inchiostri Egitto

Uno studio rivela la composizione degli inchiostri per tessuti nell’Antico Egitto

Uno studio internazionale, coordinato dal Centro NAST -  Centro interdipartimentale Nanoscienze e Nanotecnologie e Strumentazione dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha dimostrato l’utilizzo di inchiostri a base di ferro nell’Antico Egitto, fornendo così nuove informazioni e prospettive riguardo alla genesi degli inchiostri nelle antiche culture mediterranee.

inchiostri EgittoPubblicato su “Scientific Reports”, rivista open access del gruppo editoriale Nature, con il titolo “Egyptian metallic inks on textiles from the 15th century BCE unravelled by non-invasive techniques and chemometric analysis”, lo studio condotto su 19 tessuti dipinti, utilizzando tecniche non invasive, ha permesso di identificare la composizione chimica dell’inchiostro nero utilizzato su lino antico egiziano. 

I tessuti oggetto dello studio fanno parte del corredo funerario della tomba egizia dell’architetto Kha e della moglie Merit, datata XV secolo a.C., una delle più importanti scoperte archeologiche in Egitto condotta, nel 1906, nei pressi del villaggio di Deir el-Medina (Luxor) da Ernesto Schiaparelli (1856-1928), allora direttore del Museo Egizio. Il corredo funerario, ad eccezione di pochi oggetti, fu trasportato a Torino e rappresenta un ununicum in egittologia: si tratta, infatti, del corredo funerario non regale più ampio e completo mai ritrovato.

Poca attenzione era stata prestata finora alla natura e alla tecnologia degli inchiostri usati sui rituali e tessuti di uso quotidiano per l'Antico Egitto

Sebbene finora un grande sforzo di ricerca sia stato dedicato allo studio dei pigmenti e dei coloranti usati nell'antico Egitto per decorare le pareti e gli arredi delle sepolture, o per scrivere su papiro, poca attenzione è stata prestata alla natura e alla tecnologia degli inchiostri usati sui rituali e tessuti di uso quotidiano, che potrebbero aver favorito il trasferimento della tecnologia dell'inchiostro metallico su supporti di papiro e pergamino.

«Abbiamo osservato che gli inchiostri su questi tessuti hanno un aspetto brunastro e hanno corroso le fibre di lino nella maggior parte dei casi – racconta Giulia Festa, autrice dello studio e ricercatrice del Centro Fermi. Questa evidenza ci ha interessato e ne abbiamo quindi studiato la composizione tramite tecniche complementari». 

Un inchiostro metallico a base di ferro, quindi, che potrebbe essere definito un antenato dell’inchiostro ferro-gallico, la cui introduzione è comunemente attribuita al III secolo a.C., come spiega Roberto Senesi del Centro NAST Roma “Tor Vergata”.

 La ricerca dimostra che per produrre un liquido di scrittura nero/marrone non solo sono stati utilizzati i sali di ferro, probabilmente in combinazione con i tannini (ancora da accertare), ma è stata aggiunta anche l'ocra, ottenendo coloranti neri simili a quelli che venivano impiegati dagli indiani Navajo all'inizio del XX secolo. «I nostri risultati – continua Giulia Festa - suggeriscono che gli antichi egizi usavano un tipo di miscela simile già 3.400 anni fa. Perché questa miscela è stata impiegata non è noto; probabilmente, il motivo è legato alla resistenza di questi inchiostri al lavaggio, a differenza del nero carbone. Ma per rispondere a questa, e ad altre domande, con certezza, come la presenza o meno di tannini, sono necessari ulteriori lavori sperimentali per valutare la composizione e la provenienza dei composti di ferro e l’analisi degli inchiostri neri sugli altri oggetti inscritti, provenienti dalla tomba di Kha, come ceramiche, papiri e legno».

Lo studio è parte del progetto di ricerca ARKHA (ARchaeology of the invisible: unveiling the grave-goods of KHA) nell’ambito della convenzione tra l’Università di Roma “Tor Vergata”, il Museo Egizio Torino, il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e l’Università di Milano Bicocca.

inchiostri EgittoLeggi l’articolo pubblicato su Scientific Reports “Egyptian metallic inks on textiles from the 15th century BCE unravelled by non-invasive techniques and chemometric analysis”, Nature, 13 Maggio 2019

Immagini dall' Ufficio Stampa di Ateneo Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".


El-Assasif

Mummie in mondovisione, un'antica tomba intatta e sarcofagi perfettamente preservati in Luxor

Mummie in Mondovisione - Breaking news dall'Egitto: scoperta un'antica tomba intatta e sarcofagi perfettamente preservati in Luxor

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La tomba, portata alla luce durante la campagna di scavo tutta egiziana, iniziata a marzo di quest'anno e ancora in fieri, presenta immagini che ritraggono la regina Ahmos-Nefertari e suo figlio Amenhotep I, secondo quanto riportato dal Ministero delle Antichità Egiziane.

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La tomba, situata nella necropoli dell'Asasif, apparteneva ad un uomo chiamato Shu-en-khet-ef ("Il Vento del Nord è alle sue spalle") che fu uno "scriba del tempio di Mut" e probabilmente supervisore della mummificazione presso l'omonimo tempio, cosí come affermato durante la rassegna stampa dal dott. Mostafa Waziri segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità.

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Nella stessa tomba fu sepolta la moglie dello scriba che tra i suoi titoli enoverava anche quello di "cantante di Mut". Nella loro tomba son stati trovati 1200 ushabti (le piccole statuette che dovevano aiutare il defunto nell'aldilà) insieme a figurine in faience, maschere funerarie di legno dipinto e papiri. Nella stessa tomba, un'altra stanza, chiusa con un muro di mattoni crudi, conteneva altri due sarcofagi, perfettamente conservati e con ancora le corone di fiori. Questi due sarcofagi apparterrebbero alla XV o alla XVI dinastia. Uno appartiene al sommo sacerdote di Amon, Padiese, mentre l'altro appartiene alla moglie.

Durante la giornata di ieri le autorità egiziane hanno aperto un sarcofago contenente la mummia perfettamente conservata di una donna vissuta più di 3000 anni fa. La notizia non sarebbe così eclatante se non fosse che l'apertura è stata fatta, per la prima volta, in mondovisione, davanti ai media internazionali, con fotografi e telecamere da tutto in mondo.

Il sarcofago è uno dei due scoperti un mese fa dalla missione francese nella necropoli di El-Asasif. "Il primo era un sarcofago rishi (il termine "rishi" significa "piume" in arabo e si deve proprio alla presenza di due lunghe ali piumate che avvolgono l'intero sarcofago antropoide, n.d.r) e risale alla XVII dinastia mentre il secondo appartiene probabilmente alla XVIII dinastia", afferma il Ministro delle Antichità Khaled Al Anani.

Nessuna di queste persone avrebbe mai pensato che più di 3000 dopo la loro dipartita il loro corpo mummificato sarebbe stato visto da milioni persone provenienti da continenti di cui non sapevano neanche l'esistenza.

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La necropoli di El-Assasif. Foto di Steve F-E-Cameron, CC BY 3.0

Amon è soddisfatto: sarà rimpatriato un bassorilievo trafugato da Karnak

Il dio Amon è soddisfatto e stavolta in senso letterale.

Cartiglio col nome di Amenhotep, "Amon è contento". Da Wikipedia

Il Ministero delle Antichità, che tra gli altri suoi compiti ha quello di recuperare i reperti trafugati, esportati e venduti illegalmente fuori dall'Egitto, ha reso noto di aver recuperato un bassorilievo con il cartiglio del faraone Amenhotep I, noto anche come Amenofi I (XVIII Dinastia).

Statua di Amenhotep I come Osiride, dal British Museum. Foto di Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg), CC BY-SA 4.0

Il Sovrintendente Generale del Ministero Shabaan Abdel Gawad ha dichiarato al giornale Ahram Online che il bassorilievo in questione fu notato per la prima volta da un archeologo qualche mese fa, quando, come spesso accade, fu messo all'asta a Londra pronto per essere venduto al miglior offerente.

La Cappella Bianca di Senusret I presso l'Open Air Museum. Foto di Markh, CC BY-SA 3.0

A quanto pare l'archeologo capì subito che si trattava dello stesso bassorilievo che fu rubato nel 1988 dall'Open Air Museum, il museo a cielo aperto presso il complesso templare di Karnak, a Luxor. Fece subito rapporto al Ministero delle Antichità egiziano che intraprese tutte le azioni legali e diplomatiche del caso per fermare la vendita di questo reperto e riportarlo sano e salvo in Egitto, nel luogo in cui appartiene.

Attualmente il bassorilievo si trova presso l'ambasciata egiziana a Londra e verrà riportato in Egitto nei prossimi giorni.

La Grande Sala Ipostila a Karnak, foto di Kurohito,
CC BY-SA 3.0

Risultati della seconda Conferenza Internazionale su Tutankhamun

8 Maggio 2016

Risultati della seconda Conferenza Internazionale su Tutankhamun

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“È fondamentale effettuare ulteriori scansioni, utilizzando altri strumenti presso la Tomba di Tutankhamun (KV62) nella Valle dei Re a Luxor, impiegando ulteriori metodi tecnici e scientifici e apparecchiature radar”. Questa è una delle diverse raccomandazioni concordata alla fine della seconda Conferenza Internazionale su Tutankhamun, che si è tenuta oggi (8 Maggio 2016) presso il Museo Nazionale della Civiltà Egizia (National Museum of Egyptian Civilization - NMEC).
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Il Ministero delle Antichità, dott. Khaled El-Enany ha rimarcato durante la discussione scientifica aperta che si è tenuta alla fine della conferenza, che nessun foro sarà effettuato sui muri della tomba a meno che non si sia sicuri al 100% che c'è una cavità dietro di essi. Esperti di Egittologia e di radar hanno partecipato alla sessione finale, tra loro: i precedenti ministri delle antichità, dott. Zahi Hawas e dott. Mamdouh Eldamaty, l'esperto di radar giapponese, prof. Watanabe, il dott. Yaser El-Shayeb dalla Facoltà di Ingegneria dell'Università del Cairo e diversi archeologi egiziani e interessati.
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Nel suo discorso, l'ex ministro delle antichità, dott. Zahi Hawas ha affermato che la scansione radar non è sufficiente da sola per fare una nuova scoperta archeologica, sottolineando che è contrario all'ipotesi dello scienziato britannico Nicholas Reeves (che sostiene che la tomba della Regina Nefertiti esista dietro quella del faraone Tutankhamun). Hawas ha aggiunto che si dovrebbe formare immediatamente una commissione di archeologi, esperti di radar e telerilevamento, per supervisionare i lavori all'interno della tomba.
Il precedente ministro delle antichità, dott. Eldamaty, ha anche tenuto un discorso intitolato “la Riscoperta della Tomba di Tutankhamun”, nel quale ha riassunto tutti i passi del lavoro che sono stati effettuati nell'ambito del progetto di scansioni radar presso la tomba del Faraone Dorato, affermando che i risultati raggiunti indicano che ci sarebbe una possibilità del 50% di una cavità dietro i muri della Tomba.
In un contesto correlato, il dott. Tarek Tawfik – Supervisore Generale del Progetto del Gran Museo Egizio (Grand Egyptian Museum - GEM) ha aggiunto che tra le raccomandazioni da questa conferenza c'è quella della formazione di una Commissione Archeologica Egiziana con l'assistenza di esperti stranieri che miri a disegnare una road map per il processo di trasferimento dei fragili manufatti del Faraone Dorato, che sono sensibili alla luce e al movimento. Anche il Centro di Ricerca di Tutankhamun che è stato fondato l'anno scorso sarà fornito di un canale web per pubblicare tutte le ricerche e gli studi correlati al Faraone Bambino.
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Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa, scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto di Khalil Elsayed, dal Ministero delle Antichità Egizie.
Gli sviluppi precedenti della vicenda: 12345678, 9.

Scoperte Statue di Sekhmet nel Tempio di Amenhotep III

15 Marzo 2016

SCOPERTE STATUE DI SEKHMET NEL TEMPIO DI AMENHOTEP III
A KÔM EL-HETTAN, RIVA OCCIDENTALE DI LUXOR.

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1933492_471261466412336_3138013834269105827_oUn gruppo di 8 statue della dea Sekhmet in granito nero sono state scoperte da membri del "Progetto di Conservazione dei Colossi di Memnone e del tempio di Amenhotep III" (NdT: in Inglese, “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project”), diretto da Hourig Sourouzian.
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Sei delle statue rappresentano la dea dalla testa leonina, seduta su un trono mentre regge il simbolo della vita nella sua mano destra. Di esse, tre sono quasi complete, una presenta solo la parte superiore, e le altre due solo le parti inferiori.
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L'altezza massima raggiunta è di 1,90m, la larghezza 0,51m e la profondità 1,00m.
Le altre due parti mediane di statue rappresentano la dea in piedi. Sono prive di testa e le parti inferiori sono mancanti. La dea è rappresentata mentre tiene uno scettro di papiro nella mano sinistra e il simbolo della vita nella destra.
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Sekhmet, “Colei che è Potente” è una possente divinità solare che protegge il Re Solare nel suo ‘tempio di milioni di anni’, allo stesso modo con cui protegge il Dio Sole Rê, scacciando i suoi nemici.
Molte statue simili sono state ritrovate nel Tempio di Amenhotep III durante le passate stagioni. Tutte circondavano l'ampio cortile a peristilio e la sala ipostila del vasto tempio. Ogni statua è un capolavoro scultoreo, e combina la testa leonina con il corpo di una donna che porta la parrucca tripartita e un lungo vestito attillato.
Tutte queste statue, una volta pulite, desalinizzate e pienamente documentate, saranno esibite nel tempio quando il sito sarà aperto ai visitatori, dopo che si sarà realizzata la completa protezione dello stesso con recinzione e sicurezza.
Al di là delle statue divine, il team ha anche scoperto la parte mediana di una statua reale priva di testa in granito nero, e rappresentante Amenhotep III in piedi, che veste il mantello del giubileo. Altezza 0,77m, larghezza 0,56m.
Due statue simili sono state ritrovate nel tempio un secolo fa e sono ora tenute al Museo Egizio.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto dal Ministero delle Antichità Egizie.

Egitto: al 90% una stanza nascosta nella Tomba di Tutankhamun

28 Novembre 2015

Risultati preliminari della scansione infrarosso e radar della Tomba di Tutankhamun

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Il Ministro delle Antichità, dott. Mamdouh Eldamaty ha annunciato poco fa i risultati preliminari dei lavori di scansione effettuati all'interno della Tomba di Re Tutankhamun negli ultimi due giorni. I lavori di scansione radar e infrarosso hanno rivelato uno spazio vuoto dietro il muro settentrionale della tomba, altamente indicativo dell'esistenza di una nuova camera di sepoltura. L'annuncio è stato effettuato durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina (ieri, NdT) presso la Howard Carter Rest house – Valle dei Re – Luxor.

Eldamaty ha chiarito che le procedure vere e proprie all'interno della tomba del Faraone Dorato non cominceranno fino a quando tutti i dati e le informazioni ottenute dalle apparecchiature radar e infrarossi non saranno attentamente studiati e analizzati dagli esperti giapponesi. Un piano di lavoro sarà quindi impostato in seguito, secondo le informazioni ricevute, e dopo cominceranno i lavori.
Eldamaty ha ulteriormente spiegato che il lavoro di squadra ha fatto cominciare la scansione radar all'interno della tomba KV5 che appartiene ai figli di Ramesse II, al fine di ottenere letture differenti. Questa tomba è stata scelta in particolare, ha aggiunto Eldamaty, perché non contiene alcuna scena o iscrizione, e pure quello che giace al di sotto della tomba è già noto, il che facilita il confronto tra la stessa e quella di Re Tutankhamun.
Eldamaty ha aggiunto, infine, che il piano di lavoro per la Tomba sarà annunciato dopo che l'Esperto Giapponese avrà terminato i suoi lavori, nella speranza che un'enorme scoperta archeologica sia presto dichiarata!

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Eman Hossni. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano.
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28 - 29 Novembre 2015

Rassegna Stampa

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Secondo quanto affermato dal Ministro delle Antichità Mamdouh al-Damaty, se in precedenza le possibilità che ci sia qualcosa dietro i muri della Tomba di Tutankhamun erano del 60%, ora - con la lettura iniziale delle scansioni - questa probabilità salirebbe al 90%. L'egittologo britannico Nicholas Reeves ha invece affermato che dalle prove del radar, sembra che la tomba prosegua, come da lui previsto. Le scansioni sono state condotte da Hirokatsu Watanabe, professionista giapponese, e fornirebbero prove pure di un secondo passaggio dal muro occidentale.
Le analisi in questione sono cominciate in seguito all’ipotesi formulata dall’egittologo Nicholas Reeves, che aveva prospettato la possibilità di ritrovare la sepoltura di Nefertiti all’interno della Tomba. Rilevamenti successivi hanno poi confermato la possibilità che esistano due spazi vuoti nella Tomba di Tutankhamun (KV62), dietro i muri dipinti, a nord e a ovest, nella camera sepolcrale.
In conclusione, dopo due giorni di scansioni radar, la teoria dell'esistenza di camere ulteriori nella Tomba di Tutankhamun ne uscirebbe fortemente rafforzata.
Link: BBC News 1, 2; National GeographicThe IndependentThe Telegraph; Daily MailScience Daily via AFP; Science Daily via Newsy; The TimesNPRLe VifArchaeology News Network via AFP; Repubblica.
Gli sviluppi precedenti della vicenda: 1234, 5.
La maschera funeraria di Tutankhamun, foto di Bjørn Christian Tørrissen (Own work by uploader, http://bjornfree.com/galleries.html), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Uspn.
Il busto di Nefertiti dal Neues Museum di Berlino, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Xenon 77 (Philip Pikart).
 


Egitto: sarcofago della Ventiduesima Dinastia scoperto a Luxor [Gallery]

26 Novembre 2015

Sarcofago della Ventiduesima Dinastia scoperto a Luxor

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Il Ministro delle Antichità, dott. Eldamaty ha annunciato oggi (ieri, NdT) la scoperta di un luogo di sepoltura intatto con la bara del (Sacerdote) di Amun-Ra, Re degli Dèi che portava il nome di  "Ankhef in Khunsu", all'interno della tomba del Visir Amenhotep, Huy numero 28 ad Asasif (Luxor). L'annuncio è stato effettuato durante la visita del Ministro delle Antichità a Luxor per l'inizio dei lavori di scansione all'interno della Tomba di Tutankhamun, alla ricerca della tomba nascosta dietro i suoi muri.

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Eldamaty ha chiarito che il sarcofago ben preservato è stato trovato all'interno di un fosso intagliato nella roccia e coperto con pietre. La scoperta è stata effettuata nell'ambito del "The Vizier Amen-Hotep, Huy Project", dalla Missione Archeologica Spagnola dell'Istituto dell'Antico Egitto in collaborazione con la Missione Egiziana del Ministero delle Antichità.
Secondo i resoconti della Missione, il sarcofago è un tipico esempio per la XXI Dinastia (attorno al 900 a. C.). Il sarcofago rappresenta un uomo che indossa una parrucca tripartita con strisce e corona floreale, ed è fatto di legno e coperto di gesso. L'uomo porta una barba intrecciata e un largo collare "Usekh" che protegge il suo collo e le spalle. Le tre colonne di testo sono distinte al centro, variando dalla parte al di sotto delle braccia fino ai piedi. La scatola del sarcofago è decorata con diverse registrazioni del defunto che fa offerte agli dèi Osiride, Nefertem, Anubi, alla dea Hathor come vacca, e Signora dell'Occidente, con testi geroglifici.
Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities, Ufficio Stampa, sulla base dei resoconti della Missione. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Egitto: apertura di tre Tombe del Nuovo Regno a Luxor

29 Ottobre 2015

Apertura di tre Tombe del Nuovo Regno a Luxor

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Il prossimo Giovedì 5 Novembre 2015, il Ministro delle Antichità, dott. Eldamaty inaugurerà tre tombe del Nuovo Regno di fronte ai loro visitatori, per la prima volta dalla loro scoperta (presso l'Area Qurnat Marey' a Luxor). Il Ministero delle Antichità celebra pure la riapertura di altre due tombe; quella di Horemheb e del Faraone Thutmose III presso la Valle dei Re, al termine dei normali lavori di manutenzione.
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Eldamaty ha chiarito che le tre tombe che saranno aperte al pubblico per la prima volta sono tra le più importanti di nobili di quel periodo e sono:  la Tomba TT 40 di " Imn hotep – Hwy" Vicerè del Faraone Tutankhamun a Kush e Governatore delle Terre Meridionali, laTomba TT 277 di " Imnement" che portava il titolo di Divino Padre del palazzo di Imn hotep III, oltre alla Tomba TT 278 di " Amunemheb" che fu Pastore di Amon Ra nel Nuovo Regno.
Eldamaty ha aggiunto che questo passo viene compiuto nell'ambito del piano generale del Ministero di aprire nuovi siti archeologici al fine di incoraggiare il turismo.
D'altra parte, il dott. Mostafa Wsiry, Direttore Generale dell'Area Archeologica di Luxor, ha spiegato che le due tombe di Ramesse III e Ramesse IX saranno chiuse al fine di terminare il progetto di illuminazione lì.
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Tutte queste aperture coincidono con le celebrazioni del Governatorato di Luxor nel suo giorno nazionale (4 Novembre 015). Parecchie attività avranno luogo in quel giorno e saranno testimoniate dal Ministro delle Antichità, accompagnato da diversi Ministri e figure pubbliche. Tra le attività ci sarà una performance di balletto faraonico, organizzato dalla Cairo Opera House di fronte al Tempio di Hatshepsut. Le Forze Armate Egizie parteciperanno pure con una performance di musica militare per un tour dell'intero paese, inoltre vi saranno danze pop e fuochi d'artificio.
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Egitto: da Luxor il più antico abecedario al mondo

21 Ottobre 2015
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Una scheggia calcarea, un ostrakon con parole iscritte del quindicesimo secolo a. C., sarebbe il più antico abbecedario al mondo. Il reperto contiene una lista incompleta di parole in ieratico (un sistema di scrittura corsivo dell'Antico Egitto), ordinate secondo i suoni iniziali. L'ostrakon fu ritrovato venti anni fa in una tomba presso Luxor.
La scoperta è stata effettuata da Ben Haring, e pubblicata sul numero di Ottobre del Journal of Near Eastern Studies: "Halaḥam on an Ostracon of the Early New Kingdom?"
Link: Journal of Near Eastern Studies - JSTOR; NWO.nl.
Vista del Nilo a Luxor, foto di Hajor, Dec.2002, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da Luestling~commonswiki.
 


Egitto: esiti della Conferenza Stampa Internazionale “Sepoltura di Nefertiti”

2 Ottobre 2015

Esiti della Conferenza Stampa Internazionale

“Sepoltura di Nefertiti”
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Il Ministro delle Antichità, dott. Mamdouh Eldamaty, ha dichiarato che le prove alle quali si è affidato lo scienziato britannico Nicholas Reeves, utilizzando una nuova tecnologia alla quale le precedenti generazioni non avevano accesso, fanno emergere questa sua nuova ipotesi che potrebbe condurci a una fenomenale scoperta archeologica, che potrebbe essere simile a quella della stessa scoperta della Tomba di Tutankhamun. La dichiarazione è stata effettuata durante la conferenza stampa internazionale tenuta il primo Ottobre 2015 presso il Servizio di Informazione di Stato, un evento al quale ha assistito un enorme numero di egittologi, scienziati, reporter e giornalisti da tutto il mondo.
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