Se la ‘ndrangheta non esiste più

“In questo libro, i protagonisti messi in campo dal nostro autore sono un anziano nonno ulta ottantenne e il suo nipotino, che per motivi di studio ha il compito di documentarsi sul fenomeno mafioso che per sua fortuna non ha mai conosciuto” a introdurre il lettore, come si legge, una donna che ha creduto e ha vinto.  Il dialogo educato - pubblicato da Città del Sole - è rivolto alle giovani menti nella speranza mai sopita dall’autore, l’imprenditore Tiberio Bentivoglio, che la ‘ndrangheta resti per loro solo un ricordo amaro nella Storia di questo Paese.

Foto di Alessandro Tripodi

“Nonno, mi hai appena raccontato storie di commercianti che si sono ribellati alla ‘ndrangheta ma lo Stato non poteva aiutarli? – Caro Fabio, hai perfettamente ragione, gli uomini che componevano il Governo durante quel periodo non solo avrebbero potuto aiutarli, ma avrebbero dovuto farlo nel rispetto della democrazia”, scrive il nonno-autore, dopo aver raccontato con fatica e dolore la storia di imprenditori che come lui, nella realtà post-narrativa, hanno vissuto sulla propria pelle le angherie delle mafie.

Con la prefazione di Nando Dalla Chiesa, l’antefatto di Bentivoglio si presenta al lettore come una scommessa: siamo nel 2039 e le mafie sono state sconfitte, guidate da uno spirito di rivolta senza precedenti che non ha permesso alla disperazione di avanzare. Con un linguaggio semplice e attento ai dettagli, Bentivoglio racconta la sua Calabria, reale, presa nella morsa delle cosche di ‘ndrangheta, come la famiglia De Stefano-Tegano-Libri che nella città di Reggio si spartisce il potere.

I mafiosi sono personaggi che pensano di avere un codice d’onore, parole pesate e abbigliamento intenzionale, non credono di appartenere ad un fenomeno che è possibile scardinare, come era convinto Giovanni Falcone. Si sentono onnipotenti grazie all’assenza di uno Stato spesso mordace, mentre la cultura mafiosa sventra le coscienze persino delle persone per bene. Il nonno-autore neanche nella realtà quotidiana si lascia intimidire, non paga il pizzo, denuncia.

Nel leggere le pagine del suo C’era una volta la ‘ndrangheta riconosco la fierezza d’animo che lo aveva già contraddistinto ai miei occhi in un’intervista che gli feci qualche anno fa. In quell’occasione mi raccontò la sua storia: della prima persona malavitosa che incontrò nel 1992, quella che per continuare a fare il commerciante gli chiese una tangente che avrebbe dovuto versare ogni mese. Insieme alla moglie hanno un’attività commerciale di articoli ortopedici, medicamentosi e prodotti per l’infanzia: per non sottostare alle leggi della mafia e della compiacenza subiranno sette attentati tra ritorsioni, intimidazioni, bombe, furti e incendi.

Anche allora il suo monito, la sua preoccupazione più grande era rivolta ai giovani e al futuro: “Abbiamo una grande responsabilità noi adulti, dobbiamo cercare di lasciare questo Paese meglio di come l’abbiamo trovato. Se non facciamo ciò, diventiamo complici”, mi aveva detto. Anche se sembra impossibile non guardare alla cultura mafiosa e alla subcultura di quelli che si voltano dall’altra parte, nel libro egli riesce a mostrare una verità diversa e a rovesciare la rassegnazione. Il sacrificio è grande ed è ancora sostenuto ma anche la sua testimonianza che ogni giorno si fortifica, sicura che la criminalità organizzata non prevarrà. “È veramente pazzesco, arricchirsi seminando la morte”, anticipando Antonino Giorgi non tace nulla al nipote.

Nell’inno alla libertà, l’Aspromonte riflette e lenisce: “Caro Fabio, senza dubbio ti parlerò di questo fenomeno che, meno male, finì quando tu eri ancora molto piccolo. Infatti, circa nove anni fa, lo Stato finalmente ha sconfitto radicalmente quel cancro che era diventato devastante per l’intero mondo – scrive Bentivoglio – Te ne parlerò perché me lo chiedi, ma senza dubbio dovrò fare uno sforzo, poiché ciò che stai per ascoltare ha lasciato in tutti noi, che abbiamo vissuto quel periodo, ma soprattutto a chi ne è stato vittima, non solo disgusto e rabbia ma anche tanta sofferenza e diversi segni indelebili che hanno modificato perfino la cultura, il modo di pensare e di agire di un’intera nazione”. A futura memoria.

'ndrangheta Tiberio Bentivoglio
Tiberio Bentivoglio, C’era una volta la ‘ndrangheta. Ricordi e desideri di un uomo che l'ha conosciuta, Città del Sole Edizioni 2020, Collana La vita narrata, pagg. 168, Euro 13

Peppino Gallo Bufera a Poggiomarasco

Bufera a Poggiomarasco: un romanzo storico in giallo

BUFERA A POGGIOMARASCO: UN ROMANZO STORICO IN GIALLO

Delitti e passioni alle pendici della Sila Greca

Bufera a Poggiomarasco Peppino Gallo
Peppino Gallo, Paesaggio dirupato, olio su tela

Già dalle prime pagine dell’ultimo romanzo di Peppino Gallo, Bufera a Poggiomarasco, si viene letteralmente ipnotizzati da uno stile innovativo, capace di catturare il lettore e trattenerlo, per l’intera durata della narrazione, in uno stato di continua e incessante meraviglia, alla scoperta di un mondo inquieto e tormentato, traboccante intrighi, passioni e delitti irrisolti.

Una scrittura lineare, che tradisce un ampio repertorio di modelli letterari, che si fanno largo nell’orditura sinuosa ed equilibrata della trama, costruisce, parola dopo parola, la complessa psicologia dei personaggi, incastonati nella realtà di Poggiomarasco, cittadina immaginaria adagiata sui pendii della Sila Greca, nella Calabria di inizio XX secolo. L’autore, attraverso gli occhi di Vittoria Palmisano, principale protagonista femminile del romanzo, presenta, in un delicato affresco, suggestivo e variegato, il paesaggio bucolico ed idillico in cui sono immerse le terre delle famiglie dei grandi proprietari terrieri della zona. La disarmante bellezza della terra calabra, incuneata tra monti e mare, piega, con la sua festosa esplosione di colori primaverili, il pensiero raziocinante di Vittoria, vera colonna portante della famiglia Palmisano, sempre intenta a far fruttare lucrosamente le sue proprietà e ad occuparsi amorevolmente del nipotino Daniele, figlio della sorella defunta e di Renato Floris. Renato, personaggio sensibile e politicamente schierato dalla parte dei più bisognosi, estraneo al cinismo dei ricchi possidenti, è totalmente asservito alle esigenze della comunità, battendosi contro le ingiustizie e impegnandosi nel miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, schiava di un’arretratezza imposta dalla nobiltà terriera del paese.

Peppino Gallo, in una precisa e dettagliata analisi, che lascia trapelare una profonda ricerca storica, comprovata dai dati che emergono dalla lettura dell’opera, accompagna il lettore e lo conduce alla comprensione di determinati fenomeni di carattere storico-sociale. Alla brillante descrizione della mentalità e delle usanze dell’aristocrazia di Poggiomarasco, fa da contraltare la realistica presentazione della comunità dei mezzadri, vittima dei soprusi dei potenti, ma animata da un enorme desiderio di riscatto sociale. A tal proposito, vengono riservate diverse pagine alla chimera del Sogno americano e al marasma delle speranze e delle aspettative che portarono migliaia di italiani a cercare oltreoceano l’inizio di una nuova vita. Poggiomarasco, che, il lettore se ne avvedrà, ha ben poco di fantasioso, oltre al nome, diviene teatro di passioni travolgenti e sentimenti contrastanti, capaci di scombussolare il clima della cittadina e innescare una serie di stravolgimenti, sempre legati ai cambiamenti storico-politici del luogo.

È lampante anche l’intento, da parte dell’autore, di evidenziare l’arretratezza economica della Calabria e di tutto il Meridione nei decenni immediatamente successivi all’Unità d’Italia. Una terra di confine, di frontiera, colonia lasciata in mano ai signorotti, ai baroni e ai conti che sedevano nel neonato Parlamento. Uno stato satellite da dover depredare, in combutta con l’aristocrazia locale. Un territorio occupato da tenere a bada, come un cane al guinzaglio.

L’arco cronologico della narrazione interessa un periodo compreso tra il 1911 e il 1920. Si passano in rassegna anni cruciali per la Penisola, che approdano al primo dopoguerra e presagiscono l’ombra della minaccia fascista. La prima guerra mondiale irrompe prepotentemente persino nelle campagne silane, strappando giovani uomini alle famiglie, già costrette a vivere di stenti. La violenza della Storia falcia, futilmente, innumerevoli vite umane, condannando, ulteriormente, una realtà disperata. Rivolte contadine, uccisioni, scontri tra fazioni non fanno che conferire al testo un tono più marcatamente patetico e drammatico.

Di seguito la recensione prosegue con alcuni particolari della trama.

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Il coraggio di Irene. Viaggio nella Calabria di "Le tre notti dell'abbondanza"

Stavolta vi porto in un piccolo paese della Calabria, ed esattamente a Fosco, un borgo “accecato dalla luce, a dispetto del nome che era uno straccio di cotone buttato sulle case”. Siamo negli anni ’80.

Di seguito, la recensione procede con accenni alla trama del romanzo.

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busto femminile in basanite età claudia

Busto femminile in basanite torna al Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Busto femminile in basanite nella Sezione romana del Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Vibo Valentia

busto femminile basaniteÈ ritornato, dopo otto anni di assenza, nella prestigiosa Sede del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente al Polo museale della Calabria, l’atteso busto femminile in basanite, importante testimonianza del passato romano della Calabria.

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

Ne danno informazione la dottoressa Adele Bonofiglio, direttore del Museo dell’antica Hipponion e la dottoressa Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria.

Antonella Cucciniello
Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

Si tratta del busto femminile in basanite, risalente ad età claudia (41-54 d.C.), rinvenuto nelle vicinanze di Vibo Valentia Marina durante la realizzazione della ferrovia e la costruzione di limitrofe abitazioni di campagna. Il contesto di rinvenimento è da riferire ad un’importante villa suburbana e lo scavo, che ha permesso di definirne meglio le caratteristiche, è avvenuto a più riprese fra il 1894 e la prima metà del ‘900.

L’opera è di ottima fattura, caratterizzata da una raffinata tecnica di esecuzione e da una perfetta resa della capigliatura, acconciata come prevedeva la moda dell’epoca, che ha consentito di datare la statua al principato di Claudio, imperatore dal 41 al 54 d.C.

Al momento del ritrovamento si propose l’identificazione con Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, tuttavia tale ipotesi venne accantonata nei decenni successivi per la mancanza di confronti iconografici convincenti.

La scultura era stata concessa con prestito di lunga durata nel 2012 al Princeton University Art Museum e a seguito dell’impegno della Direzione Generale Musei e del Segretariato Generale del Ministero per i Beni Culturali e il Turismo, è rientrata al Museo "Vito Capialbi" dove sarà esposta nella sezione romana.

L'emergenza sanitaria attuale, dovuta al contenimento della diffusione del COVID-19 che ha portato alla chiusura dei Musei, non consente nell'immediato, una adeguata valorizzazione dell’importante reperto; l'esposizione è pertanto rinviata alla riapertura del Museo e sarà occasione di riflessione scientifica attraverso l'organizzazione di una tavola rotonda sul tema della scultura romana, con l’augurio di poterne consentire in seguito, una migliore fruizione grazie anche al supporto delle nuove tecnologie con applicativo digitale.

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Hera Vigna Nuova Crotone

Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone

Conversazione

Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone

Museo Archeologico Nazionale di Crotone

Martedì 3 marzo 2020 – Ore 17.00

santuario di Vigna Nuova Crotone HeraMartedì 3 marzo 2020, alle ore 17.00, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, diretto dal dottor Gregorio Aversa, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, nell’ambito della mostra Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci, si terrà una conversazione sul tema Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone.

Verrà tenuta dal dottor Roberto Spadea, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone.

Sebbene poco noto, il santuario di Vigna Nuova risale ad età greca ed era dedicato al culto della principale divinità degli Achei, Hera. Da qui proviene la museruola in bronzo esposta lo scorso dicembre nel Museo archeologico nazionale di Crotone che l’ha ricevuta in consegna dal Comando del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dopo un rocambolesco recupero. Del santuario di Vigna Nuova, dell’eccezionale contesto e dei suoi rinvenimenti parlerà, assieme al Direttore del Museo Gregorio Aversa, il dott. Roberto Spadea che negli anni '90 effettuò una campagna di indagine a Vigna Nuova ed ebbe l'opportunità di discutere dell’eccezionale reperto (che ha recentemente arricchito il museo archeologico nazionale di Crotone) con la grande archeologa francese Juliette de La Géniere, allora professore ordinario presso l'Università di Lille.

Gregorio Aversa - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Crotone e Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Sarà un modo interessante per sentire dalla viva voce di uno dei protagonisti, quanto sia importante preservare e indagare con scrupolo e sistematicità contesti di assoluta rilevanza  quali appunto il santuario greco di Vigna Nuova, uno dei principali della grecità d'Occidente.

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Achei Sibari

Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari

Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari

Mostra VIDE – VIaggio Dell’Emozione

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

Cassano all’Ionio (Cosenza)

Lunedì 25 novembre 2019

Achei Sibari
Sibari, Stombi (1971). Pettorale in lamina d'argento e oro (600-575 a. C.)

Lunedì 25 novembre 2019 a Cassano all’Ionio (Cosenza), presso il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto dalla dottoressa Adele Bonofiglio, si terrà una giornata dedicata al Pettorale in oro e argento, scelto come simbolo del “viaggio lungo le rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo” avente come tema portante Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari.

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

Ritrovato nell’area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale. Tale reperto riassume nella propria materia d’oro e argento e nella lavorazione decorativa, formata da coppie di palmette a sette petali contrapposte a fiori di loto, i fasti di Sybaris, la città fondata dagli Achei nel 720 a.C., che tra il VII e il VI sec. a.C. conquistò, grazie alla sua floridezza, la supremazia sulle città di confine. Tale ruolo fu perduto dopo due secoli di splendore, quando decadde a seguito della dolorosa sconfitta infertale dall’esercito dei Crotoniati guidati dall’atleta Milone.

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

L’iniziativa è indetta nell’ambito della Mostra VIDE – VIaggio Dell’Emozione, che coinvolge tutti gli istituti del Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Antonella Cucciniello
Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

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Calabria capolavori Mario Vicino

Vibo Valentia: presentazione "Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento" di Mario Vicino

Presentazione volume

Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Vibo Valentia

22 novembre 2019 – Ore 17.00

Calabria capolavori Mario Vicino

Venerdì 22 novembre 2019, alle ore 17.00, a Vibo Valentia, presso il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, nell’accattivante location del Castello Normanno Svevo, verrà presentato il volume di Mario Vicino dal titolo Calabria terra di capolavori. Dal Medioevo al Novecento (Editrice Aurora).

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

Interverranno all’iniziativa Adele Bonofiglio, direttore del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia e l’autore del volume.

<<L’iniziativa – come precisa la dottoressa Bonofiglio - ha lo scopo di far riscoprire la passione per l’arte e restituire la giusta importanza all'inestimabile patrimonio di cui dispone la Calabria e la bellezza dei suoi innumerevoli tesori nascosti. Nella prima parte dell’opera - continua la Bonofiglio - si descrive l’evoluzione della pittura in Calabria in relazione alla sua straordinaria storia. Partendo dal periodo Tardoantico, l’autore attraversa le vicende del Medioevo, con Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, per poi raggiungere il Cinquecento e i successivi sviluppi dell’arte calabrese fino all’Ottocento e il Novecento. Nella seconda sezione del libro – conclude la Bonofiglio - vengono catalogati ed esaminati nel dettaglio alcune delle numerose opere presenti nella regione>>.

Il prof. Mario Vicino, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, ha al suo attivo altre pubblicazioni di pregio quali La Pittura in Calabria. Quattrocento e Cinquecento, Imago Mariae e una monografia su Pietro Negroni.

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bando MiBACT

MArRC: presentazione del bando MiBACT "Memoria Europea" e auguri al nuovo Rettore UniStraDa

MARTEDÌ 5 NOVEMBRE LA PRESENTAZIONE DEL BANDO MIBACT "MEMORIA EUROPEA"

MALACRINO: «OCCASIONE SPECIALE PER RIFLETTERE SU INCLUSIONE E ACCOGLIENZA»

bando MiBACT "Memoria Europea" Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Gina LollobrigidaSi conferma il successo della prima domenica del mese al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con migliaia di persone che gratuitamente hanno visitato le straordinarie sale espositive del MArRC e ammirato i Bronzi di Riace e di Porticello grazie all’iniziativa #domenicalmuseo voluta dal ministro Dario Franceschini. Tra i visitatori della giornata, ospite speciale è stata la grande attrice Gina Lollobrigida.

Inizia una settimana densa di appuntamenti per il Museo. Nell'ambito del programma "Europa per i cittadini", nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, il 5 novembre sarà presentato il bando MiBACT "Memoria Europea", con inizio alle ore 9.00.

Il MArRC ospiterà Elisabetta Scungio e Patrizia Carratta, funzionari del Segretariato Generale Mibact, insieme a Rita Sassu, Project Officer Programma Europa per i cittadini (ECP) Italia, David Vezzoni, della cooperativa Tempo per l'infanzia Onlus, Roberto Ameruso, sindaco del Comune di Tarsia, Roberto Cannizzaro, delegato alla cultura della stessa amministrazione, Francesco Altimari, docente di lingua e letteratura albanese dell'Unical e Annunziato Squillaci, membro della comunità grecanica calabrese.

«Accogliamo con grande piacere la presentazione di questa iniziativa - dichiara Carmelo Malacrino. La memoria deve sempre essere tramandata alle future generazioni. Le civiltà classiche hanno gettato le basi dello Stato moderno e diffuso i valori della cittadinanza e della democrazia. Nonché – aggiunge – le qualità etiche che da esse scaturiscono. In questa promozione del sapere antico, il MArRC contribuisce a veicolare i principi della legalità e dell'inclusione. In una dimensione aperta all'accoglienza - afferma - che ci rende partecipi di una battaglia culturale contro ogni forma di nazionalismo e intolleranza. L'iniziativa del Ministero presieduto da Franceschini - dunque - è significativa perché consentirà, attraverso i progetti che saranno finanziati, di sensibilizzare la collettività sui temi attuali nelle politiche europee dei nostri giorni e, in particolare, sulla difesa delle minoranze, contro ogni forma di discriminazione».

L'iscrizione, gratuita, potrà essere effettuata al link dedicato sul sito web: eventbrite.it

Martedì, inoltre, il direttore Malacrino sarà anche relatore alla presentazione del protocollo di intesa tra il Consiglio Regionale della Calabria e il Rotary Distretto 2010, volto a promuovere le attività del Polo culturale "Mattia Preti". All'auditorium "Nicola Calipari" il direttore esporrà i cambiamenti del Museo dal suo insediamento nel 2015. Un excursus culturale che sancirà il legame tra MArRC con il Polo "Mattia Preti" per la cura e la tutela del materiale bibliografico dell'antichità.

«Anche il Museo - ricorda Malacrino - nel 2017 ha aperto al pubblico la sua ricca biblioteca, una realtà che ospita circa 25 mila volumi dedicati agli aspetti culturali, letterari e sociali delle civiltà antiche. Ritengo - conclude - che l'iniziativa a Palazzo Campanella, potrà costituire un momento di riflessione per la costituzione di una rete di azione che faciliti la fruizione e la conoscenza del patrimonio librario calabrese anche oltre i confini regionali».

 

GLI AUGURI DEL DIRETTORE MALACRINO AL PROFESSOR ZUMBO - RETTORE DELL'UNIVERSITÀ PER STRANIERI

«Esprimo i miei auguri e quelli di tutto lo staff del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria al Professor Antonino Zumbo, docente di Filologia Classica e nuovo Rettore dell'Università per Stranieri "Dante Alighieri".

Antonino Zumbo, studioso di chiara fama, al pari del suo predecessore, professor Salvatore Berlingò, rappresenterà un fermo punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione del sapere accademico oltre i confini di Reggio Calabria. La "Dante Alighieri" costituisce, infatti, un ateneo che, oltre a contribuire alla divulgazione e conoscenza della lingua italiana nel mondo, forma i propri studenti nei settori della mediazione, nell'inclusione sociale, nell'intercultura. Elementi che consolidano i legami tra l'università e il Museo, da sempre ispirato alle politiche dell'accoglienza e dell'integrazione. Un ateneo che, con i corsi estivi di approfondimento della lingua italiana, contribuisce ad accrescere il numero di presenze nella città di Reggio.

Sono sicuro che, nel corso del suo mandato, il professore Zumbo consoliderà le sinergie, già proficue, con il MArRC, nel comune interesse di diffondere la storia, le tradizioni e la cultura di questa nostra straordinaria regione».

I testi sul bando MiBACT "Memoria Europea" e sugli auguri di Malacrino a Zumbo, e la foto di Gina Lollobrigida al MArRC sono gentilmente forniti dalla Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria


L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito

L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito

Progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione

Museo archeologico Lametino

Lamezia Terme (Catanzaro)

15 – 22 – 29 ottobre 2019

Hydrìa di CerzetoIl Progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione, ideato dal Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, e realizzato col sostegno della Regione Calabria, fa tappa al Museo archeologico Lametino con un ricco programma di eventi previsti per le giornate del 15, 22 e 29 ottobre 2019.

Antonella Cucciniello
Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

Il Progetto ha lo scopo di promuovere e mettere in rete i 16 istituti culturali afferenti al Polo con una mostra virtuale realizzata a Cosenza presso Palazzo Arnone, dove una camera immersiva, sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permette ai visitatori di intraprendere un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio culturale calabrese e delle innumerevoli storie che può raccontare.

Museo archeologico lametino Per l’occasione il Museo archeologico Lametino ha scelto di esporre virtualmente l’Hydrìa di Cerzeto, pezzo iconico della collezione. Le scene a carattere erotico-nuziale, riprodotte con una grande esuberanza decorativa sul vaso, alludono alla sfera matrimoniale e alla preparazione per il primo incontro d’amore. Esse rappresentano un’occasione per intraprendere un viaggio nel viaggio, alla scoperta dell’affascinante mondo femminile greco, di cui, in una serie di incontri organizzati al Museo, si intende esplorare i più diversi ambiti: da quelli legati alla vita reale (si pensi alla cosmetichè techne, l’arte di farsi belle attraverso un’attenta scelta di abiti, acconciature, gioielli e l’uso di unguenti dal sensuale profumo, alle attività domestiche di filatura e tessitura appannaggio esclusivo delle donne) a quelli rituali (cerimonie e culti legati ai passaggi di status femminili) e mitici (intriganti figure divine del pantheon terineo legate alla sfera afrodisia e ctonia).

Questo, in dettaglio il programma delle iniziative curate dalla dott.ssa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo in forza al Polo museale della Calabria:

15 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 17.30: Presentazione del Progetto VIDE – Viaggio dell’Emozione.

L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito.
Intervengono
Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria
Rosanna Calabrese, funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Giovanna De Sensi Sestito, Ordinario di Storia Greca UNICAL
Ore 19.30 – Hydrìa di Cerzeto in scena e visita animata alla Sezione Classica del Museo.

22 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 18.00: I Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa.
Introduce

Rosanna Calabrese - funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Intervengono

Giovanni Vasta – Archeologo: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: il maquillage”.
Francesca Morabito - storica dell’arte: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di acconciarsi”.
Felicia Villella - Diagnosta BB CC: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di abbigliarsi”.
Samuele Maria Anastasio – Archeologo,: “Il mondo femminile e le attività dell’oikos: la tessitura e la filatura”.

29 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 18.00: II Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa.
Introduce

Rosanna Calabrese - funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Intervengono

Angela Astorino - Conservatore BB AA AA: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: la scelta dei gioielli”.
Daniela Emanuele - Storica dell’arte: “Il mondo femminile e il pantheon terineo”
Angela Bosco – Archeologo: “Il mondo femminile e i rituali di passaggio alla vita di adulta: il matrimonio”

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Locroi Epizephyroi Andrea Chiesi

"Locroi Epizephyroi": Andrea Chiesi interviene al museo locale

Locroi Epizephyroi

Musei e parco archeologico nazionale di Locri

Locri (Reggio Calabria)

Giovedì 29 agosto 2019 – Ore 12.00

Locroi Epizephyroi Andrea Chiesi
Giovedì 29 agosto 2019, alle ore, 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Parco archeologico nazionale di Locri, si terranno un atteso intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi e la cerimonia di consegna di una sua opera al museo locrese. 
Visionario e poetico, Andrea Chiesi dipinge paesaggi contemporanei dai colori freddi e dai tratti veloci. Dedito alla pittura a olio e al disegno, di cui predilige la tecnica dell’inchiostro, sovente Chiesi raccoglie le sue impressioni di viaggio in taccuini, alla pari di un esploratore contemporaneo che durante un Grand Tour fissa in istanti eterni i ricordi. 
Per il Museo di Locri, Chiesi ha realizzato un taccuino espanso, un’opera che rispecchia la “responsabilità dell’artista”, ovvero la convinzione che ogni museo, seppur piccolo, sia spazio pubblico, in cui si sedimenta il senso di appartenenza della comunità e al contempo si favorisca la diffusione di valori condivisi. 
L’intervento di Andrea Chiesi è documentato da uno dei Contrappunti visivi, ovvero la sezione di audiovisivi di Ceilings per la regia di Giovanni Carpanzano e la fotografia di Demetrio Caracciolo, realizzato da Doc Servizi. È stato realizzato un making of sull’opera specifica e sulla poetica dell’artista, che sarà proiettato durante la giornata.
L’iniziativa è parte integrante del progetto Ceilings. Musei in rete, promosso e organizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.
Ceilings cofinanziato per il secondo anno consecutivo dalla Regione Calabria, vanta un accordo di valorizzazione con la Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, già Polo museale della Calabria, nonché numerosi partner istituzionali e di settore. Ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale, per realizzare interventi site-specific che si integrino con l’identità del luogo. Tali interventi artistici, lungi dall’essere una sterile operazione decorativa, rappresenteranno - e dovranno rappresentare nel lungo termine - la specificità della “rete dei musei”, per costituire quell’itinerario turistico del contemporaneo, tutto da scoprire, disseminato tra il patrimonio culturale della Regione.
Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore Musei e parco archeologico nazionale di Locri; Giuseppe Carmine Soriero, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Vittorio Politano, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Simona Caramia, curatrice del progetto e Anna Sofia, assessore alla cultura del comune di Locri.

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