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Roma: presentazione libro “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”

La Casa del Cinema ospita la presentazione del libro “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”

Venerdì 25 maggio alle ore 18 in sala Deluxe.

Presenti l’autore Massimiliano Studer, Enrico Ghezzi e Roberto Perpignani

Roma, 23 maggio 2018 – Nella sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma verrà presentata venerdì 25 maggio alle ore 18 la novità editoriale firmata da Massimiliano Studer per Mimesis Edizioni: “Alle origini di Quarto Potere. Too much Johnson: il film perduto di Orson Welles”. L’autore introdurrà la propria opera in compagnia di due illustri ospiti: Enrico Ghezzi (Fuori Orario, Blob) e Roberto Perpignani (Coordinatore del Corso di montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia). Al termine dell’incontro, verrà proiettata una video intervista a Ciro Giorgini dedicata al ritrovamento di Too Much Johnson: Ciro Giorgini. La Magnifica Ossessione Too Much Johnson e il cinema di Orson Welles(HD, col. e B/N, 36’, 2014).

Quando si legge il nome di Welles ci si trova nella strana condizione di dover fare i conti con un gigante che si è sempre divertito a creare rompicapi e produzioni filmiche costellate di misteriose vicissitudini. Come quelle legate al suo primo inedito film: Too much Johnson. Creduta distrutta nell’incendio che colpì la casa madrilena di Welles nell’agosto 1970, la copia della sua opera prima venne ritrovata nel 2008, a distanza di settant’anni dalla sua realizzazione, da un ragazzo del cineclub Cinemazero di Pordenone, Mario Catto. Rovistando fra le scatole che una ditta di trasporti locale intendeva eliminare, Catto trovò la preziosa pellicola, successivamente riconosciuta come autentica da Ciro Giorgini, grande esperto dell’opera di Orson Welles.

Dieci anni dopo il ritrovamento del film, nel frattempo restaurato dalla George Eastman House con il contributo della National Film Preservation Foundation, Massimiliano Studer torna sull’opera “fantasma” che, nel 1938, ha inaugurato la carriera cinematografica di una delle figure più estrose e imprevedibili dell’intero panorama artistico. Il risultato è un volume che va ad arricchire significativamente l’esegesi wellesiana, presentando una ricostruzione di ampio respiro del mondo artistico e culturale del primo Orson Welles, con particolare attenzione al contesto storico, politico e culturale della New York anni trenta. Uno strumento per gli amanti del cinema e non solo impreziosito da una prefazione di Paolo Mereghetti e da un’intervista allo stesso Ciro Giorgini.

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Germania e America: un viaggio nel cinema con Antonio Monda

Germania e America: un viaggio nel cinema con Antonio Monda

La presentazione del suo nuovo libro alla Casa del Cinema. Una conversazione su New York, film e personaggi degli anni ’40 e i fantasmi del passato

Roma, 16 marzo 2018 – L’appuntamento è fissato per lunedì 19 marzo alle ore 19.00 nella Sala Deluxequando, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo Io sono il fuoco (Mondadori Editore), Antonio Monda incontrerà il direttore della Casa del CinemaGiorgio Gosetti, per una serata dedicata al cinema, alla letteratura, alle storie tra Germania e America nell’anno 1945.

Proseguendo una tradizione che delinea un percorso tra libri e film e ha in New York il suo fulcro narrativo, Antonio Monda racconta l’anima segreta di un uomo sospeso tra due mondi, la Germania nazista e l’America cosmopolita degli esuli e degli apolidi. L’immaginario dei grandi film che descrivono quegli anni fa da sfondo alla tela di un singolare viaggio nella memoria e nelle passioni dell’autore.

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Venezia: undicesima edizione del Festival Internazionale di Letteratura “Incroci di civiltà”

L’UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI PRESENTA

INCROCI DI CIVILTÀ

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA

A VENEZIA

 

Dal 4 al 7 aprile 2018 venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi incontrano il pubblico per l’undicesima edizione del Festival

Credits: Annalena McAfee

VENEZIA – Sarà Ian McEwan, l’acclamato autore inglese di romanzi, racconti e sceneggiature – come Bambini nel tempo (Einaudi, 1988), Espiazione (Einaudi, 2002)  e i più recenti Chesil Beach (Einaudi, 2007), Solar (Einaudi, 2010), Miele(Einaudi, 2012), La ballata di Adam Henry (Einaudi, 2014), Nel guscio (Einaudi, 2017) – a inaugurare al Teatro Carlo Goldoni mercoledì 4 aprile alle ore 17.00 l’undicesima edizione di Incroci di civiltà, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’ Università Ca’ Foscari Venezia – che festeggia quest’anno i suoi 150 anni –  in collaborazione con Fondazione di Venezia e Comune di Venezia e inserito all’interno del programma ‘le Città in Festa’, con la partnership di The BAUERs Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia e Marsilio.

Questa undicesima edizione di Incroci di civiltà ribadisce lo spirito del festival, capace di accostare firme prestigiose ad autori emergenti e offrire al vasto pubblico di lettori appassionati una prospettiva privilegiata sulla letteratura contemporanea mondiale.

Dal 4 al 7 aprile 2018 si incontreranno a Venezia venticinque scrittori provenienti da ventuno Paesi: Australia, Cile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Israele, Italia, Kenya, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Malesia, Marocco, Romania, Russia, Sri Lanka, Spagna, Svezia, Turchia.

Un focus speciale sarà dedicato agli autori africani, con la presenza di Ngũgĩ wa Thiong’o e Abdilatif Abdalla (Kenya), e del Premio Nobel per la Letteratura nel 1986 Wole Soyinka (Nigeria). Verranno presentati i primi due numeri con testo a fronte della nuova collana della Libreria Editrice Cafoscarina ‘Incroci di civiltà’: poesie scelte di Mohamed Moksidi (Marocco) a cura di Simone Sibilio (Ca’ Foscari) e due racconti di Emine Sevgi Özdamar (Turchia/Germania) a cura di Stefania Sbarra (Ca’ Foscari).

Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia: «Incroci di civiltà è uno degli appuntamenti culturali di punta di Ca’ Foscari, una manifestazione nata sotto il segno dell’inclusione e della diversità culturale e linguistica, temi che sono propri del nostro Ateneo, della nostra ricerca scientifica e dei progetti e interessi dei nostri docenti e ricercatori. Quest’anno, all’undicesima edizione, il Festival continua ad appassionare molti lettori e cittadini e ad attirare a Venezia le firme più affermate del panorama letterario internazionale. Le tematiche d’attualità e l’interesse per le diverse culture continuano a costituire il cuore della proposta di Incroci di civiltà, che può contare sulla preziosa collaborazione delle principali istituzioni cittadine che ringrazio per il loro sostegno».

Flavio Gregori, Prorettore alle Attività e Rapporti Culturali di Ca’ Foscari: «Incroci di civiltà è uno dei momenti più alti della programmazione culturale di Ca’ Foscari. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione del 150esimo Anno Accademico, Ca’ Foscari ha una vocazione speciale nel panorama italiano per lo studio e l’insegnamento delle lingue e letterature straniere di tutto il mondo. Incroci rappresenta in modo esemplare questa vocazione  facendo dialogare scrittrici e scrittori di oltre venti Paesi con i nostri docenti e con il pubblico dei lettori. Incroci non è solo un festival che dura i quattro giorni della manifestazione ma è il risultato di un lavoro di tutto l’anno da parte degli organizzatori, dei professori, degli studenti, del mondo editoriale e di tutti coloro che vi collaborano. È una realtà riconosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale, diventata uno degli eventi più importanti, centrali e attesi nella vita culturale di Venezia».

Pia Masierodirettrice del Festival Incroci di civiltà: «E’ un privilegio per me essere anche quest’anno la direttrice di Incroci di civiltà per quello che il festival rappresenta per l’Ateneo e per la città. Non un salone del libro, né una semplice vetrina per le ultime novità editoriali, ma un momento di riflessione profonda su temi che continuano ad essere centrali per il nostro tempo. Incroci di civiltà è uno dei modi – belli e riusciti – con cui Ca’ Foscari dialoga con la città di Venezia».

Giovanni Dell’Olivo, direttore della Fondazione di Venezia: «Lo sguardo privilegiato degli scrittori e delle scrittrici ci offre la grande opportunità di osservare il mondo di oggi e leggere la contemporaneità. L’avvicinarsi, l’incontrarsi, il dialogare e l’incrociarsi di culture vicine e lontane ci consente di affrontare e analizzare le tematiche più urgenti e attuali. Ci sta a cuore la crescita culturale della nostra comunità e questa rassegna internazionale, per la qualità dei suoi contenuti e la statura dei suoi protagonisti, è linfa vitale per il nostro territorio. Con orgoglio, dunque, la Fondazione di Venezia rinnova il suo supporto a Incroci di civiltà nell’ambito di un consolidato rapporto di collaborazione, attiva e progettuale, con l’Università finalizzato allo sviluppo culturale della collettività e dei giovani in particolare».

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Roma: bentornata Casina di Raffaello!

Bentornata Casina di Raffaello!

Dal 1 febbraio riapre la ludoteca di Villa Borghese

con un’offerta ricca e rinnovata per le scuole e il pubblico:

in arrivo tanti laboratori e incontri creativi per i più piccini

per imparare attraverso il gioco

Laboratori, letture, presentazioni di libri, mostre temporanee, centri estivi, corsi di formazione, rassegne sull’editoria per l’infanzia e tanto altro: con tante novità nell’offerta educativa dedicata a scuole e pubblico e un suggestivo restyling nell’allestimento degli spazi, riaprirà giovedì 1 febbraio 2018 Casina di Raffaello – la ludoteca di Villa Borghese ospitata nel bellissimo edificio del ‘500 chiamato in origine “Palazzina dell’Alboreto dei Gelsi” che l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura dedica ai bambini dai 3 ai 14 anni.

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Napoli: presentazione libro “Leopardi bibliografo dell’antico”

Leopardi bibliografo dell’antico: pubblicata una lista autografa, conservata fra i manoscritti napoletani

Mercoledì 31 alle 16,30 nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli, Maria Luisa Chirico, Matteo Palumbo , Vincenzo Trombetta e Fabiana Cacciapuoti, presenteranno il libro di Marcello Andria e Paola Zito “Leopardi bibliografo dell’antico”, edito da Aracne. I saluti introduttivi sono affidati al Direttore dell’Istituto, Francesco Mercurio. La presentazione sarà accompagnata da una mostra delle carte autografe descritte nel volume.

Il saggio rende nota una inedita lista autografa, conservata fra i manoscritti leopardiani della Biblioteca Nazionale, rimasta finora inedita. Si tratta di un corposo quadernetto, formato da trentotto fogli, sui quali il giovane Leopardi al principio del 1817 annotò oltre cinquecentocinquanta segnalazioni bibliografiche, aggregate per ordine alfabetico, relative a titoli di autori antichi, tardoantichi e Padri della Chiesa. Si tratta di una tappa significativa della maturazione del Leopardi filologo. Il giovane recanatese, ormai insoddisfatto di quanto può offrirgli la pur ricca biblioteca paterna, è ansioso di procurarsi per i suoi studi le edizioni migliori e più rigorose degli autori antichi che si vanno pubblicando in Europa, prevalentemente in Germania, ma anche in Francia, Inghilterra, Olanda o negli stati italiani. Passa scrupolosamente in rassegna, pertanto, i cataloghi degli editori, ma soprattutto le riviste letterarie, che informano la comunità delle lettere sulle più recenti novità e registra puntualmente nel quaderno i titoli selezionati, con l’intenzione di poterli acquistare o almeno consultare, spesso esprimendo commenti in latino sulla qualità delle edizioni e dei curatori. Un ambizioso e impegnativo ‘programma di studio’, dunque, un elenco dettagliato di strumenti di lavoro da utilizzare a largo raggio. Vi compaiono in totale trecentoquarantasette autori greco-latini elencati, fra i quali spiccano Omero e Cicerone, Platone e Aristotele e Orazio, Aristofane e Catullo, ma anche una pletora di autori tardo-antichi noti e meno noti.

L’hanno portata alla luce due studiosi che per molti anni hanno lavorato ai manoscritti leopardiani della Biblioteca Nazionale: Marcello Andria, ora direttore del Sistema Bibliotecario dell’Università di Salerno, e Paola Zito, docente di biblioteconomia e bibliografia all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Entrambi, dagli anni ’80 in poi, hanno concentrato i loro interessi su inediti leopardiani relativi all’officina dello Zibaldone, a progetti incompiuti, a elenchi di libri, appunti di lettura.

La biblioteca Nazionale di Napoli conserva il più vasto fondo di autografi leopardiani. Oltre ai testi compiuti e dati alle stampe in vita dell’autore, o pronti per affrontare i torchi e pubblicati postumi a cura di Antonio Ranieri, l’officina leopardiana contiene una miriade di appunti, annotazioni, frammenti di traduzione, liste sinonimiche, annotazioni più o meno enigmatiche, in prosa o in versi. Piccoli, a volte minuscoli riquadri cartacei, non semplicemente ricoperti ma letteralmente oberati di scrittura fino ai margini e alla sommità degli angoli

Come da MiBACT, redattrice Lidia Tarsitano