Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile

Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile 

il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare,

il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste

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La XX edizione del Festival Il Libro Possibile

è cominciata da Polignano a mare con gli ospiti della prima serata:

Sangiorgi, Lagioia, Genisi, Ainis e Pellecchia, Cazzullo, Jebreal, Briganti

L’omaggio a Dante di Ferroni

le ‘Pillole di Scienza’ con Trotta, Lucente e Iacono

7 luglio 2021 – Polignano a Mare

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Polignano a Mare - Sono oltre 200 i nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica che hanno animato il dibattito culturale della XX edizione del Libro Possibile 2021, evento culturale estivo tra i più attesi d’Italia.

In un succedersi di presentazioni, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli e reading il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, ha preso il via con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro i palchi che hanno accolto gli ospiti: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giuliano Sangiorgi

Si è partiti mercoledì 7 luglio alle ore 19.30 a Polignano a Mare con il primo ospite: Giuliano Sangiorgi, personaggio legato al borgo che ha dato i natali a Domenico Modugno per la sua emozionante interpretazione di ‘Meraviglioso’, ha presentato il suo ultimo romanzo Il tempo di un lento (Mondadori). Il frontman dei Negramaro ha raccontato un periodo mitico, quello in cui all’improvviso si cresce e tutto cambia nel salutare l’adolescenza: ne parla con la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro e Giuliano Sangiorgi

Porta il titolo di questa edizione, ’Ma il cielo è sempre più blu’, anche l’incontro successivo delle ore 20.15 con Michele Emiliano in dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo per affrontare i temi di politica locale e nazionale e di visioni future.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Enrica Simonetti e Aldo Cazzullo

Il racconto del contemporaneo al centro degli appuntamenti del festival. È un’analisi tutta sul femminile quella del saggio Le italiane (Solferino), a firma di Aldo Cazzullo. L’inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera ha rievocato alle ore 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo le figure, il carattere e le storie delle donne italiane che ha conosciuto, dalle centenarie che hanno fatto l'Italia, come Franca Valeri e Rita Levi Montalcini, alle giovani promesse di oggi, come Chiara Ferragni e Bebe Vio. Sul palco ha dialogato la responsabile della redazione Cultura e Spettacoli de La Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rula Jebreal

Alle ore 21.30 Rula Jebreal ha raccontato “come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro” ne Il cambiamento che meritiamo (Longanesi). Pagine in cui, restituendo la voce alla madre Nadia, ha lanciato un messaggio contro la violenza. Ha presentato la giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: Erri De Luca

Il focus si è spostato sul ‘nodo’ che lega genitori e figli con Erri De Luca, che alle ore 20.45 ha presentato A grandezza naturale (Feltrinelli): “storie estreme”, come le definisce lo scrittore campano, a partire dalla narrazione biblica di Isacco, simbolo del sacrificio, fino ad arrivare al pittore Marc Chagall. Riflettori sul mondo della moda e sui suoi segreti in piazza San Benedetto alle ore 20.30 con la giornalista televisiva Mariella Milani, pronta a svelarli in Fashion confidential (Sperling & Kupfer) insieme alla conduttrice di Tgnorba24, Daniela Mazzacane.

Narrativa, saggistica e scienza in programma

La narrativa rimane la protagonista della XX edizione del Libro Possibile. A partire da Nicola Lagioia, che in piazza Aldo Moro alle ore 21.15 ha presentato La città dei vivi (Einaudi). Una narrazione che nasce dal crudo omicidio di Luca Varani da parte dall’omicidio di due ragazzi di buona famiglia nella periferia romana. E lo scrittore, procedendo per cerchi concentrici, spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere. Sul palco ha presentato la giornalista de La Repubblica, Antonella Gaeta. Rimaniamo nel campo del crime made in Puglia con Gabriella Genisi alle ore 20 in piazza Aldo Moro: dopo il grande successo del commissario Lolita Lobosco, trasposta di recente in una fiction Rai, ne La regola di Santa Croce (Rizzoli) è la carabiniera Chicca Lopez a dover sciogliere i nodi di una misteriosa scomparsa in una calda estate salentina degli anni ’80. Ha presentato l’incontro il direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà. Un incendio che devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma e il proprietario di un negozio di stoffe morto: sono i particolari da cui si muove la nuova indagine di Nina Mastrantonio in La notte non perdona (Sonzogno). Un intricato mistero da risolvere per la marescialla somala nata dalla penna di Daniela Grandi, giornalista e autrice dell’emittente televisiva La7, presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.

Si è ispirato ancora una volta alla sua storia, l’attore e scrittore Paolo Stella, in Per caso (tanto il caso non esiste) (Mondadori). Un romanzo autobiografico in cui la narrazione si lega al racconto del difetto genetico che, diagnosticato in giovanissima età, gli regalò l'incontro con un bambino davvero speciale. Ha presentato alle ore 22.15 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Donatella Azzone. “Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare”. È la filosofia che lega le Fiabe per adulti consenzienti (Rizzoli) del poeta Guido Catalano. Un piccolo rimedio che regala al pubblico di puazza Aldo Moro alle ore 21.45 per esorcizzare la tristezza e la paura. Ha introdotto la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Nel “silenzio forzato del lockdown, diventato quasi spirituale” è nato il quinto romanzo di Roberto Emanuelli, Adesso lo sai (Sperling & Kupfer), presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.30. Al centro della scrittura, come sempre, le passioni che bruciano in fretta, come quello che vive la protagonista Francesca. Ha presentato la scrittrice e firma culturale de La Repubblica Annarita Briganti. Al festival anche celebri ‘prime volte’ da romanzieri. Ad esempio il costituzionalista Michele Ainis, ospite alle ore 21.30 in piazza San Benedetto con Disordini (La Nave di Teseo), dove ha inscenato un cambio d’identità in puro stile kafkiano. È intervenuto l’attore Pierluigi Corallo, ha presentato il docente dell’Università del Salento Michele Troisi.

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A destra, Rocío Muñoz Morales

Esordio nella narrativa anche per l’attrice Rocío Muñoz Morales, sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle ore 23, che in Un posto tutto mio (Sonzogno) tesse una trama che lega Spagna e Puglia, a partire da una masseria ereditata dalla protagonista Camilla. Amatissima voce di Radio 105, Rosario Pellecchia, conosciuto al pubblico come ‘Ross’, mostra un punto di vista insolito in Le balene mangiano da sole (Feltrinelli). Quello di un rider napoletano curioso di scoprire le vite del cliente a cui lo destina la prossima consegna: se ne è parlato con lo speaker radiofonico Carlo Chicco alle ore 21 in piazza San Benedetto. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo romanzo dello scrittore Nicky PersicoIl volo del pettirosso (Les Flâneurs), nella Terrazza dei Tuffi alle ore 21.30.

Al festival spazio anche alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con il professore Giulio Ferroni. In L’Italia di Dante (La nave di Teseo) – vincitore della 46a edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello e del premio Viareggio-Rèpaci 2020 - compie un viaggio all'interno della letteratura e della storia italiane. L’incontro è previsto alle ore 20.45 in piazza Aldo Moro.

Rosella Santoro

Raccontano anche la società nei suoi mille linguaggi le opere presentate al Libro Possibile. Quello della politica, ad esempio, che Marco Cartasegna prova a declinare a un pubblico sempre più ampio in Political Map (Mondadori).  Alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro è stata presentata la guida per orientarsi in un contesto popolato da fake news, demagogia e interessi di parte, nell’incontro presentato dal giornalista de La Repubblica Piero Ricci. Come si manifestano nel territorio italiano le disuguaglianze sociali e spaziali? Hanno risposto i docenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Bari Arturo Lanzani Maria Valeria Mininni nel saggio che ha aperto alle ore 19.30 gli appuntamenti di piazza Aldo Moro, Ricomporre i divari. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze e per la transizione ecologica (Il Mulino). Un dibattito impreziosito dalle voci dell’avvocato Michele Laforgia e del professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari Gianfranco Viesti. Presentata dall’architetto Mariella Annese. La Terrazza dei tuffi ha fatto da palcoscenico alle ore 19.30 all’inaugurazione dell’inedita sezione Parole di scienza, appuntamento che segna il patrocinio del Libro Possibile con importanti istituzioni scientifiche e accademiche come Ministero della Cultura, CNR, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Premio Asimov, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari e Distretto Tecnologico Aerospaziale. Le prime due pillole a tema comunicate da esperti del settore a partire da una parola chiave sono del ricercatore del Cnr Massimo Trotta (con i termini Ordine e caos), e delle docenti dell’Università di Bari Sandra Lucente e Donatella Iacono (a partire da Infinito). Con loro sul palco il giornalista Onofrio Pagone. Giovanni Scifoni alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro ha lanciato il protagonista di Senza offendere nessuno (Mondadori) in un’impresa apparentemente impossibile: creare un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Se ne è parlato con la giornalista di Mediaset Valentina Petrucci. Focus sulla ‘buona destra’ alle ore 21 in Terrazza dei Tuffi con Filippo Rossi in Dalla parte di Jekyll (Marsilio editore). Un tema che è ritornata anche alle ore 22 in Destra d’Italia (Erga edizioni), di Marco Mensi, un’analisi storica che muove da Cavour per arrivare a Salvini. Penna (o per meglio dire, matita) graffiante, il vignettista de La Gazzetta del Mezzogiorno Nico Pillinini ha raccontato alle ore 23.30 la pandemia e i suoi effetti sulla società da una prospettiva satirica in Coronarisus, il virus infetto della politica (Progedit). Sul palco interviene il giornalista Onofrio Pagone.

Si sposta lo sguardo sul passato, a come si visse il ventennio fascista nella Bari tra le due guerre (Adda Editore) con il medico legale Franco Introna in piazza Aldo Moro alle ore 20Una difficile convivenza domestica è al centro de LAmore Inabitabile (Splendidamente), romanzo della psicologa, psicoterapeuta e scrittrice Donatella Caprioglio, presentato alle ore 23 in piazza San Benedetto. Sullo stesso palco il maratoneta Ignazio Antonacci ha svelato alle ore 19.30 un mezzo naturale molto potente per migliorare la nostra salute e il nostro benessere: la corsa.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono Rocco Anelli, Francesco Dabbicco, Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil, Mariano Rizzo, Silvia Scicchitano.

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Seconda giornata di appuntamenti al Libro Possibile

Gli scenari internazionali nell’analisi di Sangiuliano e Cardini

Attualità e storia nei libri di De Bortoli, Calabresi, Billi, Lillo e Pif

Scienza, Medicina e Ambiente con Bassetti, Quarteroni, Gallina

alla Terrazza Campanella con Ligabue e il duo Tozzi/Favata

8 giugno 2021 / Polignano a Mare

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro

Gli scenari della geopolitica analizzati da Gennaro Sangiuliano, il focus sul fine vita di Marco Billi e Marco Cappato, lo spettacolo tra note e problematiche ambientali con Enzo Favata e Mario Tozzi, i romanzi di Diego De Silva e Lorenzo Beccati. Seconda serata di appuntamenti del Festival Il Libro Possibile l’8 giugno con protagonista un parterre di grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. È proseguito il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Cinque le location che fanno da palcoscenico a presentazioni letterarie, dibattiti e tavole rotonde: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto, la Terrazza dei tuffi e la Terrazza Peppino Campanella. Al Libro Possibile Caffè di Polignano si concentreranno poi gli eventi dedicati ai giovani lettori.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Il racconto tra attualità e storia

L’attualità è la grande protagonista degli appuntamenti della seconda giornata del festival, declinata sui palchi da grandi nomi del settore dell’informazione. Sguardo ai (fragili) equilibri nello scacchiere delle grandi potenze mondiali alle 20.30 in piazza Aldo Moro nell’analisi del direttore del Tg2 Rai, Gennaro Sangiuliano. Si è discusso de La nuova geopolitica globale in piazza Aldo Moro insieme a Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, in un dibattito che spazia dall’egemonia degli Usa al ‘mondo multipolare’.

Alle 21 sul palco del Lungomare Cristoforo Colombo si sono rivissuti gli anni bui del ‘terrorismo rosso’ Mario Calabresi, già direttore dei quotidiani La Stampa e La Repubblica, in Quello che non ti dicono (Mondadori). Pagine in cui scava nei suoi ricordi e in una Milano scossa dagli ideali rivoluzionari delle classi operaie, per ricostruire il contesto storico in cui perse la vita il padre Luigi. Sul palco il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Partipilo.

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XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Marco Lillo e Pif

L’autore televisivo e scrittore Pif (Pierfrancesco Diliberto) e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo raccontano la storia straordinaria – e paradossale – delle sorelle Maria Rosa e Savina Pilliu: dopo aver fatto incriminare un costruttore legato ai clan, si sono viste recapitare a casa una cartella esattoriale dallo Stato da 23mila euro per un risarcimento mai avuto. Io posso, due donne sole contro la mafia (Feltrinelli) è stato presentato sul lungomare Cristoforo Colombo alle 22.30 con il giornalista de La Repubblica Giuliano Foschini. Tema sempre al centro delle cronache è quello del fine-vita, analizzato alle 21 sotto il profilo giuridico dall’avvocato Marco Billi, con la testimonianza sul palco di piazza Aldo Moro del politico e attivista Marco Cappato, affinché “il legislatore trovi la forza per arrivare a un punto di incontro unitario tra le diverse posizioni culturali e i diversi approcci ideologici e intervenga (seppure tardivamente) a dettare una disciplina”.

A sinistra, Dario Vergassola; a destra Antonio Calabrò

Il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò è stato ospite alle 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con un volume dedicato a uno dei palazzi simbolo dello skyline milanese: il Pirellone, raccontato in Storie del grattacielo (Marsilio). L’incontro, presentato dal direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, ha visto anche la prima incursione del comico Dario Vergassola alla XX edizione del Libro Possibile con le sue pungenti domande. Alle 23.15 lo ritroviamo nei panni di scrittore con un libro legato a filo stretto alla sua Liguria: Storie vere di un mondo immaginario. Cinque racconti delle Cinque Terre (Baldini+Castoldi), presentato dal conduttore Mauro Pulpito.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra: Moni Ovadia, Francesca Biagiotti, Riccardo Noury

Da sempre a difesa dei più deboli nel mondo, l’organizzazione umanitaria Amnesty International è stata presente alle 19.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con il portavoce della sezione italiana Riccardo Noury: rievocati Sessant’anni dalla parte dei diritti con la testimonianza dell’attore Moni Ovadia nell’incontro condotto dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Il presente di uno Stato in continuo fermento è al centro dell’incontro con lo storico Franco Cardini, autore di Turchia, ieri, oggi, domani (Edizioni Dedalo). In piazza San Benedetto alle 20 una narrazione-ponte tra passato, presente e futuro per scoprire perché la nazione guidata da Erdogan si propone sempre più come nuova potenza mondiale indipendente.

Paolo Aquilanti e Michele De Feudis

Massimo Bontempelli, lo scrittore artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, è stato al centro del saggio firmato da Paolo Aquilanti, Il caso Bontempelli, una storia italiana (Sellerio). Se ne è discusso con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele De Feudis, sul lungomare Cristoforo Colombo alle 19. Anche nella seconda giornata del festival un contributo dedicato a Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della morte. Lo ha omaggiato l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo in A riveder le stelle (Mondadori). Ha introdutto alle 20 in piazza Aldo Moro la docente Irene Martino.

Contributi tra medicina, scienza e ambiente

XX Edizione del Festival Il libro possibile: al centro, Alfio Quarteroni; a destra, Matteo Bassetti

Altri temi del contemporaneo vengono approfonditi sui palchi del Libro Possibile. Non si può prescindere dal raccontare l’attualità senza nominare la pandemia: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 2015 l’infettivologo Matteo Bassetti, in prima linea per una corretta informazione sul Covid-19, ha spiegato come affrontare il tema senza abbandonarsi al panico e al catastrofismo in Una lezione da non dimenticare (Cairo). È stato seguito dal matematico Alfio Quarteroni che ha svelato gli Algoritmi per un nuovo mondo (Edizioni Dedalo). Un approccio che sfrutta formule e numeri per descrivere la nostra realtà quotidiana, muovendosi dalle curve epidemiologiche del Covid-19 all'intelligenza artificiale. Nei due appuntamenti, presentati dal giornalista del Tgr Rai Renato Piccoli, anche il comico Dario Vergassola che mette al centro delle sue incursioni satiriche i due luminari.

Il direttore scientifico dell’Irrcs Saverio De Bellis di Castellana Grotte, Gianluigi Giannelli, e il l’ex magistrato Armando Spataro alle 19.15 hanno trovato un link tra giurisprudenza e medicina per raccontare il metodo scientifico tra indagine penale e ricerca sanitaria nell’incontro intitolato In cerca della verità. Ha moderato la giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola. Il mondo dei robot, tra innovazione, sfide e pericoli, è stato presente alle 21.30 in piazza San Benedetto nel contributo di Paolo Gallina, docente dell’Università degli Studi di Trieste. È tornato anche l’appuntamento con la sezione Parole di scienza: alle 19 nella stessa location Giovanni Ciani (Università degli studi di Bari e Istituto nazionale di Fisica Nucleare), Ivana Fuscello (Politecnico di Bari) hanno sviluppato i loro approfondimenti sul tema a partire dai termini ‘Desideri’ e ‘Spazio’ con Marco Circella della sede di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

A destra, Mario Tozzi

Uno speciale appuntamento alle 18.45 tra scienza e jazz nella suggestiva Terrazza di Peppino Campanella con il musicista Enzo Favata e il geologo Mario Tozzi. L’inedita performance Uno scomodo equilibrio ha raccontato con musica e nozioni come l’uomo stia stravolgendo l’ambiente, portandosi all’autodistruzione. Tema che è ritornato in piazza San Benedetto alle 22 - con un occhio speciale sulla sostenibilità - grazie ai contributi di Nicola Armaroli, scienziato dirigente del Centro nazionale ricerche, ed Elena Ioli, fisica teorica autrice di diversi volumi sul tema. Un incontro focalizzato su Il clima che cambia e l’emergenza energia, con un importante appello: “Non abbiamo più tempo”. Le storie di chi ogni giorno combatte per salvare il pianeta tra le pagine di Come osate, l’ultimo libro di Gianfranco Mascia, che alle 23.30 ha chiuso gli appuntamenti della piazza dando parola al movimento ‘Fridays for Future’ in Italia. Si è andati Al cuore della migrazione alle 23 con Anita Paolicchi e Carolina Paolicchi dell’organizzazione umanitaria europea Sos Méditerranée Italia. In piazza San Benedetto presentano un’opera collettiva, costruita da più di 60 scrittori, poeti e artisti provenienti da tutto il bacino Mediterraneo (e non soltanto), per raccontare un fenomeno in crescita. Ha presentato il ballerino e attivista Sonny Olumati.

La grande narrativa al Libro Possibile

La narrativa rimane protagonista al festival. Dopo aver conquistato la giuria del Premio Selezione Campiello e ispirato un film, il romanzo Certi bambini di Diego De Silva torna a Polignano in un’edizione aggiornata curata da Einaudi. Alle 21.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo si è vissuta una Napoli dominata dalla camorra attraverso gli occhi del piccolo Rosario. Si è riso e si è riflettuto alle 22 in piazza Aldo Moro con la coppia Giobbe Covatta - Paola Catella, autori di Donna Sapiens (Giunti). Un racconto surreale, intelligente, esilarante per diffondere una lezione: “In natura l’essere superiore è la femmina”. Si muove tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, lo scrittore Lorenzo Beccati. Il pescatore di Lenin (Oligo), presentato alle 23 sul lungomare Cristoforo Colombo dall’inviato di Striscia La Notizia Alessio Giannone (Pinuccio), muove le fila da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre. Affonda le radici nella storia anche l’ultima opera di Luigi Panella: alle 20.30 in piazza San Benedetto si è scoperta la spy story Nel nome di Dio (Rizzoli), che si dipana tra le macerie fumiganti della Roma di Nerone e l’avanzata inarrestabile delle cariche della cavalleria templare. Ha presentato il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini. È un romanzo sull'impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, Sembrava bellezza (Mondadori). Alle 21 in piazza San Benedetto Teresa Ciabatti ha scavato a fondo nell’animo umano, comprendendone le debolezze nascoste. Ha presentato la giornalista di Mediaset Maria Luisa Sgobba. Sono ‘diversi’, o per meglio dire Spatriati, i protagonisti dell’omonimo romanzo di Mario Desiati: Claudia e Francesco, così lontani per carattere, ma legati da un destino comune, che abbiamo incontrato alle 22.30 in piazza Aldo Moro. Cos’è Un cuore pieno di robba (Il seme bianco)? L’attrice Federica Zacchia lo ha svelato alle 23.30 nell’incontro conclusivo della piazza: “Una raccolta di ricordi, annotazioni e pensieri che si sommano e si sgranano uno dopo l'altro, senza un ordine preciso”. Ogni famiglia ha un segreto, piccolo o grande che sia: è l’incipit da cui muove la penna della scrittrice Corinna De Cesare in Ciao Per sempre (Salani), alle 23 nella Terrazza dei Tuffi. Che ha accolto alle 22.30 l’abbraccio tra le atmosfere del noir e il mondo dello streaming de Il segreto di Mr Willer (Les Flaneurs) di Chicca Maralfa. È seguita alle 23 Anna Martellato, che ci ha accompagnati alla scoperta delle bugie che hanno connotato la vita di Mia, protagonista di Il nido delle cicale (Giunti). L’avvocato Michele Di Donna ha raccontato alle 19.30 in piazza San Benedetto una storia di cambiamento vissuta attraverso gli occhi del protagonista de L’alienazione del bene (Kimerik).

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro

Non mancano gli incontri ‘in musica’. A partire dal rocker Marco Ligabue, atteso alle 18 sulla Terrazza di Peppino Campanella, che in Salutami tuo fratello (Pendragon) ha rievocato i ricordi dell’infanzia e di quel momento in cui tutto cambiò per sempre: l’improvviso successo del fratello Luciano. Si è passati dal rock alla musica classica alle 22.30 in piazza San Benedetto con il pianista Emanuele Arciuli, autore de La bellezza della nuova musica (Edizioni Dedalo). I critici Ugo Sbisà e Nicola Gaeta hanno presentato in Terrazza dei Tuffi alle 20.30 Alchimia dell’istante (Auditorium), opera postuma del virtuoso del pianoforte, Gianni Lenoci.

Spazio ai giovani lettori negli incontri in programma al Libro Possibile Caffè. Pamela Giotta e Vitantonio Fanizza hanno raccontato alle 17.30 la storia di un’amicizia apparentemente impossibile nella favola illustrata La bambina e la gallina (Creativity Communications Labs). È seguito alle 18 Trifone Gargano con il suo Dante Pop e Rock (Progedit editore), presentato insieme agli alunni dell'Istituto Comprensivo ‘Balilla-Imbriani’ di Bari. Sono invece gli studenti della ‘Massari-Galilei’ di Bari a intervenire alle 18.30 durante la presentazione del libro di Dario Vergassola, Storie vere di un mondo immaginario.

A sinistra, Dario Vergassola

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Giuse Alemanno, Giuseppina Bonaviri, Domenico Diacono, Tommaso Forte, Andrea Maricelli, Francesco Minervini, Roberto Riccardi.

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TERZA GIORNATA DI APPUNTAMENTI AL FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE

A POLIGNANO

ATTUALITÀ ED ECONOMIA CON SANTORO, COTTARELLI E SCANZI

APPROFONDIMENTI SU GIUSTIZIA E SOSTENIBILITÀ CON SISTO E TABACCI

I ROMANZI DI CAROFIGLIO, CAROFIGLIO E ALBERTINI

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

La ricetta per la crescita economica del Paese con l’economista Carlo Cottarelli, Antonio Manzini con la nuova indagine del commissario Rocco Schiavone, i ritratti dell’attualità negli scritti dei giornalisti Michele Santoro e Andrea Scanzi, gli approfondimenti su giustizia e sostenibilità curati dai sottosegretari Francesco Paolo Sisto e Bruno Tabacci. È proseguito venerdì 8 luglio il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro le location che hanno ospitato gli incontri con grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Continuano poi gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori al Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Un festival da vivere in piena sicurezza, con il pieno rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Letteratura e attualità protagonisti al festival

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Antonio Manzini e Diego De Silva

I più importanti nomi del panorama letterario nazionale scelgono i palchi del festival per presentare le loro ultime opere dai toni noir. Sul lungomare Cristoforo Colombo ci siamo immersi alle 20.10 in un misterioso omicidio nella nuova avventura di Rocco Schiavone, l’amato commissario nato dalla penna di Antonio Manzini. Che in Vecchie conoscenze (Sellerio), presentato per la prima volta in Puglia al Libro Possibile, deve scontrarsi con un nemico invisibile: il suo passato. Presenta lo scrittore Diego De Silva.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

Un omicidio è anche al centro de La disciplina di Penelope (Mondadori): nel thriller di Gianrico Carofiglio a far luce sulla misteriosa scomparsa è un ex pubblico ministero, donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Alle 19.30 è la giornalista di Rai News 24 Francesca Biagiotti a dialogare con lo scrittore.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

È una Famiglia straordinaria (Sellerio) quella raccontata da Andrea Albertini alle 21.30 in piazza San Benedetto. Al centro dell’opera, la narrazione di tre dinastie destinate a unirsi: i Tolstoj, la figlia e la nipote del genio russo; i Giacosa, la famiglia del più famoso drammaturgo italiano del tempo; gli Albertini, i fratelli che fecero grande il ‘Corriere della Sera’ e osarono dire no a Mussolini. Presenta il giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno Michele Cozzi.

Da sinistra, Carlo Cottarelli e Rosella Santoro

Il racconto del contemporaneo è uno dei fil rouge che unisce gli appuntamenti della terza giornata del Libro Possibile. L’attualità torna al centro del dibattito con l’economista Carlo Cottarelli, autore di All'inferno andata e ritorno (Feltrinelli). Alle 20.50 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo ha spiegato la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale, dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Durante l’incontro sono intervenuti il CEO di Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano e l’imprenditrice Gina Cassetta. Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani della Cattolica è anche la prima vittima delle ‘incursioni’ del comico Dario Vergassola, sempre pronto a far ridere (e riflettere) con i suoi interventi satirici.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Michele Santoro e Rosella Santoro

Da un maestro del giornalismo italiano come Michele Santoro, il ritratto di un “killer perfetto, obbediente, preciso, silenzioso, e proprio per questo indispensabile nei momenti decisivi”: Maurizio Avola. Mafia e antimafia, politica e potere, informazione e depistaggi, vicende personali e derive sociali si intrecciano in Nient’altro che la verità (Marsilio). Ha introdotto l’incontro in sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Andrea Scanzi

È invece il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, al centro dell’ultimo libro di Andrea Scanzi, Demolition Man (Rizzoli), presentato alle 23 nella stessa location. Un’analisi che si intreccia a stretto giro con l’instabilità governativa che ha caratterizzato gli ultimi governi italiani. Trasformazioni che ha vissuto in prima persona anche il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Grande esperto di diritto, ha portato alle 22.30 in piazza Aldo Moro il suo progetto di riforma del sistema giudiziario, nell’incontro intitolato In nome della Costituzione: una giustizia da riformare, insieme al presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante. Presenta Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. L’incontro Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonimo progetto nato per evitare altre morti in mare come contraltare del fenomeno dilagante delle migrazioni. Se ne parla insieme ai curatori delle iniziative dell’associazione, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo, nell’incontro presentato dal direttore di TgNorba, Enzo Magistà, alle 21.35 sul lungomare Cristoforo Colombo. È sempre pronto a trovare il risvolto comico dell’attualità, Federico Palmaroli, diventato un fenomeno social con i suoi post satirici firmati dal santone Osho. In “Vedi de fa poco 'o spiritoso” (Rizzoli) raccoglie il meglio (e il peggio) nella sua pagina da oltre un milione di follower. Introduce l’incontro alle 23.45 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Quanto c’è di vero nelle immagini patinate che condividiamo quotidianamente? Vogliamo davvero condividere un contenuto interessante o è solo vanità? Quali insidie galoppano nel web? Sono alcune delle domande a cui hanno risposto il corrispondente di Striscia La Notizia Pinuccio – al secolo Alessio Giannone – in Annessi e connessi (Mondadori), alle 23 sul palco di piazza San Benedetto insieme a Dario Vergassola. Sempre più figure femminili raggiungono ruoli di comando in una società ancora (troppo) maschilista: un cortocircuito analizzato alle 20 in piazza San Benedetto da Emanuela Griglié e Guido Romeo in Per soli uomini (Codice). Ha presentato il docente dell’Università del Salento, Nicola Grasso. Il web e le insidie – umane – che nasconde sono al centro di Hai comprato il perizoma o sei con il pigiamino? (Caro Diario): alle 23 nella stesa piazza Natasha Galano ha acceso un riflettore sugli adescamenti online dei pedofili, con la storia di Lucia, vittima 13enne di uno di questi ‘orchi’. Previsto l’intervento della dirigente dei Licei Cartesio di Triggiano, Maria Morisco, nell’incontro presentato dalla docente Irene Martino.

Passando a un omaggio a un’opera imprescindibile nel panorama letterario italiano, nel 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri: alle 21.15 sul palco di piazza Aldo Moro Luca Sommi in Il cammin di nostra vita (Baldini + Castoldi) ci ha guidati tra le pagine della Divina Commedia, “l’esempio più lampante ed emblematico – racconta - della storia della letteratura di un classico che non smette mai di essere attuale”.

Spazio poi a ritratti di personaggi di spicco e racconti autobiografici, per innescare importanti riflessioni e svelare aneddoti di grande arricchimento morale. Alle 20.15 in piazza Aldo Moro Il direttore di Rai News 24 Andrea Vianello si è raccontato al pubblico attraverso la sua battaglia con l’ictus, che all’improvviso lo lasciò incapace di parlare in maniera chiara. “Una prospettiva terribile per chiunque – spiega in Ogni parola che sapevo (Mondadori) - ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo”. L’incontro, presentato dalla responsabile della redazione pugliese dell’Ansa, Paola Laforgia, ha visto anche un’incursione di Dario Vergassola. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo libro di monsignor Filippo Santoro, Consumare la suola delle scarpe (Edizioni Paoline): intervistato alle 20.45 in piazza Aldo Moro dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, l’arcivescovo di Taranto ha ripercorso i suoi 25 anni di episcopato. Ha dato voce ai più importanti attori internazionali, da Russell Crowe a Samuel L. Jackson; alle 23.15 sullo stesso palco Luca Ward, il più celebre doppiatore italiano, si è messo a nudo tra ricordi e confessioni nel suo esordio letterario: Il talento di essere nessuno (Sperling & Kupfer), presentato da Nica Ruggiero.

Da sinistra, Roby Facchinetti, Dario Vergassola, Rosella Santoro e Gianni Messa

L’ha resa immortale con una canzone che rimarrà nella storia della musica; ora il frontman dei Pooh Roby Facchinetti l’ha resa anche protagonista del suo ultimo libro: Katy per sempre (Sperling & Kupfer). Conosciamo così meglio la ‘Piccola Katy’ protagonista nell’omonimo brano, “una ragazza dolce e un po' ribelle con tanti sogni e un grande amore per la musica” racconta il cantautore. A chiudere l’incontro, presentato alle 23.40 sul lungomare Cristoforo Colombo dal vice caporedattore di Repubblica Bari Gianni Messa, è una nuova incursione di Dario Vergassola. Dopo il lucido ritratto di Alda Merini, la giornalista de La Repubblica Annarita Briganti ha raccontato alle 22.30 in piazza San Benedetto una delle intramontabili icone della moda, che ha portato lo stile francese ad essere amato in tutto il mondo: Coco Chanel. Una donna del nostro tempo (Cairo Editore) viene presentato dalla docente Chiara Dell’Acqua.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roby Facchinetti

Riflessioni su ambiente e scienza

Al Libro Possibile anche riflessioni sulla scienza e sulle sfide moderne che pone la salvaguardia dell’ambiente. Temi al centro dell’incontro La sostenibilità del blu: dagli oceani allo Spazio: hanno portato il loro expertise in piazza Aldo Moro alle 19.30 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Draghi, Bruno Tabacci, il presidente del Distretto tecnologia aerospaziale, Giuseppe Acierno, la studiosa del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Rita Lecci, e il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete. Riflessione su Scienza e Ricerca in piazza San Benedetto alle 19 con il confronto tra Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini e il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino. Spesso al centro del dibattito, anche politico, ma come si può realizzare il progetto di ‘transizione ecologica’? La ricetta per un Rinascimento Green arriva dal confronto tra Annalisa Corrado, autrice di Le ragazze salveranno il mondo (People), l’attivista Marco Cappato e Mattia Santori, leader delle Sardine. Ha presentato alle 21.45 in piazza Aldo Moro Alessio Giannone.

Si parla di Neuroscienze e nuovi farmaci: una sfida all’incrocio tra innovazione, ricerca ed assistenza con il neurologo pugliese Giancarlo Logroscino: con lui sul palco di piazza San Benedetto alle 21 il direttore generale degli ‘Ospedali riuniti’ di Foggia, Vitangelo Dattoli. Rimanendo in campo medico, alla scoperta di ciò che è invisibile agli occhi con il chimico Gianfranco Pacchioni, autore di Il nanomondo dai virus ai transistor (Dedalo), presentato da Felice Vitulano, Head-Innovation, Marketing & Technology di Exprivia alle 22 nella stessa piazza. Le prospettive portate dai big data in rete al centro del saggio Web reputation (Giacovelli) di Angelo Deiana, presentato alle 19.30 sulla Terrazza dei Tuffi.

I tributi comunali dentro e oltre la crisi approfonditi da Antonio Uricchio e Mario Aulenta (Università degli studi di Bari). Sul palco di piazza Moro alle 19 sono intervenuti i sindaci di Bari e Polignano, Antonio Decaro e Domenico Vitto. Francesco Cristino, giornalista del Tg1, alle 22.30 nella Terrazza dei Tuffi ci ha riportati ai tempi della DDR con uno dei pochi simboli russi sopravvissuti a Berlino alla caduta del Muro: Sabbiolino, il pupazzo-conduttore della più importante trasmissione per bambini del dopoguerra. Chiude gli appuntamenti in piazza San Benedetto a mezzanotte l’opera corale Rinati - Ricomincio da me, con le storie educative sul tema dell’obesità e dei rischi ad essa legati. La pandemia è il fil rouge che lega I racconti del Coronavirus (Wip Edizioni), presentati sulla Terrazza dei Tuffi alle 20.30 da Domenico Semisa con gli interventi del direttore del Dipartimento promozione salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. Ha raccontato un decennio con addosso la fascia tricolore il sindaco di Capurso Francesco Crudele, tra le pagine di Mano a mano (Scripta Moment). Il festival torna poi a essere vetrina del concorso letterario indetto dalla Fondazione Megamark: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 sono stati annunciati i cinque autori finalisti del premio, tra gli sketch in musica della Rimbamband e gli interventi della direttrice di I Like Puglia, Annamaria Ferretti.

Il Premio della Fondazione Megamark, al centro Annamaria Ferretti

Tre gli appuntamenti per i piccoli lettori in programma al Libro Possibile Caffè: Marzia Stano ha raccontato alle 17.30 gli effetti positivi che la musica ha suoi più piccoli, Valentina Tafuni ha insegnato ai giovani a Essere piUmani, Paolo Comentale in Occhio d’argento (Edizioni Di Pagina) ha narrato alle 18 un'amicizia imprevista capace di trasformare la vita di un pescatore e un cane, e Roberta Leporati alle 18.30 con una storia di scoperte legate al ritrovamento di un diario in Il tesoro di carta (All Around).

La terza giornata del festival ha accolto anche un’importante inaugurazione: ha aperto le porte a Polignano in una sede rinnovata la Biblioteca di comunità ‘Raffaele Chiantera’, cresciuta negli anni con i libri donati alla città dal Libro Possibile sin dalle primissime edizioni. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla cerimonia, il direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno, e il sindaco di Polignano Domenico Vitto.

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Rosa Indellicato, Federica Introna, Mariano Loiacono, Vito Marangelli, Tommaso Putignano e Gabriele Zanini, Cosimo Luigi Russo.

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IL PREMIO NOBEL WOLE SOYINKA

e

IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA EMANUELE TREVI

TRA GLI OSPITI DELL’ULTIMA SERATA

DEL 'LIBRO POSSIBILE’ A POLIGNANO A MARE.

LA TAPPA SUCCESSIVA DEL FESTIVAL il 22, 23 e il 29, 30 LUGLIO a VIESTE

Vieste

Il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, il vincitore del Premio Strega Emanuele Trevi, i segreti della magistratura secondo Palamara e Sallusti, il ‘golpe al rallentatore’ della politica italiana raccontato da Travaglio, debutti tra romanzi e biografie con Esposito e Hassan, focus su medicina e salute con Antonella Viola e Antonio Moschetta. Un cartellone di grandi appuntamenti per concludere la prima parte del festival del Libro Possibile, che da Polignano a Mare si è preparata così a trasferirsi a Vieste per quattro serate (22-23 e poi il 29-30 luglio) a Vieste e proseguire con il programma formato eXXtra della XX edizione. Sabato 10 giugno i più importanti nomi italiani e internazionali della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica si sono alternati fino a tarda serata sui palchi del lungomare Cristoforo Colombo, di piazza Aldo Moro, di piazza San Benedetto e della Terrazza dei tuffi. Spazio anche per i giovani lettori Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Garantite come sempre per la sicurezza del pubblico il rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Dal Premio Nobel Soyinka al vincitore del Premio Strega: le grandi anteprime del festival.

Sabato 10 luglio, alle ore 22 sul palco del Libro Possibile a Polignano a Mare (del lungomare Cristoforo Colombo), il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, grande poeta, drammaturgo e scrittore nigeriano è stato protagonista di un incontro che ripercorre la sua, a dir poco, straordinaria biografia e produzione letteraria, nel giorno successivo al suo reading alla Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

In esclusiva per il pubblico del Libro Possibile, Soyinka ha raccontato alcune anticipazioni sul prossimo libro che ha segnato dopo 50 anni il suo annunciato ritorno al romanzo, opera che sarà tradotta e pubblicata a fine anno in Italia da La Nave di Teseo. L’autore di Sul far del giorno (La nave di Teseo) viene intervistato dal direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis.

A seguire sullo stesso palco, a poche ore dall’assegnazione del Premio Strega, il vincitore Emanuele Trevi è stato atteso al Libro Possibile per la sua prima partecipazione pubblica dopo la premiazione. Assieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che organizza l’ambito premio letterario, l’autore del titolo appena premiato, Due Vite (Neri Pozza), ha raccontato al pubblico di Polignano a Mare il romanzo che ha ‘stregato’ giuria e lettori, con la storia dei due protagonisti Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori e cari amici di Emanuele Trevi, morti prima di diventare anziani. Ha presentato l’incontro il responsabile della redazione cronaca di Repubblica Roma, Stefano Costantini.

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Esordio tra i romanzieri per Salvatore Esposito, l’attore che ha prestato il volto a ‘Genny Savastano’ nella serie televisiva Gomorra. Con Lo sciamano (Sperling & Kupfer) ha portato il pubblico in una cupa spirale di orrore con un macabro doppio omicidio tra Ostia e Napoli. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 23 si sono sottoposti poi alle esilaranti domande di Dario Vergassola nell’incontro presentato dal vice caporedattore di Repubblica Bari, Gianni Messa. Marina Di Guardo ha portato in piazza Aldo Moro alle 19.30 una storia di violenze domestiche e di rinascita in Nella buona e nella cattiva sorte (Mondadori): al centro del thriller, presentato Barbara Donarini, la fuga dell’illustratrice Irene dall’influenza soggiogante del marito. Parla di sentimenti anche l’ultimo romanzo di Francesco Sole, Così è l’amore (Sperling & Kupfer), dove una relazione nasce e cresce attraverso un confronto epistolare. Presentato alle 19 in piazza Moro la giornalista Giorgia Messa. Toni noir, nella stessa location alle 20.30, per il secondo romanzo di Roberto Oliveri del Castillo, Indagine su un burattino (Città del sole). Una narrazione dove emerge la concezione della centralità della giustizia come unico argine possibile per ‘imbrigliare il Leviatano’. Si è tornati indietro nel tempo, fino all’antica Roma, alle 22 in piazza San Benedetto con l’ultimo libro di Antonella Prenner, Caesar (Rizzoli): attraverso la voce inedita di Servilia, ripercorre la vita dell’uomo che ha cambiato il destino di Roma, in bilico tra delirio di onnipotenza, trionfo e tragedia. Sul palco il rettore emerito dell’Università degli Studi di Bari, Corrado Petrocelli. Gianni Sebastiano ha portato in anteprima al Libro Possibile il suo romanzo La distanza del dubbio (Florestano): alle 21 nella Terrazza dei tuffi abbiamo scoperto un intreccio narrativo che parte dall’incontro di un manager con un vecchio amico degli anni ’70, presentato dalla responsabile della redazione cultura della Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Tra attualità e storia si muovono altri interessanti appuntamenti del festival. I segreti della magistratura italiana, tra potere, politica e affari, sono stati svelati alle 22.45 sul lungomare Cristoforo Colombo dal magistrato Luca Palamara e dal direttore del quotidiano Libero, Alessandro Sallusti. È l’ex membro del Csm a raccontare cosa sia Il sistema (Rizzoli) e come il potere di giudici e pm non possa essere scalfito. “Tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze – racconta - o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato”. Gli intrighi nei palazzi di potere al centro anche dell’inchiesta a firma del giornalista Marco Travaglio, I segreti del Conticidio (PaperFirst). Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha ripercorso le vicende – e i colpi di scena - che hanno portato al ‘golpe al ralenti’ durato tre anni per rovesciare il governo di Giuseppe Conte. Ha introdotto l’incontro conclusivo sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro. Un’altra importante firma del quotidiano, Marco Lillo ha puntato alle 20 in piazza Aldo Moro una lente su uno spinoso intrigo internazionale ne Il Caso Kashoggi (PaperFirst): analisi della morte di Jamal Khashoggi, il giornalista del Washington Post ucciso nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre del 2018. Sul palco anche il giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori. Ripartire, ricostruire, rinascere: è la via indicata dall’inviato de La Repubblica Federico Rampini tra le pagine de I cantieri della storia (Mondadori). Un ciclo che per l’Italia deve semplicemente ripetersi: come raccontato dal giornalista, già in passato l’Italia aveva storie di tragedie collettive, sconfitte, decadenze, seguite da ‘miracoli’. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 la direttrice artistica del festival Rosella Santoro e il presidente della BCC San Marzano Emanuele Di Palma. È seguito Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, che alle 19.45 ha analizzato metodi, tecniche ed esperienze dell’Archeologia pubblica (Carocci editore). Sul palco l'assessore alla Cultura della Regione Puglia Massimo Bray e il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, che sono intervenuti anche durante la presentazione in lingua inglese del libro Puglia, viaggio nel colore (Adda Editore) di Enrica Simonetti. Segue una speciale video intervista con il ministro della cultura Dario Franceschini per approfondire le sfide legate alla valorizzazione dei tesori culturali del Paese. Alle 20 in piazza San Benedetto si è parlato invece dell’’oro nero’ nella guida Turismo del vino in Italia (Edagricole – New Business Media) con l’esperta enologa Donatella Cinelli Colombini e il presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefàno, nell’incontro presentato dal direttore di Tgnorba24 Enzo Magistà. Giuseppe Cruciani, caustica voce del programma La Zanzara su Radio 24, ha raccontato alle 23 sullo stesso palco il sesso degli italiani in Nudi (La nave di Teseo). Con il conduttore Mauro Pulpito, passa in rassegna storie, confessioni e esperienze di persone comuni, vip, e di chi col proprio corpo lavora ogni giorno.

Approfondimenti su tematiche di rilievo nei saggi presentati al festival. L’immunologa Antonella Viola ci ha guidati alle 20.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alla scoperta del sistema immunitario umano in Danzare nella tempesta (Feltrinelli), invitando a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi. L’incontro, condotto dalla direttrice di I Like Puglia Annamaria Ferretti, ha visto gli interventi del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e le ‘irriverenti incursioni’ del comico Dario Vergassola. Il focus si è spostato invece su un “organo chiave per il benessere” in Ci vuole fegato (Mondadori): lo specialista di Medicina Interna Antonio Moschetta ha svelato alle 23.30 in piazza San Benedetto i segreti del più importante ‘laboratorio’ all’interno dell’uomo, che può preannunciare la vulnerabilità del nostro corpo rispetto a patologie future. Alle 21 in piazza Moro, Ardian Vehbiu - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – ha indagato i rapporti dell'Albania con il mondo oltre l'Adriatico in Cose portate dal mare (Besa). Il focus dedicato alla letteratura balcanica a trent’anni dall’approdo della nave Vlora a Bari è proseguito poi con Tom Kuka - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – autore del romanzo L’ora del male, edito dalla stessa casa editrice. Un percorso di crescita è quello presentato anche da Andrea Colamedici e Maura Gancitano, conosciuti al pubblico come il Gruppo Tlon, in Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins). Ne hanno discusso alle 21.45 in piazza Moro con il l’inviato di Striscia la Notizia Alessio Giannone. Ha raccontato il potere della ‘leadership gentile’ alle 19.30 in piazza San Benedetto Guido Stratta, autore di Ri-evoluzione (Franco Angeli). Le 100 regole per raggiungere il successo in piazza San Benedetto alle 19 nel manuale del giornalista Giuseppe Cristini, Uno su mille… come farcela da soli. Alle 22.30 in piazza San Benedetto Sara Lucaroni, autrice di Il buio sotto la divisa (Round Robin), ha indagato le morti misteriose tra i servitori dello Stato. Con lei sul palco la giornalista Elisa Forte. Mauro Carparelli ha ripercorso alle 22.30 sulla Terrazza dei Tuffi la vita di un importante filosofo del 1600 in Giulio Cesare Vanini (Liberilibri). Simon Knight con Reset & Restart (Il mio libro) ha indicato poi alle 23 consigli sulla crescita personale a partire dalla comprensione del modo in cui funziona la mente umana e di come si può gestire.

Non sono mancate presentazioni di opere nate da riflessioni sulle esperienze personali degli autori. Omar Hassan, ex pugile e oggi affermato pittore di livello internazionale, alle 20.45 in piazza Aldo Moro ha presentato al pubblico il suo debutto in libreria: Per le strade (Baldini + Castoldi). Una biografia ‘a colori’ dove traccia una linea di congiunzione tra le sue due grandi passioni. Intreccia poi vicende biografiche ed elementi di finzione Andrea Montovoli in Io non sono grigio (Mondadori). Un romanzo intimo, appassionante e pieno di vita sulla formazione di un ragazzo che è costretto a diventare uomo troppo presto. Ha presentato in piazza Moro alle 22.15 la giornalista di Tgnorba24 Grazia Rongo. Un racconto personale, ma soprattutto una filosofia di vita: è Il Luismo (Rizzoli), l’esordio letterario di Luis Sal, star di Youtube con oltre un milione e mezzo di follower, che ha chiuso gli appuntamenti della piazza alle 23.15. Il dramma dell’abbandono da piccolissima, l’adozione, poi il contatto via web della madre naturale. Eventi che hanno formato Aurora Betti, diventata adulta prima del tempo, come racconta nel libro Mamma, sei tu? (Caro Diario), presentato alle 22.45 in piazza Moro da Gabriele Parpiglia, firma del settimanale Chi. “Un inno all’imperfezione, all’autenticità, al coraggio di rompere gli schemi, che dissacra l’immagine social-perfetta”: Alice Basso alle 21.15 in piazza Aldo Moro si è raccontata tra le pagine di Una mamma imperfetta (Caro diario), presentato dalla giornalista Giorgia Messa.

Focus sulla letteratura per i giovani al Libro Possibile Caffè con un trittico di presentazioni, impreziosite dagli interventi degli alunni delle scuole sul territorio. Si è partiti alle 17.30 con Natale Pannofino, curatore del workshop Il libro che parli, per poi proseguire alle 18 con Angelica Corrado Salati, che ha presentato i racconti fotografici per piccoli e grandi pollici verdi contenuti in Piantando piantando fioriscono storie. Ha chiuso gli appuntamenti alle 18.30 Patrizia Zammaretti con le avventure di Ghirilla…Nuvola Monella (Zarkov) che, attraverso la sua diversità, troverà una soluzione originale per risolvere un drammatico problema nella Valle dei Desideri: la siccità.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Nicola D’Onghia, Donato Marinelli, Ferdinando Menga, Aldo Pagano, Antonio Romano, Giandonato Salvia.

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A VIESTE con IL LIBRO POSSIBILE XX EDIZIONE

per la seconda tappa del Festival

su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica

TRA GLI OSPITI: lo scrittore inglese PATRICK MCGRATH

e il presidente della Camera ROBERTO FICO

AL VIA IL 22 LUGLIO

con

PIERO PELÙ, FRANCESCO COSTA, GIOVANNA PANCHERI, ALESSIO GIANNONE, VITTORIO SGARBI

22, 23 luglio e 29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Vieste

Il Libro Possibileha inaugurato a Vieste (FG) una nuova pagina della sua storia ventennale. Il 22 luglio 2021, per la prima volta in assoluto, il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro ha fatto tappa nell’antico borgo marinaro a Nord della Puglia, ribattezzato ‘La Perla del Gargano’ per la sua suggestiva bellezza.

Conclusa con successo la prima sezione nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), la XX edizione del Libro Possibile è proseguita a Vieste con quattro ulteriori serate: il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio si sono attesi sul palco della centralissima piazza Marina Piccola autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Patrick McGrath

L’ospite internazionale è Patrick McGrath (23 luglio). L’autore inglese, in quei giorni in Italia per presentare il suo ultimo thriller new gothic, ‘La lampada del diavolo ‘(La nave di Teseo), è intervenuto a Vieste accompagnato sul palco dalla lettura di alcuni suoi brani a cura del talentuoso attore foggiano, Gianmarco Saurino.

Roberto Fico

C’è stata grande attesa per l’intervento della terza carica dello Stato Roberto Fico (29 luglio) su 'SUD, cultura e ripartenza’ introdotto dal giornalista di La7 Paolo Celata. 

Mario Tozzi ed Enzo Favata

Mentre il divulgatore, geologo, saggista e presentatore TV Mario Tozzi (23 luglio) ha presentato, in anteprima assoluta per Il Libro Possibile, lo spettacolo inedito dal titolo 'I padroni del mondo’ ovvero i virus e la loro incidenza su ecologia, evoluzione e storia raccontati con il contrappunto jazz di un maestro della musica come Enzo Favata.

Roberto Saviano

D’intesa con il Comune di Vieste, ampio spazio è stato dedicato al tema della LEGALITÀ, con una serie d’incontri importanti che hanno affidato alla ‘cultura della Giustizia’ l’ulteriore difesa di un territorio, come quello garganico, ancora troppo segnato dalla criminalità organizzata.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Lirio Abbate, Giancarlo Fiume, Roberto Scarpinato

A Vieste infatti Roberto Saviano (30 luglio) ha aperto la serata con il suo ultimo libro ‘Gridalo’ (Bompiani), mentre Lirio Abbate (29 luglio)tra i più apprezzati giornalisti che scrive di mafia, autore di ‘Faccia da mostro’ (Rizzoli), ha partecipato in dialogo con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato. 

XX edizione libro possibile
Vieste. Salvatore Borsellino in collegamento con Peter Gomez

Salvatore Borsellino (29 luglio), fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel '92 a Palermo, per un tributo la figura di Paolo Borsellino in dialogo con il giornalista Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it. 

Barbara Gallavotti

Le pagine viestane del Libro Possibile dedicate alla scienza sono affidate all’immunologa Antonella Viola (30 luglio), autrice di ‘Danzare nella tempesta' (Feltrinelli) e alla biologa Barbara Gallavotti (30 luglio), giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Una riflessione sulla nostra società post pandemica è stata affidata a Paolo Crepet (29 luglio) e al suo libro ‘Oltre la Tempesta’ (Mondadori).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giovanna Pancheri e Francesco Costa

Dal Gargano si è guardato all’America contemporanea di Trump e Biden con l’intervista incrociata dei giornalisti Francesco Costa Giovanna Pancheri (22 luglio), rispettivamente autori di ‘Una storia americana’ (Mondadori) e ‘Rinascita Americana’ (Sem).

Vittorio Sgarbi

Mentre il mondo ammira la magnificenza artistica italiana con il critico Vittorio Sgarbi (22 luglio) che ha presentato il suo libro ‘Ecce Caravaggio’ (La Nave di Teseo).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Vittorio Sgarbi
XX edizione libro possibile
Vieste: Vittorio Sgarbi

Si è parlato di diritti inviolabili e del sogno possibile di salvare vite umane nell’incontro a tre voci con Cecilia Strada, responsabile della comunicazione di ResQ - People Saving People, Gabriella Nobile fondatrice dell’associazione Mamme per la pelle e l’ex magistrato di 'Mani Pulite' Gherardo Colombo, oggi presidente onorario dell’Associazione ResQ (30 luglio)

Oscar Farinetti

A spiegare al pubblico ‘Le regole di un mondo senza regole’ ci hanno pensato gli imprenditori italiani tra i più apprezzati anche all’estero per il nostro made in Italy: Brunello Cucinelli, Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani (30 luglio).

Carlo Cottarelli

Mentre l’economista Carlo Cottarelli (23 luglio) è partito dal suo libro ‘All’inferno e ritorno’ (Feltrinelli) per una riflessione sulla rinascita del nostro Paese e con un’incursione telefonica di Alessio Giannone in arte Pinuccio, l’inviato da Bari di Striscia La Notizia, a sua volta protagonista (il 22 luglio) della presentazione del suo libro 'Annessi e Connessi' (Mondadori).

XX edizione libro possibile
Alessio Giannone (Pinuccio)

Un altro popolare volto TV e imprenditore nella ristorazione Joe Bastianich (29 luglio) è intervenuto con il suo ultimo decalogo ‘Le regole per il successo’ (Mondadori). E il vicedirettore di Rai1, giornalista di origine tarantina, Angelo Mellone (23 luglio) ha presentato il suo libro ‘Nelle migliori famiglie’ (Mondadori). Ancora il 23 luglio, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio nell’appuntamento ‘Il Golpe Buono e il Governo dei migliori’ ha proposto una personale e lucida analisi di attualità politica che parte dal suo ultimo lavoro editoriale ‘I segreti del Conticidio’ (PaperFirst).

Piero Pelù

La musica apre e chiude il capitolo viestano del Libro Possibile con un’incipit decisamente rock affidato all’opening del 22 luglio con il cantante Piero Pelù in veste di scrittore con il suo libro ‘Spacca l’infinito’ (Giunti).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Piero Pelù
Boomdabash

Si è proseguito con la band salentina Boomdabash (29 luglio), già in testa alle classifiche con il nuovo tormentone dell'estate firmato con Baby K, e presente a Vieste per parlare del libro ‘Salentu d’amare’ (DeAgostini). Gran finale con l’ultimo appuntamento dell’ultima sera (30 luglio) con il rapper BLIND che ha raccontato la sua storia di riscatto dalla strada al podio di XFactor, per poi scalare le classifiche musicali e adesso al suo debutto in libreria con Cicatrici’ (Mondadori).

Blind

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Il Festival rappresenta un risultato di straordinario prestigio nell’offerta di cultura che la città è pronta ad offrire ai suoi visitatori unitamente al suo straordinario patrimonio di bellezze naturali – ricorda l’assessore alla Cultura di Vieste, Graziamaria Starace - La manifestazione si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale riscoperto e rilanciato da questa Amministrazione, che dal binomio radici-paesaggio ripone negli investimenti culturali un’aspettativa accattivante al pari della sua vocazione balneare. Non c’era modo migliore per celebrare il ventennale del Festival del Libro Possibile anche nella prestigiosa e suggestiva cornice di Vieste, che con i suoi 2 milioni di presenze, è riconosciuta la regina del turismo in Puglia”.

XX edizione libro possibile
Vieste: da sinistra, Giorgia Messa e Rosella Santoro

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Seconda giornata di incontri a Vieste per il Libro Possibile

Atmosfere new gothic nel thriller di McGrath

Focus sulle problematiche ambientali nel nuovo spettacolo del duo Tozzi-Favata

La Puglia archeologica nel focus di Volpe

Il ‘Conticidio’ raccontato da Travaglio

23 luglio 2021 / Vieste

Le atmosfere new gothic di Patrick McGrath, l’inedito spettacolo tra musica e sostenibilità del duo Mario Tozzi / Enzo Favata, le ricette della ripartenza di Carlo Cottarelli, la Puglia dell’archeologia raccontata da Giuliano Volpe, gli intrighi della politica italiana svelati da Marco Travaglio.

Parterre di grandi nomi per la serata di venerdì 23 luglio al festival Il Libro Possibile, nel secondo giorno di appuntamenti a Vieste (Foggia). A fare da palcoscenico agli incontri nella ‘Perla del Gargano’ è piazza di Marina Piccola, che ha accolto il programma eXXtra della XX edizione della kermesse, diretta da Rosella Santoro e presieduta da Gianluca Loliva, anche il 29 e il 30 luglio. La tappa viestana del festival, sostenuto dalla Regione Puglia, ha visto il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Patrick McGrath

Un grande ospite internazionale sceglie il palco del Libro Possibile per presentare alle 20.45 il suo ultimo thriller: Patrick McGrath ha portato a Vieste La lampada del diavolo (La nave di Teseo), un viaggio a ritroso nella Londra degli anni ’70, accompagnati dalle ombre di un passato inconfessabile del protagonista Francis McNulty. Costretto a confrontarsi con i suoi fantasmi quando un’oscura presenza verrà a fargli visita. Atmosfere neo gotiche che rivivono sul palco anche grazie alle letture dell’attore Gianmarco Saurino, nell’incontro presentato dalla direttrice del festival Rosella Santoro.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Mario Tozzi ed Enzo Favata

Ecologia, evoluzione, storia e pandemie sono alcuni dei temi che si intrecciano tra le note nel nuovo spettacolo del geologo Mario Tozzi e del musicista Enzo Favata. In piazza di Marina piccola hanno spiegato come sia un errore di prospettiva per l’umanità sentirsi I padroni del mondo. Suggerendo “di fare un passo indietro rispetto all’ambiente”, così da far sopravvivere 7 miliardi e mezzo di sapiens su un solo pianeta con le risorse limitate. Ha introdotto l’appuntamento di apertura della seconda serata del festival alle 20 la giornalista Giorgia Messa.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Carlo Cottarelli

Alle 21.30 è stato l’economista Carlo Cottarelli a spiegare la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale del Paese. Un’analisi necessaria dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale, a partire dal saggio All’inferno e ritorno (Feltrinelli). Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, al termine dell’incontro presentato dal giornalista del Corriere della Sera Michelangelo Borrillo, è anche il bersaglio di un’irriverente telefonata del comico Pinuccio (Alessio Giannone).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giuliano Volpe e Mario Pulpito

Siamo andati poi alla scoperta dei tesori archeologici del territorio alle 22.15 con Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, autore di Passeggiate archeologiche - Venti proposte per conoscere siti e storie della Puglia (EdiPuglia).

Scavi sull'Isola di Sant'Eufemia

Un incontro, presentato dal conduttore televisivo Mauro Pulpito, per fare da ponte tra passato e presente, con un focus sulle ultime spedizioni archeologiche in Puglia; tra cui quella, recentissima, della grotta di Venere Sosandra, santuario marittimo situato sull’Isola di Sant'Eufemia prospiciente la costa viestana, dove sono state riportate alla luce anche alcune sepolture. “Un luogo di grande importanza storica – assicura l’archeologo e accademico – con un tesoro costituito anche dal faro, che ci auguriamo non venga trasformato in un resort per pochi privilegiati, ma che invece possa diventare un museo della storia e dell’archeologia dell’Adriatico”.

Scavi sull'Isola di Sant'Eufemia

Un tema che ha animato per lungo tempo i dibattiti politici in Italia è invece al centro dell’incontro conclusivo della serata, intitolato Il «golpe buono» e il «governo dei migliori». Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ci ha portati alle 22.45 a scoprire I segreti del Conticidio (PaperFirst), tra accordi sottobanco e alleanze fragili per rovesciare il premier più apprezzato dall’opinione pubblica e più odiato dall’establishment, Giuseppe Conte. Ha introdotto la direttrice artistica del festival Rosella Santoro.

da "inutile" ad appetibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Marco Travaglio

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LIBRO POSSIBILE XX

GRAN FINALE a VIESTE tra legalità, attualità, letteratura e scienza

con il presidente della Camera ROBERTO FICO

Roberto Saviano, Barbara Gallavotti, Antonella Viola, Cecilia Strada,

Salvatore Borsellino, Peter Gomez, Lirio Abbate, Roberto Scarpinato, Paolo Crepet, Blind, Boomdabash

29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

XX edizione libro possibile
Vieste

La ventesima edizione del ‘Libro Possibile’ si è conclusa a Vieste (FG) il 29 e 30 luglio. Il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro è giunto alla tappa conclusiva con le ultime due serate nella nuova location eXXtra, ovvero la suggestiva ‘Perla del Gargano’, inaugurata quest’anno in occasione del XX anniversario.

Decisamente eXXtra anche la presenza di pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito sia durante il primo capitolo del ‘Libro Possibile’ nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), e sia nelle quattro ulteriori serate viestane il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio nella centralissima piazza Marina Piccola con autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Programma terza serata - 29 luglio

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Paolo Borsellino in collegamento con Peter Gomez

La terza serata viestana del festival si è aperta alle ore 20 con Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio. Assieme al direttore de IlFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, presentano il progetto editoriale La casa di Paolo (PaperFirst): pagine che trasmettono, soprattutto alle nuove generazioni, l’eredità dei valori che hanno contraddistinto la lotta alle mafie del giudice.

XX edizione libro possibile
Nica Ruggiero e Paolo Crepet

Alle ore 20.40 lo psichiatra Paolo Crepet ha raccontato “come torneremo a stare insieme” attraverso le riflessioni contenute nel saggio Oltre la tempesta (Mondadori). Potente metafora per definire il periodo della pandemia, che ci ha lasciato “spaventati, disorientati, ora depressi o inclini all'ira, ora fiduciosi nella solidarietà collettiva – spiega – cercando di resistere nella speranza di arrivare presto a un approdo”. Ha introdotto l’incontro la giornalista Nica Ruggiero.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roberto Fico in collegamento con Rosella Santoro e Paolo Celata

Sud, cultura, ripartenza: tre temi cardine da cui muove l’intervento della terza carica dello Stato, Roberto Fico, in programma alle ore 21.20. Una riflessione sul Mezzogiorno e sui suoi strumenti per tornare a crescere dopo il difficile periodo vissuto tra lockdown e restrizioni legate alla pandemia, insieme con il giornalista di La7 Paolo Celata.

Alle ore 22 invece si è andati alla scoperta del Salentu d’amare (DeAgostini), con un gruppo che attraverso la musica ha fatto conoscere in tutta Italia la cultura di un territorio dalle mille risorse: i Boomdabash. Insieme all’inviato di Striscia La Notizia, Alessio Giannone (Pinuccio), hanno raccontato i luoghi del cuore in Salento con una speciale guida ‘coast to coast’ attraverso grotte e cale, masserie e pagliare, dancehall e lidi da sogno.

Lo strapotere della criminalità organizzata è tornato al centro dell’incontro in programma alle ore 22.40 con il vicedirettore de L’Espresso, Lirio Abbate, autore di Faccia da mostro (Rizzoli). Libro in cui tratteggia il ritratto di Giovanni Pantaleone Aiello, ex agente della Squadra Mobile di Palermo, accusato di aver collaborato ai più importanti omicidi di mafia alla fine degli anni ’80. Se ne è parlato con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Puglia, Giancarlo Fiume.

Programma quarta serata - 30 luglio

In accordo con l’amministrazione del Comune di Vieste si è voluto dedicare l’ultima serata del Libro Possibile ai temi della giustizia. Ad aprire gli appuntamenti del 30 luglio è stato il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega Saviano – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle ore 20.45 il racconto del nuovo progetto umanitario per salvare le vite in mare ovvero Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Gherardo Colombo e Cecilia Strada, quest’ultima in collegamento in diretta con Vieste a bordo della nave varata la scorsa settimana. Ha moderato l’incontro il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle ore 21.25 una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle ore 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci dell’imprenditoria che a Vieste hanno dibattuto sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle ore 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci ha accompagnati in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Alle ore 23.35 ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Vieste

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Si è conclusa a Vieste la XX edizione del Libro Possibile

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Saviano

Focus tra pandemia e medicina con Gallavotti e Viola

L’imprenditoria italiana si racconta con Farinetti, Stigliano e Andriani

Il progetto umanitario di ResQ con Colombo, Nobile e Strada

L’esordio letterario del rapper Blind

30 luglio 2021 / Vieste

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Roberto Saviano, un focus tra pandemia e medicina con Barbara Gallavotti e Antonella Viola, le regole dell’imprenditoria italiana nel dialogo tra Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani. E ancora: un progetto umanitario raccontato da Gherardo Colombo, Gabriella Nobile e Cecilia Strada e l’esordio letterario del rapper Blind. Il festival del Libro Possibile, diretto da Rosella Santoro e presieduto da Gianluca Loliva, ha concluso la sua XX edizione a Vieste il 30 luglio con un’ultima serata di presentazioni letterarie, lectio magistralis e dibattiti, ospitati in piazza di Marina piccola.

Ciliegina sulla torta di un evento che dal 7 luglio ha portato a Polignano e nella ‘Perla del Gargano’ oltre 200 ospiti, con i più grandi nomi della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. Che anche nella nuova tappa ha visto il sostegno della Regione Puglia e il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma nella terza serata

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roberto Saviano

Proprio in accordo con l’amministrazione comunale si è voluto dedicare anche nell’ultima serata un focus sui temi della giustizia. E ad aprire gli appuntamenti il 30 luglio è un giornalista e scrittore che si è sempre speso nel denunciare lo strapotere della criminalità: Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega la firma de Il Corriere della Sera – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle 20.45 un progetto umanitario con l’obiettivo di fermare le morti connesse alle grandi migrazioni in mare. Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonima iniziativa attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo. Se ne è parlato con il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle 21.25 è stata poi in programma una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti sul tema Virus e Libertà. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti. Introduce la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci del settore che a Vieste dibattono sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci accompagna in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Vieste

Ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind alle 23.35. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X-Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giorgia Messa e Rosella Santoro

La XX edizione del Libro Possibile è stata sostenuta dalla Regione Puglia.

Partner istituzionali: Comune di Polignano a Mare e Comune di Vieste.

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Sito ufficiale: https://www.libropossibile.com

Testi, video e foto di anteprima dall'Ufficio Stampa nazionale e regionale Il libro possibile.


Che cosa significa orientarsi nel pensiero?

Che cosa significa orientarsi nel pensiero?

La Pantheismusstreit o Spinozastreit fu una contesa filosofica che coinvolse l’intellighenzia tedesca durante gli anni Ottanta del Diciottesimo secolo. L’oggetto del contendere fu una posizione, assunta da Gotthold Ephraim Lessing in merito allo spinozismo, secondo cui la concezione razionale del divino, proposta dal filosofo olandese, produceva forme di panteismo, fatalismo e ateismo. I contendenti di maggior peso furono Moses Mendelssohn e Friedrich Heinrich Jacobi, esponenti, rispettivamente, dell’illuminismo berlinese e della «filosofia della fede».

Il primo riteneva che la dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio fosse possibile e non implicasse né panteismo, né fatalismo né tantomeno ateismo. Il secondo, d’altro canto, credeva che la dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio fosse impossibile e, pertanto, per concepire il divino, fosse necessario affidarsi ad una Schwärmerei, un’intuizione tipica del genio.

Immanuel Kant fu chiamato a prendere posizione in questa diatriba e scrisse, nel luglio del 1786, Was heißt: sich im Denken orientieren? (Che cosa significa orientarsi nel pensiero?), saggio pubblicato sul numero di ottobre dello stesso anno del «Berlinische Monatsschrift» (VIII, 1786, pp. 304-330), rivista vicina all’illuminismo berlinese.

Nelle fasi iniziali del testo, viene citato l’ormai defunto Mendelssohn come assertore della massima, secondo la quale, per orientarsi nell’uso speculativo della ragione, è necessario rifarsi a quello che egli chiama ne Le ore Mattutine “senso comune” e ne Agli amici di Lessing semplice “buon senso”. Questa facoltà ha lo scopo di favorire la speculazione razionale in ambito teologico ma, a giudizio di Kant, a causa della sua ambiguità, ha prestato il fianco alle critiche di Jacobi, autore delle Lettere sulla dottrina di Spinoza a Mosè Mendelssohn (Breslau 1785).

L'Università Albertina di Königsberg, dove insegnò Immanuel Kant. Cartolina della fine del diciannovesimo secolo,  disponibile presso la Divisione Stampe e Fotografie (Prints and Photographs Division) della Biblioteca del Congresso sotto l'ID digitale ppmsca.00738. Foto di ignoto, in pubblico dominio

Il filosofo di Königsberg anticipa in parte la sua posizione nella Pantheismusstreit: è certamente essenziale respingere le accuse di ateismo mosse da Jacobi nei confronti di chi indaga razionalmente questioni teologiche, così come rifuggire l’uso della Schwärmerei, intesa come illuminazione slegata dall’assenso della ragione; è altrettanto importante però ridimensionare le capacità della ragione stessa che non può pretendere di applicare il metodo dimostrativo nella concezione di oggetti sovrasensibili, come voleva Mendelssohn (I. Kant, Che cosa significa orientarsi nel pensiero, Adelphi, Milano 1996, pp. 46-47).

che cosa significa orientarsi nel pensiero pensare Immanuel Kant Adelphi
La copertina del saggio Che cosa significa orientarsi nel pensiero di Immanuel Kant, nell'edizione della Piccola Biblioteca (375) Adelphi, tradotta da Petra Dal Santo

Segue un’analisi approfondita dell’essenza dell’orientamento. Orientarsi significa trovare l’oriente in modo da stabilire la posizione degli altri punti cardinali. Vengono enumerati tre tipi di orientamento: geografico, matematico e logico. La ragione rimane guida di se stessa anche quando, oltrepassando i limiti dell’esperienza, non coglie più alcun contenuto oggettivo. Essa è costretta a ricorrere ad una distinzione soggettiva cioè al “sentimento del bisogno proprio della ragione” (op. cit., pp. 47-50).

Questo bisogno ha due usi, uno teoretico e l’altro pratico. Il primo consiste nella necessità di presupporre l’esistenza di Dio per poter giudicare adeguatamente la contingenza del mondo. Il secondo consiste nella necessità di presupporre l’esistenza di Dio per dare realtà oggettiva al sommo bene che altrimenti sarebbe interpretabile come mero ideale. Senza un Dio esistente, garante della moralità, anche la moralità stessa sarebbe degradata.

In definitiva, la ragione può orientarsi nello spazio, per lei oscuro, in cui sono presenti gli oggetti sovrasensibili, affidandosi non ad un principio cognitivo ma ad un principio soggettivo, cioè il proprio bisogno. Indagando contenuti oggettivi non disponibili nell’ambito teologico, essa rischierebbe di rendere oziosa la propria attività, volgendola al semplice accrescimento del sapere (op. cit., pp. 54-56). La vera fonte del giudizio in materia divina è quella che Kant chiama fede razionale, cioè un ritenere vero, la cui ratio essendi è il bisogno soggettivo della ragione di presuppore, e non dimostrare, l’esistenza di un essere supremo. Questa soluzione, da un lato, salvaguarda la centralità della ragione autogiudicantesi, dall’altro, ne ammette i limiti speculativi.

Nessuna autorità, nessuna fede diversa da quella razionale, nessuna intuizione può impedire alla ragione di concepire per prima il divino. Ogni attività diversa dal pensare ragionato presuppone il concetto e l’esistenza di Dio così come si configurano nel sentimento del bisogno proprio della ragione (op. cit., pp. 54-56). In ultima istanza, Kant si rivolge agli “uomini dotati di capacità intellettuali e di larghe vedute”, analizzando, dapprima, ciò che si contrappone alla libertà di pensiero, cioè “costrizione sociale, costrizione delle coscienze e uso senza legge della ragione” e, in secondo luogo, le conseguenze proprio di quest’ultimo, vale a dire esaltazione (preminenza dell’intuizione, del genio, dell’illuminazione), incredulità (fiducia nella assoluta indipendenza della ragione) e libertinismo (mancanza di ogni dovere).

Il testo si conclude con un invito del filosofo di Königsberg agli amici dell’umanità affinché non privino la ragione del “privilegio di fungere da pietra ultima di paragone della verità” (op. cit., pp. 62-66).

Replica della statua di Immanuel Kant a Kaliningrad/Königsberg (l'originale di Christian Daniel Rauch, risalente al 1864, fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale). Foto di AndreasToerl~commonswiki, CC BY-SA 2.5

Jojo Rabbit

Jojo Rabbit: i semi d'autunno della guerra

Jojo Rabbit è l'ultimo film del regista australiano Taika Waititi, ispirato al libro Come semi d'autunno di Christine Leunens. La pellicola ha vinto il premio Oscar per miglior sceneggiatura non originale e ha ricevuto altre cinque candidature (miglior film, miglior attrice non protagonista, miglior scenografia, miglior montaggio e migliori costumi). Jojo Rabbit è arrivato nelle sale italiane il 16 gennaio 2020 distribuito dalla 20th Century Fox Italia, incassando 3,9 milioni di euro nelle prime 7 settimane di proiezione.

Thomasin McKenzie, Roman Griffin Davis e Taika Waititi nel film JOJO RABBIT. Foto di Kimberley French. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation tutti i diritti riservati

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Scritti per non essere letti: i più antichi testi in latino arcaico

SCRIPTA MANENT I
Scritti per non essere letti:
i più antichi testi in latino arcaico

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Scripta manent, ossia “ciò che è scritto rimane”: questa massima latina, tra le più note e abusate, serve a indicare come la parola scritta sia in grado di resistere allo scorrere del tempo, a differenza del dato orale, in quanto com'è altrettanto noto verba volant. Tuttavia, volendo essere sarcasticamente critici, si potrebbe affermare che anche l'informazione registrata per mezzo degli alfabeti sia in realtà ben poco resistente, poiché soggetta a interpretazioni, lacune e contaminazioni che possono stratificarsi nel corso dei secoli e adulterare l'essenza del messaggio: trattando dunque di parola scritta, c'è qualcosa che si può ritenere non volatile?
Oggi la scrittura è un mezzo di comunicazione con regole consolidate e valide a livello pressoché oggettivo; gli strumenti elettronici hanno inoltre causato un progressivo allontanamento tra lo scrivente e la materia scrittoria, che appare sempre più un prodotto artificiale, standardizzato e depersonalizzato. Siamo dunque portati a dimenticare che la scrittura è la summa di una serie di fenomeni storici e socio-culturali, nonché di una certa disposizione fisica e psicologica, tutti elementi che appaiono in controluce se si prende in esame la sua evoluzione storica.
Adottiamo quindi il motto Scripta manent per denominare questa serie di approfondimenti nei quali partiremo dal dato paleografico per approdare, nella maniera più agile e priva di tecnicismi possibile, ai contesti entro i quali la scrittura si è evoluta e dunque alla vicenda umana, la nostra vicenda.

Il latino arcaico
Questo articolo, come la maggior parte dei testi che vi capiterà di leggere finché rimarrete nell'Occidente contemporaneo, è stato scritto adoperando l'alfabeto latino, nelle forme che si diffusero nei territori dell'Impero tra I e V secolo d.C.; a quei tempi, però, la lingua latina e le relative forme grafiche erano già pienamente canonizzate e avevano alle spalle molti secoli di evoluzione. Se andiamo un po' più indietro nel tempo, alla ricerca delle origini della nostra scrittura, troviamo un panorama ben diverso.
Ci troviamo nel Lazio centrale intorno al secolo VII a.C.: la società latina, il cui centro nevralgico è Roma, si trova all'interno di un processo di formazione che durerà ancora a lungo. Si stringono rapporti sociali e commerciali con i popoli limitrofi, si sviluppa una fervida spiritualità e una tecnologia piuttosto avanzata; sebbene si possano già riscontrare stratificazioni sociali piuttosto nette, siamo ancora ben lungi da una vera e propria identità collettiva; sono anzi ben visibili le componenti genetiche dei popoli che la compongono: etruschi, oschi, coloni greci. Un mosaico di genti che nel corso dei secoli hanno cercato un compromesso tra le loro differenti lingue, un modo per comprendersi reciprocamente. Si sviluppa così il latino arcaico, un linguaggio che riflette in sé elementi di numerosi altri idiomi e che nel periodo da noi preso in esame è ancora in via di formazione: alcune consuetudini si sono consolidate e altre sono state abbandonate, e così accadrà fino all'età Repubblicana, quando si sarà trasformato nel latino classico che oggi studiamo.
Il carattere di provvisorietà di questa lingua fa sì che per lungo tempo essa non sia insegnata né appresa: la letteratura rimane ancorata alla tradizione greca, dunque si impara a leggere e scrivere essenzialmente quella lingua; inizia a profilarsi una minima produzione intellettuale autoctona, ma le poche tracce ci sono pervenute mediante trascrizioni più tarde. Semmai, in questo periodo si avverte la necessità di fissare nel tempo la memoria di atti pratici della convivenza civile, come i contratti di compravendita per evitare truffe, le rudimentali norme giuridiche e quelle religiose. Sulla scorta della scrittura magnogreca e di quella etrusca, che a quel tempo vantavano già una gestazione lunga più di un secolo, si elabora un sistema alfabetico autonomo, che si evolve di pari passo alla lingua: ha così origine la scrittura latina, quella che ancora oggi adoperiamo.

Un oggetto che parla: la Fibula Prenestina

La Fibula Prenestina, copia dal Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano. Foto di Mariano Rizzo

Il nostro viaggio nella storia della scrittura latina parte da un oggetto tutt'altro che monumentale: una fibula, un manufatto d'uso comune paragonabile a una spilla da balia rinvenuto alla fine del secolo XIX nell'area archeologica di Praeneste, nei dintorni di Palestrina, oggi conservato al museo etnografico Pigorini di Roma. È bene precisare sin da subito che l'autenticità di questo reperto è stata oggetto di un'annosa diatriba terminata solo nel 2011, quando l'esame con strumenti ad alta tecnologia ha stabilito al di là di ogni dubbio che l'iscrizione presente sul manufatto è in effetti il documento in latino arcaico più antico attualmente rinvenuto, databile tra il secolo VII e il VI a.C. Sulla staffa della fibula è sgraffiata una breve iscrizione che tradotta in italiano suonerebbe grossomodo così:

Manio mi ha fatto per Numerio

latino arcaico
Foto di Mariano Rizzo

Questi scarsi trenta caratteri sono per noi una vera miniera di informazioni, dalle quali possiamo intuire che il latino del secolo VII a.C. fosse una lingua ancora priva di stabilità, estremamente flessibile, influenzata dalle lingue italiche e dal magnogreco; così il suo alfabeto geometrico e dalle forme ancora incerte, scritto peraltro in senso sinistrorso come si usava in tempi molto antichi. Volendo però andare oltre il dato paleografico e filologico, cosa possiamo apprendere dalla Fibula Prenestina?
In passato è stato suggerito che lo scambio in questione potesse essere un dono e che dunque la frase andrebbe letta come una dedica, non diversa da quella che oggi scriveremmo sul frontespizio di un libro: in realtà la Fibula Prenestina appartiene alla categoria degli “oggetti parlanti”, manufatti che recano scritta una frase mediante la quale essi stessi, parlando in prima persona, informano il lettore di cosa siano e per chi o per quale scopo siano stati realizzati; questa pratica era già in uso presso gli etruschi e perdurerà fino alle soglie del Medioevo. Nella maggior parte dei casi gli oggetti parlanti riportano il nome dell'artigiano che li ha creati, molto più raramente quello di un donatore. Potrebbe dunque trattarsi di una sorta di “marchio di fabbrica” mediante il quale Manio desiderava farsi pubblicità: del resto le fibule erano monili destinati tipicamente a uomini dell'alta società, che le utilizzavano come fermaglio per le loro toghe; non riesce difficile immaginare gli amici di Numerio incuriositi dall'oggetto, che tra l'altro vanta una forma raffinatissima, rivolgersi all'orafo per farsene fare una simile. Eppure anche questa ipotesi è probabilmente da scartare.
Della categoria degli oggetti parlanti fanno parte anche manufatti molto meno nobili rispetto alla Fibula: nomi di artigiani sono leggibili su mattoni e tubazioni in argilla e coccio, destinati a essere interrati o murati e dunque non più visibili; la stessa iscrizione sulla Fibula non è leggibile se non a distanza molto ravvicinata. Infine, dobbiamo considerare che non è scontato che gli aristocratici del secolo VII sapessero leggere altre lingue oltre al greco, anche quando si trattava della propria.

La Fibula Prenestina del Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini a Roma, foto di Pax:Vobiscum, CC BY-SA 3.0

Per un artigiano, invece, saper leggere e scrivere voleva dire avere un vantaggio sui concorrenti che non ne erano in grado: immaginate dunque cosa significasse, a livello psicologico, la consapevolezza di essere depositari di un linguaggio padroneggiato quasi esclusivamente da politici e clero, precluso a molti colleghi e soprattutto ai propri ricchissimi clienti. Incidere il proprio nome sulla Fibula, per Manio, significava legare indissolubilmente l'oggetto alla sua identità di orafo e letterato, è proprio il caso di dirlo, ante litteram. Probabilmente Numerio e i suoi amici nobili non hanno mai saputo il significato della scritta sulla Fibula Prenestina, ma per il solo fatto che ci fosse avranno pensato a Manio come a una persona in gamba e a un professionista con una marcia in più.

Il potere magico della scrittura: il Vaso di Dueno

Le Iscrizioni di Dueno come trascritte da Heinrich Dressel, in un'immagine presa dal testo Hermes. Zeitschrift für classische Philologie 16 (1881), da DigiZeitschriften. Pubblico dominio

Prima che si stabilisse senza ombra di dubbio l'autenticità della Fibula Prenestina, il primato di iscrizione più antica è stato attribuito di volta in volta a quelle presenti su numerosi oggetti; uno tra questi è il cosiddetto 'Vaso di Dueno', rinvenuto nello scavo di un'antica cisterna sul Quirinale utilizzata in seguito come discarica, più o meno coevo alla Fibula e oggi esposto agli Staatliche Museen di Berlino. Si tratta di un kernos, una singolare tipologia vascolare di tradizione greca che vede la fusione di più recipienti in uno solo, in questo caso tre; lungo la tripla curvatura del vaso corre, in senso sinistrorso, un'estesa iscrizione nella stessa lingua e col medesimo alfabeto adoperati per la Fibula, la cui esplicazione è però molto più problematica e ancora oggi in discussione; nel corso degli anni sono state offerte svariate interpretazioni, quasi tutte concordi nel considerare questo manufatto una sorta di ex-voto. La lettura più conosciuta e suggestiva è la seguente:

Chi mi dona scongiura gli dei che nessuna vergine ti stia vicina se non vorrai essere soddisfatto da Tuteria. Dueno mi ha fatto e per opera mia non torni il male nelle mani di Dueno.

Il vaso di Dueno è quindi un altro oggetto parlante e la sua iscrizione va divisa in due parti: nella prima leggiamo una maledizione scagliata da Tuteria, amante rifiutata, che con un'ardita perifrasi augura al destinatario del vaso continue e numerose défaillance sessuali; nella seconda parte il vasaio Dueno, forse timoroso delle ripercussioni che tale anatema potrebbe avere su chi ha realizzato il vaso (e scritto la frase!), ne prende le distanze. Attenzione però: la parola Dueno, un tempo interpretata come il nome dell'artigiano, in tempi più recenti è stata ritenuta una forma arcaica dell'aggettivo bonus; dunque il vero significato della seconda frase dovrebbe essere Un [uomo] buono mi ha fatto, e per opera mia non torni il male nelle mani del buono.

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Le Iscrizioni di Dueno, foto di Gfawkes05, CC BY-SA 4.0

Prendendo per buona questa interpretazione sorgono però alcuni dubbi: come può una maledizione esser stata scritta in maniera tanto palese senza il rischio che il dono venisse rifiutato dal destinatario? E come può il vasaio essersi sentito libero di apporre il proprio nome su un oggetto creato per gente di ceto sicuramente più alto del suo? La risposta è semplice: come avveniva per la Fibula, né il donatore né il ricevente dovevano saper leggere. Il potere magico non stava infatti nel significato, ma nel significante: mentre un'orazione vocale moriva nel momento stesso in cui veniva pronunciata, una preghiera trascritta era collegata indissolubilmente al proprio supporto, perdurava nel tempo e di conseguenza sembrava avere un valore permanente e più forte. Per la soddisfazione di Tuteria che, trascrivendo la sua maledizione, forse pensava di causare al suo amato un'impotenza perpetua!

Davanti agli occhi di tutti: il Cippo del Foro

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Il Cippo del Foro, copia dal Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano. Foto di Mariano Rizzo

I due oggetti presi in esame fino a questo momento fanno capo alla sfera privata di un ceto sociale piuttosto alto; ma qual era, in età monarchica, il rapporto tra scrittura e popolo? Per rispondere a questa domanda analizzeremo un terzo manufatto: il cosiddetto Cippo del Foro, conosciuto ai più come Lapis Niger. In realtà con questa denominazione si indica l'area archeologica dove questo blocco di pietra fu rinvenuto, la quale si trova nei Fori Imperiali in prossimità della Curia Iulia, un ampio spazio lastricato con lastroni di basalto nero (da cui il nome) dove anticamente si credeva fosse sepolto Romolo. Questa zona dei Fori, non visibile se non per ragioni di studio, è attualmente soggetta a minuziosi lavori di messa in sicurezza che mirano a renderla fruibile entro la fine del 2020.
Oggi il Cippo si trova al di sotto del piano di calpestio, reimpiegato come pilastro di sostegno a seguito di una riorganizzazione dell'area; sui quattro lati reca incisa un'iscrizione rinvenuta purtroppo con gravi lacune, che è stata ricostruita così:

Chiunque [violerà questo luogo] sia maledetto. Chi lo insozzerà, [dovrà corrispondere una multa] al re. Il banditore proclamerà [che chi passa con i propri] cavalli li debba tenere [fermi tirando] le redini [finché il rito non sia] completato [...].

L'analisi paleografica ci permette di stabilire che il testo sia un po' più recente rispetto agli altri due, e che dati all'inizio del secolo VI a.C.; a sostegno di questa tesi, tra l'altro, c'è l'andamento bustrofedico delle linee di testo: a un rigo sinistrorso se ne alterna uno destrorso e così via. L'iscrizione registrerebbe il divieto di violare un luogo sacro, seguito da norme comportamentali da seguire durante i rituali che esso ospitava; un testo di carattere pubblico, quindi, che ci porta a ipotizzare che in origine il cippo godesse di una miglior collocazione, visibile a chiunque passasse nei pressi.

Il Lapis Niger, foto (ritagliata dall'originale) di Giovanni Dore, CC BY 3.0

A questo punto, però, occorre fare alcune considerazioni: abbiamo visto che in età monarchica erano ben pochi a leggere e scrivere; inoltre una delle parole più facilmente leggibili e interpretabili nel testo del Cippo è kalatorem, resa in traduzione come banditore: si tratta in effetti di un araldo che si occupava di bandire le norme sacre da osservare; in effetti lo stesso Cippo sembra informarci che quanto scritto sarebbe stato comunque ribadito prima di ogni rito. Che senso avrebbe avuto, pertanto, trascrivere delle leggi che nessuno avrebbe letto, le quali in ogni caso sarebbero state ripetute a gran voce?
Anche in questo caso la risposta è piuttosto semplice: in un'epoca in cui la scrittura era inaccessibile a chi si trovava al di fuori della cerchia politico-religiosa, essa finiva per diventare l'immagine della casta, caricata di tutti i valori e del potere che questa deteneva. Non c'era alcun bisogno che una persona fosse in grado di leggere l'iscrizione sul Cippo: bastava sapere che essa fosse scritta per collegarla mentalmente al rex e ai sacerdoti, e capire per estensione che quel luogo fosse sacro e bisognasse starne alla larga.

Tra i secoli VII e VI a.C., in conclusione, possiamo affermare che il potere del neonato alfabeto latino risiedesse nella sua capacità di suggestionare il lettore, o meglio il non-lettore, semplicemente mediante il suo aspetto, la sua presenza, la sua stessa essenza, collegata a concetti trasversali riassunti nelle sue forme grezze e angolose. Siamo ancora ben lontani dalla “scrittura totale” che di lì a qualche secolo avrebbe trasformato le mura, le colonne e i monumenti di Roma e del suo Impero nelle immense pagine che tuttora ci tramandano la memoria di nomi ed eventi; la presenza di una scrittura nata in loco, simile a quelle dei progenitori eppure autonoma, in ogni caso sarà uno degli elementi imprescindibili per la formazione della identitas romana. Ma questa storia ve la racconteremo un'altra volta.

 

BIBLIOGRAFIA

BISCHOFF B., Paleografia Latina. Antichità e medioevo, Padova 1992.
CAVALLO G., Libro e cultura scritta, in Storia di Roma, vol. III.
CENCETTI G., Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1954.
CHERUBINI P. - PRATESI A., Paleografia latina. L'avventura grafica del mondo occidentale, Città del Vaticano 2010.
PETRUCCI A., Breve storia della scrittura latina, Roma 1992.
PETRUCCI A., Prima lezione di paleografia, Roma 2009.


Cereali, legumi, prodotti caseari e carne nella dieta di Çatalhöyük

L'analisi dei lipidi assorbiti dalla ceramica ha rivoluzionato lo studio delle diete e della cucina del passato; si tratta tuttavia di una tecnica che ha i suoi limiti. Un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, espone ora l'analisi delle proteine estratte dalle antiche ceramiche dall'insediamento di Çatalhöyük, nell'Anatolia centrale. Con questo nuovo approccio si è riusciti a identificare gli alimenti contenuti in ciotole e giare dall'antico insediamento, con uno spettro e una risoluzione senza precedenti.

Un sommario delle proteine identificate: sulla sinistra quelle sul lato interno del frammento, sulla destra i depositi calcificati sul lato interno. Credit: Jessica Hendy; Hendy et al. 2018

Gli studiosi del Max-Planck-Institut für Menschheitsgeschichte, della Freie Universität di Berlino e dell'Università di York sono così scesi nei dettagli della dieta di questi agricoltori di ottomila anni fa. Hanno così mostrato come questa comprendesse cereali, legumi, prodotti caseari e carne, in alcuni casi giungendo addirittura a individuare le singole specie.

 

Depositi calcificati antichi e moderni a Çatalhöyük. Credit: Ingmar Franz; Hendy et al. 2018

Gli agricoltori che abitavano a Çatalhöyük costruivano le loro case una di fronte all'altra in ogni direzione. L'insediamento, che si trova in quella che è l'attuale Turchia centrale, fu abitato tra il 7100 a. C. e il 5600 a. C. ed è oggetto di intense ricerche da venticinque anni. I resti ceramici esaminati nella ricerca in questione datano tra il 5900 e il 5800 a. C.; siamo quindi verso la fine dell'occupazione del sito.

I prodotti caseari provenivano principalmente da ovini e caprini, ma pure da bovini. Le ossa di questi animali son state ritrovate nel sito e in passato si sono estratti pure grassi del latte dai resti ceramici, ma è la prima volta che si identificano quali animali si utilizzavano per il loro latte. I cereali identificati sono invece orzo e frumento, i legumi comprendevano piselli e veccie. La carne proveniva da ovini e caprini, e in alcuni casi da bovini e cervidi.

Uno degli aspetti più interessanti è dato dal fatto che le prove fanno desumere che gli abitanti di Çatalhöyük mescolassero gli alimenti nella loro cucina, creando porridge e minestre. Ci sarebbero anche prove della realizzazione di prodotti caseari e si suggerisce che gli abitanti separassero cagliata e siero di latte, e che utilizzassero quest'ultimo per scopi ulteriori in seguito. Insomma, sembrerebbe che le attività casearie possano rimontare qui al sesto millennio a. C., con l'utilizzo di latte di vacca, pecora e capra.

Tuttavia, i ricercatori sottolineano pure come sia ben possibile che gli alimenti consumati a Çatalhöyük fossero persino di più, in particolare per quanto riguarda quelli di origine vegetale. La tecnica utilizzata, con approcci proteomici "shotgun", purtroppo dipende dal database a disposizione, e questo in futuro potrà essere ampliato a quelle specie vegetali che oggi non sono rappresentate o sono rappresentate limitatamente. In ogni caso il nuovo approccio ha dimostrato con questo studio tutte le sue straordinarie potenzialità.

 

Çatalhöyük. Credit: Jason Quinlan

Lo studio Ancient proteins from ceramic vessels at Çatalhöyük West reveal the hidden cuisine of early farmers, di Jessica Hendy, Andre C. Colonese, Ingmar Franz, Ricardo Fernandes, Roman Fischer, David Orton, Alexandre Lucquin, Luke Spindler, Jana Anvari, Elizabeth Stroud, Peter F. Biehl, Camilla Speller, Nicole Boivin, Meaghan Mackie, Rosa R. Jersie-Christensen, Jesper V. Olsen, Matthew J. Collins, Oliver E. Craig ed Eva Rosenstock, è stato pubblicato su Nature Communications 9 (2018).


Le mostre da vedere all'estero tra fine 2018 e inizi 2019

Dopo le 10 mostre assolutamente da vedere entro il 2019 in Italia, abbiamo pensato di proporvi una selezione di quanto offre il panorama museale europeo tra gli ultimi mesi del 2018 e i primi del 2019.

Che desideriate immergervi in una mostra d’arte moderna o contemporanea, scoprire come un museo possa migliorare il nostro benessere psicofisico, sfidare i vostri pregiudizi o approfondire le vostre conoscenze su un determinato personaggio o periodo storico, troverete sicuramente la mostra che solletica la vostra curiosità. 

Ecco una breve panoramica di alcune interessanti mostre in diverse città europee:

Spagna

Dallo scorso luglio, e fino al 20 gennaio 2019, è in corso al Museo Sorolla di Madrid la mostra ‘Sorolla - A Garden To Paint’, che presenta oltre 170 tra dipinti, schizzi, disegni, sculture e fotografie dei giardini del Reales Alcázares di Siviglia e de La Alhambra di Granada, catturati da Sorolla quale fonte di ispirazione per la realizzazione del proprio giardino nell’abitazione madrilena.

È stata recentemente inaugurata presso le sale 4 e 5 del MUSAC (Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y Léon) di Léon la mostra ‘Todos los tonos de la rabia. Poéticas y políticas antirracistas’, che considera il fenomeno del razzismo, e le sue implicazioni, nel contesto storico attuale, dividendo il discorso in quattro sezioni: ‘Crescere in un mondo bianco’, ‘Zoo di mostri’, ‘La vita erotica del razzismo’ e ‘Non si aspettavano che sopravvivessimo’.

Avete voglia di perdervi tra le materializzazioni dei sogni di colei che è stata definita una degli artisti più importanti e versatili del XX secolo? Allora, non perdetevi la mostra ‘Dorothea Tanning - Behind the door, another invisible door’, al Museo Reina Sofia di Madrid dal 3 ottobre 2018 al 7 gennaio 2019. Divisa in sale tematiche, la mostra racconta la storia di Dorothea Tanning attraverso un mondo fantastico, che appare sotto forma di dipinti, costumi e scenografie per balletti, disegni, sculture, e che vuole invitare il visitatore ad andare oltre ciò che la realtà gli propone.

Francia

Fino al prossimo 7 gennaio, il Musée de l’Homme di Parigi ospita la mostra temporanea ‘Néandertal - l’expo’ che racconta, in modo interdisciplinare ed interattivo, il cugino più prossimo della nostra specie, dialogando con la nostra percezione delle differenze e le nostre idee sulla specie umana e la sua evoluzione.

Dal 26 settembre al 1° luglio 2019, la Petite Galerie del Louvre propone una mostra piuttosto interessante: ‘L’archéologie en boulles’. Divisa in quattro aree tematiche che esplorano il lavoro dell’archeologo ed il rapporto tra arte ed archeologia, la mostra presenterà una selezione di circa 100 tavole originali di fumettisti che si sono ispirati all’archeologia. Tra esse, anche una tavola della graphic novel italiana Il porto proibito (2015), di Teresa Radice e Stefano Turconi.

Dallo scorso 25 agosto, e fino al 25 agosto 2019, il MuCEM di Marsiglia ospita l’installazione ‘Horizontal Alphabet (black)’, dell’artista visuale Katinka Bock. Protagonisti di questa installazione sono dei mattoni di ceramica rossi e neri, realizzati in base alle misure di mani e piedi di diversi partecipanti anonimi, che rappresentano contemporaneamente la ripetizione (come l’uso, da parte di culture diverse, di unità di misura legate al corpo umano, quali ad es. pollice e piedi) e la diversità che contraddistinguono gli esseri umani.

Regno Unito

Fino al 24 febbraio 2019, il Victoria and Albert Museum di Londra ospiterà la mostra ‘Videogames: Design/Play/Disrupt’, che racconta, in modo immerso ed interattivo, il processo di realizzazione dei videogame più innovativi.

Dal 4 ottobre al 3 Marzo 2019, il Wellcome Collection di Londra ospiterà la mostra ‘Living with Buildings’, che esplora il modo in cui i paesaggi urbani in cui viviamo influenzano la nostra vita ed il nostro benessere psicofisico.

A Mount Stewart (Co. Down), nell’Irlanda del Nord, dal 9 novembre e fino al 3 febbraio 2019, sarà possibile visitare la mostra itinerante ‘Faces of Change: Votes for Women’, organizzata dal National Trust in collaborazione con la National Portrait Gallery, in occasione del centenario dalla concessione del diritto di voto ad alcune categorie di donne. La mostra esplora, attraverso ritratti, documenti e fotografie, le lotte delle suffragettes ed il dibattito sul diritto di voto ed il suffragio femminile. Prima di approdare in Irlanda del Nord, parte della mostra sarà visitabile a Killerton House, nel Devon, fino al 31 ottobre.

Paesi Bassi

In occasione del Cinquecentenario dalla sua scomparsa, il Museo Teylers di Haarlem si prepara ad inaugurare una mostra dedicata a Leonardo da Vinci ed alla sua capacità di catturare le emozioni umane, che sarà visitabile dal 5 ottobre al 6 gennaio. ‘Leonardo da Vinci’ ospiterà oltre trenta disegni originali di Leonardo ed altrettante opere di seguaci e contemporanei, provenienti da collezioni di tutto il mondo; tra essi, gli studi per l’Ultima Cena e per un volto femminile.

Il Museo Van Gogh, fino a 13 gennaio 2019, ospita la mostra ‘Van Gogh Dreams’, un’esperienza sensoriale tra le emozioni di Vincent, nel periodo in cui si trasferì ad Arles ed era pieno di speranze per la sua nuova vita. La mostra non prevede l’esposizione di dipinti, ma sarà interamente basata sull’intenso scambio epistolare che Vincent ebbe con suo fratello Theo, ed a farla da padrone saranno luci, suoni, colori ed emozioni.

Il Tropenmusem di Amsterdam, fino al 1° dicembre 2019, ospita la mostra ‘Bitter Chocolate Stories’, che presenta le storie di 15 minori (su oltre 2 milioni) che lavorano nelle piantagioni di cacao in Ghana e Costa d’Avorio, per contribuire a soddisfare la domanda dei consumatori di cioccolato che vivono a centinaia di chilometri di distanza. 

Lo stesso Tropenmusem, dal 28 settembre, ospita la mostra ‘Cool Japan’, che mette a confronto moderne icone del mondo dei manga e degli anime con l’arte tradizionale giapponese dei dipinti e degli ukyo-e. A completare la mostra, un’opera di Matsuura Hiroyuki il quale, con la sua tecnica che unisce modernità e tradizione, rappresenta la sintesi perfetta del tema della mostra.

Polonia

Siete amanti dell’arte contemporanea? Allora, non potete perdervi la mostra ‘The Culture Collider: The Post-Exotic Art’ al Museo Manggha dell’Arte e della Tecnologia Giapponese di Cracovia. Si tratta di un progetto della curatrice viennese Goschka Gawlik che mira ad esplorare la situazione dell’arte prodotta nell’era della globalizzazione, facilmente soggetta a mutamenti ed influenze. Le opere esposte sono state realizzate da artisti sia europei che asiatici, in un mix tra  cultura identitaria e sguardo sull’altro.

Fino al 4 novembre, l’Asia and Pacific Museum di Varsavia ospita la mostra ‘Playing with Culture - Traditional Asian Play and Games’. Lo scopo della mostra è quello di proporre uno sguardo sulla cultura asiatica attraverso il gioco, attività che ha da sempre permesso all’uomo di mettere se stesso alla prova e di coltivare le proprie relazioni sociali. Oggetto dell’indagine è il valore culturale del gioco e del giocattolo, riconosciuto anche dall’UNESCO, quale vettore che permette di interpretare antiche credenze e sistemi sociali. 

Avete in programma una visita all’Auschwitz-Birkenau Memorial? Se sì, sappiate che dal 30 ottobre, e fino a marzo 2019, sarà possibile visitare anche la mostra ‘David Olère. The one who survived Crematorium III’. Oltre ai 19 dipinti del museo di Auschwitz, verranno esposti anche 64 opere provenienti da collezioni Israeliane e Francesi, che raccontano l’esperienza dell’artista durante la prigionia nel campo di concentramento.

Germania

Chiudiamo la nostra selezione con Berlino. 

La Gemäldedegalerie, dallo scorso luglio e fino all’11 novembre, ospita la mostra ‘Impressions of the Thirty Years’ War - Printmaking from the Kupferstichkabinett’. Si tratta di una mostra che, attraverso pamphlet satirici e stampe del XVII secolo, provenienti dal Kupferstichkabinett (Galleria delle Incisioni), descrive gli effetti della Guerra dei Trent’anni sulla società dell’epoca.

Il Kupferstichkabinett, a sua volta, dallo scorso agosto e fino al 18 novembre, ospita una mostra dedicata alla bottega di Rembrandt: ‘From Rembrandt’s Workshop - Drawings from the Rembrandt School’. In seguito alle ricerche che hanno portato ad una revisione delle opere attribuite al Maestro olandese, il Kupferstichkabinett mostra differenze e similitudini tra Rembrandt ed i suoi allievi, attraverso una selezione di circa 100 disegni.

 


In mostra a Palermo Robert Capa, l’emblema del fotogiornalismo di guerra

Il fotogiornalismo del Novecento presenta pochi personaggi di spicco, tra i quali emerge
indubbiamente Robert Capa. Fotografo ungherese il cui vero nome era Endre Ernő Friedmann
(1913-1954), fu reso celebre dai suoi suggestivi scatti nel corso di innumerevoli combattimenti, a tal
punto da esser definito dalla nota rivista britannica Picture Post “il più grande fotografo di guerra al
mondo”, nonché il primo. Difatti il coraggioso professionista fu testimone oculare dei più devastanti
conflitti del suo tempo, tra i quali la guerra civile spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la seconda
guerra tra Repubblica di Cina e l’Impero giapponese, il conflitto arabo-israeliano e la prima guerra
d’Indocina.

Esiliato dal suo paese natio, studiò giornalismo a Berlino ed iniziò a fotografare con la Leica, uno
tra i primi modelli del periodo che divenne ben presto all’avanguardia. Non possedeva inizialmente
distintive capacità tecniche, ma aveva compreso l’importanza del potere comunicativo della
fotografia nel descrivere la realtà. Aiutante di laboratorio nella rinomata agenzia fotografica
Dephot, per essa realizzò servizi fotogiornalistici relativi alla cronaca locale. Il direttore Simon
Guttam gli diede poi importanti commissioni, inviandolo anche in Spagna per dare testimonianza
della guerra civile appena iniziata. La foto qui assume un ruolo propagandistico primario:
riprendendo donne intente ad allenarsi a sparare, infanti impauriti e visi sofferenti, si ottiene il
supporto per la causa repubblicana. Oltre a riprendere la resistenza a Madrid e la capitolazione di
Barcellona, si recò in Francia in occasione dei tumulti di Parigi a seguito dell’elezione del Fronte
Popolare e successivamente per l’esilio dei soldati lealisti in campi d’internamento.

Robert Capa durante la Guerra Civile Spagnola, Maggio 1937. Foto di Gerda Taro

Lo pseudonimo di Robert Capa gli venne suggerito dalla compagna e collega Gerda Taro, per
incrementare il prezzo delle sue foto vendute come il prodotto di un misterioso professionista
proveniente dagli Stati Uniti. Tra gli ulteriori reportage ricordiamo il servizio sul Giro di Francia, il
documentario in Turchia, la stesura delle sue memorie di guerra per il progetto di divenire
produttore-regista hollywoodiano, poi abbandonato. Con i colleghi Henri Cartier-Bresson, George
Rodger, David Seymour e William Vandivert fondò l’agenzia fotografica “Magnum”, che stabilisce
tuttora i parametri estetici del fotogiornalismo. Ultimo incarico, la ripresa per “Life” della guerra in
Indocina ad opera dei francesi, durante la quale perse la vita nel corso di una missione militare
verso il delta del Fiume Rosso.


In sua memoria è stato istituito il Premio annuale Robert Capa e l’International Center for
Photography. In occasione del settantesimo anniversario della nascita di Magnum Photos, in onore
del grande fotografo ha attualmente luogo la mostra “Retrospective” nel Real Albergo dei Poveri a
Palermo. Ultima settimana per potervi partecipare, ammirando i notevoli scatti in bianco e nero da
lui realizzati tra il 1936 ed il 1954, tra cui le uniche foto professionali dello sbarco in Normandia.
Mostrano povertà, dolore, disordini ed efferatezze belliche, oltrepassando la barriera con il soggetto
ripreso. Testimonianze dirette della sua presenza sul luogo, dal primo incarico internazionale alla
conferenza di Trotskij (1932) sino all’anno della sua scomparsa in Vietnam a causa di una mina
anti-uomo.

L’organizzazione della mostra è affidata a Civita con l’ausilio di Magnum Photos e la Casa dei Tre
Oci, promossa dall’Assessorato Regionale ai beni culturali e all’identità siciliana in corrispondenza
di “Palermo Capitale della Cultura 2018”. L’esposizione, fedele al progetto originario di Richard
Whelan, è curata da Denis Curti ed espone 107 foto suddivise cronologicamente in dodici sezioni:
Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa
1941 - 1943, Italia 1943 - 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-
1950, Indocina 1954. Dunque la collezione mostra il pregevole ed instancabile operato di Capa,
distinguendolo in relazione al conflitto ritratto. Ai reportage sulla resistenza dei cinesi all’avanzata
giapponese (1938) seguono le immagini da corrispondente in Africa settentrionale ed in vari campi
di battaglia durante la seconda guerra mondiale: immortalò infatti lo sbarco in Sicilia da parte degli
alleati e la successiva avanzata sino a Napoli e Cassino, la liberazione di Parigi (1944) e, dopo la
discesa in paracadute insieme ai soldati statunitensi nel territorio tedesco, ne documentò
l’occupazione. Vi sono testimonianze anche del suo soggiorno in Russia, in Israele durante la
fondazione dello stato nel 1948 ed infine in Indocina durante i combattimenti. Una sezione speciale
è dedicata alla Sicilia, dove operò nel 1943 cogliendo le reazioni di giubilo della popolazione
all’arrivo delle truppe alleate.

La rassegna illustra la capacità dell’autore di andar contro la tendenza disumanizzante della lotta,
dando enfasi all’uomo, alle sue espressioni e gestualità. Come espresso dal suo amico John
Steinbeck, Capa ha ripreso le emozioni della battaglia, il terrore e la sofferenza umana attraverso il
volto di un fanciullo. Tra le sue immagini più celebri vi è “il miliziano colpito a morte” dai
franchisti a Cordova, scatto che lo rese famoso in tutto il mondo, sebbene se ne discuta ancora
l’autenticità. Dinnanzi alle accuse di aver creato la foto ad hoc, egli stesso asserì invece di averla
scattata senza inquadrare il soggetto, poiché aveva la macchina fotografica posta sul capo. Aveva
un’attrazione inusuale per il pericolo, pronto a fronteggiare la morte pur di narrare senza filtri la
cruda realtà della guerra.

L’esposizione fotografica è affiancata dalla proiezione del documentario “Robert Capa: in Love and
War”, realizzato nel 2003 dalla regista Anne Makepeace. Si tratta di rari materiali di archivio,
unitamente ad interviste a parenti, amici e colleghi tra i quali il fratello Cornell, Henri Cartier-
Bresson, Marc Riboud, Elliot Erwin e Isabella Rossellini. Infine vi è un’area dedicata ai Ritratti di
persone a lui legate, come Ingrid Bergman, Gary Cooper, Ernest Hemingway, Henri Matisse e
Pablo Picasso, in quanto durante la sua intensa carriera raffigurò anche la ricca vita decadente di
alcuni abbienti europei del suo tempo.

Termina così una rassegna che illustra la vita e l’attività di questo grande fotogiornalista, di cui è
esposto un ritratto scattato nel 1951 da Ruth Orkin. Il percorso è spiegato da un’audioguida in
lingua italiana ed inglese, inclusa nel prezzo d’ingresso. C’è tempo fino al 23 settembre per poterla
ammirare, osservando da vicino realtà che hanno segnato la storia del mondo grazie alla bravura di
questo impavido professionista. Concludiamo con la sua più nota citazione: “Se le tue foto non sono
buone, vuol dire che non eri abbastanza vicino”. Onore al coraggio.

Morte di un miliziano. Foto di Robert Capa, 1936

Giorni e orario di apertura: da martedì a domenica, ore 10:00 – 19:00 (ultimo ingresso alle ore
18:00). Lunedì chiusura.

Prezzo d’ingresso: Intero 10,00 euro. Ridotto 9,00 euro. Ridotto speciale 4,00 euro.

Info: Tel. 091 7657621; https://www.mostrarobertcapa.it/