Torna a giugno "Letterature. Festival Internazionale di Roma"

LETTERATURE

Festival Internazionale di Roma

Edizione 2019

IL DOMANI DEI CLASSICI

Quand’è che un testo contemporaneo si dà come classico?”

Dal 4 al 28 giugno alla Basilica di Massenzio

Mostre e incontri nelle Biblioteche di Roma a partire da maggio

Letterature Festival di Roma edizione 2019 Basilica di Massenzio il domani dei classici

Roma, 23 aprile 2019 - Torna dal 4 al 28 giugno LETTERATURE - Festival Internazionale di Roma, storica manifestazione della Capitale a cura dell'Istituzione Biblioteche di Roma, promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale di Roma e organizzata da Zètema Progetto Cultura.

Al centro dell’edizione 2019 del Festival saranno le otto serate alla Basilica di Massenzio al Foro Romano, ideate e dirette da Maria Ida Gaeta con la regia di Fabrizio Arcuri.

Protagonisti degli appuntamenti saranno gli autori più interessanti della scena letteraria internazionale. Il tema scelto per l’edizione 2019, che farà da filo rosso a tutti gli incontri, è “Il domani dei classici – Quand’è che un testo contemporaneo si dà come classico?”.

Ogni autore ospite risponderà a questa domanda leggendo, come da tradizione, un testo inedito scritto appositamente per la manifestazione.

Tra gli autori si segnalano Antonio Scurati, che il via alla manifestazione, Alberto Manguel, Chiara Gamberale, Valerio Massimo Manfredi, Alicia Jimenez Bartlett.

Chiude il Festival Roberto Saviano.

Il 13 giugno il Festival ospiterà i 5 autori finalisti del Premio Strega 2019 e due vincitori di edizioni del Premio Internazionale di Letteratura Formentor.

Ma il Festival LETTERATURE voluto dall'Istituzione Biblioteche di Roma, dal presidente Paolo Fallai e dal Consiglio di Amministrazione, andrà oltre gli otto appuntamenti alla Basilica di Massenzio, che avranno un’anteprima il 16 maggio all’Auditorium del Macro Asilo. Tornerà la grande musica con un concerto il 9 giugno, realizzato in collaborazione con i musicisti dell’Accademia di Santa Cecilia che torna dopo quaranta anni a suonare a Massenzio, e con il film-spettacolo su Il flauto magico dell’Orchestra di Piazza Vittorio il 14 giugno.

Mentre questa edizione del Festival sarà caratterizzata da una mini rassegna di classici del cinema, in collaborazione con la Casa del Cinema, nell'arena all'aperto di Villa Borghese.

Il Festival anche quest'anno - è il terzo anno della "gestione" affidata all'Istituzione Biblioteche di Roma - si svolge in tutta la città grazie al coinvolgimento dell'intera rete delle Biblioteche di Roma e dei Bibliopoint.

Dal 3 maggio al 5 giugno si terranno gli incontri presso la Casa delle Letterature e la Biblioteca Flaminia con i dodici semifinalisti dello Strega 2019. Il prestigioso premio letterario sarà anche al centro di una mostra, curata dell’Archivio Riccardi, visitabile fino a fine giugno presso la Biblioteca Flaminia.

Mostre e attività di approfondimento saranno dedicate ai fondi storici delle Biblioteche di Roma: i fondi Giorgio Caproni, Don Roberto Sardelli, la collezione completa del Corriere dei Piccoli, il fondo Enzo Siciliano e il fondo Bia Sarasini, posseduti rispettivamente dalle biblioteche Marconi, Raffaello, Tortora, Casa delle Letterature e Mameli.
Il rapporto tra classici e letteratura per l’infanzia vivrà una sua anteprima il 23 maggio alla biblioteca Europea quando sarà presentata, in collaborazione con Ibby Italia, la nuova bibliografia delle Biblioteche della Legalità dedicata appunto ai classici.

Nell’ambito di Letterature Off, sezione del Festival inaugurata lo scorso anno, verrà presentato a giugno nelle biblioteche Quarticciolo, Mameli, De Mauro e Mandela, il progetto "Mamme narranti", quattro letture spettacolarizzate, in collaborazione con Andrea Satta e l’Associazione Culturale Têtes de Bois, incentrate sulle fiabe raccontate da madri italiane e straniere. Altrettante letture spettacolarizzate saranno realizzate anche nelle stazioni della Metro C di riferimento delle quattro biblioteche.

Tra gli eventi che saranno ospitati alla Casa delle Letterature da segnalare infine la mostra fotografica dell’artista Sze Tsung Nicolas Leong, dedicata ai luoghi del Festival e realizzata in collaborazione con l’American Academy in Rome, al via il 30 maggio; l’incontro il 6 maggio con i giurati del Premio Formentor in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna; i convegni "Il domani dei classici: tra le lingue – Il racconto italiano ieri, oggi e domani (30 maggio) e "Il domani dei classici: Generative Art, Futuring Past" (7 giugno).

LETTERATURE è realizzato con la collaborazione di Ambasciate, Università e Istituti culturali italiani e stranieri.

LETTERATURE Festival Internazionale di Roma

Basilica di Massenzio, Foro Romano

con accesso dal Clivo di Venere Felice (Via del Fori Imperiali)

Le serate hanno inizio alle ore 21.00

Accesso alla Basilica dalle ore 20.30

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

previo ritiro del biglietto a partire dalle 20.00 presso il botteghino in via dei Fori Imperiali

Per informazioni al pubblico

060608 (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00)

www.festivaldelleletterature.it

#letterature2019

www.bibliotechediroma.it

Il programma della manifestazione Letterature Festival 2019 è curato dal gruppo di lavoro delle Biblioteche di Roma: Direttore Vincenzo Vastola, Maria Ida Gaeta – responsabile Casa delle Letterature, Simona Cives - coordinamento dei programmi, Leila Maiocco - ufficio di Presidenza, Antonio Trimarco - programma Bibliopoint, Maria Carla Mancinelli - programma Mamme Narranti, Stefano Gambari - Fondi Storici.

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Roma: convegno "L'ossessione per l'antico. Sigmund Freud e Ludwig Pollak tra ebraismo, archeologia e collezionismo"

Al Museo di Roma il convegno

L'ossessione per l'antico

Sigmund Freud e Ludwig Pollak tra ebraismo, archeologia e collezionismo

Un appuntamento nell’ambito della mostra su Ludwig Pollak

in corso al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e al Museo Ebraico di Roma

Salone d'onore di Palazzo Braschi

Roma, 7 aprile 2019 ore 10.00

Sigmund Freud Ludwig Pollak convegnoLa mostra  "Ludwig Pollak collezionista e mercante d'arte (Praga 1868 - Auschwitz 1943)", in corso al Museo Barracco e al Museo Ebraico di Roma fino al 5 maggio 2019, ha consentito di valorizzare il rapporto duraturo tra il grande archeologo e Sigmund Freud, che con Pollak condivise la passione archeologica, la radice ebraica e la cultura ebraico-tedesca della grande Vienna. I due personaggi si frequentarono sul finire della grande stagione del collezionismo europeo e il loro incontro fu favorito dal comune amico Emmanuel Loewy, altra figura di spicco dell'archeologia del tempo. Pollak incontrò Freud nel corso di due settimane con frequenza quotidiana per riordinare e forse valutare la sua collezione antiquaria, ma il loro scambio si prolungò nel tempo, come testimoniano alcune opere cedute da Pollak a Freud e il regalo, nel 1934, di un libro che Pollak aveva scritto su Goethe, altra comune passione.

Queste importanti affinità sono al centro del convegno L'ossessione per l'antico. Sigmund Freud e Ludwig Pollak tra ebraismo, archeologia e collezionismo, che si terrà nel Salone d’onore del Museo di Roma il 7 aprile 2019, con l’intento di approfondire gli aspetti finora meno studiati della cultura freudiana, in particolare il contributo fornito dalla nascente disciplina archeologica alla formazione della teoria psicoanalitica e l'importanza della stessa archeologia nella vita di Freud. Saranno inoltre affrontati i temi della passione collezionistica, che caratterizzò i decenni a cavallo  tra XIX e XX secolo, e della cultura ebraica di lingua tedesca, che eccelse in molti campi della scienza e dell'arte contemporanea.

Il convegno è promosso e organizzato da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dalla Società Psicoanalitica Italiana e dall'Istituto Italiano di Studi Germanici, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e l'Istituto Polacco di Roma.

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

ore 10.00 Saluti Istituzionali

Anna Maria Nicolò, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana;

Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma

Roberta Ascarelli, Presidente Istituto Italiano di Studi Germanici

Claudio Parisi Presicce, Direttore dei Musei Capitolini

 

Interventi

Domenico Chianese, psicoanalista, past-president SPI

"È stata per me una fonte di straordinario ristoro". Freud collezionista.

 

Roberta Ascarelli, Presidente dell'Istituto Italiano di Studi Germanici

"Tra Goethe e Freud. Feticismo di un bassorilievo"

Marco Galli, Università di Roma "La Sapienza"

"Great Friends. Loewy e Freud, storia di un'amicizia tra archeologia e psicoanalisi"

 

David Meghnagi, Ordinario della Società psicoanalitica italiana. Università degli Studi di Roma Tre

Freud, Pollak e la Bildung ebraica

 

Simone Foresta, Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta

Il senso di Pollak per l'archeologia. La formazione universitaria tra Praga e Vienna

Joanna Winiewicz Wolska, curatrice della Wawel Royal Castle Collection di Cracovia

Il conte Karol Lanckoroński e la sua collezione a Vienna

Presiedono l'incontro Orietta Rossini e Olga Melasecchi, curatrici della mostra.

 

Museo di Roma

Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10

Ingresso gratuito

Info: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

www.museodiroma.itwww.museiincomune.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Parco Archeologico di Paestum

Giornata su autismo e musei a Paestum. Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Giornata su autismo e musei a Paestum

Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Parco Archeologico di PaestumNumeri, ma non solo: il Parco Archeologico cresce. Aumentano, oltre ai visitatori che nei primi tre mesi del 2019 hanno fatto un balzo del +15% in avanti, anche le forme di fruizione inclusiva nella città magno-greca meglio conservata. Il 2 aprile, Giornata Mondiale sulla Consapevolezza dell'Autismo, un convegno nel Museo Archeologico Nazionale ha fatto il punto sulla fruizione del sito da parte di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Come ha evidenziato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, si è voluto creare un'occasione per "parlare non delle persone interessate, ma con loro. Spesso le persone non soffrono tanto dell'autismo, quanto dell’intolleranza e incomprensione da parte degli altri. Noi come Museo nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad abbattere le barriere di questa mancata inclusione, perché crediamo che la diversità possa essere un arricchimento per tutti, premesso che il contesto sia tale da consentirlo."

Tra i relatori del convegno Alfonso Andria, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico; Vincenzo Inverso, Consigliere del Parco Nazionale del Cilento; Enrico Deuringer dell’Ufficio Stampa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Sono intervenuti inoltre Paolo Maietta del Centro Europeo per l’autismo di Cicerale; Paolo Sarra dell’Associazione “Autismo fuori dal silenzio” di Eboli; Mariajosè Luongo e Marco Vasile dell’Ufficio Fruizione che hanno raccontato le esperienze vissute da tutto il gruppo di lavoro sui progetti relativi all’accessibilità messi in campo dal Parco Archeologico di Paestum. Hanno concluso i lavori Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all che, nell’ambito del progetto “Un Tuffo del Blu” dedicato a bambini e ragazzi speciali, ma in generale a tutti, si occupano anche della formazione del personale del Parco impegnato nelle attività didattiche. Nel corso della giornata sono stati esposti al pubblico alcuni lavori realizzati dagli alunni dell’IIS “Basilio Focaccia” di Salerno durante i laboratori dei linguaggi espressivo-creativo.

Intanto, il Parco Archeologico di Paestum cresce anche in termini di flussi. Tra gli effetti positivi che hanno contribuito ad un ulteriore ampliamento della fruizione, aumentata del 42% negli ultimi tre anni, si annovera l'iniziativa #iovadoalmuseo voluta del Ministro Bonisoli che prevede un aumento delle gratuità. "Anche l'abbattimento di barriere economiche contribuisce all'accessibilità - rammenta il direttore - Siamo felici che Paestum si pone sempre di più come un punto di riferimento non solo storico-archeologico, ma anche socio-culturale in un territorio che ha tutte le caratteristiche per uno sviluppo virtuoso."

INFO SULLE GRATUITÀ AL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM:

Le prime domeniche del mese da ottobre a marzo e tutti i giovedì pomeriggio ingresso gratuito dalle ore 18:00 alle 19:30, ultimo ingresso ore 18:50.

Ogni primo e terzo giovedì del mese, aperitivi al museo con SlowFood Cilento. Costo dell’iniziativa € 5,00, da pagare in biglietteria dopo aver ritirato il biglietto gratuito di ingresso al museo e all’area archeologica. L’ingresso è gratuito per chi non partecipa all’aperitivo.

L’ingrediente di questo giovedì, 4 aprile è il carciofo di Paestum, protagonista delle tavole primaverili, preparato dallo chef stellato Christian Torsiello dell’osteria Arbustico in un intrigante Lollipop al carciofo accompagnato dalla birra artigianale Fruma.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Paestum

Facebook: Parco Archeologico Paestum

Twitter: @paestumparco

Instagram: parcoarcheologicopaestum


Università La Sapienza Roma

Nati altrove: da Giuseppe Ungaretti a Helena Janeczek

Nati altrove: da Giuseppe Ungaretti a Helena Janeczek

Confronti su scrittori, artisti e intellettuali che hanno eletto a loro patria, paesi diversi da quelli di origine, fondendo luoghi, culture e lingue diverse. Incontro con l’autrice del romanzo “La ragazza con la Leica”, premio Strega 2018. David Riondino darà voce ai testi ungarettiani

 

6-8 febbraio 2019

Inaugurazione ore 9.30 Aula magna – palazzo del Rettorato

Aula 1 Facoltà di Lettere e filosofia

Città universitaria – piazzale Aldo Moro 5 - Roma

 

 

Un nomade, un girovago così si definiva Giuseppe Ungaretti. “Un nato altrove” figlio di migranti, lui stesso espatriato in Brasile, a San Paolo, dal ’37 al ’42.  Una figura esemplare che riunisce in sé la fedeltà a un paese, a una patria, a una tradizione, ma nello stesso tempo reinterpreta e fonde in un’identità e in una tradizione sovranazionale uomini, paesi e culture diverse.

Nomadismo culturale, identità e disidentità, lingua dell’esilio, saranno alcuni dei temi del convegno internazionale che si apre mercoledì prossimo (6-8 febbraio) alla Sapienza nel quale studiosi e scrittori e artisti si confronteranno e porteranno la loro testimonianza di “nati altrove”.

 

Nella giornata di giovedì, incentrata completamente sulla figura di Ungaretti, dopo la proiezione di video a lui dedicati, David Riondino leggerà alcuni brani del poeta.

Tra i “nati altrove” tanti scrittori, artisti, intellettuali e studiosi che, come Ungaretti, hanno eletto a loro patria luoghi, culture, lingue diverse, contribuendo alla diffusione e alla “fusione” di idee, valori, esperienze.

Testimonianze che valorizzano sia le diversità e le specificità nazionali e locali, sia le radici, le origini e i caratteri comuni, che favoriscono la crescita, lo sviluppo e la pace. Valori che oggi possono contrapporsi - afferma la coordinatrice del convegno Francesca Bernardini -alle tendenze irrazionalistiche di chi odia il diverso, di chi teme l’altro, pensando di salvaguardare il proprio particolarismo alzando muri”.

 

L’ultimo giorno del convegno, dedicato agli scrittori che adottano per le proprie opere sia la lingua del paese di elezione sia quella di origine, vedrà la testimonianza, tra gli altri, di Helena Janeczek, autrice tedesca, vincitrice del premio Strega 2018 con il romanzo “La ragazza con la Leica”.

Il convegno è organizzato dalla Fondazione Roma Sapienza – Fondazione Giuseppe Ungaretti.

COMITATO SCIENTIFICO

Mario Barenghi, Cecilia Bello, Francesca Bernardini (coordinatrice), Silvana Cirillo, Andrea Cortellessa, Anna Dolfi, Biancamaria Frabotta,Giuseppe Leonelli, Paola Montefoschi.

 

Info

Francesca Bernardini

Dipartimento di Studi Europei Americani e Inteculturali - SEAI T
Fondazione Sapienza-Fondazione Giuseppe Ungaretti
M (+39)
 339 5387673

 

Programma Nati altrove 6-8 febbraio 2019

 

 

Programma

MERCOLEDÌ 6 FEBBRAIO

Ore 9.30 Aula Magna del Rettorato

 

Intervengono:

Il Magnifico Rettore, Eugenio Gaudio

Il Presidente della Fondazione Roma Sapienza, Antonello Biagini

Il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Stefano Asperti

 

I Sessione

ESILI, MIGRAZIONI, DISPATRI

Coordina Francesca Bernardini

Antonello Biagini, Sapienza Università di Roma

Introduzione ai lavori

Antonio Prete, Università di Siena

Nella terra della poesia: l’esilio, l’ospitalità

David Bidussa, scrittore, storico

Figure fuori luogo. Profugo, esule, rifugiato, fuggiasco, diasporico

Mauro Ponzi, Sapienza Università di Roma

La lingua dell’esilio. Itinerari incrociati: Ungaretti, Celan, Bachmann

Pausa pranzo

 

MERCOLEDÌ 6 FEBBRAIO

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula I, piano terra ore 15.00

 

II Sessione

NOMADISMO, IDENTITÀ, DISIDENTITÀ

Coordina Mario Barenghi

Università di Milano Bicocca

Daniele Balicco, École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi

L’identità è come immaginiamo il futuro. Edward Said e l’esilio

Roberto Deidier, Università di Enna Kore

Una fenomenologia della dislocazione

Giuseppe Leonelli, Università di RomaTre

«Io vivo altrove». Itinerari del fanciullino

Pausa caffè

Ilaria De Seta, Université de Liège

La rete degli esuli italiani negli Stati Uniti durante il fascismoe il caso Borgese

Valentina  Parisi, Istituto Italiano di Scienze Umane, Firenze

Paesaggi letterari della città di Königsberg-Kaliningrad

Discussione

 

GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula I, piano terra ore 9.30

 

III sessione

«E SUBITO RIPRENDE IL VIAGGIO»

Coordina Anna Dolfi

Proiezione di video

Filippomaria Pontani, Università Ca’ Foscari di Venezia

In un caffè remoto. L’Alessandria greca e non greca di Ungaretti

Paola Montefoschi, Università di Chieti

«Una città, per l’Arabo non è che una tenda»: Ungaretti e il pensiero dell’erranza

David Riondino

Lettura di testi ungarettiani

Pausa caffè

Valerio Magrelli, Università di RomaTre

L’Altrove dada

Ettore Finazzi Agrò, Sapienza Università di Roma

Un poeta ai tropici: la San Paolo di Giuseppe Ungaretti

David Riondino

Lettura di testi ungarettiani

Discussione

Pausa pranzo

 

GIOVEDÌ 7 FEBBRAIO

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula I, piano terra ore 15.00

 

IV Sessione

LE CITTÀ DI UNGARETTI

Coordina Antonio Prete

Francesca Maria Corrao, LUISS, Roma

Ungaretti e la cultura araba nel primo Novecento

Silvana Cirillo, Sapienza Università di Roma

I giovani del Manipolo d’Apua. Ungaretti in Versilia

Jean-Charles Vegliante, Sorbonne Nouvelle Paris 3

Ungaretti a Parigi: «nuovo classico», «francese italiano»

Francesca Bernardini, Sapienza Università di Roma

Roma, la fusione degli opposti

 

VENERDÌ 8 FEBBRAIO

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula I, piano terra 9.30

 

V Sessione

MUOVERSI TRA LE LINGUE

Coordina Raffaele Manica

Università di Roma Tor Vergata

 

Laura Barile, Università di Siena

Altre voci, altre storie. Alberto Savinio e Romain Gary

Enrico Terrinoni, Università per Stranieri di Siena

Ex-ilium: l’odissea del linguaggio in James Joyce; ovvero,l’esilio come ritorno

Andrea Cortellessa, Università di Roma Tre

Le lingue del ritorno. Giorgio de Chirico e Alberto Savinio

Pausa caffè

Cecilia Bello Minciacchi, Sapienza Università di Roma

Emilio Villa, l’esilio nella lingua

Anna Dolfi, Università di Firenze, Accademia Nazionale dei Lincei

Sui ‘requiem’ di Tabucchi: figure dell’esilio e giochi di specchi

Nicola Turi, Università di Firenze

Agota Kristof in fuga dalla città di K.

Discussione

Pausa pranzo

 

VENERDÌ 8 FEBBRAIO

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula I, piano terra ore 15.00

 

VI Sessione

CONTATTI E CONFRONTI, TRA IERI E OGGI

Coordina Silvana Cirillo

Gabriele Frasca, Università di Salerno

Le lingue del no. L’arte dell’espatrio in Gadda, Nabokov e Beckett

Biancamaria Frabotta, Sapienza Università di Roma

La poesia “apolide” di Amelia Rosselli

Tavola rotonda tra scrittori Coordina Maria Grazia Calandrone

Partecipano: Antonia Arslan, Helena Janeczek, Jhumpa Lahiri,Giuseppe A. Samonà, Ornela Vorpsi

Discussione

Francesca Bernardini, Conclusioni

 

 

 

Testo da Settore Ufficio stampa e comunicazione SAPIENZA Università di Roma
Il cortile del Palazzo della Sapienza, foto di Anthony Majanlahti (antmoosehttp://www.flickr.com/photos/antmoose/14694803/), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da Foundert~commonswiki.

Napoli: convegno "La Federico II per Pompei"

LA FEDERICO II PER POMPEI

Conoscenza, Scavo, Restauro e Valorizzazione

del Suburbio Occidentale

CONVEGNO DI STUDI

Mercoledì 19 DICEMBRE

Centro Congressi Partenope

Aula magna

(Via Partenope, 36 – Napoli)

Un convegno, segno della stretta collaborazione tra il Parco archeologico di Pompei e la Federico II - una sinergia e un confronto di studi e competenze importanti per la salvaguardia dei beni culturali -  sarà dedicato nell'appuntamento di mercoledì 19 dicembre presso il Centro Congressi Partenope dell’Università Federico II  al Suburbio Occidentale di Pompei e alla sua conoscenza, scavo, restauro e valorizzazione. 

La prima parte del convegno, relativa  all’Insula Occidentalis di Pompei, illustrerà le indagini archeologiche, geologiche, geofisiche  e le  ricerche di paleo-botanica finora condotte, finalizzate al monitoraggio e alla conoscenza dell’area che sono alla base della programmazione di tutti gli  interventi strutturali e di consolidamento, e a sua volta connesse all’ampliamento della fruizione di questa area suburbana di Pompei.

Nella seconda parte pomeridiana, il tema trattato sarà dedicato alle Terme suburbane di Pompei, già oggetto di un  Accordo Quadro tra l’Università Federico II, il Parco Archeologico di Pompei e la Fondazione Deloitte, per il progetto di ricerca “Pompei Accessibile”, finalizzato allo studio di soluzioni per il restauro, la valorizzazione e il miglioramento della fruizione del sito archeologico di Pompei, con particolare riferimento al complesso delle Terme Suburbane.

Con l’occasione saranno anche affrontati gli aspetti generali del restauro architettonico per le evidenze archeologiche, o di altri interventi strutturali nei siti archeologici , come ad esempio l’applicazione del vetro strutturale, o l’utilizzo di impiantistica e illuminotecnica   per una fruizione consapevole.

Testo e immagine da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
via Viale Villa Regina - 80041 Boscoreale (Napoli)

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc


Giornata di studi "Speleologia e disabilità" al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Giornata di studi

 

Speleologia e disabilità

 

#DOMENICALMUSEO: ingresso gratuito per tutti

domenica 2 dicembre 2018, dalle ore 10.00 alle ore 14.00

Evento nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

 

In occasione degli eventi previsti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, che si celebra il 3 dicembre, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita domenica 2 dicembre 2018 la giornata di studi Speleologia e disabilità, all’interno della quale saranno presentati gli atti del VII convegno di speleologia della Federazione Speleologica del Lazio. Rifacendosi allo slogan “Un giorno all’anno tutto l’anno”, scopo dell’iniziativa, organizzata congiuntamente dai gruppi GSCAI Roma, Shaka Zulu Club Subiaco e Speleologi Romani, è quello di promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale. La giornata nasce con l’idea di creare un’interazione della speleologia con la disabilità, sensibilizzando le persone alla tutela degli ambienti carsici e allo stesso tempo facendo conoscere il mondo delle grotte naturali alle persone con disabilità. Nel corso dell’evento saranno illustrati al pubblico i risultati delle iniziative di accessibilità già realizzate, quali la manifestazione “Diversamente Speleo”, che nel 2018 si è tenuta presso la Grotta Val de’ Varri di Pescorocchiano (RI) e il corso di accompagnamento di disabili visivi in grotta “I sensi della   grotta”, organizzato dallo Shaka Zulu Club Subiaco alla grotta dell’Arco di Bellegra (RM). A questo si aggiungeranno le testimonianze di persone che hanno avuto modo di accompagnare disabili in grotta e i risultati delle nuove esplorazioni alla Risorgenza di Capodacqua di Amaseno (FR) e alla grotta dell’Elefante di Guidonia (RM).

Al termine dell’evento sarà possibile partecipare alla visita guidata gratuita alla Collezione Kircheriana del museo, in omaggio al padre gesuita Athanasius Kircher, che oltre ad aver realizzato l’omonimo museo nel Collegio Romano, può essere considerato uno speleologo ante litteram con la sua opera Mundus Subterraneus nella quale illustra i risultati dei suoi studi, condotti in prima persona – pare si sia calato addirittura nel cratere del Vesuvio – sulla geografia della terra.

Durante la manifestazione sarà allestito un banco tattile dedicato alla speleologia, che permetterà alle persone con disabilità visiva di iniziare ad avvicinarsi al mondo sotterraneo delle grotte.

La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus presenterà, inoltre, il 5° Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata “Tocca a te!”, che si svolgerà a Milano dall’11 al 13 aprile 2019. Per chiunque volesse cimentarsi nella realizzazione di un libro tattile e partecipare al concorso, gli esperti della Federazione saranno a disposizione per dare tutte le informazioni e spiegare gli elementi base che portano alla realizzazione di un libro per persone non vedenti.

 

Programma

 

10:00 – 10:20

Saluti delle Autorità e introduzione ai lavori


10:20 – 10:40

Alla scoperta del buio: l’esplorazione della grotta per il disabile visivo

F. Licordari (Sapab-Laz, Fr, Lt, Ri), - G. Mascolo (psicoterapeuta e tiflologo)


10:40 – 11.00
Nuova esplorazione alla Risorgenza di Capodacqua                                                                  

A. Esposito – F. Casadei (G.D.F. Ermini Rieti “Le Talpe”)

11:00 – 11:20

Diversamente Speleo: Un’esperienza da condividere

A. Meda (Comitato Diversamente Speleo)

11:20 – 11:40

Pausa caffè

 

11:40 – 12.00

Nuova esplorazione della Grotta dell’Elefante

Bello (G.S. CAI Roma) – D. Blanda (A.S.D. Gullivert)

 

12:00 – 12:40

Testimonianze ed esperienze con i disabili

Mazzocco (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia) – G. Bosso (SHAKA ZULU CLUB Subiaco - GS Ruvese)

PROIEZIONE DELLA VIDEO INTERVISTA A UN DISABILE

12:40 – 13.00

Presentazione Atti del Convegno

 

13.00 – 14:00

Athanasius Kircher e il Mundus Subterraneus con visita guidata alla collezione Kircheriana

Licordari (Sabap-Laz Fr, Lt, Ri) – L. Mazzocco (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia)

 


Università Ca' Foscari Venezia Carlo Scarpa

Carlo Scarpa 'il professore': Ca' Foscari dedica un docufilm e ricordi inediti al grande architetto

Giornata scarpiana mercoledì 28 novembre dalle 9.15

SCARPA ‘IL PROFESSORE’: CA’ FOSCARI DEDICA

UN DOCUFILM E RICORDI INEDITI AL GRANDE ARCHITETTO

La figura di educatore, il rapporto con matematica, luce e cinema in Aula Baratto. Proiezione di “Nel cuore muto del divino” alle 14.30 a CFZ

Università Ca' Foscari Venezia Carlo Scarpa docufilm  

VENEZIA – Ca’ Foscari dedica una giornata a Carlo Scarpa “il professore”, tra i grandi dell’architettura del XX secolo come testimoniano anche gli interventi nel palazzo dell’ateneo ‘in volta de canal’. Proprio nell’Aula Baratto ridisegnata da Scarpa si svolgerà mercoledì 28 novembre dalle 9.15 un convegno aperto a tutti su “Carlo Scarpa come educatore”, seguito, alle 14.30, dalla proiezione del docufilm ”Nel cuore muto del divino, Carlo Scarpa a Ca’ Foscari”, del regista Riccardo De Cal (a CFZ Cultural Flow Zone, Zattere).

La giornata scarpiana chiude una serie di iniziative attorno al rapporto tra Scarpa e Ca’ Foscari che l’ateneo ha curato in occasione del 150° anniversario dalla sua fondazione. ll progetto “Una perla in volta de canal” ha infatti valorizzato con un film e una ricerca d’archivio uno spazio architettonico che racchiude in sé due straordinarie stagioni scarpiane (lavori del 1937 e 1957).

Gli interventi

Scarpa, la Tomba Brion e il fotografo Sekiya (1942-2002). Dall’archivio Sekiya, Tokyo

J.K. Mauro Pierconti, Waseda University, Tokyo

Una riflessione sull’opera di Carlo Scarpa attraverso gli scatti di un fotografo d’eccezione, il giapponese Sekiya Masaaki. Il lavoro di ordinamento del suo archivio sta portando alla luce molti fondi, tutti riguardanti architetti del XX° secolo, da F.L. Wright a Richard Rogers.

Il fondo Scarpa è uno dei più ricchi e solo alla Tomba Brion ha dedicato più di 1000 scatti. Una piccola selezione di immagini ci guiderà così in un percorso di lettura dell’opera di Scarpa più rappresentativa.

La luce di Carlo

Franca Pittaluga

Vagando tra stanze museali di Carlo Scarpa da tutti conosciute, si propone un itinerario inedito e assai tendenzioso: una sorta di ‘visita  guidata’ che induce ad ignorare le distanze di tempo e di territorio, per concentrarsi piuttosto sugli stratagemmi che l’allestitore preordina  nel ‘mettere in luce’ le opere che espone. Cercando di disvelarne gli artifizi, lungo l’itinerario proposto si focalizza lo sguardo su un solo elemento: la luce naturale. Imparando ad osservare come Scarpa la modula, la inquadra, la nega, la ruba, la chiama, la costringe… creando vere trappole emotive, di cui il visitatore diviene inconsapevole - se pur felice - vittima.

Carlo Scarpa e il cinema

Riccardo De Cal

Alcune considerazioni su cinema e architettura per arrivare nello specifico alla narrazione per immagini delle opere di Scarpa.

Capire la mente di un artista con la matematica

Paolo Pellizzari

Cosa aveva in mente Carlo Scarpa disegnando il pavimento-mosaico del Palazzo Querini Stampalia? La ricerca delle possibili fonti d’ispirazione e la decomposizione dell’opera in “componenti semplici” consente di costruire immagini “matematicamente” simili a quella messa in opera nel marmo. È illusorio affermare che si sia compreso il disegno originale e la sua complessità ma è interessante osservare altri pavimenti che forse avrebbero potuto essere ma non hanno mai visto la luce.

Carlo Scarpa come educatore

Tobia Scarpa e Ferruccio Franzoia

Ricordi e considerazioni sullo stile e sul ruolo di educatore di Carlo Scarpa.

Carlo Scarpa e la Grecia

Franca Semi

Carlo Scarpa come educatore

Guido Pietropoli

Perché Carlo Scarpa è quasi più noto con il titolo di Professore piuttosto che con quello di architetto? Dal 1926 alla sua morte (28/11/1978) Carlo Scarpa svolse un'intensa attività didattica presso l'Università come docente e lui stesso dichiarò che gli sarebbe stato difficile scegliere tra  la scuola e la professione d'architetto. Pochi studiosi hanno trattato questo versante della sua vita che si estende per più di cinquant'anni e se Franca Semi non avesse pubblicatone 2010  il suo libro che trascrive alcune lezioni tenute all'IUAV all'inizio degli anni '70 saremmo privi di una straordinaria testimonianza del suo metodo didattico. Fortunatamente un grande numero dei suoi disegni è custodito attualmente al Centro Carlo Scarpa di Treviso e al Museo MAXXI di Roma; grazie a questi documenti straordinari - più di 18.000 unità - è ora possibile ricostruire opera per opera il processo progettuale dell'architetto, quello che Paul Klee ha chiamato la "confessione creatrice" dell'artista.

Lo studio di questa mole straordinaria di elaborati regalerà importanti informazioni sulla sua  euristica progettuale e sulla genesi delle varie opere.Scarpa continuerà così a insegnare e a mostrare agli  allievi e agli architetti il suo processo di elaborazione della forma architettonica. Uno spunto interessante per avvicinare la personalità dell'architetto è offerto da un ritratto di Carlo Scarpa a firma di Andy Warhol; l'analisi di quest'opera sciamanica con le implicazioni concettuali che la sua visione comporta è l'occasione per ragionare sulla cultura come cibo dello spirito così come ne parla Platone nel suo Protagora.

Cenni biografici

Carlo Scarpa (1906-178) è stato un architetto, designer e accademico italiano tra i più importanti del XX secolo.

Si diplomò in architettura all'Accademia di Belle Arti nel 1926, anno in cui iniziò l'attività didattica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove operò in qualità di professore ordinario di composizione dal 1964 al 1976 e come direttore dal 1972 al 1974. Grazie all'insegnamento, Scarpa contribuì alla formazione di diverse generazioni di architetti, ai quali trasmise grande perizia nell'uso dei materiali e la profonda conoscenza della storia.

La sua attività di professionista si concentrò prevalentemente nell'allestimento di esposizioni e mostre, nel restauro di complessi monumentali e musei, nella realizzazione di abitazioni private e negozi. Tra gli interventi museali più famosi si possono ricordare i lavori alle Gallerie dell’Accademia a Venezia (1948-55), Palazzo Abatellis a Palermo (1953-54), Gipsoteca Canoviana di Possagno (1956-57), Museo di Castelvecchio a Verona (1958-74) e Fondazione Querini Stampalia a Venezia (1961-65).

Fin dal 1926 lavorò come progettista di vetri e dal 1932 al 1947 fu alle dipendenze della vetreria di Murano Venini, divenendone anche direttore artistico. Al compimento dei suoi trent'anni, tra il 1935 e il 1937, Scarpa realizzò la sua prima opera impegnativa, la sistemazione della Ca' Foscari di Venezia, sede dell'omonima università.

Ottenne numerosi riconoscimento fra cui il Premio Nazionale Olivetti per l'architettura nel 1956 e la stessa azienda gli commissionò la sistemazione dello spazio espositivo Olivetti in piazza San Marco. La sua opera venne presentata in Italia e all'estero in importanti mostre personali presso il Museum of Modern Art di New York nel 1966, la Biennale di Venezia nel 1968, la Heinz Gallery di Londra, l'Institut de l'Environnement a Parigi, e infine a Barcellona nel 1978. Nello stesso anno ricevette una laurea honoris causa in architettura dall'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Fra le opere più importanti si segnala la Tomba Brion a S. Vito di Altivole, che era quasi terminata quando nel 1978 Scarpa morì a Sendai in Giappone.

Testi da Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia:


Convegno di studi internazionale "Testa del Sele"

Convegno di studi internazionale

Testa del Sele

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Sabato 27 ottobre 2018 – Ore 9.30

Sabato 27 ottobre 2018, alle ore 9.30, presso il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia si terrà, prima della restituzione dell’importante opera bronzea Testa del Sele, un convegno di studi internazionale che vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti studiosi delle immagini di culto in ambito greco, magnogreco e romano.

Gli interventi previsti nel corso della giornata approfondiranno il tema dell’importante ruolo che le immagini di culto hanno rivestito nell’antichità. 

L’opera scultorea bronzea a cera persa, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum, è stata prestata in un rapporto di reciprocità di scambio al museo di Vibo Valentia in cambio della Laminetta Aurea di Hipponion, consegnata per le celebrazioni e l’allestimento dell’importante mostra “L’immagine invisibile”, in occasione del 50° anniversario del rinvenimento della tomba del tuffatore. 

Il capolavoro virile e barbato ha una datazione incerta. Gli studiosi propendono  per un ampio arco cronologico, compreso tra la seconda metà del IV sec. a.C. e l’epoca romana (seconda metà del I sec. a.C. – prima metà del I sec. d.C.).
Il rientro dell’opera presso il Museo Archeologico di Paestum è previsto nei giorni immediatamente successivi al convegno, mentre è già rientrata la preziosa Laminetta Aurea ed è visitabile nella sua importante sede di sempre, il Museo di Vibo.

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La Laminetta aurea di Hipponion è difatti ritornata, dopo essere stata esposta alla prestigiosa rassegna L’immagine invisibile, al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia nella sua affascinante sede: il Castello Normanno Svevo.

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Venezia: convegno “La falsificazione epigrafica in Italia”

FAKE NEWS DEL PASSATO

A CA’ FOSCARI IL PIÙ IMPORTANTE CONVEGNO EUROPEO

A Venezia dal 10 al 13 ottobre oltre 50 specialisti nello studio dell’autenticità di iscrizioni e manoscritti antichi. Il caso: Da Arezzo a Baltimora sulle tracce del falsario Sententiosus

 

VENEZIA - La diffusione di informazioni false non inizia con il web: anche iscrizioni antiche, o apparentemente tali, possono ingannare. Una recente scoperta di due studiosi italiani, ad esempio, ha dimostrato che due reperti simili conservati in Italia e a Baltimora e ritenuti iscrizioni paleocristiane in realtà sono stati acquistati sul mercato antiquario romano ai primi del Novecento, opera di un falsario moderno e parte di una stessa serie.

“Questa importante scoperta  - commenta Lorenzo Calvelli, ricercatore di Epigrafia latina all’Università Ca’ Foscari Venezia e tra i principali studiosi del problema delle false iscrizioni nella storia - porterà auspicabilmente al riconoscimento di altri manufatti prodotti dalla stessa mano e disseminati in altre collezioni e musei d'Europa e del mondo”.

Per smascherare le fake news del passato sono infatti al lavoro da anni esperti di storia antica che, analizzando reperti posseduti dai antiquari, musei e collezioni private, riescono a verificare l’autenticità delle fonti.

Il problema della falsificazione storica e lo studio dei manoscritti, con particolare riferimento a quelli che tramandano il testo di iscrizioni antiche, genuine o inventate in tempi più recenti, ma 'spacciate' per autentiche saranno al centro di due convegni a Venezia dal 10 al 13 ottobre, tra cui il più importante convegno europeo di epigrafia romana, organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia. Oltre 50 specialisti provenienti da Italia e Francia si riuniranno per confrontare le proprie ricerche.

Nel convegno “La falsificazione epigrafica in Italia” (www.unive.it/data/agenda/1/21789) saranno presentati importanti risultati che hanno consentito di smascherare la natura contraffatta di alcuni reperti considerati genuini, nonché di riconoscere che certi manufatti erano stati giudicati troppo severamente, essendo in verità autentici. Il convegno è organizzato nell’ambito del progetto triennale "False testimonianze" coordinato da Lorenzo Calvelli e finanziato da Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca tra i progetti di interesse nazionale (Prin).

Una specifica sessione sarà infine dedicata al tema delle copie, che sono oggetti non creati a scopo di dolo, ma per fini conservativi o didattici. L'importanza delle copie, a volte risalenti anche a secoli fa, si sta rivelando sempre più significativa, dal momento che molti originali sono scomparsi nel corso del tempo o si trovano oggi in zone del mondo non più accessibili.

IL CASO

Da Arezzo a Baltimora: sulle tracce del falsario Sententiosus

Nella Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo (www.fondazioneivanbruschi.it/casa-museo) è conservata una misteriosa iscrizione latina, incisa su una piccola lastrina di marmo e finora completamente sfuggita agli occhi degli esperti. Le uniche informazioni note riguardano la provenienza del reperto: esso era un tempo conservato nella collezione privata della famiglia dei conti Vitali, anticamente esposta nella loro splendida villa a Fermo nelle Marche e oggi dispersa. La lastrina riporta una citazione di un salmo biblico "Erudimini qui iudicatis terram", cioè "Imparate, voi che giudicate la terra".

Lo studio del reperto, condotto da Andrea Raggi (Università di Pisa) e Carlo Slavich (Sapienza Università di Roma), getta nuova luce anche su un altro singolare manufatto iscritto, conservato presso il Johns Hopkins Archaeological Museum di Baltimora.

Fino a oggi quest'ultima iscrizione era stata universalmente accolta come genuina dalla critica e classificata come iscrizione sepolcrale cristiana. Una fortunata coincidenza consente di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che i due reperti iscritti, entrambi acquistati sul mercato antiquario romano ai primi del Novecento, sono opera di un falsario moderno e parte di una stessa serie. Per il carattere edificante delle iscrizioni, il loro autore è stato definito dai due studiosi Sententiosus, cioè produttore di sentenze.

Testo e immagini dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia


Napoli: convegno internazionale "Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana"

Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana
Al via il grande convegno internazionale
Napoli, 13-15 settembre 2018


La pittura antica è un vero e proprio universo culturale, che, in Campania, ha conosciuto una ricchissima fioritura, capace di riflettere le proprie suggestioni negli sguardi degli osservatori di ogni epoca.
Il convegno internazionale “Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana” (Napoli, 13-15 settembre 2018), nato dalla sinergia tra Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Università degli Studi di Bologna (Programma Vesuviana), Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Centre Jean Bérard, sarà una straordinaria occasione per divulgare i risultati di ricerche inedite che hanno apportato importanti novità nello studio delle pitture e dei loro contesti: uno spazio di approfondimento ad hoc sarà dedicato, inoltre, all’applicazione di tecnologie sperimentali, capaci di legare, in una sorta di koiné del sapere, musei, parchi archeologici, archivi e biblioteche.

Saranno tre le location per questo prestigioso appuntamento scientifico e culturale, che riunirà non soltanto autorevoli esperti di settore, ma anche appassionati di archeologia ed arte classica: giovedì 13 settembre (ore 9-18.30), i lavori congressuali si svolgeranno nella splendida cornice della Sala del Toro Farnese al MANN; venerdì 14 settembre (ore 9.30-18.30), ancora, “Picta fragmenta” sarà in programma nella Salle Alexandre Dumas del Centre Jean Bérard- Institut Français de Naples; infine, sabato 15 settembre (10-18.30), ultima giornata di studio nella Sala conferenze del Museo Archeologico di Baia.
Tanti i temi che saranno affrontati durante il convegno: le pitture in Museo, con particolare riferimento all’eccezionale patrimonio del MANN; i quattro stili, fra tradizione e nuove scoperte; le pitture ed i contesti: spazi, decorazioni, committenze; gli scavi alibi; le tecniche, le pratiche, le scelte dei pictores; i problemi e le soluzioni del restauro e della conservazione; il percorso articolato che si sviluppa dallo scavo al processo di valorizzazione delle opere.

A porgere i saluti di benvenuto a relatori e convenuti, oltre al direttore Paolo Giulierini, vi saranno Gaetano Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il prof. Stefano De Caro, già direttore generale del Mibac e direttore dell’ICCROM, il prof. Roberto Balzani, Presidente del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna e la dott. Francesca Casule, Soprintendente SABAP Avellino e Salerno. A rappresentare la Regione Campania, la dott.ssa Nadia Murolo, dirigente della Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo. È invitato il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Nella costruzione del convegno internazionale -Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana-, abbiamo proiettato tutta la nostra passione per l’arte classica, coniugando il rigore scientifico con l’apertura ad innovativi sentieri di ricerca. Per allestire questo straordinario programma, che coinvolge accademici ed esperti di archeologia, abbiamo aperto anche, nella scorsa primavera, una call for proposals, che ha riscosso notevole successo nel mondo degli addetti ai lavori (e non solo)”, commenta il Direttore del MANN e del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Paolo Giulierini.


Il convegno si potrà seguire anche in streaming, al link che sarà reso disponibile sul nostro sito www.museoarcheologiconapoli.it.

Testo e immagini da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN