Riflessi: riti dal passato e immagini del presente

Sabato 22 e domenica 23 agosto, piazza San Paolo
RIFLESSI: RITI DAL PASSATO E IMMAGINI DEL PRESENTE
Una rassegna documentaristica per l’associazione Meraki

Riflessi riti dal passato e immagini del presente Palazzolo AcreideScenario di eccezione per quella che, inaspettatamente, si è trasformata in una manifestazione mensile per la giovane associazione Meraki di Palazzolo Acreide. Sarà, infatti, sul suggestivo sagrato della Basilica UNESCO di San Paolo che si realizzerà Riflessi: riti dal passato e immagini del presente; rassegna di documentari che, dopo molti anni, ritornano a Palazzolo.

Si comincia sabato prossimo, a partire dalle 21, con la proiezione di due documentari, "Di cu semu – Reportage su rituali e sopravvivenze popolari”, prodotto dall'associazione Aditus in rupe e dal Museo Etnografico "Nunzio Bruno", e “Τά ϒυναικεία – Cose di donne”, prodotto dalla Fine Art Produzioni. Saranno presenti anche i registi delle due opere, rispettivamente Salvatore Russo e Giuppi Uccello e Lorenzo Daniele. Quest’ultimo e l’archeologa Alessandra Cilio, anch’ella presente all’evento, sono anche i direttori artistici della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea, giunta ormai alla decima edizione, tra i partner della manifestazione, insieme alla testata giornalistica ClassiCult.

La manifestazione, realizzata anche in collaborazione con la locale sede dell’Archeoclub d’Italia, continua domenica 23 agosto con un momento seminariale dal titolo “Terra, Mare, Vento, Cielo, Lava – Il Cinema di Vittorio De Seta” e curato da Alessandro De Filippo, docente di Tecnica della Rappresentazione Audiovisiva presso l’Università di Catania. A conclusione dell’intervento, saranno proiettate due delle opere del regista siculo-calabrese, “Parabola d’oro” e “Pasqua in Sicilia”. La serata continuerà con la proiezione del documentario di Daniele Greco e Mauro MaugeriA lu cielu chianau” e del documentario “Il giorno del muro” firmato ancora da Greco. Ospite della serata sarà il regista netino Francesco Di Martino.

Riflessi riti dal passato e immagini del presente Palazzolo AcreideL’evento, a partecipazione gratuita, si terrà nel rispetto delle linee guida anti-COVID-19, con posti a sedere distanziati e limitati e obbligo di indossare la mascherina.

Palazzolo Acreide, 19 agosto 2020

Testi e immagini (ove non indicato diversamente) dall'Associazione Meraki per la manifestazione Riflessi riti dal passato e immagini del presente Palazzolo Acreide

La Basilica San Paolo a Palazzolo Acreide, foto di Davide Mauro, CC BY-SA 4.0

Alessandro De Filippo, classe 1971, è docente di Tecnica della rappresentazione audiovisiva presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, e ha insegnato anche Storia e critica del cinema e Televisione e linguaggi multimediali presso lo stesso dipartimento. Collabora con l’Accademia di design e arti visive Abadir ed è docente di ruolo presso il CPIA Catania 1. Con la WebTV dell’ateneo catanese ha realizzato il MOOC (Massive Open Online Course) di Tecnica della rappresentazione audiovisiva, attualmente disponibile sul portale di Zammù Multimedia.

Ha alle sue spalle un dottorato di ricerca dal titolo “La Sicilia di Ugo Saitta. Il cinema documentario siciliano come fonte di analisi storica” e un assegno di ricerca dedicato allo “Studio sulla produzione documentaria in Sicilia dal secondo dopoguerra agli anni Settanta per la salvaguardia del patrimonio culturale”.

Ha in attivo diverse pubblicazioni, come “Idioteque. L’11 settembre nell’immaginario cinematografico Occidentale”, pubblicato da Bonanno Editore nel 2011, “Apocalypse When? Il minuto e fragile corpo dell’uomo. Tre casi studio sulle logiche dello Spettacolo”, pubblicato dalla Società di Storia Patria della Sicilia Orientale nel 2013, “Walkers and Biters. L’invasione del nemico disumano in The Walking Dead. Formule narrative e schemi interpretativi”, pubblicato da Euno Edizioni nel 2015 e “Per una speranza affamata. Il sogno industriale in Sicilia nei documentari dell’ENI”, pubblicato per Edizioni Kaplan nel 2016.

Francesco Di Martino è un fotografo freelance, nato a Noto (SR) nel 1982. Nel 2007 è stato l’ideatore e autore del progetto collettivo “Impressioni Siciliane (scomposte)”, mostra fotografica, di video-installazioni e poesie sulla Sicilia sud-orientale, per la quale ha realizzato un tour espositivo a carattere regionale, nazionale e internazionale che nel 2008 ha toccato le città di Roma, Bologna, Milano, Helsinki e Monaco di Baviera.

Nel febbraio 2008 ha intrapreso la lavorazione del suo primo lavoro personale, il film documentario “U Stisso Sangu – storie più a sud di Tunisi”, concepito per la produzione e distribuzione dal basso, ricoprendo il ruolo di autore, operatore e regista. Grazie a questo lavoro è stato ospite, nel 2009, al cineforum del GRIDAS di Scampia. L’incontro ha favorito la realizzazione del libro fotografico “Sulle tracce di Felice Pignataro”, tributo al muralista e fondatore del GRIDAS nel quartiere napoletano, prodotto attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com, con oltre 220 co-produttori.

Nel maggio 2011 ha pubblicato, insieme a Rosario Cauchi, Massimiliano Perna, Giorgio Ruta e Giuseppe Portuesi, il libro “I volti del primo Marzo”, edito da Marotta&Cafiero editori.

Nel 2015 gira il film “Gleno. Dove finisce la valle”, dedicato alla Val di Scalve, colpita nel 1923 dal terribile disastro della diga del Gleno. È un lavoro che prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che abitano quei luoghi.

Nel 2017 realizza “Scampia Felix”, film che offre uno spaccato delle varie anime che abitano il quartiere di Scampia, attraverso la preparazione del corteo di carnevale del quartiere napoletano. Si tratta di un momento collettivo di lotta corale, con l’apporto di peculiarità individuali e la dimostrazione della fervida vitalità di Scampia.

È tra i fondatori del collettivo FrameOff, con cui ha sviluppato diversi progetti filmici a partire dal 2011.

Ha attualmente, in fase di pubblicazione, altre due opere documentaristiche, “All’aria stu gioia – L’uomo vivo” e “Prima che arrivi l’estate”.

Filmografia:

    • U Stisso Sangu – Storie piu a Sud di Tunisi (Italia 2009)
    • Fuori da Mineo (Italia 2011)
    • Risvegli (Italia, 2011)
    • Il tardo Barocco - Appunti sul val di Noto, ep. I (Italia 2011)
    • Quando Cantano i Cani – Is cassadoris de Biddaramosa (Italia 2012)
    • Caminante (Italia 2013)
    • Vindìcari – Appunti sul val di Noto ep. II (Italia 2013)
    • Le printemps en exil (Italia/Tunisia/Francia 2013)
    • Gleno dove finisce la Valle (Italia 2015)
    • Piedi Nudi (cortometraggio, Italia 2017)
    • Aspettiamo (Italia 2017)
    • Scampia Felix (Italia 2017)

Tà gynaikèia - Cose di donne

Τά ϒυναικεία / Tà gynaikéia. Cose di donne

Τά ϒυναικεία / Tà gynaikéia. Cose di donne è un documentario che parla di donne, frammenti di un’unica storia, che porta con sé un’eredità comune, quella della Sicilia.

Ne parleremo a Piazza San Paolo di Palazzolo Acreide, sabato 22 agosto 2020, durante la manifestazione Riflessi: riti dal passato e immagini del presente, organizzata dall'associazione Meraki e Archeoclub d'Italia di Palazzolo Acreide.

Τά ϒυναικεία / Tà gynaikéia. Cose di donne

Nazione: Italia

Regia: Lorenzo Daniele

Soggetto: Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele

Durata: 53'

Anno: 2015

Produzione: Fine Art Produzioni srl

Sinossi: Una fotografa palermitana, una vitivinicoltrice del ragusano, una anziana donna dell’entroterra ennese, una scrittrice di romanzi dell’agrigentino, una giovane archeologa gelese, una famosa attrice catanese. Cosa lega queste figure tra loro? Il fatto di essere donne. E quello di essere siciliane. I loro racconti sono frammenti di un’unica storia, che porta con sé un’eredità comune, quella della Sicilia, terra ‘femmina’ per eccellenza. Lo testimonia la grande varietà di miti, leggende e culti legati alle donne, che nel tempo si sono avvicendati e in parte sovrapposti, divenendo elemento di coesione per tutte quelle popolazioni che hanno occupato e continuano ad occupare quest’isola.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

    • XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Rovereto
    • V Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, Licodia Eubea
    • X Agon Film Festival, Atene
    • In concorso ai Premi David di Donatello, sezione documentari, 2016
    • Festival internazionale del cinema di frontiera, Marzamemi ed. 2016
    • XIV Festival del Cinema Archeologico Valle dei Templi, Agrigento
    • Firenze Archeofilm, ed. 2018

Il film è stato distribuito in 8 cinema della regione Sicilia e sono state effettuate oltre 20 proiezioni pubbliche su tutto il territorio regionale e 5 proiezioni in Toscana, Lazio, Calabria e Puglia. Il film è stato inoltre distribuito attraverso il canale televisivo RTS Serbia.

Premi e riconoscimenti:

    • Premio “Archeoblogger” alla XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Rovereto
    • Premio “migliore sceneggiatura” al X Agon Film Festival, Atene

Il registaLorenzo Daniele ha frequentato la facoltà di Lettere Classiche presso l’Università degli studi di Catania, alimentando la sua passione per la storia antica e l'archeologia. Appassionato di fotografia dall'età di 15 anni, ha realizzato reportage di viaggio ambientati a Cipro, in Libia, nell'ex Jugoslavia, in Irlanda e nell'Europa centrale. Tra il 2004 e il 2006 ha partecipato a diversi stage all’interno di produzioni televisive RAI e Mediaset, specializzandosi nel settore della regia. È stato docente del Laboratorio di Cinema Archeologico presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università di Catania e dal 2011 è direttore artistico della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (CT).

Produzione:

www.fineartproduzioni.it

Scheda a cura di: Fabio Fancello


IX Edizione Licodia Eubea Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

I vincitori della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Si è conclusa la IX Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica

À la rencontre de Néandertal” miglior film per la giuria di qualità

I Leoni di Lissa” si aggiudica il premio del pubblico

All’archeologo di frontiera Massimo Vidale il premio “Antonino Di Vita”

IX Edizione Licodia Eubea Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Massimo Vidale

L’ultima serata della nona edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, realizzata con il sostegno di Sicilia Film Commission e la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea diretta da Giacomo Caruso, si è conclusa con la cerimonia di premiazione, nel corso della quale sono stati assegnati tre premi. “I leoni di Lissa” documentario prodotto da “Allegria Film” e diretto dal regista Nicolò Bongiorno, si è aggiudicato il premio “Archeoclub d’Italia”, assegnato dal pubblico votante. Il regista, secondogenito del noto conduttore televisivo Mike Bongiorno, ha ricevuto il premio dalla mani di Enzo Piazzese (Archeoclub d’Italia di Ragusa).

IX Edizione Licodia Eubea Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
da sx il regista Nicolò Bongiorno e Enzo Piazzese

Il premio “Archeovisiva”, assegnato da una giuria internazionale di qualità composta da Diego D’Innocenzo, Anthony Grieco, Lada Laura, Laura Maniscalco e Brian McConnell è stato assegnato alla produzione francese “À la rencontre de Néandertal”, di Rob Hope e Pascal Cuissot, prodotto dalla Fred Hilgemann Films, presentato in anteprima nazionale a Licodia Eubea. La giuria di qualità ha inoltre assegnato una menzione speciale al film “C’era una volta Iato”, prodotto dall’Istituto Comprensivo di San Giuseppe Jato.

Due dei cinque giurati del premio 'ArcheoVisiva', la dott. Laura Maniscalco e il prof. Brian McConnell

Infine, il premio “Antonio Di Vita”, attribuito dal comitato scientifico del festival, a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico, è stato attribuito all’archeologo Massimo Vidale, che ha svolto negli ultimi quaranta anni ricerche archeologiche ed etnoarcheologiche in Italia, Iran, Kuwait, Iraq, Pakistan, Turkmenistan, India, Nepal, Indonesia, Tunisia ed Eritrea.

IX Edizione Licodia Eubea Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea
Maria Antonietta Rizzo Di Vita consegna il premio a Massimo Vidale

La premiazione è stata preceduta dalla consueta Finestra sul documentario siciliano, che quest’anno è stata dedicata alla Sicilia di Vittorio De Seta, padre del documentarismo moderno, raccontata da Alessandro De Filippo, critico cinematografico e docente di Tecnica della rappresentazione audiovisiva presso il DISUM di Catania.

Alessandro De Filippo nel corso della 'Finestra sul documentario siciliano'

Nel corso dei quattro giorni di festival, addetti ai lavori, registi, produttori, archeologi e centinaia di visitatori, si sono ritrovati a Licodia Eubea, da nove anni punto di riferimento, a livello internazionale, per il cinema archeologico.  I direttori artistici del festival, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, soddisfatti dell’eccezionale riuscita di questa nona edizione e della grande affluenza di pubblico, complice il clima quasi estivo che ha caratterizzato i quattro giorni, hanno già fissato le date della decima edizione dell’evento, che sarà dal 16 al 19 ottobre 2020.

Licodia Eubea, 21/10/2019

Testo e foto dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica
di Licodia Eubea


Licodia Eubea: parte la “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica”

Giovedì 18 ottobre giornata d’apertura della “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

Grande attesa per uno dei festival internazionali di cinema archeologico più importanti in Italia. Quest’anno arriva alla sua ottava edizione e si preannuncia un successo

Anche quest’anno il comune ibleo di Licodia Eubea si apre al “cinema dell’Antico” e, dal 18 al 21 ottobre, ospiterà l’VIII edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica.

L’apertura del festival avverrà giovedì 18 ottobre, alle ore 17.00, all’interno della suggestiva chiesa sconsacrata di S. Benedetto e S. Chiara, presso piazza Stefania Noce, in pieno centro storico.

Un palinsesto ricchissimo di opere cinematografiche, ospiti di alto livello, laboratori ed attività collaterali, legati indissolubilmente dal trait d’union della memoria, il grande tema della manifestazione.

Ben 24 film in programma, di cui 20 in concorso, riempiranno i pomeriggi e le serate della manifestazione. Si tratta di lavori di recente produzione, di respiro internazionale: Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Spagna, Croazia, Turchia, Libia, Nuova Zelanda, Canada. È un pezzo di mondo, quello che viene raccontato attraverso i documentari: ciascuno racconta, con rigore scientifico e grande personalità, il modo in cui l’uomo decide di ricordare o dimenticare il suo passato e le rovine che lo rappresentano, ma anche gli uomini e le donne che hanno contribuito a rivelarlo, a volte celebrati come Sir Arthur Evans, scopritore del mitico palazzo di Minosse a Knosso, altre volte precipitati in un pesante oblio, come l’archeologa preistorica trentina Pia Laviosa Zambotti, morta suicida negli anni Sessanta.

In un Paese come l’Italia, in cui l’interesse verso la distribuzione di film legati al patrimonio archeologico e storico-artistico risulta decisamente carente, un festival come quello di Licodia Eubea costituisce un’occasione unica per il pubblico siciliano di scoprire e avvicinarsi ad un genere di grande impatto e in fase di forte sperimentazione, qui rappresentato da prime regionali, nazionali e internazionali.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival

Ciò che ci sta più a cuore – afferma Alessandra Cilio, archeologa e direttrice artistica del festival – è essere in grado di offrire ogni anno un evento culturale di spessore, in grado di avvicinare la società ai grandi temi della ricerca archeologica, sensibilizzandola alla comprensione e al rispetto del nostro patrimonio culturale.”

Perché ciò sia possibile – aggiunge Lorenzo Daniele, regista e co-direttore artistico della manifestazione – è necessario che la gente abbia la possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti della ricerca archeologica, i divulgatori, i registi e gli sceneggiatori che si spendono nel campo della comunicazione del mondo antico. È per questo che, a corredo delle proiezioni, inseriamo sempre gli incontri e le conversazioni con gli specialisti del settore”.

E quest’anno, i nomi degli ospiti sono di tutto rispetto. A conversare con il pubblico del festival, nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre, ci sarà l’archeologa Serena Raffiotta, con un intervento dal titolo: “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvare un’identità”.

Il pomeriggio di sabato 20 ottobre, invece, sarà dedicato a uno dei giornalisti più impegnati a livello internazionale nella lotta al saccheggio del patrimonio storico-artistico, Fabio Isman, che presenterà (per la prima volta in Sicilia) il recente volume “L’Italia dell’arte venduta. Collezioni disperse, capolavori fuggiti”.

Antonia Falcone

Ma le novità di questa nuova edizione del festival non finiscono qui. Oltre al consueto appuntamento dedicato alla didattica e ai cartoon per giovanissimi all’interno della sessione “Ragazzi e Archeologia” e alla “Finestra sul documentario siciliano”, la manifestazione si arricchisce di un workshop dedicato alla comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media di ultima generazione. Il workshop “Scava, scarriola, comunica! Quando l'archeologia (si) racconta”, tenuto dall’archeo-blogger Antonia Falcone e dal giornalista Graziano Tavan, in programma la mattina del 20 ottobre, punta ad essere una “palestra formativa” aperta a studenti universitari, giornalisti e operatori museali, per i quali la padronanza di strumenti e strategie comunicative nell’ambito dei beni culturali rappresenta oggi un requisito fondamentale. Il workshop è gratuito e aperto a tutti; registrarsi è possibile, attraverso la piattaforma Eventbrite.it.

Graziano Tavan

A far da cornice al festival, ben due mostre fotografiche: la prima, “Libia. Antiche Architetture Berbere” del fotografo e regista veneziano Lucio Rosa, dedicata ad un frammento d’Africa sempre più fragile e sgretolato; la seconda, “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, organizzata e allestita dall’infaticabile sezione locale dell’Archeoclub d’Italia.

E poi, a far da intermezzo tra il pomeriggio e la sera, gli aperitivi con visita guidata alle sale espositive del museo archeologico “Antonino Di Vita” e di quello etnografico “P. Angelo Matteo Coniglione”, a base di prodotti tipici della tradizione enogastronomica licodiana. E le escursioni alla scoperta del centro storico e dell’hinterland di Licodia Eubea, location di questo festival ma, al tempo stesso, scrigno ricco di autentici gioielli architettonici e storico-artistici.

A chiudere l’edizione 2018 della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica sarà la premiazione del film più votato dal pubblico (Premio “Archeoclub d’Italia”) e del film ritenuto migliore da una giuria internazionale di qualità (Premio “ArcheoVisiva”), assieme al Premio “Antonino Di Vita”, conferito a chi abbia speso la propria carriera nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale.

Ancora una volta, dunque, aggiungiamo tessere al mosaico, per incrementare la qualità dell’offerta culturale di questa manifestazione – conclude la Cilio –. Lo facciamo perché continuiamo a credere nel progetto, il cui obiettivo non è solo svelare la bellezza del cinema archeologico, ma anche di fare sistema, coinvolgendo autori, produttori, festival, pubblico e istituzioni. E, un anno dopo, siamo felici di constatare che a crederci siamo sempre di più.”

 


Al via l'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Giunge all’VIII edizione la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Il Festival cinematografico, interamente dedicato alle arti visive, si svolge ogni anno nel mese di ottobre in un piccolo borgo siculo nel cuore degli Iblei e le cui origini si perdono nei millenni. Forti sono le tracce sul territorio di epoca preistorica, greca e romana e numerosi sono i reperti individuati nel corso delle varie indagini archeologiche, oggi custoditi nel Museo Civico intitolato allo studioso e grande conoscitore del territorio Antonino Di Vita.

L’evento si propone di sensibilizzare il pubblico ai temi riguardanti la storia e l’archeologia, attraverso un linguaggio nuovo e accattivante e soprattutto attraverso una serie di iniziative che caratterizzano il leitmotiv della rassegna cinematografica. Fulcro centrale sarà la proiezione di documentari, docu-fiction e filmati d’animazione oltre che gli incontri con specialisti del settore (archeologi, ricercatori, registi e produttori cinematografici) che animeranno i vari appuntamenti. Tanti anche gli eventi collaterali che ruoteranno attorno alle giornate, tra cui mostre fotografiche, aperitivi museali e la consegna di due prestigiosi premi assegnati dal comitato scientifico al documentario che ha ricevuto maggiori preferenze dal pubblico, il “Premio Antonino Di Vita” e il “Premio Archeoclub d’Italia”.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival

L’edizione 2018, presentata pochi giorni fa al Monastero dei Benedettini di Catania dal direttore artistico Alessandra Cilio assieme al regista Lorenzo Daniele e al professore Massimo Frasca dell’Università di Catania, dopo uno sguardo alle edizione passate rilancia la rassegna con grandi novità, tra cui il gemellaggio con il Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Spalato che si terrà nella capitale croata dal 7 al 9 novembre e l’aggiunta della sezione serale “Cinema ed etnoantropologia”. Ma anche la conferma delle partnership già attivate nel corso delle precedenti edizioni, come le collaborazioni con il Firenze ArcheoFilm, la rivista Archeologia Viva, la cantina Baglio di Pianetto, il Travel Vlog Foot on the Way e la società Orpheo.

Fra gli eventi collaterali che arricchiranno il palinsesto della manifestazione: il seminario e workshop sulla comunicazione dell’Antico attraverso media tradizionali e di ultima generazione, condotto da Antonia Falcone e Graziano Tavan; le due mostre “Libia. Antiche Architetture Berbere” di Lucio Rosa e “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, a cura della sezione locale dell’Archeoclub d’Italia. Confermato anche per questa edizione il consueto “Aperitivo al Museo”, con visite guidate all’interno del Museo Civico Antonino Di Vita e del Museo Etnoantropologico, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Definita anche la giuria internazionale di qualità che assegnerà il premio “ArcheoVisiva” al miglior film in concorso: Luca Peyronel (docente di Archeologia presso la Statale di Milano), Jay Cavallaro (fotografo e documentarista statunitense, collaboratore di BBC e History Channel), Lada Laura (direttrice artistica del festival internazionale di cinema archeologico di Spalato), Giovanna Bongiorno (giornalista e documentarista) e Fabrizio Federici (storico dell’arte, collaboratore presso la Biblioteca Hertziana e giornalista per Artribune).

Con l’organizzazione dell’Associazione Culturale ArcheoVisiva, il patrocinio del Comune di Licodia Eubea e il sostegno di Sicilia Film Commission, dal 18 al 21 ottobre 2018 prenderà avvio l’VIII Rassegna Documentario e della Comunicazione Archeologica. Non ci resta che rimanere sintonizzati e a presto con foto e backstage dalle varie giornate. Che vinca il migliore!