Il 16 Aprile 2021 l’opera settecentesca “Le Antichità di Ercolano Esposte” è stata restituita al Parco Archeologico in seguito al restauro dei primi 8 volumi. La collana potrà essere nuovamente fruibile ai visitatori grazie alla cura della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Le Antichità di Ercolano esposte
“Le Antichità di Ercolano Esposte” Tomo 1 dopo il restauro. Foto Ufficio stampa Paerco 

“La collaborazione con la biblioteca Nazionale – dichiara Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico di Ercolano – si è giovata dell’altissimo livello professionale che da sempre ne caratterizza l’opera. I rapporti, già stretti per la presenza dell’officina dei papiri Ercolanesi proprio nella Biblioteca, si sono ulteriormente rafforzati.”

Papiri Ercolanesi dall’Officina dei Papiri Ercolanesi, Biblioteca Nazionale di Napoli. Foto di Gaia Anna Longobardi.

“La sinergia – aggiunge Salvatore Buonomo, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli – in questo caso ha costituito un’occasione per avvalersi al massimo delle risorse e delle potenzialità di cui disponiamo nell’ambito dei beni culturali, consentendoci l’allargamento del concetto stesso di patrimonio culturale componendo l’interesse di bene bibliografico con quello archeologico.”

I primi 6 volumi di “Le Antichità di Ercolano Esposte” hanno richiesto un restauro particolarmente difficoltoso. Difatti, Valerio Stanziano e Luigi Vallefuoco del Laboratorio “Alberto Guarino” della BNN e Elisabetta Canna funzionaria del Parco Archeologico hanno svolto un’azione di ripristino di tutti i dorsi in pelle con iscrizioni in oro a vista. Inoltre, il lavoro di restauro ha visto interventi sulle carte interne, le coperte con incartonatura e le preziose carte marmorizzate dipinte a mano. Infine, le ulteriori azioni di cura dell’opera, con uso di materiali comunicati dalla Biblioteca, sono state affidate alla Ditta Argentino Chiara.

Le Antichità di Ercolano Esposte
Tomo IV prima del restauro. Foto della Biblioteca Nazionale di Napoli.
Le Antichità di Ercolano Esposte
“Le Antichità di Ercolano Esposte ” Tomo IV innesti sul dorso. Foto Biblioteca Nazionale di Napoli.

“Il lavoro di restauro – afferma Salvatore Buonomo – ci tengo a sottolinearlo è stato portato a termine grazie alla disponibilità dei nostri ultimi restauratori, che pur se collocati in pensione, hanno continuato il lavoro in forma volontaria per completare questo delicato restauro e le altre esecuzioni in corso. Allo stato il nostro importante e specializzato laboratorio non può continuare l’attività per mancanza di personale.”

La storia dell’opera “Le Antichità di Ercolano Esposte”

Per lungo tempo “Le Antichità di Ercolano Esposte” è stata un’opera di riferimento per gli artisti settecenteschi. Infatti, al suo interno troviamo meravigliosi esempi di decorazioni ellenistiche riportate con disegni ed incisioni, che diedero vita al neoclassicismo nell’arte europea.

La pubblicazione avvenne tra 1757 e 1792 a cura della Stamperia Reale Borbonica della Reale Accademia Ercolanense, centro di studi del materiale archeologico con sede presso la Reggia di Portici dove si trovava l’”Herculanense Museum” luogo di esposizione dei reperti.

Le Antichità di Ercolano Esposte
Herculanense Museum, Sala VII, quadri retroilluminati. Foto MUSA Reggia di Portici.

La prestigiosa opera editoriale non fu mai messa in commercio, ma voluta dal re Carlo di Borbone come dono agli aristocratici ed eruditi della corte napoletana. Infatti, fu proprio il re a strutturare una collezione bibliografica riguardante gli scavi borbonici delle antiche città di Pompei e Herculaneum.

Il direttore del Parco Archeologico Francesco Sirano ritiene fondamentale la riesposizione dell’opera, come fonte di ispirazione artistica inesauribile anche nell’epoca contemporanea. Difatti, sarà a breve disponibile il portale Open Data per l’Herculaneum Conservation Project per la condivisione delle conoscenze tra cui “Le Antichità di Ercolano Esposte”.