L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito

L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito

Progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione

Museo archeologico Lametino

Lamezia Terme (Catanzaro)

15 – 22 – 29 ottobre 2019

Hydrìa di CerzetoIl Progetto VIDE – VIaggio Dell’Emozione, ideato dal Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, e realizzato col sostegno della Regione Calabria, fa tappa al Museo archeologico Lametino con un ricco programma di eventi previsti per le giornate del 15, 22 e 29 ottobre 2019.

Antonella Cucciniello
Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

Il Progetto ha lo scopo di promuovere e mettere in rete i 16 istituti culturali afferenti al Polo con una mostra virtuale realizzata a Cosenza presso Palazzo Arnone, dove una camera immersiva, sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permette ai visitatori di intraprendere un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio culturale calabrese e delle innumerevoli storie che può raccontare.

Museo archeologico lametino Per l’occasione il Museo archeologico Lametino ha scelto di esporre virtualmente l’Hydrìa di Cerzeto, pezzo iconico della collezione. Le scene a carattere erotico-nuziale, riprodotte con una grande esuberanza decorativa sul vaso, alludono alla sfera matrimoniale e alla preparazione per il primo incontro d’amore. Esse rappresentano un’occasione per intraprendere un viaggio nel viaggio, alla scoperta dell’affascinante mondo femminile greco, di cui, in una serie di incontri organizzati al Museo, si intende esplorare i più diversi ambiti: da quelli legati alla vita reale (si pensi alla cosmetichè techne, l’arte di farsi belle attraverso un’attenta scelta di abiti, acconciature, gioielli e l’uso di unguenti dal sensuale profumo, alle attività domestiche di filatura e tessitura appannaggio esclusivo delle donne) a quelli rituali (cerimonie e culti legati ai passaggi di status femminili) e mitici (intriganti figure divine del pantheon terineo legate alla sfera afrodisia e ctonia).

Questo, in dettaglio il programma delle iniziative curate dalla dott.ssa Rosanna Calabrese, funzionario archeologo in forza al Polo museale della Calabria:

15 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 17.30: Presentazione del Progetto VIDE – Viaggio dell’Emozione.

L’Hydrìa di Cerzeto. Viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito.
Intervengono
Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria
Rosanna Calabrese, funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Giovanna De Sensi Sestito, Ordinario di Storia Greca UNICAL
Ore 19.30 – Hydrìa di Cerzeto in scena e visita animata alla Sezione Classica del Museo.

22 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 18.00: I Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa.
Introduce

Rosanna Calabrese - funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Intervengono

Giovanni Vasta – Archeologo: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: il maquillage”.
Francesca Morabito - storica dell’arte: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di acconciarsi”.
Felicia Villella - Diagnosta BB CC: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: l’arte di abbigliarsi”.
Samuele Maria Anastasio – Archeologo,: “Il mondo femminile e le attività dell’oikos: la tessitura e la filatura”.

29 ottobre 2019

Hydrìa di Cerzeto
Ore 17.00 – 21.00: Apertura straordinaria pomeridiana del Museo archeologico Lametino (ingresso gratuito)

Ore 18.00: II Ciclo di incontri intorno all’Hydrìa.
Introduce

Rosanna Calabrese - funzionario archeologo Polo museale della Calabria
Intervengono

Angela Astorino - Conservatore BB AA AA: “Il mondo femminile e la cosmetichè techne: la scelta dei gioielli”.
Daniela Emanuele - Storica dell’arte: “Il mondo femminile e il pantheon terineo”
Angela Bosco – Archeologo: “Il mondo femminile e i rituali di passaggio alla vita di adulta: il matrimonio”

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Locroi Epizephyroi Andrea Chiesi

"Locroi Epizephyroi": Andrea Chiesi interviene al museo locale

Locroi Epizephyroi

Musei e parco archeologico nazionale di Locri

Locri (Reggio Calabria)

Giovedì 29 agosto 2019 – Ore 12.00

Locroi Epizephyroi Andrea Chiesi
Giovedì 29 agosto 2019, alle ore, 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Parco archeologico nazionale di Locri, si terranno un atteso intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi e la cerimonia di consegna di una sua opera al museo locrese. 
Visionario e poetico, Andrea Chiesi dipinge paesaggi contemporanei dai colori freddi e dai tratti veloci. Dedito alla pittura a olio e al disegno, di cui predilige la tecnica dell’inchiostro, sovente Chiesi raccoglie le sue impressioni di viaggio in taccuini, alla pari di un esploratore contemporaneo che durante un Grand Tour fissa in istanti eterni i ricordi. 
Per il Museo di Locri, Chiesi ha realizzato un taccuino espanso, un’opera che rispecchia la “responsabilità dell’artista”, ovvero la convinzione che ogni museo, seppur piccolo, sia spazio pubblico, in cui si sedimenta il senso di appartenenza della comunità e al contempo si favorisca la diffusione di valori condivisi. 
L’intervento di Andrea Chiesi è documentato da uno dei Contrappunti visivi, ovvero la sezione di audiovisivi di Ceilings per la regia di Giovanni Carpanzano e la fotografia di Demetrio Caracciolo, realizzato da Doc Servizi. È stato realizzato un making of sull’opera specifica e sulla poetica dell’artista, che sarà proiettato durante la giornata.
L’iniziativa è parte integrante del progetto Ceilings. Musei in rete, promosso e organizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.
Ceilings cofinanziato per il secondo anno consecutivo dalla Regione Calabria, vanta un accordo di valorizzazione con la Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, già Polo museale della Calabria, nonché numerosi partner istituzionali e di settore. Ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale, per realizzare interventi site-specific che si integrino con l’identità del luogo. Tali interventi artistici, lungi dall’essere una sterile operazione decorativa, rappresenteranno - e dovranno rappresentare nel lungo termine - la specificità della “rete dei musei”, per costituire quell’itinerario turistico del contemporaneo, tutto da scoprire, disseminato tra il patrimonio culturale della Regione.
Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore Musei e parco archeologico nazionale di Locri; Giuseppe Carmine Soriero, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Vittorio Politano, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Simona Caramia, curatrice del progetto e Anna Sofia, assessore alla cultura del comune di Locri.

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VIDE Viaggio Dell’Emozione

Calabria: mostra diffusa "VIDE Viaggio Dell’Emozione"

MOSTRA

VIDE Viaggio Dell’Emozione

Sedi

Direzione territoriale delle reti museali della Calabria

dal 28/08/2019 al 29/02/2020

Vernissage

Cosenza – Palazzo Arnone

28 agosto 2019 – Ore 20.30

VIDE Viaggio Dell’EmozioneMercoledì 28 agosto 2019, alle ore 20.30, a Cosenza, Palazzo Arnone, Sede della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, si terrà il vernissage della mostra “VIDE Viaggio Dell’Emozione.

Questo, di seguito indicato il programma previsto:

- Ore 20:30 taglio del nastro e visita alla mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione

- Dalle ore 21:00 alle ore 23:00 focus e declinazione del viaggio, legato all’evento “VIDEViaggioDell’Emozione”, a cura della GNC con visite guidate tematiche “il viaggio verso la salvezza”- a partire dall’opera Riposo nella fuga in Egitto di Francesco De Rosa, detto Pacecco, si approfondirà il tema del viaggio inteso come fuga disperata dalle atrocità della guerra, dalle persecuzioni e dall’indifferenza del prossimo nella speranza di trovare la salvezza in nuove terre, facendo tappa tra altre significative opere custodite nella GNC. Nel corso dell’iniziativa si terrà un intrattenimento musicale sul terrazzo a cura della Dj Pat Pikierri

VIDE Viaggio Dell’EmozioneIl progetto “VIDE VIaggioDell’Emozione”, ideato dal Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, tracciata per iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali.

L’esposizione − che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale all’interno dei contesti museali di appartenenza − traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva, coinvolgendo l’intera rete di connessioni esistenti tra le sedi della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e i paesaggi culturali in cui esse insistono.

La mostra ha il suo centro propulsore a Cosenza, presso Palazzo Arnone, dove una sala multimediale sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permetterà ai visitatori di intraprendere un viaggio virtuale presso tutte le altre sedi coinvolte. All’interno degli altri musei e luoghi della cultura, grazie a un’applicazione dedicata, essi potranno, poi, visualizzare non solo il reperto inserito all’interno del percorso, ma avranno la possibilità di intraprendere virtualmente ulteriori e nuovi percorsi da tracciare secondo i propri interessi e sensibilità.

Il ‘viaggiatore VIDE’ si sposterà dal museo di Amendolara, dove piccoli scarabei testimoniano la fitta trama di scambi attivi nel mondo antico, al Museo della Sibaritide, per conoscere le insidie del viaggio degli Achei. Presso la Galleria di Cosenza vivrà l’ansia di una fuga esasperata per la salvezza e giungerà a Lamezia Terme per scoprire il mondo femminile della Magna Grecia. Si sposterà a Vibo Valentia e Scolacium dove, silenzioso, visiterà il mondo dei morti; a Mileto entrerà in contatto con le antiche abilità dei maestri argentieri mentre a Gioia Tauro scoprirà la manifattura ceramica dei Calcidesi. Si sposterà a Bova percorrendo l’antico asse viario Reggio – Taranto, arrivando poi nella Locride dove presso Locri Epizephiri e Kaulon vivrà il forte legame tra le antiche popolazioni e le risorse naturali della regione. Poco distante raggiungerà La Cattolica e la chiesa di San Francesco, mete di un viaggio spirituale, e si sposterà alla fortezza di Le Castella che evoca ancora accese battaglie per il controllo della costa. Concluderà, al galoppo, il suo viaggio a Crotone.

La mostra attraversa, quindi, tutte le Sedi ricadenti nella Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Antonella Cucciniello - Direttore Direzione territoriale delle reti museali della Calabria

La mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione rimarrà aperta al pubblico nelle sedici sedi fino al 29 febbraio 2020.

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Palazzo Nieddu del Rio Locri

Presentazione del nuovo allestimento per la polis di Locri a Palazzo Nieddu Del Rio

Presentazione nuove sale espositive

Palazzo Nieddu Del Rio

Locri (Reggio Calabria)

Sabato 24 agosto 2019 – Ore 20.00

Palazzo Nieddu del Rio LocriStasera, sabato 24 agosto 2019, alle ore 20.00, a Locri (Reggio Calabria), nel maestoso Palazzo Nieddu Del Rio, Sede del Museo del Territorio, diretto dalla dottoressa Rossella Agostino, ricadente nella Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello, verrà presentato il nuovo allestimento delle sale dedicate alla polis magno-greca di Locri.

Antonella Cucciniello - Direttore Direzione territoriale delle reti museali della Calabria

Allestimento che sostituirà temporaneamente - in attesa della conclusione dei lavori del progetto PON-FESR 2014-2020 “Adeguamento sismico Museo nazionale di Locri” – l’esposizione permanente del museo al parco archeologico. L’allestimento è stato possibile grazie ad ulteriori due sale messe a disposizione del già Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e dal comune di Locri, con accordo istituzionale, al secondo piano di Palazzo Nieddu Del Rio.

Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

Interverranno all’iniziativa, a cura dei Musei e parco archeologico nazionale di Locri e del comune di Locri: Rossella Agostino, direttore dei Musei e parco archeologico di Locri; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri e Giuseppina Vitetta, direttore lavori progetto pon-fesr museo di Locri.

Palazzo Nieddu del Rio Locri
Locri - Palazzo Nieddu del Rio

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La notte delle Muse Sarcofago delle Muse

Locri, "la notte delle muse": esposizione del Sarcofago delle Muse

La notte delle muse

Esposizione del sarcofago delle muse

Complesso monumentale Casino Macrì

Parco Archeologico di Locri

25 luglio 2019 – Ore 21.00

Giovedì 25 luglio 2019, alle ore 21.00, A Locri (Reggio Calabria), presso il Complesso museale Casino Macrì del Parco archeologico nazionale di Locri sarà presentato da Sara De Angelis, direttore del Museo archeologico dell’Agro Falisco-Forte Sangallo, il Sarcofago delle Muse.

Artefice dell’iniziativa Rossella Agostino, direttore dei musei di Locri.

Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

Il manufatto di età romana, sarà esposto da luglio a settembre a Locri nell’ambito di uno scambio tra Polo museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli e il Polo museale della Calabria, diretto da Antonella Cucciniello che ha dato in prestito temporaneo, in occasione della mostra Lessico italiano, volti e storie del nostro paese allestita al Complesso del Vittoriano a Roma, la Statua del Togato, opera marmorea di valenza artistica databile tra fine I sec. a.C.- inizi I sec.d.C.

Antonella Cucciniello - Direttore Polo museale della Calabria

La scelta di avere in prestito il sarcofago, tra le opere messe a disposizione dal Polo museale del Lazio, è legata alla volontà di ricordare al pubblico che anche nel territorio della Locride, tra le scoperte di età romana, sono stati rinvenuti due sarcofagi in marmo entrambi esposti nel parco archeologico di Locri: il sarcofago da contrada Saletta di Locri, di Caius Octavianus Crescens di II-II secolo d.C. dedicato dalla moglie al marito defunto ed il sarcofago da contrada Salice di Ardore del III secolo d.C. con busto panneggiato maschile centrale e figurina di pastore accosciato alle cui spalle si vede un ariete, opera probabilmente importata da Roma su commissione.

La programmata conversazione è una bella occasione d’incontro tra due realtà archeologiche ricche ed interessanti, espressioni di due diverse civiltà ugualmente affascinanti: i Falisci la cui capitale era Falerii, odierna Civita Castellana, e la cui storia è narrata dal percorso espositivo del museo di Civita Castellana e i Locresi, significativa testimonianza della cultura magno-greca.

La notte delle Muse Sarcofago delle Muse
La notte delle Muse, con esposizione del Sarcofago delle Muse - Locandina

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Sardinia Archeo Festival

Sardinia Archeo Festival. Al via la seconda giornata

Sardinia Archeo FestivalSabato 20 luglio il programma del Sardinia Archeo Festival - Rotte e Approdi, organizzato dall’associazione Itzokor, sarà dedicato nella prima parte agli scambi commerciali e culturali e alle rotte che li hanno permessi.

Aprirà la giornata Massimo Cultraro, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università degli Studi di Palermo parlando di “mare inquieto”, in riferimento al Mediterraneo centro-occidentale, che alla fine del II millennio a. C. diventa luogo di intense dinamiche di scambio e/o scontro fino a mettere in crisi i grandi imperi transnazionali, l’Egitto, il regno Ittita, il mondo miceneo, ecc.. Chiuderà il suo intervento con una riflessione sul fatto che l’archeologia, attraverso la nuova “Archeologia delle Migrazioni” possa offrire strumenti di lettura della realtà contemporanea.

Seguirà Carlo Tronchetti, già funzionario archeologo e Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, che parlerà di “Mediterraneo come elemento fisico che unisce e divide, soprattutto come elemento culturale che riunisce e mescola tutte le componenti che vi si affacciano, facendo nascere nuove culture che continuano ad intrecciarsi in un processo che non ha fine”.

Dopo tanto navigare per mare, si arriva ad un approdo, quello offerto dal nuraghe Sirai di Carbonia, laddove gli scavi archeologici stanno mettendo in luce un intenso rapporto di incontri tra genti di tradizione nuragica e genti provenienti da fuori. Sarà Carla Perra, Direttore Scientifico degli scavi al complesso del nuraghe Sirai, a illustrare i risultati delle ricerche. Altro approdo Broglio di Trebisacce in Calabria, luogo di incontro tra le genti del luogo, gli Enotri, e i gruppi umani provenienti dalla Grecia (Micenei prima, Achei poi), soggetto del filmato Eravamo Gente Felice. Enotri di Flaviano Pizzardi, realizzato dal Comune di Trebisacce. Se ne parlerà con l’archeologo Alessandro Vanzetti in collegamento Skype.

Con le archeologhe e animatrici museali Giulia Balzano e Cristina Ciccone si andrà in viaggio lungo le rotte dell’ossidiana del Monte Arci, i cui percorsi antichi si intrecciano con le dinamiche moderne connesse alla gestione del Museo dell’Ossidiana di Pau in un’ottica di promozione del territorio e di stimolo culturale. Si andrà alla riscoperta dei percorsi dell’acqua e della sua distribuzione nelle tradizioni mediterranee nelle città e nei campi in epoca medievale con l’architetto Marco Cadinu, docente di Storia dell’Architettura e Storia della Città Medievale all’Università degli Studi di Cagliari, mentre con Angela Simula, archeologa con la passione per gli archivi, si ricostruiranno le vicende di un naufragio avvenuto a Porto Conte nel 1606, dai retroscena legati alla nascita di un’economia preindustriale del Granducato di Toscana, la produzione della seta.

Un altro filone del Festival si ripropone di indagare la concezione mentale di isole e isolamento. Su questo argomento le relazioni di Stefano Tedde, archivista che ha lavorato presso l’archivio della colonia penale di Tramariglio e dell’Asinara, che riferirà della Sardegna vista come “isolapenitenziario”, mentre il contributo del docente di Storia Moderna Giampaolo Salice verterà sullo scardinamento degli stereotipi letterari relativi ad alcune isole del Mediterraneo.

A termine serata l’intervento della giornalista e scrittrice Elena Stancanelli, che presenterà il suo libro Venne alla spiaggia un assassino, dove racconta la sua esperienza sulle navi ONG. Si chiude con la proiezione del documentario Funtaneris di Massimo Gasole, con Marco Cadinu, dedicato alle fontane e al loro ruolo centrale nelle comunità sarde del passato.
Al serale musica con Gianfranco Maxia, Max Messesi e Matteo Pisanu, mentre Francesca Mulas e Giulia Balzano con il dialogo Diversamente archeologhe: sguardi sulla società contemporanea. Sardinia Archeo Festival è organizzato dall’associazione Itzokor in collaborazione di Radio Brada, grazie al contributo della Fondazione di Sardegna. Partecipano al Festival in qualità di patrocinatori diversi enti pubblici e diversi media partner.

Sardinia Archeo Festival

Nasce dalla volontà di creare uno spazio fisico e mentale destinato al ragionamento, allo scambio e all’incontro intorno ai macrotemi dell’archeologia e del Mediterraneo: sarà un’occasione per cercare di capire come questa grande distesa d’acqua sia stata e sia tuttora teatro di tante vite in movimento e di tanti approdi.

Rotte e Approdi è, appunto, il titolo di questa prima edizione: il racconto delle due grandi anime di questo mare, quella dinamica, degli spostamenti, dei popoli in cammino, e quella statica, di chi decide di stare (in un posto o in un altro), facendosi tramite di conoscenze, tecnologie, saper fare, tradizioni, culture.

Sardinia Archeo Festival sarà una riflessione collettiva sul significato di patrimonio culturale, un’opportunità per conoscere progetti di salvaguardia culturale in paesi non pacificati o in stato di difficoltà economica e di instabilità politica, uno strumento per indagare incontri e scambi avvenuti sulle rotte del Mediterraneo nel corso della storia, ma anche importante occasione per volgere lo sguardo all’attualità di quel mare e ai problemi sociali ed etici che essa pone.

Attraverso conferenze, presentazioni di libri, proiezioni di docu-film, musica si svolgerà il filo delle rotte mediterranee, antiche e moderne.

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Consulta il programma: https://www.sardiniarcheofestival.it/


50° anniversario Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

50° anniversario

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Vibo Valentia

In occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia diretto da Adele Bonofiglio, afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello, si avviano le celebrazioni della ricorrenza con un ricco programma di eventi che si svolgeranno nel corso dell’anno.

Antonella Cucciniello - Direttore Polo Museale della Calabria

Con due giornate, dedicate ad un importante convegno scientifico che si terrà nei giorni 6 e 7 luglio 2019, si offrirà una importante disamina degli studi fin qui condotti da esimi studiosi nazionali e internazionali che relazioneranno sull’area di Hipponion-Valentia.

Nell’ambito dei festeggiamenti si svolgerà la Iª fiera dei Musei del territorio, al fine di promuovere e valorizzare le prestigiose realtà locali. Le celebrazioni continueranno con l’allestimento di una mostra su Scrimbia a metà settembre, e nei giorni 19 e 20  ottobre 2019 si svolgerà la Iª Fiera dei Musei Archeologici della Magna Grecia.

Il Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia è stato istituito nel 1969 ed è dedicato alla memoria del Conte Vito Capialbi, erudito del luogo. Animato da spirito antiquario, per primo raccolse e custodì le testimonianze della vita della città ricostruendone la storia dalla fondazione della colonia locrese di Hipponion alla costituzione della colonia romana di Valentia.
A questo nucleo si aggiunse la collezione di monsignor Albanese ricca soprattutto di ex voto.
I reperti che dal VII sec.a.C. al III sec.d.C, illustrano la civiltà greca, bruzia e romana sono stati in gran parte rinvenuti nell’area della città antica.
Particolare rilievo rivestono le terrecotte (VI –V sec. a. C.) alcuni bronzi e la preziosa laminetta aurea, con testo orfico, rinvenuta in una vasta necropoli che interessa l’area urbana della città moderna.
Di notevole interesse, inoltre, il ricco monetiere Capialbi che rappresenta un riferimento numismatico tra i più importanti in Calabria.

Adele Bonofiglio - Direttore Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia

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Cina Locride Tra la Cina e la Locride

Incontro "Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali"

Tra la Cina e la Locride

Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio

Locri (Reggio Calabria)

Lunedì 1 luglio 2019 – Ore 18.00

Cina Locride Tra la Cina e la Locride
Tra la Cina e la Locride - Locandina

Lunedì 1 luglio 2019, alle ore 18.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà un interessante incontro sul tema Tra la Cina e la Locride - Nuove frontiere turistiche negli scambi culturali.

L’iniziativa è organizzata dai Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri in sinergia con l’associazione  HistoriCal  per sensibilizzare il territorio a nuove collaborazioni finalizzate a far conoscere il patrimonio storico archeologico della Locride oltreoceano ed in mercati oggi molto importanti. Un impegno che vede i Musei e parco archeologico di Locri presenti e pronti a collaborare con operatori turistico-culturali e associazioni di categoria a 360°.

Interverranno all’incontro locrese: Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria; Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Attilio Varacalli, presidente associazione HistoriCal; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Nicola Irto, presidente consiglio regionale della Calabria; Cosimo Pellegrino, presidente A.L.B.; Francesco Belligerante, referente per la Cina – associazione HistoriCal; Domenico Creazzo, vicepresidente Parco Nazionale d’Aspromonte; Gianluca Colaci, Confartigianato e Mario Diano, presidente albergatori della Locride.

Rossella Agostino - Direttore Museo e Parco Archeologico di Locri

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Consegna dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri

Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio

Locri (Reggio Calabria)

10 giugno 2019 – Ore 12.00

Lunedì 10 giugno 2019, alle ore 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu del Rio, si terrà la consegna dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale Archeologico di Locri Epizefiri. L’intervento è finanziato con risorse del Programma Nazionale Operativo (PON) “Cultura e Sviluppo” e si pone in continuità con gli interventi finanziati con le precedenti fasi di programmazione delle risorse aggiuntive di fonte comunitaria che hanno permesso di migliorare la fruibilità del parco archeologico, di recuperare Palazzo Nieddu del Rio per destinarlo in parte a Museo del Territorio.

Ed è proprio in questo edificio monumentale, grazie alla disponibilità del Comune di Locri, che verrà temporaneamente trasferita una significativa parte dell’allestimento espositivo dell’edificio museale  interessato dai lavori di miglioramento strutturale, impiantistico, della qualità energetica.

La progettazione dell’intervento ha offerto l’opportunità di incrementare la superficie destinata all’esposizione attraverso il tamponamento del portico sul fronte principale e di ripensare in chiave innovativa l’allestimento espositivo.

La durata prevista per il completamento dei lavori è di circa 12 mesi.

La direzione del Museo è impegnata a limitare al minimo i disagi temporanei all’utenza che questa importante operazione culturale potrà comportare.​

Illustreranno i dettagli di questa importante iniziativa Rossella Agostino, direttore Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Salvatore Patamia, segretario regionale MiBAC per la Calabria; l’architetto Giuseppina Vitetta in qualità di D. L. e Giovanni Calabrese, sindaco di Locri.

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archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia

Archeologia sommersa: tutte le storie che il mare ha da raccontare

Chi non ha mai sentito parlare dei Bronzi di Riace e della loro fortuita scoperta? Tutti hanno bene in mente il loro fisico statuario e le immagini della loro straordinaria perfezione. Ma è un dato di fatto: se non si fossero adagiati sul fondale per millenni, è quasi certo che non sarebbero giunti a noi; pratiche di spoglio e riutilizzo, soprattutto di statue bronzee, è ampiamente diffuso e documentato durante l'antichità basti pensare a quanti pochi originali bronzei greci e romani ci siano pervenuti. Ebbene, questo è il motivo per cui è importantissima l'archeologia subacquea: nonostante possa distruggere e modificare, l'acqua è anche un prezioso scrigno e conserva gelosamente per millenni grandissimi ed importantissimi tesori e storie, la maggior parte di esse testimoni dell'ingegno e del coraggio dei nostri predecessori che, affidandosi puramente ai segni naturali e a pochi accorgimenti empirici, solcavano i mari armati di moltissimo coraggio.

archeologia subacquea Porto Giulio Portus Iulius Parco archeologico sommerso di Baia
Strutture sommerse del Porto Giulio. Parco archeologico sommerso di Baia. Foto di Ruthven, CC0

Perchè non illudiamoci, ogni relitto ritrovato che per noi è un grande momento di giubilo dato che "congela" i dati presenti a bordo della nave, parla di una tragedia; dietro di esso si celano marosi, tempeste, urti e momenti in cui la morte era spesso accanto ai naviganti, ma anche momenti in cui venivano messi a rischio mesi di processo produttivo, perchè ciò che spinge l'uomo per mare, sin dal Neolitico, è proprio il commercio.

Alcuni dei più antichi sono infatti i relitti risalenti all'età del Bronzo, età in cui l'uomo si accingeva a conquistare con la scrittura capacità di mettere per iscritto i propri pensieri, eppure già si spingeva in rotte kilometriche in tutto il Mediterraneo. Uno di questi è il relitto fenicio di Uluburun, ritrovato in Turchia, del XIV a.C. e, per essere più precisi, mentre era in vita la regina egizia Nefertiti, visto che tra il vasto carico di anfore, rame, avorii e ori era presente anche uno scarabeo in oro recante il suo nome. Un altro risalente a questo periodo è il relitto del XIII a.C. di Capo Gelidonya.

Modello in legno del relitto di Uluburun. Foto di Martin Bahmann, CC BY-SA 3.0

Tanti altri e tanto diversi sono stati i relitti individuati nel corso degli anni in tutto il Mediterraneo: dal "cimitero di navi" del Grand Conglouè, vicino Marsiglia dove un'insidiosa prominenza rocciosa sommersa ha causato l'affondamento di due navi nello stesso punto a un millennio di distanza l'una dall'altra; la prima è di età classica e la seconda di età ellenistica. Ma è bene citare anche le straordinarie e gigantesche navi di committenza imperiale situate sui fondali del Lago di Nemi, probabilmente templi-galleggianti con ponti mosaicati, edicole in marmi coperte da laterizi recante bollo di Caligola, accessori in bronzo e ogni tipo di opulenza e ricchezza purtroppo andate in fumo a causa dell'incendio causato dai Nazisti in ritirata durante l'avanzata Alleata. Come dimenticare poi il relitto di Mahdia, i due tardoantichi di Yassi Ada e quelli che hanno restituito fortunatamente tanti bronzi: Antikythera che ci ha restituito un fantastico strumento meccanico del III a.C che gli antichi naviganti utilizzavano per calcolare il sorgere del Sole, le fasi lunari, i giorni e i mesi e addirittura i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, oltre ad una serie di straordinari bronzi classici ed ellenistici quali il famoso Efebo di Anticitera e la testa di filosofo.

L'Efebo di Anticitera. Foto di Ricardo André Frantz, CC BY-SA 3.0

Da questo punto di vista, noi non siamo da meno: nel 1992 a Punta del Serrone, Brindisi, Puglia, furono ritrovati una moltitudine di bronzi, successivamente attribuiti a diverse epoche storiche, tutte opportunamente "mutilate" per un più facile trasporto in Italia per essere probabilmente rifuse e riutilizzate, oppure ricomposte per adornare una delle tante villae di equites o di senatori romani.

Non solo relitti, ma anche intere città sommerse principalmente a causa di sommovimenti sismici ma anche per la naturale vita dei fiumi. Alcune di queste sono Baia e Porto in Italia, la zona del porto di Alessandria d'Egitto e così via.

Avviene anche il contrario, ovvero zone un tempo sommerse che ora non lo sono più, eppure conservano tracce di un passato da fondale marino: Marsiglia, in pieno centro custodiva una serie di relitti così come Napoli, Ravenna che era una città lagunare e anche relitti di Pisa che, quando era una potenza marina, aveva il suo porto sull'Arno, che però a causa dei detriti ha mutato via via il suo percorso.

Questi studi importantissimi sono stati condotti da una serie di personalità straordinarie: dal padre dell'archeologia subacquea, l'americano George Bass che in un solo mese consegue il brevetto per immergersi e portare il metodo stratigrafico anche sott'acqua, al francese inventore del rivoluzionario respiratore a membrana e pioniere della moderna immersione, Jean-Jacques Cousteau all'italianissimo Nino Lamboglia, archeologo subacqueo incapace di nuotare ma che ha spinto l'Italia, ahimè solo in quegli anni, a primeggiare assieme alla Francia in materia di Archeologia Subacquea.

La storia della disciplina continua fino ai giorni nostri, al compianto professor Tusa, Soprintendente del Mare dell'unica regione che possiede tale carica, la Sicilia, molto attenta a tutelare e salvaguardare ogni tipo di testimonianza umana proveniente dal mare. L'unica che ha messo in pratica una seria politica di salvaguardia e attenzione al patrimonio umano sommerso, che come abbiamo visto può riservare dei veri e propri tesori scientifici che, se valorizzati, possono anche trasformarsi non solo in oneri ma anche in guadagni economici tramite il turismo e la divulgazione.

A tal proposito, segnaliamo che il 24 maggio alle ore 11, presso il castello di Baia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, con allestimento e curatela realizzati da Teichos: si tratta dell'anteprima della più ampia mostra "Thalassa" che si terrà a Settembre, e ricorderà Sebastiano Tusa, che costituì la Soprintendenza del Mare. È il testamento di un grande professore e un grande studioso ed è un evento che sicuramente renderà giustizia a tutte le storie che il mare ha prima celato e poi raccontato, ma anche di quelle che ancora il mare ha ancora da raccontare.