“Il festival STORIAE tra passato, presente e futuro”: intervista ad Alessandra Vuoso

Il festival STORIAE tra passato, presente e futuro”: intervista ad Alessandra Vuoso

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

Le esperienze, le eredità, i moniti che ci offrono i monumenti storici costituiscono preziose risorse su cui impiantare il nostro presente e progettare il nostro futuro”:

questo è il manifesto di STORIAE - archeologia e narrazioni, il festival ischitano organizzato dal CeiC - Istituto di studi storici e antropologici/Ong Unesco col supporto del Ministero della Cultura e dei Comuni di Ischia e Lacco Ameno, giunto nel 2021 alla sua terza edizione.

Storiae Alessandra Vuoso
Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e Alessandra Vuoso , durante l'ultima edizione di STORIAE. Foto di Antonello De Rosa

Quest'anno la rassegna è stata caratterizzata da numerose novità, a cominciare da un lieve ma significativo cambio di denominazione:

“Il nome Arkeostoriae, adoperato per le edizioni 2019 e 2020, è stato trasformato in STORIAE – archeologia e narrazioni”, spiega l'archeologa Alessandra Vuoso, ideatrice e organizzatrice della kermesse; “questo esprime un ampliamento del focus originario sulla storia antica, che abbiamo deciso di declinare in diverse discipline allo scopo di offrire spunti sulla contemporaneità e, perché no, sul futuro”.

https://www.classicult.it/storiae-archeologia-e-narrazioni-conclusasi-ledizione-2021-della-manifestazione/

Storiae Alessandra Vuoso
Al centro, sulla destra, Alessandra Vuoso durante uno degli eventi enogastronomici di STORIAE. Foto di Antonello De Rosa

L'edizione 2021 di STORIAE è stata particolarmente raffinata e ambiziosa: circa trenta gli eventi che, tra 29 agosto e 5 settembre, hanno animato non solo Ischia Ponte, storica “culla” del festival, ma anche i comuni limitrofi Lacco Ameno e Forio (alcuni dei quali in partenariato con A.I.Par.C. e col festival Forio InChiostro); impressionante inoltre il vasto assortimento delle attività proposte: dalle presentazioni di libri alle visite guidate, dalle tavole rotonde ai percorsi enogastronomici, passando per l'hiking e i percorsi musicati; un risultato notevole per un festival che, come afferma Alessandra,

“è completamente autofinanziato; il suo successo si basa sulla cooperazione con i nostri partner, nonché su una progettazione capillare che mette al primo posto la qualità scientifica dei contenuti”.

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

E il pubblico ha premiato questa dedizione aderendo massicciamente a tutte le attività: non era scontato che ciò avvenisse, considerando che gli eventi di STORIAE sono stati tra i primi in presenza dopo il lungo periodo di silenzio imposto dal COVID-19; le norme di contenimento, tutte rigorosamente rispettate, non hanno però costituito alcun ostacolo al felice svolgimento della kermesse.

Storiae Alessandra Vuoso
Foto di Antonello De Rosa

Un tale successo offre l'occasione per tirare le somme dei primi tre anni di vita del festival:

“L'idea per STORIAE è nata molti anni fa” racconta Alessandra, “all'inizio era poco più di un progetto, uno di quelli a cui si pensa continuamente con tanto entusiasmo e che attendono solo l'occasione giusta per concretizzarsi”;

e l'occasione giusta è arrivata nel 2019, quando le associazioni Medusa e Marina di Sant'Anna hanno avanzato la proposta di organizzare la VI edizione degli Incontri culturali della Baia di Cartaromana. Da questa collaborazione nacque Arkeostoriae, una tre giorni di presentazioni di libri (tra cui Gli ultimi giorni del comandante Plinio di Alessandro Luciano, diventato poi uno degli amici storici del festival) e tavole rotonde sui temi delle archeomafie e dell'educazione alla salvaguardia del patrimonio.

“La prima edizione aveva in sé tutti gli elementi che poi sono stati mantenuti negli anni seguenti, anche se in nuce; era una sorta di promessa nata dall'entusiasmo e dal desiderio di portare a termine un progetto a cui tenevamo molto”, racconta Alessandra.

Una promessa mantenuta l'anno successivo: pur nelle incertezze dovute alla fase acuta della pandemia, l'edizione 2020 di Arkeostoriae riscosse ottimi consensi.

“La seconda edizione è stata in realtà la prima realizzata in autonomia e col supporto del CeiC” spiega Alessandra; “abbiamo ampliato il focus al patrimonio archeologico di Ischia, organizzando attività collaterali quali visite guidate e percorsi enogastronomici, che sono stati riproposti quest'anno. Anche i webinar, novità dovuta alle contingenze pandemiche, si sono rivelati un valore aggiunto: quelli del 2021 sono stati visualizzati da numerosi partecipanti”.

Si è realizzato, in altre parole, quello che è sempre stato l'obiettivo dichiarato del progetto:

“Aprire le porte dell'archeologia e dei beni culturali a un ampio e variegato pubblico, perché possano essere il più possibile fruiti, apprezzati e rivalutati”.

https://www.classicult.it/arkeostoriae-archeologia-autenticita/

Foto di Antonello De Rosa

Fatto il punto sulle prime tre edizioni e in particolare sul successo dell'ultima, è lecito domandarsi quale sia il futuro di STORIAE.

“I progetti in campo sono tanti” rivela Alessandra, “tra essi c'è quello di organizzare una sessione invernale del festival, dedicata agli studenti delle scuole di ogni grado; c'è anche l'ipotesi di riunire gli atti dei convegni delle prime tre edizioni in una pubblicazione per uso scientifico”,

a riprova della grande qualità dei contenuti offerti.

Foto di Sara Silvestri

Quanto al festival estivo, prosegue Alessandra,

“stiamo lavorando perché diventi un appuntamento annuale consolidato in grado di attrarre in egual modo turisti e residenti”.

STORIAE Alessandra Vuoso
Marileda Maggi, Mariano Rizzo e Alessandra Vuoso, durante l'ultima edizione di STORIAE. Foto di Laura Del Verme

Le idee in tal senso sono molto chiare:

STORIAE non sarà mai un'autocelebrazione di studiosi, ma un momento di reale offerta culturale, un contenitore di eventi che partano da Ischia, dalla sua storia e dalla sua cultura per far innamorare tanto chi ci abita quanto chi non la conosce”.

Perché quando si parla di cultura, a fare la differenza è sempre quanto cuore ci si mette... e dentro STORIAE di cuore ce n'è tanto.

Foto di Paolo De Palma
Foto di Antonello De Rosa

Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno

“Correndo coi lupi” (“Running with wolves”), mostra a Lacco Ameno

CORRENDO COI LUPI / RUNNING WITH WOLVES
Mostra e workshop gratuito di grafica a Villa Arbusto, Lacco Ameno
 
Si intitola  “Correndo coi lupi” (“Running with wolves”) la mostra delle opere di illustratori provenienti da Estonia, Lettonia, Lituania scelte dall’artista estone Viive Noor, che si inaugura il 7 ottobre, ore 18:00, a Villa Arbusto in Lacco Ameno.
Promossa dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia nell’ambito delle sue attività di ricerca sui patrimoni narrativi tradizionali, la mostra resterà aperta fino al 2 novembre.
Mercoledì 6 ottobre, ore 16:00, l’artista estone Viive Noor terrà un workshop gratuito sulla grafica e l’illustrazione (prenotazioni inviando una mail a: [email protected] o collegandosi alla pagina Facebook @CeicIschia). Giovedì 7 ottobre alle 18:00 si aprirà la mostra con gli interventi di Viive Noor, di Ulle Toode (Centro Studi Baltici), Carla Tufano (Vice Sindaco di Lacco Ameno e Delegata alla Cultura), Marco Cortese (architetto, grafico d’arte e fotografo), Massimo Ielasi (esperto d’arte e gallerista), Ugo Vuoso (direttore Istituto CEiC e docente all’Università di Salerno).
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
 
Il filo conduttore delle opere - tutte illustrazioni di libri per bambini - è il lupo, figura importantissima nelle tradizioni popolari e nelle fiabe europee.
Il lupo è simbolo di sopravvivenza, di confronto con le proprie paure, di collaborazione e convivenza, ma anche di forza e di potere in tante culture, in tutto il mondo. Nel mondo nordico è considerato simbolo di saggezza e indipendenza, di collaborazione e protezione. Nelle culture nord-europee sono molto diffuse le leggende sulla Donna-Lupa. Nell’antica tradizione estone esiste la credenza, secondo cui ogni donna porti dentro di sé lo spirito selvaggio della lupa che crea un’energia potente e vitale e lo esprima a diretto contatto con la natura. Non è un caso che in Estonia nel Medioevo la maggior parte dei processi alle streghe coinvolgessero donne accusate di possedere lo spirito del lupo e la saggezza di questo animale - totem per la gente del Baltico. La lupa sa di essere la matriarca del branco e sa guidare il suo gruppo, e nel contempo può diventare la leader per gli altri, senza timore né complessi, e impara dall’esperienza prendendo cura di se stessa.
 
Secondo le credenze popolari estoni vedere un lupo porta fortuna. La studiosa di folklore Marju Kõivupuu dice:
“Per questo a chi parte si augura: “Che tu abbia fortuna sul tuo cammino, e che un lupo ti venga incontro!””
La mostra “Correndo coi lupi” intende promuovere l’illustrazione come forma d’arte che accompagna l’uomo dalla nascita e che sa educare alla libertà, ai sentimenti e alle emozioni. La curatrice Viive Noor è già conosciuta in Italia per varie mostre che ha organizzato in collaborazione con l’Associazione Italia Estonia negli anni tra il 2014 e il 2019, come per esempio quella dal titolo “C’era una volta” dedicato alle illustrazioni delle fiabe dei fratelli Grimm.
 
Il progetto "Correndo coi lupi" è promosso dal Centro per la Letteratura Estone per Bambini di Tallinn, in collaborazione con l'Associazione Italia Estonia e il centro Studi sul Baltico presso l’Università della Sapienza di Roma, dal Ministero della Cultura in Estonia, dalle Ambasciate di Estonia, Lettonia e Lituania a Roma, dal Laboratorio di Antropologia “A. Rossi” Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.  
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
Testo e foto dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia

Storiæ, archeologia e narrazioni: conclusasi l'edizione 2021 della manifestazione

STORIÆ - ARCHEOLOGIA E NARRAZIONI 2021

Storiae archeologia e narrazioni 2021

Si è conclusa lo scorso 5 settembre la terza edizione di STORIÆ, archeologia e narrazioni, il festival tematico promosso dal Ceic Istituto di Studi Storici e Antropologici. Un’edizione contraddistinta da un ottimo riscontro in termini di pubblico e di critica. La manifestazione, suddivisa in sette sezioni, ha ospitato conferenze, visite guidate, incontri, presentazioni di librI e laboratori che hanno coinvolto in attività applicative anche quel pubblico infantile solitamente estraniato da questo tipo di  proposte culturali. Alessandra Vuoso, coordinatrice del festival,  tira così le fila dei sette giorni di eventi:

“Il Festival si prefiggeva di raggiungere un pubblico variegato, attraverso un’ampia scelta di esperienze e di proposte, e sono entusiasta della risposta ricevuta. La cosa che più mi ha colpito, in positivo, è stata la buona presenza di giovani, aspetto per me molto significativo perché la valorizzazione della memoria storica e del passato è fondamentale per le giovani generazioni e il loro futuro."

Asse portante della rassegna sono stati gli ambiti tematici del rapporto fra le isole e la storia universale, un tema appartenuto alla storiografia dell'ultima parte del secolo scorso e che da qualche tempo è tornato all'attenzione di ricercatori e studiosi. L'itinerario esplorativo ha incluso tanto Creta quanto Sant'Elena (una delle tre isole che hanno cadenzato la vita di Napoleone), o Vivara (descritta nei suoi aspetti archeologici, naturalistici, geologici che ne hanno sottolineato l'unicità e l'importanza storico-ambientale) e, ovviamente, anche Ischia. La storia dell'antica isola di Pithecusa (o Pitchecusæ) è stata narrata nel corso di svariate visite a siti storici e paesaggistici, centri antichi e musei da guide turistiche professionali dell'isola. Negli intenti del festival anche la creazione di una rete territoriale di enti e organismi sociali operanti nel settore culturale e del volontariato. STORIÆ, archeologia e narrazioni ha così intessuto rapporti e convenzioni collaborative con A.i.Parc. l'associazione nazionale dei parchi culturali, con il neo-festival foriano di "InChiostro", con l'Istituto Europeo del Restauro e con istituzioni come i comuni di Ischia e Lacco Ameno, l'Area Marina Protetta, il Liceo Statale "Ischia", per citarne alcuni.

Lungo il tracciato dell'approfondimento e del divertimento culturale, sono stati proposti eventi intensamente partecipati, come il contest rivolto ai giovani artisti grafici (che hanno lavorato sul tema di una auspicata e rinata socialità) o come l'archeocucina antico-romana interpretata dallo chef Giancarlo Lo Giudice a chiusura della manifestazione.

Entusiasti dell'esperienza ischitana anche gli ospiti illustri che hanno animato il festival, come Paolo Giulierini (direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli), Giuseppe Caridi (storico dell'Università di Messina), Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Laura Del Verme (archeologa e museografa), Lucia Borrelli (direttrice del Museo di antropologia di Napoli), Luigi Mascilli Migliorini (noto storico dell'età moderna dell'Università L'Orientale di Napoli) e vari altri ricercatori, scrittori, studiosi, divulgatori.

Comunicato per l'edizione 2021 della manifestazione dall'Ufficio Stampa Festival STORIÆ, archeologia e narrazioni


Al via la terza edizione di Storiæ, archeologia e narrazioni

Le Storiæ che ritornano

Al via la terza edizione di Storiæ, archeologia e narrazioni

terza edizione di Storiæ archeologia e narrazioni

La storia torna a essere protagonista della scena culturale dell'isola d'Ischia con la terza edizione del festival “Storiæ, archeologia e narrazioni” (che sostituisce la precedente denominazione di “Arkeostoriæ”), che si svolgerà a Ischia dal 29 agosto al 5 settembre prossimi.
Un programma strutturato in sette sezioni, fitto di incontri, conferenze, presentazioni di libri, tavole rotonde, mostre, visite guidate, laboratori, spettacoli daranno vita ad un Prologo dell’iniziativa che nel mese successivo si dovrebbe consolidare in un'altra serie di interessanti e compositi eventi.

"Il soggetto resterà la Storia nelle sue varie articolazioni, angolazioni, letture e interpretazioni multidisciplinari e, soprattutto, nei suoi diversi protagonismi e nelle sue svariate soggettività",

chiarisce l'archeologa Alessandra Vuoso, ideatrice e coordinatrice del festival promosso dal CEiC - Centro etnografico campano/Istituto di studi storici e antropologici, ente culturale riconosciuto dalla Regione e ONG consulente dell'UNESCO per il patrimonio culturale immateriale.

terza edizione di Storiæ archeologia e narrazioni storiae archeologia e narrrazioni

Come suggerisce il dittongo lasciato nella denominazione del festival, la Storia delle storiografie, quella dei trattati, delle battaglie e delle decisioni dei potenti viene integrata dalla pluralità delle Storie che affollano le memorie della gente comune e delle comunità periferiche.

Sono storie molteplici, spesso tramandate in forma di racconti e di rappresentazioni. Una ricchezza di fonti e di motivi inesauribili, che intendono riproporre la Storia come patrimonio comune al quale riferirsi come una risorsa per il nostro futuro. Un festival, dunque, che racconta e legge il passato come materia utile al divenire di tutti noi.

Si tratta di un messaggio indirizzato soprattutto a quella significativa minoranza di giovani che intrattenendo con la storia (in specie con la materia scolastica) un cattivo rapporto restano impigliati in quelle crisi identitarie che li costringono a vivere in un eterno presente: senza storia e senza futuro. Il contributo che il Festival intende offrire su questi piani operativi, grazie anche alla collaborazione che vorrà offrire l’Istituzione scolastica, resta prioritaria.

 

Foto di Nico Meluziis

Nel programma di Storiæ, archeologia e narrazioni sono ben presenti iniziative rivolte ai giovani e ai bambini con laboratori, workshop, spettacoli, visite guidate, presentazioni di libri per ragazzi come “Le isole sorelle” di Carolina e Michela Malgieri, una “storia del magico incontro fra l’uomo e la natura” ambientata nelle isole di Ischia e Procida.

Centrale è anche il laboratorio "Disegnare la storia" tenuto dal disegnatore Michele d'Ambra sull'illustrazione dei testi, workshop che prende le mosse dal contest di illustrazione lanciato lo scorso mese di luglio e che ha visto il lavoro grafico di Paolina Di Costanzo vincere il concorso (sul tema Ogni uomo non è un'isola) davanti a Giusi Acunzo e Rosaria Di Costanzo, concorrenti premiati alla giuria guidata dal gallerista Massino Ielasi e composta da Michele d'Ambra e dal grafico Luciano Striani. Sempre ai bambini sono riservati i laboratori sul museo di Pithecusa (propedeutico al workshop di illustrazione storica) e quello percettivo sul mare della biologa Stefania Napoleone (2 settembre, ore 18 a Ischia Ponte).

La mostra curata dall'Istituto Europeo del Restauro diretto da Teo Auricchio, documenta il restauro di alcuni sarcofagi e illustra anche il prezioso contributo che la pratica scientifica e culturale del restauro apporta all'interpretazione storica e alla fruizione artistica dei beni storico-archeologici.

Il ruolo svolto dalle isole (minori) nella Storia è il tema dominante di questa edizione del Festival, le cui trame di incontri e di approfondimenti con studiosi e ricercatori hanno lo scopo di contribuire ad esplorare territori storici poco conosciuti.

Nella sezione "Le isole e la storia" vanno segnalati gli incontri con Paolo Giulierini (noto direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ore 19 del 30 agosto all'ex Carcere di Ischia), quello con il famoso storico dell’età moderna Luigi Mascilli Migliorini (parlerà delle isole di Napoleone, alle ore 17,30 del 1 settembre sempre all’ex Carcere di Ischia). le conferenze webinar dell'archeologa subacquea Alessandra Benini (archeologia delle piccole isole del Tirreno, lunedì 30 agosto alle 17 sulla pagina dedicata di facebook) e dello studioso di storia nordica Gianni Glinni (La straordinaria isola di Saarema, alle 20,30 di mercoledì 1 settembre). Di grande interesse anche la tavola rotonda pluridisciplinare dedicata agli aspetti archeologici, geologici, naturalistici dell'isola di Vivara, oasi naturalistica dello Stato da qualche decennio. Il 31 agosto, nel giardino della Torre del Mulino a Ischia ponte, alle 19:00 ne parleranno il naturalista botanico Michele Scotto di Cesare, il naturalista Davide Zeccolella, l'entomologo Costantino D'Antonio, la biologa marina Alice Mirasole, l'archeologa Monica Scotto di Covella coordinati da Denis Trani in questo evento promosso con la collaborazione dell'Area Marina Protetta di Ischia e Procida.

All’interno del programma di STORIÆ, archeologia e narrazioni, la sezione “Charta Canta” presenta le opere editoriali di carattere storico pubblicate da case editrici e da istituti di ricerca. Intorno ai libri di recente uscita si confrontano scrittori e giornalisti, saggisti e storici come il direttore dell’Istituto internazionale di studi pompeiani Umberto Pappalardo (che parlerà del suo libro dedicato a Schliemann a Napoli, edito da Francesco D’Amato editore) o come l’archeologa Laura Del Verme, autrice di un piacevolissimo saggio sulle professioni di cucina nell’antica Roma, evento accompagnato dalle interpretazioni in chiave contemporanea di alcune ricette antico-romane elaborate dal noto chef Giancarlo Lo Giudice (domenica 5 settembre alle ore 20:30 nel giardino del Mulino a Ischia).

Il romanzo storico di Mariano Rizzo (Terra d'ombra) dedicato alla figura del pittore tardocinquecentesco Finoglio, verrà presentato nell'antico chiostro di Forio da Marileda Maggi, esperta di comunicazione che terrà anche una interessante conferenza webinar sulla "sonorità dello storytelling" (diretta facebook alle 15:30 di domenica 5 settembre).

Uno spazio è anche riservato all’approfondimento dei temi legati ad alcuni importanti anniversari che ricorrono quest’anno, con ospiti che raccontano e riflettono criticamente su fatti e personaggi. Segnaliamo l’appuntamento con gli archeologi Tsao Cevoli e Lidia Vignola, che parleranno del Partenone e del mito delle isole greche in occasione dell’anniversario dell’indipendenza della Grecia (1821) il 4 settembre alle 17:30 alla Torre del Mulino.

Altra interessante novità di questa terza edizione del festival è che in questo Prologo vi sono eventi organizzati in collaborazione o in partenariato con altre associazioni (come A.I.Par.C. associazione italiana dei parchi culturali) e manifestazioni come il festival Forio InChiostro, che si svolgerà a Forio in settembre.

Di non secondaria importanza è la sezione "Gli Spazi della Storia", dove sono proposti diversi percorsi in vari luoghi dell'Isola alla riscoperta del passato, percorsi commentati da guide turistiche ed escursionistiche professioniste.

"Sono visite guidate utili alla riscoperta del contatto diretto con la storia e con le sue testimonianze, con quei luoghi più significativi dell'Isola che rappresentano il patrimonio culturale locale e che rinnovano la vivezza della nostra memoria storica", sottolinea la coordinatrice del festival Alessandra Vuoso.

Ogni giorno è possibile prendere parte gratuitamente a visite guidate nei centri storici di Ischia e di Forio, al museo di Pithecusa, al Castello Aragonese o al Monte Epomeo, in una originale ascesa accompagnata da soste musicali (il 4 settembre alle 17:00, meeting point nella piazza di Serrara-Fontana).

Va segnalato anche che sabato 4 settembre sarà possibile visitare la parte più antica di Villa Rosica a Ischia, la villa dove i fratelli Colucci ospitarono Visconti, Eduardo De Filippo e, si racconta, probabilmente anche Picasso.

Non mancano nel programma gli eventi che concretizzano lo spirito seriamente giocoso con cui la storia può essere interpretata, documentata, narrata.

Riproposti in una cantina di Buonopane ('U Sciliatur') da Denis Trani e Agostino Iacono nel corso di una "tavolata", saranno le storie e i canti che nelle cantine e secondo gli orditi della espressività tradizionale si scambiavano i gruppi conviviali in epoca pre-turistica.

Anche questa, una parte poco nota di una Storia che vuole essere sempre più inclusiva.

Il programma dettagliato potrà essere consultato sul sito www.festivalstaoriae.it e sulle pagine Facebook del Festival STORIÆ e del Centro etnografico campano.

 

IL PROGRAMMA DI

Storiæ, archeologia e narrazioni - terza edizione

Promosso dal CEiC - Istituto di studi storici e antropologici
con il patrocinio dei comuni di Ischia e Lacco Ameno

Storiæ, archeologia e narrazioni
Prologo

Ischia, 29 agosto - 5 settembre 2021

Domenica 29 agosto

Eventi / ore 18:00 / Ischia, Torre del Mulino - sala della Cappella

Ogni uomo NON è un'isola. Contest di illustrazione
Inaugurazione della mostra e consegna dei premi agli artisti

Eventi / ore 19:00 / Ischia, Torre del Mulino - Sala grande

Il restauro e la storia: i sarcofagi egizi
Mostra documentaria a cura dell'Istituto Europeo del Restauro
Presentazione di Teo AURICCHIO (Presidente dell' I.E.R.)

Le mostre potranno essere visitate gratuitamente nel corso del festival tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 21,00

Lunedì 30 agosto

Gli spazi della storia / ore 11:00 / Ischia, corso V. Colonna, 160 / fino al 4 settembre
Tra cronaca e storia
Emeroteca della Fondazione Premio Ischia
Visite gratuite su prenotazione: [email protected]

Le isole e la storia / ore 17:00 / diretta Facebook

Archeologia delle piccole isole del Tirreno
Incontro webinar con Alessandra BENINI (archeologa subacquea)

Gli spazi della storia / ore 17:30

Visita guidata al Castello Aragonese*
a cura di Paolo DE PALMA (guida turistica)
Meeting point: Biglietteria del Castello
il biglietto d'ingresso al Castello è di dodici euro. La visita guidata è gratuita.

Le isole e la storia / ore 19:00 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Stupor Mundi. Il Mediterraneo in trenta oggetti.
Incontro con Paolo GIULIERINI (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Martedì 31 agosto

Laboratori di storiæ / ore 11:00 / Lacco Ameno, Museo di Pithecusa Villa Arbusto
I bambini a Pithecusa
Il museo narrato per bambini e ragazzi*
La partecipazione è consigliata per quanti prenderanno parte al Workshop di illustrazione di M. D'Ambra

Le isole e la storia / ore 19:00 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Vivara: oasi naturalistica e archeologica
Tavola rotonda con: Michele SCOTTO DI CARMINE (naturalista botanico), Davide ZECCOLELLA
(naturalista, collaboratore AMP), Costantino D'ANTONIO (entomologo, delegato LIPU Ischia e
Procida) e Alice MIRASOLE (biologa marina), Monica SCOTTO DI COVELLA (archeologa).
Evento in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Ischia e Procida

Mercoledì 1 settembre

Laboratori di storiæ / ore 11:00 / Ischia, Villa Panoramica / dall'1 al 3 settembre

Disegnare la storia. Workshop di illustrazione*
a cura di Michele D'AMBRA (disegnatore)

Gli spazi della storia / ore 18:00

Visita guidata dal Porto d'Ischia al borgo di Sant'Alessandro*
a cura di Stefania NAPOLEONE (guida turistica)
Meeting point: ingresso Chiesa di Portosalvo

Le isole e la storia / ore 17:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Napoleone e le sue isole
incontro con Luigi MASCILLI MIGLIORINI (Ordinario di Storia Moderna all'Università L'Orientale di
Napoli)

Le isole e la storia / ore 20:30 / diretta Facebook

La straordinaria isola di Saarema
Incontro webinar con Gianni GLINNI (Centro studi Paesi Baltici)

Giovedì 2 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:00
Visita guidata nel centro storico di Forio*
a cura di Ilaria DI MEGLIO (guida turistica)
Meeting point: chiesa del Soccorso, Forio

Laboratori di storiæ / ore 18:00 / Ischia Ponte

Sa di mare. Laboratorio percettivo sul mare*
Laboratorio per bambini e ragazzi a cura di Stefania Napoleone
Meeting point: ingresso Bar Cocò, Ischia Ponte

Le isole e la storia / ore 17:30 / Ischia, Biblioteca Antoniana, Rampe s. Antonio 5

Le isole sorelle. Storia del magico incontro fra l'uomo e la natura
Conversazione con le scrittrici Carolina e Michela MALGIERI
Evento in partenariato con la Biblioteca Comunale Antoniana.

Le voci della storia / ore 21:00 / Cantina 'U Sciliatur, Toccaneto v. A. Migliaccio n.151 - Barano
d'Ischia

Storiæ di cantina.
Enogastronomia, storie e canti
di Denis TRANI. Con Agostino IACONO
Prenotazioni : [email protected] oppure cell. 342 622 6910 (menù fisso euro 25)

Venerdì 3 settembre

Gli spazi della storia / ore 17:00

Hiking al tramonto: sentiero della Bocca di Tifeo, Forio*
a cura di Marianna POLVERINO (guida escursionistica)
Meeting point: campo sportivo di Panza, Forio

Le isole e la storia / ore 18:30 / Ischia, Biblioteca Antoniana

Gli Aragonesi di Napoli. Una grande dinastia del Sud.
Incontro con Giuseppe CARIDI (Ordinario di Storia moderna all'Università di Messina)
Evento promosso dall'Associazione Italiana Parchi Culturali - A.I.Par.C. Ischia

Gli spazi della storia / ore 21:00 / Forio, Chiostro del convento di s. Francesco

Quello che passa il convento - cena spettacolo
Con la Compagnia Artesìa
Spettacolo scritto da Corrado VISONE e diretto da Pierpaolo MANDL
Evento in partenariato con il Festival Forio InChiostro.
Ingresso gratuito su prenotazione: cell. 3477569844

Sabato 4 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:30 / Lacco Ameno, Museo di Pithecusa Villa Arbusto

Visita al Museo di Pithecusa*
a cura di Alessandro LUCIANO (guida turistica, archeologo)
In collaborazione e con il patrocinio del Comune di Lacco Ameno
a seguire

Charta Canta / ore 11:30 / Lacco Ameno, Terrazza di Villa Arbusto

Storie del MANN. I capolavori si raccontano. Guida letteraria.
Incontro con l'autore Alessandro LUCIANO
Gli spazi della storia / ore 17:00
Percorso musicato verso la cima del monte Epomeo *
a cura di Denis TRANI (guida escursionistica)
Meeting point: piazza di Fontana, Serrara-Fontana.

Anniversari / ore 17:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Dal Partenone alle isole del mito
conferenza di Tsao CEVOLI (archeologo e giornalista / SIMERA LAB)
con la partecipazione di Lidia VIGNOLA (archeologa e scrittrice / SIMERA LAB)

Charta Canta / ore 19:00 / Ischia, Terrazza di Villa Rosica a Punta Molino

Schliemann a Napoli
Incontro con Umberto PAPPALARDO (direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani)

Domenica 5 settembre

Gli spazi della storia / ore 10:30

Visita guidata al centro storico di Ischia Ponte*
a cura di Giovanna FERRANDINO (guida turistica)
Meeting point: ingresso Bar Cocò, Ischia Ponte

Le voci della storia / ore 15:30 / diretta Facebook

La sinfonia narrativa delle parole. Evoluzione e utilizzo delle sonorità universali nello storytelling dall'antichità
all'era contemporanea.
incontro webinar con Marileda MAGGI (Voice-over artist)

Charta Canta / ore 18:00 / Forio, Chiostro del convento di s. Francesco

Terra d'ombra
Romanzo storico. Il pittore Paolo Finoglio nella Napoli del XVII sec.
Incontro con Mariano Rizzo (archivista e scrittore)
Con l'Autore dialoga Marileda MAGGI (Voice-over artist)
Evento in partenariato con il Festival Forio InChiostro

Charta Canta / ore 20:30 / Ischia, Giardino della Torre del Mulino

Coco Optimo. Cuochi, briganti e brigate di cucina nell' antica Roma
Incontro con Laura DEL VERME (archeologa e scrittrice)
Percorsi gastronomici di cucina antico-romana
proposti dallo chef Giancarlo LO GIUDICE
______________________________________________________
* La visita guidata (o la partecipazione all'evento) è gratuita e va prenotata, fino a esaurimento, scrivendo a: [email protected] o alla
pagina Facebook @festivalstoriae
Il programma potrà subire variazioni che saranno comunicate tramite la stampa cittadina, i canali
social e il sito web del festival.

Storiæ, archeologia e narrazioni
È promosso dal CEiC Istituto di studi storici e Antropologici - Ischia
ONG Ich UNESCO

Facebook: @festivalstoriae
www.festivalstoriae.it

Testo dall'Ufficio Stampa STORIÆ, archeologia e narrazioni


Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna

Intervista a Chiara Comegna, archeobotanica e contrattista presso il Laboratorio di ricerche applicate del Parco Archeologico di Pompei che ha appassionato il pubblico durante il suo seminario "I semi dell'avvenire. Storiae di botanica ed alimentazione nel mondo" presso la Biblioteca Antoniana di Ischia.

Tante le domande e le curiosità suscitate dal suo intervento nella seconda edizione di Arkeostoriae - archeologia e narrazioni ideato e organizzato dall'archeologa Alessandra Vuoso che ci ha permesso di incontrare esperti di storia antica, beni culturali e narrativa, permettendoci anche di poter soffermarci maggiormente sulla loro professione

Allora, curiosi e affascinati, abbiamo chiesto proprio alla Dottoressa Chiara Comegna di rispondere a qualche domanda sulla sua professione permettendoci di addentrarci su questo particolare aspetto della ricerca archeobotanica ancora poco conosciuta al grande pubblico.

Intervista Chiara Comegna
Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna

Dottoressa Comegna, cos’è l’archeobotanica e cosa studia?

L’archeobotanica è una macrodisciplina che si occupa dello studio e dell’interpretazione dei reperti vegetali portati in luce in contesti archeologici al fine di comprendere i diversi aspetti del rapporto uomo-pianta e la sua evoluzione.

Questi reperti sono di diversa tipologia e dunque anche le tecniche di analisi sono differenti a seconda che si tratti di semi o frutti (carpologia), legni e carboni (xiloantracologia), pollini (palinologia) e altre evidenze macro e microscopiche.

Quando nasce la disciplina?

L’archeobotanica intesa come “studio dei reperti vegetali da contesti archeologici” si può dire che nasca negli anni ’60 del secolo scorso quando si iniziò a porre l’attenzione allo sfruttamento delle risorse naturali, in particolar modo vegetali, da parte dell’uomo nel corso della storia.

In quanto disciplina ibrida il suo sviluppo, per certi versi ancora in itinere, si deve al continuo confronto tra settori scientifici differenti ognuno dei quali ha esigenza di ottenere risposte a domande diverse a seconda dell’ambito culturale di appartenenza (scienze naturali, agronomiche, archeologiche). Una delle peculiarità della materia è infatti l’aspetto interdisciplinare.

Intervista Chiara Comegna
Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna

Quali sono gli strumenti che utilizza un archeobotanico?

Il lavoro dell’archeobotanico comincia con la pianificazione delle attività di scavo e/o campionamento che, in genere, avviene di concerto con l’archeologo e gli altri professionisti coinvolti.

Le attività sul campo, condotte con gli strumenti tipici sia dell’archeologo (trowel, picozzine, setacci) che del biologo (bisturi, sgorbiette, pinzette, tubetti sterili), sono necessari al recupero dei reperti che, successivamente, vengono analizzati in laboratorio con microscopi di diversa tipologia a seconda del reperto per arrivare all’identificazione delle specie.

I dati ottenuti vengono inseriti in Database e vengono creati dei grafici, in tal modo si può procedere alla loro interpretazione comparando tutte le fonti a disposizione.

Quali contesti ha studiato durante la sua esperienza professionale e cosa ha potuto ricostruire a livello di informazioni?

I contesti studiati sono stati diversi e afferenti a diverse epoche e culture ma uno dei lavori a cui tengo maggiormente è il primo lavoro che mi fu affidato a Pompei.

Si tratta di uno studio multidisciplinare in cui ho lavorato fianco a fianco con l’archeologo e l’archeozoologo: l’analisi dei reperti organici relativi un rituale individuato nell’esedra del Tempio di Iside a Pompei.

In questo caso, mentre gli archeologi si sono occupati della caratterizzazione del materiale ceramico oltre che ovviamente delle evidenze di scavo, e l’archeozoologa dei reperti faunistici, io ho identificato i carporesti (semi e frutti) e gli antracoresti (carboni) che caratterizzavano l’offerta rituale.

Il lavoro di équipe ha portato all’individuazione di un rituale complesso e preciso che spesso si ritrova raffigurato anche nei larari (presenza di pigne e frutta secca) e, nel mio caso, è stato possibile anche scoprire che tra le offerte, all’interno di un piccolo contenitore, vi era una sorta di composta di fichi.

Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna
Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna

Quanto può essere probante il campione prelevato e che numerosità deve avere per dimostrare l’effettiva presenza di una specie in un territorio e la sua eventuale coltivazione?

E’ importante ottenere dati che possano essere statisticamente rilevanti; ad esempio nel caso dei pollini sarebbe consigliabile arrivare almeno ad un paio di centinaia di granuli pollinici per vetrino e una quindicina/ventina di taxa o per i carboni, nel caso di campionamenti di grandi aree, si effettuano prelievi di grandi volumi di sedimento per il recupero di più frammenti possibili così da avere un quadro quanto più realistico possibile della vegetazione circostante.

È possibile individuare le modalità di coltivazione delle piante e dunque poter formulare ipotesi sul paesaggio antropizzato a partire dalle indagini archeobotaniche?

Se lo scavo viene condotto correttamente, oltre ai reperti archeobotanici vengono individuate tutta una serie di tracce (rincalzi, buche originate dalla disgregazione degli apparati radicale delle piante, tracce di aratura, ecc…) che possono fornire le informazioni necessarie alla corretta interpretazione del paesaggio vegetale antropizzato.

Questo tipo di dato è possibile ottenerlo intrecciando i dati archeologici, che prescindono dalla corretta metodologia di scavo applicata, le fonti scritte (ove presenti) ed anche i dati etnobotanici (tradizioni ancora presenti nel territorio).

Dai reperti rinvenuti nei siti vesuviani è possibile capire se avvenivano delle selezioni delle specie per migliorarne la produttività?

Un esempio in merito riguarda i tantissimi vinaccioli portati in luce nello scavo di Poggiomarino. Dagli studi effettuati è stata evidente la presenza di vinaccioli appartenenti sia a vite selvatica che a vite domestica testimoniando dunque la compresenza delle due specie ma anche il presunto passaggio dall’una all’altra e la selezione.

Quali sono le metodologie di scavo che consentono di fare interagire l’archeobotanico con le altre professionalità presenti in uno scavo archeologico?

L’interazione tra archeobotanico e tutte le professionalità presenti sullo scavo è necessaria. Per effettuare una corretta programmazione e pianificazione delle operazioni di scavo devono essere coinvolti tutti professionisti così da attuare le metodologie più idonee a seconda delle caratteristiche dello scavo in questione.

Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna
Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna

La densità del costruito in un’area urbana e la conseguente adiacenza delle aree verdi può costituire un problema nell’individuazione di specie vegetali effettivamente coltivate nell’area in analisi? 

Spesso sullo scavo si ha la necessità di intervenire, in accordo con i vari enti, tagliando alberi e arbusti che insistono nell’area di lavoro. In qualche occasione le radici di questi alberi (come nel caso degli ailanti) arrivano fino ai piani archeologici e possono disturbarli.

Differente è il caso dei campionamenti per il recupero dei reperti archeobotanici: per far sì che siano corrette, tutte le operazioni di campionamento sono studiate e programmate tenendo conto delle variabili e degli eventuali elementi inquinanti così che le interpretazioni possano risultare il più corrette possibili.

Le campionature palinologiche in aree già scavate possono risultare falsate dalla presenza di pollini provenienti da giardini moderni?

Normalmente non si effettuano campionature palinologiche in aree già scavate a meno che queste non siano esposte da poco tempo o che sia possibile effettuare il prelievo in sezioni verticali che possono essere ripulite dallo strato contaminato dal moderno.

Bisogna puntualizzare che non è possibile effettuare il campionamento pollinico ovunque perché non tutti i sedimenti sono idonei alla conservazione dei pollini; anche in questo caso è quindi necessario lavorare in accordo con gli altri professionisti (geologi, archeologi) presenti sul cantiere di scavo per individuare i punti più adatti al campionamento.

Intervista all'archeobotanica Chiara Comegna, Foto: Courtesy of Arkeostoriae - archeologia e narrazioni

Qui per rivedere il seminario: "I semi dell'avvenire. Storiae di botanica ed alimentazione nel mondo" di Chiara Comegna

https://www.facebook.com/100486155139681/videos/614883519179999


Nero Saraceno: Alessandro Luciano tra Storia e storytelling

Nero Saraceno:

Alessandro Luciano tra Storia e storytelling

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Alessandro Luciano, autore di Nero Saraceno
Da sinistra, Alessandro Luciano, autore di Nero Saraceno, Alessandra Vuoso e Alessandro Scotti

Chi scrive un romanzo storico si barcamena continuamente tra tre filoni: la Storia documentata, il plausibile e la pura invenzione letteraria”. Con queste parole Alessandro Luciano riassume le difficoltà alla base della realizzazione di un testo di questo genere, le quali quasi sempre si traducono in una sfida che un bravo scrittore è prontissimo a sostenere; Luciano questa sfida l'ha sostenuta (e vinta) ben due volte. Nero Saraceno (Marlin editore), la sua ultima fatica letteraria, è stata protagonista di un evento speciale tenutosi il 2 ottobre presso la Biblioteca Antoniana di Ischia nel contesto di Arkeostoriae.

In Nero Saraceno l'autore rievoca un Alto Medioevo oscuro e ricco di intrighi grotteschi, uno su tutti quello che porterà alla distruzione dell'Abbazia di san Vincenzo al Volturno nell'anno 881. Il cenobio molisano è il punto di partenza e di arrivo per una vicenda corale che porterà il lettore a seguire i numerosi personaggi attraverso tutto il Mediterraneo, dalla Palestina a Efeso, dalla Grecia al Salento, in un viaggio costellato di tradimenti e morti misteriose che spesso assumerà le tinte del noir e del romanzo spionistico, senza mai contravvenire allo scopo per cui il testo è stato concepito.

Con Nero Saraceno” spiega infatti Luciano “intendo offrire un resoconto preciso e al tempo stesso avvincente di un drammatico episodio nella storia di quella che nel IX secolo era una delle abbazie più prestigiose in Italia”; un “luogo dell'anima” per l'autore, che vi ha condotto numerose campagne di scavo i cui esiti sono stati raccolti nel volume del 2015 Iuxta flumen Vulturnum (curato insieme a Federico Marazzi). Proprio il porticciolo fluviale oggetto di tali studi è puntualmente ricostruito nel romanzo, assieme a quello che doveva essere l'aspetto del cenobio nell'epoca trattata, “nella quale lo scacchiere politico si presentava estremamente complesso: da un lato Carolingi, Bizantini e Longobardi, dall'altro i Saraceni che tentarono a più riprese di ritagliarsi spazi nel Continente. L'Abbazia non poteva non trovasi al centro delle mire di tutti loro: la sua area d'influenza comprendeva l'intera Italia centromeridionale”.

La situazione sociopolitica è però solo uno dei molti ingredienti che rendono il mondo di Nero Saraceno credibile e variopinto: Luciano è particolarmente abile nel ricostruire atmosfere e fenomeni sociali tipici dell'epoca altomedievale, che trovano spazio in apposite digressioni atte a vivacizzare la trama; la vita monastica, le agiografie, il culto e il mercimonio delle reliquie, ad esempio, costituiscono nel loro insieme un nodo centrale dell'intreccio.

Particolare attenzione è poi stata data ai nomi dei personaggi, scelti accuratamente tra quelli più diffusi in quel periodo: “Al protagonista Cuniperto avevo originariamente assegnato il nome Abelardo; il professor Marazzi (ordinario presso UNISOB nonché responsabile degli scavi presso l'Abbazia, ndr) mi ha portato a riflettere su quanto questo nome non corrispondesse al background storico del personaggio. Ho scelto il nuovo nome tra quelli incisi sulle mattonelle dell'impiantito dell'Abbazia, 'firmate' dagli artigiani che le realizzarono”. Questo rigore scientifico che permea la narrativa di Alessandro Luciano è diretta conseguenza della sua professionalità: con un ricco curriculum da archeologo e ricercatore, è attualmente in servizio presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; è inoltre Ufficiale della Riserva Selezionata dell'Arma dei Carabinieri nel Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Nero Saraceno è pertanto un romanzo confezionato con cura ed estremamente godibile, attraverso il quale si intende valorizzare un'eccellenza del patrimonio culturale italiano; in altre parole, un esempio virtuoso di storytelling: questo fenomeno, sempre più adoperato nell'ambito dei beni culturali, è stato il soggetto del webinar tenuto dall'autore il 3 ottobre nel contesto di Arkeostoriae. “Le possibilità offerte dallo storytelling sono moltissime” spiega “oggi è possibile creare dei contenuti che declinano l'elemento storiografico in molteplici linguaggi, multimediali e non. In questo modo siti archeologici o d'interesse storico e artistico diventano realtà dinamiche in grado di raggiungere un pubblico molto ampio, cosa che pochi anni fa era impensabile”.

Dando per scontata l'efficacia di tale pratica, esiste forse il pericolo di sacrificare l'esattezza del dato scientifico nel nome di trame accattivanti per il grande pubblico, ma poco fondate a livello storico? A questa chiosa volutamente provocatoria Luciano risponde: “Il rischio è reale e concreto, almeno quanto quello di commettere errori marchiani che contribuiscono a dare una visione distorta della vicenda storica. Per questo è necessario prestare massima cura ai progetti e, qualora si vada a modificare la realtà documentata a beneficio della narrazione, renderlo esplicito al fruitore, fornendo materiale di supporto che illustri le fonti e soprattutto i punti di divergenza da esse”.

Nero Saraceno Alessandro Luciano

Questo approccio è evidente già nel primo romanzo di Alessandro Luciano, Gli ultimi giorni del comandante Plinio, uscito nel 2019 e giunto in pochi mesi alla terza ristampa; il Plinio del titolo è “il Vecchio”, autore della Naturalis historia, che tuttavia nel libro è presentato nel suo ruolo storicamente acclarato di ammiraglio della flotta imperiale di Miseno: Luciano ne racconta l'ultima missione, volta a salvare gli abitanti delle città vesuviane nei turbolenti giorni che precedettero la disastrosa eruzione del 79 d.C. nella quale egli perse la vita.

Plinio lo conosciamo attraverso gli scritti di suo nipote Plinio il Giovane” racconta l'autore; “è stato molto interessante studiarne la personalità e costruirci attorno una trama: era una persona curiosa, alla ricerca di nuove conoscenze, ma anche in grado di imporsi un rigido autocontrollo. Riteneva che perfino il sonno fosse una distrazione e riusciva a ridurlo al minimo, dormendo per pochi minuti quando lo desiderava e vegliando per il tempo necessario”. Il tutto nella cornice di un Golfo di Napoli splendidamente ricostruito attraverso l'attento studio delle fonti; tuttavia anche in questo suo primo lavoro Luciano alterna elementi desumibili dal contesto storico ad altri di pura fantasia: “Ho introdotto l'elemento amoroso mediante la vicenda di Rectina, una donna che gli chiese di accorrere in suo aiuto: le fonti non ci rivelano di quale natura fosse il loro rapporto, io ho immaginato che avessero una relazione”.

Nero Saraceno Alessandro Luciano

Come Nero Saraceno, anche Gli ultimi giorni del comandante Plinio è stato ospite di Arkeostoriae, nell'edizione del 2019: c'è la possibilità che Alessandro Luciano torni a Ischia con una nuova opera, in una futura edizione? “Sono al lavoro sul mio terzo libro” rivela in anteprima “non un romanzo storico, ma un thriller investigativo che ruota attorno al traffico di beni archeologici”. Dal passato al presente, dunque, senza perdere il gusto per le possibilità narrative offerte dall'archeologia: valori pienamente condivisi da Arkeostoriae.

Nero Saraceno Alessandro Luciano
La copertina del romanzo storico Nero Saraceno di Alessandro Luciano, pubblicato da Marlin Editore nella collana Il portico

Tutte le foto sono di Nico Meluziis.


Arkeostoriae: quando l'archeologia incontra l'autenticità

Arkeostoriae:

quando l'archeologia incontra l'autenticità

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Arkeostoriae seconda edizione

La parola che maggiormente si presta a descrivere Ischia è l'aggettivo autentico: complice anche la relativa distanza dalla terraferma, quest'isola è riuscita a mantenere inalterata la propria identità senza cedere all'omologazione comportata dalla modernità e dal crescente interesse turistico. Ischia è tutta lì, nei suoi colori, sapori e sensazioni; è nei panorami mozzafiato e nei lasciti di chi, sin dai tempi antichi, l'ha abitata; è nei gesti e negli accenti di chi oggi la abita: gli ischitani, per loro stessa ammissione, sono focosi e passionali, quasi a voler rivendicare con fierezza la discendenza dai primissimi coloni magnogreci.

L'autenticità e l'amore per le proprie radici sono alla base di Arkeostoriae - archeologia e narrazioni, rassegna organizzata dal CEiC - Istituto di studi storici e antropologici/Ong Unesco col supporto della Regione Campania, di Scabec, del Comune di Ischia e con la collaborazione di vari enti.

La seconda edizione della kermesse ideata e diretta dalla dottoressa Alessandra Vuoso, svoltasi dal 30 settembre al 4 ottobre, ha infatti avuto come obiettivo “l'esplorazione delle persistenze culturali del mondo antico, intese sia come forme resilienti che come temi particolarmente attivi nei processi di trasformazione storico-culturali”. Ambizione notevole, soprattutto in un periodo problematico come quello che stiamo vivendo: organizzare una serie di eventi e attività tenendo conto di restrizioni e difficoltà logistiche ha in effetti rappresentato una vera e propria sfida, vinta grazie al sapiente utilizzo della tecnologia. Tutti gli incontri previsti sono stati trasmessi in streaming sulla pagina Facebook della rassegna, la quale tra l'altro ha previsto ben due webinar a uso esclusivo degli utenti telematici.

È stato proprio un seminario online ad aprire Arkeostoriae, mercoledì 30 settembre: la zoologa e conduttrice radiotelevisiva Mia Canestrini e l'ornitologo presidente dell'associazione ARDEA Rosario Balestrieri hanno dialogato a proposito delle origini del processo di domesticazione canina, illustrando attraverso le evidenze archeologiche quando e in che modo il cane sia diventato il miglior amico dell'uomo.

Il secondo webinar si è invece tenuto sabato 3 ottobre e ha visto la partecipazione di Alessandro Luciano, archeologo e scrittore, che ha spiegato come uno storytelling dinamico sia in grado di rendere “viva” e interessante una disciplina come la storia. Entrambi i seminari hanno riscosso un ottimo successo in termini di visualizzazioni e gradimento del pubblico.

Se l'emergenza sanitaria in atto ha reso necessario ricorrere alla tecnologia, non ha comunque fermato gli incontri in presenza, che si sono svolti nello scrupoloso rispetto delle norme anti-COVID nella cornice della Biblioteca Antoniana di Ischia.

Due sono stati gli eventi che giovedì 1 ottobre hanno portato gli spettatori alla scoperta di due lati poco noti dell'archeologia, quello della flora e della fauna, presentati rispettivamente dall'archeobotanica Chiara Comegna e dalla coppia formata da Mario Grimaldi, archeologo e classicista, e da Rosario Balestrieri.

Il giorno seguente Alessandro Luciano, che ha presentato il suo ultimo libro Nero Saraceno, ha evidenziato come la Storia con la s maiuscola e la storia intesa come invenzione letteraria non siano entità incompatibili, ma possano convergere in un romanzo avvincente e rigoroso dal punto di vista scientifico.

Il ciclo di incontri è stato chiuso sabato 3 ottobre con un'interessante disquisizione sulla fenomenologia delle rievocazioni storiche: il professor Ugo Vuoso ha tracciato un fil rouge in grado di connettere i cortei storici (efficacemente trattati da Stefania Napoleone e Pasquale di Meglio) all'historia ludens dello spettacolo gladiatorio di Vincenzo Iorio, per giungere a un fenomeno postmoderno come il cosplaying, del quale ha parlato Rinaldo Mattera.

Uno dei temi maggiormente trattati durante Arkeostoriae è stata la necessità di rendere le discipline storiche più dinamiche e interattive possibile: non a caso, in parallelo al ciclo di incontri, sono state previste attività volte a toccare con mano i retaggi di quell'identità ischitana cui si faceva cenno a inizio articolo, che sono diventati la materia prima per ridar vita al passato.

La prima di esse è stata l'escursione, svoltasi nel pomeriggio del 2 ottobre, a cura di Stefania Napoleone: i partecipanti hanno raggiunto la spiaggia di Sant'Anna solcando il mare, per poi inoltrarsi fino al Borgo di Celsa e scoprirne il nucleo più antico... non prima di aver goduto di meravigliose vedute sul Castello Aragonese al tramonto.

Arkeostoriae seconda edizione

Le avverse condizioni meteorologiche, che il 3 ottobre hanno reso sconsigliabile la navigazione verso le rovine sommerse di Aenaria, non hanno impedito di scoprire la Ischia d'età romana: l'archeologa Alessandra Benini ha illustrato questo periodo poco conosciuto della storia isolana mediante il video del Centro Multimediale di Ischia Ponte e con i reperti presenti in loco; incidentalmente, il pubblico ha così potuto lasciarsi travolgere dal fascino dell'archeologia subacquea.

Arkeostoriae seconda edizione

Arkeostoriae seconda edizione

L'intera giornata del 4 ottobre, l'ultima della kermesse, è stata infine dedicata ad attività in grado di coinvolgere grandi e bambini: la Spiaggia dei Pescatori è diventata una “bolla temporale” entro la quale rivivere una tipica giornata in età romana, tra spettacoli gladiatori e duelli ai quali partecipare in prima persona, in abiti d'epoca.

Arkeostoriae seconda edizione

Un sontuoso “archeoaperitivo” con pietanze e bevande da coena popularis è stata la perfetta chiusura della rassegna.

La soddisfazione dei numerosi partecipanti, molti dei quali venivano da svariate parti d'Italia, è la misura del successo di questa kermesse; la sua validità va però ben oltre il lato quantitativo: la ricercatezza dei temi trattati, l'evidente qualità degli interventi, nonché l'entusiasmo e la precisione del team organizzativo rendono Arkeostoriae una realtà eccellente, che merita di crescere e guadagnarsi un'attenzione sempre maggiore. Le emergenze ischitane possono essere il punto di partenza per dare un nuovo impulso agli studi storici e archeologici e renderli sempre più moderni e multidisciplinari. Uno sguardo al passato, insomma, per migliorare il futuro: in pochi altri luoghi questo assunto sarebbe stato altrettanto efficace.

Tutte le foto sono di Nico Meluziis.

Arkeostoriae seconda edizione

Arkeostoriae seconda edizione


Arkeostoriæ

Divulgazione e promozione turistico-culturale del territorio nella seconda edizione di Arkeostoriæ - archeologia e narrazioni

𝐃𝐢𝐯𝐮𝐥𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨-𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐤𝐞𝐨𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢æ – 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐞 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢

ArkeostoriæDal 30 settembre al 4 ottobre previsti una serie di incontri, dibattiti, workshop, presentazione di libri e rappresentazioni teatrali che mirano alla promozione turistico-culturale del nostro territorio.
Storia antica, archeologia e valorizzazione dei beni culturali: questi gli obiettivi delle interessanti iniziative culturali inserite nel vasto programma della rassegna 𝘈𝘳𝘬𝘦𝘰𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪æ – 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘦 𝘯𝘢𝘳𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 ideato ed organizzato dall’archeologa Alessandra Vuoso, giunto quest’anno alla seconda edizione.
Filo conduttore della seconda edizione di Arkeostoriæ è l’esplorazione delle persistenze culturali del mondo antico, intese sia come forme resilienti che come temi particolarmente attivi nei processi di trasformazione storico-culturali.

Come la prima edizione, anche quella prevista per il 2020 si svolgerà a Ischia, dal 30 settembre al 4 ottobre, con il patrocinio scientifico e organizzativo del CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici / Ong Unesco.
Grazie alla collaborazione e al partenariato enti di ricerca pubblici e privati, Arkeostoriæ – archeologia e narrazioni, con il supporto della Scabec – Società campana per i beni culturali, della Regione Campania e del Comune d’Ischia, ha approntato per il mese di ottobre 2020 una serie di proposte rivolte a un pubblico particolarmente interessato a iniziative tematiche che uniscono, all’approfondimento specialistico, il divertimento culturale.

Si partirà con il Webinar 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐨𝐦𝐨 in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione (mercoledì 30 settembre) in cui la zoologa e conduttrice radiotelevisiva Mia Canestrini e il Presidente dell' Associazione ARDEA Rosario Balestrieri analizzeranno le origini e il processo della domesticazione canina e il ruolo del cane nel mondo antico: da animale da compagnia a cane da guerra dei legionari, ad aiuto lavorativo.

Doppio appuntamento alla Biblioteca Antoniana di Ischia nel pomeriggio del primo ottobre:
previsto dalle ore 16.30 il seminario 𝐈 𝐬𝐞𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞. 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢æ 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐭𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 durante il quale l’archeobotanica Chiara Comegna ci illustrerà gli alimenti che riempivano l’universo produttivo e agroalimentare degli antichi romani, riproponendoli in una prospettiva di archeologia delle emozioni e delle sensazioni, quali elementi culturali di lunga durata;
a seguire (alle ore 18) l’archeologo classicista Mario Grimaldi l’ornitologo Rosario Balestrieri e apriranno una finestra su 𝐋𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚: 𝐠𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐢𝐟𝐚𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐏𝐨𝐦𝐩𝐞𝐢.

𝐒𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐦𝐞𝐫𝐢𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐮𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞: Stefania Napoleone, Guida turistica autorizzata regione Campania condurrà i partecipanti (opportunamente prenotati a mezzo mail al [email protected]) in una escursione via mare alla Chiesetta di Sant’Anna e passeggiata da Cartaromana a Ischia Ponte attraverso la panoramica via Soronzano con visita dell’antico Borgo di Celsa.

Per le ore 18,30 si parlerà di 𝐓𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐳𝐢𝐞 presso l’ampia sala della Biblioteca Antoniana di Ischia con lo scrittore archeologo Alessandro Luciano che presenterà al pubblico, insieme all’archeologa Alessandra Vuoso, il suo romanzo storico 𝐍𝐞𝐫𝐨 𝐒𝐚𝐫𝐚𝐜𝐞𝐧𝐨 (Marlin editore).

Per la mattinata del tre ottobre è previsto un altro tour guidato. Meeting point al Centro Culturale Multimediale (Via San Giovan Giuseppe della Croce 49, Ischia Ponte) in compagnia dell’archeologa Alessandra Benini che accompagnerà i visitatori (prenotatisi a mezzo mail al [email protected] Accesso all’escursione a costo ridotto) all’𝐞𝐬𝐜𝐮𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐫𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚.

Arkeostoriæ

Seguirà il Webinar in diretta streaming Facebook (previsto per le ore 11) 𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐚 in cui l’archeologo scrittore Alessandro Luciano discorrerà sull’utilità della storia e della possibilità di renderla "viva" attraverso uno storytelling dinamico.

Il pomeriggio della stessa giornata (ore 18 presso la Biblioteca Antoniana di Ischia) avrà luogo il seminario di studi dal titolo 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐢: 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞: Vincenzo Iorio (ArcheoTeatro Pompeiano), Rinaldo Mattera (Unisob Media Lab), Stefania Napoleone (Associazione Culturale Pro S.Alessandro), Pasquale Di Meglio (Associazione ActusTragicus, Forio) coordinati da Ugo Vuoso (Università di Salerno, Istituto CEiC) illustreranno il significato delle rievocazioni storiche incentrate sulla ricostruzione di forme di vita del passato, interpretato tanto filologicamente quanto in modo fantastico.

Gran finale previsto per il quattro ottobre, ultima giornata in programma: presso la spiaggia dei Pescatori di Ischia (ore 16) avrà luogo lo spettacolo 𝐆𝐥𝐚𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞𝐬 𝐏𝐨𝐦𝐩𝐞𝐢𝐨𝐫𝐮𝐦 (produzione A.R.S. Antiquarum Rerum Scientia) in cui si vivrà una tipica giornata ai giochi, durante i quali lo spettatore vestirà i panni di un antico cittadino chiamato a decidere attivamente sulle sorti dello sconfitto. Gli spettatori sono invitati a munirsi di telo mare!
Seguirà 𝐃𝐢𝐦𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐃𝐨𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐥𝐮𝐝𝐢𝐜𝐨-𝐝𝐢/𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐨: verrà esposto l’armamento difensivo e offensivo dei combattenti antichi e sarà possibile provare in prima persona la tecnica di combattimento individuale e collettivo per una vera immersione nella storia!

Il pomeriggio si concluderà con la 𝐂𝐨𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐩𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢𝐬 – 𝐀𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚 a cura di BisBoccia_Ischia: un viaggio culinario a ritroso nel tempo (previsto un piccolo contributo).

Per partecipare a tutti gli eventi è obbligatoria la prenotazione al [email protected])

 

Comunicato e immagini di questa seconda edizione della rassegna da Arkeostoriæ - archeologia e narrazioni


E... state al MANN con gli Etruschi

Un anno difficile anche per l’organizzazione di grandi mostre in tutta Italia ma, passata in parte l’emergenza, è stato possibile inaugurare la grande mostra degli Etruschi al MANN: un progetto curato da Valentino Nizzo, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e da Paolo Giulierini, Direttore del Museo Archeologico di Napoli, in collaborazione con Electa.

Allestimento Etruschi 1. Foto di Giorgio Albano

Il percorso espositivo nasce per raccontare la storia degli Etruschi nella sua lunga evoluzione cronologica e territoriale che abbraccia secoli importanti di storia e un territorio come quello campano ancora poco studiato nella sua fase più antica. Oltre 600 reperti suddivisi in due percorsi tematici definiscono un itinerario di indagine che parte da molto lontano, dal X secolo per arrivare al IV secolo a.C. quando sul fronte Mediterraneo saranno altre le potenze in gioco sul grande palcoscenico marino e terrestre.

Già lo storico Polibio nel II secolo a.C. diceva che “chi vuol conoscere la storia della potenza degli Etruschi non deve riferirsi al territorio che essi possiedono al presente, ma alle pianure da loro controllate”. La storia avvincente di questo popolo, la cui presenza più nota la si pone in centro Italia, ha in realtà orizzonti più ampi, sebbene ancora non interamente studiati e indagati.

etruschi al MANN
Allestimento Etruschi 2. Foto di Giorgio Albano

La pianura padana nel nord e il sud con le pianure della Campania hanno permesso agli studiosi di indagare ancora i rapporti con i popoli e le mire espansionistiche degli Etruschi; in particolare la storia etrusca della Campania ha permesso, anche grazie a questa mostra e ai ricchissimi depositi del MANN, di fornire un inedito spaccato di studi, forse ancora poco esplorato, sul patrimonio immenso di informazioni e reperti che compongono in un puzzle complesso gli albori di questa terra fino al declino di una delle sue componenti più importanti. Gli Etruschi subiranno presso Cuma tra VI e V secolo a.C. diverse sconfitte fino alla progressiva scomparsa e affermazione del popolo dei Campani.

Allestimento Etruschi 3. Foto di Giorgio Albano

L’allestimento creato per l’esposizione invita lo spettatore a guardare una grande carta geografica e a riflettere sulla frase di Polibio, lo storico greco che paragona la piana della regione ad una sorta di grande palcoscenico, in cui terra e mare rappresentano una perfetta quinta teatrale per la grande storia etrusca nel sud Italia.

Il progetto, firmato dall’architetto Andrea Mandara e accompagnato dalla grafica di Francesca Pavese, sdoppia il percorso espositivo rendendolo al tempo stesso complementare. Nel primo ambiente tematico i reperti sono raccolti secondo un itinerario cronologico e per contesti, nel secondo vi è ampio spazio per l’esposizione di reperti etruschi acquisiti nel corso dei secoli dal Museo napoletano e i cui interventi di conservazione sono stati curati dal Laboratorio di Restauro del MANN.

Allestimento Etruschi 4 @ foto di Giorgio Albano

Le opere restaurate presentavano in gran numero interventi ottocenteschi e per tali reperti il restauro, molto impegnativo, ha previsto anche indagini diagnostiche tuttora in via di svolgimento. Due allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli hanno partecipato alle attività di laboratorio con lo scopo di realizzare due tesi di laurea con focus su un’oinochoe, un’hydria etrusco-corinzia ed un’oinochoe in bucchero.

Cosa vedere

Preziosi i reperti provenienti dalle necropoli campane in aree di passaggio dall’entroterra appenninico verso il Tirreno: le necropoli di Carinaro e Gricignano d’Aversa, quella di Capua per la cultura proto villanoviana indicano come l’interazione con gli Etruschi abbia avuto, ab origine, una valenza economica, commerciale e culturale.

Gruppo plastico
(carpentum con figura antropomorfa)
Terracotta
Ultimi decenni del IX - primi decenni
dell’VIII sec. a.C.
Da Gricignano di Aversa, Tomba LXII
Succivo (CE), Museo Archeologico
dell’Agro Atellano
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e per il Turismo
Polo Museale della Campania, Museo
Archeologico dell’Agro Atellano

Da Gricignano di Aversa, la sepoltura ad incinerazione LXII, proveniente dal Museo dell’Agro Atellano (Succivo), restituisce un importante corredo, in cui risalta un modello di calessino trainato da una coppia di cavalli aggiogati e condotto da una figura maschile; l’opera in terracotta (databile tra gli ultimi decenni del IX ed i primi decenni dell’VIII sec. a.C.) adotta il motivo figurativo del carpentum (calesse) per testimoniare il prestigio del defunto.

Ammirando i reperti ritrovati a Santa Maria Capua Vetere, è possibile ripercorrere il fenomeno di formazione, nella pianura campana, delle prime “città” degne di questo nome: la Tomba 1/2005 (in prestito dal Museo dell’Antica Capua e risalente al primo quarto del IX secolo a.C., monumentale sepoltura di un capo-guerriero rinvenuta nella necropoli del Nuovo Mattatoio), così come le Tombe 662 e 664 della necropoli Fornaci (seconda metà dell’VIII secolo a.C.), testimoniano una forma di osmosi culturale “ante litteram” con i Greci, da poco stabilitisi a Ischia e a Cuma.

Corredi come quelli capuani attestano la presenza nella regione dei “primi Etruschi” portatori della cosiddetta cultura villanoviana caratterizzata dall’adozione prevalente dell’incinerazione, con ossuario tendenzialmente biconico, decorato con motivi geometrici incisi a pettine.

Fibula da parata a grande disco
con molte spirali
Bronzo, lamina, decorazione a sbalzo, fusione
VIII sec. a.C.
Da Suessula, necropoli (Collezione Spinelli)
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
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Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Da Suessula, Acerra, in occasione della mostra, è stato restaurato e ricomposto un reperto proveniente dalla collezione Spinelli del MANN. Si tratta di un pendaglio pettorale in bronzo laminato con pendenti in bronzo fuso risalente all’VIII secolo a.C. e recante tre figure ornitomorfe e terminante con il caratteristico motivo della barca solare.

Il fenomeno definito dagli studiosi “orientalizzante”,sviluppatosi tra l’VIII e il VII secolo a.C., adotta nuovi modelli artistici e comportamentali ispirati alle mode dell’aristocrazia orientale e agli eroi omerici. Ne è testimone la tomba 104 Artiaco di Cuma scoperta nel 1902 da Gaetano Maglione e Giuseppe Pellegrini con reperti di straordinario valore appartenenti ad un ricco personaggio che ha inteso far proprio l’ethos eroico-omerico.

In stretto dialogo con questa preziosa testimonianza orientalizzante anche un prestito proveniente dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: il corredo della tomba Bernardini di Palestrina (675-650 a.C.), uno dei più ricchi tesori che l’archeologia ci abbia mai restituito. Si tratta di un vero “manifesto” dell’arte orientalizzante, una tomba scoperta nel 1876 dai fratelli Bernardini nella necropoli dell’antica Praeneste, oggi Palestrina, la cui ricchezza è stata rimandata immediatamente ad un principe sepolto nel VII secolo a.C. con ori e argenti di manifattura etrusca e armi reali e da parata oltre ad oggetti tipici del banchetto.

Affibbiaglio
Oro
Inizio del secondo quarto del VII sec. a.C.
Da Palestrina, Tomba Bernardini
Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
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Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia,
Archivio fotografico

La seconda sezione, improntata sulla ricerca prima antiquaria poi archeologica, presenta reperti delle collezioni del MANN. Tra questi spicca la raccolta Borgiana con il bronzetto dell’offerente dell’Elba di probabile produzione populoniese e databile a fine VI, inizio V a.C. e la cista Bianchini appartenuta al celebre mercante d’arte Francesco Ficoroni prima di entrare nella celebre raccolta del cardinale Borgia.

Cista
Bronzo, fusione delle parti plastiche, bulino,
cesello, martellatura
Fine del IV - inizi del III sec. a.C.
Dal territorio di Palestrina
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
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Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Da collezioni “minori” anche delle prime visioni in esposizione al MANN: due balsamari plastici a forma di cerbiatto accovacciato, provenienti dalla collezione Santangelo e databili al secondo quarto del VI secolo a.C.; un anello con scarabeo della stessa collezione e databile al IV a.C. con intagliato il suicidio di Aiace; una coppia di orecchini a bauletto della seconda metà del VI. Chiude l’esposizione lo splendido carrello incensiere in lamina di bronzo della fine dell’età del ferro.

etruschi al MANN
Anello con scarabeo
Oro, corniola, lamina, intaglio
Inizi del IV sec. a.C.
Da Cuma? (Collezione Stevens)
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
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Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Ad accompagnare questo ricco percorso anche un catalogo edito da Electa curato da Valentino Nizzo che mira a restituire al pubblico un’idea, da un lato, delle testimonianze lasciate dagli Etruschi in Campania (I parte) e, dall’altro, di come la riscoperta del passato etrusco della regione e del suo rapporto dialettico con la Magna Grecia abbiano appassionato sin dal tardo Rinascimento generazioni di intellettuali, incoraggiandoli a sviluppare nuovi metodi di indagine per svelare un enigma storico profondamente radicato nell’identità culturale del Mezzogiorno e che solo al principio del XX secolo l’archeologia avrebbe risolto, dando finalmente un volto e una consistenza alla potenza etrusca (II parte).

etruschi al MANN
Urna Terracotta, cassa lavorata a stampo, coperchio lavorato a stampo e a stecca, abbondanti resti di scialbatura, tracce di sovradipintura Seconda meta del II - prima meta del I sec. a.C. Da Chiusi? Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Gli Etruschi al MANN tornano per restare. Non solo con una mostra raffinata e dall’altissimo rigore scientifico, ma con l’annuncio dell’allestimento permanente che restituirà alla fruizione del pubblico un altro fondamentale pezzo della storia del nostro Museo, ‘casa’ dei tesori di Pompei ed Ercolano, così come custode di eredità molto più antiche. Museo della capitale di un Regno, l’Archeologico di Napoli vanta, infatti, collezioni sterminate derivate sia da scavi che da acquisizioni come, ad esempio, quella del bronzetto dell’Elba, reperto più antico ritrovato sull’isola toscana. Ma, soprattutto, nei nostri depositi c’è la testimonianza di una Campania centrale nel Mediterraneo e da sempre coacervo di popoli: Greci, Etruschi e Italici, a conferma che la ricchezza della cultura del Meridione sta nella diversità e nella contaminazione. Per comprendere in pieno gli Etruschi, oggi bisogna quindi volgersi anche al Sud e al patrimonio del MANN, dove duecento pezzi, praticamente inediti, splendono di nuova luce grazie allo straordinario lavoro del Laboratorio di Restauro del Museo. Un traguardo che mi riempie, come etruscologo, di personale soddisfazione, e che è occasione per ricordare la figura del celebre archeologo Marcello Venuti, nel 1727 fondatore dell’Accademia Etrusca e, poi, tra gli scopritori di Ercolano”, dichiara il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.

etruschi al MANN
Coppia di orecchini
Oro, lamina, applicazioni a stampo, filigrana
(produzione dell’Etruria meridionale)
Seconda meta del VI sec. a.C.
Provenienza ignota
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
© Ministero per i Beni e le attività Culturali
e per il Turismo
Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Scavare negli sterminati depositi del MANN è sempre un privilegio unico. Farlo per ‘andare a caccia di Etruschi’ lo ha reso ancora più avvincente. Da un lato perché si è così potuto delineare un rigoroso percorso storico-archeologico volto a ricostituire la trama di relazioni che caratterizzò la plurisecolare presenza degli Etruschi in Campania. Dall’altro perché l’approfondimento delle vicende antiquarie e collezionistiche legate alla riscoperta dell’importanza del loro dominio nella regione ha offerto una prospettiva per molti versi inedita sull’evoluzione della disciplina archeologica e sul contributo dato ad essa da generazioni di studiosi che, da Camillo Pellegrino a Giovanni Patroni, passando attraverso nomi del calibro di Giovan Battista Vico, Alessio Simmaco Mazzocchi, Johann Joachim Winckelmann, Pietro Vivenzio, Eduard Gerhard, Raffaele Garrucci, Theodor Mommsen, Giuseppe Fiorelli, Julius Beloch, si sono confrontati con questo presunto enigma, fino ad arrivare alla sua definitiva soluzione, al principio del ‘900, quando il reperto più prezioso, la Tegola di Capua, aveva ormai irreparabilmente lasciato il nostro Paese alla volta di Berlino”, commenta Valentino Nizzo, Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

"Gli Etruschi e il MANN" al Museo Archeologico di Napoli fino al 31 maggio 2021.


Vivara, un insediamento preistorico nel Golfo di Napoli

3 Settembre 2015
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Vivara è un isolotto nel Golfo di Napoli, collocata tra Ischia e Procida, alla quale è unita. Nel XVII secolo a. C. era già abitata, con il villaggio di Punta Alaca che era forse uno dei porti più trafficati del Mediterraneo. A causa della subsidenza dell'isola, parte degli insediamenti si trova oggi a 14 metri di profondità.
Questo quanto emerge dagli scavi cominciati nel 1975, e grazie ai quali quest'anno si è proceduto a una ricostruzione 3D del sito preistorico. In particolare, due grandi capanne coi loro manufatti permettono di conoscere la vita che si svolgeva sull'isola.
Link: ANSA; ANSAmed; Il Mattino; Corriere del Mezzogiorno; Repubblica.
L'isolotto di Vivara, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Retaggio.