Grecia: 22 relitti dall'arcipelago di Fourni

28 - 29 Ottobre - 10 Novembre 2015
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Una scoperta straordinaria è stata annunciata da un team archeologico americano e greco: 22 relitti sono stati ritrovati presso l'arcipelago di Fourni (o Fournoi).
https://twitter.com/peterbcampbell/status/659449272811827200
Le navi datano dal tempo della Grecia arcaica (700-400 a. C.) e fino al sedicesimo secolo. Diversi i relitti di epoca classica ed ellenistica, la metà sono di epoca romana, dal 300 al 600 d. C. I beni trasportati erano molto diversi, e dai resti ceramici si può dedurre l'importanza di vino e olio.
L'arcipelago consta di 13 isole tra Samo e Icaria, ed è situato nel Mar Egeo, non lontano dalla Turchia. Anche se l'arcipelago era al centro di importanti rotte commerciali, un numero così elevato di relitti è certo sorprendente per un luogo che non presenta porti o insediamenti. Si tratta del 12% dei relitti finora scoperti in Grecia, per un totale di 180.
Link: The Washington Post; AlphaGalileo via University of SouthamptonNewswire; Live Science 1, 2; Discovery News; Greek Reporter; News.com.au.
Panorama di Fourni (o Fournoi), foto da WikipediaCC BY 3.0, caricata da e di Tanzania.
 


Israele: cantina di 1500 anni fa dalla pianura di Sharon

26 Ottobre 2015
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Una cantina di 1500 anni fa è stata scoperta nella pianura di Sharon, in Israele. Ritrovata anche un'enorme pressa, di 3 metri di diametro, profonda 2, che poteva contenere 20 metri cubi di vino.
Link: The Jerusalem Post
Vista della Pianura di Sharon, foto di udi Steinwell, da WikipediaCC BY 2.5, caricata da Pikiwikisrael
 


L'amore per il vino degli antichi Romani

28 Agosto 2015

Gli antichi Romani, amanti del vino

L'autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L'autrice del progetto circondata da anfore provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, Museo Archeologico di Batumi. Foto di M. Marciniak
L'Italia è famosa per i suoi vini pregiati da centinaia di anni. Nonostante questo, già più di 2,5 migliaia di anni fa i suoi abitanti importavano bevande fin dalla Grecia. La dott.ssa Paulina Komar, dottorata dell'Istituto di Storia all'Università di Wroclaw investiga perché i Romani, nonostante il gran numero di vigneti propri, importassero vino dagli estremi orientali del Mediterraneo.
Un Romano adulto consumava in media un litro di vino al giorno, che significa che la produzione e la distribuzione della bevanda erano elementi importanti dell'economia antica. L'argomento del consumo del vino nella Repubblica e nell'Impero Romano ha attratto notevole interesse per anni. Fino ad oggi, ad ogni modo, poca attenzione è stata dedicata ai vini importati dal territorio della Grecia. La dott. ssa Paulina Komar ha deciso di riempire questo vuoto. Per il suo progetto intitolato "Greek wines in ancient Italy: consumption, distribution, and social and economic aspects" (Vini greci nell'Italia antica: consumo, distribuzione, e aspetti economici e sociali) ha ricevuto finanziamenti dal Centro Nazionale della Scienza durante il concorso FUGA. Condurrà la ricerca all'Istituto di Archeologia dell'Università Jagiellonica.
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar
Anfora cretese con iscritto il nome del mercante. Foto di Paulina Komar

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Polonia: le cantine al di sotto della piazza di Muszyna

10 Agosto 2015

Gli archeologi scavano nelle misteriose cantine al di sotto della piazza del paese di Muszyna

Foto: Fotolia
Foto da Fotolia

Gli archaeologi scavano nelle misteriose cantine  al di sotto del mercato del paese reso celebre dalla sua spa - Muszyna (nel Voivodato della Piccola Polonia). Le cantine, come l'intera città, appartenevano ai vescovi di Cracovia ed erano probabilmente utilizzati per immagazzinare vini importati dall'Ungheria.
I ricercatori contano su ritrovamenti di valore, che arricchirebbero la collezione del Museo Regionale dello Stato di Muszyna, ed espanderebbero la conoscenza degli storici. "Non dobbiamo dimenticare che Muszyna è una città con un'eredità medievale. La piazza del paese di Muszyna nasconde molti segreti. Sembra che i nostri ritrovamenti saranno significativi almeno per la regione" - ha spiegato a PAP l'archeologo Artur Ginter della società Sekcja Archeo, che conduce gli scavi.
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Torna Bacco nelle Corti Tour turistico, caccia al tesoro, degustazione di vini rosati pugliesi

15 Luglio 2015

Torna Bacco nelle Corti Tour turistico, caccia al tesoro, degustazione di vini rosati pugliesi
Il primo appuntamento in programma è previsto per venerdì 24 luglio

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Ritorna, in una versione tutta nuova, “Bacco nelle Corti”, il tour turistico alla scoperta del centro storico di Bitonto con sosta per la degustazione di vini pugliesi. Quest'anno, la passeggiata per i vicoli della città vecchia si arricchisce di mistero e di intrattenimento: grazie infatti alla partecipazione di “guidattori” in abiti d'epoca, i turisti e visitatori visiteranno il centro storico come in una caccia al tesoro, alla scoperta di dettagli, storie e personaggi della città.

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Danimarca: una brocca francese di mille anni fa da Ribe

12 Giugno 2015
Una brocca per il vino di mille anni fa, proveniente dalla Francia, è stata ritrovata a Ribe, in Danimarca. Si tratta della prima scoperta di questo tipo nella città, e ritrovata miracolosamente intatta.
Link: Copenhagen Post


Gli Etruschi e il Vino a Rocca di Frassinello

28 Maggio 2015

GLI ETRUSCHI E IL VINO A ROCCA DI FRASSINELLO
Vecchie e nuove ricerche nella necropoli di San Germano. Inaugurazione della mostra e dell’area archeologica della necropoli

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Sabato 30 maggio alle ore 11.00 si inaugurerà a Rocca Di Frassinello, Giuncarico - Comune di Gavorrano (GR), l’Area archeologica Rocca di Frassinello, relativa alla necropoli etrusca di San Germano, mentre gli spazi della cantina disegnata da Renzo Piano, ospiteranno una mostra esperienziale sui reperti archeologici della necropoli, da cui prende spunto una narrazione incentrata in particolare sull’uso del vino in età etrusca con l’allestimento dell’architetto Italo Rota, creatore del Padiglione del vino all’Expo. La mostra aperta ai visitatori consente l’esperienza di degustazione del vino come era in uso presso gli etruschi.

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Georgia: il vino di ottomila anni fa da Imiri è il più antico?

27 Aprile - 21 Maggio 2015
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Ritrovato nel sito di Imiri, nel sud est della Georgia, vino risalente al 6000 a. C. Gli archeologi potrebbero così dimostrare che il paese fu il primo a coltivare la vite (anche per ragioni rituali e religiose) nel Neolitico e che da qui la pratica si diffuse. Lo scopo delle ricerche però è esteso all'intero settore agricolo, per indicare il ruolo dell'area nella domesticazione delle piante selvatiche, come parte di un territorio che includeva la Mezzaluna Fertile. La Georgia ha conservato ancora oggi metodi arcaici per produrre il vino, e i caratteristici contenitori in creta per il vino Kvevri (anche Qvevri) si sono ritrovati durante gli scavi.

Link: Agenda.ge; Fox News; Euronews 1, 2Archaeology News Network
Moderni Kvevri, foto di Levan Totosashvili (https://www.flickr.com/photos/conversum/4066312418/) da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Bencemac.
 


Finlandia, Mar Baltico: si svela il sapore dello champagne di 170 anni fa

20 Aprile 2015
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Cinque anni fa, dal relitto di uno scuna ritrovato a 50 metri di profondità al largo dell'arcipelago finlandese delle Åland, furono recuperate 168 bottiglie di champagne di oltre 170 anni fa.
Le bottiglie proverrebbero dai produttori Veuve Clicquot Ponsardin (VCP), Heidsieck e Juglar, e si sarebbero conservate molto bene grazie alla temperatura stabile, secondo uno studio comparso su Proceedings of the National Academy of the Sciences of the United States. La loro caratteristica più notevole sarebbe l'alto contenuto in zuccheri: taluni ritengono perciò che il contenuto della nave fosse destinato al mercato russo, che però richiedeva bevande con un contenuto di zuccheri persino più elevato. Le sfumature di sapore son state descritte in termini di affinità al cuoio, ai formaggi, al metallo, al fumo, o speziate, fruttate e floreali. I ricercatori avrebbero inoltre ottenuto altre informazioni sulle procedure di vinificazione dell'epoca.
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Semi d'uva di 1500 anni fa: così si faceva il rinomato vino del Negev

12 - 14 Febbraio 2015
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Semi d'uva carbonizzati, risalenti a 1500 anni fa, e ritrovati nel sito di Halutza, nel deserto del Negev, in Israele. Dall'esame di questi chicchi sarà forse possibile capire perché il vino del Negev fosse così rinomato ai tempi dell'Impero Bizantino, e forse addirittura ricrearlo. Le viti attualmente presenti nel Negev sono infatti varietà europee.
Negli scavi precedenti si erano ritrovate le vigne, le cantine e le brocche nelle quali si conservava il vino, noto anche come vino di Gaza, di alta qualità e molto costosi, citato anche dalle fonti. La città di Halutza (Elusa in greco) si trovava sulla via dell'incenso nabatea ed era la più importante dell'Impero a situarsi nel deserto del Negev.
Le attività presso Halutza sono condotte dall'Autorità per le Antichità Israeliane con l'Università di Haifa, guidata dal prof. Guy Bar-Oz, direttore degli scavi insieme al dott. Lior Weisbrod dello Zinman Institute presso la stessa Università.
Link: Israel Antiquities Authority; Israel Ministry of Foreign Affairs; Past Horizons
Halutza, in Israele. Foto di Sfrantzmanda WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da File Upload Bot (Magnus Manske).