1 dicembre all’Auditorium S. Margherita

IL CAPOSCUOLA DI UNA DELLE PIÙ ANTICHE FAMIGLIE DI ATTORI DEL TEATRO NŌ, HŌSHŌ KAZUFUSA, IN VISITA A CA’ FOSCARI

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Giunge ospite d’eccezione a Ca’ Foscari all’Auditorium S. Margherita giovedì 1 dicembre alle ore 15, il maestro HŌSHŌ Kazufusa, XX caposcuola della scuola di attori (shite) Hōshō del teatro nō.

Riconosciuto dall’Unesco nel 2001 come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il teatro Nō è forma d’arte di assoluto prestigio che affonda le proprie origini alle radici della cultura giapponese, e che ha levigato nel tempo e affinato arti sceniche di rarefatta e squisita essenzialità.

La storia della scuola Hōshō, una delle cinque scuole principali di attori shite depositarie della tradizione del teatro nō, rimonta al XIV secolo. La scuola risalirebbe infatti all’antica compagnia Tobiza che intrattenne legami con i più prestigiosi luoghi di culto di Nara, l’antica capitale, il santuario Kasuga e il tempio buddhista Kōfukuji. Il primo caposcuola con il nome Hōshō appare secondo alcuni con la nomina a capocompagnia del Tobiza del fratello maggiore di Kan’ami (1333-1384), il maestro che insieme al figlio Zeami (1363?-1443?) è alla base dell’arte teatrale che noi attualmente conosciamo.

La scuola Hōshō nel corso delle epoche raggiunge il massimo fulgore in particolare tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 sotto lo shōgun Tsunayoshi (1646-1709) e con altri shōgun, e con presenza rilevante in uno dei feudi più grandi e potenti, quello di Kaga governato dal casato dei Maeda. Nel tardo periodo Tokugawa, il XV caposcuola Hōshō Tomoyuki (1799-1863) ottiene anche l’onore e privilegio di portare in scena l’ultima grande serie di rappresentazioni aperte al grande pubblico (kanjin nō) del periodo. In epoca moderna, dopo una fase di declino conseguente alla caduta dello shogunato Tokugawa, la rinascita di quest’arte vede tra i protagonisti proprio Hōshō Kurō (1837-1917), XVI caposcuola, che svetta tra i più grandi attori dell’epoca Meiji (1868-1911) e seguenti. Proprio per sua scelta il repertorio della scuola viene ridotto agli attuali 180 drammi, ma la scuola, tra le cui fila risultano registrati circa 180 attori (shite), si segnala nei secoli per la pregevolezza e raffinatezza del canto e la solidità della padronanza scenica.

Il maestro HŌSHŌ Kazufusa, giovane ma illustre interprete a guida della scuola omonima, oltre a eseguire il repertorio di quest’arte in Giappone, è attivo protagonista di rappresentazioni del nō all’estero e anche di sperimentazioni e collaborazioni con altre arti.

In Italia è stato tra gli artisti chiamati a esibirsi nel Japan day presso il Padiglione Giappone all’EXPO di Milano nel luglio 2015 e di recente nel luglio 2016 alla Triennale di Milano nella danza “Midare” del dramma Shōjō, spettacolo meraviglioso di grande valore augurale eseguito in forma speciale dal giovane attore che ha affascinato tutti gli spettatori italiani venuti a Milano per ammirare l’artista e la raffinatezza dell’antico teatro tradizionale giapponese.

In Giappone è stato anche tra gli interpreti della produzione italo-giapponese di Japan Orfeo, l’Orfeo (1607) di Monteverdi eseguito in prima mondiale a Kamakura, al santuario di Tsurugaoka, e a Tokyo e in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dei rapporti Giappone-Italia che cadono proprio quest’anno. Questo spettacolo, con regia di Stefano Vizioli, direzione musicale di A. Carpené e costumi di Missoni, ha suggellato l’incontro tra due immense tradizioni teatrali, il teatro musicale italiano con la magia del genio di Monteverdi, e i meravigliosi artifici espressivi delle arti performative giapponese quali nō e danza tradizionale giapponese, con la loro straordinaria efficacia estetica.

Il maestro terrà una conferenza-dimostrazione sull’arte del nō all’Auditorium S. Margherita giovedì 1 dicembre alle ore 15. Per i numerosissimi studenti di lingua giapponese, per gli appassionati di teatro, specialisti e non, per gli amanti dello spettacolo, l’incontro con il maestro rappresenta un’occasione imperdibile per entrare in contatto con quest’arte teatrale tramite l’esperienza diretta e vissuta di chi pratica direttamente ogni giorno l’esercizio in canto, danza, musica, che ne costituiscono le discipline portanti, di chi vive ogni giorno il confronto con i pubblici più vari sui palcoscenici del Giappone e del mondo.

Con l’occasione viene presentato il volume dedicato proprio all’arte del teatro più illustre della tradizione del Sol Levante: Scenari del teatro giapponese, Caleidoscopio del nō, Venezia, Cafoscarina, 2016 di Bonaventura Ruperti.

 

Testo e immagine dall’Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia: