"Biologicamente impraticabile" il percorso accettato per il popolamento delle Americhe

10 Agosto 2016

Le aperture dei percorsi di migrazione in Nord America, secondo il nuovo studio. Credit: Mikkel Winther Pedersen
Le aperture dei percorsi di migrazione in Nord America, secondo il nuovo studio. Credit: Mikkel Winther Pedersen

Secondo un nuovo studio, pubblicato su Nature, il percorso normalmente accettato per spiegare il popolamento delle Americhe sarebbe stato "biologicamente impraticabile".

Foto odierna del corridoio che 13 mila anni fa sarebbe stato privo di ghiacci. Credit: Mikkel Winther Pedersen
Foto odierna del corridoio. Credit: Mikkel Winther Pedersen

Secondo la teoria attualmente accettata, le prime popolazioni a raggiungere le Americhe lo fecero attraverso un ponte di terra che passava per Siberia e Alaska, ma dovettero aspettare l'arretramento dei ghiacci nell'attuale Canada, creando un corridoio verso sud. Il nuovo studio ha quindi effettuato un tentativo di ricostruire l'ecosistema al tempo dell'arretramento dei ghiacciai. Sono quindi giunti alla conclusione che lo stesso avrebbe potuto essere attraversato a partire da 12.600 anni fa, ma prima non sarebbe stato possibile, a causa della mancanza di risorse cruciali per i cacciatori raccoglitori (piante, legno, animali e quindi cacciagione, ecc.).

Questo significa che - prima di 12.600 anni fa - i cacciatori raccoglitori dovettero arrivare in America per un altro percorso più a sud, probabilmente lungo la costa del Pacifico. Chi fossero questi cacciatori raccoglitori è oggetto di discussione: si ritiene si tratti degli appartenenti alla cultura Clovis, che apparve per la prima volta 13 mila anni fa, e il nuovo studio afferma come il corridoio fosse al tempo completamente impraticabile. Altri ritengono vi siano stati gruppi precedenti.

Secondo gli autori dello studio, che si tratti degli appartenenti alla cultura Clovis o di altri, semplicemente il passaggio tramite il corridoio non era possibile all'epoca indicata. Il corridoio lo si pensa lungo 1500 km, ad est delle Montagne Rocciose nell'odierno Canada occidentale.

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Un caso di rachitismo dal passato

18 Luglio 2016

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
Immagini da un adulto del passato con carenza di vitamina D. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, ha confrontato i denti di alcuni abitanti del Quebec (Canada) e della Francia dei secoli diciottesimo e diciannovesimo con quelli di moderni adulti.

Tra i primi vi era un maschio del Quebec, morto a 24 anni e colpito dal rachitismo per quattro volte prima del compimento dei 13 anni. I denti dell'individuo hanno mostrato la carenza di vitamina D, mostrando anomalie negli strati di dentina. La maggior parte dei casi di rachitismo erano causati dalla mancata esposizione alla luce solare.

Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier
I denti di un moderno adulto sano. Credit: Reused from Journal of Archeological Science, 2016, with permission from Elsevier

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Bisonti dell'Era Glaciale e migrazioni umane in Nord America

6 Giugno 2016

Il bisonte della steppa aveva corna molto più grandi di quelle dei moderni bisonti. Credit: Government of Yukon
Il bisonte della steppa aveva corna molto più grandi di quelle dei moderni bisonti. Credit: Government of Yukon

Un nuovo studio, pubblicato su PNAS, riporta la datazione al radiocarbonio e l'analisi del DNA di fossili di bisonte della steppa (Bison priscus). Questo ha permesso di tracciare la migrazione dell'animale in America durante il Pleistocene, attraverso un corridoio libero da ghiacci che si aprì nelle Montagne Rocciose, 13 mila anni fa.

Si considera il corridoio come un percorso potenziale attraverso il quale passare da regioni settentrionali come Alaska e Yukon nel resto del Nord America. Fino ad adesso però non era noto quando e quanto a lungo si sia potuto utilizzarlo. Il corridoio non sarebbe stato usato per la dispersione umana a sud della calotta glaciale, ma potrebbe essere stato usato per movimenti successivi, sia verso nord che verso sud.

Sembrerebbe dunque che il movimento iniziale verso sud nelle Americhe, 15 mila anni fa, sia avvenuto attraverso un percorso sulla Costa del Pacifico, ma le Montagne Rocciose conservano un ruolo di potenziale interesse per le migrazioni successive.

I fossili di bisonte sono quelli per il mammifero più diffuso nel Nord America occidentale, e sono particolarmente interessanti per il Quaternario, poiché sopravvissero le estinzioni alla fine del Pleistocene (al contrario delle altre specie di grandi mammiferi).

Grant Zazula dello Yukon Paleontology Program, con un teschio di bisonte della steppa del Pleistocene. Credit: Government of Yukon
Grant Zazula dello Yukon Paleontology Program, con un teschio di bisonte della steppa del Pleistocene. Credit: Government of Yukon

Lo studio "Bison phylogeography constrains dispersal and viability of the Ice Free Corridor in western Canada", di Peter D. HeintzmanDuane FroeseJohn W. IvesAndré E. R. Soares, Grant D. ZazulaBrandon LettsThomas D. AndrewsJonathan C. DriverElizabeth HallP. Gregory HareChristopher N. JassGlen MacKayJohn R. SouthonMathias StillerRobin WoywitkaMarc A. Suchard, e Beth Shapiro, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.

Link: PNASEurekAlert! via University of California - Santa Cruz.


Gli Inuit e la spedizione di Franklin

10 Febbraio 2016
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Gli Inuit hanno contribuito attivamente al ritrovamento del relitto dell'HMS Erebus, la nave di John Franklin che affondò nel 1845. I loro racconti furono riferiti già nel 1854 all'esploratore britannico John Rae, e poi nel 1859 alla moglie di Franklin, Jane.
https://twitter.com/PCArchaeology/status/692467787495784449
Le due navi rimasero intrappolate nel ghiaccio per 18 mesi circa, periodo durante il quale morirono Franklin e 23 membri dell'equipaggio. I sopravvissuti tentarono allora la via verso sud, fallendo. Gli Inuit provarono a recuperare le navi, ma queste affondarono prima che il tentativo giungesse a compimento.
Gli Inuit mantennero però vive le storie legate a quegli eventi (e del ricorso al cannibalismo da parte dei membri dell'equipaggio), contribuendo con esse al ritrovamento del relitto.
https://twitter.com/PCArchaeology/status/688156307686166528
L’HMS Erebus è la nave di John Franklin che partecipò alla sfortunata spedizione del 1845, partita alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest.
Link: University of Toronto - Mississauga; Canadian GeographicThe Mississauga News.
‘Erebus’ and the ‘Terror’ in New Zealand, August 1841, di John Wilson Carmichael, olio su tela dal National Maritime Museum, Greenwich, London; da Wikipedia, Public Domain, Uploaded by Proktolog.


Canada: argilla utilizzata dalle Prime Nazioni contro patogeni ESKAPE

26 Gennaio 2016
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L'argilla che si trova in natura presso la Baia di Kisameet, nella Columbia Britannica, e utilizzata a fini medici dalle Prime Nazioni locali,  si è rivelata essere efficace contro i patogeni raggruppati col nome ESKAPE (Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, e specie Enterobacter).
Questi patogeni stanno riuscendo sempre più ad eludere gli antibiotici disponibili, oltre alle risposte immunitarie, determinando un crescente numero di infezioni a livello mondiale. Un nuovo studio è giunto a queste conclusioni, dimostrando l'attività antibatterica di questa argilla naturale contro i ceppi più resistenti, e suggerendone l'utilizzo per lo sviluppo di un'opzione terapeutica per le infezioni causate da tali patogeni.
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Il lato oscuro della natura umana dietro la Dispersione del Pleistocene?

24 Novembre 2015
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Fino a centomila anni prima del tempo presente, i movimenti degli antichi umani erano rimasti lenti e in gran parte correlati ad eventi come grandi aumenti della popolazione o cambiamenti ecologici. A partire da quell'epoca, però, qualcosa cominciò a cambiare, e iniziò una diffusione ben più rapida che superava anche significative barriere naturali. Cosa era cambiato?
Secondo la dott.ssa Penny Spikins, del Dipartimento di Archeologia dell'Università di York, né i cambiamenti ecologici o gli aumenti della popolazione potrebbero spiegare adeguatamente il fenomeno. I resoconti etnografici di moderni cacciatori raccoglitori possono invece aiutarci a comprendere meglio il fenomeno. La dott.ssa Spikins prende ad esempio un caso di dispersione determinata da un allontanamento presso i Netsilik dell'Artico Canadese, alla base del quale vi sarebbero state menzogne e dispute morali. Nonostante la nuova regione fosse una delle più inospitali della tundra, la nuova colonia prosperò. Nuovi contatti tra i due gruppi determinarono pure il riemergere di antiche tensioni (determinate da furti) in maniera ancor più violenta.
Una possibile spiegazione della Dispersione del Pleistocene potrebbe perciò ricercarsi tra le emozioni e nelle relazioni umane. A quell'epoca avrebbero cominciato a diventare rilevanti le dinamiche strutturali relative alla collaborazione e alla dedizione agli altri, al fine della sopravvivenza del gruppo. Al contempo, sarebbe emerso il "lato oscuro" della natura umana.
Questa crescita di complessità emozionale e culturale, che avrebbe determinato problemi morali ed espulsioni dai gruppi (con gli esplusi che avrebbero voluto distanziarsi quanto più possibile dai rivali), può costituire un elemento, per quanto elusivo, di spiegazione della Dispersione nel Paleolitico.
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Grande successo di pubblico per la mostra canadese “Pompeii in the shadow of the volcano”

POMPEI, GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO IN CANADA PER LA MOSTRA “POMPEII IN THE SHADOW OF THE VOLCANO”

A Toronto il 24 novembre Conferenza del Soprintendente Massimo Osanna 
"Pompeii: Art and Life".
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Pompei cattura il pubblico canadese. Grande successo finora riscontrato per la mostra “Pompeii in the shadow of the volcano” in corso nella città di Toronto, che dalla sua apertura nel mese di giugno 2015 ad oggi ha registrato ben  200.000 visitatori, rapiti dall’atmosfera e dalla suggestione dell’antica città di Pompei e della sua tragedia, raccontata attraverso l’esibizione straordinaria di circa 200 reperti (statue, mosaici, dipinti, marmi, bronzi, ceramica, gioielli, monete, calchi) per la prima volta in territorio canadese. In esposizione anche alcune copie di calchi delle vittime dell’eruzione, realizzate  con tecnologia all'avanguardia in 3-D.
Un’esperienza immersiva in cui i visitatori sono accompagnati nella comprensione del mondo antico della città romana, della sua vita quotidiana, dei suoi usi e costumi.
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Martedì 24 novembre il Soprintendente Massimo Osanna, nell’ambito di una serie di incontri dedicati a Pompei,  interverrà con un excursus storico “Pompeii: Art and Life” sul sito archeologico, le condizioni del sito, la “fortuna” attuale di Pompei e le prospettive di sviluppo e valorizzazione.
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La mostra, aperta al pubblico fino al 3 gennaio 2016,  è organizzata dal  Royal Ontario Museum di Toronto e dal Montreal Museum of Fine Arts , in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e la Soprintendenza archeologica di Napoli.
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Fonte dati
Soprintendenza Speciale per  Pompei, Ercolano e Stabia
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Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


USA: il relitto della nave a vapore Bay State

20 Ottobre 2015
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Il relitto della Bay State (una nave a vapore affondata durante una tempesta, il 4 Novembre del 1862), è stato individuato nel Lago Ontario, vicino Fair Haven nella Contea americana di Cayuga, Stato di New York. Morirono allora sette passeggeri e 9-11 membri dell'equipaggio.
La nave, costruita a Buffalo nel 1852, era una delle prime navi a vapore ad elica a navigare nei Grandi Laghi: si stima vi siano ancora duecento relitti lì.

Link: The New York Times; ABC via AP; Syracuse.comThe Guardian; The Telegraph; Science Daily via AP
Vista del Lago Ontario, verso Toronto, foto di SYSS Mouseda WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Magnolia677.
 


Nuovi reperti dal relitto HMS Erebus nella stagione estiva

27 Settembre - 4 Ottobre 2015
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Ogni cosa ha una storia da raccontare. E questo, se spesso è valido in generale, a detta dell'archeologo sottomarino Jonathan Moore sarebbe in particolare vero per i reperti ritrovati presso Nunavut, dove si trova il relitto dell'HMS Erebus.
https://twitter.com/PCArchaeology/status/649720765865160704
Ciò che unisce tutti i reperti, in questo caso, è ovviamente la storia della nave. Grazie al bel tempo, si sono raddoppiati i tempi di immersione, ritrovando così parte della ruota del timone, un'elsa di una spada, uno stivale in pelle, una placca di una cintura e un piatto. Il successo della stagione è anche frutto della collaborazione con i locali Inuit, la cui tradizione orale è stata di grande aiuto, e molto accurata riguardo il relitto.
https://twitter.com/CBCNL/status/650938749195386881
L’HMS Erebus è la nave di John Franklin che aveva partecipato alla sfortunata spedizione del 1845, partita alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest.

Link: Parks Canada 1, 2; CBC News 1, 2The History Blog.

‘Erebus’ and the ‘Terror’ in New Zealand, August 1841, di John Wilson Carmichael, olio su tela dal National Maritime Museum, Greenwich, London; da Wikipedia, Public Domain, Uploaded by Proktolog.


Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

9 Settembre 2015

Ossa di merluzzo dalla Mary Rose rivelano commercio globalizzato del pesce nell'Inghilterra dei Tudor

Nuove analisi mostrano che le provviste di pesce essiccato erano reperite in luoghi distanti come le acque islandesi e possibilmente persino transatlantiche. I Ricercatori dimostrano come il boom nel commercio del pesce contribuì ad alimentare la crescita della Marina Inglese, e viceversa.

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Una nuova analisi degli isotopi stabili e del DNA antico delle ossa delle provviste dal magazzino, recuperate dal relitto della Mary Rose, nave da battaglia di epoca Tudor, che affondò al largo della costa dell'Inghilterra meridionale nel 1545, ha rivelato che il pesce conservato nei depositi fu pescato in acque sorprendentemente distanti: la parte settentrionale del Mare del Nord e le zone di pesca dell'Islanda – nonostante il fatto che l'Inghilterra avesse industrie ittiche ben sviluppate nel sedicesimo secolo.

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