Frammenti di affreschi parietali provenienti da Stabia e Civita Giuliana, databili al I secolo d.C., sono stati restituiti  al DG del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, dal Generale di Brigata Roberto Ricciardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).

La riconsegna è avvenuta nel Museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia  alla presenza del professor Massimo Osanna, Direttore Generale Musei e del Sindaco della Città di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino.

Affreschi. Foto: Cesare Abbate

“Tornano al loro posto antiche opere di grandissimo pregio. –  afferma il Comandante Riccardi – La Bellezza che oggi celebriamo non è solo negli affreschi, è anche nella sinergia fra i rappresentanti delle istituzioni qui presenti, che hanno operato sentendosi figli della stessa storia. La Cultura che intendiamo valorizzare è anche quella della legalità”.

Durante la giornata sono stati restituiti anche altri tre frammenti di affresco (I secolo d.C.) asportati e trafugati dalla villa suburbana di Civita Giuliana, situata fuori le mura di Pompei.

Le indagini di riconoscimento e recupero dei frammenti sono state avviate dai Nuclei TPC di Monza e di Napoli rispettivamente nel 2020 e nel 2012.

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

“La restituzione di questi frammenti è significativa per più ragioni. – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei – Intanto viene ricomposto, in entrami i casi, un contesto archeologico che era stato violato e che permette di restituire completezza allo scavo. Ogni reperto, costituisce un tassello importante della storia e della conoscenza di un luogo e va sempre tutelato e preservato.  Ma soprattutto è una vittoria della legalità, contro il fenomeno degli scavi illeciti e del traffico di opere d’arte e reperti antichi, e una conferma dell’importante ruolo delle forze dell’ordine nella tutela del patrimonio culturale e della fondamentale collaborazione con le istituzioni del Ministero della Cultura.”

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Parco Archeologico di Pompei

Gli affreschi di Stabiae

I tre affreschi restituiti decoravano le pareti di Villa Arianna e Villa San Marco di Stabia e furono trafugati probabilmente durante gli anni ’70 del secolo scorso e poi esportati illecitamente.

Successivamente al sequestro di numerosi beni, durante l’attività di contrasti dei traffici illeciti a cura del Nucleo TPC di Monza, i tre frammenti sono stati individuati ed identificati nel Luglio 2020. Inoltre il Nucleo TPC ha ricostruito i movimenti di questi reperti che poi sono stati venduti ad antiquari statunitensi, elvetici ed inglesi durante gli anni ’90.

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

L’autenticità e la provenienza degli affreschi pompeiani è stata accertata grazie alla collaborazione dell’ufficio tutela e dell’ufficio scavi di Stabia del Parco Archeologico di Pompei, su disposizione del Dipartimento VII della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha diretto le indagini fino alla restituzione.

“Le collaborazioni con le autorità per il contrasto agli scavi illegali e al traffico illecito di reperti archeologici avviate sotto la direzione di Massimo Osanna sono una best practice che il Parco seguirà anche in futuro. – dichiara Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei Attraverso la valorizzazione dei siti nel territorio tra Stabia, Torre Annunziata, Boscoreale e Poggiomarino vogliamo inoltre contribuire a far emergere sempre di più l’immenso valore del patrimonio archeologico presente in maniera capillare in tutta l’area vesuviana.

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

Reperti come l’iscrizione osca da porta Stabia, attualmente esposta alle Scuderie del Quirinale nella mostra ‘Tota Italia’, illustrano come la città di Pompei facesse parte di un paesaggio antico costituito di vie di comunicazione, ville, fattorie, necropoli e insediamenti rurali che vanno tutelati e valorizzati. Ringrazio a nome del Parco i Procuratori e i Carabinieri del Nucleo Tutela per il lavoro svolto.”

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

I Frammenti degli affreschi di Civita Giuliana

I tre frammenti provenienti dalla Villa Suburbana di Civita Giuliana appartenevano ad un ambiente scavato nel 2020 dal Parco Archeologico di Pompei dove fu rinvenuto anche il graffito di Mummia  che ha fornito indicazioni sui possibili proprietari della villa. Tutto l’ambiente presenta una raffinata decorazione in III Stile con tre pannelli a fondo nero scanditi da candelabri databile tra il 35 e il 45 d.C.

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

La località di Civita Giuliana è stata protagonista di numerosi scavi clandestini tanto che nel 2017 il Parco Archeologico di Pompei ha dato il via, congiuntamente alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ad operazioni di individuazione di attività di scavi abusivi cui è seguito nel 2019 il Protocollo d’Intesa per il contrasto delle azioni illecite a danno del patrimonio archeologico.

Durante le prima operazioni fu individuata la zona servile della villa dove furono rinvenute delle stalle e tre cavalli bardati. Inoltre, durante il 2020 è stato individuato un il carro cerimoniale e la presenza di due vittime dell’eruzione di cui è stato possibile eseguire un calco in gesso.

Affreschi Stabia e Civita
Affreschi Stabia e Civita. Foto: Cesare Abbate

L’individuazione dei frammenti distaccati dall’ambiente avvenne già nel 2012 grazie ai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in seguito, anche in questo caso, a delle operazioni di contrasto ai traffici di beni archeologici nazionali ed internazionali. Difatti, durante l’azione, furono individuati sul posto i tre frammenti rimossi e pronti per essere trasportati altrove.

Individuazione dello scavo archeologico clandestino. Foto Ufficio Stampa del Nucleo dei Carabinieri TPC.

È tuttora in corso di svolgimento, dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, il processo penale a carico degli imputati ritenuti responsabili della attività di depredazione della antica villa romana. – Dichiara il Procuratore Nunzio Fragliasso – L’impegno di questo Ufficio nella tutela del patrimonio artistico, archeologico e culturale del territorio sarà costante e prioritario anche nei prossimi anni, con particolare riferimento all’attività finalizzata al recupero dei preziosi reperti archeologici trafugati, esportati all’estero, e alla loro restituzione al patrimonio nazionale. “