Il calcagno di Australopithecus africanus, più vicino a quello dei gorilla

11 Agosto 2016

Il calcagno destro parziale del StW352. Credit: Wits University
Il calcagno destro parziale del StW352. Credit: Wits University

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Human Evolution, ha preso in esame il calcagno del fossile StW352 di Australopithecus africanus, giungendo alla conclusione che questo era più simile a quello dei gorilla che non allo stesso negli scimpanzé e persino negli umani.

Il fossile proviene dal sito di Sterkfontein, dall'area nota come Culla dell'Umanità, a 40 km da Johannesburg.

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Analogie tra gorilla e umani per il cromosoma Y

2 Marzo 2016

Jim (sulla destra), il cui cromosoma Y è stato sequenziato, insieme a Dolly, sua madre, e Binti, sua sorella. Credit: San Diego Zoo Global
Jim (sulla destra), il cui cromosoma Y è stato sequenziato, insieme a Dolly, sua madre, e Binti, sua sorella. Credit: San Diego Zoo Global

La sequenza del cromosoma Y dei mammiferi è caratterizzato da ripetizioni e palindromi, al punto da essere la parte più difficile del genoma da mettere insieme. Per la prof.ssa Kateryna Makova, sequenziare il cromosoma Y è come provare a mettere insieme un puzzle senza conoscere il quadro finale, e a partire da pezzi che sembrano identici, e dei quali solo uno su un centinaio è davvero utile. Nondimeno, costituisce pure un elemento critico per lo studio della fertilità maschile e della dispersione.
Gli autori di un nuovo studio, pubblicato su Genome Research, hanno sviluppato una nuova metodologia che permette un sequenziamento del cromosoma Y assai più agevole. Non si sono però limitati a questo, ma hanno confrontato il cromosoma Y di umani, gorilla, scimpanzé.
Per gli studiosi è stato sorprendente rilevare come il cromosoma Y dei gorilla sia più simile a quello umano di quanto questi due lo siano in rapporto a quello degli scimpanzé.
Possibili applicazioni della nuova tecnica potrebbero aversi per lo studio dei disordini della fertilità maschile e di mutazioni specificamente maschili. La nuova metodologia potrebbe pure tornare utile per la genetica a fini di conservazione delle specie, contribuendo a tracciare la paternità e quindi le modalità con cui i maschi delle specie a rischio (come i gorilla) si muovono all'interno delle popolazioni e tra queste.
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L'antico scimpanzé ‘Adamo’ visse oltre un milione di anni fa

25 Febbraio 2016

L'antico scimpanzé ‘Adamo’ visse oltre un milione di anni fa - rivela una nuova ricerca

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Ricercatori dell'Università di Leicester confrontano le geneaologie umane maschili e femminili con quelle dei nostri più vicini parenti animali.

  • I ricercatori hanno determinato le sequenze di DNA dai cromosomi Y dei nostri più vicini parenti animali - scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan
  • L'‘Adamo’ umano data a circa 200.000 anni fa e l'‘Adamo’ gorilla a circa 100.000 anni fa
  • I gorilla mostrano un albero genealogico del cromosoma Y meno profondo di quello degli umani, riflettendo la struttura delle società di gorilla, caratterizzata da maschi alfa
  • Gli scimpanzé mostrano l'esistenza di un'ascendenza molto profonda nei loro cromosomi Y - l'antenato comune (lo scimpanzé ‘Adamo’) visse oltre un milione di anni fa, ed è oltre cinque volte più antico dell' ‘Adamo’ umano

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Secondo i genetisti dell'Università di Leicester, gli scimpanzé hanno un antico antenato comune – o ‘Adamo’ genetico - che visse oltre un milione di anni fa.
In uno studio, finanziato dal Wellcome Trust e pubblicato sul periodico Genome Research, il team di ricerca guidato dal professor Mark Jobling del Dipartimento di Genetica dell'Università di Leicester ha determinato le sequenze di DNA di gran parte del cromosoma Y, passato esclusivamente di padre in figlio, in un insieme composto da scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan.
Lo studio ha pure guardato al DNA mitocondriale (mtDNA), passato dalla madre alla prole, nello stesso insieme di animali.
Questo ha permesso la costruzione di alberi genealogici che possono essere confrontati tra specie e sottospecie – e aiutano i ricercatori a scoprire che l'‘Adamo’ genetico per gli scimpanzé visse ben un milione di anni fa.
La dott.ssa Pille Hallast del Dipartimento di Genetica, autrice principale dell'articolo scientifico, ha spiegato: “L'antenato dell'albero genealogico del cromosoma Y è talvolta chiamato ‘Adamo del cromosoma Y’. Possiamo confrontare le epoche degli ‘Adamo’ delle specie. Per gli umani l'età è di circa 200 mila anni, mentre per i gorilla è di solo 100 mila anni circa. Grazie ai due scimpanzé nel campione, Tommy and Moritz, gli scimpanzé hanno un ‘Adamo’ incredibilmente antico, che visse oltre un milione di anni fa.
“L'albero del cromosoma Y per i gorilla è molto poco profondo, il che calza a pennello con l'idea che siano molti pochi maschi (maschi alfa) a dare origine alla prole all'interno dei gruppi. Al contrario, gli alberi per gli scimpanzé e i bonobo sono molto profondi, il che si adatta all'idea che l'accoppiamento tra maschi e femmine avvenga più indiscriminatamente.”
Il professor Mark Jobling del Dipartimento di Genetica dell'Università di Leicester, a capo del progetto, ha aggiunto: “È interessante confrontare le forme degli alberi genealogici degli umani con quelle dei nostri parenti tra le grandi scimmie. Considerando sia l'albero del cromosoma Y che quello del DNA mitocondriale, gli umani rassomigliano più ai gorilla che agli scimpanzé.
“Questo suggerisce che per tutto il lungo periodo dell'evoluzione umana, la nostra scelta di partner non è stata libera per tutti, e che più probabilmente gli umani, nell'arco della nostra storia evolutiva come specie, hanno praticato un sistema poliginico – nel quale pochi uomini hanno accesso alla maggior parte delle donne, e molti uomini non hanno accesso per niente. Questo è più simile al sistema dei gorilla che a quello di accoppiamento ‘multimaschio-multifemmina’ degli scimpanzé.
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Traduzione dalla University of Leicester. L’Università di Leicester non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
Lo studio "Great-ape Y Chromosome and mitochondrial DNA phylogenies reflect subspecies structure and patterns of mating and dispersal", di Pille HallastPierpaolo Maisano DelserChiara BatiniDaniel ZadikMariano RocchiWerner SchemppChris Tyler-Smith e Mark A. Jobling, è stato pubblicato su Genome Research.
Gorilla nel loro habitat, foto di TKnoxB from Chemainus, BC, Canada - Flickr, da WikipediaCC BY 2.0.
Scimpanzé comune dallo Zoo di Lipsia, foto di Thomas Lersch, da WikipediaCC BY 2.5, caricata da Tole de.


Di due milioni di anni più antica la divergenza umana dai primati

16  Febbraio 2016

Denti fossili di 8 milioni di anni fa di Chororapithecus abyssinicus. Credit: Gen Suwa
Denti fossili di 8 milioni di anni fa di Chororapithecus abyssinicus. Credit: Gen Suwa

L'antenato comune per scimmie e umani, il Chororapithecus abyssinicus, si sarebbe evoluto in Africa e non in Eurasia, due milioni di anni prima di quanto finora ritenuto.
Un nuovo studio, pubblicato su Nature, sposta indietro nel tempo la divergenza tra umani e gorilla (dieci milioni di anni fa) e tra umani e scimpanzé (otto milioni di anni fa). La ricerca non si basa più su stime, ma su analisi effettuate su fossili di Chororapithecus abyssinicus di 8 milioni di anni fa.
Grazie alle scoperte degli ultimi anni, la nostra conoscenza della famiglia degli Hominidae (che si compone di scimpanzé, gorilla, orangutan e umani) si è molto arricchita. Tra i ritrovamenti, quello del Chororapithecus abyssinicus, avvenuto nel 2007 nella formazione Chorora che corre lungo la parte meridionale del triangolo di Afar in Etiopia. Grazie a nuove analisi, nuove osservazioni sul campo e tecniche geologiche, la stessa squadra responsabile di quel rilevamento ha rivisto la precedente datazione, presentandola nel nuovo studio.
Una parte degli autori dello studio scoprirono pure, negli anni '90, i resti di 4,4 milioni di anni fa relativi all'Ardipithecus ramidus, e quelli del suo "parente" più vecchio di un milione di anni, l'Ardipithecus kadabba. Mentre gli studi erano ancora in corso, fu pubblicato quello relativo al Chororapithecus abyssinicus, un gorilla i cui denti fossili ci parlano di una creatura simile a un gorilla, adattata a una dieta di fibre. Sulla base di questi ritrovamenti, si collocò la divergenza attorno a 5 milioni di anni fa. Il Chororapithecus abyssinicus avrebbe fornito le prove fossili che il nostro antenato comune migrò dall'Africa e non dall'Eurasia, anche se la discussione in merito non è chiusa.
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Sulle nostre spalle il peso dell'evoluzione

8 Settembre 2015
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Quale fu e a quando risale l'antenato comune tra primati e primi umani? (NdT: Last common ancestor, LCA) La domanda è di cruciale importanza, e la risposta continua a sfuggirci, anche a causa del diradamento dei fossili.
Un nuovo studio, però, dimostra che indizi importanti per rispondere possono risiedere nella spalla. Gli umani cominciarono a differenziarsi dai primati del genere Pan (scimpanzé e bonobo) tra i 6 e i 7 milioni di anni fa circa, ma altri tratti sono simili all'orangutan o persino alle scimmie. C'è perciò incertezza, ma lo studio in questione dimostra che, almeno per quanto riguarda la spalla, la nostra è più simile a quella di scimpanzé e gorilla. L'evoluzione si sarebbe completata per arrivare alla moderna configurazione e funzionalità, col genere Homo.
Lo studio, che ha utilizzato misurazioni 3D per giungere alla conclusione, suggerisce pure una transizione graduale dei nostri antenati, da una vita arborea e una maggiore tendenza ad arrampicarsi, a una vita più "terrestre" e con maggiore utilizzo di strumenti.
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