In viaggio con gli dei Giulio Guidorizzi Silvia Romani

In viaggio con gli dei: un tuffo nel cuore del mito

In viaggio con gli dei è un saggio scritto dal professor Giulio Guidorizzi insieme alla professoressa Silvia Romani, con le illustrazioni di Michele Tranquillini che sono dei magici espedienti per rendere la lettura ancor più piacevole e stimolante. C'è da dire che il libro, pur raccontando con acume e rigore scientifico la storia e il patrimonio mitologico greco, spesso si abbandona (per fortuna!) a ispirate e apprezzatissime parentesi di scrittura poetica e evocativa. È indubbio che in queste pagine ci sia tutto l'amore e la passione dei due autori. Così In viaggio con gli dei diventa un percorso di iniziazione anche a livello personale, un tuffo profondo negli abissi del mito greco. Non sono le solite riproposizioni archetipiche di stampo junghiano o antropologico, bensì delle vere e proprie esplorazioni nel cuore del mito e della bellezza primigenia del mondo greco.

⠀ Il tutto sembra seguire un leitmotif - a volte sul piano logico, a volte su quello semi-leggendario - che ricorda il filo di Arianna che Teseo usò per fuggire dal labirinto di Cnosso, un filo che attraversa il mar Egeo e scala le salite dell'Acropoli ateniese, dove Pericle scolpì la sua fama nei monumenti e nelle metope del Partenone.

⠀Il percorso serpeggia intorno alle isole degli dèi, ai santuari, agli altari di Olimpia e alle città, da dove omerici Re sono partiti per vendicare l'onta subita da Menelao per mano di Paride. Scopriamo così le rocche degli Atridi a Micene, con le sue leonesse pronte a sorvegliare l'ingresso; la misteriosa città di Pilo, da dove partì il più anziano dei re dell'Iliade, Nestore il saggio. Veniamo poi catapultati nella primordiale Dodona, città-santuario in Epiro, dove le foglie delle querce sacre vibrano al passaggio del vento e della figura di Zeus; qui anche Alessandro Magno cercò consiglio, udendo l'atavico richiamo delle terre materne.

È un viaggio bellissimo, illustrato e ricco di fotografie, adatto agli appassionati e a coloro che vogliono conoscere la terra degli eroi ellenici in tutte le sue sfaccettature. Consigliato, perché quando si legge di questa terra, la Grecia ti rimane dentro, nel profondo dell'animo, fino alla morte. Come accadde a George Gordon Byron, martire poetico nell'abbraccio di Missolungi durante la Rivoluzione greca contro il dominio ottomano. Potrei dilungarmi a narrare i vari miti riproposti dai due autori, ma vi consiglio caldamente di recuperare questo bellissimo saggio edito da Raffaele Cortina Editore, che si conferma una garanzia nella realtà editoriale italiana.

Andremo ora conoscere direttamente i due autori di In viaggio con gli dei, Giulio Guidorizzi e Silvia Romani, in questa intervista doppia. Buona lettura!

Atene, foto di Gonbiana 

1) Esplorare la Grecia, terra di dèi e eroi, è sicuramente un viaggio magico. Una cosa che mi sono sempre chiesto è: come ci si sente a visitare dei luoghi densi di miti, aneddoti, racconti e allo stesso tempo dei siti archeologici resi famosi dai loro scopritori? Ovvero, a mio avviso, subentra anche una “mitologia” dell'archeologo, figure come Arthur Evans e Heinrich Schliemann sono altrettanto leggendarie e hanno plasmato il nostro immaginario. In un determinato luogo coesistono i “miti” di questi amanti dell'epos greco e le forze primordiali dell'Ellade del passato, modernità e antichità si esibiscono sul medesimo palcoscenico. Lei cosa ha provato a varcare la famosa “Porta dei Leoni” di Micene per poi osservare le tombe degli Atridi scoperte da Schliemann?

G. G.: Fu tanti anni fa, durante il mio primo viaggio in Grecia. Allora il turismo di massa era agli inizi, ed ebbi la fortuna di visitare Micene insieme a un archeologo greco. Viaggiai su un bus davvero scalcagnato, come si usava allora in Grecia.  L’impatto con le rovine di Micene mi lasciò un’impressione profonda: un paesaggio cupo, possente, e quei due leoni - anzi leonesse - che mi accoglievano nel silenzio ventoso della cittadella… Avrei potuto ben immaginare Agamennone che mi attendeva tutto chiuso nelle sue armi di bronzo. Micene è un posto speciale, non ha niente della solarità così familiare a chi viaggia in terra greca.

Cnosso, foto di davestem

2) Creta è un'isola magica, il luogo dove Zeus crebbe al riparo dall'ira di suo padre. Creta, in particolare Cnosso, diventa anche un simbolo di una civiltà dimenticata e dal fascino misterioso, colpa anche della Lineare A (di difficile traduzione) e delle scoperte di Evans. Cnosso quindi matura una doppia genealogia mitica, quella del suo passato glorioso e ancora incorniciato dal mito e dalla leggenda e quella più recente che deriva dal lavoro dell'archeologo Evans. Come coesistono oggi la Creta “reale” con quella “romantica” di Evans?

S. R.: Evans, fin dalle origini, ha pensato a Cnosso come una sorta di parco archeologico a tema. Aveva un’idea molto precisa di quel che Cnosso e la civiltà cretese in genere dovessero essere in origine: un ibrido fra il Liberty, il Decò e i colori violenti di un mondo in cui il blu, il rosso, il nero intenso servivano bene a rappresentare un’isola-continente affacciata sul mare. Una volta scoperto, il palazzo di Minosse è uscito dall’oblio, dopo millenni di silenzio, ma si è anche vestito di un abito che forse non è stato mai il suo. Ciò non rende l’eredità dell’universo minoico meno fondamentale per la contemporaneità: molto, infatti, da quel marzo del 1900 in cui Evans ha immerso la pala per la prima volta sulla collina di Kephalà, è stato fatto per valorizzare il valore identitario di quella che, ancor oggi, è la scoperta archeologica più importante di ogni tempo, per l'Occidente.

3) Tra le località che mi hanno colpito di più mentre ero In viaggio con gli dei ci sono sicuramente il monte Liceo e Epidauro, due luoghi che conservano le tracce di un passato magico e misterico. L'Arcadia selvaggia, cannibale, bestiale da un lato e la città di Asclepio e dei sogni dall'altro, due realtà ben diverse eppure molto simili e primigenie; secondo lei quanto sono importanti gli archetipi nati tra le foreste del Liceo e tra le strade di Epidauro?

G. G.: Consacrare una città a un dio, e per giunta un dio che compare nei sogni! E a un dio, inoltre, che soffrì, come soffrivano gli esso umani che andavano a cercare le sue grazie. Eppure, credo che pochi di coloro che visitano oggi le rovine siano consapevoli di ciò che accadeva allora in quel luogo; bisogna fare uno sforzo per immaginare i malati sdraiati sui loro tettucci, e con la loro piccola storia personale, il loro dolore privato, la loro speranza. Ma se ci si ferma davanti a quelle iscrizioni (che dovrebbero essere valorizzati dai curatori del museo) ci si può anche commuovere pensando a quanta gente comune è passata da quel luogo, affidandosi ai propri sogni.
Se l’umanità, e l’immagine dolce di un dio che soccorre è la cifra di Edipauro, il Liceo è l'opposto: cupo, minaccioso. quasi terrificante. Lì i Greci stessi vedevano le prime fasi della civiltà, quando l’uomo poteva essere anche un lupo, e la distanza tra natura e civiltà era ancora ridottissima.

4) Tra le località che mi hanno colpito di più c'è sicuramente Dodona, un santuario avvolto dal mistero e da forze primitive, un luogo calcato dai grandi della storia per interrogare l'oracolo nascosto tra le querce. Dodona può ancora essere una fonte per testimoniare il rapporto tra uomo, natura e le sfere del divino?

S. R.: Anche chi di noi abbia meno consuetudine con l’esperienza del viaggio in Grecia ha sperimentato almeno una volta la sensazione di trovarsi in compagnia di una presenza invisibile: come un soffio leggero o un’ombra appena oltre il campo visivo. Ecco, Dodona e le querce che stormiscono in questo spazio quasi metafisico sono la meta perfetta per chi sia alla ricerca di una forma speciale di straniamento o di incontro magico con la natura.

5) Delfi è un santuario, una città e soprattutto un simbolo per tutte le poleis greche. “Conosci te stesso” è una delle massime socratiche più famose di sempre, ma in realtà si trovava inscritta nel tempio di Apollo a Delfi, oggi quanto è importante ascoltare gli insegnamenti del mondo greco e “conoscere se stessi”?

G. G.: Il “conosci te stesso” era la massima adottata da Socrate, e da allora ci accompagna; la nostra civiltà non ha posto al suo centro l’Amman o l’Universo, ma questo piccolo universo segreto che ognuno porta con sé, e dove ogni giorno si compie il suo dramma di vivere. per questo è necessario  conoscerci. Certo, da allora c’è stata una lunga strada; ma la domanda resta la stessa, e in fondo anche chi va da uno psicanalista lo fa per rispondere allo stesso mistero. Se io fossi uno psicanalista, accanto alla fotografia di Freud terrei quella di Apollo, magari quella che raffigura il viso così misterioso ed enigmatico dell’Apollo che si vede al museo di Delfi. Aggiungerei che l’Apollo di Socrate è forse qualcosa di diverso da un dio: un compagno di strada segreto, potremmo quasi dire. Ora gli oracoli non esistono più. ma potremmo dire che per uomini come Socrate andare a Delfi non voleva dire misurarsi con un dio, ma cercare una sapienza.

6) A seguito della battaglia di Pidna del 168 a. C. Roma assorbe il regno di Macedonia nella schiera dei suoi territori: un duro colpo per la stirpe reale macedone costretta ad abbandonare Ege. Qualcos'altro tuttavia sopravvive, non solo i tesori dei reali macedoni. Parlo di affreschi ricchi di pathos e miti, testimonianze che scagionano i macedoni dalle accuse di essere dei “barbari del nord” da parte degli elleni. Ci sono differenze tra il patrimonio culturale macedone e quello “originale” greco? O entrambi conservano le medesime strutture?

S. R.: Ora siamo inclini a immaginare la civiltà greca in genere come un mondo molto più poroso e dai confini meno perimetrati di quel che abbiamo inteso fino a qualche tempo fa. L’arte greca, in particolare, è sempre stata esposta, fin dalla civiltà minoica, alle influenze dei popoli oltre confini. Di recente, e sempre di più, intuiamo quanto l’Oriente, latamente inteso, abbia contribuito nell’arricchire l’arte, la letteratura, la religione dei Greci. Quindi, con buona pace dei nazionalisti, Greci e Macedoni hanno condiviso un universo artistico e culturale che si è formato grazie a contaminazioni reciproche.

4) Tra tutti i miti e gli episodi leggendari raccontati nel libro In viaggio con gli dei quali sono i suoi preferiti? E se dovesse scegliere un compagno di viaggio da qualsiasi epoca storica con chi percorrerebbe il medesimo itinerario descritto nel libro?

G. G.: Forse, quello raffigurato nel frontone di Olimpia, cioè la sfida tra Pelope ed Enomao per l’amore di Ippodamia. Lì vedo sprigionarsi alcune energie primordiali, non controllate, che covano nel cuore degli esseri umani: eros e thànatos, amore e morte, il desiderio, il sesso, la violenza, il coraggio, l’astuzia, la sfida. E alla fine, la nascita di qualcosa di nuovo che prima non c’era. Con chi viaggerei? Mah, se dovessi scegliere e se mi accettasse come compagno di strada, viaggerei con Platone: mi mostrerebbe i luoghi e mi racconterebbe infinite cose che non so e che mi renderebbe più saggio a ogni passo

S. R.: Mi è davvero difficile scegliere: forse, i miti legati al mare, per mio gusto personale; l’immagine di Teseo che si tuffa in mare, a largo di Cnosso, oppure la nave di Dioniso che entra in porto, al Pireo, e si avvia a prendere possesso di Atene. Quanto alla seconda domanda, invece, la mia risposta è più sicura. Ho sempre sognato di viaggiare in Grecia con il famoso Lawrence d’Arabia che amava moltissimo la letteratura antica (ha anche tradotto l’Odissea in inglese). Sarebbe di certo uno straordinario compagno di viaggio.

in viaggio con gli dei Giulio Guidorizzi Silvia Romani
La copertina di In viaggio con gli dei - Guida mitologica della Grecia, di Giulio Guidorizzi e Silvia Romani, edito da Raffaello Cortina Editore

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Il mito del Labirinto

Il mito del labirinto, prodotto da TSVP - Tournez S'il Vous Plaît, ci porta nell'isola di Creta, a Knosso, Festo e Sissi, dove gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l'architettura di queste misteriose strutture, legate ad una delle più raffinate civiltà del mondo antico, quella minoica.

Il film sarà proiettato alle 19.00 di giovedì 18 ottobre, a chiusura della sessione pomeridiana del primo giorno dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea.

Le mythe du Labyrinth    

Il mito del Labirinto

Nazione: Francia

Regia: Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Consulenza scientifica: Peter Eeckhout

Durata: 26’

Anno: 2018

Produzione: Tournez S’il Vous Plaît – Arte

 

Sinossi: Tra il 1400 e il 1300 a.C., fiorì a Creta la raffinata civiltà minoica. I Minoici furono i primi, nella cultura europea, ad adoperare la lingua scritta. Hanno dato prova del loro alto livello artistico attraverso raffinati affreschi e sculture. Hanno costruito edifici sontuosi, la cui complessità ha a lungo affascinato gli archeologi. Oggi, grazie agli scavi condotti a Cnosso, Festo e Sissi, combinati alla ricerca matematica, gli archeologi hanno sviluppato nuovi metodi per comprendere l’architettura di questi edifici. I risultati mettono in discussione il nostro sapere relativo a una civiltà che pensavamo di conoscere bene.

 

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • Arkhaios Film Festival (South Carolina, USA) 2018
  • Trasmesso su Arte Italia

 

Informazioni regista:

  • Mikael Lefrançois, reporter e regista. Laureato alla TSVP Academy (e CFPJ), realizza documentari o li trasforma come cameraman. A volte fa entrambe le cose contemporaneamente, suonando il banjo.
  • Agnès Molia, produttrice televisiva e direttrice editoriale di TSVP. Diplomata all’ESJ Lille, dove adesso è formatrice, è autrice di circa 50 documentari. Cofondatrice di Turn Please, con la sorella Christie, è regista e produttrice e direttrice della collana di documentari “On Our Traces and Archaeological Investigations” per Arte.

 

Informazioni casa di produzione:

http://tsvp-prod.com e https://www.facebook.com/tsvp.prod/

 

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Turchia: relitto di quattromila anni fa dal Golfo di Hisarönü

30 Gennaio - 3 Febbraio 2016
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Un relitto di quattromila anni fa circa è stato scoperto a quaranta metri di profondità nel Golfo di Hisarönü, presso Marmaris nella provincia turca di Muğla. Risalirebbe alla civiltà minoica. La nave è stata ritrovata nell'ambito del progetto sul patrimonio subacqueo della Turchia. Si tratta di uno dei più antichi relitti per queste acque.
Link: Daily Sabah; Hurriyet Daily News via Anadolu Agency
La provincia occidentale di Muğla in Turchia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest).)


Una dea incinta e Astarte nel Disco di Festo?

16 Dicembre 2015
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Procedono i tentativi di decifrazione del Disco di Festo: si tratterebbe forse di un inno ad Astarte.
Rispetto a un anno fa, il dott. Gareth Owens, del Technological Educational Institute of Crete avrebbe cambiato idea su alcuni punti: si farebbe riferimento non a una generica "madre incinta", ma più precisamente a una dea incinta. L'altro lato del disco sarebbe dedicato ad Astarte. Owens sarebbe giunto a queste conclusioni partendo da un confronto con simili testi sacri a Creta.
Link: Greek Reporter
Lato A del disco di Festo, foto da WikipediaCC BY 1.0, caricata da e di PRA.


Grecia: straordinaria tomba di un guerriero dell'Età del Bronzo da Pylos [VIDEO]

26 Ottobre 2015
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Una tomba di un guerriero di 30-35 anni di età, vissuto nell'Età del Bronzo, è stata scoperta vicino Pylos, in Grecia. La sepoltura, non saccheggiata, ha stupito gli archeologi per la ricchezza dei manufatti ritrovati: 1400 circa. Era dagli anni cinquanta del secolo scorso che non se ne trovavano così.
I gioielli erano alla destra del defunto, le armi alla sua sinistra, con una spada lunga un metro circa e con elsa in avorio ricoperto d'oro. Vi erano poi armature, coppe d'oro erano sul corpo, una collana in oro con due pendenti al collo, migliaia di grani in corniola, ametista, diaspro, agata e oro, quattro anelli/sigilli in oro, sei coppe in argento e altre in bronzo, oltre a ciotole e brocche, sempre in bronzo. Ritrovati anche molti manufatti in avorio, tra i quali un pettine. Non è stata invece ritrovata ceramica: vista la ricchezza del corredo, gli studiosi pensano che il defunto potesse addirittura guardarla con sdegno.
La sepoltura data al 1500 a. C., ed è importante anche a causa della vicinanza al sito di Pylos (anche nota come Navarino), dove sorgeva il palazzo di Nestore, distrutto da un incendio attorno al 1200 a. C. La tomba predata Nestore e suo padre Neleo di 200-300 anni, ma non per questo è meno importante: potrà permettere agli studiosi, infatti, di comprendere meglio come si sviluppò il contatto tra questa parte della Grecia e Creta, l'apprezzamento di allora per l'arte minoica, il modo con cui la cultura minoica si trasmise a quella micenea. Per la stessa Pylos appare ora necessario un ripensamento: lo sviluppo dell'area dovrebbe essere più antico di quanto ritenuto.

Link: University of Cincinnati; The New York Times; The History Blog.
La Baia di Navarino, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Grzontan.
 
 


Creta: una seconda tomba del Tardo Periodo Minoico da Malevizi

21 Settembre 2015
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Una tomba scavata nella roccia, risalente al Tardo Periodo Minoico (1300 a. C.), è stata scoperta nella municipalità di Malevizi, nell'area agricola del Monastero di Malevisio, appena fuori l'insediamento di Moni a Creta. Tra i numerosi ritrovamenti, sarcofagi in argilla e vasi. Un'altra tomba fu scoperta qui nel Giugno dello scorso anno.
Link: Greek ReporterSigma Live  via ANA-MPA; Archaeology News Network via Ethnos.gr
Creta in una foto della NASA (ISS Expedition 28 crewNASA Earth Observatory), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Originalwana.


Creta: una villa della Tarda Età del Bronzo da Buffo

10 - 26 Settembre 2015
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Una villa della Tarda Età del Bronzo (sedicesimo secolo a. C.) è stata dissotterrata a Sissi, presso il sito di Buffo nella parte settentrionale dell'isola di Creta. La villa presenta un cortile trapezoidale, con intonaco bianco e facciata monumentale.
Link: Archaeology.wiki; Archaiologia.gr; Archaeology News Network; Past Horizons.
Creta in una foto della NASA (ISS Expedition 28 crewNASA Earth Observatory), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Originalwana.


Grecia: importanti ritrovamenti nel sito cretese di Zominthos

3 Settembre 2015
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Gli scavi a Zominthos sul monte Ida hanno rivelato un insediamento risalente al 1900 a. C. e alla civiltà Minoica. Tra i notevoli ritrovamenti: un grande complesso palaziale, muri, una cisterna, sale pubbliche, altari con iscrizioni, bipenni, bruciatori per incenso, rhità, figurine in bronzo e creta, lampade, e persino un lucernario.
Il complesso, di importanza rituale, fu poi distrutto nel 1450 a. C. dai Micenei, per essere di nuovo occupato in epoca romana.
Link: Protothema; Archaeology News Network via Greek Ministry of Antiquities
Creta in una foto della NASA (ISS Expedition 28 crewNASA Earth Observatory), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Originalwana.


Trovata la chiave di decifrazione del Disco di Festo?

23 Ottobre 2014
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Il celebre disco di Festo ha forse trovato una chiave di decifrazione? Il dott. Gareth Owens, del Technological Educational Institute of Crete, afferma di aver scoperto alcune parole chiavi e il senso del messaggio iscritto sui pittogrammi.
Il valore più stabile sarebbe "madre", da intendersi come riferimento alla dea Minoica venerata lì. Owens avrebbe trovato una metodologia per applicare dunque sistematicamente quanto noto dalla lineare B, attraverso lo script sillabico Minoico. In conclusione, si tratterebbe di una iscrizione religiosa.
Il disco di terracotta, datato al 1700 a. C., fu scoperto a Creta il 3 luglio del 1908 dalla spedizione archeologica italiana di Luigi Pernier e Federico Halbherr.

Link: Daily Mail; Greek Reporter; Discovery News
Lato A del disco di Festo, foto da WikipediaCC BY 1.0, di e caricata da PRA.