Il dio del labirinto di Colin Wilson, il mistery gotico edonista

Su ClassiCult Colin Wilson è una presenza fissa grazie allo straordinario lavoro di Carbonio Editore. Da poco infatti ha raggiunto le libreria italiane Il dio del labirinto, romanzo conclusivo della trilogia di Gerard Sorme. Personaggio precedentemente conosciuto in Riti Notturni e L’uomo senza ombra. La trilogia, appartenente all’apprezzatissima collana Cielo Stellato, è stata tradotta da Nicola Manuppelli.

Outsider dell’underground londinese, scrittore prolifico, romanziere misantropo o sprezzante letterato anti-moderno, filoso neo-esistenzialista, cultore della poesia ermetica e delle profezie, profeta alchemico, adepto di Howard Philips Lovecraft, xeno-archeologo o semplicemente labirinto di citazioni, echi, fenomeni artistici e deliri culturali. Wilson fu un po’ tutto, e forse i suoi voli pindarici morbosi e ispiratissimi plasmarono la figura del suo suadente alter ego Gerard Sorme.

Il dio del labirinto Colin Wilson
La copertina del romanzo Il dio del labirinto di Colin Wilson, tradotto da Nicola Manuppelli e pubblicato da Carbonio Editore (2021) nella collana Cielo stellato

Il dio del labirinto

Il dio del labirinto è forse è uno dei lavori più maturi di Wilson: echi gotici e dissacranti convivono con l’innata grazia dell’ordinaria facciata della società. Lo sappiamo tutti d’altronde, dietro a qualsiasi civile apparenza vive nell’ombra una setta medievale occulta. Sorme cade in una spirale affascinante in cui probabilmente vuole rimanere intrappolato, ma procediamo con ordine. Venerato dagli ambienti culturali e con la fama di scrittore affermato, il nostro dandy londinese è una figura che qualsiasi editore vorrebbe ingaggiare. Ma per avere sul libro paga Sorme non bastano cifre vertiginose, ma vere sfide che conducono all’oblio.

Sorme dovrà perdersi dentro un labirinto di indizi e storie per scoprire la verità intorno all’esecranda figura di Esmond Donelly. L’irlandese Donelly a quanto risulta fu un esploratore dei piaceri carnali, piaceri condotti attraverso le bianche membra di vergini pudicissime e figlie del parroco di Moycullen. Donelly è un personaggio che meriterebbe un romanzo tutto suo viste le sue amicizie: Rousseau, il padre del romanzo gotico Horace Walpole e Byron.

Il dio del labirinto è un thriller mistery dall’anima alchemica e sensuale, evocato dalla polvere di antichissime biblioteche in cui Sorme studia o quando girovaga per luoghi innominabili dove si celano verità da non conoscere.  Un romanzo inedito di Wilson che rende a pieno le capacità dell’autore, capace di stratificare connessioni narrative e complessità filosofiche con naturalezza e padronanza. Il dio del labirinto è un romanzo da leggere con piglio archeologico, bisogna scavare oltre le apparenze e le superfici per cogliere lo spirito di Wilson e scoprire livelli di lettura inaccessibili.

Ne vogliamo ancora

Non solo aspetti sessuali e criminali tipicamente ricondotti ai lavori precedenti dell’autore inglese, in questo romanzo si può scorgere una vera ricerca filologica della condizione (non) umana. Un Wilson  affine alle teorizzazioni teosofiche di Religione e ribellione dunque. Il romanzo è pervaso da una sacralità di derivazione new age a cui si affianca in parallelo una carnalità sadiana irriverente e rimodernizzata nonostante la matrice ottocentesca del contesto.

Religione e ribellione, il ritorno dell’Outsider di Colin Wilson

La potenza del testo verte sulla spersonalizzazione del protagonista, Sorme in Il dio del labirinto sembra essere un qualcosa che vola oltre i canoni della ragione. Wilson scrive anomalie e storie dal realismo distorto o forse inventa un “quotidiano surrealismo” in cui autore-personaggio vengono subliminati in altri agenti dello storytelling. Nelle pause, nei paragrafi, nei dialoghi e in altri personaggi che troviamo “nuovi Sorme” e nuovi alter ego di Wilson. Una brillante prova di scrittura creativa o manifesto non-fiction per trasgredire il reale?

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Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.