Alaska: due manufatti di metallo eurasiatico precedente il contatto con gli Europei

8 Giugno 2016
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Due manufatti in bronzo piombato, ritrovati nell'Alaska nord occidentale, costituirebbero la prima prova dell'arrivo nel Nord America preistorico di metalli provenienti dall'Asia.

Sulla base della tradizione orale e di altri ritrovamenti, la scoperta non costituirebbe una sorpresa. Si tratterebbe di una lega prodotta da qualche parte in Eurasia, e quindi scambiata in Siberia e poi - attraverso lo stretto di Bering - presso gli Inuit ancestrali, anche noti come cultura Thule, in Alaska.

In particolare, i due reperti di rame in lega con stagno e piombo (bronzi piombati, appunto), fanno parte di un ritrovamento di sei manufatti da scavi presso il sito di Capo Espenberg, nella penisola di Seward in Alaska. Qui vi erano le case dei Thule. I manufatti risalgono al Tardo Periodo Preistorico (che per l'area indica il 1100-1300 d. C.) e predatano dunque il contatto continuato con gli Europei, che risale invece al diciottesimo secolo.

Reperti in metallo non sono qui ritrovati facilmente, poiché venivano utilizzati fino ad essere completamente consumati: non sono dunque facilmente preservati. I due manufatti sono un grano cilindrico e una parte di una cintura. Un frammento di cuoio legato a quest'ultima è stato datato a 500-800 anni fa col radiocarbonio, ma il metallo potrebbe essere anche più antico. Gli altri quattro reperti metallici sono: un amo in rame, un ago in rame, un frammento di foglio in rame e un'esca per la pesca in osso con occhi in ferro. I manufatti sono presentati in un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science.

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Preservati per migliaia di anni i tessuti di Timna

24 Febbraio 2016

Tessuto tinto di rosso e blu, ritrovato a Timna. Il tessuto utilizzava i diversi colori pelo animale per creare i colori nero e arancio-marrone per le fasce decorative. Credit: Clara Amit, courtesy of the Israel Antiquities Authority
Tessuto tinto di rosso e blu, ritrovato a Timna. Il tessuto utilizzava i diversi colori pelo animale per creare i colori nero e arancio-marrone per le fasce decorative. Credit: Clara Amit, courtesy of the Israel Antiquities Authority

Il sito di Timna, collocato nel Wadi Araba, è noto soprattutto per le miniere di rame, ed è per alcuni il luogo delle miniere di Re Salomone. Il clima arido ha permesso la conservazione fino ad oggi di materiali organici di tremila anni fa, come semi, cuoio e tessuti.
Gli scavi, condotti dal dott. Erez Ben-Yosef dell'Università di Tel Aviv, hanno permesso di ritrovare una vasta collezione di tessuti con diversi colori, disegni e provenienze. Si tratta pure della prima scoperta di tessuti dell'epoca di Davide e di Re Salomone, che getta luce sulle mode di allora e sugli Edomiti, che operavano presso queste miniere ed erano in guerra con Israele. Gli Edomiti erano responsabili della fusione del rame: i loro tessuti sono filati in maniera semplice, ma con decorazioni elaborate: adornavano gli artigiani delle fornaci. Oltre a questi artigiani, rispettati e qualificati, lavoravano qui però pure schiavi e prigionieri. Il rame, utilizzato allora per produrre strumenti e armi, era una grande fonte di potere per l'epoca, e la sua produzione richiedeva conoscenze e abilità.
I piccoli frammenti di tessuto (5x5 cm) sono molto diversificati ma possono ricordare tessuti più tardi di epoca romana. Provengono da borse, tessuti, tende, corde. I tessuti sono anche in lino (che non era prodotto localmente e veniva forse dalla Valle del Giordano o dalla parte settentrionale di Israele), ma per la maggior parte dei casi veniva impiegata la lana. I tessuti sono di alta qualità, e testimoniano come gli Edomiti dovessero essere una presenza importante nella regione. Nomade non significa "semplice".
Migliaia di semi non carbonizzati, appartenenti alle cosiddette "sette specie" bibliche, sono stati pure ritrovati: si tratta di due cereali e cinque frutti considerati unici della terra di Israele.
Link: EurekAlert! via American Friends of Tel Aviv University


Due statuette di Artemide e Apollo da Aptera

26 Gennaio 2016
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Ritrovate ad Aptera, a 13 km da Chania sull'isola di Creta, due statuette (0,54 cm di altezza circa) risalenti al tardo primo secolo o agli inizi del secondo secolo d. C.
Una statua è in rame e raffigura Artemide, divinità protettrice di Aptera. La dea veste un corto chitone ed è pronta a scagliare le sue frecce. Poggiava su una base quadrata in rame. Straordinario l'aver ancora ritrovato il materiale bianco usato per l'iride dell'occhio della dea.
La seconda statuetta ritrae invece Apollo con maggiore semplicità: è in marmo e porta segni di pigmento rosso. Più in generale le condizioni nelle quali sono le due statue sono ottime: furono probabilmente importate per la lussuosa villa romana dove sono state ritrovate.
Link: ANA-MPAProtothema; ekathimerini; Greek Reporter; Live Science.
Vista di Aptera, foto di Wolfgang Sauber, da WikipediaCC BY-SA 3.0.


Oman: nuovi siti preistorici dalla regione di Qumayrah

10 Gennaio 2016
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Un sito preagricolo di epoca neolitica è stato probabilmente scoperto in Oman, nella regione di Qumayrah. I rilevamenti hanno pure permesso di rilevare due altri siti, di cui almeno uno di epoca preistorica. Le montagne vicine erano fonte di rame che veniva poi commerciato fino in Mesopotamia.
Link: Muscat Daily
L’Oman, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Afro-Eurasia on the globe (red).svg (by TUBS)).


Emirati Arabi: proseguono gli scavi nell'Emirato di Sharjah

5 - 6 Gennaio 2016
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Nell'Emirato di Sharjah proseguono gli scavi in diversi siti:
Da Jebel Faya provengono strumenti litici di tipo Acheuleano, del Paleolitico Inferiore. Potrebbero datare fino a 500 mila anni fa.
A Wadi Hilu (o Wadi Al Hilo) si è scoperto un centro occupato dal Neolitico (ottomila anni fa), che nella prima Età del Bronzo (quattromila anni fa), si sviluppò con miniere di rame e centri di fusione del metallo.
A Mleiha si son ritrovate tombe sotterranee e fondamenta di case con mattoni di fango, oltre a ceramiche e manufatti.
Proseguono pure i lavori a Tell Abraq, per un periodo che va dal terzo al primo millennio a. C.
Dibba Al Hisn era invece un centro di commerci che collegava l'Islam con altre regioni, giungendo addirittura fino alla Cina.
Link: WAM Emirates News Agency; The National UAE.
Gli Emirati Arabi, da WikipediaCC BY-SA 3.0 de, caricata da Chipmunkdavis (di NordNordWest - Own work, using United States National Imagery and Mapping Agency data).
 


Una bacchetta in legno e piombo del Tardo Calcolitico dal Negev

4 - 5 Dicembre 2015
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Un manufatto di seimila anni fa, una bacchetta in legno e piombo, ritrovata nella Grotta di Ashalim nel Negev (in Israele), sarebbe il primo esempio di lavorazione del metallo nel Levante.
Finora non si avevano esempi di lavorazione del piombo durante il Tardo Calcolitico (che è noto soprattutto per la lavorazione del rame), il che è strano, visto che il primo ha un punto di fusione più basso. Il metallo proverrebbe dall'Anatolia.
Link: Live Science; Haaretz
Il distretto meridionale di Israele, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Israel location map.svg (by NordNordWest).)
 
 


Archeologia nella parte nord occidentale dell'Oman

27 Novembre 2015

Archeologi polacchi in Oman

Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Al-Ayn, rilevamenti superficiali presso l'antica necropoli di tombe ad alveare. Foto di Łukasz Rutkowski
Gli archeologi di Varsavia sono tornati dalla ricognizione nella parte nord-occidentale dell'Oman, nella Penisola Arabica. Si tratta dell'inizio di un programma di ricerca quadriennale nella regione nord-occidentale del paese.
Quest'anno, la missione ha condotto rilievi superficiali preliminari in quattro insediamenti e cinque siti relativi a tombe nella vallata montagnosa vicino i villaggi di Bilt e Al-Ayn. Il team di archeologi, guidati dal prof. Piotr Bieliński dall'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia, ha scoperto due siti relativi ad insediamente precedentemente ignoti.
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski
Bilt, rovine di una tomba del periodo Umm an-Nar. Foto di Łukasz Rutkowski

Negli anni a venire, gli archeologi programmano lo studio della necropoli dal periodo della Cultura Hafit (esordi del terzo millennio a. C.) con tombe a torre in pietra. Altro oggetto di ricerca sarà la grande struttura dal primo millennio a. C., la funzione della quale non è stata ancora determinata. Il lavoro verrà anche svolto presso il vicino sito preistorico. "I ritrovamenti di questa stagione accennano al suo essere un sito Neolitico preagricolo, si tratta di un fenomeno molto interessante nel Vicino Oriente" - ha affermato il prof. Bieliński.
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio
Al-Ayn, rilevamenti su una collina prospiciente il villaggio

La micro-regione di Qumayrah, che è l'oggetto della ricerca, comprende diverse valli montagnose. Finora, non è stata studiata archeologicamente in maniera esauriente. Secondo il prof. Piotr Bieliński, l'area ha attratto l'interesse degli scienziati a causa delle risorse di rame sfruttate per migliaia di anni - la più importante ricchezza naturale dell'Oman. Le rotte commerciali correvano attraverso le valli montagnose in tempi antichi e medievali, connettendo l'interno con il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman. Gli abitanti utilizzavano queste rotte per trasportare sia blocchi di rame fuso, sia prodotti finiti come armi, utensili e ornamenti verso la costa dell'Oman. Erano esportati principalmente verso la Mesopotamia, dove sono stati ritrovati, tra l'altro, nelle tombe dei Re Sumeri (Terzo Millennio a. C.).
Il progetto di ricerca nella regione di Qumayrah è frutto di una cooperazione tra il Dipartimento di Scavi e Studi Archeologici, il Ministro del Patrimonio Culturale e della Cultura, il Sultanato dell'Oman e il Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell'Università di Varsavia. La ricognizione di quest'anno precede la ricerca sul campo programmata per gli anni 2016-2018.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.
 


Israele: le miniere di rame della Valle di Timna

17 Giugno 2015
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Past Horizons propone oggi una sintesi sui recenti studi nella Valle di Timna, in Israele. In quei luoghi, attività minerarie legate alla metallurgia divennero importanti in epoca arcaica, nel tardo secondo millennio a. C.
Vi sono però visioni contrastanti sul sito e sulle locali miniere di rame, e un evoluzione degli studi, che riguarda tanto il ruolo svolto dagli Egizi quanto quello svolto dalle tribù locali degli Shasu.
Link: Past Horizons
Miniera di rame del Calcolitico dalla Valle di Timna, foto da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da e di שומבלע.
 


Gli antichi Mongoli, grandi inquinatori

16 Febbraio - 5 Marzo 2015
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Le tecniche per fondere rame e argento, utilizzate nel sud ovest della Cina, e poi dagli antichi Mongoli erano incredibilmente inquinanti. Come campioni si sono prese le miniere di argento del lago Erhai, nella provincia cinese dello Yunnan. Oltre ad essere dalle tre alle quattro volte più inquinanti di quelle utilizzate oggi, producendo l'immissione di metalli pesanti, le concentrazioni di piombo erano tali da risultare pericolose anche per gli organismi acquatici. Era già noto che le antiche tecniche metallurgiche fossero più inquinanti delle moderne, ma questo nuovo studio è il primo a quantificare gli effetti.
Lo studio "Environmental Legacy of Copper Metallurgy and Mongol Silver Smelting Recorded in Yunnan Lake Sediments", di Aubrey L. Hillman, Mark B. Abbott, JunQing Yu, Daniel J. Bain, e TzeHuey Chiou-Peng, è stato pubblicato su Environmental Science & Technology.
Link: Environmental Science & Technology; University of Pittsburgh
Kublai Khan, dipinto di Anige (anche noto come Araniko) del Nepal - Artdaily.org, da Wikipedia, Pubblico Dominio, caricata da Eugene a.