I segreti della mummia di Amenhotep I ancora nascosti dalle bende e dalla maschera funeraria sono stati svelati grazie ad indagini scientifiche condotte da Zahi Hawass e dalla Dott.ssa Sahar Saleem, docente di Radiologia alla Facoltà di Medicina dell’Università del Cairo ed esperta internazionale in Radiologia delle antichità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Medicine e i dettagli raccontati alla stampa dallo stesso famoso egittologo.

La dott.ssa Saher Saleem and Zahi Hawass. Photo Courtesy of Zahi Hawass

La Saleem e Hawass hanno utilizzato una scansione tomografica computerizzata (TAC) che grazie ad un software molto avanzato ha permesso di sbendare “virtualmente” la mummia del faraone con un metodo non invasivo estremamente sicuro che ha permesso così di fare indagini senza toccare la mummia. Gli studi rivelano per la prima volta il viso del re Amenhotep I, la sua età, le sue condizioni di salute oltre ai tanti segreti sulla sua mummificazione e il suo riseppellimento.

La mummia del faraone con la sua meravigliosa maschera funeraria è stata l’icona della Golden Royal mummies’ Parade nell’aprile scorso in occasione della traslazione dei corpi reali dal Museo Egizio di piazza Tahrir al nuovo Museo Nazionale della Civiltà egizia (NMEC) al Cairo.

Amenhotep I
Le nuove analisi sulla mummia di Amenhotep I. Foto Credits: Sahar Saleem e Zahi Hawass

Amenhotep I salì al trono dopo la morte del padre Ahmose I, il conquistatore degli Hyksos e fondatore del Nuovo Regno mantenne il potere per 21 anni dal 1525 al 1504 a.C. durante la 18esima dinastia. La sua mummia fu ritrovata nel 1881 a Luxor nella necropoli reale di Deir-el Bahri dove al posto delle mummie di molti precedenti re e regine furono sepolti in antico i loro successori della 21esima dinastia.

Dopo il trasferimento al Museo del Cairo nel 1881, tutte le mummie reali, ad eccezione di quella di Amenhotep I, furono sbendate negli anni successivi fino al 1896; quella del faraone fu l’unica a conservarsi integra per preservare l’eccezionale bellezza della maschera funeraria e delle ghirlande di fiori colorati che ricoprivano tutta la mummia e che dovevano essere così profumate al momento della sepoltura da richiamare all’interno del sarcofago una vespa, poi ritrovata dagli archeologi.

Amenhotep I
Il teschio del faraone, con denti in buone condizioni, mostrato dalle nuove analisi sulla mummia di Amenhotep I. Foto Credits: Sahar Saleem e Zahi Hawass

Il viso e i segreti del faraone sono rimasti avvolti nel mistero fino ad oggi quando i due scienziati egiziani hanno potuto esaminare la mummia usando un macchinario per la TAC collocato nel giardino del Museo del Cairo. I moderni strumenti per la scansione tomografica e i programmi innovativi utilizzati per queste indagini hanno consentito alla Prof.ssa Saleem di rimuovere virtualmente i bendaggi senza toccare la mummia e causare quei danni irreversibili che i precedenti sistemi utilizzavano per sbendare i corpi.

Lo studio ha rivelato che il faraone è stato mummificato nella cosiddetta “posizione di Osiride” cioè con gli avambracci incrociati sul corpo e ha permesso di conoscerne il viso e la sua somiglianza con il padre determinando anche l’età di 35 anni al momento della morte e il buono stato di salute del re, senza rivelare le cause di morte. Infine è stato possibile individuare il particolare metodo di imbalsamazione che non ha previsto la rimozione del cervello dal cranio come in altre mummificazioni tipiche del Nuovo Regno come quelle di Tutankhamon e Ramesse II dove il cervello era rimosso e il cranio riempito di resine e materiali per l’imbalsamazione.

La mummia di Amenhotep I. Foto Credits: Sahar Saleem e Zahi Hawass

Le radiografie 3D hanno rivelato la presenza di 30 amuleti all’interno della mummia e tra le sue bende così come la presenza di una cintura sotto la schiena adornata di 34 ciondoli d’oro. La conservazione degli amuleti e della mummia dimostra anche l’estrema cura con cui i sacerdoti della 21esima dinastia provvidero a sostituire le sepolture conservando le vecchie mummie e i loro segreti.

Foto Courtesy of Zahi Hawass