Il bisonte: re della foresta o specie in fuga?

11 - 27 Febbraio 2015

Bisonte europeo. Foto di R. Kowalczyk
Bisonte europeo. Foto di R. Kowalczyk

In tempi preistorici il bisonte preferiva abitare in spazi aperti, non solo foreste - questo quanto provato da scienziati polacchi e tedeschi, dopo aver analizzato i resti ossei del più antico bisonte europeo (bison bonasus) e di altri grandi ungulati come l'alce, la renna e l'estinto uro. La scoperta è importante per la conservazione e la gestione delle moderne popolazioni della specie, precedentemente ristabilite negli ambienti forestali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati nella rivista online PLOS One.
Rafał Kowalczyk ed Emilia Hofman-Kamińska dal Mammal Research Institute PAS, misurano e prendono campioni dal teschio di un bisonte nello Zoological Museum dell'Università di Lund. Foto di T. Kamiński
Rafał Kowalczyk ed Emilia Hofman-Kamińska dal Mammal Research Institute PAS, misurano e prendono campioni dal teschio di un bisonte nello Zoological Museum dell'Università di Lund. Foto di T. Kamiński

L'analisi dimostra che i bisonti preferivano spazi aperti, e che la loro dieta era mista e comprendeva vegetazione erbosa, rami di alberi e cespugli, e licheni. Dopo l'estinzione in Europa, avvenuta nel ventesimo secolo, le popolazioni selvagge sono state ristabilite a partire da esemplari preservati in mandrie chiuse. La popolazione mondiale allo stato brado ammonta al momento a tremila unità, distribuite nelle aree forestali dell'Europa Centrale e Orientale.
Il Prof. Kowalczyk, uno degli autori dello studio, spiega che ci sono segni, tuttavia, che mostrano che l'ambiente forestale non è ottimale per i bisonti: in inverno infatti questo non riesce a produrre cibo a sufficienza per le popolazioni dei grandi erbivori. Per sopravvivere durante gli inverni più nevosi e rigidi, l'animale ha bisogno dell'aiuto dell'uomo, o di trasferirsi in aree aperte, dove causa danni alle coltivazioni agricole. Spazi aperti come pascoli e valli fluviali producono invece grandi quantità di cibo durante l'anno, garantendo la sopravvivenza del bisonte anche senza l'intervento dell'uomo. Tuttavia, la maggior parte dei programmi di conservazione parte dall'assunto che l'animale sia adattato a vivere nelle foreste, al contrario del bisonte americano. Il professore nota che il problema andrebbe invece ricercato nel passato: era davvero la foresta l'ambiente preferito dell'animale, o era quello un ambiente dove questo era costretto a vivere, a causa della scomparsa dell'habitat o dell'occupazione umana dello stesso, a fini agricoli?
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Il bisonte è il più grande mammifero selvaggio in Europa. Foto di R. Kowalczyk

[Dall'Abstract:] Secondo il concetto di specie rifugiata, la crescente sostituzione della steppa da parte delle foreste dopo l'ultima glaciazione e la pressione umana hanno forzato il bisonte europeo (Bison bonasus) - il più grande mammifero terrestre d'Europa - a spostarsi nelle foreste come habitat rifugio. La conseguente diminuita salute e la densità della popolazione hanno condotto a una graduale estinzione della specie. La comprensione dell'ecologia precedente la condizione di fuga può aiutare nella sua conservazione e a garantire la sua sopravvivenza a lungo termine. [...] Lo studio ha esaminato i resti del bisonte europeo e di altri grandi erbivori, come gli uri (Bos primigenius), le alci (Alces alces) e le renne (Rangifer tarandus), dal primo Olocene dell'Europa del Nord, per ricostruire la loro dieta abituale e i pattern di utilizzo dell'habitat in condizioni di bassa influenza umana. [...] I risultati mostrano che i grandi ungulati evitavano la competizione selezionando habitat diversi e differenti fonti di cibo, all'interno di ambienti simili. Anche se il bisonte del primo Olocene e il bisonte della steppa del Tardo Pleistocene utilizzavano habitat aperti, le loro diete erano diverse in modo significativo. Analisi ulteriori dimostrano che le moderne popolazioni di bisonte europeo utilizzano gli habitat delle foreste molto più del bisonte del primo Olocene, supportando la tesi dello status di specie rifugiata.
journal.pone.0115090.g001
Lo studio "European Bison as a Refugee Species? Evidence from Isotopic Data on Early Holocene Bison and Other Large Herbivores in Northern Europe", di Hervé Bocherens, Emilia Hofman-Kamińska,  Dorothée G. Drucker, Ulrich Schmölcke, Rafał Kowalczyk, è stato pubblicato su PLOS One.
Bisonti che si nutrono nelle aree aperte ai bordi della Foresta di Bialowieża. Foto di T. Kamiński
Bisonti che si nutrono nelle aree aperte ai bordi della Foresta di Bialowieża. Foto di T. Kamiński

Link: PLOS One; PAP - Science & Scholarship in Poland
Foto da PAP, come da didascalia, con l'eccezione della Figura 1, che mostra la localizzazione dei resti ossei analizzati del Primo Olocene per le specie di Bison bonasus, Bos primigenius, Alces alces e Rangifer tarandus, nel Nord Europa. Da PLOS One, © 2015 Bocherens et al, Creative Commons Attribution License.


La grande diversità genetica dell'Homo Sapiens in Africa

19 Febbraio 2015
I frammenti di un teschio risalente a 22 mila anni fa, e proveniente da Lukenya Hill, in Kenya, dimostrano come gli Homo Sapiens presenti in Africa in quell'epoca potessero essere anche estremamente diversi.
Teschi di questo tipo per il Tardo Pleistocene sono rari, perché poche sepolture di quell'epoca sono emerse. Quello in questione dimostra una diversità originale che si è andata perdendo. Ancora oggi i moderni Africani hanno una diversità genetica maggiore che in altre popolazioni.
Lo studio "Late Pleistocene age and archaeological context for the hominin calvaria from GvJm-22 (Lukenya Hill, Kenya)", di Christian A. TryonIsabelle CrevecoeurJ. Tyler Faith,Ravid EkshtainJoelle NivensDavid PattersonEmma N. Mbua, e Fred Spoor, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States; Live Science


Cambiamento climatico in Cina, prove risalenti a migliaia di anni fa

16 Febbraio 2015
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Utilizzando una nuova tecnica di datazione, un team internazionale di ricercatori è giunto alla conclusione che attorno ai 4200 anni fa, un grave cambiamento climatico avvenne nel Nord della Cina, influendo sulla vegetazione e comportando migrazioni dall'area.
In precedenza, si riteneva che i deserti in Cina risalissero a un milione di anni fa, ma questo nuovo studio rivela che si giunse alla situazione attuale 4 mila anni fa circa, in conseguenza di un cambiamento iniziato diecimila anni fa, e avrebbe riguardato in particolare le terre desertiche di Hunshandake della Mongolia Interna, determinando migrazioni massicce delle popolazioni neolitiche lì stanziate.
Lo studio "Groundwater sapping as the cause of irreversible desertification of Hunshandake Sandy Lands, Inner Mongolia, northern China", di Xiaoping Yang, Louis A. Scuderi, Xulong Wang, Louis J. Scuderi, Deguo Zhang, Hongwei Li, Qinghai Xu, Ruichang Wang, Weiwen Huang, e Shixia Yang, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States; Baylor University; Phys.org
La regione della Mongolia interna, in Cina. Da WikipediaCC BY-SA 3.0, di e caricata da TUBS (Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this: China edcp location map.svg (by Uwe Dedering))
 
 


L'inaridimento del Sahara fu più rapido e disomogeneo di quanto ritenuto

31 Dicembre 2014 - 9 Febbraio 2015
journal.pone.0115958.g002
L'inaridimento del Sahara, col passaggio da un clima relativamente umido a uno estremamente asciutto, sarebbe avvenuto in modo meno omogeneo e anche più rapido di quanto si ritenesse finora. Non è ancora chiaro quanto avvenuto durante questa transizione.
[Dall'abstract:] Il termine del Periodo Africano Umido nel nord est dell'Africa, durante il primo Olocene, è stato caratterizzato da uno spostamento verso sud della fascia delle piogge e dalla scomparsa del Sahara verde. Questo periodo è anche caratterizzato dall'inizio della produzione di cibo da parte delle popolazioni di cacciatori raccoglitori, e quindi può fornire informazioni critiche sulla relazione tra uomo e ambiente. Vi sono però differenze anche notevoli nei tempi e nei modi della transizione da umido ad asciutto, alla fine del Periodo Africano Umido. [...] Il degradare dell'ambiente nell'Africa nord orientale è stato più repentino e sarebbe avvenuto prima di quanto finora ritenuto, e potrebbe aver accelerato il processo di domesticazione al fine di assicurare risorse di cibo sostenibili per le popolazioni africane del Neolitico.
I cambiamenti possono fornire risposte, dunque, e la rapida desertificazione potrebbe aver dato impulso a sviluppi umani e, ad esempio, aver contribuito al sorgere delle prime dinastie dell'Egitto faraonico.
Lo studio "Asynchronous Changes in Vegetation, Runoff and Erosion in the Nile River Watershed during the Holocene", di Cécile L. Blanchet, Martin Frank, Stefan Schouten, è stato pubblicato su PLOS One.
Link: PLOS One; Past Horizons
Figure 2. Changes in precipitation, vegetation and erosion dynamics in the Nile watershed during the Holocene. Da PLOS One, © 2014 Blanchet et al., Creative Commons Attribution License.


La creazione del fiume Vuoksi e il cambiamento ecologico e culturale

20 Agosto - 15 Settembre 2014
La creazione del fiume Vuoksi, con conseguente abbassamento del livello delle acque nel lago Saimaa, comportò 6000 anni fa (medio Olocene) la creazione di nuova terra nella Finlandia orientale.
Questi eventi diedero luogo a cambiamenti non solo ecologici ma anche culturali nella regione. La popolazione toccò un massimo nelle decadi seguenti e l'alce (Alces alces) divenne una parte sempre più consistente della dieta. Seguirono ulteriori cambiamenti.
Lo studio "Event reconstruction through Bayesian chronology: Massive mid-Holocene lake-burst triggered large-scale ecological and cultural change", di AA. VV., segnalato da Science Daily, esamina i temi suindicati.
Link: The Holocene; Science Daily