OpenHeArt

Napoli: iniziano le attività di OpenHeArt, incontrando le nuove generazioni

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, iniziano le attività di OpenHeArt

44 giovani partecipano al progetto di sperimentazione creativa

Fotografia, grafica, video ed allestimenti per realizzare una mostra a Villa Pignatelli

OpenHeArt

Napoli, 14 febbraio. Il MANN incontra le nuove generazioni: al via al Museo Archeologico di Napoli OpenHeArt, un originale progetto di sperimentazione creativa intorno alla fotografia, alla grafica e alla produzione video.

Il progetto, che coinvolge 44 giovani napoletani inoccupati tra i 18 e i 29 anni, è stato realizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli in collaborazione con il Museo Pignatelli, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, l’associazione AZTeCA, l’associazione Pianoterra, l’associazione OcchiAperti, Incontri Internazionali d’arte ed il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, vincitore del bando  Prendi Parte! Agire e pensare creativo ideato dalla Direzione Generale Arte Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l'inclusione culturale dei ragazzi nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il percorso intrapreso, articolato in quattro laboratori gratuiti della durata di otto mesi, culminerà il prossimo autunno in una mostra a Villa Pignatelli (Casa della Fotografia) e si avvarrà, tra gli esperti coinvolti per le attività didattiche, del fotografo Antonio Biasiucci, artista che già dal 2012 porta avanti un percorso sperimentale dedicato ai giovani.

Saranno quattro i laboratori previsti: Photo Lab - Laboratorio fotografico a cura di Antonio Biasiucci per la realizzazione delle opere da esporre; Graphic Design Lab - Laboratorio di grafica, condotto da Alessandro Leone per la progettazione ed esecuzione del materiale di comunicazione; Videomaking Lab - Laboratorio di produzione video, guidato da Ra­ffaele Iardino per la documentazione audiovisiva del percorso creativo; Exhibition Lab - Laboratorio di allestimento, con un percorso portato innanzi da Denise Maria Pagano per la progettazione e l’allestimento della mostra conclusiva.

I laboratori si svolgeranno presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Piazza Museo 19, Napoli), il  Museo Pignatelli (Villa Pignatelli, via Riviera di Chiaia 200, Napoli) e lo  Studio fotografico Biasiucci (via Tribunali 186, Napoli).

Mercoledì 13 febbraio, nella sala conferenze del MANN, si è tenuto, alla presenza del direttore del Museo Paolo Giulierini, il primo incontro di orientamento con la partecipazione di tutti i ragazzi selezionati. Gli allievi sono stati accolti dal responsabile del progetto Andrea Milanese (MANN), dagli esperti e dai tutor dei quattro laboratori.  I ragazzi coinvolti sono residenti nei quartieri napoletani Stella, San Carlo all’Arena e in zone limitrofe della III Municipalità.

Il MANN fa rete con il territorio e con le istituzioni culturali partenopee perché veicolare messaggi culturali significa formare cittadini consapevoli: per questo, i giovani sono i principali destinatari dei tanti percorsi formativi messi in atto dal Museo”, ha commentato, durante l’incontro, il Direttore Paolo Giulierini.

Testo e immagine da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN


Tra presente e futuro, tutte le novità dal Museo Archeologico di Napoli

Il Museo Archeologico di Napoli punta sempre più in alto. Un museo che cresce, sperimenta e propone un’offerta sempre più vasta per cultori, amatori e per un territorio che varca ormai i confini di Napoli stessa. Le premesse sono state definite nel piano strategico triennale del museo e sono state confermate anche dall’incremento di visitatori che nel 2018 e al 31 dicembre hanno visto un più 15,8% rispetto alle 529.799 presenze del 2017. Grande successo anche per l’abbonamento “OpenMann”, lanciato l’1 dicembre 2018 e che ha visto un grande apprezzamento da parte del pubblico di visitatori, fedeli frequentatori delle collezioni permanenti e curiosi dell’offerta ampia che periodicamente il team di Paolo Giulierini propone. E anche il suo direttore può fregiarsi di un prestigioso riconoscimento. È stato infatti nominato dalla testata Artribune come miglior Direttore di Museo 2018, confermando il riconoscimento 2017 del MANN come miglior museo italiano.

Museo Archeologico di Napoli Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini

Il 2019 sarà un anno ricco e intenso, l’anno delle grandi mostre, a partire dai preziosi prestiti del Canova e fino ad esplorare le meraviglie archeologiche del mare con Thalassa, ma anche con le riaperture di storiche sezioni come quella della Magna Grecia e di Preistoria. Inoltre, subiranno un restyling le sezioni pompeiane e ci sarà l’aggiunta di una straordinaria sezione tecnologica lì dove un grande come Maiuri l’aveva pensata, e in più anche un intervento di rifacimento e allestimento del terzo giardino, quello della Vannella. Last but not least, l’immensa opera di riordino e razionalizzazione dell’enorme tesoro di reperti custodito nei depositi del museo, operazione già avviata nel 2018 i cui risultati saranno presentati a breve.

Per i “MANNisti”, la collezione della Magna Grecia costituisce uno dei nuclei storici del Museo e il cui ultimo allestimento risale al 1996. La direzione del MANN ha così deciso di puntare ad un’efficacia comunicativa più moderna, assicurando un piano di comunicazione chiaro nel rispetto filologico dei preziosi reperti in mostra, spiegando nella varietà dei contenuti, la complessità e le relazioni tra popoli e comunità dell’Italia meridionale prima del processo di romanizzazione. Tra i maggiori nuclei esposti non si può non ricordare il materiale votivo proveniente da Locri e in particolare quello del santuario in contrada Parapezza. Da Locri, inoltre, provengono numerosi bronzi di eccezionale qualità artistica, i più antichi rappresentati da un elmo calcidese con paragnatidi a forma di testa di ariete con occhi in avorio e databile agli ultimi decenni del VI secolo a.C. Presente anche un’hydria lavorata a sbalzo e a cesello decorata con testa di Gorgone degli inizi del V sec. a.C. e un cinturone con ganci a freccia della seconda metà del IV secolo a.C. Nell’antica sede espositiva, cioè nelle sale prospicienti al Salone della Meridiana, i visitatori potranno fare un viaggio nel tempo e conoscere attraverso sezioni tematiche l’architettura, la religione, le pratiche da banchetto dei popoli che abitavano la Magna Grecia. Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, reperti che nel XIX secolo appartenevano a collezionisti privati o sottratti durante gli scavi condotti nel Regno di Napoli.

Reperti mostrati in anteprima stampa della sezione Magna Grecia. Foto: Susy Martire

Ma successivamente, a distanza di un mese e precisamente a giugno 2019 anche la sezione Preistoria rivedrà la luce, accogliendo gli antichi reperti provenienti da vari centri campani e con lo scopo di ricostruire le complesse vicende di popolamento della regione in tempi remoti. La creazione di un percorso con segnali e pannelli user friendly e con la definizione di un sistema di visita ascendente e a ritroso (si salirà di livello percorrendo l’età del ferro fino al più tardo periodo paleolitico), si cercherà di rendere il percorso museale sempre più avvincente e suggestivo.

Grande importanza anche all’architettura con la nuova sistemazione del Giardino della Vanella rimasto chiuso per anni a cui seguirà, dopo breve, il completamento del Braccio Nuovo. Sarà così ampliata l’offerta di spazi verdi del Museo, iniziata già nel 2016 con il recupero dei due giardini storici adiacenti l’atrio: il Giardino delle Camelie e quello delle Fontane. Il progetto di recupero, che prevede un restauro delle parti ancora esistenti del precedente giardino (l’ipogeo di Caivano, la fontana, il colonnato, i muretti in mattoni) ed un ripensamento in chiave moderna degli spazi ormai liberati dai detriti con abbattimento delle barriere architettoniche, cerca di creare un legame ancora più solido tra la città ed il Museo, inserendo anche elementi in grado di valorizzare il rapporto tra passato e presente attraverso l’utilizzo di elementi architettonici e naturali. L’attività di completamento del Braccio nuovo, vedrà, dopo la collocazione di alcuni uffici (restauro e didattica), l’apertura della caffetteria, che sarà spazio per rilassarsi e gustare prodotti tipici della tradizione partenopea. Entro l’autunno di quest’anno termineranno i lavori nel cosiddetto “Braccio Nuovo”: non soltanto verrà allestita, in collaborazione con il Museo “Galileo Galilei”, una nuova sezione tecnologica dedicata all’antica Pompei, ma verrà inaugurato l’auditorium, spazio dedicato agli eventi ed alla didattica.

Crediti: https://www.facebook.com/mymanntv/photos/a.965232180193256/1990100237706440/?type=3&theater

L’immagine del Museo Archeologico di Napoli sarà diversa a partire dal 2020, operazione a lungo termine fortemente voluta da Giulierini che vuole restituire alla città tutta ma anche ai numerosi turisti un museo all’avanguardia e sempre più coeso con il territorio. Massima fruibilità degli spazi espositivi (le sale con colonne dell’ala occidentale sono chiuse da 50 anni e ospiteranno la statuaria campana) ed eventi in grande che potranno essere organizzati in un auditorium che potrà ospitare 300 persone attrezzato delle più moderne tecnologie.

Un "MANN at work" cresce sempre di più divenendo brand di se stesso e guardando a realtà fuori dai confini nazionali. La Cina in particolare è risultato un ottimo interlocutore sia per mostre nel territorio orientale sia per eventi e mostre raccontate nel territorio partenopeo che ospita importanti realtà cinesi. E l’organizzazione di mostre, spesso realizzate con reperti provenienti dai ricchissimi depositi, senza così depauperare le collezioni in esposizione visitate ogni giorno dai turisti, permette ancora di più la crescita e la promozione del Museo inteso appunto come brand che si differenzia per qualità sempre più alta.

Il MANN nel mondo è sempre più autentico ambasciatore della cultura italiana. Solo le nostre mostre in tournée in Cina contano ad oggi oltre due milioni e mezzo di visitatori. Grazie un innovativo protocollo per i prestiti internazionali ideato con l'Università Federico II le nostre opere oggi viaggiano nel mondo con supporti multimediali, audiovisivi e un vero e proprio 'corredo' di comunicazione che racconta Napoli, la Campania, 'Italia: sono praticamente 'a lavoro per noi', oltre a generare introiti per circa 750mila euro in media ogni anno. Abbiamo appena chiuso un anno entusiasmante festeggiando un nuovo record, con oltre 613mila visitatori. Quasi quattromila persone nel corso delle ultime festività hanno acquistato l'abbonamento annuale: ora vogliamo che Open Mann diventi anche Open City e faccia rete sul territorio, cosi come Extramann del progetto Obvia fa rete tra i siti culturali cittadini. Un grande lavoro e tante esaltanti sfide ci aspettano'', conclude Giulierini.

Crediti: https://www.facebook.com/mymanntv/photos/a.965232180193256/1990099994373131/?type=3&theater

Ma vediamo nel dettaglio il ricco programma di mostre per l’anno 2019

Nel vulcano. Cai Guo-Qiang a Napoli e Pompei (dal 22 febbraio 2019)

Dopo il successo dell’esposizione “Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina (in programma al Museo sino all’11 marzo), il MANN continuerà il proprio percorso di indagine sulla cultura orientale, affidandosi, stavolta, alle suggestioni delle opere di Cai Guo Qiang, uno degli artisti cinesi contemporanei più noti nell’entourage internazionale, insignito del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999: sky ladder conosciuto per le sue emozionanti performance con il fuoco, Guo Qiang esporrà al Museo una selezione di lavori frutto della sua “officina dell’esplosione”. Le opere, create dopo un evento con fuochi d’artificio, immaginato per l’Anfiteatro di Pompei, saranno in mostra al MANN ed entreranno in dialogo con le collezioni permanenti del Museo: Cai Guo Qiang stabilirà, infatti, un gioco di assonanze e dissonanze tematiche con sculture, mosaici ed affreschi antichi, coinvolgendo il visitatore in un affascinante e labirintico viaggio di scoperta tra passato e presente.

Canova e l’antico (dal 28 marzo 2019)

Tra le collaborazioni avviate nel 2017 con il Museo Statale Ermitage, vi è anche la realizzazione di una mostra inedita dedicata a Canova, con prestiti eccezionali dal Museo di San Pietroburgo, che conserva il maggior numero dei capolavori in marmo del Maestro.

Un evento di caratura internazionale, che metterà in relazione, per la prima volta, l’arte sublime di Antonio Canova con l’arte antica e con i modelli che lo seppero ispirare, nelle loro massime espressioni: una novità scientifica, occasione per fare ricerca, collaborando, allo stesso tempo, con importanti musei prestatori; un'opportunità unica per ammirare insieme capolavori dell’arte plastica di tutti i tempi. Il percorso espositivo - curato da uno dei maggiori esperti in materia, Giuseppe Pavanello, affiancato da autorevoli studiosi e dalla direzione dei due musei promotori – prevedrà la presentazione di marmi e gessi di Canova, di nuclei importanti di bozzetti, disegni, monocromi e tempere del grande Artista, provenienti da musei internazionali, posti accanto a capolavori delle raccolte del MANN. Nell’ambito della sinergia con l’Ermitage, dal 5 aprile 2019, sarà realizzata a San Pietroburgo l’esposizione “Pompei. Uomini, dei ed eroi”, in cui saranno presentati importanti reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei.

 Pompei e gli Etruschi (dal 30 maggio 2019)

Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed il Parco Archeologico di Pompei, prevede la realizzazione di due grandi momenti espositivi, nella Palestra Grande dell’antica città vesuviana distrutta nel 79 d.C. ed al MANN.

Seguendo le tappe dedicate a “Pompei e l’Europa”, “Pompei e gli Egizi” e “Pompei e i Greci”, il suggestivo passaggio dedicato all’Etruria campana riscoprirà non soltanto le opere possedute dai musei a Napoli, Pontecagnano, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, ma anche i reperti che oggi sono al British Museum, al Petit Palais, a Berlino ed a Monaco. Frutto di un’intensa attività di ricerca, la mostra ricostruirà contesti che contribuiscono a definire la presenza etrusca in Campania tra l’VIII ed il V secolo a.C., individuando le diverse acquisizioni che hanno introdotto nelle collezioni del Museo materiali chiaramente afferenti al mondo Etrusco (tra questi, bronzi, terrecotte architettoniche, epigrafi, ceramica, armi, oggetti d’uso e d’ornamento).

Gli Assiri all’ombra del Vesuvio (dal 6 giugno 2019)

Nel patrimonio del Museo, sono presenti tredici calchi in gesso di rilievi neoassiri da Ninive e Nimrud, i cui originali appartengono alle collezioni del British Museum di Londra e sono esposti nel cosiddetto Assyrian Basement. La mostra “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” avrà non soltanto la finalità di raccontare le caratteristiche di una grande civiltà del passato, creando un percorso divulgativo accessibile anche grazie alle nuove tecnologie della comunicazione, ma anche di porre in evidenza la straordinaria dimensione

del laboratorio culturale partenopeo a fine Ottocento. I calchi del MANN, infatti, sono giunti a Napoli, tra l’altro, grazie anche ai rapporti intensi fra Giuseppe Fiorelli (1823-1896) e Henry Austin Layard (1817-1894), che volle omaggiare l’archeologo napoletano con un

frammento di rilievo assiro proveniente dalla sua collezione privata. Eccezionale la presenza, nel percorso espositivo, di ventotto reperti provenienti dal British Museum di Londra e di undici pezzi dell’Ashmolean Museum.

 Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia (dal 25 settembre 2019)

Il mare nostrum in esposizione, tramite reperti di archeologia subacquea, provenienti da importanti istituzioni museali internazionali (Londra, Boston, Parigi, San Pietroburgo, Atene, Bodrum): grazie alla mostra “Thalassa”, il MANN si configurerà, sempre più, come centro di cultura euromediterranea, capace di tracciare, in un iter dotto e divulgativo al tempo stesso, i percorsi che hanno fatto grande la nostra storia. Tra Vecchio Continente e nuovi mondi, il mare dell’antichità sarà presentato come luogo reale di integrazione, in cui il melting-pot culturale ha garantito la dimensione sempreverde di un patrimonio da valorizzare: diverse le sezioni in cui sarà articolata la mostra, per collegare il mare al mito ed al sacro, all’esplorazione ed alla navigazione, al commercio, alla guerra, all’otium, alle risorse marine ed alla vita di bordo. Il percorso espositivo nasce dalla collaborazione scientifica con l’Assessorato alla Cultura ed all’Identità Siciliana della Regione Sicilia e con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

Spazio anche per pensare al 2020 con la creazione di un nuovo quartiere della cultura per il centro storico di Napoli e altre grandi mostre in programma. Prevista, infatti, la valorizzazione delle strade e dei giardini limitrofi al Museo e rientranti nel perimetro compreso tra il MANN, l’Accademia di Belle Arti e l’Istituto Colosimo: la fruizione dell’arte, così, non viene iscritta nella pertinenza di un solo istituto, ma rientra in un percorso più complesso all’interno di un vero e proprio quartiere cittadino dedicato alla cultura, grazie ad uno studio realizzato dall’Università di Roma Tre e dal Dipartimento di Architettura dell’Università “Federico II”.

Le grandi mostre del 2020

Lascaux 4.0

Per celebrare il riallestimento e la riapertura della sezione preistorica del MANN, l’atrio del Museo ospiterà, da febbraio ad aprile 2020, l’esposizione internazionale sulle famose Grotte di Lascaux. Si tratta di una riproduzione fedele delle grotte francesi rinvenute nei primi anni del ‘900 e rese celebri dalla bellezza delle pitture rupestri, risalenti al Paleolitico superiore, che ne adornano le pareti. L’allestimento prevede, oltre alla riproduzione di una parte delle Grotte di Lascaux, diverse sezioni dedicate alla didattica, all’esplorazione sensoriale, alla documentazione storica, con un’attenzione particolare agli effetti di realtà aumentata, in grado di ricreare la magia e le suggestioni di uno straordinario monumento storico e naturalistico.

I Gladiatori

Dopo la programmazione a Basilea, tra settembre 2019 e marzo 2020, nel maggio del prossimo anno sarà in calendario al Museo Archeologico Nazionale di Napoli un percorso espositivo sui Gladiatori: la mostra

permetterà non soltanto di presentare al pubblico la collezione delle armi gladiatorie del MANN, ma anche di preannunciare una sua ricollocazione permanente negli spazi museali. Accanto alla ricerca scientifica, grande risalto sarà attribuito alle nuove tecnologie della comunicazione applicate alla materia archeologica.

I Bizantini

Da dicembre 2020, proseguirà al MANN la retrospettiva dedicata alle popolazioni che hanno connotato storia e tradizioni del territorio italico: dopo Longobardi ed Etruschi, sarà la volta dei Bizantini, cui verrà dedicata una mostra destinata a riscoprirne l’influsso nel Sud del nostro paese. Analogamente a quanto accaduto nelle precedenti esperienze espositive, anche per i Bizantini il taglio scientifico sarà legato alla matrice didattica e divulgativa, finalizzata ad avvicinare diversi tipi di pubblico alla riscoperta di pagine importanti della nostra storia.

Un grande riconoscimento va al MANN anche per l’impegno nel sociale. Per questo 2019 il Museo aiuterà i numerosi clochard che dormono sotto i portici degli edifici circostanti, aumentando il numero di forniture di biancheria intima per un intero semestre. Un impegno, ma anche un guardare fuori, oltre le mura della casa delle Muse, calando l’istituzione nella triste realtà che purtroppo affligge i più bisognosi. Inoltre, il Consorzio di Coop Social Gesco ha avviato un servizio di accoglienza diurna attraverso la possibilità di docce e orientamento socio - sanitario ricolto alla popolazione che sta sempre più a margine della realtà urbana.

Un museo della città e per la città, con un occhio verso orizzonti culturali importanti e verso il tessuto cittadino più bisognoso, senza dimenticare mai, e in questo Giulierini ha sempre mostrato grande apertura e disponibilità, che un grande Museo deve essere sempre più proiettato verso l'esterno, scendendo per le strade e portando dentro quanti ancora non conoscono il Museo di Napoli, un contenitore fortemente radicato nel suo territorio e per la sua città.


Paolo Giulierini è il miglior direttore di museo del 2018 per Artribune

Anche quest’anno Artribune stila la sua lista di “Best of”, e mentre il 2017 vedeva il Museo Archeologico Nazionale di Napoli come miglior museo, il 2018 vede il suo direttore, Paolo Giulierini, come miglior direttore dell’anno appena concluso.

Facciamo un passo indietro: cos’è Artribune? Artribune è una piattaforma - nata nel 2011 - di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea. Conta 250 collaboratori in tutto il mondo, è un web magazine ma anche free press, grazie a una rivista cartacea gratuita stampata in 55 mila copie che vengono distribuite in tutta Italia; è anche presente sui social network, come app per smartphone ed è anche web-tv. Diretta da Massimiliano Tonelli e presieduta da Paolo Cuccia (anche presidente del Gambero Rosso), ad oggi è la più ampia redazione culturale del Paese.

La nomina, quindi, assegnata da Artribune non è certo paragonabile ad un Oscar ma ha sicuramente un valore non da poco per chi riceve il titolo di “Best of the year” nella sua categoria.

Leggiamo la motivazione di questa nomina per Paolo Giulierini, cortonese di nascita, residente a Firenze e adottato da napoletani (e non) da ormai tre anni, da quando cioè dirige uno dei musei più importanti al mondo, unico nel suo genere se si pensa che è legato indissolubilmente alle scoperte di Pompei e di Ercolano. Il riconoscimento di miglior direttore di Museo va a Paolo Giulierini “Perché riattivare in chiave contemporanea l’antico è una sfida difficile ed importante, e il direttore sta portando avanti con grande audacia un programma di modernizzazione, esemplare per istituzioni analoghe. Inoltre Giulierini sta rendendo sempre più innovativa e fruibile la magnifica collezione del museo che dirige.” La motivazione poi rimanda ad un altro “best of” della classifica, quello di miglior progetto digitale per i beni culturali, riconosciuto al videogame “Past for Future”, rilasciato da pochi giorni dal team di Fabio Viola per il Museo nazionale di Taranto. Si premia fondamentalmente il lavoro di “Tuomuseo”, che aveva lanciato come primo videogame per musei “Father and Son”, realizzato per il MANN.

Emozionato, Paolo Giulierini commenta: “Sono orgoglioso del lavoro svolto, portato innanzi con entusiasmo e dedizione: è un lavoro che premia tutto lo staff del Museo, indispensabile punto di riferimento per questa straordinaria esperienza di gestione del mio, del nostro amatissimo MANN”.Paolo Giulierini miglior direttore di museo 2018 Artribune


Il MANN protagonista del Forum Internazionale della Cultura a San Pietroburgo

Il MANN protagonista del Forum Internazionale della Cultura a San Pietroburgo. 
Con 4 capolavori all’Ermitage anteprima della grande mostra della primavera 2019 
Il Direttore Paolo Giulierini alla tavola rotonda “Italian cultural revolution” 
sulla riforma e sulle novità di gestione dei musei italiani.
 
Per l' omaggio dell'Italia al Forum, arrivano da Napoli il marmo della statua della “Pax augustea” gli affreschi con “Achille e Sciro” e “Eracle e Onfale” e un busto bronzeo dell’Imperatore Tiberio.
Sempre più stretto il dialogo con l'Ermitage, aspettando la grande mostra su Canova
 
San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage, 15 e 16 Novembre 2018
Forum Internazionale della Cultura San Pietroburgo MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Prosegue intenso il dialogo tra il MANN e il grande Museo Statale Ermitage
Se infatti l’Italia è il Paese ospite della VII edizione del Forum Internazionale della Cultura che si svolge a San Pietroburgo dal 15 al 17 novembre - a dimostrazione delle relazioni proficue e delle sinergie da anni sviluppate in questo ambito tra di due Paesi - il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è tra i protagonisti di queste intense giornate, che vedranno centinaia di personalità da tutto il mondo riunite nella città di Pietro il Grande.
 Busto di Tiberio
Paolo Giulierini, Direttore del MANN – Museo che come sappiamo ha siglato un importante accordo quadriennale di collaborazione con il Museo russo, in relazione ad Ermitage Italia, insieme alla Soprintendenza di Pompei - sarà infatti ospite dell’organizzazione del FORUM per alcuni degli eventi in programma all’Ermitage, legati al nostro Paese, e per inaugurare, in questa occasione così importante, un’anteprima, un assaggio, di quella che sarà la grande mostra su Pompei che aprirà al Museo Statale Ermitage la prossima primavera.
Una vetrina straordinaria per lanciare un evento che porterà nelle spettacolari sale del museo di Caterina II la storia e la vita dell’antica città romana sepolta dalle ceneri del Vesuvio di cui il MANN
conserva testimonianze straordinarie; una nuova opportunità di promozione del Museo nel mondo e un riconoscimento internazionale del valore delle sue collezioni.
Eracle e Onfale
Il primo appuntamento che ha visto coinvolto Paolo Giulierini è stato oggi alla Tavola Rotonda promossa dal Museo Ermitage, tra i dibattiti dedicati a diverse emergenze nell’ambito museale, in un confronto internazionale: “Italian cultural revolution”.
Tre anni fa infatti il sistema museale statale italiano è stato interessato da una profonda riforma che ha comportato nuove autonomie gestionali e finanziarie per alcuni grandi musei con nuove procedure di selezione e la nomina di nuovi direttori, anche provenienti dall’estero; nonché una diversa distribuzione delle funzioni rispetto ai beni culturali territoriali. Una riforma incisiva, di cui si possono ora discutere i risultati positivi, i problemi irrisolti e per i quali si stanno avviando nuovi interventi, le ricadute sul piano nazionale e internazionale.
Achille a Sciro
Proprio questa riforma ha portato Paolo Giulierini alla direzione del MANN e ha permesso il rilancio del Museo napoletano.
Alla Tavola rotonda hanno preso parte accanto al professor Michail Piotrovsky, Direttore dell’Ermitage: come moderatore Maurizio Cecconi (Segretario Generale di “Ermitage Italia” e AD di Villaggio Globale International), Antonio Lampis (Direttore Generale dei Musei del Ministero per i Beni e le Attività Cultuarli italiano), James Bradburne (Direttore Generale della Pinacoteca di Brera a Milano), Simone Verde (Direttore del Complesso Monumentale Della Pilotta di Parma, Paolo Giulierini (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) e Daniela Tisi (Consigliere del Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali, per i progetti inerenti la gestione complessa del patrimonio culturale attraverso reti e sistemi museali territoriali).
Altro appuntamento che vedrà il MANN coinvolto, sarà sempre oggi alle ore 19.30, la presentazione del volume “Antonio Canova, Il segno della bellezza” di Giuseppe Pavanello, tra i più noti e importanti studiosi del grande scultore e curatore dell‘attesissima mostra che si terrà a fine marzo 2019 al MANN, co-promossa proprio con il Museo Statale Ermitage.
Quest‘ultimo contribuirà con prestiti eccezionali a rendere assolutamente unico questo evento, già entusiasmante per l‘insieme delle opere che concesse dall’Italia e dall’estero
 e per l‘unicità di un percorso che consente di mettere in dialogo per la prima volta le creazioni del sommo Maestro con le opere antiche per lui fonte di ispirazione e di tensione alla perfezione e alla bellezza.
Il libro della serie UTET Grandi Opere è un preziosissimo volume da collezione, in tiratura limitata e numerata, di cui è stata realizzata anche una versione TOP in 99 esemplari che riproduce in copertina un bassorilievo
 in marmo di cm 27 x 41 raffigurante Le tre danzatrici realizzato dal Maestro Luciano Massari da un originale di Antonio Canova in gesso conservato presso la Gipsoteca di Possagno.
Quindi domani 16 novembre alle ore 15.00, ancora una volta nella splendida sala del Patio Romano, Paolo Giulierini insieme a Massimo Osanna Soprintendente di Pompei, parteciperà all’inaugurazione di questa “anteprima” pompeianaomaggio dell’Italia al Forum realizzato con il sostegno dell‘Ambasciata italiana in Russia e dell‘Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo
e sorta di "teaser“ dell‘evento primaverile, con 4 opere prestate dal MANN e 4 opere che giungno dal Parco Archeologico di Pompei, rappresentative dei tanti capolavori che il pubblico dell’Ermitage potrà ammirare prossimamente.
Dal MANN sono giunti nell’occasione a San Pietroburgo il bellissimo marmo della statua della “Pax augustea” di oltre due metri, gli affreschi monumentali con “Achille a Sciro” e “Eracle e Onfale” e un busto bronzeo dell’Imperatore Tiberio.
“Il MANN- ha commentato Paolo Giulierini - con la partecipazione al FORUM e l’anteprima e’l’annuncio delle mostre di Pompei e Canova, in questo contesto internazionale - consolida il proprio primato di Museo che ha un rapporto privilegiato con l’Ermitage, il più grande museo al mondo.
Ricerca, esposizioni e confronto sono le nostre parole d’ordine”.
Testo e immagini da Ufficio Stampa Villaggio Globale International

 


antico a Napoli nel secolo dei lumi

Incontro Internazionale di Studio: "La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi"

Incontro Internazionale di Studio

La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi

14/16 novembre

Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti/MANN/ Parco Archeologico di Ercolano

antico a Napoli nel secolo dei lumi12 novembre. Istituzioni in rete per un importante incontro internazionale: il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Federico II” di Napoli, il MANN, il Parco Archeologico di Ercolano promuoveranno, dal 14 al 16 novembre, tre giornate di approfondimento dedicate a “La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi”.

Il nostro territorio, infatti, è stato felice contesto espressivo di un profondo fermento intellettuale che ha animato, nel corso del Settecento, l’indagine filosofica, storico-letteraria, naturalistica, giuridica: una sensibilità particolare si è riflessa, ancora, negli studi sull’antico, inteso come base per riscoprire le radici culturali europee e fondare un nuovo approccio al tema della conservazione delle opere d’arte e del collezionismo.

In un arco temporale compreso tra il 1709 (inizio del viceregno austriaco) ed il 1799 (repressione della Repubblica partenopea), sono molteplici le esperienze culturali che hanno connesso lo studio del passato alla nuova visione dell’intellettuale propria del secolo dei Lumi, trovando, in alcuni casi, una felice interlocuzione con sovrani quali Carlo e Ferdinando IV di Borbone.

L’incontro internazionale “La cultura dell’antico a Napoli nel secolo dei Lumi” rappresenterà, dunque, la dimensione poliedrica di un’indagine scientifica che, ancora oggi, conserva la propria attualità: il convegno sarà inaugurato mercoledì 14 novembre (ore 10), presso la Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti (via Mezzocannone 8), alla presenza del Rettore e del Prorettore dell’Ateneo federiciano, rispettivamente Gaetano Manfredi ed Arturo De Vivo, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Edoardo Massimilla, del Presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti Giovanni Polara e del prof. Francesco Aceto (Dottorato in Scienze Storiche, Archeologiche e Storico-artistiche); nel pomeriggio, dalle 14.30, i lavori saranno programmati nella Sala conferenze del MANN.

Giovedì 15 novembre, a partire dalle 9.30, nuovo momento di confronto alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, mentre il giorno successivo, conclusione dell’incontro nello splendido scenario  del Parco Archeologico di Ercolano, con visita all’antico teatro.

“I musei devono essere concepiti, sempre più, come luoghi di confronto, per ricostruire, anche grazie ad una corposa indagine scientifica, le radici culturali che hanno reso grande la nostra storia”, ha commentato il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Compiacimento per il network messo in campo espresso dal Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, che dichiara:“Prosegue l’attività istituzionale del Parco di Ercolano che coniuga l’attività di fruizione con quella ricerca e produzione scientifica. Ercolano, dove significativamente ricorrono 280 anni dall’inizio degli scavi borbonici, richiama il suo ruolo non solo come oggetto di studio ma anche come promotore di attenzione su un’epoca che ne ha visto la ribalta”.

L’evento, cui parteciperanno importanti studiosi italiani e stranieri, è organizzato da Carmela Capaldi in collaborazione con Arturo De Vivo, Carlo Gasparri, Edoardo Massimilla, Massimo Osanna, Valeria Sampaolo.

Il Programma. La cultura nel secolo dei lumi (pdf).


Pompei: riaprono la Casa dei Ceii e i Praedia di Giulia Felice

Dal 1 NOVEMBRE 2018

RIAPRONO LA CASA DEI CEII E IL COMPLESSO DI GIULIA FELICE

Pompei Casa dei CeiiDal 1 novembre riaprono al pubblico due importanti dimore pompeiane, la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi, ricche decorazioni e il lussuoso quartiere termale privato.

Pompei Casa dei Ceii

Dei due edifici, la Domus dei Ceii era chiusa da diversi anni, mentre i Praedia di Giulia Felice erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. I due complessi sono, di recente, stati oggetto di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari a causa di una progressiva perdita di funzionalità delle stesse, che negli anni stava esponendo ad un serio rischio degrado gli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio. Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea POR-FESR 2007 -2013, che già aveva interessato altre case delle Regiones I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.

Pompei Casa dei CeiiPompei Casa dei CeiiTorna, dunque, nuovamente visibile la grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino della CASA DEI CEII, nonché i paesaggi egittizzanti popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue. Si tratta di soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani, al fine di ampliare illusionisticamente le dimensioni di tali spazi ed evocare all’interno degli stessi un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. Il grande affresco sarà presto oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato "a vista" del pubblico.

Pompei Casa dei CeiiNella casa sarà riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di pozzo nell’atrio, dove è anche visibile il calco di un armadio e il calco della porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.

Pompei Casa dei Ceii

Pompei Casa dei CeiiLa proprietà della domus è stata attribuita al magistrato Lucius Ceius Secundus, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La facciata della domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo peculiare è la vasca dell’impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica.

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Pompei Praedia di Giulia FeliceIl grande complesso dei PRAEDIA DI GIULIA FELICE, sorto alla fine del I sec. a.C. dall’accorpamento di costruzioni preesistenti, si presenta invece come una sorta  di “villa urbana”, provvista di ampi spazi verdi e articolata in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono gli ambienti residenziali, un quartiere termale riccamente decorato  e un vasto parco.

Pompei Terme di Giulia Felice

Pompei Terme di Giulia FeliceIl complesso deve il suo nome ad un’iscrizione dipinta in facciata (ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), in cui l’ultima proprietaria, Giulia Felice,  dopo il disastroso terremoto del 62 d.C., annunciava la locazione di parte della sua proprietà.

Pompei Praedia di Giulia Felice

Pompei Praedia di Giulia FeliceAl periodo post-sisma risale un unitario rinnovamento decorativo che interessò gran parte degli ambienti, tra i quali spicca il triclinio (sala da pranzo) estivo, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico scandito da pilastri marmorei.

Pompei Casa di Giulia Felice

Il giardino munito di un euripo centrale (lungo canale) ricreava nel suo allestimento originario uno spazio idillico-sacrale. La casa, scavata e poi ricoperta al termine delle esplorazioni di età borbonica, è stata interamente portata alla luce negli anni ’50 del Novecento.

Pompei Praedia di Giulia FeliceSi ricorda che dal 1 novembre al 31 marzo l’orario di apertura dei siti archeologici vesuviani sarà il seguente:

Pompei 9,00-17,00 (ultimo ingresso 15,30) sabato e domenica apertura ore 8,30

Oplontis, Stabia 8,30 -17,00 (ultimo ingresso 15,30)

Antiquarium di Boscoreale 8.30 - 18.30 (ultimo ingresso 17.00)

 

Dal 1 novembre sarà pertanto garantita, per l’intera giornata,  l’apertura della Casa dei Ceii e dei Praedia di Giulia Felice e delle seguenti domus:

  • Casa di Championnet
  • Casa di Romolo e Remo
  • Casa di Trittolemo
  • Casa del Marinaio
  • Casa dei Vettii
  • Casa della Fontana Piccola
  • Casa del Principe di Napoli
  • Lupanare
  • Casa di Sirico
  • Casa dell’Orso Ferito
  • Casa dell’Efebo
  • Fullonica di Stephanus
  • Casa del Menandro
  • Casa del Criptoportico
  • Casa del Frutteto
  • Casa della Venere in conchiglia
  • Domus e Botteghe
  • Casa del Larario Fiorito
  • Villa dei Misteri

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei


“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

“Fantasmi a Pompei”: dal 31 ottobre, la mostra di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla al MANN

Nelle Sezioni Affreschi e Mosaici, 41 creazioni fotografiche incontrano il passato

In una città antica deserta e bellissima, si muovono figure misteriose: sono i “Fantasmi a Pompei”, che Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla raccontano con quarantuno scatti, in esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 31 ottobre 2018 (vernissage alle 17) all’8 gennaio 2019.

I due fotografi intraprendono il proprio percorso creativo perdendosi nelle strade dell’antica Pompei e fissando, con l’obiettivo, scorci di rovine e paesaggi all’ombra del Vesuvio: pochissime le presenze umane, come se la città fosse sospesa nel tempo, immune dal flusso turistico che ne caratterizza la dimensione quotidiana alle soglie del terzo millennio.

Il momento successivo della ricerca è offerto dallo studio degli affreschi e dei mosaici del MANN: nelle sale dell’Archeologico, gli scatti si concentrano, piuttosto, sui personaggi, sugli uomini e le donne che popolarono la creatività degli artisti di un tempo.

Le tecnologie digitali fanno il resto: le raffigurazioni pittoriche e le decorazioni musive vengono ritagliate e rese evanescenti, in modo da risultare sovrapposte e sospese nel magico scenario di Pompei.

“Abbiamo immaginato di chiudere gli occhi lasciandoci trasportare dalla fantasia; abbiamo passeggiato per le antiche strade, accompagnati da una misteriosa melodia e dagli spettri che tornavano nella propria dimora”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, ripercorrendo l’iter che li ha condotti alla realizzazione della mostra “Fantasmi a Pompei”.

Così, grazie al fotomontaggio, una giovane donna, mentre allatta il suo bambino, è protetta dallo sguardo lontano, eppur presente, di una mamma d’un tempo; una ragazza fuoriesce da un antico dipinto per accarezzare un cagnolino; alcune magiche figure femminili fluttuano in un cielo nuvoloso che racchiude, come appesantito da una moderna eruzione, le colonne ed i tetti di Pompei.

“Allestendo Fantasmi a Pompei, abbiamo accostato le creazioni fotografiche di Dario Assisi e Riccardo Cipolla ad alcune opere della sezione mosaici ed affreschi: in tal modo, l’incontro tra passato e presente produce suggestioni immediatamente percepibili agli occhi di un visitatore che sceglie un approccio emozionale all’opera d’arte”, afferma il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

 


NeapolisRestArt: il MANN partecipa al progetto di valorizzazione

NeapolisRestArt: il MANN partecipa al progetto di valorizzazione

Previsti quindici murales tra piazza Calenda ed il Museo: il primo sarà ispirato all’Ercole Farnese

Napoli, 22 ottobre- "NeapolisRestArt", il MANN partecipa ad un particolare progetto di valorizzazione del territorio partenopeo: se n'è parlato questa mattina, nella Sala Giunta del Comune di Napoli, in occasione della conferenza stampa per presentare un nuovo percorso artistico che permetterà di costruire un viaggio di scoperta nel cuore antico della città. L'Associazione Culturale "Agorà", di cui è presidente l'archeologa Paola Filardi, con "NeapolisRestArt" proporrà una felice osmosi tra la comunità di abitanti di Forcella ed il patrimonio culturale partenopeo: se, in una prima fase del progetto, sono stati i cittadini, in particolare i più giovani, ad avvicinarsi ai tesori del MANN con laboratori didattici mirati, saranno adesso le opere d'arte ad uscire metaforicamente dall'edificio del Museo, per diventare oggetto di alcuni murales realizzati da artisti internazionali e writers napoletani. "Art dint' 'o street", vera e propria fase creativa di "NeapolisRestArt", traccerà, dunque, un iter suggestivo per riconoscere la vera identità metropolitana: quindici murales, nella ragnatela di vie tra piazza Calenda ed il MANN, non soltanto racconteranno le radici storico-artistiche nostrane, ma indicheranno, in un gioco di simmetrie, quei luoghi che meritano di essere promossi nel quartiere di Forcella. Tra i primi interventi di street art proposti dal progetto, prevista la realizzazione, sula facciata di un edificio in via Pietro Colletta, di un murales ispirato all' "Ercole Farnese", cui seguirà la riproposizione di Medusa in vico Zuroli. "Il MANN, da tempo, adotta una linea culturale di estroversione del Museo verso il territorio, con uno sguardo attento a quelle aree in cui il tema dell'integrazione è la chiave di volta per promuovere l'identità partenopea. NeapolisRestArt rappresenta un esperimento artistico originale, che spero possa avere la giusta risonanza in Italia ed all'estero", ha commentato il Direttore dell'Archeologico, Paolo Giulierini. Accanto a Giulerini, in conferenza stampa, il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l'Assessore al Diritto alla Città, ai beni comuni e all'urbanistica, Carmine Piscopo, il Presidente dell'Associazione "Agorà", Paola Filardi. È stato proprio il sindaco a sottolineare, in chiusura della presentazione, che "il degrado si combatte non soltanto veicolando innovative forme di integrazione culturale, ma, soprattutto, facendo rete, a diversi livelli, con le istituzioni operanti sul territorio. In tal senso, la collaborazione con il MANN rappresenta un esempio concreto di condivisione di valori e proposte per la città".

Testo e immagini da Ufficio Stampa MANN


Stanotte a Pompei. Con Alberto Angela in viaggio nel 79 d.C.

“Stanotte a…” è un programma TV macina ascolti. Gli Angela, si sa, ormai sono un marchio di garanzia per qualità e professionalità e i complessi meccanismi televisivi hanno sempre premiato con fedeltà i programmi in cui padre e figlio sono stati protagonisti. Ma quando l’accoppiata riguarda Alberto Angela e Pompei, le aspettative sono nettamente superiori. Il divulgatore più amato della TV e il sito archeologico più bello e famoso al mondo sbarcano in prima serata su RAI1 con uno speciale tutto dedicato alla tragedia del 79 d.C. Nasce così Stanotte a Pompei.

Pitture antiche, mosaici, tesori, corpi bloccati nell’ultimo istante di vita. Pompei e gli altri siti vesuviani raccontano storie e la notte amplifica sensazioni ed emozioni. Tutto sembra dormire, il tempo si blocca ed ecco che inizia il viaggio. Siamo nel 79 d.C., la notte prima dell’eruzione. Il programma seguirà la storia della tragedia, gli abitanti, gli attimi concitati e lo smarrimento per un evento ignoto. Le telecamere RAI percorreranno le strade di Pompei, di Ercolano, con le sue meravigliose terme ancora intatte, di Stabia e Oplontis con le faraoniche ville affacciate sul Golfo di Napoli. Ad accompagnare Alberto Angela e i telespettatori saranno via via ospiti illustri e soprattutto il testimone della tragedia, Plinio il Giovane, che ha raccontato della morte dello zio Plinio il Vecchio e di come invece lui si sia salvato. A farne rivivere la testimonianza sarà Giancarlo Giannini, una presenza costante nelle avventure notturne di “Stanotte a…”.

Alberto Angela: “Per oltre vent'anni abbiamo filmato di notte nei luoghi storici più importanti del mondo. È l'unico momento possibile per filmare le sale vuote o i reperti preziosi fuori dalle vetrine perché non ci sono visitatori. Ma di notte questi ambienti cambiano volto. Siete solo voi davanti ai capolavori immersi nel silenzio. L’ambiente si trasforma e sembra quasi mostrarvi e offrirvi i suoi tesori in un'atmosfera di intimità. Ho sempre voluto trasmettere e regalare questa atmosfera che ho respirato ai telespettatori. Così negli anni mi è venuta l'idea di questo programma. Immaginate: uscito l'ultimo visitatore, il direttore vi consegna le chiavi di un sito storico che è "vostro" per tutta la notte fino all'alba. Solo voi e i capolavori della genialità dell'uomo nei secoli. Passo dopo passo il passato vi svela i suoi segreti facendo riemergere cio’ che era dimenticato da millenni...

Le sorprese però non mancano. Alla conferenza stampa di lancio presso il Museo Archeologico di Napoli, Angela spiega una grandiosa scoperta. Una bottiglia di vetro quasi piena di quello che sembra olio d’oliva è stata trovata nei depositi immensi del MANN, durante le riprese televisive RAI effettuate qualche mese fa per il programma. Attualmente, l’eccezionale reperto è oggetto di studi approfonditi, proprio per l’eccezionale caratteristica. Non contiene infatti tracce labili di olio o residui, bensì, rispetto ad altri ritrovamenti in zone vesuviane, la bottiglia contiene un importante quantitativo di liquido biancastro e solidificato, quello che, secondo gli esperti, può essere appunto una sostanza grassa e non vino come si era ipotizzato in un primo momento. Entusiasta anche il direttore del MANN Paolo Giulierini perché proprio grazie a trasmissioni come questa si riesce ad incentivare la ricerca. E presto altri reperti saranno oggetto di approfondite analisi grazie ad una collaborazione con il dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli nell'ambito di una convenzione quinquennale.

Foto Ufficio Stampa RAI

Napoli: convegno internazionale "Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana"

Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana
Al via il grande convegno internazionale
Napoli, 13-15 settembre 2018


La pittura antica è un vero e proprio universo culturale, che, in Campania, ha conosciuto una ricchissima fioritura, capace di riflettere le proprie suggestioni negli sguardi degli osservatori di ogni epoca.
Il convegno internazionale “Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana” (Napoli, 13-15 settembre 2018), nato dalla sinergia tra Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Università degli Studi di Bologna (Programma Vesuviana), Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Centre Jean Bérard, sarà una straordinaria occasione per divulgare i risultati di ricerche inedite che hanno apportato importanti novità nello studio delle pitture e dei loro contesti: uno spazio di approfondimento ad hoc sarà dedicato, inoltre, all’applicazione di tecnologie sperimentali, capaci di legare, in una sorta di koiné del sapere, musei, parchi archeologici, archivi e biblioteche.

Saranno tre le location per questo prestigioso appuntamento scientifico e culturale, che riunirà non soltanto autorevoli esperti di settore, ma anche appassionati di archeologia ed arte classica: giovedì 13 settembre (ore 9-18.30), i lavori congressuali si svolgeranno nella splendida cornice della Sala del Toro Farnese al MANN; venerdì 14 settembre (ore 9.30-18.30), ancora, “Picta fragmenta” sarà in programma nella Salle Alexandre Dumas del Centre Jean Bérard- Institut Français de Naples; infine, sabato 15 settembre (10-18.30), ultima giornata di studio nella Sala conferenze del Museo Archeologico di Baia.
Tanti i temi che saranno affrontati durante il convegno: le pitture in Museo, con particolare riferimento all’eccezionale patrimonio del MANN; i quattro stili, fra tradizione e nuove scoperte; le pitture ed i contesti: spazi, decorazioni, committenze; gli scavi alibi; le tecniche, le pratiche, le scelte dei pictores; i problemi e le soluzioni del restauro e della conservazione; il percorso articolato che si sviluppa dallo scavo al processo di valorizzazione delle opere.

A porgere i saluti di benvenuto a relatori e convenuti, oltre al direttore Paolo Giulierini, vi saranno Gaetano Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il prof. Stefano De Caro, già direttore generale del Mibac e direttore dell’ICCROM, il prof. Roberto Balzani, Presidente del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna e la dott. Francesca Casule, Soprintendente SABAP Avellino e Salerno. A rappresentare la Regione Campania, la dott.ssa Nadia Murolo, dirigente della Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo. È invitato il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Nella costruzione del convegno internazionale -Picta fragmenta. Rileggendo la pittura vesuviana-, abbiamo proiettato tutta la nostra passione per l’arte classica, coniugando il rigore scientifico con l’apertura ad innovativi sentieri di ricerca. Per allestire questo straordinario programma, che coinvolge accademici ed esperti di archeologia, abbiamo aperto anche, nella scorsa primavera, una call for proposals, che ha riscosso notevole successo nel mondo degli addetti ai lavori (e non solo)”, commenta il Direttore del MANN e del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Paolo Giulierini.


Il convegno si potrà seguire anche in streaming, al link che sarà reso disponibile sul nostro sito www.museoarcheologiconapoli.it.

Testo e immagini da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN