Venezia: nuovo Centro di ricerca per la conservazione e il restauro

Nuovo Centro di ricerca per la conservazione e il restauro: Comune, Ca’ Foscari e Iuav hanno firmato l'accordo di programma

È stato firmato oggi a Ca' Farsetti, dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dai rettori delle università Ca' Foscari Venezia, Michele Bugliesi, e Iuav di Venezia, Alberto Ferlenga, l'accordo di programma “Per la costituzione di un nuovo centro di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali veneziani”.

L'accordo, che si inserisce nel “Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia, Interventi per lo sviluppo economico, la coesione sociale e territoriale della Città di Venezia”, mette a disposizione 3 milioni di euro per la creazione di un centro che opererà nei seguenti ambiti di ricerca: caratterizzazione dei materiali e dell’ambiente di conservazione, monitoraggio dello stato di conservazione, nuovi materiali e tecnologie, tecnologie ICT per il monitoraggio e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e archeologico della città.

“La scommessa – ha esordito il sindaco – è quella di rendere Venezia un polo universitario sul modello di Boston, capace di attrarre giovani studenti non solo dal nostro Paese, ma anche da tutta Europa e da ogni parte del mondo”. Il primo cittadino ha poi ricordato la sottoscrizione, lo scorso anno, del protocollo costitutivo di “Study in Venice”, il Polo formato da Ca' Foscari, Iuav, Conservatorio Benedetto Marcello e Accademia delle Belle Arti, in collaborazione con il Comune di Venezia, con l'obiettivo di valorizzare la propria immagine di città universitaria nel mondo. “Il rafforzamento di un sistema universitario più ampio – ha aggiunto Brugnaro – è di importanza strategica per il rilancio della città”.

“L' articolo 9 della Costituzione – ha sottolineato il rettore Bugliesi – promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca e questo nuovo centro vuole da un lato rafforzare i presupposti scientifici per preservare il patrimonio di Venezia e dall'altro promuovere l'innovazione in questa città attraverso la ricerca. Sono già in programma una serie di interventi su cui ci concentreremo, dalla Scuola Grande di San Rocco a Torcello al campanile di San Marco. È un progetto che porterà a Venezia studenti, ricercatori e investimenti nell'alta tecnologia contribuendo allo sviluppo della nostra città. Il centro svilupperà metodologie e interventi di restauro e conservazione  con tecnologies legate all'ambito chimico e ICT, da parte di Ca' Foscari, e di ambito strutturale architettonico da parte di IUAV”.

“Questo progetto – ha concluso Ferlenga - è un'occasione eccezionale per dare  valore a ciò che in parte già esiste, mettendo insieme le iniziative offerte dai punti di eccellenza di questa città, che è essa stessa un'eccellenza. Un passo in avanti ulteriore, dopo esperienze come 'Study in Venice' e il Padiglione Venezia alla Biennale, per mettere in campo valori e conoscenze che hanno già un valore per sé stesse ma che, se messe insieme in un circuito virtuoso, possono dare vita a qualcosa di unico”.

Per dare piena attuazione al progetto verrà costituito un Comitato esecutivo composto dai referenti di ciascuna parte, presieduto da un responsabile del Comune di Venezia, che avrà il compito di sovraintendere alle attività del Centro, garantire l’esecuzione del progetto scientifico e stabilire il programma delle attività di disseminazione. Entro 6 mesi dalla sottoscrizione dell'accordo sarà inoltre costituito un Comitato consultivo composto da un rappresentante della Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, Archivio di Stato di Venezia e Musei Civici di Venezia, con funzioni di monitoraggio, consulenza e valutazione delle attività del Centro.

Venezia, 14 giugno 2018

Testo da Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Area Comunicazione e Promozione Istituzionale e Culturale Università Ca' Foscari Venezia


Ca’ Foscari ricorda Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone

Ca’ Foscari ricorda il musicologo e docente dell’ateneo scomparso nel 2011

“LA DETESTATA SOGLIOLA”. OMAGGIO A GIOVANNI MORELLI E MARGOT GALANTE GARRONE

Lunedì 14 maggio all’ Auditorium S. Margherita

 

Lunedì 14 maggio, alle 17.30all’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari, Teatro Ca’ Foscari e l’Associazione Giovanni Morelli presentano «La detestata sogliola» un omaggio a Giovanni Morelli e Margot Galante Garrone. Con Paolo Puppa - Helga Davis - Malva Rizzato - Elisabetta Pozzi

La data del 14 maggio, giorno della nascita di Giovanni Morelli (Faenza 1942 -Venezia 2011), è stata scelta per rendere omaggio alla sua figura di musicologo e docente di chiara fama dell'Ateneo, dove ha insegnato Storia della musica contemporanea, Filologia musicale, Musicologia sistematica e Storia e critica del testo musicale. Sposato con Margot Galante Garrone (Torino 1941 - Genova 2017) cantante, regista e fondatrice del Gran Teatrino la Fede delle Femmine.

In occasione di questa giornata dedicata a loro, quattro grandi artisti faranno rivivere il ricordo di queste due importanti figure attraverso diverse proposte e spunti culturali:

Paolo Puppa letture da Animali Immaginari di Giovanni Morelli
Helga Davis frammento/studio da Madrigal for 9 rooms di Andrea Liberovici
Malva Rizzato e Le canzoni di Margot
Elisabetta Pozzi letture da La detestata sogliola di Margot Galante Garrone

Ingresso libero

Così Andrea Liberovici, Presidente Associazione Giovanni Morelli, descrive l'iniziativa

«La detestata sogliola» è il titolo dell’unico libro scritto da Margot e che ho trovato sul desktop del suo computer l’anno scorso, un paio di mesi dopo la sua morte.
Sapevo che era li, perché ne avevamo parlato, ma non avevo avuto la forza di leggerlo. Ora posso dirlo: è bellissimo. Se verrete il 14 maggio capirete che l’aggettivo “bellissimo“ non è così distante dalla realtà. Non vi anticipo nulla perché, grazie all’editore Marsilio, il libro lo potrete trovare anche in libreria ma certo è che la sua, seppur parziale, lettura dal vivo interpretata da un’attrice come Elisabetta Pozzi la potrete ascoltare, per ora, soltanto se verrete all’Auditorium di S.Margherita.

In scena quattro grandi artisti. Il poeta Lello Voce che leggerà qualche «animale immaginario“ di Giovanni, la cantante-attrice newyorkese Helga Davis che interpreterà un piccolo frammento da “Madrigal for 9 rooms“, brano audio-visivoche sto preparando per l’anno prossimo dedicato alla nostra casa della Giudecca come palcoscenico, se così si può dire, della nostra famiglia e la giovane cantautrice Malva Rizzato che canterà alcune canzoni di Margot, alternandosi con «La detestata sogliola» letta da Elisabetta Pozzi.
Ho avuto la grande fortuna di crescere con Giovanni e mia mamma da quando avevo due anni (e con decine di gatti annessi) e non posso non condividere totalmente uno degli scopi dell’associazione Giovanni Morelli, che ringrazio, ovvero quello, non soltanto di mantenere viva la memoria, ma di farli conoscere ai più giovani attraverso l’esempio che ci hanno lasciato: l’umanità come centro e nutrimento di ogni loro gesto, creativo ed artistico, che sapevano condividere in forma di dono con tutti… senza distinzioni e copyright.»

Testo e immagine da Ufficio Stampa Università Ca' Foscari Venezia


Venezia: prima assoluta di "Nel Cuore Muto Del Divino", dedicato a Carlo Scarpa

Giovedì 5 aprile 2018, dalle ore 18.00 in aula Baratto di Ca’ Foscari la prima assoluta di Nel Cuore Muto Del Divino

UN DOCU-FILM DEDICATO A CARLO SCARPA

RISCOPRE I SEGRETI DELL’AULA BARATTO

DI CA’ FOSCARI

L’iniziativa si inserisce nel programma di iniziative per i 150 anni di Ca’ Foscari

 

NEL CUORE MUTO del divino - Teaser from CABIRIAFILM on Vimeo.

VENEZIA – Un documentario dedicato a Carlo Scarpa e al suo intervento nell’Aula Baratto di Ca’ Foscari nell’anno del centocinquantenario dell’Ateneo: il 5 aprile, alle ore 18, in Aula Baratto a Ca’ Foscari verrà proiettato in prima assoluta il film documentario Nel Cuore Muto Del Divino, dedicato all’architetto veneziano.

Un tributo celebrativo all’architetto che operò sull'Aula Baratto sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione dei locali con straordinaria modernità e rispetto della tradizione.

Una proiezione cinematografica in loco, per seguire prima sullo schermo e poi ammirare e vivere di persona, gli ambienti rimaneggiati e progettati da Scarpa. Un confronto fra il passato e il presente attraverso la storia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dei suoi 150 anni.

Il progetto, a cura del professore di Ca’ Foscari Paolo Pellizzari, intende valorizzare l'Aula Baratto, un gioiello inserito nel palazzo di Ca' Foscari.  Il film, realizzato dal regista Riccardo De Cal, getta luce sul restauro di Palazzo Foscari, sede storica dell’Università, da parte di Carlo Scarpa. Il percorso filmico nello spazio e nel tempo mira a raggiungere il cuore pulsante dell’intervento scarpiano: l’Aula Baratto. Un luogo i cui confini divengono labili: il pavimento si fa acqua e l’antica architettura del palazzo dialoga con gli elementi moderni introdotti da Scarpa. Tra i punti focali del film vi è l’analisi del rapporto tra “dentro” e “fuori” e della percezione forte del senso della città.

Il trailer del film è visibile at https://vimeo.com/224039983

 Scarpa operò sull'aula nel 1936 e nel 1956, adattando gli spazi, gli arredi e la fruizione in un contesto di assoluta bellezza architettonica e paesaggistica e consente ancora oggi l’uso di questi spazi spettacolari per eventi, lezioni e conferenze. [per eliminare ripetizione di “straordinaria modernità e …] Per accompagnare l’evento e il ricordo di Carlo Scarpa, nel cortile di Ca’ Foscari è allestita un’esposizione basata su materiali storici d'archivio e sui disegni/progetti conservati nell'Archivio Carlo Scarpa di Treviso, con elaborati e oggetti significativi legati alla progettazione, ai lavori effettuati e al contesto in cui si svolsero. Il video e l’esposizione sono stati realizzati in  collaborazione con il MAXXI di Roma, l ‘Archivio Carlo Scarpa di Treviso e con il supporto della Ca’ Foscari School for International Education.

Riccardo De Cal, regista e fotografo, dopo il liceo classico compie gli studi a Venezia presso la Facoltà di Architettura. Legato a una visione cinematografica essenziale e poetica, dal 2003 realizza documentari d’autore.

Testo da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia

L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.


Classici contro: 30 appuntamenti. Tema del 2018, Dike, la Giustizia

Venerdì 6 e sabato 7 aprile a Vicenza per il progetto ideato dai docenti di Ca’ Foscari Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani
CLASSICI CONTRO: 30 APPUNTAMENTI

TEMA DEL 2018 DIKE, LA GIUSTIZIA

Teatri e musei, licei e carceri i luoghi in cui i classici si sveleranno per fare luce sul presente

Continua a Vicenza il 6 e 7 aprile, dopo i primi appuntamenti di San Donà di Piave, Cittadella e Vittorio Veneto, il ciclo di incontri per il 2018 di Classici Contro, un progetto dell’Università Ca’ Foscari a cura del grecista Alberto Camerotto e del filologo classico Filippomaria Pontani che cresce nel tempo e dimostra l’interesse verso i classici oltre che la bruciante attualità dei temi che gli antichi ci propongono.

Sono ben trenta gli incontri in calendario in altrettante città d’Italia, che toccheranno licei, teatri, istituzioni, musei e carceri, da Palermo a Torino, da Vicenza a Reggio Calabria, da Lecce a Milano.

Quest'anno il tema intorno al quale si dibatterà attraverso le voci della ricerca e della cultura è «Dike, la Giustizia». Immersi in una società in cui scorgiamo troppe ingiustizie e diseguaglianze, siamo abituati quotidianamente ad accapigliarci sulle leggi, a dibattere il modo di amministrare il diritto, a invocare un riequilibrio ultraterreno agli squilibri umani. Cos’è giusto fare dinanzi a una catena di delitti di cui si è dimenticata l’origine, dinanzi a una legge palesemente inumana, dinanzi a chi propaganda un’idea che mette in dubbio le nostre certezze, dinanzi a una richiesta d’asilo che mette a rischio la comunità?

Qual è il rapporto tra la giustizia umana e quella divina? Come si configura la dialettica tra la sacrosanta giustizia olimpica garantita dal regno di Zeus e l'amministrazione quotidiana della giustizia nei tribunali di Atene e di Roma? In un momento storico in cui i problemi connessi alla legge, al diritto e all'equità sociale e politica continuano a dominare l'attualità, la rassegna 2018 dei Classici Contro prova ad andare alla radice storica e culturale di questi fenomeni, facendo parlare (e a tratti cantare) i testi antichi più importanti sul tema, da Omero a Esiodo, da Eschilo a Virgilio, da Lisia a Cicerone.

Il mondo greco-romano ha prodotto una gran mole di pensiero sulla e per la giustizia: non c’è quasi problema della giustizia del nostro tempo che non possa essere codificato – in senso mitico o come parallelo storico – nei termini antichi, e dunque rivitalizzato e meglio compreso. Questo intende fare Classici Contro 2018

Le prossime tappe del percorso saranno: Vicenza Il 6 e il 7 aprile al Teatro Olimpico di Vicenza e alle Gallerie D'Italia - Palazzo Leoni Montanari

Venerdì 6 aprile a Palazzo Leoni Montanari si affronteranno due prospettive convergenti sul diritto e la giustizia: da un lato lo sviluppo del concetto nell’epica arcaica (ne parlerà Carlo Pelloso, storico del diritto greco dell’Università di Verona), dall’altro lo sviluppo dei diritti fondamentali dall’antichità a oggi in relazione al tema dell’identità personale e collettiva (ne discuterà il giurista Marcello Francanzani, recentemente nominato giudice della Corte di Cassazione). Ma la giustizia ha anche un aspetto molto pratico: la sua applicazione, i premi e le pene. Nella sera di venerdì ne parleranno da angolazioni diverse la direttrice di un grande carcere (Claudia Clementi, del Dozza di Bologna), un classicista attivissimo nella riflessione e la pratica della non-violenza e della giustizia quotidiana (Andrea Cozzo, dell’Univ. di Palermo), un giornalista d’assalto che conosce il Nordest come pochi (Ernesto Milanesi, del manifesto). Queste parole ardue e complesse saranno accompagnate dalle musiche antiche di Nikos Xanthoulis, dedicate ad alcuni testi di Omero, Eschilo, Sofocle relativi alla giustizia; e lo stesso musicista greco nella mattinata di sabato 7 aprile a Palazzo Leoni Montanari terrà insieme ad Angelo Meriani una lezione sulla musica antica, accompagnata da una presentazione della mostra “Seduzione nel mondo antico” a cura della curatrice Federica Giacobello.

La Giustizia è anche immagine, dai bronzetti antichi con la bilancia alla Minerva dei nostri tribunali, ma è anche multiforme, come lealtà e nemesi: ne parlerà sabato pomeriggio, sempre a Palazzo Leoni Montanari, Aglaia McClintock (Univ. del Sannio), mentre Gabrio Forti, insigne giurista e raffinato letterato, analizzerà la ricezione del tema giustizia nella riscrittura goethiana dell’Ifigenia. Al centro della serata di sabato al Teatro Olimpico ci sarà invece la legge: il sottile confine tra giusto e legale (Massimo Manca, latinista di Torino), il fondamento sostanziale del nomos (Gennaro Carillo, filosofo napoletano), e la divaricazione fra la giustizia antica e moderna, di cui parlerà il Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio.

LE CITTÀ TOCCATE DA CLASSICI CONTRO

Dopo l'Olimpico i Classici Contro arriveranno in tutta Italia, per parlare di giustizia, al Teatro Don Orione di Palermo, al Circolo dei Lettori e al Liceo Massimo D'Azeglio di Torino, al Teatro Masini di Faenza, alla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, a Villa Emo a Fanzolo di Treviso, al Teatro Civico di Schio, all'Abbazia al Goleto di Sant'Angelo dei Lombardi, alTeatro Comunale di Alessandria, davanti ai Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, al Tribunale e al Convento dei Teatini di Lecce,  al Teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta, al Teatro Ristori di Verona,  al Carcere di Bollate a Milano, al Collegio Marconi di Portogruaro, all'Università degli Studi di Pavia, al Palazzo Festari diValdagno. E in autunno i Classici Contro continueranno il loro percorso alla Villa Belvedere di Mirano, alla Stazione Marittima di Trieste, al Liceo Bartolomeo Zucchi di Monza, al Liceo Leone XIII di Milano, al Carcere di Rebibbia a Roma, per concludere al Teatro di Santa Margherita a Venezia.

I Classici Contro dell'Università Ca' Foscari, in collaborazione con le Università, i Licei, le istituzioni, portano come sempre la ricerca e la parola dei classici antichi nei teatri di fronte ai cittadini per un contributo di pensiero sui problemi più scottanti del presente. In una prospettiva europea che guarda al futuro, con la consapevolezza culturale di tremila anni di pensieri e di storia che ci viene dai classici. Una risorsa da condividere tra tutti i cittadini.

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Venezia: undicesima edizione del Festival Internazionale di Letteratura "Incroci di civiltà"

L’UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI PRESENTA

INCROCI DI CIVILTÀ

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA

A VENEZIA

 

Dal 4 al 7 aprile 2018 venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi incontrano il pubblico per l’undicesima edizione del Festival

Credits: Annalena McAfee

VENEZIA - Sarà Ian McEwan, l’acclamato autore inglese di romanzi, racconti e sceneggiature – come Bambini nel tempo (Einaudi, 1988), Espiazione (Einaudi, 2002)  e i più recenti Chesil Beach (Einaudi, 2007), Solar (Einaudi, 2010), Miele(Einaudi, 2012), La ballata di Adam Henry (Einaudi, 2014), Nel guscio (Einaudi, 2017) – a inaugurare al Teatro Carlo Goldoni mercoledì 4 aprile alle ore 17.00 l’undicesima edizione di Incroci di civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’ Università Ca’ Foscari Venezia – che festeggia quest’anno i suoi 150 anni –  in collaborazione con Fondazione di Venezia e Comune di Venezia e inserito all’interno del programma ‘le Città in Festa’, con la partnership di The BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio.

Questa undicesima edizione di Incroci di civiltà ribadisce lo spirito del festival, capace di accostare firme prestigiose ad autori emergenti e offrire al vasto pubblico di lettori appassionati una prospettiva privilegiata sulla letteratura contemporanea mondiale.

Dal 4 al 7 aprile 2018 si incontreranno a Venezia venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi: Australia, Cile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Israele, Italia, Kenya, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Malesia, Marocco, Romania, Russia, Sri Lanka, Spagna, Svezia, Turchia.

Un focus speciale sarà dedicato agli autori africani, con la presenza di Ngũgĩ wa Thiong’o e Abdilatif Abdalla (Kenya), e del Premio Nobel per la Letteratura nel 1986 Wole Soyinka (Nigeria). Verranno presentati i primi due numeri con testo a fronte della nuova collana della Libreria Editrice Cafoscarina ‘Incroci di civiltà’: poesie scelte di Mohamed Moksidi (Marocco) a cura di Simone Sibilio (Ca’ Foscari) e due racconti di Emine Sevgi Özdamar (Turchia/Germania) a cura di Stefania Sbarra (Ca’ Foscari).

Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia: «Incroci di civiltà è uno degli appuntamenti culturali di punta di Ca’ Foscari, una manifestazione nata sotto il segno dell’inclusione e della diversità culturale e linguistica, temi che sono propri del nostro Ateneo, della nostra ricerca scientifica e dei progetti e interessi dei nostri docenti e ricercatori. Quest’anno, all’undicesima edizione, il Festival continua ad appassionare molti lettori e cittadini e ad attirare a Venezia le firme più affermate del panorama letterario internazionale. Le tematiche d’attualità e l’interesse per le diverse culture continuano a costituire il cuore della proposta di Incroci di civiltà, che può contare sulla preziosa collaborazione delle principali istituzioni cittadine che ringrazio per il loro sostegno».

Flavio Gregori, Prorettore alle Attività e Rapporti Culturali di Ca’ Foscari: «Incroci di civiltà è uno dei momenti più alti della programmazione culturale di Ca’ Foscari. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione del 150esimo Anno Accademico, Ca’ Foscari ha una vocazione speciale nel panorama italiano per lo studio e l’insegnamento delle lingue e letterature straniere di tutto il mondo. Incroci rappresenta in modo esemplare questa vocazione  facendo dialogare scrittrici e scrittori di oltre venti Paesi con i nostri docenti e con il pubblico dei lettori. Incroci non è solo un festival che dura i quattro giorni della manifestazione ma è il risultato di un lavoro di tutto l’anno da parte degli organizzatori, dei professori, degli studenti, del mondo editoriale e di tutti coloro che vi collaborano. È una realtà riconosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale, diventata uno degli eventi più importanti, centrali e attesi nella vita culturale di Venezia».

Pia Masierodirettrice del Festival Incroci di civiltà: «E’ un privilegio per me essere anche quest’anno la direttrice di Incroci di civiltà per quello che il festival rappresenta per l’Ateneo e per la città. Non un salone del libro, né una semplice vetrina per le ultime novità editoriali, ma un momento di riflessione profonda su temi che continuano ad essere centrali per il nostro tempo. Incroci di civiltà è uno dei modi – belli e riusciti – con cui Ca’ Foscari dialoga con la città di Venezia».

Giovanni Dell’Olivo, direttore della Fondazione di Venezia: «Lo sguardo privilegiato degli scrittori e delle scrittrici ci offre la grande opportunità di osservare il mondo di oggi e leggere la contemporaneità. L’avvicinarsi, l’incontrarsi, il dialogare e l’incrociarsi di culture vicine e lontane ci consente di affrontare e analizzare le tematiche più urgenti e attuali. Ci sta a cuore la crescita culturale della nostra comunità e questa rassegna internazionale, per la qualità dei suoi contenuti e la statura dei suoi protagonisti, è linfa vitale per il nostro territorio. Con orgoglio, dunque, la Fondazione di Venezia rinnova il suo supporto a Incroci di civiltà nell’ambito di un consolidato rapporto di collaborazione, attiva e progettuale, con l’Università finalizzato allo sviluppo culturale della collettività e dei giovani in particolare».

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Venezia: torna il Ca' Foscari Short Film Festival, dal 21 al 24 marzo

Torna all’Auditorium S. Margherita il Festival di cortometraggi organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia

nell’anno del 150esimo anniversario

CA’ FOSCARI SHORT FILM FESTIVAL 8, 21-24 MARZO

IL FIL ROUGE DELL'EDIZIONE 2018 È LA TEMATICA DEL RAPPORTO MADRE-FIGLIO

30 cortometraggi in concorso delle migliori scuole di cinema da 26 paesi del mondo. Peter Greenway tra gli ospiti

 web: http://cafoscarishort.unive.it 

L’ottava edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università si svolgerà dal 21 al 24 marzo 2018, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, nel cuore dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Università Ca’ Foscari. I 30 cortometraggi del Concorso Internazionale dedicato agli studenti delle scuole di cinema e delle università di tutto il mondo saranno affiancati da una serie di programmi speciali, workshop e masterclass di altrettanto interesse. Il Festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e dell’Associazione Veneziana Albergatori, mantiene fede alla sua mission di manifestazione pensata dai giovani per i giovani: sono loro i protagonisti di questa grande festa, dall’una e dall’altra parte dello schermo. Lo “Short” è infatti concepito come momento professionalmente formativo per gli studenti volontari di Ca’ Foscari (oltre 200) coinvolti in tutte le fasi della realizzazione del festival con il coordinamento del direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli.

L’edizione 2018 è stata presentata oggi presso la sede centrale dell’Università Ca’ Foscari Venezia da: Flavio Gregori, prorettore alle Attività Culturali Università Ca’ Foscari; Roberta Novielli, direttore artistico e organizzativo del Ca’ Foscari Short Film Festival;  Hiroki Hayashi, regista, membro della giuria del concorso internazionale; Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi; Carlo Montanaro, responsabile della Fabbrica del vedere; Giovanni Andrea Martini, presidente della municipalità di Venezia  Murano Burano

Il prorettore Flavio Gregori ha evidenziato come “la scorsa sia stata un’ottima edizione, con corti a livello professionale”, sottolineando anche quanto “il festival sia un trampolino di lancio per esperienze di produzione e sia soprattutto “una grande opportunità didattica per il coinvolgimento di studenti che comporta”.

“Una grande festa di ospiti e registi – così l’ha definita Roberta Novielli – con la partecipazione quest’anno di nomi di spicco tra cui Peter Greenaway. Più di 2500 i corti pervenuti, 26 i paesi di provenienza, gli Stati Uniti al primo posto, ma seguiti da Iran e Turchia, una cinematografia emergente che dà la misura della dimensione internazionale dello Short”.

CONCORSO INTERNAZIONALE: 30 OPERE IN GARA

E’ uno dei fiori all’occhiello dello Short, si conferma anche quest’anno come una vetrina privilegiata in Italia per scoprire le migliori opere di giovani registi che frequentano o si sono appena laureati nelle più prestigiose scuole di cinema e università del mondo, come testimoniano i circa 2.500 cortometraggi pervenuti da ogni angolo del globo che hanno portato a una selezione di altissimo livello e in grado di rappresentare filmografie molto distanti fra loro.

I 30 cortometraggi del Concorso internazionale provengono da 26 differenti paesi, che spaziano dagli Usa all’Australia, dalla Bielorussia al Sud Africa, dal Costa Rica all’Uzbekistan, passando per Indonesia, Colombia, India, Hong Kong e molti altri, Italia compresa.

Uno dei temi ricorrenti di quest’anno è il rapporto tra madre e figlio - un tema tanto universale quanto particolare nelle sue infinite declinazioni, il rapporto più viscerale, intenso e (artisticamente) drammatico che ci sia - come in Eric del regista ungherese Hakan Sagiroglu, con la tragica ricerca del figlio da parte di una madre che deve fare i conti col proprio passato. In The Life of Ana (di Mlu Godola, Sud Africa) è la madre stessa a mettere in pericolo la vita del figlio e per salvarlo dovrà prendere decisioni difficili. Ancora più drammatica è la situazione nel messicano Don’t Pass Through San Bernardino (di Hugo Magaña) nel quale una donna non si fermerà davanti a nulla pur di arrivare alla verità sulla morte del figlio. Tash Kөmүr, di Evgenii Chistiakov, primo corto del Kirghizistan in Concorso allo Short, racconta invece la difficile realtà di due ragazzi, e delle loro famiglie, costretti a lavorare in una remota miniera di carbone. Sullo sfondo dell’omicidio di Pasolini si svolge invece il corto italiano Pipinara, di Ludovico Di Martino, incentrato su due giovani ladruncoli del litorale romano. L’altro italiano in gara è Adavede di Alain Parroni, nel quale la ricerca di un caricabatteria diventa il pretesto per un viaggio tra campagna e periferie che porterà a galla ricordi sepolti. Insieme ai corti di finzione, in Concorso anche 3 documentari e 3 animazioni.

La giuria assegnerà per il Concorso Internazionale: il Grand Prix al miglior corto, il Premio Levi per la miglior colonna sonora, la Menzione speciale Volumina per il miglior contributo al cinema come arte e il Premio “Pateh Sabally” della Municipalità di Venezia, all’opera che meglio avrà saputo sottolineare i temi della multietnicità e dell’accoglienza.

Verrà inoltre proclamato il vincitore della quinta edizione del Concorso “Olga Brunner Levi”, in collaborazione con la Fondazione Levi, e quello del secondo Music Video Competition, dedicato a video musicali realizzati da studenti di cinema e università di tutto il mondo.

 

GIURIA

La Giuria internazionale può contare anche quest’anno su tre esponenti di eccezione del mondo del cinema, continuando una tradizione che negli anni ha visto avvicendarsi registi, attori, produttori, giornalisti e addetti ai lavori di caratura internazionale. A decretare il vincitore del Concorso e assegnare le menzioni speciali saranno quest’anno tre registi, a cominciare dall’italiana Roberta Torre, il cui ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno è uscito nelle sale proprio negli scorsi mesi ed è candidato a cinque David di Donatello. Negli anni ha diretto opere come Tano da morire (David di Donatello e Nastro d’argento nel 1998), Mare nero (in Concorso a Locarno nel 2006) e I baci mai dati (presentato alla Mostra di Venezia nel 2010). Il regista giapponese Hiroki Hayashi ha iniziato come assistente di Takeshi Kitano e Kiyoshi Kurosawa per poi fondare una propria società di produzione e debuttare alla regia nel 2005 con Rakuda Ginza. Nei successivi lungometraggi ha sviluppato un approccio che gli permette di coinvolgere le comunità locali nel processo filmico, portandolo infine a realizzare Blossoming into a Family (2017). Terzo membro della giuria è il regista Marcin Bortkiewicz, documentarista polacco che nel 2012 ha presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes il suo primo cortometraggio di finzione, Drawn from Memory, seguito tre anni più tardi dal lungometraggio di debutto, l’apprezzato Walpurgis Night, vincitore di numerosi premi come miglior film d’esordio.

Come da tradizione ai giurati sarà dedicato il Programma speciale della Giuria, un’occasione unica per il pubblico per incontrare i tre artisti e ripercorrere le loro carriere attraverso immagini e parole. Torre proporrà una selezione di scene dal suo ultimo lungometraggio Riccardo va all’inferno (2017). Hayashi presenterà invece il cortometraggio Soul Journey – To the future of Nanto (2015), mentre Bortkiwicz porterà a Venezia il documentario Early Learning (2009).

Il Premio Levi sarà invece assegnato da una giuria composta da Luisa Zanoncelli, Roberto Calabretto, Gabriele Roberto e Massimo Contiero.

 

PROGRAMMI SPECIALI

Ricchissima e variegata anche quest’anno sarà l’offerta dei programmi speciali che spazia tra omaggi, focus, workshop e incontri con gli ospiti. Tra i fiori all’occhiello dell’ottava edizione del festival c’è sicuramente la presenza del cineasta britannico Peter Greenaway che per l’occasione sarà protagonista di una lunga intervista condotta da Flavio Gregori,Prorettore alle Attività e rapporti culturali dell’Università, e presenterà inoltre delle clip video tratte dai suoi lavori. Attivo sin dagli anni sessanta Greenaway è diventato presto celebre per le sue pellicole provocatorie e dall’estetica ricercatissima come I misteri del giardino di Compton House (1982), presentato a Venezia, Giochi nell'acqua (1988), vincitore a Cannes del premio per il miglior contributo artistico e il controverso Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (1989). Ha raggiunto negli ultimi anni uno stile quasi pittorico (Goltzius and the Pelican Company, 2014) che ben si sposa con le sue installazioni artistiche come la serie Nove dipinti classici rivisitati.

Altro ospite d’eccezione di questa edizione è Robb Pratt, storico animatore della Disney che delizierà il pubblico dell’Auditorium con una imperdibile masterclass nella quale, oltre a illustrare gli aspetti più interessanti del suo mestiere, presenterà alcuni dei suoi lavori, come il recente CARMAN - The Road Rage Anti-Hero, una seria animata pensata anche come un tutorial d’animazione. Pratt ha lavorato ad alcuni classici della casa di Topolino come PocahontasTarzan eHercules ed è poi passato a disegnare gli storyboard per Planes e per serie di successo di Disney Channel. Come animatore indipendente ha realizzato alcuni cortometraggi che rielaborano i supereroi classici.

La personale dedicata all’indiana Gitanjali Rao permetterà di scoprire il mondo di una delle più importanti registe d’animazione indiane con la proiezione di cinque cortometraggi; altrettanto interessante il focus sul regista giapponeseShutaro Oku che mescola brillantemente cinema e teatro avvalendosi di tutte le tecnologie disponibili e che presenterà in anteprima mondiale Nigorie, opera girata tra Tokyo e Venezia. Si rimane in Estremo Oriente per East Asia Now, programma che propone alcuni dei corti più bizzarri e sperimentali prodotti nell’ultimo anno. All’interno del programma uno spazio sarà dedicato al Dong Film Fest, festival che si offre come ponte tra Cina e Italia.

L’Università Ca’ Foscari celebra quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione e lo Short non poteva non dedicare un programma speciale a questo irripetibile avvenimento. Spazio quindi al video concorso Racconta i 150 anni di Ca’ Foscari in 150 secondi - di cui sarà annunciato il vincitore - e alla presentazione in anteprima di Nel cuore muto del divino di Riccardo De Cal, sull’intervento di Carlo Scarpa alla storica Aula Baratto dell’università. Il programma si completa con i cortometraggi di due studenti cafoscarini: Angelo’s Folly di Tommaso Giacomin, mockumentary incentrato proprio sul centocinquantenario, e Come se non fosse mai successo di Jacopo Renzi.

Giannalberto Bendazzi sarà invece protagonista di un workshop d’animazione in occasione della presentazione della sua nuova colossale opera: Animazione. Una storia globale. Spazio anche al mondo delle webserie con un programma dedicato a Lobagge, pillole ironiche sul cinema indipendente italiano, accompagnate da altri due progetti dagli stessi autori. Si celebra poi la conclusione del primo ciclo del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari con la proiezione di opere prodotte dai suoi studenti durante l’anno di studi: i video-tutorial sul rispetto della città in Venezia Your Home, il progetto collettivoDedalus e i tre corti di diploma ViolaTeatro dei piombi e Lin-Da.

 Lo sguardo al passato quest’anno è affidato a Fantastica scienza, una preziosa raccolta di materiali video del primo Novecento dedicati alla scienza. Torna l’appuntamento con Lo sguardo sospeso, il programma dedicato alla video-arte italiana più recente a cura di Elisabetta Di Sopra, quest’anno incentrato sulla transitorietà del reale e sul complesso rapporto tra uomo e natura. Non può mancare infine l’appuntamento con il VideoConcorso Pasinetti che propone una selezione di booktrailer, così come il divertente gioco del Video-oke!, applicazione cinematografica del karaoke. In ultimo i concorsi collaterali: saranno proiettati i finalisti ed eletti i vincitori della quinta edizione del Premio “Olga Brunner Levi”, rivolto a studenti liceali di tutto il mondo e dedicato alle donne nella musica, e della seconda edizione del Music Video Competition, concorso internazionale per video musicali realizzati da studenti di cinema e università.

SPETTACOLO FINALE

Lo spettacolo della serata finale, sabato 24 marzo, sarà invece affidato a Simona e Carlo Truzzi, tra i massimi esponenti mondiali della shadow art, in grado di creare sorprendenti figure (e ritratti di famosi attori, cantanti e personalità varie) con il solo ausilio delle loro mani, un telo e una fonte di luce.

IL MANIFESTO

Il manifesto del Festival è stato firmato per il secondo anno consecutivo da Giorgio Carpinteri. Il grande illustratore, fumettista e pittore italiano ha elaborato un’immagine tratta da Aquatlanticgraphic novel in uscita quest’anno. Il disegno rappresenta una città fantastica tra Mare e Oriente, richiamando in questo modo due elementi tipici anche di Venezia. Un sottile omaggio al cinema è inoltre contenuto nel personaggio vestito di bianco nella parte inferiore dell’immagine che si muove come in una sequenza di tre “fotogrammi”.

premi quest’anno saranno realizzati dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato, discendente di una storica famiglia di vetrai di Murano. Le sue opere sono visibili in gallerie e collezioni private di tutto il mondo: da Milano a New York, da Dubai a Mosca.

Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca' Foscari Venezia


Venezia, incontro "Come raccontare l'archeologia: strumenti nuovi e moderne tecnologie"

Mercoledì 28 febbraio, in Aula Magna a Ca’ Dolfin

COME RACCONTARE L’ARCHEOLOGIA: STRUMENTI NUOVI E MODERNE TECNOLOGIE PER COMUNICARE LE RICERCHE

Dal fumetto al 3D, dalle rappresentazioni in costume alla realtà virtuale, dai parchi archeologici al gioco televisivo, ecco i vari esempi per far conoscere la moderna archeologia

VENEZIA – Che cosa ci fa un archeologo in un gioco televisivo a premi? Cosa accomuna un fumetto e una scoperta archeologica? Quali moderne tecnologie ci consentono di visitare un sito archeologico stando all’ asciutto? Le risposte a queste strane domande sono tutte nella giornata dedicata all’archeologia e a come comunicarla, organizzata dall’Università Ca’ Foscari e che si terrà mercoledì 28 febbraio nell’Aula Magna di Ca’ Dolfin.

L'incontro, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici (prof. Sauro Gelichi), intende riflettere sui nuovi e vecchi mezzi a disposizione degli archeologi per comunicare il proprio lavoro. Restituire alla comunità i risultati della ricerca è infatti un dovere per gli archeologi, che, da una parte, devono cercare di trasformare in "storie" avvincenti anni di ricerche facendo un passo verso la comunità, dall'altra, nell'era della comunicazione, si trovano ad avere a disposizione mezzi sempre più avanzati che facilitano l'operazione di mediazione con il pubblico.

L'iniziativa presenterà vari esempi in cui la disseminazione archeologica ha potuto utilizzare mezzi differenti, talvolta anche poco convenzionali, come l'esperienza di Paolo Storchi al gioco televisivo dell’Eredità che ha portato agli onori della cronaca il sito di Tannetum. Ma si parlerà anche delle più avanzate ricostruzioni 3D, che permettono una immediata e facile visualizzazione di oggetti e luoghi che nella realtà sono in situazioni di conservazione scarse se non pessime (Cristina Barbiani, Caterina Balletti, Carlo Beltrame Nuove proposte digitali per la comunicazione museale in archeologia) e di archeologia subacquea immersiva che permette di visitare in un ambiente realistico, ma restando all'asciutto, siti sommersi (Stefania Manfio, Elisa Costa L’immersione virtuale nel patrimonio archeologico sottomarino). L'esperienza immersiva, ma questa volta attraverso le rappresentazioni in costume, sarà commentata da Marco Valenti che parlerà dell’archeodromo di Poggibonsi. Il tema del disegno come metodo per la ricostruzione degli ambienti ma anche delle storie del passato sarà raccontato dagli acquerelli di Riccardo Merlo e dalla collana di fumetti di Mirko Furlanetto.

L'incontro si aprirà anche ad esperienza di musealizzazione con i casi di alcuni importanti parchi archeologici (Cristiana Zanasi Evocativo o educativo: il modello del Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale e Giovanna Bianchi Ricostruire e comunicare la storia all’interno di due parchi: il caso della Maremma settentrionale) e terrà in considerazione anche la sempre più importante esperienza social (Marco Merola Dalla trowel a Twitter).

Testo da Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca' Foscari Venezia

L’Università Ca’ Foscari a Venezia, foto di Stefano Remo, daWikipediaCC BY-SA 3.0.


Le grotte di Dunhuang: un gioiello dell'arte e della cultura cinese in mostra a Venezia

Frutto della collaborazione tra Università Ca’ Foscari, Dunhuang Research Academy e Dunhuang Culture Promotion Foundation

LE GROTTE DI DUNHUANG: UN GIOIELLO DELL’ARTE E CULTURA CINESE IN MOSTRA

A CA’ FOSCARI VENEZIA

Per la prima volta in Italia, è stata inaugurata il 21 febbraio.

La mostra ha già fatto tappa al Paul Getty Conservation Institute di Los Angeles e alla

The Prince’s School of Traditional Arts di Londra

 

VENEZIA – Per la prima volta in Italia, negli Spazi Espositivi dell’Università Ca’ Foscari, sarà possibile “esplorare” il magnifico complesso rupestre di Dunhuang, situato nella provincia occidentale cinese del Gansu, fra l’altopiano del Tibet, la Mongolia e il deserto del Gobi, grazie alla mostra Jewel of the Silk Road Buddhist Art from Dunhuang (Il gioiello della Via della Seta: Arte buddhista di Dunhuang) che si terrà dal 22 febbraio all’8 aprile nella sede centrale dell’ateneo veneziano.

L’esposizione, dopo essere stata visitata ieri dal Presidente della RepubblicaSergio Mattarella, è stata inaugurata oggi alla presenza del Rettore dell’Università Ca’ Foscari, Michele Bugliesi, di Wang Xudong 王旭東, Direttore Dunhuang Research Academy, di Tiziana Lippiello, Prorettore Università Ca’ Foscari, Sir David Green, Chairman di The Prince’s School of Traditional Arts, London, “The Wonders of Dunhuang”,  da Wang Yin 王胤, Presidente, Dunhuang Culture Promotion Foundation e da Paola Mar, Assessore al Turismo, Comune di Venezia. 

La mostra è il frutto della collaborazione avviata con la Dunhuang Academy e la Dunhuang Culture Promotion Foundation coorganizzatori dell’iniziativa e si pone in un’ottica di rafforzamento dello scambio tra culture diverse promosso dalla Prorettrice alle Relazioni Internazionali di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello. Il fine è quello di consolidare una collaborazione amichevole lungo la Via della seta attraverso queste due prestigiose istituzioni e far conoscere al pubblico italiano l’arte buddhista di Dunhuang, un importante sito storico caratterizzato da grotte buddhiste di immense dimensioni inserite nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco”. Non solo arte buddhista ma anche dipinti murali che ritraggono scene della vita e della società cinese dei secoli IV-XIV, la vita quotidiana a Dunhuang, un crocevia di culture lungo la Via della Seta. La mostra è una testimonianza viva e concreta degli scambi commerciali e culturali che hanno animato nel corso dei secoli l’antica via della seta, oggi valorizzata e riproposta dal governo cinese nella formula “Belt and Road”, o “One Belt One Road” per indicare quella via privilegiata che favoriva le relazioni diplomatiche, commerciali e culturali dell’Eurasia.

Un complesso costituito da 735 grotte in totale, con lunghezza di 1680 m, arricchite da più di due mila statue e45.000 mq di dipinti parietali.

“Ospitare ‘Il gioiello della Via della Seta: Arte buddhista di Dunhuang’, è motivo di orgoglio e costituisce un’iniziativa di grande rilievo per Ca’ Foscari nell’anno del suo centocinquantesimo anniversario – dichiara il rettore dell’Università Ca’ FoscariMichele Bugliesi. La scelta di Venezia e di Ca’ Foscari come sedi dell’esposizione non poteva essere più felice e appropriata, se guardiamo ai molteplici tratti comuni che legano le due città: Venezia, perla dell’Adriatico, e Dunhuang gioiello del deserto del Gobi; Venezia che diede i natali a Marco Polo, e Dunhuang che fu raggiunta da Marco Polo nel corso del suo viaggio in Asia; Venezia e Dunhuang che insieme contribuirono a dare un forte impulso ai commerci, alla trasmissione di idee, credenze, costumi, e alle espressioni artistiche dei popoli incontrati da Marco Polo e dai viaggiatori che lo precedettero e seguirono”.

La preziosa arte delle grotte di Mogao rivivrà a Venezia grazie alla collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari, la Dunhuang Academy e la Dunhuang Culture Promotion Foundation, con l’obiettivo di presentare al pubblico italiano una realtà importante della Via della Seta e approfondire la conoscenza dell’arte tradizionale della Cina. Alla realizzazione della mostra in italiano hanno collaborato docenti e studenti del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa mediterranea.

 

 

Le grotte di Dunhuang

Le grotte di Dunhuang sono un luogo colmo di tesori culturali e artistici ben noto sia in Cina che all’estero, e costituisconouna testimonianza molto importante del processo di integrazione della cultura cinese e delle altre culture dell’Eurasia. I lavori di costruzione durarono un millennio, dal quarto secolo al quattordicesimo. Le grotte hanno preservato la meravigliosa e preziosa arte buddista e il ricco contenuto dei documenti storici, culturali e artistici. Inoltre sono state nominate “il tesoro artistico buddista”, “l’enciclopedia del medioevo” e “la galleria d’arte nel deserto”, rappresentando concretamente l’evento spettacolare di un incrocio tra culture diverse e di un fondersi di etnie lungo la via della seta.

Si tratta di un grande complesso religioso buddhista di 492 grotte-santuario scavate nella roccia che si sviluppò a partire dal IV secolo.

Per quasi mille anni si arricchì di nicchie e grotte magistralmente decorate con dipinti parietali, affreschi e gruppi scultorei di stucco dipinto per una superficie totale di più di 45.000 metri quadrati. Le opere furono eseguite da artigiani locali e commissionate da monaci, notabili e mercanti buddhisti così come dai sovrani dei regni cinesi, tibetani e centroasiatici che si susseguirono nel controllo di questo importante centro economico culturale e religioso dell’antichità. Lo stile degli affreschi e delle sculture è prevalentemente cinese ma riflette anche influenze centro asiatiche, sasanidi, indiane e tibetane.

 

Venezia e Dunhuang

A differenza della città sull’acqua, Venezia, “la Perla dell’Adriatico”, Dunhuang, situata sul corridoio di Hexi, è un’oasi circondata da alte montagne, dalla sabbia e dal Deserto del Gobi. Rispetto a Venezia, che ha come simbolo l’acqua e viveva di commercio marittimo, Dunhuang è uno dei principali centri della Via della Seta, ed ha come sfondo la sabbia. Grazie all’iniziativa della Nuova Via della Seta, oggi la città del deserto e la capitale dell’acqua si incontrano nuovamente grazie alla collaborazione tra la Dunhuang Research Academy e l’Università Ca’ Foscari Venezia.

 

La mostra

Attraverso i dipinti parietali, le opere riprodotte e le riproduzioni delle grotte si vuole rappresentare il passato e il presente di Dunhuang da vari punti di vista quali la storia, la geografia, l’arte e l’artigianato, le religioni, la letteratura, l’economia e la scienza. La mostra intende presentare la cultura millenaria di Dunhuang accumulatasi con il passare del tempo attraverso la suggestione della riproduzione dei luoghi che verranno, per così dire, “visitati a distanza”.

La modernità della cultura di Dunhuang si esprime attraverso l’analisi approfondita su vari livelli che vanno dallo sfondo culturale di Dunhuang, passando per il suo processo di formazione, il contenuto artistico delle grotte, il traffico sulla via della seta, gli edifici antichi dell’antica Cina, i costumi tipici delle varie etnie, la musica e la danza influenzata dalla cultura indiana.

La mostra sarà divisa in tematiche: “Il maestoso palazzo del Buddha”, “Musiche e danze nella Terra Pura”, “Architettura”, “Costumi e make-up”, “Motivi Ornamentali”, “Pitture murali”, “Conservazione delle grotte di Dunhuang”.

Il design delle sale di esposizione si baserà sui colori unici dell’arte di Dunhuang e si ispirerà ai dipinti sulle storie buddiste tradizionali, utilizzando come mezzi principali di esposizione le opere artistiche di Dunhuang e le copie riprodotte in formato originale delle grotte. Le immagini e gli oggetti sulla via della seta, provenienti da altre fonti, avranno invece lo scopo di rendere il contesto.

Lo scopo è far scoprire ad un pubblico distante 6400 km dal luogo reale e 1600 anni dopo, il fascino dell’arte di Dunhuang.

 

La mostra è organizzata dall’Università Ca’ Foscari, dalla Dunhuang Academy e dalla Dunhuang Culture Promotion Foundation ed ha ricevuto anche il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e del Comune di Venezia.

 

Inaugurazione

La cerimonia di apertura della mostra si è tenuta mercoledì 21 febbraio alle ore 14.30 presso gli Spazi Espositivi di Ca’ Foscari

 

La Dunhuang Research Academy

La Dunhuang Research Academy, fondata nel 1944 come National Research Institute on Dunhuang Art, è l’istituzione nazionale responsabile della tutela, dell’amministrazione e della ricerca sulle Grotte di Mogao (il sito patrimonio dell’UNESCO a Dunhuang), le Grotte di Yulin (un sito culturale protetto a livello nazionale a Guazhou), e la grotta dei Mille Buddha a Dunhuang. Studiosi e artisti hanno documentato e riprodotto attentamente le opere d’arte e i manoscritti ritrovati nella regione. Grazie al lungo e meticoloso lavoro di conservazione delle superfici dei dirupi e delle grotte e alla creazione di materiale digitale per i visitatori, l’arte e la cultura di Dunhuang è oggi accessibile a un sempre maggiore numero di studiosi e visitatori. La Dunhuang Research Academy partecipa all’International Dunhuang Project, un consorzio istituito dalla British Library nel 1994 che si propone di tutelare, catalogare e digitalizzare i preziosi manoscritti, le stampe, i dipinti e i tessili ritrovati nelle grotte di Dunhuang e presenti in varie collezioni nel mondo.

 

La Dunhuang Culture Promotion Foundation

La Dunhuang Culture Promotion Foundation è un’istituzione fondata nel 2006. Negli ultimi dieci anni ha organizzato numerose conferenze, eventi espositivi, performance

musicali e teatrali.

Su invito della Fondazione molti studiosi importanti hanno visitato Dunhuang apprezzando l’ottimo stato conservativo del sito che l’hanno resa un “fossile vivente” di antiche civiltà con l’intento di costruire una casa spirituale dell’umanità mirando a “promuovere la cultura di Dunhuang e costruire la patria ideale dell’umanità”.

Lo scopo della Dunhuang Culture Promotion Foundation è quello di mantenere viva la tradizione culturale e di promuovere la saggezza dell’antica civiltà cinese.

Con il supporto di artisti e studiosi nazionali ed internazionali, la Fondazione vuole esplorare la conservazione dell’arte e della cultura di civiltà antiche promuovendole attraverso i linguaggi artistici contemporanei.

 

Il gioiello della Via della Seta: Arte buddhista di Dunhuang          

22.02.2018 - 08.04.2018

 

Ca’ Foscari Esposizioni

Dorsoduro 3246 - 30123 Venezia

 

orari apertura mostra:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

chiuso il martedì

 

ingresso libero

 

prenotazioni e info: [email protected]

 

Organizzatori: Università Ca’ Foscari Venezia, Dunhuang Academy in collaborazione con la Dunhuang Culture Promotion Foundation

Curatrice: Lou Jie

Segreteria organizzativa: Fondazione Ca’ Foscari

Coordinatrice per l’Università Ca’ Foscari Venezia: ZHU Yi

Traduzione italiana: Livio Zanini e gli studenti del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea

Patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e

Comune di Venezia

Testo e immagini da Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo Università Ca' Foscari Venezia


Venezia, inaugurazione della mostra "Jewel of the Silk Road: Buddhist Art from Dunhuang"

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

 Jewel of the Silk Road: Buddhist Art from Dunhuang

 Mercoledì 21 febbraio ore 14.30 – 15.30

Spazi Espositivi

Università Ca’ Foscari

Dorsoduro 3246

Per la prima volta in Italia, negli Spazi Espositivi dell’Università Ca’ Foscari, sarà possibile “esplorare” il magnifico complesso rupestre di Dunhuang, situato nella provincia occidentale cinese del Gansu, fra l’altopiano del Tibet, la Mongolia e il deserto del Gobi, grazie alla mostra Jewel of the Silk Road: Buddhist Art from Dunhuang che si terrà dal 22 febbraio all’8 aprilein collaborazione con la Dunhuang Academy e la Dunhuang Culture Promotion Foundation.Leggere di più


Venezia: in mostra le opere di Matti Al-Kanun

Evento realizzato con il Center for the Humanities and Social Change di Ca’ Foscari, l’Associazione Nuova Icona e San Servolo Servizi Metropolitani

BACK TO LIFE IN IRAQ SBARCA A VENEZIA:

IN MOSTRA LE OPERE DI MATTI AL-KANUN SFREGIATE DALL’ISIS E IL REPORTAGE DI EMANUELE CONFORTIN

Il programma  comincia il 16 febbraio e prevede anche una conferenza con Salvatore Settis il 1 marzo a Ca’ Dolfin, e un convegno il 16 marzo a San Servolo

Foto di Emanuele Confortin

VENEZIA – Back to Life in Iraq. Arte, distruzione, rinascita. Venezia onora la sua tradizione di crocevia delle civiltà ospitando un evento eccezionale, dal forte contenuto artistico, simbolico ed etico. Grazie al giornalista Emanuele Confortin, che ne ha scoperto e raccontato la storia, giunge per la prima volta in Italia il pittore cristiano siriaco Matti al-Kanun,rifugiato iracheno, le cui opere sono state sfregiate dall'Isis. Uomo mite, lontano dai palcoscenici, Al Kanun rappresentava nei suoi dipinti soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso ispirati alla sua identità cristiana. I jihadisti lo hanno costretto a fuggire dalla sua casa a Bartella, cittadina a maggioranza cristiana, e dopo l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al Baghdadi nel 2014, la casa è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate dalla furia iconoclasta degli occupanti. La decisione di “ripararle” ha significato per l’artista un importante atto di reazione e di rinascita dalle ceneri di uno dei conflitti più cruenti dell’era moderna.

Nell’esporle prima all'Oratorio San Ludovico, spazio espositivo della associazione Nuova Icona, e poi sull'Isola di San Servolo, il Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca’ Foscari VeneziaNuova Icona San Servolo Servizi Metropolitani hanno deciso di collaborare a un progetto che vuole essere molto più di un fatto artistico. Accanto alle opere restaurate (tre nella prima installazione, tra cui una restaurata dagli studenti di Ca’ Foscari, e diciannove a San Servolo) vi saranno infatti le fotografie e un documentario realizzati da Emanuele Confortin in Iraq, al seguito della famiglia Al Kanun.

Ci viene così consegnata una storia eccezionale e al tempo stesso emblematica di un paese antico e multiculturale, oggi devastato e diviso. I tanti risvolti di questa storia saranno esplorati in altri due momenti: il 1 marzo a Ca' Dolfin unaconferenza con Salvatore Settis situerà questo episodio nel più ampio fenomeno dell'iconoclastia, mentre il 16 marzo, aSan Servolo, vari studiosi, alla presenza del pittore giunto appositamente dall'Iraq per la prima volta in Italia, daranno vita a una giornata di studi in cui si ripercorrerà l'intera storia. Dopo il racconto di Emanuele Confortin verrà illustrato il processo di restauro dei dipinti su cui sono rimaste simboliche cicatrici e si affronteranno temi quali i diritti umani e la questione della minoranza yazidi, la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, l'arte come forma di resistenza alla guerra.

Il progetto ideato da Emanuele Confortin è stato realizzato insieme al Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca'Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo della cultura umanistica nell'affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale. La genesi di Back to Life in Iraq è stata possibile grazie al lavoro di Nuova Icona, associazione da anni specializzata nella scena artistica contemporanea di Iraq e vari altri paesi mediorientali, e della San Servolo Servizi Metropolitani, che conferma la vocazione dell'isola come sede di eventi di alto profilo artistico e civile. L'installazione di San Ludovico, aperta dal 16 febbraio al 4 marzo, sarà visitabile tutti i giorni e, previo appuntamento, offrirà alle scuole la possibilità di prenotare una visita guidata condotta da Emanuele Confortin e incentrata sul suo lavoro in Iraq.

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