Turchia: l'isola sommersa di Vordonisi

1 Marzo 2016
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Sull'isola di Vordonisi (nel Mar di Marmara) vi era un monastero, nel quale il Patriarca Fozio I fu esiliato (858-886). Un terremoto, nel 1010, lo seppellì tra le onde, insieme all'intera isola che è ora sott'acqua.
Studi sono in corso presso Vordonisi, che si trova nella municipalità di Maltepe della provincia turca di Istanbul, e un resoconto verrà prodotto e consegnato all'UNESCO, al fine di proporla per la Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità.
Link: Hurriyet Daily News; International Business Times; Daily Sabah.
La provincia di Istanbul, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).


I relitti del Golfo del Messico e gli ecosistemi delle profondità marine

22 Febbraio 2016

Il ROV colleziona sedimenti per l'analisi microbiologica e geochimica (2014). Credit: BOEM
Il ROV colleziona sedimenti per l'analisi microbiologica e geochimica (2014). Credit: BOEM

Ci sono oltre duemila relitti nel Golfo del Messico, che coprono un arco di tempo di 500 anni: si va dalle navi degli esploratori spagnoli del sedicesimo secolo a quelle della Guerra Civile Americana e, passando per la Seconda Guerra Mondiale, arrivano ai nostri giorni.
Oltre ad avere una rilevanza storica e culturale, i relitti sono ormai parte dell'ecosistema nelle profondità degli oceani, formando una sorta di barriera corallina artificiale. La presenza di un relitto influenza pure la presenza dei microbi sul fondale.
Scansione laser 3D dell'U-166, che affondò durante la Seconda Guerra Mondiale nel Golfo del Messico. Credit: BOEM/C&C Technologies, Inc.
Scansione laser 3D dell'U-166, che affondò durante la Seconda Guerra Mondiale nel Golfo del Messico. Credit: BOEM/C&C Technologies, Inc.

Un nuovo studio ha esaminato gli effetti del disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che ha riversato 4 milioni di barili di petroli in mare. Si sono così alterate le comunità di microbi, pure presenti in quegli ecosistemi formatisi presso gli antichi relitti. Lo studio si è anche occupato di proporre le modalità per monitorare gli effetti del riversamento. L'esposizione al petrolio comporta poi una corrosione più rapida del metallo dei relitti. Si sono pure rilevati più sedimenti attorno ad un U-Boot tedesco, ma si deve ancora comprendere se si tratta di un effetto naturale o legato al disastro. Il sottomarino è stato oggetto di osservazioni sin dalla scoperta, nel 2001.
Leila Hamdan, della George Mason University e Melanie Damour del Bureau of Ocean Energy Management, preparano il ROV (2014). Credit: BOEM/Dan Warren, C&C Technologies.
Leila Hamdan, della George Mason University e Melanie Damour del Bureau of Ocean Energy Management, preparano il ROV (2014). Credit: BOEM/Dan Warren, C&C Technologies.

Link: EurekAlert! via American Geophysical Union


Cipro: nuovi ritrovamenti dal relitto di Mazotos

28 Gennaio - 7 Febbraio 2016
Larnaca_in_Cyprus.svg
Nuovi ritrovamenti dal relitto di Mazotos: resti di tre ancore e della chiglia, legni della struttura, manufatti in piombo, noccioli di olive. L'attenzione degli archeologi è pure rivolta al carico della nave: 500 anfore che contenevano vino sono visibili sul fondo marino.
Il relitto di Mazotos è relativo a una nave mercantile del tardo periodo classico (quarto secolo a. C.) che trasportava anfore contenenti vino dall'isola di Chio. La nave è importante per comprendere materiali e tecniche di costruzione dell'epoca.
Link: University of Cyprus; Cyprus Mail; Cyprus Reporter
Il Distretto di Larnaca, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Cyprus location map.svg (by NordNordWest)).


Il marmo delle ville romane a Baia

8 Febbraio 2016

Gli scienziati si immergono per analizzare uno dei più preziosi elementi delle ville di epoca romana: il marmo bianco. / Michela Ricca et al.
Gli scienziati si immergono per analizzare uno dei più preziosi elementi delle ville di epoca romana: il marmo bianco. / Michela Ricca et al.

Baia (l'antica Baiae, oggi frazione di Bacoli, comune della città metropolitana di Napoli) è stata luogo prediletto dagli Imperatori romani per le loro estati. Col tempo, la maggior parte di queste lussuose ville è però finita sott'acqua, a causa della subsidenza.
L'area in questione è attualmente nel Parco sommerso di Baia, ma tra il primo secolo a. C. e il terzo secolo d. C. vi era qui un'importante città, i cui bagni erano frequentati da Imperatori come Augusto e Nerone.
Un nuovo studio, pubblicato su Applied Surface Science, ha visto ricercatori italiani e spagnoli immergersi in quelle acque per analizzare uno dei più preziosi elementi di quelle ville: il marmo bianco. Le analisi hanno confermato che proveniva da Carrara, oltre che da altre cave in Turchia e Grecia.
In particolare, cinquanta campioni provenienti dalla Villa con ingresso a protiro sono stati oggetto di esame. Innanzitutto, sottili strati di marmo raccolto sono stati oggetto di analisi con microscopio petrografico. Poi si è determinata la composizione minerale del marmo e si è stabilito il contenuto in manganese. Infine, si è utilizzato il microscopio elettronico a scansione per l'analisi degli isotopi.
Dei cinquanta campioni, solo cinque non sono stati identificati. Il marmo proveniva da Carrara in Italia, da Proconneso (oggi Isola di Marmara), Docimio e Afrodisia in Turchia; da Taso, Paro e dal Monte Pentelico (NdT: Pentelikon nel testo) in Grecia.

Lo studio "Multi-analytical approach applied to the provenance study of marbles used as covering slabs in the archaeological submerged site of Baia (Naples, Italy): The case of the Villa con ingresso a protiro", di Michela Ricca, Cristina Maria Belfiore, Silvestro Antonio Ruffolo, Donatella Barca, Monica Álvarez De Buergo, Gino Mirocle Crisci, Mauro Francesco La Russa, è stato pubblicato su Applied Surface Science 357 (Part B): 1369–1379, December 2015."
Link: Applied Surface Science; SINC 1, 2; AlphaGalileo via SINC; EurekAlert! via FECYT - Spanish Foundation for Science and Technology.


Cina: reperti dal relitto della nave Nanhai No. 1

10 Gennaio - 2 Febbraio 2016
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Una nave mercantile, denominata Nanhai No. 1 (Mare della Cina no. 1), risalente al periodo della Dinastia Song meridionale (1127-1279), si sta rivelando una significativa scoperta archeologica, per il gran numero di reperti ritrovati (oltre 14 mila, in prevalenza porcellane, oltre ad oro, argento e 17 mila monete di rame). I resti misurano 22,15 metri di lunghezza per 9,9 di larghezza, e sono stati ritrovati al largo di Yangjiang, nella provincia cinese del Guangdong, sulla via marittima della seta.
Link: Xinhua; ecns.cn via Xinhua; Archaeology News Network via Xinhua
La provincia del Guangdong, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  China edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).


Turchia: relitto di quattromila anni fa dal Golfo di Hisarönü

30 Gennaio - 3 Febbraio 2016
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Un relitto di quattromila anni fa circa è stato scoperto a quaranta metri di profondità nel Golfo di Hisarönü, presso Marmaris nella provincia turca di Muğla. Risalirebbe alla civiltà minoica. La nave è stata ritrovata nell'ambito del progetto sul patrimonio subacqueo della Turchia. Si tratta di uno dei più antichi relitti per queste acque.
Link: Daily Sabah; Hurriyet Daily News via Anadolu Agency
La provincia occidentale di Muğla in Turchia, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da TUBS (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest).)


Ritrovato un palazzo sul mare del Primo Imperatore della Cina

19 Gennaio 2016
Qinshihuang
Ritrovato un palazzo sul mare di Qin Shi Huang (260-210 a. C.), il re dello stato di Qin che unificò la Cina e divenne Primo Imperatore. Il titolo fu poi portato dai sovrani cinesi nei due millenni successivi.
Si tratterebbe di uno dei duecento palazzi dell'Imperatore di 2.200 anni fa, costruito tra il 221 e il 207 a. C. Si sono ritrovate ceramiche e monete, muri di pietra e una piazza che formava una piattaforma in pietra.
Link: South China Morning Post; International Business Times
Qin Shi Huang, opera di ignoto ((18??–18??) - Yuan, Zhongyi. China's terracotta army and the First Emperor's mausoleum: the art and culture of Qin Shihuang's underground palace. Paramus, New Jersey: Homa & Sekey Books, 2010. ISBN 978-1-931907-68-2 (p.140)), da WikipediaPubblico Dominio.


Trappola medievale per i pesci scoperta nel Lago Lednica

8 Gennaio 2016

Trappola medievale per i pesci scoperta nel Lago Lednica

Fotomosaico mostra l'intera trappola. Foto di P. Stencel / www.digital-archaeology.eu
Fotomosaico mostra l'intera trappola. Foto di P. Stencel / www.digital-archaeology.eu
Durante i rilevamenti dei detriti del ponte medievale che conduce a Ostrów Lednicki, un team di archeologi subacquei dell'Università Niccolò Copernico a Toruń ha scoperto una nassa (NdT: fish-pot in Inglese) riempita di resti di pesce.
"Si tratta dell'unico reperto del nono-decimo secolo ritrovato durante la ricerca subacquea in Polonia" - ha spiegato il dott. Krzysztof Radka, a capo della ricerca subacquea.
Vista della sommità del vaso per la pesca. Foto di M. Popek
Vista della sommità della nassa. Foto di M. Popek

La trappola si è conservata in buone condizioni. Al suo interno vi erano resti di pesce catturato - secondo calcoli preliminari, erano più di 4.000. Originariamente, la nassa assomigliava a una cesta stretta, oblunga, appuntita, con una lunghezza di circa 1,6 metri. La trappola recuperata dagli archeologi di Toruń era fatta di vimini. Al tempo della scoperta era tra le parti di un ponte medievale, che conferma la sua origine lontana.
Utilizzando un eiettore d'acqua (macchinario per la rimozione dei sedimenti), i ricercatori sono riusciti ad esporre la nassa e a farne poi sott'acqua una documentazione completa in disegni e fotografie, pure se le loro attività erano rese difficili a causa della limitata visibilità subacquea.
"L'esplorazione ha richiesto estrema cautela perché il cesto in vimini poteva disintegrarsi con qualsiasi movimento dell'acqua. L'operazione di estrazione è stata complicata a causa della dimensione, dello stato di conservazione e della delicatezza del reperto, ma sembra che sia riuscita" - ha aggiunto il dott. Radek. Lo scienziato ha notato che nessuno aveva mai intrapreso prima una simile procedura, e così l'esperienza ottenuta durante l'esplorazione e l'estrazione risulta ancor più preziosa e sarà utilizzata in futuro.
La scoperta è stata effettuata in Agosto. Attualmente, la nassa è oggetto di lavori conservativi nel Museo dei Primi Piast a Lednica, e i resti dei pesci sono analizzati per determinarne le specie. In conclusione la trappola estratta diverrà parte della mostra sulla pesca del museo.
Dal 1982, gli archeologi di Toruń hanno studiato le zone dei resti dei due ponti che conducevano all'isola Ostrów Lednicki, uno dei centri più importanti nelle prime fasi della formazione dello stato polacco. Ad oggi, sull'isola sono preservati resti monumentali di bastioni e argini in legno e terra. I ponti scoperti - il cosiddetto ponte di Poznań, con una lunghezza di 438 metri sul lato occidentale dell'isola (dove la scoperta della nassa è stata effettuata quest'anno), e il ponte "Gniezno" con una lunghezza di 187 metri sul lato orientale - sono tra le più lunghe le strutture medievali di questo tipo in Polonia. Davano accesso al percorso che conduceva verso Poznań e Gniezno. A Ostrów Lednicki vi sono le rovine del palazzo residenziale costruito nella seconda metà del decimo secolo da Miecislao I.
Secondo gli storici, fu lì che Boleslao il Coraggioso divertì l'Imperatore Ottone III nell'anno 1000, durante il pellegrinaggio alla tomba di Sant'Adalberto. Ostrów Lednicki è pure la residenza ipotetica di Dąbrówka - la moglie di Miecislao I. Potrebbe essere il luogo di nascita del primo re polacco - Boleslao il Coraggioso. Lo splendore del luogo terminò nell'anno 1038 durante l'invasione del principe ceco Bretislav, quando i ponti furono distrutti.
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Completata la prima stagione del Black Sea M.A.P.

23 Dicembre 2015
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Completata la prima stagione (di tre) del Black Sea Maritime Archaeology Project (Black Sea M.A.P). I rilevamenti hanno coperto quest'anno 1000 km² nel Mar Nero.

Link: Novinite
Il Mar Nero, di User:NormanEinstein, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Ahmet Gürsakal.

Grecia: Lecheo, uno degli antichi porti di Corinto

23 Dicembre 2015
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L'antica Lecheo era uno dei porti di Corinto, che è stata fino ad epoca bizantina una delle più potenti città della Grecia, sia da un punto di vista militare che economico. Lecheo si affacciava sul mare verso occidente, mentre il porto orientale era Cencrea.
Grazie all'archeologia subacquea, si stanno ora scoprendo quelle infrastrutture che per un millennio circa (dal sesto secolo a. C. al sesto d. C.) hanno contribuito alle vivacissime attività marittime che qui si svolgevano. Finora si sono ritrovati due monumentali frangiflutti e diverse strutture: Lecheo non doveva sfigurare di fronte alla grande metropoli a soli 3 km di distanza.
Nomos_Korinthias
Gli archeologi sono rimasti poi stupiti dalla presenza di fondazioni pneumatiche in legno, che fungevano da chiatte "monouso", appositamente affondate per esser fondamenta solide, e datate al quinto secolo d. C. Scoperto anche il maestoso canale di entrata, le cui vestigia erano già peraltro visibili.

La pagina del Lechaion Harbour Project su Facebook è qui.
Link: University of Copenhagen; Lechaion Harbour Project; Videnskab
Il Peloponneso e il Golfo di Corinto, visti dal MODIS, satellite terrestre della NASA (Adattamento da http://ltp-education.gsfc.nasa.gov/eye/modis_greece_lrg.jpg), foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da ChongDae.
 
La Corinzia nel Peloponneso, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Pitichinaccio.