches Museum di Vienna; dalla Francia Fondation Bemberg a Toulouse, Fondation Custodia, Parigi, Musée des Beaux-Arts, Dijon; da Amiens Musee de Picardie; Dalla Germania Bayerische Staatsgemaldesammlungen, Staatliche Graphische Sammlung a Monaco; Friedrich-Alexander Universitat Erlangen e Germanisches Nationalmuseum, Stadtbibliothek im Bildungscampus, Norimberga; da Amburgo Kunsthalle, Museum Georg Schäfer e Museum Georg Schäfer, Schweinfurt; da Berlino Staatliche Museen, Staatliche Museen; Städel Museum da Francoforte e Wallraf-Richartz Museum, da Colonia.
Per l’Italia invece, le opere provengono da Accademia Carrara, Bergamo; Gallerie dell'Accademia, Accademia di Belle Arti e Museo Correr, Venezia; Musei Vaticani, Istituto Nazionale per la Grafica e Biblioteca Alessandrina, Roma; Biblioteca Statale, Lucca; CISA, Vicenza; Civiche Raccolte, Castello Sforzesco, Pinacoteca Ambrosiana, Milano; Gabinetto disegni e stampe, Uffizi, Museo Nazionale del Bargello, Galleria degli Uffizi, Firenze; Pinacoteca Nazionale, Siena; Chiesa di San Pietro Martire, Murano; Palazzo Rosso, Genova.
Dall’Olanda le opere provengono da Rijksmuseum Amsterdam e dal Gabinetto Disegni e Stampe Olanda Boijmans Van Beuningen, Rotterdam; dal Portogallo Gulbenkian Museum, Lisbona; dalla Spagna Museo Nacional del Prado, e Patrimonio Nacional, Real Monasterio de El Escorial, e Thyssen-Bornemisza, Madrid.
Dal Regno Unito: Ashmolean Museum, Oxford; da Londra British Museum, Royal Collection Trust e The National Gallery; si segnala inoltre anche il prestito da Chatsworth, Duke of Devonshire. Infine dagli USA National Gallery of Art, Washington.

Come da Comune di Milano.


VDLied: un nuovo portale per pamphlet musicali

7 Luglio 2016

Source: VDLied
Source: VDLied

Un nuovo portale online renderà ora disponibili al pubblico 14 mila pamphlet di canzoni tedesche, con un repertorio che va dal sedicesimo al ventesimo secolo. Il progetto, “VDLied – Das Verzeichnis der deutschsprachigen Liedflugdrucke”, è opera del Centro per la Musica e per la Cultura Popolare dell'Università di Friburgo, l'archivio austriaco dei brani popolari della Österreichisches Volksliedwerk e la Biblioteca di Stato di Berlino. Le preziose risorse conservate finora dalle suddette istituzioni formeranno quindi un database al cui interno è possibile ricercare sulla base di diversi fattori.

Prima che vi fossero spartiti e dell'utilizzo di registratori, i brani popolari circolavano su pamphlet che erano venduti agli angoli delle strade e alle fiere. I brani potevano toccare tutti gli aspetti della vita quotidiana: sesso, crimine, e c'erano pure brani politici e religiosi. Per aumentarne il valore potevano pure essere decorati, e alcuni contenevano pure le notazioni musicali per poter essere cantati.

Link: AlphaGalileo via Albert-Ludwigs-Universität Freiburg


Lituania: localizzata la Grande Sinagoga distrutta a Vilnius

29 Luglio - 1 Agosto 2015
800px-Grande_syna_Vilna
Grazie al radar è stato individuato il luogo dove sorgeva la Grande Sinagoga e Shulhof a Vilnius, in Lituania. Costruita nel diciassettesimo secolo in stile Rinascimentale-Barocco, era il più importante monumento degli Ebrei Litvak. Il sito era però utilizzato già nel secolo precedente. Conteneva normalmente fino a 300 persone, ma in caso di pericolo o di ricorrenze importanti dell'Ebraismo poteva arrivare a contenerne alcune migliaia.
Fu saccheggiata, gravemente danneggiata e bruciata dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. I resti furono poi rasi al suolo dai Sovietici. Alla distruzione potrebbero essere sopravvissute alcune parti della struttura e i bagni rituali, i mikvah.
Link: Israel Antiquities Authority; Israel Ministry of Foreign Affairs; Times of IsraelLive Science; International Business Times
La Grande Sinagoga di Vilnius nel, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da FLLL (Unknown - http://oldurbanphotos.com/index.php/Vilnius/Jewish/Synagogues/sinagoga2).
 


Nuove analisi per i due bronzi Rothschild attribuiti a Michelangelo

6 Luglio 2015
Michelangelo-Buonarroti_crop
I due bronzi Rothschild, due statue di figure virili (una barbuta) a cavallo di una pantera, saranno sottoposti a nuove analisi per comprenderne meglio le modalità di creazione. Si cerca anche di capire perché gli stampi presentino molto meno dettaglio. Le due statue, che già nel 1878 erano esposte come opera di Michelangelo, sono state recentemente identificate di nuovo come gli unici bronzi dell'artista ad essere sopravvissuti.
I particolari anatomici presenti nelle due figure sono troppo accurati per l'epoca, infatti: le autopsie erano molto rare prima del 1543 e pare che Leonardo e Michelangelo fossero i soli artisti a praticarle nella prima metà del sedicesimo secolo. Esse sarebbero poi coerenti con quanto pervenutoci dalle sculture e dagli schizzi preparatori del geniale artista, per il periodo 1500-1510.
I due bronzi Rothschild saranno in mostra al Fitzwilliam Museum di Cambridge fino al 9 Agosto 2015.
Link: University of Warwick
Michelangelo Buonarroti, particolare dal dipinto di Jacopino del Conte, da WikipediaPublic Domain, caricata da Gvf.
 


Studente interpreta nuovamente un quadro rinascimentale a Manchester

17 - 18 Giugno 2015
Un quadro rinascimentale, conservato presso il West Park Museum di Macclesfield e opera di un pittore tedesco del quindicesimo secolo, era fino ad oggi considerato come una rappresentazione della Vergine Maria che libera un'anima dal Purgatorio all'intercessione di Re Davide.
La ricerca di una studentessa presso l'Università di Manchester ha però permesso di interpretare correttamente il dipinto come rappresentazione di Santa Caterina di Alessandria, anche nota come Santa Caterina della Ruota.
Link: University of Manchester; Phys.org; Macclesfield Express


Antonello, l'Annunciata, il Magnificat. Una sensazionale affermazione scientifica su la Madonna di Antonello da Messina "è una Annunciazione"

27 Febbraio 2015

Antonello, l'Annunciata, il Magnificat. Una sensazionale affermazione scientifica su la Madonna di Antonello da Messina "è una Annunciazione"

640px-Antonello_da_Messina_035

Il mistero dell’Annunciata che per tanti secoli ha animato tavoli di discussione tra critici , storici , studiosi ed esperti in arte sacra, si arricchisce di inediti dettagli e simbolismi che vanno oltre l’allegoria classica,  tipica dei canoni quattrocenteschi.
Un team di creativi dell’Università di Palermo, coordinati da Mauro Lucco,  autorevole storico dell’arte , già curatore di numerose mostre tra cui proprio quella su Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale, Giovanni Taormina, coordinatore tecnico scientifico dello studio e Renato Tomasino Presidente del  LUM di Palermo - Laboratorio  Universitario  Multimediale,  ha sintetizzato in un video i momenti più salienti e simbolici che si celano dietro il dipinto de l’Annunciata di Antonello da Messina , custodito a Palermo alla Galleria Museo Palazzo Abatellis.

Leggere di più


Ritrovati gli unici bronzi sopravvissuti di Michelangelo?

2 - 3 Febbraio 2015
Michelangelo-Buonarroti_crop
Due statue in bronzo di due figure virili (una è barbuta) rappresentano forse gli unici bronzi di Michelangelo ad essere sopravvissuti?
Alcuni esperti così ritengono: i due bronzi sarebbero anatomicamente perfetti fino al tendine peroneo e all'arco transverso del piede, e coerenti con quanto pervenutoci dalle sculture e dagli schizzi preparatori del geniale artista, per il periodo 1500-1510. Saranno in mostra al Fitzwilliam Museum di Cambridge a partire da martedì.

Link: The History Blog; The Guardian 1, 2; Antiques Trade Gazette; BBC News 1, 2; Daily Mail
Michelangelo Buonarroti, particolare dal dipinto di Jacopino del Conte, da WikipediaPublic Domain, caricata da Gvf.