SISMA CENTRO ITALIA, RECUPERATE OPERE PRESSO LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA E CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA A VISSO

Nella Collegiata di Santa Maria, pesantemente danneggiata dal sisma, è stata recuperata la decorazione della nicchia posta sulla parete destra, un importante affresco realizzato tra il 1515 e il 1525 dal pittore Giovanni di Pietro detto “lo Spagna”, artista, secondo Vasari, seguace della cerchia del Perugino. Si tratta di un affresco staccato e posto su pannelli a seguito del restauro. L’insieme, formato da sei pannelli di cui due sono lesene laterali, è composto dalla parete semicircolare con le raffigurazioni di San Giuliano, San Nicola da Tolentino, Arcangelo Gabriele, Tobiolo, Sant’Antonio e Sant’Agostino; il catino superiore con una Madonna col Bambino e angeli; la parte superiore una Annunciazione divisa in due tondi laterali; la lunetta centinata con Dio Padre tra angeli.
Presso la chiesa di san Giovanni Battista, anche questa fortemente compromessa e con importanti lesioni sulle pareti e sul soffitto, sono state recuperate 9 opere, tra cui la statua lignea cinquecentesca raffigurante San Giovanni Battista, caratterizzata da un particolare naturalismo nella rappresentazione. Tra i dipinti tratti in salvo si ricordano due episodi della vita di Giacobbe del sec. XVIII, una grande tela con la Madonna col Bambino e Santi, un dipinto con san Carlo Borromeo.
I beni sono stati portati in deposito nei locali predisposti dalla Diocesi di Camerino (deposito V. Pennesi).
Squadra beni mobili composta da Elisabetta Giffi e Rossana Vitiello.
Foto di Rossana Vitiello
Ex – Chiesa del Crocefisso (Museo civico archeologico) a Monte Rinaldo (Fermo) Smontaggio e rimozione altare ligneo del XVII/XVIII secolo, riposizionamento presso edificio comunale.
Squadra beni mobili Mibact Gaspare Baggieri, Amedeo Abate
L’altare collocato nell’abside di quella che era la chiesa del crocefisso, oggi Museo civico archeologico del comune di Monte Rinaldo, si distingue per le caratteristiche pregevoli di architettura lignea e si sviluppa in una serie di elementi compositivi ciascuno con particolare decorazione per un’altezza di oltre mt. 6.00.
Sulla pedana di rialzo dal pavimento trova appoggio la parte bassa dell’altare che risulta essere dipinta a finto marmo ed avere al centro, in corrispondenza del paliotto, un cerchio con la croce di colore rugginoso al centro su fondo blu. Subito al di sopra dell’altare un elemento a quattro gradini dipinto a colore di doratura, per appoggio di oggetti sacri (candelieri, calici, ecc.).
Sulla parte alta dell’ultimo gradino trova collocazione la grande base che funge da sostegno alle colonne che spiccano subito al di sopra.
Questa base per le sue dimensioni si estende sopra le due porte laterali che danno accesso allo spazio retrostante l’altare. Trova collocazione alla base di sostegno una opera lignea d’intaglio pregevole con doratura sulla quale al centro è inglobata, in doppia cornice sempre dorata, un piccolo dipinto di autore ignoto raffigurante la Beata vergine Maria con bambinello incoronati. Alle estremità, con la sua geometria di rientri, la base dipinta a finto marmo, da appoggio alle colonne.
Le colonne che spiccano da questo sostegno sono tortili, colorate di bianco e con doratura, sulla cui sommità sono posati quattro capitelli dorati con intagliatura a calice e con volute agli angoli. Sopra di essi elementi decorativi squadrati richiamano i capitelli ed hanno funzione di appoggio.
Al di sopra di tutto, dal soffitto appesa, si cala la raggiera del Santo Spirito d’intaglio ligneo dorato, con quattro piccole sculture di volti di cherubino ed al centro la colomba di colore bianco.
L’effetto d’impatto estetico è chiuso dalla ghirlanda, poggiata sulla parte superiore che va da una estremità all’altra al di sopra degli elementi superiori ai capitelli delle colonne.
Gaspare Baggieri
Foto di Amedeo Abate e Gaspare Baggieri
A cura del Servizio Comunicazione e Promozione del Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per le Marche – Marina Mengarelli, Michela Mengarelli.
UCCR Marche – 17 febbraio 2017

 
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone

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