Il docu-film "Canova" ti invita al MANN di Napoli

L'arte sublime di Antonio Canova, raccontata nel film “Canova” di Magnitudo Film, vi attende al MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 29 marzo al 30 giugno 2019 nella grande mostra “Canova e l'Antico” promossa dal Mibac- MANN con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.

Un invito particolare è stato riservato a tutti gli spettatori del docu-film “Canova”, che sarà proiettato in oltre 250 sale italiane, per tre giorni, dal 18 al 20 marzo 2019 (l’elenco delle sale aderenti è disponibile sul sito Magnitudo Filmwww.magnitudofilm.com/in-cinemas/).
Basterà conservare il ticket del cinema e mostrarlo alla biglietteria del Museo (Piazza Museo 19, Napoli) per ottenere una riduzione del 50% (biglietto intero euro 15, speciale “Canova al cinema” euro 7.50). L'offerta, valida per l'intero periodo della mostra, non è applicabile agli acquisti on line.

Curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra riunisce al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, più di 110 lavori del grande artista e 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere e collezioni del MANN, tempio della classicità.

Con il docu-film “Canova” di Magnitudo Film, sesto titolo della stagione “L’arte al cinema” distribuita in Italia da Magnitudo Film con CHILI, si ripercorre la storia, che a Venezia ha visto nascere il talento di Canova, passando per Francia, Inghilterra, Russia e soprattutto Roma, ma senza lasciare mai Possagno, paese natale dello scultore.

Le tecniche di ripresa 8K HDR rivelano dettagli poco conosciuti, raccontati dalla voce di chi conosce perfettamente i suoi capolavori del maestro, Vittorio Sgarbi, Presidente dalla Fondazione Canova di Possagno e Mario Guderzo, Direttore Museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno.

“Il 2019 sarà l’anno delle celebrazioni canoviane, con questo progetto cinematografico abbiamo voluto omaggiare il genio assoluto del Neoclassicismo: invitiamo tutti, prima al cinema e poi al MANN in un viaggio alla scoperta di Canova, l’ultimo grande artista italiano di livello mondiale che è riuscito ad imprimere nel marmo l’immagine dei grandi potenti della sua epoca, dai Borghese, a Napoleone agli Zar di Russia” dichiara Francesco Invernizzi, amministratore delegato di Magnitudo Film.

Prestiti internazionali connotano l’appuntamento: al MANN:  tra questi, il nucleo eccezionale di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo - L’ Amorino AlatoL’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchiAmore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie - ma si potrà ammirare anche l’imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev e l’Apollo che s’incorona del Getty Museum di Los Angeles.
A questi si aggiungono, tra i capolavori in marmo riuniti ora nel Salone della Meridiana, la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal Museo Civico di Asolo, la Stele Mellerio, vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos.

La mostra ha il sostegno della Regione Campania, i patrocini del Comune di Napoli, della Gypsotheca-Museo Antonio Canova di Possagno e del Museo Civico di Bassano del Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia. Nell’ambito della collaborazione con l’Istituzione di Possagno, sarà la possibilità di ammirare tutte insieme e dopo un attento restauro, le 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale dell’artista.
Straordinaria la presenza di alcuni delicatissimi grandi gessi come l’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante, restaurato quest’ultimo per l’occasione e già in Palazzo Papafava a Padova - entrambi da collezioni private - o il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova) che ha concesso, con grande generosità, prestiti davvero significativi. Fondamentale anche il supporto della Soprintendenza ABAPdell’area metropolitana di Venezia e delle province di Belluno, Padova e Treviso.


Canova e l'Antico: La mostra-evento in arrivo al MANN di Napoli

Napoli si prepara a celebrare, dal 28 marzo al 30 giugno 2019, l’arte di Antonio Canova, con una mostra-evento al MANN-Museo Archeologico Nazionale, copromossa dal Mibac-Museo Archeologico Nazionale di Napoli con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo nell’ambito dell’importante protocollo di collaborazione che lega le due Istituzioni.

Curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova, e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra riunirà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli più di 110 lavori del grande artista, tra cui 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere collezioni del MANN, in parte inserite nel percorso espositivo, in parte segnalate nelle sale museali.

Proprio il confronto, per analogia e opposizione, fra opere di Canova e opere classiche, costituisce l’assoluta novità di questa mostra, evidenziando un rapporto unico tra l’artista e l’arte antica.

Canova si rifiutò sempre di realizzare copie di sculture antiche, reputandolo lavoro indegno di un artista creatore. Il suo colloquio con il mondo classico era profondo e incideva su istanze cruciali, prima fra tutte la volontà di far rinascere l’Antico nel Moderno e di plasmare il Moderno attraverso il filtro dell’Antico: istanze creative, appunto, nel senso pieno del termine.

“Perché Canova ha tanto senso? Perché sentiamo così profondamente la mostra dell’ “ultimo degli antichi e il primo dei moderni”, fra gli artisti del ‘700? La risposta è nella mostra proposta dal MANN, che dimostra non solo l’eccellenza del Museo che la ospita, ormai fra le più importanti istituzioni culturali europee, e lo straordinario intuito del suo direttore che riesce a tessere una fitta rete di rapporti interni e internazionali: negli ultimi mesi con la Cina, oggi con l’Ermitage di San Pietroburgo. Soprattutto, però, la mostra prova l’universalità “politica” dell’arte e la sua perenne contemporaneità.” Queste le parole del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, cui si aggiungono quelle del direttore del MANN, Paolo Giulierini: “Se la scoperta di Ercolano e Pompei sono alla base della nascita del Neoclassicismo la figura di Canova ne è, forse, la massima espressione artistica. Riflettere poi sul fatto che “il moderno Fidia” trasse ispirazione dal patrimonio antico di Napoli, anche in termini di statuaria, e ricevette numerose commesse tanto da consentirci, oggi, di poter proporre un “itinerario canoviano”, fornisce la risposta al perché di una mostra di Canova all’Archeologico di Napoli”.

Oltre alla possibilità di confrontare opere come il Teseo vincitore del Minotauro di Canova con l’Ares Ludovisi, di cui è in mostra il gesso prestato dall’Accademia di Belle Arti di Napoli (che Canova ammirò per la prima volta nel 1780) e il bronzo del Mercurio seduto, oppure le danzatrici di Ercolano con le danzatrici canoviane, ad arricchire ulteriormente una mostra di questo calibro si aggiungono il catalogo Electa - ricco di saggi e schede con raffronti fra opere canoviane e opere antiche -, la serie illustrata, ideata per i giovani frequentatori del MANN, edita sempre da Electa, con protagonista il giovane Nico, questa volta alla scoperta di Canova (autori: Blasco Pisapia e Valentina Moscon) ed un’avventura che farà approdare Antonio Canova nel fantastico mondo di Topolino: il settimanale della Panini Editore pubblicherà infatti ( in edicola il 1° maggio) la storia a fumetti “Topolinio Canova e la scintilla poetica”. Un’avventura nel filone educational, scritta e disegnata da Blasco Pisapia, per rivivere il viaggio napoletano di Topolino Canova e del suo amico e collega Pippin.

Infine, al MANN innovazione multimediale e fascinazione dei racconti immersivi si intrecciano per dare vita a due installazioni immersive ad alto contenuto scientifico e di grande potenza emotiva, prodotte da Cose Belle d’Italia Media Entertainment e proposte in questa speciale occasione. 

C+ by Magister è una nuova declinazione di Magister Canova, progetto espositivo presentato nel 2018 a Venezia, nato da un rigoroso lavoro di ricerca a cura di Mario Guderzo (Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, Membro del Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova, e del Comitato Scientifico del CAM) e Giuliano Pisani  (filologo classico e storico dell’arte, Accademico Galileiano, Membro del Comitato dei Garanti per la promozione della Cultura Classica del MIUR), e dal comitato scientifico composto da Giuseppe Pavanello (Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna), Steffi Roettgen (Professore Emerito all’Università Ludwig - Maximilians di Monaco), Johannes Myssok (Vice Rettore dell’Accademia Kunstakademie di Düsseldorf) e Andrea Bellieni (curatore del Museo Correr di Venezia) che hanno lavorato in stretta collaborazione con la direzione artistica ed esecutiva di Luca Mazzieri e Alessandra Costantini e con la supervisione creativa di Renato Saporito.

Magister, invece, è l’innovativo format espositivo ideato e prodotto da Cose Belle d’Italia Media Entertainment con l’obiettivo di promuovere la bellezza attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, rivitalizzandolo in chiave contemporanea. Il format – con un programma aperto all’internazionalizzazione - consente ai visitatori di compiere un percorso di alto profilo scientifico nel quale allestimento, conoscenza e spettacolo si fondono per creare un’esperienza unica. Tra i progetti realizzati e presentati in anteprima alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia: Magister Giotto (2017) e Magister Canova (2018), percorsi installativi di forte impatto scenografico, nati dall’approfondimento critico di Comitati Scientifici di spessore internazionale.


San Vincenzo al Volturno: dagli scavi emerge un vaso del IX sec.

Il MANN in campo per la valorizzazione del patrimonio archeologico di età medievale. 

La campagna di scavo a San Vincenzo al Volturno del 2018 ha esplorato il cuore del monastero molisano, ovvero l’area dell’enorme chiostro centrale costruito alla fine dell’VIII secolo e riedificato tra la conclusione del X e gli inizi dell’XI, dopo la distruzione nell’881 ad opera degli Arabi.

In questa sezione, dove si continuerà a scavare anche nell’anno in corso, sono state rinvenute tracce di attività produttive risalenti all’XI secolo, elemento tipico della vita dei grandi monasteri medievali.

Dalle indagini archeologiche, inoltre, è emerso un oggetto sinora unico nel suo genere: si tratta di una grande olla in ceramica, databile al IX sec., sulla cui superficie esterna sono state graffite le figure di tre individui in abito monastico, circondati da lettere e stelle; all’interno del vaso erano stati collocati, apparentemente in maniera intenzionale, dei frammenti di ceramica di forma oblunga. Difficile allo stato attuale dare un’interpretazione definitiva di questo curioso ritrovamento, sul cui significato gli studi sono ancora in corso. Tuttavia, è stata avvalorata l’ipotesi per cui l’olla possa essere stata usata come urna per consultazioni interne alla comunità monastica. Se questa idea fosse confermata, si tratterebbe del primo oggetto di questo tipo mai rinvenuto in ambito archeologico.

Tenuto conto del valore straordinario dell’opera, il laboratorio del MANN (sezione ceramica), ha curato il restauro del repertoche sarà collocato al Museo Archeologico Nazionale di Venafro.
Alla presentazione degli scavi a San Vincenzo al Volturno, dopo i saluti di Paolo Giulierini (Direttore del MANN), Leandro Ventura (Direttore Polo Museale del Molise), Vincenzo Cotugno (Assessore alla Cultura della Regione Molise) e Lucio D’Alessandro (Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa), previsti gli interventi di Federico Marazzi (Docente di Archeologia cristiane medievale/ Università Suor Orsola Benincasa), Daniele Ferraiuolo, Luigi Di Cosmo Nicodemo Abate (Laboratorio di Archeologia Tardo Antica e Medievale/Unisob) e Maria Teresa Operetto (Laboratorio di restauro del MANN).

A questo appassionante orizzonte di ritrovamenti archeologici si collega, per incidens, il volume degli atti del convegno tenutosi in occasione dell’apertura a Napoli della mostra sui Longobardi. 
La silloge raccoglie una serie di approfondimenti su temi toccati dall’esposizione ed affrontati solo parzialmente nel catalogo: dalla complessa storia della presenza dei reperti longobardi nei musei italiani all’analisi della collocazione geopolitica dell’Italia fra VI e VII secolo, dalla funzione della moneta nel contesto economico medievale al problema della connotazione “etnica” degli oggetti rinvenuti nelle tombe delle prime generazioni successive all’invasione longobarda nella nostra penisola.

Il volume, pubblicato in collaborazione fra il MANN e l’Università di Siena nel quadro del progetto PRIN “Archeologia al Futuro”, con l’apporto della casa editrice molisana Volturnia (da tempo impegnata nella pubblicazione delle ricerche su San Vincenzo al Volturno e l’archeologia altomedievale italiana), è stato presentato dai curatori Paolo Giulierini, Marco Valenti (docente di Archeologia cristiana e medievale/Università di Siena) e Federico Marazzi.
 
''Per la prima volta in Italia un grande Museo statale è coinvolto in un progetto di ricerca archeologica sul campo - spiega Paolo Giulierini, direttore del MANN - accade dalla scorsa estate a San Vincenzo al Volturno e siamo orgogliosi di presentare a Napoli i primi eccellenti risultati. E' importante ricordare che dopo aver ospitato 'I Longobardi', il MANN ha scelto proprio il prestigioso sito molisano, nella mostra ampiamente rappresentato, per sperimentare la fruttuosa sinergia con il Suor Orsola, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise,  il  Polo Museale del Molise. Per completare questa giornata tutta dedicata alla ricerca e aperta al pubblico, abbiamo voluto presentare  gli atti del convegno sui Longobardi, in collaborazione con l’Università di Siena”.
 


Il MANN accessibile: presentazione dei progetti per un Museo sempre più inclusivo

Il Museo, etimologicamente, è tempio delle Muse; per gli operatori culturali, che veicolano la bellezza del nostro patrimonio, il Museo deve essere, in primis, la casa di tutti.

Se ne parlerà lunedì prossimo, dalle 15 nella sala conferenze dell'Archeologico, durante la presentazione del progetto "Museo accessibile: nuovi percorsi di inclusione al MANN", a cura del prof. Ludovico Solima (Università della Campania "Luigi Vanvitelli"): nel delineare le attività messe in campo nel più ampio  contesto del "PON Cultura e sviluppo/FESR 2014-2020", saranno affrontate le diverse linee di ricerca seguite dall'Archeologico per rendere le proprie collezioni fruibili ad una vasta (ed eterogenea) platea di visitatori.

Due le direttrici lungo le quali si sono sviluppate indagini ed expertise coinvolte in queste due azioni del progetto: il Museo e le persone con disabilità cognitive; i modelli di interculturalità dedicati ai "nuovi italiani".

Grazie alla sinergia con la Fondazione Foqus, innanzitutto, si è partiti dalla disamina delle best practices museali dedicate ai cosiddetti "pubblici speciali", in particolare i giovani e gli adulti affetti da disabilità cognitive: dai modelli esaminati, afferenti a diverse aree geografiche europee ed extraeuropee, è emerso che, molto spesso, le istituzioni culturali dedicano percorsi specifici di visita, distinti da quelli tradizionali, per tali soggetti .

La scommessa della ricerca portata innanzi dall'Archeologico e dalla Fondazione Foqus risiede nello spostare, di fatto, il punto di osservazione: tramite itinerari didattici mirati, che utilizzano nuovi sussidi e particolari strategie di comunicazione, si crea un percorso culturale non soltanto accessibile per visitatori autistici, ma fruibile da tutti i tipi di pubblico; il trait d'union, così, è dato dall'efficacia degli strumenti di comunicazione applicati alla diffusione del messaggio culturale.

Durante l'evento, saranno Renato Quaglia (Direttore Foqus), Rachele Furfaro (Presidente Foqus), Fabrizio Rocco e Sara Mancini (coordinatori centro Argo) a tracciare le direttrici lungo le quali si è sviluppato il progetto "SoStare al MANN".

Ancora, un ulteriore momento di approfondimento sulle distinte sfaccettature del concetto di accessibilità sarà rappresentatdal modello di interculturalità dedicato ai "nuovi italiani", in particolare alle comunità cinesi che risiedono nel nostro territorio: Francesca Amirante (storica dell'arte e Presidente di Progetto Museo) ha realizzato, infatti, un testo didattico, che sarà presentato in conferenza, dedicato a bimbi e ragazzi orientali; lungi dall'essere un mero percorso di traduzione delle sezioni descrittive delle collezioni del MANN, il lavoro del gruppo di lavoro coordinato dalla Amirante è, piuttosto, un iter di condivisione dei contenuti culturali ed artistici del Museo.

Accanto al percorso didattico di Amirante, sarà illustrata anche una tabella di periodizzazione incrociata che consentirà, a tutti i turisti cinesi in visita al MANN, di accostare fasi di storia greco-romana a momenti di storia dell'antichità orientale. Insieme a Francesca Amirante, parteciperanno alla tavola rotonda Caterina De Vivo (archeologa, Progetto Museo), Chiara Visconti (Università degli Studi di Napoli "L'Orientale") e Gennaro Reder (coordinamento editoriale Akab).

 "Non amo l'espressione grande pubblico, perché indica una gerarchia tra i nostri visitatori. Mi piace pensare, piuttosto, ad un Museo che sia punto di riferimento costante ed aperto per i cittadini di tutto il mondo", commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.

"Oggi più che mai il concetto di accessibilità ha declinazioni diverse, che richiedono, in ogni caso, la condivisione e la partecipazione attiva da parte dei destinatari del messaggio culturale: soltanto così è possibile valorizzare in modo efficace il nostro patrimonio", dichiara il responsabile scientifico dei progetti sull'accessibilità dell'Archeologico, il prof. Ludovico Solima.


La #SettimanaDeiMusei al MANN di Napoli

La cultura che “avviCina”, la cultura capace di approfondire diversi rami del sapere, la cultura per celebrare il rispetto della donna: saranno questi i tre temi affrontati nei tanti eventi in programma al MANN per la #SettimanaDeiMusei.

Dal 6 al 10 marzo (il martedì 5 sarà giorno di chiusura settimanale), in ossequio a quanto stabilito dalla campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo, non soltanto l’ingresso all’Archeologico sarà gratuito, ma al pubblico saranno proposte diverse attività che sintetizzeranno la politica culturale del MANN.

Focus, ancora una volta, sulle tradizioni orientali, con molteplici iniziative dipanate tra giovedì 7 e domenica 10 marzo: se gli allievi del liceo Vittorini saranno i Ciceroni che guideranno il pubblico alla scoperta della mostra “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina” (le visite saranno in programma il 7 e l’8 marzo sempre alle 10), uno spazio per i più piccoli sarà rappresentato dal laboratorio di calligrafia cinese a cura di Aurora Vivenzio, in collaborazione con l’Ufficio Internazionalizzazione dell’Accademia di Belle Arti (per partecipare agli incontri, in programma sabato 9 e domenica 10 marzo sempre alle 11, sarà obbligatoria la prenotazione al Servizio Educativo del Museo, dal lunedì al venerdì al numero 0814422149 ed all’infopoint il sabato e la domenica- 0814422149).

Curiosità e best practices internazionali, tra teoria e dimensione empirica, rappresenteranno il filo conduttore della conferenza “L’antica tradizione medica occidentale e la cultura medica cinese a confronto” (sabato 9 marzo, ore 16), cui parteciperanno il prof. Gennaro Rispoli ed il prof. Ottavio Iommelli: l’evento sarà organizzato  in sinergia con il Museo delle Arti Sanitarie.
Saranno quattro, ancora, le iniziative destinate ad approfondire l’impegno del MANN nell’attuazione di nuove politiche di valorizzazione: giovedì 7, alle 10, saranno presentati non soltanto gli atti del convegno dedicato alla mostra sui Longobardi, ma verrà illustrata la campagna di scavo condotta a San Vincenzo al Volturnoal pubblico sarà svelato uno straordinario reperto, emerso dal lavoro comune condotto dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, dal MANN e dalle istituzioni molisane.

Sempre giovedì 7 (ore 12) sarà inaugurata la Expert Room, realizzata nell’ambito del progetto MannInColours: in un laboratorio mobile, installato nella sezione numismatica, un’equipe di archeologi, con la guida di Cristiana Barandoni, mostrerà ai visitatori i colori che caratterizzavano le superfici delle statue antiche.
Alle 16, in sala conferenze per il ciclo di Incontri di Archeologia, Luisa Melillo racconterà al pubblico, nell’evento “Lanam fecit”, le caratteristiche della collezione dei tessili del MANN in vista di una nuova esposizione dei reperti.

Nel pomeriggio di venerdì 8 (ore 16), per gli appassionati di comunicazione e giornalismo, nella Sala del Toro Farnese Maurizio Molinari presenterà il libro “Perché è successo qui”: ne parleranno con l’autore, tra gli altri, Massimo Adinolfi, Gennaro Carillo e Federico Monga.

Per festeggiare la Giornata internazionale della Donna, alle 16, sarà anche in programma la conferenza “Mitologia: sostantivo femminile”: sarà tracciato un percorso suggestivo, organizzato in collaborazione con CoopCulture, per scoprire le grandi figure di donne tra arte e mito (per partecipare all’evento sarà obbligatoria la prenotazione al Servizio Educativo del Museo, dal lunedì al venerdì al numero 0814422149 ed all’infopoint il sabato e la domenica- 0814422149).


Canova e l'Antico. L'8 marzo la presentazione a Milano

“L’ultimo degli antichi e il primo dei moderni”: definizione che ben si attaglia al sommo Antonio Canova e alla sua arte sublime, celebrata per la prima volta a Napoli, al MANN-Museo Archeologico Nazionale dal 28 marzo al 30 giugno 2019, in una mostra-evento straordinaria per tematica e corpus espositivo, copromossa dal Mibac-Museo Archeologico Nazionale di Napoli con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo nell’ambito dell’importante protocollo di collaborazione che lega le due Istituzioni.

La mostra ha ottenuto il sostegno della Regione Campania, i patrocini del Comune di Napoli, della Gypsotheca-Museo Antonio Canova di Possagno e del Museo Civico di Bassano del Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia.

Per la prima volta, la messa a fuoco in una mostra di quel rapporto continuo, intenso e fecondo che legò Canova al mondo classico, facendone agli occhi dei suoi contemporanei un “novello Fidia”, ma anche un artista capace di scardinare e rinnovare l’Antico guardando alla natura.

“Imitare, non copiare gli antichi” per “diventare inimitabili”  era il monito di Winckelmann, padre del neoclassicismo: monito seguito da Canova lungo tutto il corso della sua attività artistica.

Dal giovanile Teseo vincitore del Minotauro sino all’Endimione dormiente, concluso poco prima di morire, il dialogo Antico/Moderno è una costante irrinunciabile; fino a toccare, in tale percorso, punte che hanno valore di paradigma: per tutte, la creazione del Perseo trionfante, novello “Apollo del Belvedere”.

“Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si trova la grande statua canoviana di Ferdinando IV di Borbone – spiega il suo direttore Paolo Giulierini - era il luogo ideale per costruire una mostra che desse conto di questo dialogo prolungato tra il grande Canova e l’arte classica”.

Qui si conservano capolavori ammirati dal maestro veneto: pitture e sculture ‘ercolanesi’ che egli vide nel primo soggiorno in città nel 1780; quindi i marmi farnesiani, studiati già quand’erano a Roma in palazzo Farnese e trasferiti a Napoli per volontà di re Ferdinando IV: marmi celeberrimi che sono stati all’origine di opere capitali di Canova come l’Amore Farnese, prototipo per l’Amorino alato Jusupov che il pubblico potrà confrontare in questa straordinaria occasione. 

Curata da Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova - con un comitato scientifico internazionale - e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra, riunirà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre ad alcune ulteriori opere antiche di rilievo,
più di 110 lavori del grande artista, tra cui 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere collezioni del MANN, in parte inserite nel percorso espositivo, in parte segnalate nelle sale museali.

Prestiti internazionali connotano l’appuntamento: come il nucleo eccezionale di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo - L’ Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie - ma anche l’imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev l’Apollo che s’incorona del
Getty Museum di Los Angeles. 

A questi si aggiungono tra i capolavori in marmo che hanno entusiasmato scrittori come Stendhal e Foscolo, riuniti ora nel Salone della Meridiana del Museo Archeologico napoletano, la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal Museo Civico di Asolo, la Stele Mellerio, vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos. Straordinaria la presenza di alcuni delicatissimi grandi gessi, come il Teseo vincitore del Minotauro e l’Endimione dormiente dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova), che ha concesso con grande generosità prestiti davvero significativi; o ancora l’Amorino Campbell e il Perseo Trionfante restaurato quest’ultimo per l’occasione e già in Palazzo Papafava a Padova – entrambi da collezioni private.

Altro elemento peculiare della mostra sarà la possibilità di ammirare tutte insieme e dopo un attento restauro, le 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale dell’artista: quei “varj pensieri di danze e scherzi di Ninfe con amori, di Muse e Filosofi ecc, disegnati per solo studio e diletto dell’Artista” - come si legge nel catalogo delle opere canoviane steso nel 1816 – chiaramente ispirati alle pitture pompeiane su fondo unito e, in particolare, alle Danzatrici.

Con le tempere, lo scultore del bianchissimo marmo di Carrara sperimentava, sulla scia di quegli esempi antichi, il suo contrario, i “campi neri”, intendendo porsi come redivivo pittore delle raffinatezze pompeiane ammirate in tutta Europa, alle quali, per la prima volta, quei suoi “pensieri” possono ora essere affiancati. 

Proprio il confronto, per analogia e opposizione, fra opere di Canova e opere classiche, costituisce d’altra parte l’assoluta novità di questa mostra, evidenziando un rapporto unico tra un artista moderno e l’arte antica.

Catalogo della mostra edito da Electa.

 


Colosseo e MANN insieme per progetti di valorizzazione e future mostre

Il Parco Archeologico del Colosseo e il Museo Archeologico di Napoli insieme per una serie di iniziative che nel corso di un biennio vedranno le istituzioni impegnate in eventi e valorizzazione della storia e dell’archeologia di Roma, delle città vesuviane e del mondo romano. A firmare il protocollo d’intesa e di collaborazione scientifica anche per l’attività di ricerca e il restauro sono stati Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo e Paolo Giulierini, direttore del MANN.

Il programma vedrà come prossima iniziativa la riapertura a breve della Domus Transitoria (la residenza di Nerone sul Palatino prima della Domus Aurea) con il riallestimento, all’interno del Parco, degli affreschi conservati nei depositi del museo napoletano e che per l’occasione sono stati restaurati.

Gli enti, inoltre, lavoreranno insieme ad un progetto di ricerca e valorizzazione delle collezioni Farnesiane e della loro eredità romana e napoletana e ad un progetto di ricerca sulle armi dei gladiatori in vista di nuove esposizioni al MANN e all’Anfiteatro Flavio. In preparazione anche una futura mostra dedicata a Pompei e Roma, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e sulla scia della trilogia delle passate esposizioni “Pompei Egitto”, “Pompei Greci”, “Pompei Etruschi”.

Il protocollo d'intesa - dichiara Alfonsina Russo - non solo unisce due realtà culturali uniche al mondo come il Colosseo e il Museo archeologico di Napoli, ma soprattutto ribadisce l'importanza di studiare forme di gestione del patrimonio culturale attraverso la sinergia di reti museali e sistemi territoriali anche extraregionali. Sono queste strategie di collaborazione e cooperazione che portano all'incremento della fruibilità e alla più ampia partecipazione del pubblico all'interno dei nostri siti culturali.

Entusiasta anche il direttore del MANN Paolo Giulierini che dichiara che due grandi rappresentanti del mondo romano si incontrano per la prima volta, ognuno con la propria specificità. Il Museo di Napoli erede del Real Museo Borbonico con la straordinaria collezione Farnese e i reperti delle città vesuviane (Pompei, Ercolano, Stabiae) è pronto a dare il via ad una prestigiosa collaborazione  per lo studio dell'archeologia classica e anche su temi espositivi, di tutela e di valorizzazione.

Tutti i progetti avranno anche la prestigiosa collaborazione ed esperienza organizzativa di Electa.


Esplosioni d'artista al Parco archeologico di Pompei

Un’esplosione di polvere da sparo e fumi colorati nell’Anfiteatro di Pompei per ripercorrere la dinamica tragica e, al tempo stesso, vitale dell’eruzione del Vesuvio, in un viaggio poetico senza tempo che racconta la distruzione e la rinascita a nuova vita di Pompei.

E’ l’evento unico dell’artista Cai Guong-Qiang che oggi 21 febbraio alle ore 15 nell’Anfiteatro ha dato luogo all’“Explosion Studio”: un’esplosione artistica che, attraverso le sue fasi, ha riproposto non soltanto la tragedia che sconvolse Pompei ma anche la sua fortunosa scoperta, in grado di riportare alla luce eccezionali testimonianze storiche ed archeologiche.

Le opere create dall’esplosione artistica saranno “scavate” e poi trasferite al Museo Archeologico Nazionale di Napoli) per l’inaugurazione, prevista il 22 febbraio alle ore 16.30. Fino al 20 Maggio 2019, disseminati negli spazi museali (dalla Collezione Farnese alla sezione affreschi, dall’atrio ai mosaici), i lavori di Cai Guo-Qiang racconteranno il legame indissolubile tra passato e presente, cultura orientale ed occidentale. La mostra è curata da Jérôme Neutres, il progetto è ospitato dal Parco Archeologico di Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la realizzazione di In the Volcano è stata possibile grazie al supporto organizzativo della Fondazione Morra.

L’artista Cai Guo-Qiang prosegue, con questa poliedrica esperienza creativa, la sua attività in Italia, dopo il successo della performance con fuochi d'artificio a Firenze (City of Flowers in the Sky) e della personale Flora Commedia: Cai Guo-Qiang agli Uffizi, nell’ambito del più ampio progetto Viaggio di un Uomo nella Storia dell’Arte Occidentale di Cai Guo-Qiang.

Explosion Studio - Anfiteatro di Pompei
Un unicum, per le infinite suggestioni del luogo, sarà l’esplosione all’Anfiteatro di Pompei: al centro dell'arena, tele di diverse dimensioni e copie di oggetti legati alla vita quotidiana di Pompei, ma anche riproduzioni di sculture del MANN (Venere Callipigia, Ercole ed Atlante farnese, busto di Pseudo-Seneca) saranno collocati su una tela di 32 metri per 6, supportata da una
piattaforma.

“Pompei è un luogo del contemporaneo. Riprendo questo pensiero di Massimo Osanna, a cui si deve la promozione di questo progetto, che trovo quanto mai significativo, – dichiara la Direttrice ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo - Pompei, sospesa nel tempo, ha da sempre catturato l’immaginazione e lo spirito creativo di artisti di ogni epoca, ricordandoci che quel tragico evento del 79 d.C. si è impresso nella memoria collettiva per l’eternità, non solo per la sua storia e testimonianza unica di un’epoca, ma anche per il profondo senso di fragilità e di impotenza a cui ci rimanda costantemente”.

Inventando la pittura per esplosione, Cai Guo-Qiang ha avviato una delle opere più singolari, che sconvolge i generi rendendo ogni dipinto una performance e che rinnova la dialettica di distruzione e creazione così importante nella modernità artistica. Una problematica artistica che collega il destino di Pompei, e questa antinomia di un vulcano distruttivo che è stato anche paradossalmente il miglior conservatore del patrimonio romano.

Nella celebre lettera sulla distruzione di Pompei nell’anno 79, Plinio il giovane racconta come “la vetta del monte Vesuvio brillava in diversi punti con ampie fiamme e grandi colonne di fuoco il cui rossore e splendore erano ravvivati dall’oscurità della notte”. Sembra la narrazione della performance pirotecnica di Cai Guo-Qiang nell’anfiteatro di Pompei, ai piedi del Vesuvio, uno spettacolo che è il fondamento e l’incubatore delle opere presentate in questa esposizione.

Ogni opera di Cai è, nella sua concezione e realizzazione, come un fuoco d’artificio su tela e diventa così il racconto di una catastrofe orchestrata dall’artista per trovare il nuovo. “Tutti sanno accendere un fuoco, ma sapere quando e come estinguerlo, questo è il lavoro dell’artista”, spiega Cai Guo-Qiang che, come un Prometeo contemporaneo, incarna l’essenza stessa della figura dell’artista, il quale è ancora un corriere di questo fuoco simbolo della creazione. Padroneggiare il fuoco è anche dominare una materia pericolosa. Il grande artista è colui che si assume dei rischi, come se sfidasse la morte.

L’arte per Cai Guo-Qiang è come un’arte marziale. Dialogare con Pompei per Cai Guo-Qiang significa anche investire una città di immagini e del suo immaginario, compresa una pansessualità che attraversa le fantasie di un artista per il quale “creare un’opera assomiglia all’atto erotico”.

L’incontro tra queste opere separate da duemila anni formula inoltre un’inquietante sinergia plastica: il mosaico non è infatti una forma creata dall’esplosione delle tessere di marmo per dar vita ad una composizione nucleare? Il segreto della pittura a polvere da sparo di Cai Guo-Qiang si trova forse nel cuore del Vesuvio.


Alla Venaria Reale: Cani in Posa. Dall'antichità ad oggi

Dal 20 ottobre 2018 al 26 maggio 2019, la Reggia di Venaria presenta, nelle Sale delle Arti, la mostra Cani in posa. Dall’antichità ad oggi, la prima grande esposizione in Italia sulla rappresentazione del cane nella storia dell’arte, con una raccolta di manufatti, sculture,
dipinti, incisioni, disegni e fotografie, opera di specialisti animalisti e di alcuni fra i massimi artisti di tutti i tempi, dall’età classica ad oggi.

REGGIA MOSTRA-Cani in posa Dall'antichità ad oggi-

La mostra, a cura di Francesco Petrucci, è organizzata da Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e Glocal Project Consulting S.R.L., da un’idea di Fulco Ruffo di Calabria. La mostra ha come tema la costante presenza del cane nell’universo figurativo occidentale. Nonostante sia stato per lo più un motivo accessorio nella pittura di storia, questo compagno fedele dell’uomo si è guadagnato nel tempo una sua propria autonomia iconografica. Secondo solo alla figura umana, il cane è infatti l’animale più rappresentato nella storia dell’arte, a dimostrazione del profondo legame affettivo ed empatico che li unisce, travalicando sovente gli aspetti del decoro formale. In tale contesto, La Venaria Reale di Torino, che fu per secoli il teatro di caccia dell’aristocrazia Sabauda, è il luogo più appropriato per presentare una mostra sull’iconografia canina.

L’esposizione è articolata in cinque grandi sezioni:
 Cani nell’antichità, con sculture e manufatti della civiltà greco-romana;
 Cani in posa, con ritratti di cani, in posa o in azione (XVI-XXI secolo);
 Cani, uomini e donne in posa, ove uomini, donne e bambini sono ritratti a fianco di
uno o più cani (XVI-XXI secolo);
 Cani in scena, ove il cane è inserito all’interno di episodi storici, di vita reale, religiosa
o allegorica, come presenza costante accanto alla vita dell’uomo (XVI-XXI secolo);
 Cani immaginari, ove l’immagine del cane è trasfigurata attraverso la fantasia degli
artisti, compreso il mondo del fumetto (XVI-XXI secolo).

Prestigiosa la serie di capolavori esposti, a partire dal pompeiano Cave Canem del Museo Archeologico di Napoli, provenienti da importanti musei nazionali ed internazionali, come i Musei Vaticani, gli Uffizi, la Reggia di Caserta, i Musei Civici di Trieste, il Palazzo Chigi di Ariccia, la Galleria Nazionale di Sofia, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, il Museo Archeologico Antonio Salinas di Palermo, ecc.. Sono presenti opere di insigni artisti tra ‘500 e ‘700, come Jacopo Bassano, Frans Snyders, Luca Giordano, Sebastiano Ricci, Giovan Battista Tiepolo, Antonio Canova, fino a contemporanei come Carlo Carrà, Eliott Erwitt, Keith Haring e molti altri.

La mostra, realizzata in coproduzione dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude insieme alla Glocal Project Consulting con il sostegno finanziario della società inglese Alphashire e RDB gallery, diventa un evento dedicato al cane grazie anche alla partecipazione dell’ENCI
(Ente Nazionale della Cinofilia Italiano), che cura uno spazio all’interno dei Giardini della Reggia di Venaria.

L’organizzazione di raduni ed iniziative animano una sede progettata come naturale luogo di svago e di piacere legato all’arte venatoria, una delle attività umane di cui il cane è emblema principe per antonomasia. La mostra è sostenuta da aziende italiane ed estere e in particolare di ALPHASHIRE, che opera nell’organizzazione di eventi in campo culturale e in iniziative legate al lifestyle con i suoi brand famosi tra cui Ascot e Pommery. La partecipazione del Gruppo inglese costituisce un’altra novità della mostra che ha tra i suoi obiettivi quello di espandere i confini dell’arte anche attraverso formule e collaborazioni nuove in grado di rappresentare al massimo livello la diversità e la spiritualità alla base della pace universale.

Tra gli sponsor di settore ROME DE BELLEGARDE la nuova galleria nel cuore di Londra a Mayfair; MONGE la più importante realtà produttiva nazionale nel settore degli alimenti per cani (e gatti); VODAFONE con il suo prodotto V-Pet ha creato un prodotto innovativo e
molto funzionale per il controllo a distanza del proprio cane; ARCAPLANET la più nota catena di distribuzione di prodotti pet. ISI & FRIENDS ovvero l’alta moda nel mondo del cane con collari e guinzagli realizzati in pellame speciale e design accurati.


San Valentino si festeggia al MANN di Napoli

“Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo”, diceva Cesare Pavese: quasi riecheggiando le parole del grande scrittore piemontese, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli festeggerà  il San Valentino con promozioni ed iniziative volte a celebrare l’amore curioso e dinamico per la Cultura.

Sino al 15 febbraio, infatti, sarà possibile acquistare, in biglietteria ed online (www.openmann.itwww.coopculture.it),  la card OpenMann ai prezzi scontati di 10 euro per young (giovani tra i 18 ed i 25 anni), 15 per adulti, 30 per famiglie (due adulti over 25): con l’abbonamento annuale al Museo, sarà possibile avere accessi illimitati, per 365 giorni dalla data di prima attivazione, alle collezioni permanenti ed alle esposizioni temporanee in programma (tra queste, l’attesa mostra “Canova e l’antico”, in calendario dal 28 marzo al 30 giugno 2019).
 

Per il pomeriggio del 14 febbraio, ancora, Il Servizio Educativo del MANN proporrà due incontri, dedicati alla passione ed ai suoi legami con l’archeologia: alle 16, si svolgerà la conferenza/visita guidata “Antichi amori/Moderne passioni”, realizzata in collaborazione con Coopculture. L’evento prevedrà non soltanto un confronto tra i reperti archeologici del MANN ed opere moderne e contemporanee di carattere amoroso, ma anche una performance intervallata da proiezioni e letture di brani di autori classici.
A seguire (ore 17.30), prevista la “Caccia all’amore/Openlove”, un gioco destinato a dodici coppie di innamorati che si sfideranno nella ricerca di amanti famosi della tradizione classica: il divertente percorso di scoperta si svilupperà attraverso la risoluzione di anagrammi ed indovinelli, che sveleranno l’identità dei personaggi mitici cui sono state ispirate le opere d’arte del Museo; ai vincitori della “caccia all’amore” sarà regalato un abbonamento OpenMann family.
Per partecipare agli incontri previsti a San Valentino, necessaria la prenotazione: dal lunedì al venerdì (ore 9-15), telefonare al numero 081/4422177; nel week-end, riferirsi all’info point del Museo (081/4422149).

Il MANN celebra l’amore in tutte le sue forme, sottolineando che, dall’archeologia, ci perviene un inno alla passione: festeggiamo San Valentino con iniziative dedicate e con il rilancio della card annuale a prezzi promo. Regalare cultura è, infatti, un’idea originale per vivere in coppia un percorso di crescita”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

E proprio Paolo Giulierini sarà uno dei Ciceroni illustri, coinvolti nella manifestazione “Innamòrati/Innamoràti di Napoli”, organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con l'Associazione Guide Turistiche Campane: domenica 17 febbraio, alle 11, sarà il Direttore a guidare i visitatori nel suggestivo percorso “Amori al MANN”, che seguirà il fil rouge della passione tra la collezione permanente del Museo e l’esposizione “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina” (per prenotazioni: www.guideturistichecampane.it).