Uno su infinito Cristò

Uno su Infinito di Cristò, anarchia della numerologia

TerraRossa Edizioni rilancia una delle opere più atipiche del panorama letterario italiano, ovvero Uno su infinito di Cristò, già  pubblicato da due editori diversi col titolo That's (im)possible. Dalla sua singolare storia editoriale la novella di Cristò si presenta come un testo proteiforme nel nome e anarchico e deragliante nel contenuto.

Uno su Infinito è un lungo racconto corale, una polifonia di personaggi, ossessioni, segreti, idiosincrasie e speranze. Cristò procede attraverso delle interviste, brevi e taglienti, talvolta illuminanti che ci guidano attraverso il mondo televisivo del programma That's (im)possibile, una lotteria pantagruelica in cui i partecipanti devono indovinare un numero da uno all'infinito. La storia ha un incipit locale, l'emittente televisiva può giusto garantire un montepremi modesto al vincitore. Tutto viene stravolto quando il passaparola proietta Bruno Marinetti (ideatore del format) e tutto lo staff, a partire dal conduttore Luigi Conte e i cameraman, verso un successo mondiale.

Oltre a un'impostazione narrativa quasi surreale è la volontà dei partecipanti di sfidare l'ignoto delle probabilità numeriche e relazionali a rendere Uno su infinito una novella magnetica. L'autore alterna l'anarchia numerologica che impossessa gli scommettitori alle staffilate interiori che mutilano le vicende familiari più oscure. Il racconto procede su entrambi i binari del monologo interiore e del sensazionalismo della lotteria. Il mondo è fatto di individui impazziti che corrono a spedire bigliettini con le loro scommesse, in sintesi.

Uno su infinito
Foto di Steen Møller Laursen

Una narrazione cadenzata in poco più di 70 pagine rende lo storytelling denso di richiami extra-testuali che si allacciano ad altre creazioni di Cristò. Per esempio il medico Tancredi e un Moebius da La Carne. La storia si dimena in un contro-canto di voci che evocano il fenomeno trans-globale della lotteria televisiva; questi echi sembrano la visione schizofrenica di una divinità incatenata a una dimensione numerologica dove la matematica è vittima dell'irrazionalità invece che padrona della logica.

Cristò gioca con le plausibilità narrative e non solo dell'azzardo perché fa coesistere in Bruno Marinetti i deliri psico-numerici e ideologie romantiche e anti-capitaliste. Abbiamo così una figura proiettata su un orizzonte degli eventi dove si concretizza una sacra missione rivoluzionaria. Uno su infinito è una summa teosofica e probabilistica, un crocevia di idee e illusioni, un tubo catodico che (non)proietta il possibile e l'impossibile. É un azzardo o forse più semplicemente il tentativo dell'autore di indagare la conoscenza stessa dell'uomo con la più efficiente delle lenti di ingrandimento: l'assurdo e la bellezza dell'improbabile che può avverarsi. 

uno su infinito Cristò
La copertina di Uno su infinito di Cristò, pubblicato da TerraRossa Edizioni

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Il bambino che inventò lo zero Amedeo Feniello

Incontro "Il bambino che inventò lo zero" a Monte Castello di Vibio

Venerdì 3 maggio 2019, ore 11.00
Teatro della Concordia - Monte Castello di Vibio

Il bambino che inventò lo zero

INCONTRO
con lo storico
Amedeo Feniello
Introduce Federico Fioravanti

ingresso libero

Il bambino che inventò lo zero Amedeo FenielloLA STORIA - È una di quelle che hanno cambiato il mondo. I numeri dall'1 al 9 e il misterioso zero vengono da lontano. Li ha portati nel nostro continente Leonardo Fibonacci, che nel 1202 pubblicò il libro che ne svelava simboli e segreti. Il Liber Abaci inizia così: "Le nove figure degli indiani sono queste: 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Con queste nove cifre, assieme al simbolo 0 che gli indiani chiamano zephirum, è possibile scrivere qualunque numero”. Leggi qui tutta la storia.

IL LIBRO - Leonardo, il protagonista del libro, è una vera peste. A Bugia, dove è arrivato con suo padre, porta scompiglio, fa scherzi, combina guai nelle viuzze tortuose della città. Ma ha una dote straordinaria: in men che non si dica, apprende la scienza dei numeri arabi da un grande matematico del posto: «Tu che sai tutto, tu che sai come è stato creato il mondo, dimmi, esiste un numero da cui sono discesi tutti gli altri?». Amedeo Feniello, Il bambino che inventò lo zero, ed. Laterza.

Il bambino che inventò lo zero Amedeo FenielloL'AUTORE - Amedeo Feniello è uno storico e autore di numerosi saggi. Per la casa editrice Laterza ha pubblicato, oltre a Il bambino che inventò lo zeroSotto il segno del leone. Storia dell’Italia musulmana e Dalle lacrime di Sybille. Storia degli uomini che inventarono la banca. Ha anche partecipato alla stesura del volume Storia mondiale dell’Italia, una raccolta di saggi curata dallo storico Andrea Giardina. Pubblica anche con Mondadori e collabora con La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera. Leggi di più sull'autore.

Il bambino che inventò lo zero Amedeo FenielloL'evento è organizzato dal Festival del Medioevo
con la collaborazione del Comune di Monte Castello di Vibio.

 

Testo e immagini da Festival del Medioevo

Copyright © 2019 Associazione culturale Festival del Medioevo, all rights reserved.


Sofisticato metodo di calcolo della posizione di Giove usato a Babilonia

28 Gennaio 2016
Mušḫuššu_(sirrush)_and_aurochs_on_either_side_of_the_processional_street._Ancient_Babylon,_Mesopotamia,_Iraq
Migliaia di anni prima dei telescopi, a Babilonia si utilizzava la semplice aritmetica per predire e tracciare il moto dei pianeti. A quegli astronomi si deve pure lo sviluppo di molti importanti concetti tuttora utilizzati, come la divisione del cielo su 360 gradi.
Dalla traduzione di antiche tavolette cuneiformi, conservate presso il British Museum e datate tra il 350 e il 50 a. C., risulterebbe ora l'utilizzo della geometria da parte degli astronomi babilonesi, al fine di tracciare il moto dei pianeti. I Babilonesi avrebbero adoperato un calcolo sofisticato per conoscere la posizione di Giove, con un metodo che gli Europei avrebbero inventato solo 1400 anni dopo a Oxford. Il metodo consiste nel calcolare l'area della figura trapezoidale, ottenuta disegnando la collocazione giornaliera del pianeta sulla base del tempo.
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Nei testi viene descritta la velocità di Giove nel cielo, e come questa cambiasse col tempo. Le tavolette sono parte di una più ampia collezione che ne comprende 450, tutte di argomento astronomico, da Babilonia e Uruk.
Link: ScienceNature; National Geographic; The Guardian; Independent; Daily MailThe New York TimesNPR; Discovery NewsArs Technica; Gizmodo; Science Alert; Newsy; Science Daily via Newsy; Live Science
Babilonia, foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), da WikipediaCC BY-SA 4.0.
Congiunzione di Giove e della Luna, foto di Radoslaw Ziomber, da Wikipedia, CC BY 4.0.


La Sezione Aurea dietro la Creazione di Adamo di Michelangelo

20 - 21 Luglio 2015
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La Creazione di Adamo nella Cappella Sistina non sarebbe semplicemente una rappresentazione anatomica, ma nel creare l'opera, Michelangelo avrebbe rispettato il rapporto di 1,618, alla base della Sezione Aurea.
Questi i risultati cui è giunto un nuovo studio, che afferma che l'armonia tipica delle opere di Michelangelo sarebbe dovuta non solo alla sua conoscenza dell'anatomia, ma pure all'applicazione della Sezione Aurea, che è possibile ritrovare spesso in natura.
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Morto il matematico John Nash

23 - 24 Maggio 2015
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Morti Sabato 23 nel New Jersey, in un incidente automobilistico che ha coinvolto il taxi sul quale viaggiavano, John Nash (86) e sua moglie Alicia (82).
Il matematico, il cui nome completo è John Forbes Nash Jr., era celebre per il riconoscimento del Premio Nobel per l'Economia, ricevuto nel 1994 per il suo contributo alla teoria dei giochi, e per essere stato l'ispirazione dietro il film "A Beautiful Mind" (2001), scritto sulla base della biografia non autorizzata di Sylvia Nasar. Nash ha convissuto per oltre trent'anni con la schizofrenia. Tra i molti ad esprimere cordoglio, l'Università di Princeton, dove Nash continuava a svolgere attività di ricerca, oltre che il regista del film, Ron Howard, e gli attori Russel Crowe e Jennifer Connelly.
La scorsa settimana Nash era in Norvegia per ricevere il Premio Abel, diviso con Louis Nirenberg, per il loro lavoro nell'analisi geometrica. I suoi lavori sulla teoria dei giochi non cooperativi costituiscono lo sviluppo di idee di maggiore importanza e influenza del secolo passato.
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