Da Matera a Pompei un viaggio alla scoperta della bellezza nel mondo antico

La bellezza delle donne antiche si svela attraverso reperti, ori, gioielli nella nuova mostraDa Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” inaugurata presso il Museo Nazionale di Matera Domenico Ridola e in programma fino al 30 giugno 2022. Obiettivo della mostra esaltare i numerosi reperti provenienti da tempi e contesti lontani nello spazio e nella cronologia ma uniti nell’espressione universale del gusto estetico. Da una lato la Basilicata, dall’altro Pompei e l’area vesuviana in un confronto dialogico tra il mondo greco coloniale e lo stile e il gusto romano di I secolo d.C.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

A guidare i visitatori nel percorso, un vaso a figure rosse della collezione Rizzon del Museo di Matera che nell’iconografia riproduce monili e ornamenti e due straordinari reperti in prestito da Pompei: un affresco con Vittoria alata riccamente ornata e una statua di Venere da Oplontis.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

La mostra prosegue poi con un dialogo più serrato fra i numerosi reperti; per il contesto materano a parlare sono i ricchi corredi funerari femminili provenienti dai siti di Timmari, Montescaglioso, Matera e Tricarico dove i preziosi mostrano la particolare cura al dettaglio e alla ricercatezza che i locali avevano per l’estetica sin dai tempi più antichi.

A costituire dei veri e propri status symbol per le donne più raffinate delle elite locali sono i preziosi ornamenti in pasta vitrea, argento, oro prodotti sia in ambito magno-greco sia nel Mediterraneo orientale. Ma ancora più ricercati per la lontana provenienza i gioielli in ambra che era estratta nell’area del Mar Baltico e lavorata da artigiani etrusco-campani a indicare un florido commercio e una richiesta e ricerca di materiali sempre più esclusivi.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

Seguono reperti per la cosmesi e la cura, rinvenuti nelle tombe femminili della necropoli di Striano (VIII-VII a.C.) e ornamenti di età arcaica e classica provenienti dalle necropoli di S. Maria delle Grazie a Stabia che accompagnavano il viaggio delle defunte nell’aldilà.

Nelle vetrine successive la bellezza si lega al sacro con gioielli e profumi dedicati agli dei come ex voto per chiedere particolari favori o grazie, oggetti per l’igiene personale e set da bagno, toelette femminili, pissidi e spatolette per amalgamare trucchi e cosmetici. Tante anche le boccettine in vetro che contenevano unguenti pregiati e profumi orientali, il cui uso era legato all’Egitto faraonico e la cui moda si era diffusa in tutto il Mediterraneo.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

Ricchi e pregevoli anche gli ori da Pompei che ornavano i corpi delle matrone della città: armille, orecchini, collane e anelli sono proprio quelli che voluttuosi si vedono nelle numerose raffigurazioni femminili negli affreschi pompeiani. Inoltre vengono presentati alcuni esempi di collane, da quella preziosa in oro massiccio da cui pende una statuetta di Iside-Fortuna e che è chiusa da un gancio a forma di serpente portafortuna, a quella in oro e smeraldi, piccola ma elegante, a quella più diffusa, costituita da semplici vaghi costolati celesti in pasta vitrea, che ogni pompeiana, anche la più povera, poteva permettersi.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

Molto interessante anche il corredo di Pithia Rufilla, la cui tomba era ubicata al centro del recinto familiare dei Barbidii nella necropoli di Porta Nocera a Pompei. La donna era probabilmente la moglie del capofamiglia Lucius Barbidius che costruì il monumento funebre per sé, per sua moglie e per i due figli, come indica la lapide all’ingresso del recinto. Si tratta di un corredo di I sec. d.C. che offre uno spaccato interessante degli oggetti cari all’anziana defunta e che l’accompagnarono nell’aldilà: una bottiglietta di vetro al cui interno era una spatolina d’argento, conchiglie come amuleti contro la sterilità; alcuni piccoli monili; una serie di oggetti miniaturistici in osso, ambra e ceramica, giocattoli della sua infanzia e porta-fortuna.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

Oggetti simbolo di una bellezza effimera ma importanti testimoni di rotte e viaggi spesso non canonici. E in più storie ancora più tragiche che vengono raccontate attraverso i monili portati ancora indosso dalle vittime dell’eruzione, incredibili tesori di inestimabile valore e ultimi testimoni di vanità.

Ma i contesti della mostra si dilatano nel tempo e nello spazio e allora si racconta l’appassionata attività di ricerca condotta da Ridola nel Materano che si deve la scoperta di numerose tombe a tumulo a sud-ovest di Matera, in particolar modo in contrada Santa Lucia al Bradano, presso Masseria Zagarella, in località Due Gravine. Nella fase iniziale dell’Età del Ferro e fino all’VIII secolo a.C. i corredi femminili sono composti pressoché esclusivamente da spille (fibule), bracciali (armille), collane e pendenti in bronzo e ferro di produzione locale, in rari casi da monili in ambra come la collana qui esposta, chiaro segno di precoci contatti con il mondo egeo e del conseguente impiego di risorse non locali.

Mostra Matera Pompei
Mostra “Da Matera a Pompei - Viaggio nella bellezza”. Foto: Museo Nazionale Matera

Con la nascita di una forte articolazione sociale, a partire dallo scorcio dell’VIII secolo a.C., la posizione della donna che appartiene ai ceti emergenti è connotata dalla ricchezza dei complessi funerari, nell’ambito dei quali gli ornamenti personali assumono una rilevanza sempre maggiore. A partire dagli inizi del VII e per tutto il VI secolo a.C. le ricche indigene comprendono oggetti preziosi sia per la fattura che per i materiali impiegati, come l’ambra e la pasta vitrea qui presentate, che denunziano non solo manifattura magno-greca, ma anche importazioni da ambiti culturali orientali ed etruschi.

Mostra “Da Matera a Pompei - Viaggio nella bellezza”. Fibule ad occhiali in bronzo da Santa Lucia al Bradano, tomba 2. Foto: Museo Nazionale Matera

Passano i secoli e le elite di aristocratici ricercano reperti ancora più particolari come a Melfi nella necropoli di loc. Pisciolo, tomba 43 (seconda metà V sec. a.C.). In questa necropoli si distinguono due sepolture monumentali in cui fu deposta una coppia di rango principesco. Accanto alle ceramiche di importazione, in entrambi i corredi sono presenti lo strumentario metallico destinato al banchetto funerario e il carro da parata, ma anche eccezionali ambre figurate e gioielli in oro e argento. La presenza del carro anche in tombe femminili, così come di monili in tombe maschili quali quelli qui presentati, testimonia un mutamento di costumi dovuto in particolar modo ai contatti con il mondo etrusco-campano famoso per la sua raffinatezza.

Non solo gioielli… Oltre a contenitori di belletti e profumi (gli alabastra), è frequente l’uso dello specchio in bronzo che sulle raffigurazioni vascolari è sempre prerogativa femminile. Di particolare rilievo quello proveniente dalla tomba 58 della necropoli meridionale  di Herakleia, con manico raffigurante una donna seduta tra due amorini e con un vaso per trasportare acqua (hydria) ai piedi. A completare il corredo i preziosi gioielli indossati dalla defunta: una piccola collana in oro e argento e una coppia di orecchini in oro a protome leonina.

Mostra “Da Matera a Pompei - Viaggio nella bellezza”. anello sigillo in oro da Herakleia, Via Agrigento, tomba 22 . Foto: Museo Nazionale Matera

Bellezza, eleganza, fascino, denominatori comuni che hanno sempre caratterizzato le donne di tutte le epoche e i numerosi reperti, unici testimoni che ci vogliono raccontare una, cento, mille storie di donne, bambine, anziane che anche nel loro ultimo istante di vita ci hanno permesso di guardare ogni aspetto della loro vita quotidiana.


Torna fruibile la Villa B di Oplontis a Torre Annunziata

Si amplia l’offerta di visita nel sito archeologico di Oplontis con la riapertura, per la prima volta al pubblico, della Villa B, conosciuta anche come villa di Lucius Crassius Tertius.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla sinergia tra il Parco archeologico di Pompei e il Comune di Torre Annunziata, al fine di rendere fruibile una parte della struttura in attesa dell’avvio del restauro e della valorizzazione dell’intero complesso.

Villa B di Oplontis
Villa B di Oplontis. Foto: Parco Archeologico di Pompei

La villa B di Oplontis è stata scoperta casualmente nel 1974 durante i lavori di costruzione della Scuola Media Parini. In base ai materiali rinvenuti, più che di una villa potrebbe trattarsi della sede di un’azienda specializzata nella lavorazione dei prodotti agricoli e nella commercializzazione del vino, piuttosto che nella produzione.

Sulla base del ritrovamento di un anello con sigillo, durante i primi anni di scavo, la Villa B doveva appartenere a Lucius Crassius Tertius, da identificarsi con il proprietario o gestore dell’azienda commerciale. Il nucleo centrale è costituito da un imponente spazio colonnato su due ordini di colonne di tufo grigio con capitelli dorici, databile al II secolo a. C.; intorno a questo sono disposti numerosi ambienti adibiti al deposito di anfore per il vino, l’olio, il garum e la frutta. Il piano superiore della villa era invece destinato alla residenza del proprietario in cui si conservano pregiate pitture di II e IV Stile .

Villa B di Oplontis
Villa B di Oplontis. Foto: Parco Archeologico di Pompei

Tra i ritrovamenti si può segnalare una cassa blindata con struttura in legno rafforzata con lamine e fasce di ferro e finemente decorata e provvista di un complesso sistema di chiusura; in lettere di agemina d’argento figura il nome dei costruttori: PYTHONYMOS, PYTHEAS, NIKOKRATES, attivi nella bottega di un tale Eraclide.

Anfore di vario tipo e dimensione, suppellettili con resti organici, pesi di marmo e terracotta, attrezzi ed oggetti in metallo, oltre ad una grande quantità di melograni conservati sotto strati di fieno, testimoniano un uso continuo dei locali come magazzini fino all’eruzione del 79 d. C.

Villa B di Oplontis
Villa B di Oplontis. Foto: Parco Archeologico di Pompei

In uno degli ambienti della Villa B, l’ambiente 10, sono stati trovati anche i resti di fuggiaschi, alcuni dei quali avevano portato con sé oggetti preziosi come gioielli, ornamenti in osso e avorio, monete d’oro e d’argento, suppellettili in bronzo; la maggior parte di questi oggetti furono trovati accanto agli scheletri dei fuggitivi, racchiusi in apposite custodie di cuoio, stoffa o corda, nonché ancora indosso ai proprietari in fuga.

“Il Parco archeologico di Pompei sta mettendo in atto una serie di azioni al fine di ampliare il più possibile l’offerta di visita in tutti i siti, con aperture straordinarie e visite serali, compatibilmente con le attività in ripresa post pandemia. – dichiara il Direttore Gabriel Zuchtriegel - Ci stiamo impegnando a migliorare gli itinerari e a promuovere anche percorsi inediti nell’ottica della massima fruizione e partecipazione alle attività del Parco. Il sito di Oplontis, come gli altri siti periferici, merita una grande attenzione e investiremo in tal senso senso con progetti di valorizzazione della vicina struttura dello Spolettificio e con interventi di ampliamento e scavo della Villa di Poppea. I progetti futuri prevedranno il miglioramento dell’accessibilità e l’ampliamento della fruizione dei due complessi di Oplontis con l’apertura permanente anche della cosiddetta Villa B. Iniziamo con piccoli passi. In tale direzione abbiamo tutto il supporto dell’amministrazione di Torre Annunziata con la quale stiamo proficuamente lavorando a iniziative comuni di rilancio del sito.”

Ogni venerdì di luglio e agosto, dalle 16:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:30) sarà possibile accedere all'edificio accompagnati dall'Archeoclub di Torre Annunziata, nell’ambito di una convenzione tra l'associazione e il Parco archeologico di Pompei.

L'ingresso è compreso nel biglietto della Villa A "di Poppea" (5,00 €) per un massimo di 10 persone ogni 30 minuti.

 


Positano

L'otium a Positano, oggi come 2000 anni fa

Non ​c'è possibilità di essere contraddetti o smentiti, se affermiamo che esistono luoghi creati dalla Natura e sapientemente modellati dalla mano dell'uomo che appaiono come eterni contenitori di rinnovata bellezza.
Parliamo di Positano, autentica perla della Divina Costa d'Amalfi, e della Villa di epoca romana che dopo due distinte campagne di scavo qui condotte (2003/2006-2015/2016) ha svelato uno degli ambienti più raffinati che la caratterizzavano, cioè nel "triclinio", ossia la sala per pranzi e banchetti, affrescata da magnifiche pitture di IV stile pompeiano.
L'ambiente, scoperto a ben 11 metri di profondità, al di sotto della Chiesa di s. Maria Assunta, è oggi aperto e visitabile dal pubblico, essendo stato inaugurato il 18 Luglio del 2018, e costituisce un vero e proprio gioiello oltre che per la conoscenza della storia antica dei borghi costieri amalfitani, anche per la eccezionale conservazione delle pitture murarie e per alcune chicche qui rinvenute.
Tra queste, una gigantesca lucerna di ceramica invetriata decorata a doppio foro di accensione, i resti dei due battenti lignei di una porta che separava il triclinio da un ambiente ancora interrato. Particolarmente significativa è poi l'impressionante immagine (ancor più evidenziata dalla vivacità degli affreschi) dello spostamento, in seguito al parziale crollo della stessa, della parte superiore della muratura orientale della sala, che ha restituito uno sfasamento di ben 40 cm rispetto alla parte inferiore.
Altra interessante particolarità della villa è data dal suo essere posizionata su un piano immediatamente inferiore rispetto ad un ambiente ipogeo all'interno del quale, oltre ad essere ancora presenti numerose tracce della primitiva chiesa, venivano posizionati i cadaveri degli ecclesiastici e dei personaggi di condizione economica più agiata in appositi scolatoi in muratura rivestita di stucco bianco, secondo una pratica che ha consentito di recuperare ben 59 scolatoi. In particolare, i colatoi della cripta sono del XVIII secolo, mentre quelli della cripta inferiore risalgono al XVI secolo.
L'intero ambiente ipogeo di conseguenza è stato musealizzato ed al suo interno è stata esposta una serie di reperti provenienti dall'ambiente della villa, comprendenti vasellame bronzeo impiegato nella preparazione dei banchetti e nella cottura dei cibi, oltre a reperti di origine medievale e a una interessante serie di scheletri umani di epoca moderna, che evidenziano le particolari patologie ossee degli abitanti del luogo.
La rilevanza dei ritrovamenti, con la suggestiva collocazione ad una quota significativamente inferiore rispetto all'attuale piano di calpestio, ha evidenziato - una volta concluse le operazioni di scavo - la necessità di adottare le migliori tecniche di conservazione soprattutto delle pareti affrescate.
Positano
Risultato che si è ottenuto da un lato attraverso la realizzazione di percorsi aerei mediante passerelle e scale in vetro e acciaio corten, così da rendere accessibile e fruibile al pubblico l'ambiente ipogeo, e dall'altro con l'adozione di un sofisticato sistema di monitoraggio del microclima, per cui, attraverso la continua registrazione da remoto dei parametri, gli impianti assicurano automaticamente valori costanti.
Attualmente la fruizione degli ambienti descritti è assicurata quotidianamente attraverso l'attivazione del progetto MAR, acronimo di Museo Archeologico Romano, risultante dalla collaborazione fra la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno, il Comune di Positano e la Curia Vescovile.
​La Villa      
L'esistenza della villa di Positano era nota gia alla metà del '700, quando l'addetto agli scavi borbonici Karl Weber, descrisse (nel 1758) strutture con affreschi e mosaici, al di sotto della Chiesa madre e del campanile. Lo studioso Matteo Della Corte pensò di aver ritrovato la villa di Posides Claudi Caesaris, potente liberto dell'imperatore Claudio, dal quale deriverebbe lo stesso nome di Positano.
La struttura è databile alla fine del I secolo a. C. e doveva certamente essere in corso di restauro dopo il violentissimo terremoto che nel 62 d. C. coinvolse tutta la regione. Nel 79 d. C. l'eruzione del Vesuvio pose invece fine anche alla vita della villa di Positano, oltre che nei più noti centri di Pompei, Ercolano e Oplontis.
Della composizione artistica della zona del triclinio, unico ambiente posto in luce e visitabile attualmente, colpisce sicuramente la vivacità dei colori impiegati e la complessità delle scene raffigurate, che riflettono certamente il gusto e l'elevatissima condizione economica del proprietario.
Positano
Sulle pareti, ricoperte con motivi attribuiti alla pittura di IV stile pompeiano, sono visibili architetture a più piani; nella parte superiore la scenografia architettonica viene parzialmente celata da una tenda con mostri marini, delfini guizzanti e amorini in stucco.
Positano
La zona mediana è decorata da pannelli con sfondo monocromo ornati da eleganti ghirlande, mentre una serie di medaglioni conteneva ritratti e scene mitologiche, come la raffigurazione del centauro Chirone che impartisce lezioni al giovane Achille; ad arricchire l'insieme quadretti con nature morte e un paesaggio marino, con una baia attorniata da edifici porticati e da scogli.
Positano
Tutte le foto sono di Camillo Sorrentino, Itinerando

Terme del Foro

A Pompei riaprono le Terme del Foro per le GEP 2019

21 e 22  SETTEMBRE 2019

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2019

“Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”

A POMPEI RIAPRONO LE TERME DEL FORO DOPO I  RESTAURI

Terme del Foro 

Il 21 e il 22 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il cui tema di quest’anno è “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”, i siti del Parco archeologico di Pompei proporranno visite straordinarie ad alcuni edifici.

Il tema scelto per le giornate è legato alla "terme", luogo prediletto dagli antichi romani per trascorrere il tempo, conversare e rilassarsi, presenti in più punti dell’antica città di Pompei, ma anche nelle Ville di Oplontis e Stabia. In tutti i siti, funzionari del Parco saranno a disposizione nel corso della mattinata per illustrare gli ambienti. Presso l’Antiquarium di Boscoreale, oltre alle sale del Museo e all'esposizione dedicata al Villaggio Protostorico di Longola, sarà visitabile Villa Regina, villa rustica incentrata sulla produzione del vino, appena riaperta dopo gli interventi di restauro.

A Pompei saranno visitabili i Praedia di Giulia Felice, con accesso contingentato al complesso termale privato della Domus, la Casa del Criptoportico, anche essa dotata di un pregiato ambiente termale, la Casa di Trittolemo e la Casa dell’Ancora. Per l’occasione riapriranno al pubblico le Terme del Foro a seguito dei restauri.

Il complesso termale è stato interessato, nell'ultimo anno, da interv​enti di messa in sicurezza e consolidamento degli ambienti della sezione maschile, inclusa la palestra,  restauro degli appartati decorativi, revisione e sostituzione delle coperture, previsti dal Grande Progetto Pompei.

Ubicate alle spalle del Tempio di Giove, e portate in luce negli anni 1823-24, si trattava del più centrale degli impianti termali della città, posto in prossimità del Foro. Vennero costruite nei primi anni della colonia sillana (secondo quarto del I secolo a.C.) e presentavano due sezioni separate per uomini e donne con ingressi indipendenti.

La sezione maschile, visitabile, che apriva su via delle Terme presenta la tipica sequenza di ambienti che includeva: l’apodyterium (spogliatoio), utilizzato anche come tepidarium (per i bagni di media temperatura), il frigidarium (per il bagno freddo) e il calidarium (per il bagno caldo).

Come molti edifici a Pompei, le terme subirono gravi danni durante il terremoto del 62 d.C. Lo stato attuale è in gran parte il risultato dei successivi lavori di restauro. Di particolare pregio la decorazione degli ambienti, tra cui le figure maschili in terracotta (telamoni) che decoravano le nicchie per riporre abiti e oggetti per il bagno e la volta con elaborati stucchi a rilievo dell’apodyterium-tepidarium. Nello stesso ambiente si può̀ notare un grande braciere in bronzo con zampe e teste bovine, che serviva per il riscaldamento.

Di rilievo nel calidarium, e oggetto di recente restauro, è il grande labrum marmoreo (bacino con acqua fredda) utilizzato per rinfrescarsi, che presenta un’iscrizione in bronzo lungo l’orlo, con il nome dei magistrati che ne finanziarono la realizzazione.

La parte femminile, più piccola, era in ristrutturazione al momento dell’eruzione e attualmente è adibita a deposito di reperti. Più di 500 lucerne trovate nella zona d’ingresso della parte maschile dovevano servire per l’illuminazione durante le aperture serali.

 

A Boscoreale, inoltre, saranno per l’occasione distribuiti degli opuscoli realizzati nell'ambito dell'Alternanza Scuola Lavoro 2018-19, promossa dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l'Istituto Superiore Cesaro-Vesevus sede di Boscoreale con gli alunni della IV B del Liceo Scienze Umane, coordinati dalla prof.ssa Lucia Oliva e dalla dott.ssa Anna Maria Sodo responsabile dell'Antiquarium.

 

 

L’INGRESSO ai siti nelle due giornate, è al costo consueto.

A Pompei l’orario di apertura degli edifici citati (Terme del Foro, Terme dei Praedia di Giulia Felice, Casa del Criptoportico, Casa di Trittolemo, Casa dell’Ancora) è 9.30-17.15.

Apertura serale di sabato 21 settembre 2019: costo simbolico di € 1 con gratuità di legge. 

Testo e immagini da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc

Passeggiate notturne nei siti archeologici vesuviani

SCAVI DI POMPEI

e Villa di Poppea a OPLONTIS (con itineriari tematici il 6 e 14 settembre)

dal 23 agosto fino al 28 settembre

Villa S. Marco a STABIA con “Noctes Stabianae"

dal 16 agosto fino al 21 settembre

ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE

dal 6 settembre fino al 12 ottobre

Tutti i venerdì e sabato - dalle ore 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso ore 22,00)

 

Tornano i percorsi illuminati nei siti archeologici vesuviani, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2019, promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Gli scavi di  Pompei e la villa di Poppea ad Oplontis dal 23 agosto fino al 28 settembre, la Villa S. Marco a Stabia dal 16 agosto fino al 21 settembre e l’Antiquarium di Boscoreale dal 6 settembre fino al 12 ottobre saranno illuminati e aperti al pubblico tutti i venerdì e sabato - dalle ore 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso ore 22,00).

Oplontis di notte Villa di Poppea

A POMPEI le passeggiate notturne interesseranno uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. Oltrepassate le Terme Suburbane, poco fuori la cinta muraria e l’accesso dalla via del mare, le grida e le attività di artigiani e lavoratori provenienti dalle botteghe di via marina (la bottega del panettiere e il negozio di Furius), i rumori e le chiacchiere della padrona di casa nella Domus di Trittolemo, i suoni e le voci che accompagnano e raccontano  i ludi (giochi) in onore di Apollo nel Santuario omonimo, e ancora il ritmo dei tamburi e delle musiche delle sacre cerimonie di culto per Giove, al Capitolium (o Tempio di Giove), la confusione del Mercato (il Macellum) e le attività dei fulloni (i lavandai) presso l‘Edificio di Eumachia, scandiscono le tappe di questo viaggio nel passato. Dopo la Basilica, l’antico palazzo di Giustizia, l’itinerario si conclude, uscendo dal Tempio di Venere, con la visita all’ Antiquarium e ai reperti esposti nelle mostre in corso.

Il costo delle passeggiate notturne a Pompei è di 5 € - Ingresso di Porta Marina

AD OPLONTIS le visite serali alla Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppae Sabina, moglie dell’imperatore Neroneall’ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE, con i suoi numerosi reperti, testimonianza della vita e dell’ambiente dell’epoca romana nell'agro Vesuviano, hanno il costo di 2 €.

Arricchiscono la visita ad Oplontis due itinerari tematici, in programma: il 6 settembre con “Maschere e teatro”, (locandina in allegato) dedicato al tema del teatro antico con letture tratte dall’Aulularia del poeta latino Plauto. Lo spunto proviene direttamente dalle decorazioni parietali presenti nella villa che in diversi ambienti presenta riferimenti alla sfera del teatro, come ad esempio le maschere teatrali dipinte nel cosiddetto Salone dei Pavoni.

E il 14 settembre “La musica nel mondo antico”(locandina in allegato). Il tema sarà trattato, nel corso della serata, presso il Calidarium (uno degli ambienti termali) della Villa di Poppea, dove è anche previsto un intermezzo musicale. Le visite saranno a cura dei soci dell’Archeoclub d’Italia – sede di Torre Annunziata. Gruppi alle ore 20:30 e 21:30.

Per i visitatori interessati sarà possibile, nelle stesse date alle 19:00, visitare anche la mostra “A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea”allestita presso il Museo dell’identità di Palazzo Criscuolo, con reperti provenienti dagli Scavi di Oplontis. L’appuntamento con i soci dell’Archeoclub è a Palazzo Criscuolo Corso Vittorio Emanuele III n.  251 – Torre Annunziata.

STABIA, infine, sarà possibile visitare la Villa San Marco illuminata per le "Noctes Stabianae". Una passeggiata suggestiva in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia.

L’ingresso alla Villa è gratuito.

L’accesso ai percorsi notturni non richiede prenotazione.

BIGLIETTO DI INGRESSO PASSEGGIATE NOTTURNE:

POMPEI: 5€ 

OPLONTIS: 2€

ANTIQUARIUM DI BOSCOREALE:2 €

STABIA-VILLA S. MARCO: INGRESSO GRATUITO

I siti archeologici vesuviani (Pompei, Oplontis, Antiquarium di Boscoreale e Stabia) resteranno aperti per a FERRAGOSTO agli orari - dalle 8,30 (Pompei dalle 9,00) alle 19,30/ultimo ingresso 18,00 -  e ai costi consueti.

 


Oplontis

È “Festa dei Musei” nei siti archeologici vesuviani

Il 18 maggio, nell’ambito dell’iniziativa  promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali le aree archeologiche di Pompei, la Villa San Marco a Stabia, la Villa di Poppea ad Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti in via straordinaria per la “Notte Europea dei Musei”, dalle 20,30 alle 22,30 (chiusura biglietterie alle ore 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Stabia e per i minori di 18 anni, come da normativa vigente).

Stabia di notte

Doppia opportunità per i visitatori di  POMPEI  che potranno accedere sia dall’ingresso di Piazza Anfiteatro sia da Porta Marina con il pagamento di un biglietto unico per i due itinerari. Da Piazza Anfiteatro sarà possibile visitare presso la Palestra Grande l’allestimento dei reperti provenienti dalla località Moregine,  una scelta di reperti organici dell’area vesuviana e la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, dove sono esposti, in un elegante percorso di stili e civiltà,  monili  provenienti  da  Delos  e  dalle  altre  Cicladi,  accanto a gioielli rinvenuti nei siti archeologici vesuviani.

Vanity
Vanity

Entrando da Porta Marina, si potrà  accedere all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita mostre temporanee quali “Alla ricerca di Stabiae” “Tesori sotto i lapilli”, oltre alla mostra permanente al piano terra “Sacra Pompeiana”, dedicata ai santuari urbani ed extraurbani. La visita si concluderà in alcuni ambienti della Villa Imperiale dove sono allestiti ricostruzioni di arredi e oggetti d’uso.

A STABIA, sarà visitabile la villa  San Marco (I sec. a.C. – I sec. d.C.), tra le più grandi ville romane residenziali della zona, con una superficie di 11.000 mq, illuminata per l’occasione.

Oplontis
Oplontis

Ad OPLONTIS è prevista l’apertura della  Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone.

Mentre all’Antiquarium di BOSCOREALE oltre alla visita del museoè proposta  la novità della mostra “Il villaggio protostorico di Longola” dedicata all’antico insediamento perifluviale attivo dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C.,  unico per l’ Italia meridionale e rinvenuto casualmente nel 2000 durante i lavori per l’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. La mostra espone reperti connessi alle principali attività produttive, e non solo, dell’abitato di Longola, tra cui per la prima volta sono esposte al pubblico due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio, e alcuni esemplari di mangiatoie per animali e ruote di carro, viva testimonianza della vita quotidiana degli abitanti.


Il Parco Archeologico di Pompei lancia il nuovo sito web

Pompei cambia immagine e lo fa con un restyling al sito web. Dal 10 dicembre sarà infatti online con una nuova veste grafica, nuovi contenuti e tante immagini e video che renderanno la navigazione maggiormente interessante.

L’indirizzo sarà sempre www.pompeiisites.org, avrà la doppia versione italiano e inglese e la possibilità di usufruire delle informazioni di base in sette lingue (tedesco, francese, spagnolo, russo, portoghese, giapponese e cinese). Le informazioni e i testi non saranno relativi solamente al sito di Pompei, ma gli utenti potranno leggere anche su altri siti periferici vesuviani come la Reggia di Quisisiana, il Polverificio Borbonico, Villa Sora e Longola, oltre ai siti archeologici di Stabiae, Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale che rientrano nella competenza del Parco Archeologico di Pompei.

Novità in assoluto una mappa interattiva dell’are archeologica e a grande richiesta le informazioni in tempo reale sulle aperture di edifici e domus così da poter organizzare una visita sempre più completa e avere a disposizione maggiori informazioni da usare come guida una volta nella città antica.

Il sito, nell’ottica dell’ attenzione che il Parco archeologico sta riservando all’ accessibilità degli utenti di ogni categoria al patrimonio culturale di Pompei,  è in linea  da un punto di vista normativo con gli standard tecnici previsti dal Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 e successive modifiche.

Una Pompei sempre più smart e accessibile a tutti anche con un semplice click.


Pompei: riaprono la Casa dei Ceii e i Praedia di Giulia Felice

Dal 1 NOVEMBRE 2018

RIAPRONO LA CASA DEI CEII E IL COMPLESSO DI GIULIA FELICE

Pompei Casa dei CeiiDal 1 novembre riaprono al pubblico due importanti dimore pompeiane, la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi, ricche decorazioni e il lussuoso quartiere termale privato.

Pompei Casa dei Ceii

Dei due edifici, la Domus dei Ceii era chiusa da diversi anni, mentre i Praedia di Giulia Felice erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. I due complessi sono, di recente, stati oggetto di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari a causa di una progressiva perdita di funzionalità delle stesse, che negli anni stava esponendo ad un serio rischio degrado gli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio. Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea POR-FESR 2007 -2013, che già aveva interessato altre case delle Regiones I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.

Pompei Casa dei CeiiPompei Casa dei CeiiTorna, dunque, nuovamente visibile la grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino della CASA DEI CEII, nonché i paesaggi egittizzanti popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue. Si tratta di soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani, al fine di ampliare illusionisticamente le dimensioni di tali spazi ed evocare all’interno degli stessi un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. Il grande affresco sarà presto oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato "a vista" del pubblico.

Pompei Casa dei CeiiNella casa sarà riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di pozzo nell’atrio, dove è anche visibile il calco di un armadio e il calco della porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.

Pompei Casa dei Ceii

Pompei Casa dei CeiiLa proprietà della domus è stata attribuita al magistrato Lucius Ceius Secundus, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La facciata della domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo peculiare è la vasca dell’impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Pompei Praedia di Giulia FeliceIl grande complesso dei PRAEDIA DI GIULIA FELICE, sorto alla fine del I sec. a.C. dall’accorpamento di costruzioni preesistenti, si presenta invece come una sorta  di “villa urbana”, provvista di ampi spazi verdi e articolata in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono gli ambienti residenziali, un quartiere termale riccamente decorato  e un vasto parco.

Pompei Terme di Giulia Felice

Pompei Terme di Giulia FeliceIl complesso deve il suo nome ad un’iscrizione dipinta in facciata (ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), in cui l’ultima proprietaria, Giulia Felice,  dopo il disastroso terremoto del 62 d.C., annunciava la locazione di parte della sua proprietà.

Pompei Praedia di Giulia Felice

Pompei Praedia di Giulia FeliceAl periodo post-sisma risale un unitario rinnovamento decorativo che interessò gran parte degli ambienti, tra i quali spicca il triclinio (sala da pranzo) estivo, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico scandito da pilastri marmorei.

Pompei Casa di Giulia Felice

Il giardino munito di un euripo centrale (lungo canale) ricreava nel suo allestimento originario uno spazio idillico-sacrale. La casa, scavata e poi ricoperta al termine delle esplorazioni di età borbonica, è stata interamente portata alla luce negli anni ’50 del Novecento.

Pompei Praedia di Giulia FeliceSi ricorda che dal 1 novembre al 31 marzo l’orario di apertura dei siti archeologici vesuviani sarà il seguente:

Pompei 9,00-17,00 (ultimo ingresso 15,30) sabato e domenica apertura ore 8,30

Oplontis, Stabia 8,30 -17,00 (ultimo ingresso 15,30)

Antiquarium di Boscoreale 8.30 - 18.30 (ultimo ingresso 17.00)

 

Dal 1 novembre sarà pertanto garantita, per l’intera giornata,  l’apertura della Casa dei Ceii e dei Praedia di Giulia Felice e delle seguenti domus:

  • Casa di Championnet
  • Casa di Romolo e Remo
  • Casa di Trittolemo
  • Casa del Marinaio
  • Casa dei Vettii
  • Casa della Fontana Piccola
  • Casa del Principe di Napoli
  • Lupanare
  • Casa di Sirico
  • Casa dell’Orso Ferito
  • Casa dell’Efebo
  • Fullonica di Stephanus
  • Casa del Menandro
  • Casa del Criptoportico
  • Casa del Frutteto
  • Casa della Venere in conchiglia
  • Domus e Botteghe
  • Casa del Larario Fiorito
  • Villa dei Misteri

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei


Oplontis ed Ercolano protagonisti con Campania by Night

Proseguono gli appuntamenti con l’archeologia di notte di Campania by Night, progetto promosso dalla Regione Campania e attuato dalla SCABEC. In programma per il week end dal 12 al 14 ottobre aperture straordinarie dei siti di Oplontis ed Ercolano.

Venerdì 12 e sabato 13 nella Villa di Poppea ad Olpontis prevista la visita spettacolarizzata “Nerone e le Imperatrici” a cura de Le Nuvole/Casa del Contemporaneo, in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei e il Comune di Torre Annunziata, con testo e regia di Rosario Sparno.

Nerone e le Imperatrici

Musica, danza e recitazione per scoprire storie e miti di duemila anni fa. Previsti tre turni di visita a sera a partire dalle ore 19,45.  Costo del biglietto € 12, per i possessori di Campania>artecard € 6.

E’ possibile acquistare i biglietti online sul sito di Ticketone fino al giorno prima dello spettacolo, in alternativa saranno messi in vendita tutti i biglietti disponibili la sera dell’evento.

Info al numero 800 600 601 - da cellulari e estero +39 081 19737256. E’ consigliabile recarsi al sito 15 minuti prima del proprio turno di visita.

Paerco Tour - Impronta della testa-ritratto di Marco Nonio Balbo, rimasta impressa sulla volta d ello stretto cunicolo alle spalle del frons scaenae, in prossimità del pozzo di Nocerino.

Sabato 13 e domenica 14, in programma Paerco Tour, riapertura in via sperimentale del Teatro antico di Ercolano al termine dei lavori di messa in sicurezza e dopo vent’anni dalla chiusura. Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il primo monumento ad essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma. Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte d’Europa e diventò una tappa del Grand Tour. Il costo del biglietto è di 15 euro e 10 euro (per ragazzi con età compresa tra i 18 e i 30 anni e i possessori delle card di Campania>artecard). I biglietti sono acquistabili in prevendita sul sito Ticketone e, se disponibili, anche la sera dell’evento presso la biglietteria del Parco. Consultare il sito www.campaniabynight.it per tutte le indicazioni sul percorso.


“Nerone e le Imperatrici”, visita spettacolarizzata alla Villa di Poppea

“Nerone e le Imperatrici”, visita spettacolarizzata alla Villa di Poppea

Musica, danza e performance per raccontare gli amori di Nerone

www.campaniabynight.it

Quattro serate evento agli scavi di Oplontis a Torre Annunziata, nella Villa di Poppea, seconda moglie dell'Imperatore Nerone. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania e curato dalla SCABEC in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei e il Comune di Torre Annunziata, propone per le prime due settimane di ottobre un appuntamento speciale, con la visita nella villa Imperiale illuminata e "animata" dallo spettacolo prodotto da Casa del Contemporaneo / Le Nuvole dal titolo "Nerone e le Imperatrici", con testo e regia di Rosario Sparno.

Foto di Luigi Maffettone

 Lo spettacolo porterà i visitatori alla scoperta di uno dei siti più affascinanti e preziosi dell'area archeologica vesuviana, con musica, danza e recitazione, alla scoperta di storie e miti di duemila anni fa. Il percorso si apre con una breve introduzione al sito e alla sua storia, per poi svilupparsi all'interno della Villa con gli attori che si muoveranno seguiti dal pubblico nelle antiche stanze e nei giardini, fino alla suggestiva piscina.

La villa di Poppea, inserita tra i beni che l'UNESCO ha definito "Patrimonio dell'Umanità", è una grandiosa costruzione residenziale della metà del I secolo a.C., ampliata in età imperiale e attribuita a Poppaea Sabina, seconda moglie dell'imperatore Nerone.

Leggere di più