Umani in allevamento: proposte del diciottesimo secolo

29 Marzo 2016

La professoressa Maren Lorenz. © RUB, Damian Gorczany
La professoressa Maren Lorenz. © RUB, Damian Gorczany

L'idea di "migliorare" gli umani e di "ottimizzare" la procreazione emerse già nel diciottesimo secolo in Francia, molto prima dell'ingegneria genetica o del romanzo Il mondo nuovo (Brave New World, 1932) di Aldous Huxley.
Già durante l'Illuminismo, con lo sviluppo della medicina, economisti e studiosi dell'amministrazione si resero conto che la popolazione era una risorsa economica da moltiplicare.
La professoressa Maren Lorenz, della Ruhr-Universität Bochum, sta compiendo studi in merito, descritti in un articolo sul periodico Rubin Science Magazine.
Tra le prime fonti si discute di politiche di procreazione strategica, e persino di matrimonio di prova (con divorzio in caso non si ottenesse una progenie) o di abolizione del celibato (che era visto uno spreco di uomini abili alla procreazione). In un'epoca di censura, erano idee destinate a far discutere. Molto prima che queste idee prendessero piede in Germania, fu in Francia che i dottori svilupparono l'idea di "fattorie di allevamento umano" (NdT: human stud farm in Inglese), nella seconda metà del diciottesimo secolo. Lì vi sarebbero state donne single di 25 anni, che avrebbero ricevuto la visita di uomini (sposati e non). I figli sarebbero appartenuti allo Stato.
Link: Rubin Science MagazineAlphaGalileo via Ruhr-Universitaet-Bochum.


Francia: un uccello in incavo del Paleolitico Superiore

15 Marzo 2016
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Sta facendo molto parlare di sé, un reperto del Paleolitico Superiore proveniente da un sito a cielo aperto di Cantalouette II, nella regione francese della Dordogna.
Si tratta di una scheggia di selce, sulla cui superficie irregolare si è scavato con uno strumento in pietra. Datata a 31-35 mila anni fa, presenta la straordinaria raffigurazione di un uccello in incavo, col piumaggio e dettagli della testa. Non vi sono reperti simili - anche per livello di naturalismo - per quanto riguarda il Paleolitico Superiore: quest'opera può dunque aiutarci a comprendere meglio gli esordi dell'arte figurativa.
L'incisione si distingue da altre rappresentazioni, per l'animale raffigurato e per le tecniche innovative utilizzate. Nonostante la presenza di certe convergenze, infatti, l'assenza di canoni è caratteristica per l'arte dell'Aurignaziano. Difficile dire di che uccello si tratti: probabilmente un passeriforme, di torcicolli (picidi del genere Jynx), di starne (fasianidi del genere Perdix) o quaglie. Raffigurazioni di uccelli sono molto inusuali per il periodo, e dunque in questo caso si tratta forse di un'espressione di pura creatività, non legata a concezioni religiose e sociali.
Il sito di Cantalouette II, la cui scoperta è avvenuta durante i lavori per la circonvallazione di Bergerac, ha rivelato un'occupazione che va dal Paleolitico Medio al Neolitico.
https://twitter.com/jorios/status/648468578828599296
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Milano: arte, design e teatro viaggiano in TGV verso Parigi (e ritorno)

Cultura e turismo

Arte, design e teatro viaggiano in TGV verso Parigi (e ritorno)

Per raccontare la ricchezza della Milano culturale del 2016, in particolare Boccioni e Munari. La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Fondazione Milano ha ideato ad hoc una sorta di ‘flash mob’ itinerante

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Milano, 15 marzo 2016 – Un viaggio andata e ritorno sul TGV di SNCF per raccontare la ricchezza e la vivacità della Milano culturale del 2016: due giornate in carrozza tra Italia e Francia – andata oggi e ritorno domani – per promuovere sul treno a grande velocità che collega con tre corse al giorno Milano a Parigi l’attività dei teatri, le mostre, i musei e le esposizioni internazionali che animeranno la vita della città nei prossimi mesi, con un programma che garantisce l’attrattività turistica di Milano ben oltre i confini nazionali.

Il viaggio è stato pensato all'interno del protocollo d'intesa sottoscritto tra Comune di Milano e Milano e la filiale italiana di SNCF (Ferrovie francesi), per la promozione - non solo a Parigi ma in tutta la Francia – di alcuni importanti appuntamenti culturali: la XXI Esposizione Triennale di Arte e Architettura, che prende il via il 2 aprile in Triennale e in molti spazi espositivi della Città; la grande mostra "Umberto Boccioni. Genio e memoria", che aprirà al pubblico il 23 marzo a Palazzo Reale, omaggio di Milano al grande artista nel primo centenario della scomparsa; la mostra "Vietato non toccare" che fino a settembre al MUBA racconterà ad adulti e bambini di tutte le età il genio di Munari, artista "padre" di quel design di cui Milano è capitale  internazionale.

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Tre scheletri documentano l'espansione araba dell'ottavo secolo fino in Settimania

24 Febbraio 2016
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Le analisi di carattere archeologico e genetico, effettuate su tre scheletri ritrovati in altrettante tombe medievali a Nîmes, in Francia, indicano che si trattava di tre musulmani.
La rapida espansione araba nei primi secoli del Medio Evo portò profondi cambiamenti nel mondo mediterraneo, ma se questa presenza è ampiamente attestata in Spagna, lo è assai meno a nord dei Pirenei. Il nuovo studio, pubblicato su PLOS One, ha dunque cercato di verificare una relazione tra queste tre tombe e la presenza musulmana nella Francia dell'ottavo secolo.
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Si sono esaminate le pratiche funerarie, DNA, sesso ed età degli individui in questione. Ne è risultato che si seguivano i rituali islamici, con gli scheletri che hanno testa e corpo orientati verso La Mecca. Dal DNA si è rilevata una probabile stirpe paterna dal Nord Africa. La datazione è compresa tra il settimo e il nono secolo. Gli autori sospettano perciò si tratti di Berberi integrati nell'esercito degli Omayyadi durante l'espansione araba in Nord Africa dell'ottavo secolo.
Lo studio fornirebbe dunque le prime prove riguardanti l'occupazione del territorio della Settimania (attuale Linguadoca-Rossiglione), allora in mano ai Visigoti, e mette in luce la complessità di relazioni tra le due comunità all'epoca.
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Francia: una taverna di epoca romana da Lattara

22 - 23 Febbraio 2016
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Una taverna di 2.100 anni fa circa è stata dissotterrata presso l'antica città romana di Lattara, nella parte meridionale della Francia. Questa era una città di agricoltori, prima che i Romani conquistassero la Gallia mediterranea (nel secondo secolo a. C.). Da quel momento, probabilmente, si svilupparono poi qui nuove occupazioni.
L'edificio è stato interpretato come una taverna sulla base degli elementi ritrovati: innanzitutto tre mulini e tre forni. Nessuna abitazione possedeva allora attrezzature su questa scala. Attraversato il cortile, in un'altra stanza ci sono panche allineate ai muri e un focolare. Ritrovati resti di pesci, pecore e bestiame, che indicano una dieta variegata. Tra i frammenti ceramici ve ne sono di importati dall'Italia, assieme al vino. In antichità, i Celti erano famosi per il loro amore per la bevanda.
Anche se le taverne erano luoghi di una certa importanza nel mondo romano, da un punto di vista archeologico la nostra comprensione di questi edifici non è sufficiente. Si tratta della prima taverna di questo tipo nella regione, e pure di un indicatore dei cambiamenti socioeconomici avvenuti nell'area in quel periodo.
Menzionata già da autori antichi, la città portuale corrisponde all'odierna Lattes, nel regione francese della Linguadoca-Rossiglione.
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Dalla storia del parassita Schistosoma mansoni, nuove conoscenze sulle popolazioni

16 Febbraio 2016
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Il nuovo sequenziamento del genoma del parassita Schistosoma mansoni rivela nuove conoscenze sulla storia delle popolazioni.
Questo platelminta (o verme piatto) è responsabile della schistosomiasi (anche nota come bilharziosi o distomatosi sanguigna), una parassitosi che ancora oggi affligge le popolazioni di diversi paesi in via di sviluppo, prevalentemente in Sud America, nei Caraibi, in Africa (Madagascar in particolare) e Medio Oriente. Lo Schistosoma mansoni infetta oggi oltre 250 milioni di persone e causa la morte di 11  mila persone ogni anno.
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Il nuovo sequenziamento rivela che il parassita avrebbe colpito per la prima volta i pescatori nei laghi dell'Africa Orientale. Si sarebbe quindi diffuso nell'Africa Occidentale (Senegal e Camerun), e poi nel Nuovo Mondo (Guadalupe) a causa del commercio di schiavi nei secoli tra il sedicesimo e il diciannovesimo.
Lo studio è partito dall'analisi delle differenze tra lo Schistosoma mansoni e lo  Schistosoma rodhaini, un parassita che colpisce invece i roditori. Si è calcolato che i due avrebbero un antenato comune nell'Africa Orientale, databile tra i 107.500 e i 147.600 anni fa. La specie risulterebbe pure più giovane di quanto ritenuto. La sua comparsa coincide coi primi ritrovamenti archeologici relativi alla pesca nelle acque dolci dell'Africa Orientale.
Il confronto dei genomi mostra poi una divergenza tra quelli dell'Africa Occidentale e quelli presenti nei Caraibi. La divergenza sarebbe da collocarsi tra il 1117 e il 1742 d. C., sovrapponendosi col commercio di schiavi nell'Atlantico, tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo. Oltre 22 mila Africani furono allora trasportati a Guadeloupe, nel Nuovo Mondo, sulle navi francesi.
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Effetti di lungo termine per l'istruzione nelle ex colonie

1 Febbraio 2016
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L'eredità coloniale ha avuto un notevole impatto, che per quanto riguarda l'istruzione nelle ex colonie di Spagna e Francia risulta ancor oggi essere negativo. Al contrario, nelle ex colonie britanniche non sarebbe possibile rilevare questi effetti negativi.
L'effetto di lungo periodo per le colonie spagnole in particolare è particolarmente marcato, a maggior ragione se si considera che in alcuni casi quel dominio terminò due secoli fa. Le caratteristiche del sistema educativo spagnolo sono a lungo rimaste: centralizzazione, incapacità di giungere (se non in modo limitato) nelle aree rurali e a poveri e donne. Anche nei paesi ove il dominio coloniale francese terminò 50 anni fa è possibile vedere questi effetti, che includono sempre la centralizzazione, un raggio limitato delle organizzazioni non governative nella fornitura dell'istruzione, un sistema elitista e selettivo (che ha in particolare costituito uno svantaggio per le donne).
Questi alcuni dei risultati di una ricerca pubblicata su Kyklos, che ha esaminato i dati relativi ad ex colonie: 17 erano spagnole, 23 francesi e 36 britanniche.
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Le più antiche rappresentazioni di eruzioni dalla Grotta di Chauvet-Pont d’Arc

10 Gennaio 2016
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Nella Grotta di Chauvet-Pont d’Arc, nel dipartimento francese dell'Ardèche, ci sarebbero le più antiche rappresentazioni di eruzioni vulcaniche.
Queste immagini apparentemente astratte, a forma di cascata (o spray, a seconda di come le si vuole vedere), furono ritrovate per la prima volta nel 1994, tra quelle raffiguranti gli animali dell'epoca. Un nuovo studio ha interpretato questi disegni astratti come raffigurazioni preistoriche del fenomeno naturale, sottolineando come già dall'entrata della grotta in questione sarebbe stato possibile osservare attività vulcaniche dell'area, 36 mila anni fa.
Fino ad oggi, quelle dell'Hasan Däg dalla Turchia centrale erano considerate come le eruzioni più antiche ad essere rappresentate (otto-novemila anni fa), sui murali della celebre Çatalhöyük.
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[Dall'Abstract:] Tra i dipinti e le incisioni ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc (Dipartimento dell'Ardèche, Francia), diversi segni dalla peculiare forma spray sono stati precedentemente descritti nella Galleria Megaloceros. Qui si documenta l'occorrenza di attività vulcanica di tipo stromboliano collocata a 35 km a nord ovest della grotta, e visibile dalle colline sopra l'entrata della grotta. Le eruzioni vulcaniche sono state datate, utilizzando 40Ar/39Ar, tra 29 ± 10 migliaia di anni e 35 ± 8 migliaia di anni (2σ), che si sovrappone con il 14C AMS e le età della termoluminescenza per le prime occupazioni della grotta nella Galleria Megaloceros. Il lavoro fornisce le prime prove di un'intensa attività vulcanica tra 40 e 30 migliaia di anni nella regione del Bas-Vivarais, ed è molto probabile che umani viventi nell'area dell fiume Ardèche testimoniassero una o diverse eruzioni. Si propone che i segni a forma di spray ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc possano essere le più antiche rappresentazioni note di eruzione vulcanica, predatando di più di 34 milioni di anni la descrizione di Plinio il Giovane dell'eruzione del Vesuvio (79 d. C.) e di 28 migliaia di anni il murale scoperto a Çatalhöyük, nella Turchia Centrale."
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Omaggio a Edith Piaf al Teatro di Villa Torlonia

OMAGGIO A

EDITH PIAF

NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA

(19 dicembre 1915)

IMMAGINE GUIDA 

TEATRO DI VILLA TORLONIA

SABATO 19 DICEMBRE 2015 ore 19

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo  060608

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Cento anni fa, il 19 Dicembre 1915, per la strada, su un marciapiede di rue Belleville a Parigi nasceva Edith Piaf, la “voce di Francia”, la grande interprete della canzone, forse la più grande nell’Europa del Novecento.
Roma Capitale, il Museo Parigino a Roma, Viva Musica e Nixi.it, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia, le renderanno  omaggio  sabato 19 dicembre alle 19,00, nella splendida cornice del  Teatro di Villa Torlonia con un concerto e una mostra. Padrino della serata,  il noto attore francese Philippe Leroy.
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Francia: una fossa di seimila anni fa da Bergheim

10 - 12 Dicembre 2015 - 12 Gennaio 2016
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Una fossa circolare di seimila anni fa, profonda due metri, ci parla probabilmente di terribili avvenimenti avvenuti allora presso Bergheim, nel Dipartimento dell'Alto Reno in Alsazia.
La deposizione di resti umani all'interno di fosse circolari è diffusa nell'Europa Centrale e Occidentale, tra il 4500 a. C. e il 3500 a. C. circa.
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