Torna Alberto Angela su Rai 1 con il programma “Meraviglie – La Penisola dei Tesori”, in giro per l’Italia alla scoperta dei tesori della nostra penisola, un viaggio tra opere, luoghi, sistemi di vita assolutamente particolari che testimoniano la creatività e l’ingegno dei nostri predecessori.

Dal 12 marzo alle ore 21.15 e per 4 puntate, il conduttore andrà in lungo e in largo per l’Italia anticipandoci anche qualche location: Lecce, Val di Noto, piazza Navona a Roma, Urbino e in cima al Monte Bianco.

Per i quattro nuovi episodi di Meraviglie l’itinerario prevede:

  • Baia e la costiera di Amalfi, Mantova, piazza Navona (prima puntata);
  • Ravenna, Cagliari e il complesso nuragico di Barumini, teatro San Carlo Napoli (seconda puntata);
  • Urbino, Lecce, il Monte Bianco (terza puntata)
  • Parma, Frasassi, Val di Noto (quarta e ultima puntata)
Photo credit : Barbara Ledda

Vi diamo qualche anticipazione sulla prima puntata grazie ad un post dello stesso Angela sulla pagina Facebook Alberto Angela Fan Page ufficiale.

Photo credit : Barbara Ledda

La troupe si è immersa nelle splendide acque del sito archeologico sommerso di Baia, non distante da Pozzuoli dove è possibile ammirare uno splendido sito archeologico romano sprofondato a causa del fenomeno del bradisismo. “Non vi nascondo l’emozione di trovarsi tra i resti delle ville dei potenti di allora, avvolti da alghe e concrezioni. Certo non ci sono edifici intatti ma solo i resti delle loro mura. Tuttavia potete immaginare la sensazione che si prova nel pinneggiare nel silenzio del mare, tra strade, botteghe o terme romane ammirando persino i resti di un ninfeo dove gli imperatori banchettavano. Un luogo impreziosito da statue (ora conservate in museo) le cui copie sembrano figure addormentate nella nebbia del tempo. Straordinari sono i mosaici che emergono dalla sabbia che li ha ricoperti e protetti per secoli, offrendoli poi allo studio degli archeologi e alle cure dei restauratori. È un sito unico al mondo. Un vero gioiello del nostro patrimonio. Vorrei condividere con voi quest’emozione che rimarrà a lungo scolpita nella mia memoria. Una delle tante che vi offriremo a Meraviglie”.

Photo credit : Barbara Ledda

La costa dei Campi Flegrei è un esempio unico al mondo, a causa dello sprofondamento dell’antica fascia costiera e alla conseguente trasformazione del territorio. Quanto vi si conserva sott’acqua rappresenta dunque un patrimonio storico archeologico di eccezionale valore per la sua peculiarità.

« Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis » « Nessuna insenatura al mondo risplende più dell’amena Baia » (Orazio)

La storia di Baia risale a tempi ben precedenti la colonizzazione greca. Molti sono i ritrovamenti sui fondali di ancore litiche datate tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro. Con la fondazione di Cuma e i successivi eventi legati alla storia della Campania, Baia entrò a far parte del suo territorio e della sua egemonia. La sua storia, successivamente, si legò  indissolubilmente alla città di Roma, qui infatti, già in epoca tardo repubblicana, gli aristocratici  si facevano costruire fastose residenze, attratti dal clima mite della costa e soprattutto dalle acque termali.

Photo credit : Barbara Ledda

In età imperiale, anche molti imperatori scelsero Baia come luogo di villeggiatura. Augusto non amò molto questi luoghi e il suo successore Tiberio preferì di gran lunga Capri, molto più appartata e meno caotica. Ma altri imperatori, così come molti personaggi illustri, citati dalle fonti antiche, frequentarono volentieri la regio baiana. Marcello la scelse per cercare di curare i suoi malanni, Caligola per celebrare la sua divinizzazione, tanto che si fece costruire un ponte di barche che traversava tutta la rada per galopparci con addosso le armi di Alessandro.

Claudio lo frequentò assiduamente e Nerone addirittura aveva grandi progetti per questi luoghi, come quello che avrebbe dovuto convogliare tutte le acque termali in un grande bacino unendo Miseno all’Averno. Ma Baia fu anche il luogo dove venne uccisa Agrippina, la madre dell’imperatore, sentita ormai come un enorme ostacolo alle sue scelte politiche e private. Con i Flavi l’ambiente di Baia tornò ad essere austero, ma è con Domiziano che il sito venne riportato alle sue celebri dissolutezze. Baia fu allora all’apice della sua fama che ritornò appieno nel III secolo d.C. con Alessandro Severo che vi fece erigere una lussuosa residenza imperiale per la madre Giulia Mamea.

La fortuna di Baia fu comunque legata a quella dell’impero e nel momento della sua decaduta anche le zone flegree inevitabilmente caddero in miseria. Le guerre gotiche prima e il bradisisma in seguito, portarono al definitivo abbandono dell’area. Tra il VII e l’VIII secolo buona parte della città era completamente sommersa.