musei chiusi direttori

#museichiusimuseiaperti: parlano i Direttori

#museichiusimuseiaperti:

La cultura italiana non si ferma e da appuntamento sui social, così i Direttori ci raccontano il loro lavoro

Articolo a cura di Alessandra Randazzo, Claudia Di Cera, Eleonora Brunori, Giusy Barracca

 

Un momento così difficile per l’intero Paese e per il mondo intero non fa dimenticare la bellezza e la cultura. L’Italia lo sa bene, il richiamo all’arte, ai monumenti, oggi come non mai, forma un fronte comune da nord a sud del Paese legando le più importanti istituzioni museali e culturali italiane in una battaglia di civiltà contro lo spettro del virus. Tante sono le iniziative che sfruttano il genio artistico nazionale e il boom di successi per la campagna social #iorestoacasa che ha unito artisti di ogni genere, comunicatori e cittadini nella condivisione di foto e contenuti legati all’arte e alla bellezza italiana ne è testimone.

Questo momento di stasi forzata non fermerà la cultura e la sua comunicazione e Musei e Parchi Archeologici già da alcune settimane sono attivi nel creare spazi innovativi e quanto più unici, dando la possibilità a tutti di intraprendere, seppur con la mente e con gli occhi, un viaggio all’interno di collezioni storiche, con racconti coinvolgenti e iniziative accattivanti per una fruizione universale. Preziosa è la voce dei Direttori che sono chiamati come comunicatori del Patrimonio del loro Museo e del loro Parco, da remoto, mettendoci la faccia e accogliendo i visitatori tra le sale vuote e le strade deserte, in una straniante quanto affascinante realtà in cui brillano i reperti, i tesori, e le testimonianze, svelate da guide di eccezione.

ClassiCult vuole oggi accompagnarvi in un inedito tour attraverso tutta la penisola e attraverso le parole e le idee di coloro che gestiscono il patrimonio unico al mondo dei nostri Musei e dei nostri Parchi Archeologici. Una testimonianza viva e sentita dei nostri Direttori che rappresenta anche un documento di questi giorni non facili, durante i quali hanno continuato a lavorare insieme ai loro staff.

Una domanda uguale per tutti per lasciare spazio alla loro voce e per svelarci cosa c'è in serbo per i nostri viaggi virtuali, perché è vero che #iorestoacasa ma è ancora più vero che #laculturavienedame

Elisa Nisticò, Museo Parco Scolacium

"Il Museo e Parco Archeologico di Scolacium rimane aperto virtualmente attraverso una serie di iniziative social che permettono la condivisione con gli utenti di contenuti, visite guidate ed eventi. Abbiamo messo in campo alcune attività social, aderendo alla campagna #iorestoacasa con la condivisione di foto e video per consentire passeggiate virtuali nel sito e nel museo archeologico. Stiamo proponendo visite virtuali tematiche per far conoscere le nostre collezioni. È stata già pubblicata su FB, incentrata sul ruolo della donna nell’antichità attraverso i reperti custoditi all’interno del museo e in queste settimane ne verranno proposte altre sui marmi e il ciclo statuario, sul parco e sulla Scolacium bizantina. Il museo è il promotore su FB del contest video e fotografico lanciato con l’#abbracciamuseo, con il quale si invitano i visitatori e gli utenti a raccontare le loro giornate e a salutare e abbracciare virtualmente il museo. Alla fine del contest, i video e le foto verranno raccolte in un unico video che verrà proposto sulla stessa piattaforma. L’iniziativa è stata poi allargata a tutti i musei del Polo museale della Calabria. Il museo continua a raccontarsi anche con l’hastag #pillolediarcheologia, un appuntamento ormai diventato settimanale in tempi normali, che verrà potenziato in queste settimane. Centrale sarà anche la condivisione di contenuti adatti ai bambini: si continua a fare didattica, anche se in maniera diversa dal solito. Il museo propone contenuti di vario tipo, giochi a tema archeologico, disegni dei reperti da colorare Mini guide da usare anche per la scuola e molto altro. Infine, stiamo predisponendo, lavorando assiduamente da tempo un catalogo della collezione del museo, al fine di renderli fruibili anche virtualmente. Da tempo ci occupiamo di rendere fruibile il nostro patrimonio tramite i nostri canali social e continueremo a farlo, anche potenziando la comunicazione, dopo questa emergenza. per noi, un piccolo ma prezioso museo della periferia, è un modo di farci strada in questo mondo e aprirci a tutti. Siamo anche attivi da pochi giorni su YouTube. Il profilo è curato dal nostro funzionario per la comunicazione, la dott.ssa Serena Passalacqua e raccoglie i video dei musei e parchi afferenti al polo Museale della Calabria".

Francesco Sirano, Parco Archeologico di Ercolano

“Il cancello del Parco Archeologico di Ercolano chiuso è per tutti noi del Parco una stretta al cuore – dichiara il direttore Francesco Sirano – ma è inevitabile nel momento storico che stiamo vivendo. Eppure so, sento che Ercolano è un luogo straordinario che nel tempo ci ha insegnato la resilienza, la capacità di riemergere da ogni catastrofe e da ogni tragedia e noi dalla nostra casa di lavoro, in attesa di potervi riaccogliere al più presto. In questi giorni di smart working stiamo portando avanti i nostri progetti di conservazione e di valorizzazione. Allo stesso tempo stiamo facendo davvero di tutto per raggiungere ogni singolo visitatore nella propria casa. Inutile dire che la chiusura al pubblico ha determinato la necessità di riorganizzare in maniera rapida ma efficace l’intera offerta di visita al pubblico, con una totale virtualizzazione della fruizione e la riformulazione del programma della nostra comunicazione con una forte implementazione delle risorse che viaggiano sui canali virtuali. Abbiamo subito lanciato I lapilli di Ercolano, un viaggio virtuale nel Parco Archeologico con il supporto oltre che dei nostri archeologi e restauratori dei collaboratori che si sono personalmente proposti per poter offrire maggiori possibilità di fruizione. I Lapilli sono pensati proprio per non interrompere quel filo che ci lega nell’amore per questi luoghi e nel dovere di condividere la conoscenza. Sui canali social del Parco vengono inoltre caricati contenuti aggiuntivi,  approfondimenti su reperti, declinazioni del Parco su temi ed eventi proposti dal Ministero. Il numero delle visualizzazioni è salito notevolmente con video che raggiungono le 35.000 visualizzazioni in quanto fruiti anche su canali diversi e questo ci dà il feedback del grande impegno messo in campo da tutto lo staff del Parco che con totale abnegazione sta mettendo in campo tutte le energie per raggiungere ognuno nella propria casa. Usciremo da questo momento complicato ma intanto seguiteci sui nostri canali social.”

Mariarosaria Barbera, Parco Archeologico Ostia Antica

"Ostia risponde con entusiasmo e con la convinzione che questo periodo in cui restiamo tutti a casa, possa essere un momento di approfondimento di una cultura che deve portare tutti noi al progresso civile''. Il Parco archeologico di Ostia antica può essere visitato sul web, in questi giorni, grazie all'iniziativa #iorestoacasa, il Parco di Ostia antica a casa tua'. Anche se, come tutti i luoghi della cultura i suoi cancelli sono chiusi al pubblico, il mondo di Ostia antica entra direttamente nelle case dei visitatori. Dalla homepage del sito web istituzionale del Parco, ci si trova proiettati tra contenuti digitali sempre nuovi: ci sono le storie dei popoli del Mediterraneo che vivevano nella prima e più importante colonia di Roma, si vedono all'opera gli archeologi, architetti e restauratori del Parco, i video delle conferenze del ciclo 'Vediamoci a Ostia antica', le mostre di 'Eppur si espone' allestite nel Museo Ostiense. La Commissione Europea ha conferito in data 31 marzo 2020, il Marchio del Patrimonio Europeo al Parco Archeologico di Ostia antica. Il Parco ha superato una selezione a livello dapprima nazionale e poi internazionale ed è stato scelto insieme ad altri 9 Luoghi della Cultura europei perché storicamente ha rivestito un ruolo chiave nella storia e nella cultura europea".

Fabio Pagano, Parco archeologico dei Campi Flegrei

"Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha attivato una straordinaria strategia di comunicazione sui propri canali social con l’obiettivo di far passare il messaggio che il Parco è chiuso ma non spento. Abbiamo differenziato le programmazioni in relazione ai nostri differenti pubblici. Per le famiglie abbiamo lanciato il #Parco4Family che propone percorsi virtuali di conoscenza e di svago che ruotano intorno ai luoghi e alle storie del Parco. Abbiamo creato una mappa di comunità social #unparcodistorie dove coloro che hanno visitato o che vivono e lavorano nel territorio possono raccontare le proprie storie personali e condividerle. La nostra strategia si ancora sempre alla qualità dei contenuti e per questo abbiamo creato un #carteggiosocial dove il Parco dialoga virtualmente con le Università e i Centri di ricerca che svolgono attività di studio nel territorio. Si è innescato uno stimolante dibattito che ha coinvolto in un dialogo addetti ai lavori e appassionati di storia e archeologia flegrea. Da ultimo abbiamo lanciato la proposta #statueparlanti; in questo momento particolare abbiamo immaginato di far parlare le statue del Museo archeologico dei Campi Flegrei per raccontare le proprie storie e le sensazioni da museo chiuso. Tutto passa per la relazione tra il Parco e la propria “gente” nella prospettiva che la comunicazione social possa essere uno strumento di avvicinamento di nuovi pubblici; per questo con dei video appositamente realizzati io stesso ho portato alla scoperta de #ilparcochenonhaimaivisto aprendo “virtualmente” spazi solitamente non visitabili.  Le risposte dei nostri “seguaci virtuali” sono confortanti e stimolanti e ci spingono a insistere nell'accompagnare questa delicata fase continuando ad accendere i riflettori sul nostro Parco.”

Alfonsina Russo, Parco archeologico del Colosseo

"La cultura non si ferma: questa è l'importante campagna  di comunicazione condotta dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per permettere agli italiani, attraverso i siti web e i canali social dei luoghi della cultura statali e non solo, di rimanere in contatto con l'arte e la cultura anche in questo periodo estremamente complesso di chiusura al pubblico dei musei, dei monumenti e dei parchi  archeologici, a  seguito dell'emergenza CoVID-19.  Il Parco archeologico del Colosseo partecipa attivamente a questa campagna e in tal senso ha potenziato la sua comunicazione sul sito web e sui social per continuare ad offrire lo spettacolo della storia e del patrimonio culturale, con i suoi monumenti, simbolo identitario di Roma e dell'intera nazione. Il racconto non si è fermato, ma si è ampliato con la creazione di nuovi percorsi virtuali (Il percorso delle donne nel PArCo; Il percorso dantesco per celebrare il Dantedì), con la realizzazione di rubriche dedicate alle famiglie (i quiz del mattino, le ricette di mezzogiorno), con foto e scatti rubati alla natura del PArCo; natura che, ignara di tutto, in un silenzio irreale che contrasta con il consueto vociare festoso delle  decine di migliaia di visitatori quotidiani del Parco,  si sta risvegliando nei fiori, nelle piante, negli animali. L'occhio attento del personale di vigilanza vigila su questa bellezza. Non si ferma la manutenzione dei monumenti. E altri colleghi, lavorando da casa, stanno preparando progetti e novità per accogliere ed emozionare il nostro pubblico, non appena sarà possibile ospitarli nuovamente, perchè continui ad essere per tutti un luogo amato dell'anima. A tutto il personale del Parco va il mio più sentito ringraziamento per quanto stanno facendo per preservare e valorizzare, con grande professionalità e massimo impegno, questo straordinario patrimonio culturale, di cui siamo responsabili custodi."

Enrica Pagella, Musei Reali di Torino

"Si dice spesso che le crisi possono trasformarsi in un’opportunità. Noi siamo persuasi che nulla possa sostituire l’esperienza viva e partecipata del museo, ma in questa emergenza abbiamo sentito la necessità di mantenere il contatto, con il nostro pubblico, e anche all’interno dello staff, per contrastare il vuoto e l’inquietudine. Così è nato “Closed in”, una serie di brevi video home made, diffusi quotidianamente su Youtube e su IG TV, che accompagnano i visitatori alla scoperta delle opere solitamente prigioniere di armadi e depositi, un po’come noi oggi. Aprire ciò che è chiuso ci è sembrato un gesto scaramantico adeguato alla situazione. Analogamente, dai primi di marzo è disponibile il catalogo online dei Musei Reali, con oltre 15.000 schede corredate da immagini: un mare aperto di suggestioni. Per le famiglie, abbiamo ideato semplici attività creative, cose da ritagliare, disegnare, comporre, colorare, come nel caso del mandala ispirato alla cupola della Cappella della Sindone".

Ilaria Fidone, Museo Archeologico di Venezia

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Foto: Museo Archeologico Nazionale di Venezia

"Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è il museo più antico di Venezia e uno dei più antichi del mondo essendo stato aperto al pubblico nel 1596. Ci troviamo in Piazza San Marco e siamo stati in prima linea lo scorso novembre durante l'emergenza acqua alta. Il Museo è un luogo vivo, anche in questo periodo di chiusura al pubblico a causa dell'emergenza Covid-19. Abbiamo implementato la nostra presenza sui social (Facebook, Instagram e Twitter) creando delle nuove rubriche rivolte a diversi pubblici. Oltre ai consueti sondaggi e contest del lunedì (in questo periodo i followers sono invitati a votare per la loro gemma preferita con l'hashtag #MINIMAMIRABILIA), le #PILLOLEDIMITOLOGIA del martedì, gli episodi della storia del museo ogni giovedì con il titolo #SUPIAZZADAL1596 e la pubblicazione di nostre foto storiche il sabato con #FOTOVINTAGE, abbiamo voluto ideare una rubrica dedicata ai bambini che sono a casa da scuola (#UNGIOCODARAGAZZI) proponendo attività, laboratori e giochi a sfondo mitologico e archeologico. In marzo e aprile la nostra sezione didattica, nostro fiore all'occhiello, avrebbe normalmente accolto moltissime scuole di ogni ordine e grado. #UNGIOCODARAGAZZI vuole essere un messaggio di incoraggiamento per i ragazzi a casa, le loro famiglie e i docenti, che utilizzano i nostri contenuti per fare didattica a distanza. Ci ha fatto particolarmente piacere essere contattati anche da case di riposo e centri terapeutici psichiatrici, che hanno richiesto i nostri materiali per i loro ospiti. Inoltre, il mercoledì è diventato il giorno di #SENTICHIPARLA: cosa si dicono le statue in un museo chiuso? Sentono la mancanza dei visitatori? Da questo spunto sono nati dei post ironici e simpatici che stanno avendo un ottimo riscontro di pubblico, segno che in questo periodo i musei e le istituzioni culturali hanno il compito non solo di far conoscere le loro opere ma anche di risollevare il morale. A questo proposito, ci stiamo già proiettando alla riapertura e da oggi partirà la rubrica #IoNonVedoLOra, in cui andremo a ripassare, sempre con stile spigliato, le regole comportamentali da tenere in un museo: dal "non toccare le opere" al "non si mangia in sala". In questo periodo di chiusura, i musei statali e non, grandi e piccoli, hanno fatto rete tra loro, anche a livello internazionale sfidandosi a colpi di social battle. Noi ne abbiamo lanciata una, #BELLEZZEACQUAESAPONE, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua di domenica 22 marzo, invitando tutti i musei a postare foto di opere che riguardassero questo tema. Il feedback è stato molto positivo, infatti la sfida è stata accolta non solo da musei ma anche da soprintendenze e archivi. Ritenetevi tutti invitati al Museo Archeologico di Venezia non appena finirà l'emergenza".

Paolo Giulierini, Museo Archeologico di Napoli

"Il Mann prosegue la propria vita culturale, nonostante tutto, offrendo spazi di approfondimento e di riflessione che vanno dalle mostre virtuali e dai percorsi con google art ai corti di Lucio Fiorentino, dalle Mannstories alla nuova redazione in napoletano del videogame Father and Son. Ora più che mai il filo dei rapporti con il nostro pubblico va rafforzato. Ora più che mai va tenuta accesa la fiamma della speranza".

 Tiziana Maffei, Reggia di Caserta

"La Reggia di Caserta, come tutti i luoghi della cultura in Italia, in questo particolare momento storico sta affrontando una nuova importante sfida: quella di divulgare il proprio patrimonio a porte chiuse. Abbiamo ripensato alla comunicazione del nostro Museo, a nuove forme narrative e, grazie a un encomiabile lavoro di squadra del personale, riusciamo a proporre ogni settimana decine di iniziative attraverso il nostro sito internet, i social e altre piattaforme web. Stiamo affrontando questo periodo di difficoltà come un'opportunità per continuare nella nostra missione di incubatore di conoscenza e cultura ma anche per mostrare gli angoli più nascosti del Complesso vanvitelliano, per raccontare le storie intriganti dei personaggi che l'hanno animato, per svelare dettagli dei restauri e, perché no, anche per tenere la mano ai nostri visitatori costretti a casa. La realtà virtuale per un museo è complementare a quella effettiva: se prima del COVID -19 ci consentiva di accorciare le distanze, oggi ci chiede anche di mettere in gioco la capacità di costruire suggestioni, in attesa di restituire al pubblico lo spazio dell’emozione fisica che la magia della Reggia di Caserta possiede".

Christian Greco, Museo Egizio Torino

“Al sopraggiungere dell’emergenza sanitaria, fin dal primo istante in cui le porte del Museo Egizio si sono chiuse dinanzi il suo avanzare, privando le sale del loro consueto affollamento, ci siamo posti l’esigenza di mantenere viva la connessione col pubblico. In un periodo dell’anno caratterizzato da flussi importanti, il pensiero è subito andato alle centinaia di classi costrette a rinunciare alle consuete visite scolastiche di primavera, programmate da mesi. Ma anche alla moltitudine di visitatori e turisti in arrivo dall’Italia e dal mondo, nonché ai torinesi, ai piemontesi, alla nostra comunità di riferimento, che partecipa alle nostre conferenze, segue le iniziative speciali, anima le aperture straordinarie. È per loro, così come per tutte le persone che, durante l’isolamento, cercano nella cultura un’occasione di distrazione e arricchimento, che ci siamo impegnati per incrementare il ‘Museo digitale’, processo già avviato nei mesi scorsi e resosi nell’emergenza indispensabile. Dalla visita virtuale in 3D della mostra Archeologia Invisibile, alla piattaforma TPOP per la fruizione online della collezione papirologica, dalle pillole video con cui io e lo staff scientifico raccontiamo i reperti della collezione, fino alle mie “passeggiate” messe in onda a puntate ogni giovedì e sabato sul nostro canale YouTube: il Museo è vivo, attivo, vicino al suo pubblico anche in tempi di #iorestoacasa e pronto ad accoglierlo di nuovo non appena torneremo alla normalità”.

Simone Quilici, Parco Archeologico Appia Antica

"In questi giorni le attività del Parco Archeologico dell'Appia Antica procedono in modalità smart working. Il presidio dei siti attualmente chiusi al pubblico​ è garantito grazie all'impegno del nostro personale di vigilanza. Approfittiamo di questo momento di pausa forzata dalle attività dei cantieri e delle manutenzioni per ripensare ai percorsi di visita e mettere a punto nuove attività di valorizzazione del territorio.​ Speriamo che questa emergenza che ha portato tanti lutti e dolori in tutto il mondo si chiuda al più presto grazie all'impegno del mondo della scienza, conducendoci ad una nuova consapevolezza dei valori fondanti della convivenza sociale anche in rapporto al nostro patrimonio culturale. Il Parco si sta impegnando e continuerà a dare il suo contributo per una nuova ecologia della cultura, del turismo e del vivere in generale."

Alessandro Mandolesi, Montelupo fiorentino

"Il Sistema museale di Montelupo Fiorentino, imperniato sul Museo Archeologico e sul Museo della Ceramica, ha avviato sul proprio sito web un blog che raccoglie una serie di notizie e articoli tematici corredati di video, mini interventi e immagini, sotto il segno della ceramica di Montelupo. Si tratta di un racconto a più voci del museo e delle progettualità della Fondazione e del territorio, per documentare i progetti che abbiamo rimandato o che intendiamo realizzare in futuro. Si raccontano le curiosità della ceramica storica di Firenze, degli artigiani di oggi e degli artisti che hanno lavorato con noi. E che continueranno ancora in occasione della Festa Ceramica. Insomma, un buon modo di alimentare la comunicazione del museo e dare delle piccole anticipazioni sul futuro. Il blog (in onda da lunedì 6 aprile) vi racconta storie, esperienze e progetti sulla ceramica di Montelupo, del passato e del presente, con uno sguardo al futuro. Una serie di rubriche rivela notizie e propositi dietro le quinte della nostra organizzazione, a partire dal ruolo storico di grande protagonista nella produzione toscana fino alla diffusione nel mondo delle ceramiche montelupine, dalla conoscenza degli attuali artigiani alla loro preziosa interazione con l'arte contemporanea e il design. Proviamo a tenervi compagnia ricordando le edizioni di Cèramica, i Cantieri d'Arte, le nostre pubblicazioni e tutto il bello di questo territorio e delle sue capacità.
In questa difficile situazione Montelupo non si ferma e, in attesa della riapertura dei musei e della possibilità di organizzare nuove mostre e eventi importanti, attiva anche questa modalità fruibile da casa e che consente di rimanere in contatto virtuale con la nostra cultura e arte ceramica".

Giovanni Solino, Museo Provinciale Campano

"La domanda contiene una sollecitazione che accolgo volentieri. In realtà, come Museo Campano, ma credo non solo noi, siamo stati colti un po' alla sprovvista dall'esplodere dell'emergenza Covid-19. La chiusura al pubblico e, immediatamente dopo, la pressante richiesta di mettere tutto il personale in lavoro agile, o smart working che dir si voglia, ci ha un po' scioccato e abbiamo impiegato qualche giorno per realizzare quanto ci stava accadendo. Se aggiungiamo che dal punto di vista della comunicazione, sia tradizionale che di tipo web, siamo in uno stato di grave arretratezza, completiamo un quadro di assoluta desolazione. Ripresici dallo shock, abbiamo provato a reagire. Abbiamo perciò attivato diversi canali social, da Fb a Instagram a YouTube, e stiamo per lanciare una prima campagna di comunicazione, che dovrà servire in primo luogo ad attrarre follower, o like, o visitatori. In queste ore daremo il via. Subito dopo cominceremo a pubblicare una serie di video, quasi degli spot, con i quali tanti amici del museo, docenti, studenti, artisti, rappresentanti delle istituzioni od accademici presenteranno qualche opera o reperto custodito dal nostro museo raccontando allo stesso tempo una storia, o un mito che l'opera o reperto reca in sé. Nel mentre questa catena di video sarà pubblicata, attiveremo anche dei forum di discussione con i nostri "amici" o "follower", in maniera da animare un vivace confronto e tenere sempre viva l'attenzione. Tutto questo richiede anche una forte implementazione sul piano delle immagini, che in questa fase non saranno soltanto intermediarie rispetto alla realtà museale bensì sostitutive, e perciò dovranno avere caratteristiche tecniche e artistiche oltremodo superiori rispetto a quelle tradizionali, e per questo pure ci stiamo attrezzando. Nello stesso tempo, speriamo di poter completare il lavoro, già avviato prima dell'emergenza, di realizzazione di un nuovo sito web, che vogliamo assolutamente innovativo e interattivo. L'appetito viene mangiando, come si dice, e perciò siamo convinti che sia nel corso dell'emergenza, che ci auguriamo possa finire quanto prima, sia soprattutto dopo, le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione trovino il Museo Campano non più in posizione di retroguardia ma in posizione di punta. Ogni crisi contiene sempre delle opportunità e noi faremo ogni sforzo per essere pronti a coglierle".

Marzia Cerzoso, Museo dei Bretti e degli Enotri

"Il Museo naturalmente, come tutte le istituzioni culturali, è chiuso al pubblico sin dal DPCM dell'8 marzo scorso e per sopperire a questa lontananza dal pubblico si sta molto impegnando nella promozione attraverso i social. Infatti sin dal giorno dopo della chiusura ci siamo attrezzati per poter offrire ai nostri visitatori, attraverso la nostra pagina Facebook, il nostro account Instagram e Twitter, delle occasioni varie per poter far sentire loro la nostra presenza. Abbiamo immediatamente aderito, come molti Musei italiani, all'iniziativa #iorestoacasa, che è diventato lo slogan delle nostre attività, attraverso le quali abbiamo creato iniziative tra le più varie per invitare i nostri follower a restare a casa e a seguirci attraverso il web. Pertanto, con un grande sforzo creativo, perché ogni cosa necessita di studio e approfondimento, ma che ci spinge a fare tutti i giorni compagnia al nostro pubblico, abbiamo proposto rassegne di approfondimento, giochi enigmistici ispirati alla collezione del Museo (ma non solo - tra l'altro per uno dei nostri giochi siamo approdati anche sulle pagine dell'inserto culturale del Corriere della sera), così da creare anche delle opportunità di svago in un momento come questo in cui spesso la paura e la preoccupazione prendono il sopravvento. Abbiamo partecipato alle challange lanciate da altri Musei italiani (per es. la sfida lanciata dal Museo Archeologico di Venezia domenica 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell'acqua), abbiamo aderito al #Dantedì il 25 marzo, iniziativa del MiBACT per ricordare Dante nella data che ricorda l'inizio del suo viaggio ultraterreno della Divina Commedia anticipando i festeggiamenti del prossimo anno per i 700 anni dalla sua morte. Domenica 29 marzo abbiamo partecipato al flashmob promosso dal MiBACT dal titolo #Artyouready per ricordare i tanti Musei oggi vuoti nella speranza che possano riempirsi di visitatori al più presto...insomma, tutta una serie di iniziative (che potrete visionare sui nostri canali social) che non ci tengono affatto inerti, ma che mantengono vivo il dialogo con il nostro pubblico, con l'augurio che dopo questo dialogo virtuale si possa riprendere il dialogo diretto, magari con una maggiore consapevolezza dell'importanza dei nostri Musei e del tanto lavoro che ci sta dietro. E speriamo che il nostro pubblico apprezzi".

Valentino Nizzo, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Nicoletta Frapiccini, Museo Archeologico Nazionale delle Marche

"La chiusura del Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha comportato la cancellazione di molte attività didattiche, molti incontri con le famiglie, tante occasioni di incontro con bambini per attività ludiche e anche la chiusura di una mostra sul tema dell'acqua da poco allestita, che prevedeva visite già fissate con molte scolaresche.Abbiamo pertanto ritenuto imprescindibile proporre in altra veste e attraverso i social tutte le attività che avevamo già previsto, incrementandole con ulteriori percorsi virtuali da fruire su Fb, Instagram e Twitter.In primo luogo abbiamo riproposto 21 appuntamenti dal titolo "Pillole di Archeologia", servizi televisivi girati dalla TGR Marche, di pochi minuti ciascuno, dedicati all'illustrazione di un reperto particolarmente significativo o curioso esposto al Museo. Contemporaneamente abbiamo inserito una serie di post contrassegnati da #iorestoacasa, #andràtuttobene e #curiositàarcheologiche che illustrano altri reperti del Museo, in maniera giocosa o scherzosa, anche legata alla particolare situazione che stiamo vivendo, come i consigli su cosa fare a casa in queste lunghe giornate, prendendo spunto dal passato. Alcuni video o fotomontaggi hanno proposto inedite versioni dei nostri reperti, o hanno introdotto ugualmente i visitatori a curiosare nelle sale del Museo chiuso (#museichiusimuseiaperti) , mentre ai più piccoli sono state dedicate attività didattiche con laboratori da fare a casa, seguendo le istruzioni postate sul nostro profilo Fb: dal mosaico ai giochi da tavolo, dai laboratori di scultura alle realizzazioni con pane azzimo. Inoltre abbiamo aderito a varie campagne social, come #bellezzeacquaesapone, il Dantedì, e il Flashmob digitale lanciato dal MiBACT "Art you ready?", su Instagram. Inoltre saremo presenti nei prossimi giorni anche sul sito della Fondazione Marche Cultura con alcuni audiovisivi che illustreranno in maniera inedita alcuni temi legati al Museo, alla sua storia, ad alcuni reperti e alla sua prestigiosa sede, il cinquecentesco Palazzo Ferretti. I video in preparazione saranno inviati alla Fondazione Marche Cultura e ICOM Marche, che li posteranno attraverso la struttura del Social Media Team delle Marche. Anche se restiamo tutti a casa, possiamo visitare e giocare al Museo".

Massimiliano Valenti, Museo Civico Albano Laziale

https://www.facebook.com/189955664690848/posts/1075223472830725/

"Il mio lavoro come direttore è in modalità smart working, in accordo con l'amministrazione comunale. Le cose da fare non mancano! Per la specifica attività con i social-media, oltre ad aver informato il blocco delle attività e la chiusura dei musei, tramite il sistema museale "museumgrandtour", cui aderiamo, abbiamo lanciato una campagna di condivisione dei video dei singoli musei e ora degli articoli contenuti in una recente pubblicazione curata dal sottoscritto. Abbiamo anche realizzato la prima di una serie di riunioni in streaming con tutti i direttori del sistema per approntare anche altre iniziative sui social e andare avanti con gli altri progetti finanziati".

Marco Pierini, direttore dei Musei, Parchi Archeologici e ville storiche che fanno capo al Polo Museale dell’Umbria (di recente Direzione Regionale Musei dell’Umbria)

“Il patrimonio che i nostri Musei conservano è traccia e simbolo di resistenza, al tempo e alle contingenze. Per questa e per tante ragioni continueremo a raccontarli, con gli strumenti consentiti. E, per fortuna, sono tanti ed efficaci! Chiudere fisicamente non significa smettere di rispondere alla nostra missione di valorizzazione e promozione: significa trovare alternative che possano quantomeno regalare momenti di piacere e di conoscenza.
In questo momento di emergenza la comunicazione attraverso i social è di grande importanza, perché aiuta a mantenere il contatto con le comunità locali, per le quali il museo diviene una sorta di catalizzatore di affezioni comunitarie, che esorcizza in parte l’alienazione della situazione attuale..
Se oggi è difficile credere che possa essere la sola bellezza a salvare il mondo, è quanto mai attuale pensare che attraverso il nostro patrimonio possiamo ripercorrere la nostra storia e trovare in essa la certezza per un sereno domani. Per questo si è pensato di avviare delle rubriche in cui i fruitori sono parte attiva, raccontando in brevi video il loro rapporto con i monumenti del territorio.
Perché “l'arte non si può separare dalla vita. È l'espressione della più grande necessità della quale la vita è capace”, e allora quando il museo è chiuso, viene a cercarti, proponendo l’esperienza museale anche da casa.”

Anna Cinti, Museo Faldetta di Brindisi e Castello Dentice di Frasso Carovigno

Il Museo Faldetta, che si ringrazia per la foto

“Subito dopo l’emergenza, appena chiuse le due strutture culturali (Museo e Castello), si è avviata una più intensa campagna social, seguendo le direttive del ministro Franceschini. Ogni giorno si pubblica sulle pagine social. In più è stato avviato un rapporto con le scuole della città, tramite la didattica museale, ad esempio iniziative riguardanti le classi ceramiche dei vasi greci e romani.”

Il Castello Dentice di Frasso Carovigno. Foto di Claudia Di Cera

Katiuscia Di Rocco, Biblioteca Arcivescovile De Leo 

Biblioteca De Leo. Foto di Claudia Di Cera

“Non è cambiato molto dall’inizio dell’emergenza, anzi l’utenza è aumentata, si lavora molto bene via Internet.
Si continua a lavorare!
Le collaboratrici lavorano alacremente con il software da casa.
La direttrice, due volte alla settimana, in sicurezza, si reca in biblioteca e lavora per inviare i documenti richiesti.
L’utenza non ha smesso di fruire dei servizi erogati, infatti giungono richieste tramite email alla Biblioteca, sia dall’Italia sia dall’estero, con domande, di confronti bibliografici, riviste, ecc.
Sulla pagina social della Biblioteca, troviamo piacevoli approfondimenti, su documenti, sulle preziose Cinquecentine, e altro ancora!”

Donato Coppola, Museo Civico di Ostuni, Museo Diocesano, Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano

Il Museo di Ostuni. Foto di Claudia Di Cera

“Come previsto dal DPCM del 1 aprile 2020, il Museo Civico di Ostuni, il Museo Diocesano ed il Parco Archeologico di Santa Maria di Agnano resteranno chiusi fino al prossimo 13 Aprile. Le altre informazioni sono recuperabili dal sito Museo di Ostuni.
Per mantenere il legame con il Bene Culturale ostunese, si consiglia di consultare il sito Internet e la pagina social del museo.”

Il Museo di Ostuni. Foto di Claudia Di Cera

 

Emilia Mannozzi, Polo BiblioMuseale di Brindisi (Museo Archeologico Ribezzo e Biblioteca Comunale)

Statua bronzea di Lucio Paolo. Foto di Claudia Di Cera

“Noi siamo un Polo BiblioMuseale, Museo e Biblioteca sono un’unica cosa.
Quando è scattata l’emergenza siamo stati presi alla sprovvista, costretti ad “abbandonare” il Bene Culturale, e improvvisamente il Museo è stato chiuso dalla Regione Puglia.
Ma subito si è partiti con lo smart working!
Si è pensato, con i preziosi collaboratori, ad un nuovo approccio lavorativo per continuare ad offrire una fruizione, seppur limitata dal non contatto dal vivo, ma comunque cercando di rimanere il più vicini possibili al pubblico, di tentare di diffondere la cultura materiale, il patrimonio.
Allora si è cercato di attivare una fruizione il più interattiva possibile.”
Certo, la presenza all’interno del museo è un conto, il rapporto emozionale che si instaura durante una visita “fisica” del museo è un qualcosa di unico, il vedere dal vivo, “non è lo stesso vedere il Lucio Paolo in foto”, dice rammaricata la Direttrice Mannozzi.

 

MAPRI, Museo Archeologico Provinciale Ribezzo di Brindisi. Foto di Claudia Di Cera

“Ma anche con la presenza virtuale si cerca di mantenere un contatto con il Bene Culturale, ovviamente, si auspica che si torni alla normalità. Per cercare di far conoscere il patrimonio esposto, anche con il museo fisicamente, chiuso, si è pensato a delle pillole on line, per avvicinare un più vasto pubblico.
Quindi, a breve sui social, partirà una intensa campagna di fruizione virtuale dei reperti archeologici presenti all’interno del museo.
Tema conduttore sarà la donna, la sua cura, la sua persona, la bellezza.
È nata l’idea di creare delle piccole schede, nelle quali, attraverso un linguaggio divulgativo, si tenta di far conoscere un oggetto del museo, legato al tema della cura della donna.”

“La Biblioteca ha attivato immediatamente lo smart working, tutto si svolge online. Già dal 18 di marzo, è stata inviata una email a tutti gli utenti.
Tutti i servizi digitali sono aperti, la biblioteca - virtualmente - non è chiusa, anzi è molto attiva! Proprio nei primi giorni della chiusura materiale della struttura bibliotecaria e attivando il servizio online, si è avuta un’impennata di richieste da parte degli utenti.
Il Polo BiblioMuseale offre una totale disponibilità, ovviamente online, di servizi, per permettere a chiunque di non avvertire la chiusura materiale della struttura. Le risorse sono accessibili anche senza registrazione.
A breve partirà, sui social, una mostra virtuale, “Saluti da Brindisi”, tramite un percorso guidato, sulle cartoline d’epoca di proprietà della Biblioteca.
La cultura non si ferma, è pronta a riaprire più forte di prima!”

 

 

 

 

musei chiusi direttori
L'Italia ripresa nella sua interezza dalla ISS (2014). Foto NASA, licenza

Va tutto buono? Il videogioco Father&Son è ora anche in Napoletano, e presto vedremo il sequel!

Ricordate Father&Son, il primo videogioco narrativo in 2D a scorrimento laterale, realizzato dall’Associazione TuoMuseo, prodotto dal MANN - Museo Archeologico di Napoli, e successivamente lanciato in tutto il mondo? Da oggi 27 marzo sarà possibile scaricare anche la versione in Napoletano del gioco, sia su Google Play che su App Store!

Questa versione rappresenta un unicum nel suo genere, e vuole celebrare sia la dignità della lingua che la divulgazione culturale, la condivisione sociale e la promozione tecnologica del patrimonio.

Father&Son Napoletano

Il processo di traduzione in Napoletano è stato svolto grazie al lavoro portato avanti dall’avvocato Vincenzo De Falco, curatore del noto compendio sull’“Alfabeto napoletano”; lo screening per la selezione dei vocaboli è stato basato su una ricerca “sul campo”, in cui il lavoro di squadra tra linguisti e studenti dei quartieri popolari della città si è intrecciato ai diversi linguaggi della comunicazione, partendo dalla canzone. La scelta del traduttore si è concentrata su vocaboli correnti e mai stilizzati che hanno mantenuto, nel corso del tempo, lo stesso significato (cosa non sempre frequente nelle veloci evoluzioni della lingua). Nella versione “partenopea” del game, è sottolineato, ancora, il verosimile utilizzo del napoletano come base del parlato alla corte dei Borbone: una dimestichezza linguistica tanto diffusa da essere probabilmente “esportata” ed applicata anche nei rapporti diplomatici all’interno dell’entourage di Caterina di Russia.

I numeri raccontano il successo di “Father&Son”: 4 milioni di download in 97 paesi del mondo (tra i quali si segnala un particolare interesse da parte della Cina, da cui proviene il 43% dei giocatori), un indice di gradimento di 4.5 su App Store e 4.6 su Google Play, 920 mila ore spese dagli utenti (per la maggior parte adulti over 35) per completare i diversi livelli della sfida e, dal prossimo 20 aprile, il gioco sarà disponibile anche in tedesco e giapponese, portando a 10 il numero delle lingue disponibili.

Una delle scommesse più significative del videogioco, infatti, resta quella di allargare le maglie del racconto grazie all'ampliamento del sistema delle traduzioni ed alla proiezione della storia in una seconda ed avvincente puntata, che verrà lanciata in autunno: dalla simbolica storia di un ragazzo, che riscopre il padre scomparso grazie ad un suggestivo viaggio di riconoscimento nella sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, si passerà, nella continuazione del racconto, ad un percorso sulle infinite possibilità della vita.

Father&Son Napoletano

Lavorare oggi sulla digitalizzazione e l'innovazione dei Musei, fortemente voluta e sostenuta dal Mibact, vuol dire lavorare anche sul gaming, ormai riconosciuto strumento di condivisione e accessibilità”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini. Farlo nella difficilissima situazione attuale, che ha imposto una forte accelerata in questo senso all'intera società italiana, ci motiva sempre di più nel percorso intrapreso tre anni fa con Father & Son. Avrà quindi un sequel, già quasi pronto e che lanceremo il prossimo autunno. E anche questa seconda puntata manterrà un’altissima qualità artistica grazie alla creatività del team di Fabio Viola, eccellenza italiana del settore. Da aprile intanto saranno rilasciate le versioni in tedesco e giapponese e, in questi giorni, una deliziosa 'traduzione' in napoletano della 'prima puntata'. Confesso che vedere il giovane Michael passeggiare verso il Museo Archeologico tra la folla, i colori e i rumori del traffico, chiacchierando nella lingua di Eduardo, tra un caffè e un calcio ad un pallone, mi ha commosso ed emozionato. Si tratta di una versione alla quale tengo particolarmente, anche perché è stata realizzata insieme ad un gruppo di studenti dei quartieri popolari della città e che ora approda, insieme alle altre nove traduzioni, sulle piattaforme mondiali. Coinvolgere grazie a una esperienza ludica, allargare le conoscenze con un linguaggio nuovo e globale per raccontare al mondo la nostra storia: ora che il binomio cultura-videogiochi non fa più paura credo, infine, che prodotti come Father&Son possano essere utilizzati con profitto anche nella scuola digitale. Presto torneremo a 'sbloccare' tutti insieme il nostro gioco nelle sale del meraviglioso MANN”.

Secondo Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), ideatore del videogame Father&Son, Lo sforzo compiuto dal Museo nel rendere disponibile l'app in un numero così elevato di lingue (dieci) è giustificato dal successo internazionale di Father&Son, giunto alle soglie dei 4 milioni di download da ogni parte del mondo. L'Italia, nella classifica per Paese, pesa infatti poco più del 7%. La versione in napoletano è spiegata dalla volontà del Direttore del MANN, Paolo Giulierini, di cogliere un'occasione per rafforzare sempre più il radicamento del museo con il proprio territorio di appartenenza. A ciò si aggiunge la consapevolezza della dignità del dialetto Napoletano, tale da essere considerato una lingua a tutti gli effetti”.

Nell’attesa del lancio del sequel di “Father&Son”, vi proponiamo alcune anticipazioni sui contenuti della nuova puntata: i giocatori potranno seguire le storie parallele che si profilano nella vita di una donna napoletana, Gloria.

Partendo da una tipica situazione di crossroads esistenziali, la protagonista si troverà a visitare le collezioni del MANN, incontrando alcuni personaggi che hanno segnato la storia antica e quella più recente, in un suggestivo cortocircuito temporale tipico della prima edizione del game. Il viaggio di Gloria toccherà il Tempio di Iside e le sale degli Affreschi, si soffermerà sulla Villa dei Papiri e sulla collezione Farnese, per poi scoprire anche la sezione “Preistoria e Protostoria” del Museo: tra i capolavori dell’arte antica, Gloria troverà ispirazione nel tormentato amore di Cleopatra. Inoltre, osservando le documentazioni fotografiche presentate nella recente mostra “Hercules alla guerra” (MANN, settembre 2018/gennaio 2019), Gloria diventerà donna ed eroina nella Napoli delle Quattro Giornate.

Father&Son è diventato simbolo internazionale di un nuovo modo di raccontare il patrimonio”, commenta Fabio Viola, Fondatore dell’Associazione “TuoMuseo” e Game Designer, che aggiunge: “Milioni di persone si sono commosse seguendo la vita di Michael ed il valore universale delle emozioni. I reperti nelle teche ci aiutano a scoprire scelte morali, amori e paure provate da tutti noi tanto nell’Antico Egitto quanto oggi. Napoli è diventata il set di una nuova mitologia contemporanea che ha toccato, ed a volte cambiato, la vita di oltre 4 milioni di persone. Ed il Mann ha scoperto per primo come il linguaggio del videogioco possa aiutare a creare una saldatura tra il passato ed il futuro rendendo emozionante vivere il presente”.

Si ringrazia l'Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN per le foto, il video e i materiali forniti.


Rovine Gabriele Tinti

Rovine: audio guida poetica di Gabriele Tinti

ROVINE 

Audio guida poetica

di Gabriele Tinti 

Alessandro Haber legge Apollo di Gabriele Tinti, MNR

Il 21 Marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, il Museo Nazionale Romano presenta, con una diretta sulla propria pagina Facebook alle ore 12:00, il progetto multimediale “Rovine” dello scrittore e poeta Gabriele Tinti che sarà fruibile per la durata di un mese dalla riapertura del Museo.

 La tecnologia rappresenta una sintesi delle migliori composizioni di Tinti e si rivolge ai visitatori del Museo i quali potranno accedere ai contenuti presenti su una piattaforma web tramite i codici QR presenti in corrispondenza delle opere.

 Il progetto è reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele ed è in collaborazione con Treccani – Enciclopedia di scienze e lettere e Palazzo Naiadi, the Dedica Anthology.

Il format mobile offrirà al visitatore contributi poetici audio-video-testuali in lingua inglese e italiana in merito ai capolavori in oggetto. Il progetto è la prima sperimentazione al mondo al riguardo. Gli attori che hanno collaborato sono Marton Csokas Alessandro Haber. L’audio guida del “Pugile a riposo” riporta invece il video e l’audio della lettura dal vivo di Kevin Spacey.

Gabriele Tinti e Kevin Spacey, foto courtesy Mauro Maglione

I capolavori in oggetto sono i seguenti:

Palazzo Altemps                                             

 

  • Galata suicida
  • Erinni
  • Ermes Ludovisi
  • Ares

Palazzo Massimo

  • Pugile
  • Sarcofago Mattei
  • Apollo del Tevere
  • Dioniso

Rovine Gabriele Tinti

L’iniziativa rappresenta la prima tappa di un progetto che coinvolgerà altri musei italiani, a partire dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e rientra nell’ambito del più ampio programma “Rovine” che raccoglie una serie di letture dal vivo di fronte alle opere e che ha visto coinvolti negli ultimi anni alcuni importanti attori (tra i quali Kevin Spacey, Joe Mantegna, Marton Csokas, Robert Davi, Burt Young, Vincent Piazza, Franco Nero, Enrico Lo Verso, Luigi lo Cascio e Alessandro Haber) e alcuni dei maggiori Musei al mondo come sono il Metropolitan di New York, il J. Paul Getty Museum ed il LACMA di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e di Palazzo Altemps, la Gliptoteca di Monaco, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo Archeologico di Napoli e molti altri ancora.

“Rovine” è stato insignito del Premio Montale fuori di casa 2018 per la poesia ed è stato recentemente scelto per celebrare il riallestimento delle collezioni del Getty Villa, per proseguire il dialogo iniziato con la mostra di artisti contemporanei "Plato in LA" in occasione della quale alcuni dei più celebrati artisti del panorama odierno hanno reinterpretato l'impatto di Platone sul mondo contemporaneo.

Ha commentato il Presidente della Fondazione Terzo PilastroProf. Emanuele: «Sono davvero lieto di sostenere questo bellissimo progetto ideato da Gabriele Tinti, uomo di grande cultura e sensibilità cui mi accomuna l’amore per la poesia, oltre che quello per l’arte, e che – come il sottoscritto – è stato insignito del prestigioso “Premio Montale fuori di Casa” a Palazzo Altemps. Come è noto, da sempre ritengo che la poesia debba avere la medesima visibilità e fruibilità delle altre forme artistiche (le arti visive, il cinema, il teatro, la musica, la danza), tanto che da quattordici anni, ormai, mi rendo promotore della maratona annuale internazionale “Ritratti di Poesia”, un evento unico da me ideato che ha colmato un’importante lacuna nel panorama culturale della città e del Paese. Il progetto “Rovine” si inserisce pienamente in questa filosofia, centrando il duplice scopo di avvicinare, da un lato, il pubblico al verso lirico solitamente così trascurato, e di creare, dall’altro, una maggior empatia ed una più stretta relazione del visitatore con l’opera d’arte classica che ha ispirato la composizione poetica.».

Haber legge Omero di Gabriele Tinti, foto courtesy Dino Ignani

Leggere "Rovine" è stato come abbandonare ogni resistenza al passato, indossare ogni volta una maschera diversa, quelle degli antichi attori tragici, per provare a seguirli nell'incantesimo capace di unire le parole alle immagini.

Alessandro Haber

Csokas, foto courtesy Dino Ignani

I personaggi che Tinti trae dai miti greci permettono all’ “attore" di abitare la lotta essenziale di ciò che ci rende umani, come in una rappresentazione di Teatro Noh dove la ripetizione diventa trascendenza; farsi umani sotto il sole ardente che ci dà vita e, al contempo, distruzione (…) Ogni momento, ogni parola, è una preghiera, un grido, un'offerta alla dimensione dell’Ignoto, come accade in una rappresentazione rituale ed espressiva, nello scenario d’idee costruite sugli sforzi di un’umanità giacente, rovinata.

Marton Csokas

Csokas legge Le Muse di Gabriele Tinti, foto courtesy Dino Ignani

 

Like a rhapsode of old, Gabriele Tinti has performed his poems of ‘speaking-out’ (ekphrasis) to audiences in various parts of the world; here are those responses, an anthology of engagement and delight.

Nigel Spivey, University  of Cambridge

Prestare la voce a queste poesie sulla statuaria classica mi hanno fatto sentire in qualche modo partecipe della sopravvivenza di una civiltà così profonda, tragica, influente com'è stata quella antica.

Franco Nero

Gabriele Tinti, MNR, foto courtesy E. Ruscio
Rovine Gabriele Tinti
Manifesto di Rovine di Gabriele Tinti

Testo e foto per Rovine di Gabriele Tinti dall'Ufficio Stampa Comin & Partners


Etruschi e il MANN. Una mostra imperdibile sulla storia etrusca della Campania

Etruschi e il MANN che aprirà i battenti al Museo Archeologico di Napoli il 17 marzo 2020 sarà un’occasione imperdibile per approfondire la storia etrusca della regione e di alcuni centri fortemente influenzati da questo antico popolo. L’esposizione, che abbraccerà un arco cronologico ampio che va dal X al IV secolo a.C. indagherà sulla scoperta e sulla storia di una Etruria Campana, idea che fino alla fine dell’Ottocento, pur attestata da molteplici fonti letterarie è stata rifiutata fino a quando l’archeologia ha mostrato interessanti dati anche sulla fondazione etrusca di Pompei.

Statuetta di offerente togato
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Inv. 5534
Bronzo
Alt. cm 24
600 a.C. ca.
Dall’isola d’Elba (collezioni borboniche)

Alla fine dell’VIII secolo, la Campania era abitata da genti di provenienza diversa che si differenziavano dal punto di vista dell’ethnos, della lingua e per cultura. Tre erano i grandi gruppi linguistici: una lingua italica, l’osco e due lingue straniere: greco ed etrusco. Le relazioni tra comunità favorirono la creazione di culture ibride ma contribuirono anche all’inasprirsi dei conflitti armati per il possesso di terre ed il controllo del mare. Intorno al 700 a.C. in quell’epoca definita orientalizzante per i continui scambi con i porti del Mediterraneo orientale, i principali centri della costa tirrenica erano controllati da potenti èlite aristocratiche che si facevano realizzare tombe sfarzose secondo una moda diffusa tanto in Etruria quanto nei centri campani etruschizzati di Capua e Pontecagnano.

Stamnos a figure rosse
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Inv. 81884
Ceramica a figure rosse
Alt. cm 36; diam. orlo cm 21
IV sec. a.C.
Da Ruvo (acquisto Gargiulo)

Nel VII secolo, la Campania, grazie alla maggiore richiesta di vino, olio e prodotti di lusso da parte dell’èlite occidentale, si ritrovò inserita sulle rotte del commercio arcaico. La costa si riempì di insediamenti che si trovavano lungo le rotte e prendevano parte ai vari commerci. Sull’isola di Ischia, precisamente nel villaggio di Punta Chiarito, diverse erano le coltivazioni di vino e qui arrivavano prodotti greci, campani ed etruschi in senso stretto.

Le famiglie aristocratiche continuavano a farsi seppellire in modo misto e la fine del secolo vide fiorire anche la nascita di una nuova èlite media che si sviluppò tanto nei centri etruschi di Capua e Pontecagnano che a Cales nel nord della Campania e a Stabiae nella valle del Sarno. La cultura materiale si standardizza. Nascono botteghe di qualità ordinaria che producono bucchero nero etrusco e ceramica etrusco-corinzia di imitazione. Questo è il contesto in cui Pompei si trova e questo è il contesto in cui altre città vengono fondate pressappoco contemporaneamente.

Etruschi MANN
Oinochoe in bucchero pesante
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Inv. 114275
Ceramica in bucchero
Alt. cm 36; diam. bocca cm 17
Seconda metà del VI sec. a.C.
Da Chiusi (?), acquisto Scognamiglio

Il percorso espositivo, pensato dall’archeologo Valentino Nizzo e promosso dal MANN in collaborazione con Electa, si articolerà in due sezioni. Un focus archeologico sugli Etruschi in Campania in cui sarà approfondita la documentazione relativa alla presenza degli Etruschi nella regione, dal I millennio fino al processo di sannitizzazione del territorio quando dopo le sconfitte di Cuma tra VI e V secolo a.C. il potere  etrusco sul Mediterraneo tramonterà con la nascita di nuovi e più complessi sistemi all’orizzonte.

La seconda sezione, invece, valorizzerà i materiali etruschi presenti al Museo, esterni al territorio campano, ma acquisiti sul mercato collezionistico dal MANN in varie fasi della sua storia. Accanto ad oggetti anche volumi e documenti d’epoca che illustreranno l’evoluzione del pensiero scientifico nel corso del Settecento e fino al Novecento, assieme ai protagonisti che hanno contribuito alla riscoperta di un passato etrusco della Campania.

Etruschi MANN
Carrello cultuale in bronzo
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Senza inv.
Bronzo laminato e fuso
Carrello: alt. (senza coperchio) cm 19,5; diam. ruote cm 5,3 (anteriori) e cm 5,7 (posteriori); bacile: alt. cm 8; diam. orlo cm 12
Fine dell’VIII - inizi del VII sec. a.C.
Provenienza sconosciuta

Ad arricchire l’esposizione un gruppo di materiali dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’intero corredo della Tomba Bernardini da Palestrina (675 – 650 a.C.), una delle più importanti e ricche tombe del periodo orientalizzante, epoca di fruttuosi scambi e commerci di lusso nella grande culla del Mediterraneo antico. Un confronto nasce anche con la tomba Artiaco 104, occasionalmente in mostra, in cui il defunto di Cuma, principe tirrenico – orientalizzante rappresenta un caso simbolo per questo periodo ricco. I suoi resti furono deposti in un calderone in argento come gli eroi omerici dell’Iliade: “Mangiava e beveva come un greco, portava abiti e armi etruschi e si comportava da re orientale”.

Seicento i reperti che saranno presentati al pubblico e almeno duecento opere esposte per la prima volta dopo un’attenta campagna di studio e restauro ma soprattutto occasione per addetti ai lavori e non di conoscere la potente storia degli Etruschi e il territorio di loro pertinenza che si estendeva dall’Etruria padana fino a Pontecagnano.

 

Etruschi e il MANN: foto courtesy Uffici Stampa Electa e MANN


Pompei al MANN. Ecco la nuova collezione sugli oggetti

Il Museo Archeologico di Napoli riapre la collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane. Sono cinque le sale che ospitano reperti provenienti dai siti colpiti dall’eruzione del Vesuvio che si datano tra la fine del I secolo a.C. e il 79 d.C.

'C'è più Pompei da oggi al MANN: nella 'nuova' sezione dedicata alla vita quotidiana delle città vesuviane, riaperta a tempo record dopo due mesi, trovano posto reperti mai visti. Come lo straordinario piatto in vetro cameo bianco e blu, numerose terracotte e preziose suppellettili sono 'emerse' dai depositi, il nostro immenso 'giacimento' finalmente oggetto di uno storico riordino. Un lavoro che può definirsi quasi di scavo e di ricerca e che si affianca, in parallelo, a quello del Laboratorio di Restauro interno. Ancora più ricca, questa collezione unica al mondo, dal vasellame agli argenti, dagli strumenti chirurgici a quelli musicali, ci rivela il gusto per la bellezza ed anche le usanze domestiche di donne e uomini di duemila anni anni fa. Il riallestimento compiuto con passione dai nostri archeologi accompagnerà con maggior chiarezza e semplicità la meraviglia dei visitatori'', commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Per la prima volta sarà possibile ammirare una patera in vetro cammeo (I secolo a.C. - I secolo d.C.), uno splendido piatto bianco e blu, mai esposto in passato e ritrovato nella Casa del Poeta tragico di Pompei a denotare il prestigio del suo proprietario. Focus anche sulla religione domestica con l’allestimento di un nuovo nucleo di terrecotte votive, circa dieci esemplari provenienti da Pompei, così come una selezione di oggetti in osso ed avorio. il percorso di visita si articolerà inoltre in cinque micro sezioni, ognuno rappresentato da una sala espositiva: strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo, ceramica invetriata, ossi ed avori, vasellame bronzeo ed argenti provenienti dalla Casa del Menandro, vetri.

Il lavoro di restyling ha previsto anche una approfondimento dei contenuti e una traduzione in inglese. In armonia con la collezione Magna Grecia, i disegni dei pannelli saranno firmati da Silvia Pertile.


La Doppia Erma Erodoto/Tucidide del MANN alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea

E' partita questa mattina, alla volta del Palazzo della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide (II sec. d.C.) del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: l'opera, che da domani sarà esposta al Palais per 18 mesi, è la terza “ambasciatrice” del MANN presso la prestigiosa istituzione lussemburghese.

Grazie al progetto“Obvia-out of boudaries viral art dissemination”, realizzato in rete con l'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide è il nuovo prestito che unisce il MANN e la Corte di Giustizia dell'UE: la scultura è stata preceduta dall'Erma di Socrate (nel 2017, prima opera italiana in assoluto “ospitata” nel Palazzo lussemburghese) e dallo Pseudo Seneca.

"Per la terza volta il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è orgoglioso di prestare alla Corte di Giustizia un  capolavoro archeologico estremamente significativo,- ricorda il direttore del MANN, Paolo Giulierini - Si tratta infatti di un'erma di età imperiale romana con due titani della storiografia a confronto: Erodoto e Tucidide. Entrambi non scrivono in un comodo studiolo. Erodoto è un profugo cacciato dalla patria per motivi politici, e si arricchisce con viaggi e permanenze che lo vedono collegare, idealmente, almeno l'Anatolia, Babilonia, l'Egitto, Atene e la Magna Grecia. Tucidide ad un certo punto pare che sia stato esiliato da Atene in Macedonia per aver fallito un incarico militare contro gli Spartani ed abbia appoggiato, dopo il primitivo sogno di Pericle, il regime oligarchico ateniese controllato da Sparta. E tuttavia, pur nella imperfezione e difficoltà delle vite dei due personaggi, nell'opera si coglie la potenza delle idee, che acquisiscono un valore eterno e la volontà di conservare la memoria, patrimonio fondante dell'identità dei popoli. Non c'è giustizia senza storia, e non ci può essere giustizia senza memoria. Questo è il messaggio che il MANN e Napoli portano alla Corte in questa nuova occasione. Grazie al Presidente di averci dato nuovamente voce''.

“È un onore per la Corte di Giustizia dell’Unione europea continuare la proficua collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed accogliere presso la propria sede la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide – dichiara la prof.ssa Lucia Serena Rossi, giudice italiano presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea – Questa nuova opera, preceduta dall'Erma di Socrate e dallo Pseudo Seneca, si distinguerà tra i capolavori, provenienti da tutto il mondo, esposti presso il Palais della Corte di Giustizia e testimonierà la ricchezza dei nostri Musei nonché la grande sensibilità per la divulgazione del nostro patrimonio culturale in una delle più autorevoli sedi istituzionali europee. La Corte di Giustizia, pertanto, non può che essere lieta ed orgogliosa di ricevere questa nuova e prestigiosa testimonianza della cultura italiana.”

Una scelta densa di significato, dunque, per la nuova esposizione temporanea di un capolavoro del Museo Archeologico alla Corte di Giustizia dell'UE: replica di modelli statuari bronzei risalenti al IV sec. a.C. , di cui è attestato un esiguo numero di copie di età romana, l'opera doveva far parte di un'antica galleria di erme bicipiti in un'edificio pubblico nell'area degli Horti Maecenatis all'Esquilino.

Le teste dei due storici sono legate, eppure guardano in diverse direzioni, confermando i concetti di continuità e differenza, tipici della Doppia Erma: da una parte vi è Erodoto, definito da Cicerone "il padre della storiografia", fondatore di un metodo rigoroso di analisi dei fatti, grazie a cui sono esaminate non soltanto le ragioni degli avvenimenti, ma anche le connessioni multidisciplinari del discorso; dall'altra Tucidide, "lo storico della ragione", lucidissimo narratore ed implacabile testimone della Guerra del Peloponneso, raccontata con rigore ed attenzione alla matrice economica del conflitto.

Il pensiero di Erodoto e Tucidide è alla base della cultura occidentale ed è stato riferimento imprescindibile, per gli studiosi di qualsiasi epoca, nel dibattito sui concetti di città, democrazia, giustizia.

OBVIA, OUT OF BOUNDARIES VIRAL ART DISSEMINATION è un progetto universitario adottato del MANN che nasce da un Protocollo d’intesa– dichiara la dott.ssa Daniela Savy, ricercatrice di Diritto dell'Unione europea e docente di Diritto europeo dei beni culturali – tra l'Università Federico II ed il Museo Archeologico, per la promozione dell'immagine del Museo sul piano nazionale ed internazionale ai fini dell’audience development inteso quale aumento della partecipazione dei pubblici. Arte senza confini, quindi, per coinvolgere  anche altre Istituzioni pubbliche di rilievo internazionale nell'attività di disseminazione della conoscenza delle opere custodite nel Museo”.

Il prestito della Doppia Erma alla Corte di Giustizia dell'UE in Lussemburgo inaugura una nuova stagione di prestigiose relazioni internazionali, nell'ottica della valorizzazione del patrimonio museale.


Epifania al MANN. Tra iniziative e sorprese per i più piccoli

L'Epifania si festeggia al MANN: per lunedì 6 gennaio, in occasione delle aperture straordinarie degli istituti culturali nazionali promosse dal Mibact, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli organizzerà una giornata a misura dei bambini (e delle loro famiglie).

Per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, come fantasioso pensiero per la Befana, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permetterà ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico, scoprendo le opere del MANN: i capolavori, inclusi nella mostra “Thalassa”, saranno in dialogo con i reperti normalmente esposti nelle collezioni del Museo.

La sceneggiatura "Tra mare e stelle" proporrà due temi che il MANN intende valorizzare: l'ambiente e l'intercultura; se, ad inizio della storia, un Poseidone adirato non riconoscerà il Mare nostrum oggi invaso dalla plastica, un’attenzione particolare sarà  dedicata  alle antiche migrazioni, che avvenivano soprattutto attraverso i mari, con un esplicito riferimento alle vicende della fondazione greca di Napoli.
L'efficacia didattica della guida sarà confermata dalla proposta di alcuni simpatici giochi enigmistici (crucipuzzle, "unisci i puntini" e labirinti, anch'essi tematici), pensati per fissare informazioni storiche e mitologiche, veicolandole in maniera semplice e divertente.
Sempre per il 6 gennaio, previsto un ulteriore regalo della Befana: accompagnando i bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Sarà variegata l'offerta culturale del MANN per le feste: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Anticipo di conclusione delle festività anche il 5 gennaio, data della #Domenicalmuseo per gli istituti culturali nazionali: per l'occasione, il Mibact promuoverà la nuova edizione della campagna sui "Fumetti nei Musei", valorizzando la mostra in programma all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma.

Si segnala, infine, che sino al 12 gennaio sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro).


2019 da record per il Museo Archeologico di Napoli

673mila visitatori nel 2019: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli segna un trend in crescita del 10% rispetto alle presenze del 2018, raggiungendo il numero più alto di ingressi mai registrati.

Alle statistiche annuali si aggiunge la compagine fidelizzata degli abbonati OpenMann: sono ottomila, infatti, i titolari di card.

Si chiude  l'anno del record assoluto di visitatori nella storia del MANN, con un incremento del 10 per cento nel 2019  rispetto al già straordinario dato del 2018. Con orgoglio, che voglio condividere con la città e il mio staff,  possiamo definirci sempre più 'il Museo Archeologico Nazionale' , il primo del paese come forza attrattiva, custode dell’antichità classica  e ambasciatore dell’Italia del mondo. I nostri tesori, per lo più provenienti dagli sterminati depositi, quest'anno sono stati ammirati in tutti i continenti da 4 milioni di persone, dalla Russia agli States ed alla Cina, grazie ad una politica che ci porta quotidianamente a dialogare con le più grandi istituzioni internazionali. Nel 2020, saremo testimonial anche alle olimpiadi di Tokyo. Tornando a Napoli, che sta vivendo un felice momento per il turismo, proprio in virtù di essere il museo pubblico  largamente più visitato, abbiamo puntato molto sulla rete con i tanti siti Extramann. L'obiettivo è  di crescere insieme, e i risultati già si vedono. Un ringraziamento va alla Regione Campania per aver sostenuto mostre importanti come ‘Canova e l’antico’ e alla Direzione Generale Musei del Mibact.  Per concludere, abbiamo lavorato quest'anno con otto cantieri aperti, per costruire un MANN più bello, fruibile al 100 per cento, ed anche in questi giorni di festa non si è fermata l' opera di riallestimento delle sale pompeiane. Nel 2020, vi aspettiamo con la nuova sezione preistoria, le grotte di Lascaux per la prima volta in Italia, gli Etruschi al MANN e la grande mostra sui Gladiatori. Mi fa piacere inoltre ricordare la nascita di MANN in Campus con la Federico II, progetto pilota in Italia definito con il rettore e neo ministro Gaetano Manfredi. Apriremo le porte agli studenti già nel corso di questo anno accademico”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Prosegue, intanto, l’intensa programmazione delle feste natalizie al MANN: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Sempre per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, a partire dal 6 gennaio, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permette ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico attraverso le opere del MANN (una selezione di capolavori sia inclusi nella mostra “Thalassa”, sia normalmente esposti nelle collezioni del Museo).

In occasione della giornata dell’Epifania, previsto un ulteriore regalo: per favorire la presenza di famiglie con bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Possibile ammirare collezioni permanenti ed esposizioni del MANN durante tutte le giornate festive: aperture straordinarie il 31 dicembre (ore 9-14) ed il 1° gennaio (ore 14-19.30), consueti orari (ore 9-19.30) nelle altre date.

Il 5 gennaio, per l’iniziativa ministeriale #Domenicalmuseo, l’ingresso sarà gratuito.

Sino al 12 gennaio, inoltre, sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro). 


I reperti di Ercolano in mostra a Napoli per "Thalassa"

L’antica Ercolano, distrutta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C., era sicuramente una città sul e di mare, lo dimostrano l’esplorazione archeologica approfondita nel settore delle Terme Suburbane, che ha messo in luce la sabbia vulcanica dell’antica spiaggia, dando prova in modo incontrovertibile della posizione del litorale davanti all’area urbana, oltre alle molte testimonianze materiali legate alle attività marinaresche rinvenute nel corso degli anni nel sito archeologico.

Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa alla mostra “Thalassa meraviglie sommerse dal Mediterraneo” con un contributo che aiuta a conoscere da vicino la vita di quanti al mere erano legati per professione o per soddisfare bisogni primari. Questo contributo si inserisce in un percorso espositivo al Museo Archeologico di Napoli con circa quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali (tra queste, il Museo Archeologico di Atene, che presta circa trenta opere provenienti dal famoso relitto di Antikythera, prima imbarcazione scoperta nel Mediterraneo proprio agli albori del Novecento) per tracciare la natura polisemantica di un Mare nostrum che, già nell’antichità, aveva un profondo valore simbolico, culturale ed economico

E dal Parco Archeologico di Ercolano, in esposizione a Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneoin programma sino al 9 marzo 2020, reperti di rara fattura, esclusivi esempi del mondo antico, legati alla vocazione marinaresca dell’antica città: un timone, un fasciame con corde arrotolate e cuoio sul quale si distinguono punti di cucitura, ami da pesca, pesi da rete in piombo, galleggianti provenienti dall’area degli scavi nuovi della Villa dei Papiri e dell’antica spiaggia.

La vicinanza e la connessione al mare è un forte elemento caratterizzante dell’antica Ercolano, tanto che i reperti rinvenuti nel tempo sono stati esposti in un luogo dedicato: il Padiglione della barca, dove i visitatori possono ammirare anche lo scafo di una barca della lunghezza di 10 m. e una larghezza di 2,20 m circa; si trattava probabilmente di un grosso gozzo marinaro. Prevedeva la presenza di tre scalmi per lato e poteva quindi essere mossa da tre coppie di remi, si ipotizza quindi che possa esser una lancia militare con un equipaggio di tre rematori per lato e un timoniere forse utilizzata per portare soccorsi alla popolazione al momento dell’eruzione del 79 d.C.. Straordinariamente ben conservata è la zona di poppa, dove è stata ritrovata la forcella d’appoggio per il timone, che era del tipo a remo esterno ed era bloccato alla forcella da una corda, anch’essa rinvenuta durante lo scavo.

Nel Padiglione, accanto alla barca, alcune vetrine espongono preziosi oggetti in legno e altri materiali deperibili – conservatisi grazie alle particolari condizioni del seppellimento di Ercolano – che rivelano quanto fosse stretto il rapporto della città con il mare.

Il Padiglione della barca è visitabile negli orari di apertura del Parco Archeologico ed è accessibile con lo stesso biglietto di inresso al sito.

"Prosegue  la mobilitazione dei reperti del Parco, testimoni itineranti del nostro passato - dichiara il Direttore Francesco Sirano - e mi piace sottolineare la rarità e quasi unicità per esempio del timone che verrà esposto, oltre che del rotolo di corda e resti di un telone in cuoio, nel quale si possono distinguere i punti di cucitura, evidentemente utilizzato per proteggere le barche o le attrezzature. Ercolano racconta un mare quotidiano, la vita sull’incantevole Golfo di Napoli, ma almeno parte dei cittadini dovevano svolgere attività marinare più complesse come indica in uno dei due templi del santuario affacciato proprio sulla spiaggia il culto della dea Venere come protettrice della navigazione.  Ercolano conferma dunque la sua funzione di trasmissione di fondamentali dati storico archeologici ma anche di  valori umani, i materiali legati al mare sono in tal senso messaggeri di un passato di uomini e donne che li hanno maneggiati ed utilizzati, la natura, la cura nella ricerca e nella conservazione hanno poi fatto il resto, con le vicende accadute che ne hanno determianto l’eccezionale stato di preservazione ".


Il MANN  rinnova la convenzione con gli archeologi

Rinnovata il 14 novembre 2019, nella cornice della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la convenzione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'Associazione Nazionale Archeologi per l'accesso gratuito ai soci ANA fino al 2023. L'evento pestano ha fatto da cornice ad un incontro avvenuto tra il Direttore del MANN ed i vertici nazionali e regionali dell'Associazione. Ringraziamo il Direttore Paolo Giulierini per aver condiviso il rinnovo della convenzione e per la sensibilità mostrata nel sostegno della necessità della libera fruizione museale  per il professionista archeologo.

"Il MANN e il suo Direttore, Paolo Giulierini, confermano una visione moderna dell’istituzione museale" afferma Salvatore Agizza, Presidente ANA Campania, "proiettata alla costruzione di un tessuto connettivo con la società e la comunità territoriale, archeologi compresi". 

Alessandro Garrisi, Paolo Giulierini, Salvatore Agizza

"Il museo non è solo quel magnifico luogo in cui ogni cittadino può fruire del patrimonio storico-artistico nazionale, ma uno strumento di studio e aggiornamento professionale per gli archeologi italiani"  - dichiara Alessandro Garrisi Presidente Nazionale ANA. "Rinnoviamo quindi con grande piacere la convenzione per usufruire dell’ingresso gratuito al Museo Archeologico di Napoli e la mettiamo a disposizione di tutti gli archeologi dell’ANA. Siamo convinti che tutti gli archeologi dovrebbero ricevere la stessa possibilità in ogni museo archeologico dello Stato: una nostra proposta in questo senso è stata a suo tempo presentata alle istituzioni competenti, e ci auguriamo che l’esempio del MANN sia da stimolo alla rapida e positiva conclusione di questa istanza.