Domenica 10 settembre, Giornata Europea della Cultura Ebraica

GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA | Domenica 10 settembre, porte aperte in 35 paesi europei

Le Giornata Europea della Cultura Ebraica coinvolgerà quest’anno, in Italia, ben ottantuno località da nord a sud, dove si terranno oltre cento appuntamenti culturali. Un evento promosso con crescente successo dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, a testimoniare la diffusa richiesta di conoscenza e approfondimento sull’ebraismo, che da diciotto anni tentiamo di soddisfare con una grande manifestazione di apertura e partecipazione. Un appuntamento importante, in un periodo nel quale la necessità di costruire percorsi di dialogo tra le diverse fedi che compongono il mosaico culturale della nostra società è sempre più stringente.
L’edizione 2017 si presenta con un tema forte e incisivo, che accomuna le iniziative nei trentacinque Paesi europei che aderiscono, dal titolo “Diaspora: Identità e dialogo”.
Questo tema pone subito al centro dell’attenzione l’importanza della Terra d’Israele, verso la quale il popolo ebraico si incammina nel lungo esodo dall’Egitto, e verso la quale continuerà a guardare nei millenni a venire. Lo sguardo verso Israele caratterizza infatti la vita ebraica in Diaspora (che in ebraico si chiama “galuth”, “esilio”): un fenomeno questo che richiama gran parte del vissuto del popolo ebraico, costretto a vivere in tanti Paesi diversi a seguito della dispersione iniziata con la distruzione del Primo Tempio ad opera dei Babilonesi nel 586 a.e.v., e reiterata con la distruzione del Secondo Tempio e la presa di Gerusalemme da parte dei Romani nel 70.
Ulteriori passaggi, che in modo ancora diverso hanno perpetuato la Diaspora, sono stati la cacciata dalla Spagna nel 1492, e i diversi altri esili, di maggiore o minore entità, che hanno costretto gli ebrei a fuggire periodicamente da Paesi e aree geografiche. Fino ad arrivare alla cacciata dai Paesi arabi a seguito della Guerra dei Sei Giorni, un esodo pressoché dimenticato avvenuto appena cinquant’anni fa, che vide l’espulsione di centinaia di migliaia di persone da luoghi in cui vivevano da secoli.
Viene da chiedersi dove abbia portato questo lungo, doloroso, travagliato percorso. Di sicuro, al dipanarsi di una peculiare vicenda umana, quella di un popolo privato della sua Terra per quasi due millenni, ma che è riuscito a rimanere straordinariamente coeso intorno a un Libro, la Torah, dal quale proviene la propria concezione religiosa, etica e filosofica della vita. Non più solo una Terra in cui risiedere, dunque, ma un “luogo ideale” a cui anelare e sul quale concentrare preghiere e speranze, guidati dallo studio della Torah, da cui deriva poi il corposo insieme della tradizione orale, nella vita quotidiana e religiosa in terre vicine e lontane.
fonte dati: www.ucei.it

 
Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Israele: tre iscrizioni da Zippori

27 Gennaio 2016
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Scoperte tre iscrizioni sulla pietra di 1700 anni fa presso il cimitero occidentale a Zippori (anche Seffori), in Israele. In esse vi sarebbero indicazioni relative a importanti rabbini locali nella tarda epoca romana. Zippori fu la prima capitale della Galilea durante gli Asmonei, fino al primo secolo d. C.
In particolare, delle tre iscrizioni in Aramaico e Greco sarebbero le due in Aramaico a riferirsi a individui identificati come importanti rabbini, e a darci un'idea della vita all'epoca. Ad uno di loro si fa riferimento con l'indicazione della provenienza da Tiberiade: è perciò possibile che da diverse parti della Galilea ci si facesse seppellire qui, o semplicemente che l'individuo si trovasse a Zippori al momento della morte.
Il cimitero fu attivo tra il secondo e il quarto secolo d. C. Finora si sono ritrovate 17 iscrizioni funerarie, la maggior parte delle quali in Aramaico.
Link: Israel Ministry of Foreign Affairs; Israel Antiquities AuthorityThe Times of IsraelHaaretzLive Science; The Jerusalem Post
Zippori, foto di Ori~, da WikipediaAttribuzione.


Un papiro magico in argento da Jerash

22 Dicembre 2015
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Amuleti magici in antichità erano prodotti su papiri, ma anche ferro e piombo erano utilizzati per ragioni apotropaiche. Ci sono pervenuti diversi di esemplari di questo tipo, ma data la loro fragilità, srotolarli può danneggiarli. Grazie alla tomografia computerizzata e al modellamento 3D, una nuova ricerca è riuscita per la prima volta a consegnarci il contenuto di uno di questi papiri metallici.
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Si tratta di papiro in argento da Jerash in Giordania, risalente alla metà dell'ottavo secolo d. C. Il papiro in argento era a sua volta conservato in un involucro in piombo, spaccato e corroso, dal quale è stato delicatamente estratto. Contiene simboli e 17 righe di testo in una lingua non nota, che si ritiene sia una sorta di script pseudo-Arabo che non si è stati ancora in grado di decifrare. Come ha spiegato l'autrice Rubina Raja, non si pretendeva di rileggere il rotolo, per cui non aveva molta importanza che quanto scritto avesse senso.
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Il papiro in argento sarebbe infatti opera di un mago ebreo, che a causa della supposta potenza e antichità della sua magia, fu all'epoca accolto dalla popolazione musulmana locale. Attorno al 749 d. C. Jerash fu colpita da un violento terremoto, ed è perciò giunta fino a noi come una capsula temporale intatta.
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Giordania: restauri a Macheronte

27 Ottobre 2015
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Restauri in corso presso la città di Macheronte: si concluderanno nel 2029. Qui, secondo Flavio Giuseppe, avvenne la prigionia e l'esecuzione di Giovanni Battista. Il sito è però rilevante anche per Ebrei, essendovi la fortezza e il palazzo di Erode, oltre che per i Musulmani, che hanno lì un memoriale del Profeta Yahya Bin Zakariyya (altro nome di Giovanni Battista).
Tra i risultati finora conseguiti dal team all'opera: la ricostruzione di due colonne dell'epoca di Erode, l'aver scoperto muri molto più alti di quanto ritenuto (9 metri circa), una cisterna degli Asmonei.
Link: The Jordan Times
Panorama di Macheronte, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Tbantle~commonswiki (Thomas Bantle).
 


Portogallo: a Évora, vittime dell'Inquisizione nella discarica

18 - 19 Agosto 2015
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L'Inquisizione in Portogallo fu stabilita nel 1536: in particolare essa prese di mira i Conversos, cioè nuovi cristiani che però si riteneva praticassero di nascosto l'Ebraismo.
Tra le Corti operative vi era quella di Évora (1536–1821): un nuovo studio ha preso in esame i prigionieri che morirono durante l'incarcerazione. In particolare sono stati considerati i corpi di 12 adulti e almeno 16 altri individui le cui ossa erano mescolate, e ritrovati nel cortile utilizzato per i rifiuti domestici. I documenti testimoniano che nel periodo durante il quale la discarica fu in uso, tra il 1568 e il 1634, undici individui (su 87 prigionieri morti) sarebbero stati depositati nella discarica. Accusati di Ebraismo, eresia o apostasia, probabilmente non furono neppure seppelliti, con una sorta di punizione dopo la morte.
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Lituania: localizzata la Grande Sinagoga distrutta a Vilnius

29 Luglio - 1 Agosto 2015
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Grazie al radar è stato individuato il luogo dove sorgeva la Grande Sinagoga e Shulhof a Vilnius, in Lituania. Costruita nel diciassettesimo secolo in stile Rinascimentale-Barocco, era il più importante monumento degli Ebrei Litvak. Il sito era però utilizzato già nel secolo precedente. Conteneva normalmente fino a 300 persone, ma in caso di pericolo o di ricorrenze importanti dell'Ebraismo poteva arrivare a contenerne alcune migliaia.
Fu saccheggiata, gravemente danneggiata e bruciata dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. I resti furono poi rasi al suolo dai Sovietici. Alla distruzione potrebbero essere sopravvissute alcune parti della struttura e i bagni rituali, i mikvah.
Link: Israel Antiquities Authority; Israel Ministry of Foreign Affairs; Times of IsraelLive Science; International Business Times
La Grande Sinagoga di Vilnius nel, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da FLLL (Unknown - http://oldurbanphotos.com/index.php/Vilnius/Jewish/Synagogues/sinagoga2).
 


Israele: come leggere una pergamena bruciata 1500 anni fa

20 Luglio 2015
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Grazie alla tecnologia, è ora possibile leggere anche una pergamena bruciata 1500 anni fa. Il reperto proviene dall'Arca Sacra della sinagoga di Ein Gedi, presso il Mar Morto, in Israele, e in parte contiene versi dal Libro del Levitico.
Come spiega pure il video di seguito, una pergamena carbonizzata non può essere srotolata senza che si sgretoli. Grazie a nuove tecnologie, però, è possibile acquisire le sezioni verticali del rotolo, e ricavare così quanto vi è scritto.
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Israele: nuovi splendidi mosaici da Huqoq

1 - 15 Luglio 2015
Huqoq mosaic with female face and inscription.  Photo by Jim Haberman.
Negli ultimi anni, da una sinagoga nell'antico villaggio israeliano di Huqoq sono venuti degli straordinari mosaici datati al quinto secolo a. C. I mosaici presentano elefanti, galli, o figure come Sansone con le volpi, ma pure immagini di donne circondate da putti, figure mitologiche, maschere teatrali e simboli di Bacco/Dioniso. Queste ultime sono raffigurazioni mai ritrovate in precedenza in altre sinagoghe. La scena di Sansone è stata invece ritrovata solo in un'altra sinagoga antica, mentre gli elefanti, che non sono presenti in alcuna storia biblica e forse non furono mai visti in Israele, non brillerebbero per realismo.
A rendere ulteriormente importante Huqoq è una rappresentazione che vedrebbe Alessandro Magno incontrare un alto rappresentante della classe sacerdotale ebraica. Si tratterebbe della prima rappresentazione di una scena non biblica all'interno di un'antica sinagoga. Non è ancora chiaro se vi sia una relazione tematica tra il mosaico di Sansone e quelli nella navata orientale.
Questa estate si sono scoperte nuove porzioni della scena suddetta e nuovi mosaici, risalenti sempre al tardo periodo romano, colonne leggere con foglie d'edera. Anche questi motivi vegetali rendono la sinagoga di Huqoq unica nel suo genere.
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