Sull'origine dell'ocra della Signora Rossa della grotta di El Mirón

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, è tornato ad esaminare la sepoltura della “Signora Rossa” (Red Lady) della grotta di El Mirón, nella regione spagnola della Cantabria.

In particolare, i ricercatori coinvolti - provenienti dalle Università di Alicante, della Cantabria e del Nuovo Messico - hanno preso in esame il pigmento rosso lì ritrovato, che sarebbe stato impiegato durante il rituale di sepoltura della stessa Signora Rossa.

I ricercatori sono andati così a confermare un'importante ipotesi presentata in un primo studio del 2015, per la quale l'ocra utilizzata nella sepoltura non proverrebbe da fonti prossime al sito di El Mirón, ma bensì da Monte Buciero, a circa 27  km a nord sull'attuale costa atlantica a Santoña.

Si sono analizzati sedimenti sia dalla sepoltura che da Monte Buciero, oltre che l'ocra proveniente dai depositi sopra lo strato della sepoltura, da un blocco calcareo immediatamente adiacente la sepoltura stessa, e da un'altra area della grotta, dove è raffigurato un cavallo. È stato così possibile confermare che l'ocra ritrovata nella sepoltura di questa donna proveniva effettivamente da Monte Buciero.

Oltre ad analizzare origine e datazione dei diversi depositi di ocra, lo studio si è concentrato sull'investigazione della relazione esistente tra l'ocra impiegata nella sepoltura e il blocco calcareo adiacente quest'ultima. Il blocco presentava numerose raffigurazioni (inclusa quella ipotizzata di una vulva), che furono in seguito coperte. Anche l'ocra sul blocco proveniva da Monte Buciero, ma è risultata l'aggiunta di microframmenti ossei, probabilmente con un qualche collante di origine animale o con qualche grasso vegetale.

Il pigmento rosso utilizzato dove il cavallo è raffigurato deriva invece da diversi ossidi di ferro, tra i quali la goethite. È invece risultato che l'ocra impiegata negli strati superiori del sito sarebbe completamente differente sulla base di varî fattori, come grana e composizione.

In conclusione, si confermerebbe che il blocco situato presso la sepoltura della Signora Rossa sarebbe indubbiamente legato alla stessa. Considerando l'assenza di corpi seppelliti nel Magdaleniano nella Penisola Iberica, per i ricercatori fu sicuramente un trattamento speciale quello che ricevette questa donna, le cui ossa furono ricoperte di ocra dopo la morte, che avvenne quando la Signora Rossa aveva un'età compresa tra i 35 e i 40 anni.

Grotta di El Mirón, Signora Rossa Red Lady Cantabria Paleolitico Superiore Magdaleniano
La grotta di El Mirón, foto del Gabinete de Prensa del Gobierno de CantabriaCC BY 3.0

Lo studio Sources of the ochres associated with the Lower Magdalenian “Red Lady” human burial and rock art in El Mirón Cave (Cantabria, Spain), opera di Romualdo Seva Román, Mª. Dolores Landete Ruiz, Jerónimo Juan-Juan, Cristina Biete Bañón, Lawrence G. Straus, Manuel R. González Morales, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports.


Spagna: fiori nella grotta della Signora Rossa a El Mirón

8 Maggio 2015
Ancora novità dalla grotta di El Mirón, nella regione spagnola della Cantabria, nota soprattutto per la sua “Signora Rossa” (Red Lady), una donna morta tra i 35 e i 40 anni, le cui ossa furono ricoperte di pigmento rosso nel Basso Magdaleniano. Un nuovo studio esamina i ritrovamenti di pollini di piante nella parte sepolcrale della grotta.
All'epoca, le condizioni ambientali attorno alla grotta dovevano essere di freddo piuttosto asciutto. Il ritrovamento riguarda alte concentrazioni di pollini di piante della famiglia delle Chenopodiacee, che sulla base delle analisi non sarebbero arrivate lì naturalmente.
Più complicato spiegare la funzione delle piante in questione: non si tratta di piante utilizzabili come cibo o per scopi terapeutici, e i fiori sono piccoli e bianchi o giallastri, non particolarmente colorati dunque. Avrebbero perciò potuto assolvere una funzione di offerta rituale o di igiene e pulizia.
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Spagna, Magdaleniano: la prima prova dell'utilizzo di funghi

13 - 17 Aprile 2015
Si continua a parlare della grotta di El Mirón, nella regione spagnola della Cantabria, nota soprattutto per la sua “Signora Rossa” (Red Lady), una donna morta tra i 35 e i 40 anni, le cui ossa furono ricoperte di pigmento rosso. Questa volta, l'analisi dei microresti di tartaro da individui provenienti dalla grotta (inclusa la Signora Rossa) indica una dieta mista che comprendeva piante provenienti da diversi ambienti, e integrate con cibi di origine animale (cervi rossi e stambecchi) e da funghi come il boleto, il cui consumo, in particolare, sarebbe probabile.
Una dieta insomma differente da quella che si ritrova nel resto dell'Europa nord occidentale nella fase Magdaleniana del Paleolitico Superiore, e che era invece caratterizzata da "cacciatori di renne". In particolare, il consumo di funghi a El Mirón sarebbe il primo attestato (ma lo si ricordi, ad esempio, per Ötzi, nel Calcolitico e in etnografia.
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Spagna, Preistoria: la dieta della Signora Rossa e la collocazione dei resti

11 - 27 Marzo 2015
La grotta di El Mirón, nella regione spagnola della Cantabria, è nota soprattutto per la sua "Signora Rossa" (Red Lady), una donna morta tra i 35 e i 40 anni, le cui ossa furono ricoperte di pigmento rosso. La grotta è stata oggetto di due differenti studi nell'ultimo mese: il più recente si è occupato della dieta della donna, a partire dall'analisi dentaria; l'altro ha invece esaminato la collocazione dei resti umani (e altre caratteristiche) all'interno della sepoltura di 18700 anni fa. La grotta è oggetto di scavi dal 1996, la Signora Rossa è però una scoperta del 2010: nell'area abitavano i cosiddetti Magdaleniani, in un'epoca prossima alla fine dell'era glaciale.
Lo studio sulle abitudini alimentari e la dieta della Signora Rossa (datata a 15,460 + 40 mila anni fa) parte dall'analisi del micrologoramento dentale e degli isotopi, giungendo alla conclusione che la donna avesse una dieta mista, che mangiasse verdure, carne e risorse acquatiche. I risultati delle due diverse analisi concordano, implicando uno sfruttamento generalizzato dell'ambiente già dal Paleolitico Superiore. È al momento difficile dire di cosa sia morta, visto che appare in buona salute.
L'altro studio ha invece preso in considerazione la collocazione spaziale dei resti umani all'interno della tomba, prendendo in esame diversi fattori. Questa era collocata ai margini dell'area nella quale vivevano gli altri abitanti, nel retro del vestibolo della grotta, ma in un luogo separato. Si tratterebbe di una sepoltura primaria, non disturbata  da carnivori se non minimamente. L'assenza di cranio e di ossa lunghe sembra il risultato di apposita estrazione antropogenica dalla fossa sepolcrale, forse per rideporre altrove in altro luogo, non noto. L'analisi ha anche considerato i pollini presenti, che includevano piante come gli spinaci, appositamente portati sul luogo, e probabilmente ad uso medicinale o come offerta (floreale) al defunto. Non si sa molto della struttura sociale di quei cacciatori raccoglitori, ma la Signora Rossa doveva avere uno status speciale.
Lo studio "Dietary inferences through dental microwear and isotope analyses of the Lower Magdalenian individual from El Mirón Cave (Cantabria, Spain)", di Rebeca García-González, José Miguel Carretero, Michael P. Richards, Laura Rodríguez, Rolf Quam, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Science.
Lo studio "Spatial Distribution Analysis of the Lower Magdalenian Human Burial in El Mirón Cave (Cantabria, Spain)", di Jeanne Marie Geiling, Ana B. Marín-Arroyo, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Science.
Link: Journal of Archaeological Science 1, 2; Live Science; New Scientist 1, 2.